Il presidente Usa parlando in Arizona: "Abbiamo ucciso tutti i leader iraniani, non so con chi parlare". Intanto gli Houthi hanno rivendicato attacchi sull'impianto Aramco di Dhahran, sull'aeroporto Re Khalid e sulla raffineria Aramco di Riad. I bombardamenti sono stati condotti "con un gran numero di missili balistici e da crociera e droni". Gli stessi Houthi hanno poi annunciato nuovi attacchi ad aeroporti e impianti petroliferi sauditi anche nei prossimi giorni
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Sale la tensione fra l'Arabia Saudita e gli Houthi dello Yemen, i quali hanno rivendicato attacchi sull'impianto Aramco di Dhahran, sull'aeroporto Re Khalid e sulla raffineria Aramco di Riad. I bombardamenti sono stati condotti "con un gran numero di missili balistici e da crociera e droni. I colpi sono stati precisi, per grazia di Dio, e hanno causato distruzioni e incendi", è stato riferito. Gli stessi Houthi hanno annunciato nuovi attacchi ad aeroporti e impianti petroliferi sauditi nei prossimi giorni.
"Gli Houthi si stanno comportando molto male". Ad affermarlo in un post su Truth è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Pensavo - sottolinea - avessero imparato la lezione un anno fa quando li abbiamo bombardati a morte e, su loro richiesta, abbiamo smesso. Sono rimasti in silenzio per molto tempo, ma ora sono riemersi, probabilmente su richiesta dell'Iran"
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- 7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
- La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Iran, Trump: "Forse sono andato troppo oltre, mi dispiace"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato a parlare dell'Iran, dicendo di essere andato "troppo oltre". "I loro leader sono morti. Questo è uno dei problemi. Forse mi sono spinto troppo oltre. Non so con chi diavolo trattare. Probabilmente sono andato troppo oltre. Mi dispiace", ha detto parlando in Arizona.
Zelensky: "Hormuz è la vera causa dell'aumento petrolio"
Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che la vera causa dell'aumento dei prezzi a livello mondiale è la crisi dello Stretto di Hormuz, innescata dagli attacchi contro l'Iran guidati da Stati Uniti e Israele. "Lo Stretto di Hormuz è la vera ragione dell'aumento dei prezzi", ha dichiarato Zelensky intervenendo al talk show britannico Piers Morgan Uncensored. "Tutto il mondo lo capisce in modo assolutamente chiaro. Al cento per cento, nemmeno al 90%", ha aggiunto.
Gb, i Verdi votano per classificare il sionismo come razzismo
Il voto ha suscitato forti critiche da parte delle organizzazioni ebraiche, del governo britannico e di Israele. Tel Aviv ha definito il testo "antisemita" e vietato l'ingresso nel Paese al leader verde Zack Polanski.
Gb, i Verdi votano per classificare il sionismo come razzismo
Vai al contenutoAutorità marittime: "Sono due le navi affondate a Hormuz in 24 ore"
"Katie Hobbes è stupida, proprio stupida. Io posso dirlo perché frequento persone molto intelligenti come Elon Musk". Lo ha detto Donald Trump ad un comizio in Arizona attaccando l'attuale governatrice democratica dello Stato. Il presidente ha poi ribadito di "fare finta che sulla scheda ci sia il suo nome" alle prossime elezioni di midterm. "Quando ci sono io i repubblicani prendono il 40% in più", ha detto.
Usa: 'Distrutta un'imbarcazione legata all'Iran nel golfo dell'Oman'
Il Comando centrale americano ha annunciato di aver distrutto, il 6 ottobre "un'imbarcazione legata all'Iran che stava effettuando attività di sorveglianza e puntando le navi della Marina Usa nel Golfo dell'Oman". Negli ultimi sette mesi, si legge in un post su X dell'Us Central Command, "il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran ha continuato a prendere di mira indiscriminatamente migliaia di navi civili in transito nelle acque della regione, oltre alle navi da guerra della Marina americana. I membri dell'equipaggio sono stati messi in salvo prima della distruzione dell'imbarcazione e sono in corso le procedure di rimpatrio".
Israele-Hamas, dalla guerra al piano di pace: cos’è successo in 3 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi di Hamas sono penetrati nel Sud di Israele, attaccando i giovani israeliani riuniti per un rave party e i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300. Israele ha risposto lanciando l’operazione "Spade di Ferro" con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia. Si contano quasi 80mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato in tutto il Medio Oriente. La Casa Bianca, nel settembre 2025, ha pubblicato una strategia di pace in 20 punti. L’entrata in vigore del cessate il fuoco non ha però bloccato del tutto le ostilità nell’ultimo anno, con diversi raid israeliani che hanno colpito Gaza in questi mesi. I lavori del Consiglio di Pace voluto da Trump non hanno ancora raggiunto gli obiettivi del disarmo di Hamas e del ritiro delle truppe di Israele dalla Striscia.
