La coalizione a guida saudita ha confermato di aver colpito un impianto di una compagnia petrolifera yemenita a Sanaa e altri due siti nelle province di Saada e Dhamar, nello Yemen occidentale. I raid sono arrivati poche ore dopo l'invito ai civili a evacuare l'area interessata dall'attacco nella capitale controllata dagli Houthi. La coalizione saudita riferisce che sono stati intercettati tre missili lanciati contro la capitale Riad e il sud del regno
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Continuano gli attacchi reciproci tra il governo di Riad e gli Houthi. La coalizione a guida saudita ha confermato di aver colpito un impianto di una compagnia petrolifera yemenita a Sanaa e altri due siti nelle province di Saada e Dhamar, nello Yemen occidentale. La stessa coalizione saudita ha poi annunciato che sono stati intercettati tre missili lanciati contro la capitale Riad e il sud del regno. Le forti esplosioni sentite in precedenza erano correlate con la difesa aerea in funzione per neutralizzare i missili.
Il Consiglio Ue ha approvato l'istituzione di una missione di sostegno al Libano, confermando l'impegno europeo a favore della stabilità, della sovranità e delle istituzioni del Paese.
"Gli Houthi si stanno comportando molto male". Ad affermarlo in un post su Truth è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Pensavo - sottolinea - avessero imparato la lezione un anno fa quando li abbiamo bombardati a morte e, su loro richiesta, abbiamo smesso. Sono rimasti in silenzio per molto tempo, ma ora sono riemersi, probabilmente su richiesta dell'Iran, che è una nazione in fallimento, senza marina, senza aeronautica, con la peggior economia del mondo e un'inflazione del 301%, in modo molto spiacevole, colpendo l'Arabia Saudita e cercando deliberatamente di far salire i prezzi del petrolio, probabilmente prima delle elezioni statunitensi — NON È MOLTO PIACEVOLE. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che sono in corsa alle elezioni, ho già vinto, CON UNA VITTORIA SCHIACCIANTE, ma ci sarò dopo le elezioni, e non dimenticherò mai!", ha concluso il tycoon.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- 7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
- La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Gb, i Verdi votano per classificare il sionismo come razzismo
Il voto ha suscitato forti critiche da parte delle organizzazioni ebraiche, del governo britannico e di Israele. Tel Aviv ha definito il testo "antisemita" e vietato l'ingresso nel Paese al leader verde Zack Polanski.
Gb, i Verdi votano per classificare il sionismo come razzismo
Vai al contenutoIsraele-Hamas, dalla guerra al piano di pace: cos’è successo in 3 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi di Hamas sono penetrati nel Sud di Israele, attaccando i giovani israeliani riuniti per un rave party e i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300. Israele ha risposto lanciando l’operazione "Spade di Ferro" con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia. Si contano quasi 80mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato in tutto il Medio Oriente. La Casa Bianca, nel settembre 2025, ha pubblicato una strategia di pace in 20 punti. L’entrata in vigore del cessate il fuoco non ha però bloccato del tutto le ostilità nell’ultimo anno, con diversi raid israeliani che hanno colpito Gaza in questi mesi. I lavori del Consiglio di Pace voluto da Trump non hanno ancora raggiunto gli obiettivi del disarmo di Hamas e del ritiro delle truppe di Israele dalla Striscia.
Israele-Hamas, dalla guerra al piano di pace: cos’è successo in 3 anni
Vai al contenuto7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Quella del 7 ottobre 2023è una data impressa nella storia di Israele. Quella mattina di 3 anni fa, iniziava l'operazione "Alluvione Al-Aqsa", a lungo pianificata in segreto dal gruppo di Hamas. Il Sud di Israele, alle prime luci dell'alba, veniva preso alla sprovvista: mentre dalla vicina Striscia di Gaza iniziava il lancio di razzi verso lo Stato ebraico, i terroristi entravano via terra in Israele, a piedi, con velivoli artigianali o motociclette, compiendo massacri nei kibbutz, assaltando anche un festival musicale, e uccidendo e rapendo chi trovavano lungo la loro strada. Ad oggi si stima che le vittime siano state oltre 1.200. Quegli eventi hanno avuto - e ancora oggi hanno - un impatto enorme su Israele e su tutto il resto del Medio Oriente.
7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Vai al contenutoAxios: dilemma Netanyahu-Trump se colpire l'Iran prima delle elezioni o attendere
La scorsa settimana, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump hanno discusso la possibilità di lanciare una nuova importante operazione contro l'Iran prima delle elezioni israeliane e americane di midterm. Lo riporta Axios, in base a due funzionari statunitensi, un funzionario israeliano e una quarta fonte a conoscenza della vicenda, secondo cui durante la conversazione Netanyahu ha espresso preoccupazione su informazioni d'intelligence israeliana in base alle quali l'Iran starebbe compiendo "passi inquietanti per ricostituire il proprio programma nucleare". La telefonata tra il leader israeliano e Trump sul possibile attacco è avvenuta prima che il tycoon dichiarasse che non avrebbe colpito l'Iran in vista del voto del 3 novembre. La ripresa delle operazioni di combattimento avrebbe introdotto un nuovo elemento di forte instabilità nelle elezioni israeliane del 27 ottobre e nelle elezioni di metà mandato Usa. Tuttavia, le forze armate israeliane e americane restano in stato di allerta e stanno ultimando i preparativi per rispondere in modo adeguato al cambio degli scenari. "Bibi sembra voler agire di nuovo. Ne ha parlato un paio di volte col presidente, il quale ha risposto: 'Beh, sai, Bibi, procedi pure con i preparativi'. Ma non c'è alcun impegno concreto. 'Procedi pure con i preparativi' può significare ora, più avanti o mai", ha affermato un funzionario Usa. Una fonte della Casa Bianca ha definito però "falsa" la notizia secondo cui Trump e Netanyahu avrebbero discusso della ripresa della guerra. "Il presidente ha dichiarato che non attaccheremo l'Iran in alcun momento prima delle elezioni di metà mandato", secondo la fonte. L'ufficio di Netanyahu ha dichiarato che "il premier mantiene contatti regolari con il presidente Trump e con alti funzionari dell'amministrazione statunitense, e non rilascia commenti sul contenuto delle loro conversazioni".
Netanyahu chiede indagine su soldati che hanno preso parte a Naza
Il primo ministro israeliano ha chiesto di perseguire i militari che hanno partecipato al documentario per gravi reati in materia di sicurezza delle informazioni, diffamazione e per aver leso gli interessi politici e di sicurezza di Israele.
