Elezioni midterm, i sondaggi: "Il 62% degli americani boccia Trump"

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Secondo le rilevazioni di Washington Post-Abc-Ipsos, il 66% degli americani non approverebbe del tutto la gestione del tycoon, specie nell'ambito del conflitto contro l'Iran rispetto ad un 33% che invece lo promuove. In generale, il tasso di disapprovazione sarebbe giunto al 62%, il livello più alto dei suoi due mandati

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A circa sei mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump sembra risultare in difficoltà almeno stando a quanto emerge dai sondaggi. Secondo le rilevazioni di Washington Post-Abc-Ipsos, infatti, il 66% degli americani non approverebbe la sua gestione nell'ambito del conflitto contro l'Iran rispetto ad un 33% che invece lo promuove.

Dall'economia all'inflazione

Considerando il tema dell'economia, solo il 34% degli interpellati promuove il tycoon, in calo di sette punti rispetto a rilevazioni precedenti. Sull'inflazione può contare, invece, solo sul 27% di consensi e sulla gestione del costo della vita sul 23% a fronte di un 76% che lo boccia. In generale il tasso di approvazione del presidente sarebbe attualmente pari al 37% rispetto al 39% di febbraio, con il tasso di disapprovazione al 62%, il livello più alto dei suoi due mandati. 

Verso il voto di novembre

Mancano dunque ancora diversi mesi alle elezioni di midterm, l’appuntamento elettorale che cade a metà di ogni mandato presidenziale e vede il rinnovo di tutta la Camera e di un terzo del Senato. Il voto è in calendario il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre e i due grandi partiti americani stanno lavorando da tempo per arrivare pronti a quel momento. In base agli umori più recenti i Dem, dopo la netta sconfitta alle ultime presidenziali, sembrano aver ritrovato fiducia, mentre totalmente opposto, anche visti i sondaggi, sarebbe l’umore tra le fila dei Repubblicani. Questi ultimi, che oltre alla Casa Bianca con Donald Trump controllano anche entrambi i rami del Congresso, sembrano preoccupati per l'esito del voto di midterm che storicamente è spesso sfavorevole al presidente in carica. E a anche questa il timore che serpeggia tra i membri del Grand old party è che a novembre si possa registrare una disfatta di non poco conto. Dietro al timore di una sconfitta c’è proprio il calo dei consensi per Trump. "La tregua è troppo poco e troppo tardi per salvarlo", aveva spiegato uno stratega conservatore a Politico spiegando lo stato d'animo della maggioranza dei Repubblicani, dopo il recente accordo tra Usa ed Iran. 

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