Israele-Hamas, dalla guerra al piano di pace: cos’è successo in 3 anni
Vai al contenutoIsraele: diplomatici e famiglie cominciano a votare
Questa sera i rappresentanti israeliani all'estero inizieranno a votare per le elezioni della 26esima Knesset. La prima missione a votare sarà quella di Wellington, capitale della Nuova Zelanda, dove il personale voterà a partire dalle 22 ora italiana. Seguira' l'ambasciatore israeliano alle Fiji, per la prima volta in assoluto, e poi l'ambasciata israeliana a Canberra, capitale dell'Australia.
Ghalibaf: "Le pressioni Usa sono superate"
Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che Teheran non cerca una guerra senza fine né negoziati prolungati con gli Stati Uniti, ma che combatterà finché le sue richieste non saranno soddisfatte. In un discorso televisivo, Ghalibaf ha affermato che l'Iran intende negoziare per creare una "deterrenza sostenibile", secondo quanto riportato dall'emittente statale IRIB. Separatamente, in un post sui social media, ha affermato che tutte le scadenze fissate dal governo statunitense, compresa la campagna di pressione economica sull'Iran, sono state superate e che la Repubblica islamica è ancora operativa. Ha ironicamente proposto che al Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent venga conferito il Premio Nobel per la Fisica, affermando che le sue previsioni sugli esiti delle pressioni americane hanno dimostrato l'insensatezza del concetto di tempo.
7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Quella del 7 ottobre 2023è una data impressa nella storia di Israele. Quella mattina di 3 anni fa, iniziava l'operazione "Alluvione Al-Aqsa", a lungo pianificata in segreto dal gruppo di Hamas. Il Sud di Israele, alle prime luci dell'alba, veniva preso alla sprovvista: mentre dalla vicina Striscia di Gaza iniziava il lancio di razzi verso lo Stato ebraico, i terroristi entravano via terra in Israele, a piedi, con velivoli artigianali o motociclette, compiendo massacri nei kibbutz, assaltando anche un festival musicale, e uccidendo e rapendo chi trovavano lungo la loro strada. Ad oggi si stima che le vittime siano state oltre 1.200. Quegli eventi hanno avuto - e ancora oggi hanno - un impatto enorme su Israele e su tutto il resto del Medio Oriente.
7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Vai al contenutoIsraele rafforza tutti i fronti. "Rischio escalation"
Israele ha "rafforzato gli effettivi su tutti i fronti e innalzato il livello di preparazione" di fronte al "moltiplicarsi degli allarmi" e alla "delicatezza del periodo attuale". Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore dell'esercito, il tenente generale Eyal Zamir, a due settimane dalle elezioni legislative del 27 ottobre. "Il rischio di escalation è aumentato", ha aggiunto Zamir, citato in un comunicato militare, senza fornire ulteriori dettagli. L'esercito "è in stato di massima allerta e pronto a passare a operazioni offensive su vasta scala contro qualsiasi entità tenti di colpire i cittadini israeliani", ha affermato. Anche il ministro della Difesa Israel Katz ha evocato una possibile offensiva iraniana, lanciando un avvertimento al movimento libanese Hezbollah, sostenuto da Teheran. "Se Hezbollah si unirà all'Iran in un attacco contro Israele, subirà un duro colpo", ha dichiarato in un video. In Libano le ostilità tra Israele e Hezbollah sono diminuite dopo la firma di un cessate il fuoco a giugno, ma l'esercito israeliano continua a condurre raid sporadici e a occupare una fascia di territorio nel sud del Paese. Katz ha ribadito che Israele non si ritirerà da quell'area. A Gaza, a un anno dall'entrata in vigore dell'accordo di cessate il fuoco negoziato sotto l'egida degli Stati Uniti, l'esercito israeliano controlla ormai oltre il 60% del territorio e prosegue gli attacchi, sostenendo di prendere di mira combattenti di Hamas.
Netanyahu chiede indagine su soldati che hanno preso parte a Naza
Il primo ministro israeliano ha chiesto di perseguire i militari che hanno partecipato al documentario per gravi reati in materia di sicurezza delle informazioni, diffamazione e per aver leso gli interessi politici e di sicurezza di Israele.
Netanyahu chiede indagine su soldati che hanno preso parte a Naza
Vai al contenutoElezioni Israele, cresce il peso politico dei coloni
7 ottobre, tre anni dopo: un Medio Oriente senza pace
A tre anni dal 7 ottobre, in Israele, a Gaza e in Medio Oriente cosa è cambiato? Tra guerre irrisolte, devastazione della Striscia e allargamento del conflitto all’Iran e al Golfo, la regione resta lontana dalla pace.