Netanyahu chiede indagine su soldati che hanno preso parte a Naza
Vai al contenutoArabia: "Intercettati 3 missili contro Riad ed il sud del regno"
La coalizione saudita annuncia che sono stati intercettati tre missili lanciati contro la capitale Riad e il sud del regno. Le forti esplosioni sentite poco prima si spiegano con la difesa aerea in funzione per neutralizzare i missili.
7 ottobre, tre anni dopo: un Medio Oriente senza pace
A tre anni dal 7 ottobre, in Israele, a Gaza e in Medio Oriente cosa è cambiato? Tra guerre irrisolte, devastazione della Striscia e allargamento del conflitto all’Iran e al Golfo, la regione resta lontana dalla pace.
7 ottobre, tre anni dopo: un Medio Oriente senza pace
Vai al contenutoHormuz, colpite una petroliera e una portacontainer
Una petroliera e una nave portacontainer sono state colpite da proiettili di provenienza sconosciuta nello Stretto di Hormuz, al centro del conflitto tra Stati Uniti e Iran: lo ha riferito l'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO. Sono in corso accertamenti, ha dichiarato l'agenzia, senza specificare se gli attacchi abbiano causato danni o vittime.
Forti esplosioni udite a Riad e nei pressi di un impianto Aramco nell'est
A Riad si è udita una forte esplosione, secondo quanto riferito dai giornalisti dell'Afp dopo un allarme aereo diramato dalle autorità dell'Arabia Saudita, regolarmente presa di mira negli ultimi giorni dagli attacchi degli Houthi filo-iraniani dello Yemen. "La città di Riad è interessata da una minaccia aerea ostile", avverte un messaggio ricevuto dagli abitanti della capitale saudita, ai quali è stato poi comunicato che l'allarme era stato revocato. Esplosioni sono state udite da testimoni anche nei pressi di un impianto Aramco nell'est del Paese.
Gaza, le promesse disattese del piano Trump
Il piano imposto dal presidente Usa prevedeva una serie di punti (20, in tutto) che per larghissima parte sono rimasti disattesi. A partire da quello fondamentale, il quarto, che prevedeva il cessate il fuoco immediato in cambio della restituzione degli ostaggi (o dei loro corpi) da parte di Hamas a Israele.
Gaza, le promesse disattese del piano Trump
Vai al contenutoArabia Saudita, esplosione a Riad
Una forte esplosione è stata udita questa sera a Riad. Lo hanno riferito i giornalisti dell'AFP dopo un allarme aereo emesso dalle autorità saudite, regolarmente bersaglio negli ultimi giorni da attacchi degli Houthi pro-iraniani dello Yemen. "La città di Riad è interessata da una minaccia aerea ostile", avverte un messaggio ricevuto dagli abitanti della capitale saudita, che sono stati poi informati che l'allarme era stato tolto.
Arabia Saudita: "Esplosioni a Dhahran"
Forti esplosioni sono state udite nella città di Dhahran, in Arabia Saudita, vicino alla sede del colosso petrolifero saudita Aramco. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Reuters, citando sei fonti. In precedenza, gli Houthi avevano minacciato di colpire gli impianti di Aramco.
Uk, Canada, Australia e Francia: "Deplorevole il rinvio elezioni palestinesi"
Anche i ministri degli Esteri di Australia, Canada, Francia e Regno Unito hanno esortato l'Autorità Palestinese a riconsiderare la sua decisione di rinviare le elezioni legislative e presidenziali, inizialmente previste per novembre, a settembre 2027. In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno affermato di "deplorare profondamente" la decisione del Presidente palestinese Mahmoud Abbas, avvertendo che il rinvio priverebbe i palestinesi di un'ulteriore opportunità di voto e minerebbe ulteriormente la fiducia del pubblico nelle istituzioni democratiche. Sono trascorsi quasi vent'anni dalle ultime elezioni al Consiglio legislativo palestinese, e anche le elezioni previste per il 2021 sono state rinviate, si legge nella dichiarazione. I ministri hanno riconosciuto le notevoli difficoltà nell'organizzazione di elezioni conformi agli standard internazionali e nel garantire la partecipazione di tutti i palestinesi aventi diritto. Hanno inoltre elogiato la Commissione elettorale centrale per il lavoro svolto nella preparazione delle elezioni. Hanno affermato che elezioni credibili rappresentano una parte importante dell'impegno di Abbas e dell'Autorità Palestinese per le riforme, il rinnovamento democratico e una governance responsabile, in linea con la Dichiarazione di New York del luglio 2025. Hanno inoltre esortato Israele ad astenersi da azioni che potrebbero ostacolare le elezioni, garantendo, tra l'altro, le disposizioni pratiche necessarie affinché tutti i palestinesi possano parteciparvi.
La guerra degli Houthi ridisegna gli equilibri del Golfo
Il 10 ottobre gli Houthi hanno colpito l’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, con il più sanguinoso attacco miissilistico subito dall’Arabia Saudita da oltre un decennio. Gli eventi delle ultime settimane mostrano un dato evidente: la guerra tra la milizia yemenita e l’Arabia Saudita è passata a un livello successivo.
La guerra degli Houthi ridisegna gli equilibri del Golfo
Vai al contenutoYemen, coalizione saudita colpisce sito petrolifero a Sanaa
La coalizione a guida saudita ha confermato di aver colpito un impianto di una compagnia petrolifera yemenita a Sanaa e altri due siti nelle province di Saada e Dhamar, nello Yemen occidentale. I raid sono arrivati poche ore dopo l'invito ai civili a evacuare l'area interessata dall'attacco nella capitale controllata dagli Houthi. Il portavoce della coalizione, Turki al-Maliki, ha dichiarato su X che le strutture venivano utilizzate dagli Houthi per "alimentare lo sforzo bellico" e "minacciare il regno, lo Yemen, il Mar Rosso meridionale e le vie navigabili".
Teheran convoca Ambasciatore britannico: "Proteste per accuse su base Raf"
L'ambasciatore britannico in Iran, Hugo Shorter, è stato convocato dalle autorità iraniane dopo che Londra ha accusato i Pasdaran di un presunto complotto contro la base aerea della Raf di Fairford, nel Regno Unito. Secondo una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, Shorter è stato convocato da Alireza Yousefi, viceministro degli Esteri iraniano. "All'ambasciatore britannico è stata trasmessa la ferma protesta dell'Iran contro l'approccio irresponsabile e destabilizzante del Regno Unito nei confronti dell'Iran", si legge nella dichiarazione.
