Gli avvocati chiedono che venga bloccata l'imbarcazione israeliana, a bordo della quale ci sono Saif Abu Keshek e Thiago Ávila. l ministero degli Esteri israeliano aveva annunciato che sarebbero stati "condotti in Israele per essere interrogati" in quanto considerati "autori di attività sospette"
Il team legale della delegazione italiana di Global Sumud Flotilla ha depositato un "esposto urgente" alla Procura di Roma per chiedere il "sequestro dell'imbarcazione che sta trasportando in Israele i due attivisti della Global Sumud Flotilla". L'esposto - spiegano in una nota - "radica la competenza dell'autorità giudiziaria italiana sulla base del fatto che l'attivista palestinese Abukeshek Abdelrahim Saif è stato "prelevato e sequestrato da una barca battente bandiera Italiana". Nell'esposto si chiede alla Procura il sequestro della nave israeliana su cui viaggia il "cittadino di nazionalità palestinese, in possesso della cittadinanza, spagnola e svedese, e membro del direttivo (Steering Committee) della Global Sumud Flottilla, che si trova ancora in acque internazionali al fine di interrompere il sequestro in atto e di prevenire il rischio che subisca trattamenti inumani e degradanti". I legali italiani fanno sapere anche che "altre azioni sono in preparazione da parte di un team internazionale di avvocati per fermare il sequestro degli attivisti e ottenerne l'immediato rilascio".
Il rilascio
I circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla, intercettati dalle forze israeliane in acque internazionali nel Mediterraneo, erano sbarcati sull'isola di Creta. Lo sbarco era avvenuto nel sud-est dell'isola, dove gli attivisti erano stati scortati dalla guardia costiera greca e poi erano saliti su quattro autobus. Il ministero degli Esteri israeliano aveva annunciato che due degli attivisti sarebbero stati "condotti in Israele per essere interrogati" in quanto considerati "autori di attività sospette". Si tratta appunto di Saif Abu Keshek, "sospettato di affiliazione a un'organizzazione terroristica", e Thiago Ávila, "sospettato di attività illegali". Nella nota, il ministero israeliano aveva ringraziato inoltre il governo greco per aver accettato lo sbarco a Creta dei restanti attivisti della Flotilla.
Attivisti: "Sottoposti a 40 ore di soprusi sulla nave israeliana"
Gli attivisti sbarcati a Creta "sono appena sopravvissuti a 40 ore di crudeltà deliberata" a bordo di una nave militare. Così il comunicato diffuso sui social e accompagnato da un video di testimonianze dei reduci di questa situazione. La Flotilla ha denunciato anche come, "quando i militari hanno cercato di sequestrare due partecipanti", ovvero gli attivisti Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, i loro compagni "hanno opposto resistenza pacifica" e "la risposta è stata di pura violenza" con "pugni", "calci", e persone "trascinate sul ponte con le mani legate dietro la schiena". La Flotilla sostiene che tra gli attivisti c'è chi ha riportato "nasi rotti, costole incrinate e pestaggi" e che "nel caso sarebbero persino stati esplosi colpi d'arma da fuoco". Una volta sbarcato a Creta,l'equipaggio sarebbe stato "trattenuto" dalla polizia greca "su autobus, negando loro la possibilità di andarsene". Circa 60 membri dell'iniziativa hanno "immediatamente avviato uno sciopero della fame" come forma di protesta a seguito della denuncia. "Questo è un attacco violento contro civili pacifici, non volgeremo lo sguardo altrove", si legge ancora nel comunicato, in cui gli attivisti hanno chiesto "la loro liberazione e responsabilità internazionale".
Usa contro gli attivisti: "Conseguenze a chi li sostiene"
Intanto, il dipartimento di Stato Usa ha condannato "fermamente" l'iniziativa della Flotilla definendola "filo Hamas" e "controproducente". Washington starebbe quindi valutando "l'impiego degli strumenti a disposizione per imporre conseguenze a coloro che le forniscono sostegno", appoggiando "le azioni legali intraprese dai nostri alleati contro di essa". Gli Usa hanno poi rimarcato di aspettarsi "che tutti i nostri alleati intraprendano azioni decise contro questa insensata trovata politica, negando l'accesso ai porti, l'attracco, la partenza e il rifornimento alle imbarcazioni che partecipano alla flottiglia".
L'attacco alla Global Sumud Flotilla
La nota di Washington è stata pubblicata a seguito dell'attacco alla Global Sumud Flotilla, bloccata da Israele mentre navigava in acque internazionali vicino all'isola greca di Creta. L'esercito israeliano ha intercettato 22 navi e arrestato 175 attivisti, 23 dei quali italiani. Un'operazione che la stessa Flotilla ha definito "una escalation pericolosa e senza precedenti" e un atto di "pirateria". "Si tratta del sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta, un'affermazione secondo cui Israele può operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza subire conseguenze", avevano detto gli attivisti. A seguito dell'attacco in molte piazze italiane, da Torino a Milano fino a Roma, sono scesi gruppi di manifestanti per protestare a difesa della Flotilla.
Israele: "Blocco indispensabile per prevenire un'escalation"
Inizialmente Tel Aviv aveva fatto sapere che i fermati sarebbero stati portati in Israele, ma in un secondo momento il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, aveva riferito che "in coordinamento con il governo greco, le persone trasferite dalle imbarcazioni della flottiglia alla nave israeliana saranno sbarcate su una spiaggia greca nelle prossime ore". Un'operazione che, secondo Sa'ar, era "indispensabile da un punto di vista operativo" per "prevenire un'escalation ed evitare frizioni e violenze". E ancora: "Questa specifica flottiglia ha tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana. Stiamo garantendo la sicurezza di tutte le persone a bordo, e continueremo a farlo, nel rispetto del diritto internazionale".
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Caso Flotilla, attivisti rilasciati nelle prossime ore
La condanna di Meloni
A seguito dell'attacco alle imbarcazioni della Flotilla, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva condannato il sequestro di Israele, chiedendo a Tel Aviv "l'immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull'incolumità fisica delle persone a bordo". Poi aveva ribadito di "non aver cambiato idea" sull'iniziativa della Global Sumud Flotilla: "Mi continua a sfuggire l'utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza e in compenso danno a noi molti altri problemi da risolvere, come se non ne avessimo già a sufficienza".
Atene: "Offerto il nostro aiuto per garantire il rientro sicuro degli attivisti"
Il ministero degli Esteri della Grecia, "in quanto fattore di stabilità nella regione, guidata dal diritto internazionale e per ragioni umanitarie", ha chiesto a Israele di "ritirare le sue navi dalla regione e ha offerto i suoi buoni uffici impegnandosi ad accogliere le persone a bordo sul proprio territorio e a garantirne il rientro in sicurezza nei rispettivi paesi". In una nota, si legge ancora che "le autorità greche sono in contatto con le autorità israeliane in merito alla questione dello sbarco in sicurezza in Grecia". Alla luce dell'operazione israeliana "contro le navi della Global Sumud Flotilla in acque internazionali al largo di Creta", Atene ha chiesto "moderazione e rispetto universale del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale del mare e il diritto internazionale umanitario".