Dopo il sequestro di Israele delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, i 175 attivisti intercettati dall'esercito israeliano sono sbarcati a Creta. Due di loro saranno "condotti in Israele per essere interrogati" in quanto considerati "autori di attività sospette", ha spiegato il Ministero degli Esteri israeliano. Intanto, il dipartimento di Stato Usa ha condannato la Flotilla definendola "filo Hamas"
I circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla, che erano stati intercettati dalle forze israeliane in acque internazionali nel Mediterraneo, sono sbarcati sull'isola di Creta. Lo sbarco è avvenuto nel sud-est dell'isola, dove gli attivisti sono stati scortati dalla guardia costiera greca e sono saliti su quattro autobus. Due di loro saranno "condotti in Israele per essere interrogati" in quanto considerati "autori di attività sospette", come ha specificato il Ministero degli Esteri israeliano. Si tratta di Saif Abu Keshek, "sospettato di affiliazione a un'organizzazione terroristica", e Thiago Ávila, "sospettato di attività illegali", aggiunge il comunicato. Nella nota, il ministero israeliano ha ringraziato inoltre il governo greco per aver accettato lo sbarco a Creta dei restanti attivisti della Flotilla.
Usa contro gli attivisti: "Conseguenze a chi li sostiene"
Intanto, il dipartimento di Stato Usa ha condannato "fermamente" l'iniziativa della Flotilla definendola "filo Hamas" e "controproducente". Washington starebbe quindi valutando "l'impiego degli strumenti a disposizione per imporre conseguenze a coloro che le forniscono sostegno", appoggiando "le azioni legali intraprese dai nostri alleati contro di essa". Gli Usa hanno poi rimarcato di aspettarsi "che tutti i nostri alleati intraprendano azioni decise contro questa insensata trovata politica, negando l'accesso ai porti, l'attracco, la partenza e il rifornimento alle imbarcazioni che partecipano alla flottiglia".
L'attacco alla Global Sumud Flotilla
La nota di Washington è stata pubblicata a seguito dell'attacco alla Global Sumud Flotilla, bloccata da Israele mentre navigava in acque internazionali vicino all'isola greca di Creta. L'esercito israeliano ha intercettato 22 navi e arrestato 175 attivisti, 23 dei quali italiani. Un'operazione che la stessa Flotilla ha definito "una escalation pericolosa e senza precedenti" e un atto di "pirateria". "Si tratta del sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta, un'affermazione secondo cui Israele può operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza subire conseguenze", avevano detto gli attivisti. A seguito dell'attacco in molte piazze italiane, da Torino a Milano fino a Roma, sono scesi gruppi di manifestanti per protestare a difesa della Flotilla.
Israele: "Blocco indispensabile per prevenire un'escalation"
Inizialmente Tel Aviv aveva fatto sapere che i fermati sarebbero stati portati in Israele, ma in un secondo momento il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, aveva riferito che "in coordinamento con il governo greco, le persone trasferite dalle imbarcazioni della flottiglia alla nave israeliana saranno sbarcate su una spiaggia greca nelle prossime ore". Un'operazione che, secondo Sa'ar, era "indispensabile da un punto di vista operativo" per "prevenire un'escalation ed evitare frizioni e violenze". E ancora: "Questa specifica flottiglia ha tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana. Stiamo garantendo la sicurezza di tutte le persone a bordo, e continueremo a farlo, nel rispetto del diritto internazionale".
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La condanna di Meloni
A seguito dell'attacco alle imbarcazioni della Flotilla, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva condannato il sequestro di Israele, chiedendo a Tel Aviv "l'immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull'incolumità fisica delle persone a bordo". Poi aveva ribadito di "non aver cambiato idea" sull'iniziativa della Global Sumud Flotilla: "Mi continua a sfuggire l'utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza e in compenso danno a noi molti altri problemi da risolvere, come se non ne avessimo già a sufficienza".
Atene: "Offerto il nostro aiuto per garantire il rientro sicuro degli attivisti"
Il ministero degli Esteri della Grecia, "in quanto fattore di stabilità nella regione, guidata dal diritto internazionale e per ragioni umanitarie", ha chiesto a Israele di "ritirare le sue navi dalla regione e ha offerto i suoi buoni uffici impegnandosi ad accogliere le persone a bordo sul proprio territorio e a garantirne il rientro in sicurezza nei rispettivi paesi". In una nota, si legge ancora che "le autorità greche sono in contatto con le autorità israeliane in merito alla questione dello sbarco in sicurezza in Grecia". Alla luce dell'operazione israeliana "contro le navi della Global Sumud Flotilla in acque internazionali al largo di Creta", Atene ha chiesto "moderazione e rispetto universale del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale del mare e il diritto internazionale umanitario".