Lunedì il premier britannico Andy Burnham ha affermato che è "altamente probabile" che l’operazione contro la base Raf che ospistava aerei Usa "sia stata coordinata in Iran, quasi certamente sotto la direzione della Guardia Rivoluzionaria Islamica iraniana".
L'ambasciatore iraniano nel Regno Unito, Seyed Ali Mousavi, ieri ha negato qualsiasi coinvolgimento di Teheran, dichiarando che il suo Paese è disposto a collaborare con le autorità britanniche per fare luce sull'accaduto.
Hormuz, Trump e la realtà: cosa sta succedendo nello Stretto
Negli ultimi giorni, il presidente americano si è lasciato andare a dichiarazioni trionfali rispetto alla situazione nello Stretto di Hormuz. Ma la ripresa del traffico petrolifero, favorita da rotte alternative e stratagemmi logistici, non significa che il conflitto sia vicino alla fine: la minaccia iraniana resta concreta e il rischio di una nuova escalation è ancora alto.
Hormuz, Trump e la realtà: cosa sta succedendo nello Stretto
Vai al contenutoTrum: "Houthi si stanno comportando molto male, non dimenticherò"
"Gli Houthi si stanno comportando molto male". Ad affermarlo in un post su Truth è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Pensavo - sottolinea - avessero imparato la lezione un anno fa quando li abbiamo bombardati a morte e, su loro richiesta, abbiamo smesso. Sono rimasti in silenzio per molto tempo, ma ora sono riemersi, probabilmente su richiesta dell'Iran, che è una nazione in fallimento, senza marina, senza aeronautica, con la peggior economia del mondo e un'inflazione del 301%, in modo molto spiacevole, colpendo l'Arabia Saudita e cercando deliberatamente di far salire i prezzi del petrolio, probabilmente prima delle elezioni statunitensi — NON È MOLTO PIACEVOLE. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che sono in corsa alle elezioni, ho già vinto, CON UNA VITTORIA SCHIACCIANTE, ma ci sarò dopo le elezioni, e non dimenticherò mai!", conclude Trump.
Media: "Netanyahu ha parlato con Trump di riprendere guerra contro l'Iran"
"La scorsa settimana Benjamin Netanyahu ha parlato con il presidente Trump della possibilità di riprendere la guerra contro l'Iran. Funzionari americani si sono detti colpiti dall'interesse di Netanyahu a riprendere gli attacchi contro l'Iran prima delle elezioni. Una delle ragioni addotte dal premier israeliano per giustificare la necessità di lanciare l'operazione erano i preoccupanti nuovi passi compiuti dall'Iran nel campo nucleare". Lo riferisce Channel 12.
Houthi: "Due persone uccise in un raid saudita sul Mar Rosso"
Il ministero della Salute yemenita, controllato dagli Houthi, ha dichiarato che due persone sono rimaste uccise in un attacco a una compagnia petrolifera nella provincia di Hodeidah, sul Mar Rosso, attribuendo la responsabilità dell'attacco all'Arabia Saudita. Non ci sono conferme immediate da parte dell'Arabia Saudita. Lo riportano i media internazionali.
Katz: "Tentativi da parte di Iran e suoi alleati di attentati per condizionare il voto"
"Stiamo individuando tentativi da parte dei nostri nemici, in primo luogo l'Iran e i suoi alleati, di promuovere attentati terroristici che possano influenzare l'esito delle elezioni in Israele. Di fronte a questi tentativi, dobbiamo assumere una posizione di unità e lanciare un messaggio chiaro: le divergenze politiche non devono compromettere la nostra comune determinazione nell'affrontare i nostri nemici". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz durante la cerimonia di inaugurazione del Museo dell'Irgun. "Insieme con l'Idf e le forze di sicurezza, agiremo per difendere lo Stato in ogni momento e in ogni luogo in cui sarà necessario. Le decisioni saranno prese in base alle esigenze di sicurezza, senza essere condizionate da alcun altro tipo di considerazione",ha aggiunto, "i nostri nemici devono sapere una cosa: chiunque ci attacchi, prima o dopo le elezioni, e chiunque colpisca i soldati dell'Idf o i cittadini israeliani, subirà una risposta durissima e pagherà il prezzo più alto".
Teheran: "Vicini ad un accordo con l'Oman sul transito a Hormuz"
Iran e Oman sono vicini all'attuazione di un accordo provvisorio per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo dice il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, al quotidiano tunisino Al-Chourouk secondo quanto riporta IRNA. Baghei ha aggiunto che Teheran e Muscat stanno proseguendo le consultazioni per stabilire rotte sicure per le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, dopo aver raggiunto un'intesa su un percorso di transito sicuro provvisorio. Il portavoce iraniano ha aggiunto che "alcuni dettagli attuativi" sono ancora oggetto di discussione e ha precisato che l'intesa bilaterale su una rotta sicura non deve essere confusa con la riapertura o con lo status complessivo del passaggio marittimo, in quanto resta ancora da valutare un meccanismo sostenibile e a lungo termine per la gestione e la messa in sicurezza del transito. Riguardo alla possibilità di una ripresa delle ostilità con gli Stati Uniti, Baghaei ha ribadito che l'Iran è pronto a mobilitare tutte le risorse disponibili per contrastare eventuali azioni ostili.
Netanyahu: "Costruiamo insediamenti per garantire la sicurezza di Israele"
''Continueremo a garantire la sicurezza di Israele qui, lungo la linea di confine e ovunque. Stiamo costruendo insediamenti qui, oltre 104, e numerose fattorie agricole. Stiamo garantendo la sicurezza dello Stato di Israele''. Lo ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu durante una visita poco fa sulla linea di confine a ridosso della Cisgiordania. ''Dietro di me c'è l'ex campo profughi di Tulkarem. Era una roccaforte terroristica. L'Idf è entrato e ha bonificato. Ho sentito che c'è qualcuno all'Alta Corte di Giustizia che dice che i residenti dovrebbero essere fatti ritornare qui. Ma non sono residenti, questi sono terroristi. Chi rimarrà in controllo di quest'area sarà l'Idf, non ci sarà un esercito arabo a ovest del Giordano. Siamo a pochi minuti da Natanya, dalla costa. Stiamo difendendo il territorio dal Giordano al mare'', ha aggiunto Netanyahu. ''Siamo preparati a qualsiasi scenario, compreso quello che viene definito un 'ribaltamento dei fucili''', ha detto Netanyahu, riferendosi all'allerta dei giorni scorsi del ministro della Difesa su una possibile rappresaglia degli apparati di sicurezza dell'Anp contro l'Idf.

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Israele, Trump sull'endorsement per voto del 27: "Non ci ho pensato, potrei farlo"
Donald Trump non esclude un endorsement in vista delle elezioni in Israele del 27 ottobre in cui, secondo i sondaggi, il Likud ha recuperato terreno, riaprendo la partita con l'opposizione. "Non ci abbiamo proprio pensato. Potrei fare qualcosa", ha risposto il Presidente americano, il cui stretto rapporto negli anni con Benjamin Netanyahu si è raffreddato mano a mano che la crisi aperta con la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran si acuiva e una via di uscita vittoriosa si allontanava. Israel Times ha rilanciato le parole pronunciate dal Presidente americano parlando liberamente con i giornalisti.
Yemen, l'Arabia Saudita attacca sito petrolifero vicino a Sana'a
L'Arabia Saudita ha segnalato attacchi a Sana'a, città controllata dai ribelli Houthi nello Yemen. Il canale Al-Masirah, affiliato agli Houthi, ha confermato che un impianto di una compagnia petrolifera ad Al-Sabaha, a ovest di Sana'a, è stato colpito. Successivamente, sono stati segnalati attacchi anche nell'area della città portuale di Al-Hodeidah.
Riad: "Non permetteremo minacce alla sicurezza o a libertà di navigazione nel Mar Rosso"
Il governo saudita, nel corso di una riunione presieduta oggi dal principe ereditario Mohammed bin Salman, ha dichiarato che non tollererà minacce alla sicurezza del Regno o alla navigazione nel Mar Rosso. In un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa ufficiale Spa, l'esecutivo ha affermato che il Regno "non permetterà che la propria sicurezza o la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb vengano minacciate". Ha inoltre aggiunto che gli Houthi, sostenuti dall'Iran, "pagheranno le conseguenze dei loro crimini e dei ripetuti attacchi" contro aeroporti, città sante e infrastrutture economiche saudite, a seguito di diverse incursioni letali contro il Regno.
Trump: "Potrei chiedere alla Turchia di unirsi alla risposta contro gli Houthi"
Donald Trump non esclude di chiedere al presidente turco Recep Tayyip Erdogan di unirsi alla risposta contro gli houthi per gli attacchi all'Arabia Saudita. "Potrei farlo", ha detto sottolineando che Erdogan è un suo "grande amico".
Riad: "Attacchi Houthi avranno delle conseguenze"
L'Arabia Saudita "non tollererà minacce alla sicurezza o alla navigazione marittima nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb" e minaccia "conseguenze" per gli Houthi per i loro ripetuti attacchi contro il Regno. Lo dice il governo di Riad secondo la Saudi Press Agency. Il governo ha inoltre elogiato le forze governative yemenite per i loro sforzi volti a "neutralizzare le minacce" rappresentate dagli Houthi.
Trump: "Prenderò presto una decisione sull'Iran"
"Prenderò presto una decisione sull'Iran". Lo ha detto Donald Trump prima di partire per l'Alaska dove ha in programma un comizio a sostegno dei candidati repubblicani.
Trump: "Houthi si stanno comportando molto male"
Gli houthi si stanno comportando molto male. Lo ha detto Donald Trump rispondendo ad alcune domande dei giornalisti prima di patrire per l'Alaska per sostenere i candidati repubblicani.
Yemen, forze governative riprendono controllo Al-Sarari
Le forze governative hanno ripreso il controllo dell'area di Al-Sarari nel distretto di Sabr Al-Mawadim, dopo un contrattacco contro le posizioni Houthi che avevano conquistato ieri, mentre una cauta calma prevale sui fronti di Al-Dhabab e Al-Aqroud. Al Jazeera sottolinea il peggioramento della crisi umanitaria a Taiz, poiché gli Houthi continuano a bloccare il principale punto di accesso occidentale alla città, citando un avvertimento dell'ufficio sanitario circa l'imminente esaurimento di medicinali e forniture mediche, che minaccia la vita dei pazienti sottoposti a dialisi renale, di quelli in terapia intensiva e dei neonati in incubatrice. Ha aggiunto che i centri economici hanno individuato scorte di farina e grano sufficienti solo per 19 giorni.
Wafa, due donne palestinesi picchiate da coloni mentre raccoglievano olive
Due donne palestinesi sono state picchiate da coloni estremisti israeliani mentre raccoglievano olive nella città di Beit Lid, a est di Tulkarem. La Mezzaluna Rossa di Tulkarm ha riferito di aver prestato soccorso alle due donne ferite all'addome e alla testa. Le loro condizioni sono state definite moderate, riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Media Houthi: "Esplosioni udite a Sana'a, colpito impianto petrolifero"
Esplosioni sono state udite a Sanaa, la capitale dello Yemen controllata dagli Houthi. Lo riporta Al Jazeera rilanciando i media affiliati ai ribelli secondo i quali raid aerei condotti dalle forze sostenute dall'Arabia Saudita hanno colpito un impianto petrolifero nella zona di al-Sabaha, a Sanaa. Le notizie giungono dopo che la coalizione militare a guida saudita aveva diramato un avviso di evacuazione per l'impianto petrolifero situato nella capitale yemenita, in vista di un'operazione nell'area.
Yemen, al-Jazeera: "Esplosioni a Sana'a"
Esplosioni vengono segnalate nella capitale yemenita Sana'a, dal settembre 2014 in mano agli Houthi. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera.
Gli Houthi minacciano aeroporto di Riad e sede Aramco
Gli Houthi yemeniti hanno minacciato di colpire l'aeroporto di Riad, una raffineria nella capitale saudita e la sede della compagnia petrolifera Aramco a Dammam se l'Arabia Saudita attacchera' Sanaa. "Le Forze armate yemenite invitano tutti i cittadini a evacuare immediatamente e ad allontanarsi dagli obiettivi che le nostre forze armate colpiranno se il nemico saudita dovesse attaccare i luoghi annunciati nella capitale Sanaa", ha scritto su X il portavoce militare del movimento filo-iraniano, indicando i tre siti sauditi.
Iran, Putin parla di accordo diesel Usa-Russia e crisi del Golfo con il Presidente degli Emirati
Il Presidente russo Vladimir Putin ha discusso dell'accordo sul diesel fra Mosca e Washington con la controparte degli Emirati arabi uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan. I due leader hanno anche discusso delle "prospettive di una soluzione della crisi nel Golfo", ha reso noto il Cremlino.

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Iran, Teheran: "Pronti a ogni scenario"
Il governo di Teheran afferma di essere pronto "a ogni scenario" nel caso di nuove operazioni su vasta scala da parte di Usa e Israele, anche alla possibile sospensione di voli e collegamenti ferroviari. "Siamo pronti a ogni scenario, compresa la sospensione dei voli o dei collegamenti ferroviari", ha detto la portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, in dichiarazioni riportate dai media iraniani e rilanciate dalla tv satellitare al-Arabiya. La portavoce ha precisato di "non poter entrare nel dettaglio delle misure adottate dal governo perché siamo in guerra".
Capo 007 Gb: "L'Iran prende di mira siti militari, episodio base Raf non è caso isolato"
Il capo dell'MI5, Ken McCallum, afferma che l'Iran sta tentando di colpire siti militari nel Regno Unito e che il presunto complotto per attaccare una base aerea militare gestita dagli Stati Uniti lo scorso settembre "non è un caso isolato". Lo riferiscono media internazionali. McCallum - che oggi ha tenuto il suo discorso annuale di aggiornamento sulle minacce alla sicurezza nazionale - ha dichiarato che Teheran sta cercando di intensificare le proprie azioni ostili in Gran Bretagna, andando oltre i tradizionali obiettivi rappresentati dagli iraniani oppositori delle autorità islamiche. Tra queste azioni figurano incendi dolosi e atti di sabotaggio contro siti ebraici, che secondo il Regno Unito sarebbero stati compiuti da gruppi legati all'Iran. McCallum ha aggiunto che un altro "cambiamento significativo di quest'anno riguarda le ambizioni iraniane di colpire obiettivi più protetti, come le installazioni militari". L'episodio alla base Raf di Fairford "non è un caso isolato; si sono verificati altri esempi, non solo nel Regno Unito ma in tutto il mondo", ha affermato McCallum. mondo", ha affermato McCallum.
Merz: "Attacchi degli Houthi devono finire, l'Iran non destabilizzi la regione"
"Condanno gli attacchi terroristici sferrati dagli Houthi, sostenuti dall'Iran, contro gli aeroporti dell'Arabia Saudita. Tutto questo deve finire. Ho discusso con il principe ereditario Mohammed bin Salman di come porre fine al conflitto e garantire la stabilità dei prezzi dell'energia: l'Iran deve negoziare, non destabilizzare la regione". Lo ha scritto su X il cancelliere tedesco Friedrich Merz in relazione alla situazione tesa in Medio Oriente.
Nobel Pace, Israele: "Premiata la più grande menzogna del secolo"
Nobel Pace, Israele: 'Premiata la più grande menzogna del secolo'
Vai al contenutoHouthi ai dipendenti di tutti gli impianti petroliferi Aramco: "Evacuare subito"
Gli Houthi dello Yemen hanno avvertito civili e dipendenti di evacuare tutti gli impianti petroliferi della Saudi Aramco, la compagnia petrolifera saudita. La minaccia giunge dopo che la coalizione militare a guida saudita ha diramato un avviso di evacuazione per un impianto petrolifero situato nella capitale yemenita Sanaa controllata dai ribelli, in vista di un'operazione nell'area. "Il Comando delle forze congiunte della Coalizione invita i civili a evacuare il sito della Yemen Petroleum Company - la stazione centrale di Al-Sabaha a Sana'a, per la propria sicurezza", ha scritto su X il portavoce, il maggiore generale Turki al-Maliki, allegando una mappa della struttura situata alla periferia della città.
Houthi: "Civili si allontanino da siti Aramco in A. Saudita, obiettivi legittimi"
Per gli Houthi dello Yemen i siti di Saudi Aramco nella vicina Arabia Saudita sono "obiettivi legittimi". Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha invitato "tutti i dipendenti e i civili presenti nei pressi di qualsiasi siti legato" alla compagnia ad allontanarsi. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera dopo che la coalizione a guida saudita, impegnata contro gli Houthi in Yemen, ha invitato i civili presenti nella capitale yemenita Sana'a ad allontanarsi da un sito della compagnia petrolifera yemenita.
Arabia Saudita, ambasciata Francia sconsiglia di andare a Riad, Gedda e Dammam
L’ambasciata di Francia in Arabia Saudita ha sconsigliato ai propri cittadini, «salvo motivi imperativi», di recarsi a Gedda e Dammam. «Considerata la situazione della sicurezza, si sconsiglia formalmente ai cittadini francesi di recarsi o effettuare uno scalo all’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, all’aeroporto King Abdulaziz di Gedda e all’aeroporto King Fahd di Dammam», si legge in un post pubblicato su Instagram.
Houthi a Riad: "Risposta dolorosa se colpite Sanaa"
Gli Houthi yemeniti hanno avvertito l'Arabia Saudita che un attacco contro Sanaa provocherà una rappresaglia contro Riad. L'avvertimento arriva poco dopo l'annuncio della coalizione a guida saudita di un'operazione nella capitale yemenita. "Le Forze armate yemenite avvertono il nemico saudita che qualsiasi attacco contro la capitale Sanaa riceverà una risposta dura e dolorosa nella capitale nemica Riad", ha scritto su X il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree.
Putin parla dell'accordo con gli Usa sul gasolio con il presidente degli Emirati
L'accordo raggiunto con Donald Trump per la fornitura di gasolio russo sui mercati internazionali è stato discusso oggi in una conversazione telefonica tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo degli Emirati arabi uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Lo rende noto il Cremlino. "Nel corso dello scambio di opinioni sull'agenda internazionale - sottolinea in una nota la presidenza russa - le parti hanno discusso degli accordi raggiunti a seguito di una conversazione telefonica tra Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump in merito alla fornitura di gasolio russo, nonché delle prospettive di risoluzione della crisi nel Golfo Persico".
Arabia Saudita: "3 droni intercettati a nord di Riad"
Tre droni sono stati intercettati a nord di Riad. Lo ha riferito Turki Al-Maliki, portavoce della coalizione a guida saudita.
Media, 'almeno 5 civili tra cui una bimba uccisi da attacchi Houti a Taiz'
Almeno cinque civili sono rimasti uccisi e oltre una dozzina feriti in attacchi degli Houthi nella provincia yemenita di Taiz; lo riferisce l'Ufficio per i diritti umani del governatorato di Taiz, citato dall'emittente televisiva pubblica Yemen TV e da Al-Jazeera. Tra le vittime figura la piccola Ahlam Abdulsalam, di cinque anni, rimasta uccisa quando un proiettile ha colpito l'abitazione della sua famiglia nella zona di Haysaban, nel distretto di Al-Misrakh. Nella città di Taiz, nelle ultime 24 ore gli Houthi hanno bombardato quartieri residenziali densamente popolati, ferendo 17 civili, tra cui sei anziani, cinque donne e sei bambini.
Yemen, ministro Esteri Egitto ad Araghchi: 'inaccettabili attacchi' Houthi ad A.Saudita
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha chiesto l'immediata cessazione degli attacchi contro l'Arabia Saudita da parte degli Houthi, sostenuti dall'Iran. Abdelatty ha dichiarato, durante una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, che "non vi è alcuna giustificazione per questi attacchi, che sono inaccettabili". Secondo quanto riportato da un comunicato egiziano, Abdelatty ha inoltre sollecitato Teheran a dare priorità alla diplomazia e a trovare una soluzione politica al conflitto tra Iran e Stati Uniti per evitare "un'ulteriore escalation e instabilità" nella regione.
Hezbollah annuncia i dettagli del piano di ricostruzione
Fino a 14mila dollari a famiglia in un anno per affitto e mobili, con una prima rata che, per le circa 50mila famiglie vale tra 150 e 175 milioni di dollari: è il programma 'Promessa e impegno' lanciato da Hezbollah per gli sfollati delle guerre del 2024 e del 2026. Lo ha annunciato oggi a Beirut Ali Daghmush, presidente del consiglio esecutivo del partito, in una conferenza stampa nella periferia sud della capitale, senza indicare "l'entità delle somme complessive". Il tetto è di 14mila dollari a Beirut e nella periferia sud e di 12mila nel resto del paese. La somma comprende 8mila dollari per l'arredamento e 6mila o 4mila per l'affitto. Daghmush non ha indicato l'origine dei fondi ma nei giorni scorsi media internazionali avevano riferito che il partito ha ricevuto a settembre scorso 200 milioni di dollari dall'Iran "per gli sfollati". Dal canto suo il premier Nawaf Salam aveva in precedenza riferito delle stime complessive, di oltre 27 miliardi di dollari, per la ricostruzione del sud del Libano, della Bekaa e di Beirut. Daghmush ha parlato stamani in conferenza stampa a Beirut e ha precisato che questi fondi saranno erogati da Hezbollah in quattro rate trimestrali, la prima di 3.500 dollari a Beirut e di 3mila altrove, con gli stessi valori adottati dopo la guerra del 2024. A pieno regime, secondo i parametri annunciati dall'alto esponente del partito, l'esborso supererebbe i 600 milioni di dollari. Ne avranno diritto, ha detto, i titolari di case distrutte, da demolire o inagibili. Sono inclusi anche gli sfollati dalle località di confine occupate da Israele. In tutti i casi - ha precisato Daghmush - deve trattarsi dell'abitazione principale e la famiglia non deve disporre di un alloggio alternativo. Gli aiuti, ha aggiunto, andranno a tutti "a prescindere dall'appartenenza confessionale o politica". Il censimento comunicato oggi da Hezbollah si basa su una valutazione eseguita dalla società Mimar, controllata dal comitato esecutivo dello stesso partito di Dio e già sanzionata dagli Stati Uniti nel 2020. La società Mimar, ha detto Daghmush, stilerà le liste dei beneficiari e distribuirà gli annunci di pagamento.
Hezbollah, la nostra resistenza logora l'occupazione 'fino a cacciarla'
La resistenza armata resta una "necessità nazionale" finché dura l'occupazione israeliana, e i rapporti di forza che hanno determinato gli sviluppi sul terreno "possono cambiare". Lo ha detto oggi a Beirut Ali Daghmush, presidente del consiglio esecutivo di Hezbollah, in una conferenza stampa nella periferia sud della capitale, organizzata per annunciare lo stanziamento di fondi da parte del partito di Dio per la ricostruzione nelle aree distrutte da Israele. Secondo Daghmush, l'occupazione di alcune località del sud "non significa" che il nemico sia "capace di stabilirsi sulla nostra terra". La resistenza, ha spiegato, agisce in modo diverso da un esercito regolare e lavora per logorare l'occupazione "fino a cacciarla dal nostro paese", senza accettare "la logica della resa e della sottomissione". Daghmush ha presentato gli aiuti agli sfollati come "una promessa e un impegno" verso "il nostro popolo paziente". Ha precisato che questi aiuti non sostituiscono il dovere dello Stato e non cercano "alcun guadagno politico o popolare". L'esponente di Hezbollah ha evocato le madri dei "martiri" e le famiglie sfollate che rifiutano di rinunciare al "diritto legittimo di resistere all'occupante".
Croce rossa, urgente una de-escalation e protezione dei civili in Medio Oriente
I civili stanno pagando un "prezzo inaccettabile" a causa delle operazioni militari in Medio Oriente ed un'ulteriore intensificazione delle ostilità avrebbe "conseguenze disastrose per decine di milioni di persone", ha denunciato oggi la Presidente del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) Mirjana Spoljaric. "È necessario compiere sforzi urgenti per favorire una de-escalation e proteggere i civili da ulteriori sofferenze", ha aggiunto. Le vittime, i feriti e le distruzioni registrati in Arabia Saudita negli ultimi giorni rappresentano "l'ennesima dimostrazione del devastante impatto che le ostilità hanno sulla popolazione civile", ha affermato Spoljaric in una dichiarazione resa nota a Ginevra. In Yemen - ha osservato - il bilancio di morti, sfollati e danni alle infrastrutture civili sta crescendo a ritmi allarmanti. In tutto il Medio Oriente, le infrastrutture civili sono state ripetutamente colpite e si contano perdite di vite umane, ha detto ricordando che i civili e i beni civili devono essere risparmiati dagli attacchi. Gli attacchi a porti, aeroporti e infrastrutture essenziali rischiano di avere "gravi conseguenze" per le comunità che da essi dipendono.
Iran: Teheran ringrazia Putin per ruolo per fine guerra con Usa
L'Iran si considera grato al presidente russo Vladimir Putin per il suo ruolo per la fine della guerra con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi intervistato dalla Ria Novosti. In precedenza il Cremlino aveva riferito che Putin aveva comunicato al presidente statunitense Donald Trump la proposta del presidente iraniano Masoud Pezeshkian per la soluzione del conflitto. Inoltre, durante un incontro con il presidente iraniano, Putin aveva espresso la disponibilità di Mosca a contribuire alla risoluzione della situazione in Medio Oriente. "La Russia ha sempre affermato chiaramente la sua posizione, ovvero che questo conflitto scatenato dagli Stati Uniti debba finire, che questa aggressione debba cessare, e ha sempre anche dichiarato la sua disponibilità a impegnarsi per raggiungere la pace. Siamo grati che il presidente russo abbia espresso la sua disponibilità in questa questione", ha dichiarato il vice capo della diplomazia iraniana.
Iran, Wsj: Teheran rafforza difese siti nucleari e si prepara a ripresa conflitto
L'Iran sta rafforzando le misure di protezione intorno ai siti nucleari e in altri bunker, ha sfruttato la pausa nelle ostilità per ricostruire il suo arsenale. Lo confermano immagini satellitari, come scrive il Wall Street Journal citando quanto ottenuto da Vantor e analizzato dall'Institute for Science and International Security di Washington con la riprova che a settembre l'Iran ha posizionato cumuli di terra intorno ai siti di Pickaxe Mountain e Natanz per impedire, o almeno ostacolare, un eventuale blitz di forze di terra. "Sia a parole che nei fatti la Repubblica islamica si sta preparando in modo attivo alla prossima guerra - ha osservato Ben Taleblu, responsabile del programma Iran presso la Foundation for Defense of Democracies - In questo senso le misure adottate dal regime sono sia deterrenza che pianificazione bellica". L'Iran, è il quadro tracciato dal Wsj, rafforza le difese e raduna i lealisti (sui media ufficiali scorrono sempre immagini di eventi filo-regime) mentre si prepara al dopo-Midterm negli Usa, a possibili nuove operazioni americane, che cerca di dissuadere, e minaccia una risposta più incisiva e più ampia a Stati Uniti e alleati nel Golfo. Funzionari iraniani hanno avvertito in pubblico e in colloqui privati con interlocutori nella regione del fatto che la Repubblica islamica reagirebbe con un'ulteriore escalation in tutto il Medio Oriente se gli Usa dovessero avviare nuove operazioni.
M.O.: capo Croce Rossa Internazionale, serve de-escalation
In Medio Oriente serve urgentemente una de-escalation. E' l'allarme lanciato dalla presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Icrc), Mirjana Spoljaric, sottolineando il prezzo inaccettabile che i civili della regione stanno pagando a causa dei combattimenti. "Un'ulteriore intensificazione delle ostilita' sarebbe disastrosa per decine di milioni di persone. E' necessario compiere sforzi urgenti per ridurre la tensione e proteggere i civili da ulteriori danni", ha sottolineato Spoljaric.
Israele, sondaggi confermano lo stallo in vista delle elezioni del 27 ottobre
L'ultimo sondaggio di Channel 12 in vista delle elezioni del 27 ottobre aggiudica una maggioranza di seggi al partito Yashar! di Gadi Eizenkot, con 23 seggi a fronte dei 20 attribuiti al Likud del premier Netanyahu. La lista congiunta degli ex premier Lapid e Bennett riporta 13 seggi, i partiti degli attuali ministri di ultradestra Ben Gvir e Smotrich ottengono rispettivamente 8 e 6 seggi. La Lista Unita dei partiti arabi 8 seggi, mentre l'altra lista araba del partito islamico Ra'am ne ottiene 5 e il partito di sinistra I Democratici 9. Tali proiezioni confermano lo stallo che si delinea da lungo tempo, per cui nessuna tra l'attuale opposizione e coalizione riesce a ottenere il minimo di 61 seggi richiesto per formare un governo.
Cisgiordania, coloni si spacciano per soldati e aggrediscono famiglia in casa
Una famiglia palestinese del villaggio di Talfit, a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania, ha riferito di essere stata aggredita nella notte da coloni che si spacciavano per soldati. Lo riporta il Times of Israel citando la testimonianza del padre di famiglia, Yusuf Abu Aisha, secondo cui alle 3 del mattino qualcuno ha bussato alla porta identificandosi come soldati e intimando di aprire. Una volta aperta la porta, si è trovato di fronte a cinque persone mascherate, vestiti con abiti civili neri e armati di bastoni, che lo hanno aggredito insieme alla moglie e alle figlie di 14 e 18 anni. Tutti e quattro sono stati trasportati in ospedale in seguito all'aggressione, riportando fratture e ferite da sutura. L'aggressione è avvenuta mentre dei soldati dell'Idf operavano nel villaggio, come ha riferito il sindaco di Talfit.
Emiro Qatar: 'eventi eccezionali, ma il Paese finora sta tenendo'
"Il Qatar e la regione hanno affrontato eventi eccezionali che hanno dimostrato ancora una volta la coesione delle istituzioni statali" e la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni all'impianto energetico di Ras Laffan hanno causato l'interruzione di gran parte delle esportazioni del Paese. Tuttavia le politiche adottate dal Qatar prima dell'attuale crisi gli hanno permesso di assorbirne le ripercussioni fino a questo momento. Lo ha detto l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, nel suo discorso al Consiglio della Shura, l'organo legislativo del Paese, così come riportato da Al-Jazeera. "Il Qatar - ha affermato - rappresenta quasi un quinto del commercio globale di gas naturale liquefatto; qualsiasi evento che lo riguardi si ripercuote sui mercati e sui consumatori". L'emiro ha inoltre denunciato gli attacchi dall'Iran, definendoli una "palese violazione della sovranità" del Paese. Ha definito l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza un indubbio "genocidio", affermando che i responsabili non devono sottrarsi alle proprie responsabilità. Ha inoltre messo in guardia dai pericoli legati agli attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi in Cisgiordania. "La sicurezza degli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo e la salvaguardia della loro sovranità sono questioni imprescindibili". Ribadendo la posizione del Paese nonostante le recenti aggressioni, l'Emiro ha affermato che "il Qatar ha sempre preferito risolvere le controversie attraverso negoziati e mezzi diplomatici e pacifici". Ma "il nostro ricorso al dialogo e a soluzioni pacifiche non implica alcuna indulgenza nella difesa del nostro Paese". Nel suo discorso ha sollecitato un maggiore impegno per tutelare le rotte marittime regionali e le reti di approvvigionamento strategiche. Sottolineando l'importanza di tutelare la sicurezza marittima e la stabilità regionale, l'Emiro ha dichiarato: "Occorre raddoppiare gli sforzi per garantire la sicurezza della navigazione nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, nonché per proteggere gli impianti energetici e le infrastrutture civili".
Iran, Trump: ucciso troppi leader. Non sappiamo con chi trattare
La campagna di omicidi mirati di dirigenti iraniani potrebbe essere andata "troppo oltre", tanto che gli Stati Uniti ora non hanno ben chiaro il quadro della controparte con cui trattare. Ad ammetterlo e' stato il presidente Donald Trump, durante un comizio elettorale a Youngstown, in Ohio. "Potremmo aver esagerato con la leadership, perche' non sappiamo piu' con chi diavolo abbiamo a che fare", ha detto il presidente in dichiarazioni raccolte da Cnbc-tv18, affiliata della Cnbc. "A dire il vero, facciamo fatica a capire con chi diavolo dobbiamo negoziare. Penso che abbiamo esagerato. Ci saremmo potuti fermare al livello uno", ha aggiunto.
Yemen, media: '5 morti e 17 feriti in attacchi Houthi a Taiz'
La Rete yemenita per i diritti e le libertà afferma di aver documentato 43 violazioni commesse dalle forze Houthi nel governatorato di Taiz nelle ultime 24 ore, che hanno causato la morte di cinque civili e il ferimento di altri 17. In un rapporto diffuso dall'agenzia di stampa governativa yemenita Saba, il gruppo per i diritti umani ha affermato che tra le vittime risulta anche una bambina di cinque anni morta in seguito a un bombardamento che ha colpito la casa della sua famiglia nel distretto di al-Misrakh.
Il gruppo ha affermato che le forze Houthi hanno sparato più di 180 proiettili contro aree residenziali in tutto il governatorato, tra cui colpi di mortaio e di artiglieria, razzi Katyusha e proiettili di carro armato, oltre ad attacchi con droni. Sono stati segnalati danni a sette abitazioni, 12 veicoli privati, all'ospedale al-Safwa e alla moschea al-Saeed nella città di Taiz. L'organizzazione ha avvertito che i continui bombardamenti e le restrizioni sui rifornimenti stanno peggiorando le condizioni umanitarie e ha chiesto alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di adottare misure urgenti per proteggere i civili e garantire l'accesso ai beni essenziali e all'assistenza medica.
Fmi: crescita globale sempre più 'concentrata' e legata a guerre e Ia
L'andamento della crescita globale - che rallenterà dal 3,5% nel 2025 al 3,1% nel 2026 - cela notevoli movimenti divergenti tra i vari paesi e una maggiore concentrazione. Lo segnala il Fondo Monetario Internazionale nel World Economic Outlook in cui segnala come 32 paesi 'raccolgono' ora il 95% della crescita mondiale, contro i 54 di aprile, mentre le revisioni al ribasso si sono diffuse, interessando circa il 47% delle economie. "L'economia globale non sta semplicemente rallentando o accelerando; la crescita si sta piuttosto ridistribuendo tra i paesi in base alla loro esposizione allo shock dell'offerta causato dal conflitto e alla dinamica della domanda legata all'intelligenza artificiale" osserva il Fondo.
Yemen, Houthi: 'abbattuto drone saudita nel nord'
Le forze Houthi hanno abbattuto un drone da ricognizione armato Saudi Wing Loong II sopra il governatorato di Saada, nel nord dello Yemen. Lo ha riferito Yahya Saree, portavoce militare dei ribelli yemeniti, aggiungendo che il velivolo stava svolgendo "missioni ostili" quando è stato colpito con quella che ha definito un'"arma appropriata".
Trump: 'non credo che Cina e Russia aiutino la 'meravigliosa' Repubblica Islamica'
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non credere che Cina e Russia stiano aiutando l'Iran. Ha scritto su Truth Social: "Vedo tanti commenti da parte dei pazzi e dei fanatici dell'estrema sinistra, che sostengono che Cina e Russia stiano aiutando la 'meravigliosa' Repubblica Islamica dell'Iran. Se lo stanno facendo, lo fanno a un livello molto basso, anche se non credo affatto che lo stiano facendo. Hanno troppo da perdere. Ma lo sapremmo, e molto velocemente!"
Trump insiste: 'quando la guerra contro l'Iran finirà il costo della benzina calerà'
Donald Trump ha ribadito che quando la guerra contro l'Iran finirà il costo della benzina calerà. Durante un comizio in Ohio il presidente americano ha insistito che Teheran "non avrà l'arma nucleare".
Arabia Saudita: Etihad cancella voli per Riad, Dammam e Gedda
Etihad Airways ha annunciato la cancellazione dei voli tra Abu Dhabi e le citta' saudite di Riad, Gedda e Dammam a causa di "disagi nella regione", mentre gli Houthi continuano a sferrare attacchi contro il regno saudita. Tutti i voli tra Abu Dhabi e Riad sono stati cancellati fino al 19 ottobre. Anche Qatar Airways ha annunciato di aver temporaneamente sospeso i voli da e per Riad e Dammam a causa della "situazione attuale", mentre il gruppo yemenita degli Houthi intensifica gli attacchi contro il Regno.
Arabia Saudita: intercettati tre missili lanciati dagli Houthi
La coalizione militare a guida saudita, che sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, ha intercettato tre missili balistici lanciati contro Riad e un'altra citta' saudita dai ribelli sciiti Houthi, a seguito di una serie di attacchi letali che hanno causato vittime in entrambi i Paesi. Il portavoce dell'alleanza, Turki al-Maliki, ha dichiarato sulla piattaforma X che "un missile balistico lanciato dalla milizia terroristica Houthi" contro la capitale e' stato "intercettato e distrutto", cosi' come altri due diretti verso la citta' di Khamis Mushait (nel sud-ovest). Da parte loro, gli Houthi avevano riferito ieri che almeno nove civili, tra cui cinque bambini e una donna, erano rimasti uccisi in attacchi aerei sauditi nella provincia di Al-Jawf, nel nord dello Yemen e spesso teatro di scontri nel conflitto a causa della sua posizione strategica e della vicinanza al confine saudita.