7 ottobre, tre anni dopo: un Medio Oriente senza pace
Vai al contenutoTennis, rinviato il Six Kings Slam dopo gli attacchi Houthi su Riad
L'evento, inizialmente programmato dal 21 al 24 ottobre, è stato spostato al periodo tra il 27 e il 30 dicembre. Il torneo - caratterizzato da un ricco montepremi - avrebbe dovuto riunire sei stelle del circuito Atp: lo spagnolo Carlos Alcaraz, il serbo Novak Djokovic, il tedesco Alexander Zverev, gli statunitensi Taylor Fritz e Learner Tien e l'australiano Alex de Minaur.
Tennis, rinviato il Six Kings Slam dopo gli attacchi Houthi su Riad
Vai al contenutoAttacchi Houthi su Riad, rinviato il 'Six Kings Slam'
L'organizzatore saudita "Riad Season" ha annunciato il rinvio della terza edizione del torneo di esibizione "Six Kings Slam" - che riunisce grandi nomi del tennis e la cui disputa era prevista per fine ottobre - in seguito ai sanguinosi attacchi degli Houthi yemeniti contro l'Arabia Saudita. L'evento, inizialmente programmato dal 21 al 24 ottobre, è stato spostato al periodo tra il 27 e il 30 dicembre, secondo un comunicato di Riad Season condiviso su X da Turki Alalshikh, presidente della General Entertainment Authority.
Idf: negli ultimi 4 mesi uccisi oltre 100 terroristi a Gaza
L'Idf comunica che negli ultimi quattro mesi, "le truppe della 99ma divisione hanno operato nel nord della Striscia di Gaza, a est della Linea Gialla, con l'obiettivo di smantellare e neutralizzare le infrastrutture terroristiche in superficie e sotterranee, nonché impedire all'organizzazione terroristica Hamas di ricostituire le proprie capacità operative". "Nel corso delle operazioni, sono stati neutralizzati circa otto chilometri di tunnel terroristici sotterranei e sono stati smantellati numerosi siti utilizzati per attività terroristiche. Inoltre, sono stati eliminati oltre 100 terroristi, tra cui individui che si erano infiltrati nel territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre, terroristi che avevano tenuto ostaggi in prigionia e soggetti che avevano tentato di collocare ordigni esplosivi contro le truppe dell'Idf impegnate nelle operazioni nell'area".
Netanyahu a ex capo dello Shin Bet: dovevi svegliarmi il 7 ottobre
"Ronen Bar, che aveva individuato i segnali premonitori nella notte del 7 ottobre e non mi ha chiamato, oggi sostiene di non avere il mio numero di telefono. Ronen, dici sul serio?". Lo scrive su X il premier Benjamin Netanyahu rivolgendosi all'ex capo dello Shin Bet che oggi ha intentato una causa per diffamazione contro il primo ministro. "Eppure avevi il numero della mia linea telefonica riservata e avresti potuto chiamarmi immediatamente, come fanno tutti i capi degli apparati di sicurezza", continua Netanyahu nel suo post. "Gli agenti della sicurezza dello Shin Bet, tuoi subordinati, che sono con me 24 ore su 24, 7 giorni su 7, avrebbero potuto mettersi in contatto con me nel giro di pochi minuti. Quante vite avremmo potuto salvare se solo mi avessi chiamato in tempo!"
Netanyahu a Bar: hai visto allarmi e non mi hai avvertito
"Quante vite avremmo potuto salvare se solo avessi chiamato in tempo?". Cosi' il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto su X all'ex capo dello Shin Bet, Ronen Bar, che lo ha denunciato per diffamazione, sostenendo che per mesi prima del 7 ottobre 2023 aveva avvertito il capo del governo del rafforzamento di Hamas e di una possibilità di un'escalation ma non erano state prese iniziative
Elezioni in Israele, il peso crescente dei coloni
Katz: "Se Hezbollah si unisce all'Iran e attacca, Libano perde territorio"
"Se Hezbollah si unirà all'Iran in un attacco contro Israele, subirebbe un duro colpo e perderebbe ulteriore territorio nelle zone di Nabatieh e Litani, che entrerebbero a far parte della zona di sicurezza permanente di Israele". Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz durante una visita questa mattina nella zona cuscinetto nel sud del Libano, aggiungendo che "l'Idf è pronto a effettuare un'offensiva di terra, la roccaforte di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut sarà evacuata, le sue infrastrutture terroristiche saranno colpite e oltre un milione di sciiti saranno sfollati in Libano".
Ue, 'profondo rammarico' per il rinvio delle elezioni in Palestina
L'Ue esprime "profondo rammarico" per la decisione dell'Autorità palestinese di rinviare a settembre 2027 le elezioni legislative inizialmente previste per il 28 novembre 2026, nonché le elezioni presidenziali che avrebbero dovuto tenersi all'inizio del 2027.
Netanyahu a Radio Army, 'non è conveniente attacco all'Iran adesso'
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che un attacco statunitense o dell'Idf contro l'Iran nei prossimi giorni, in vista delle elezioni del 27 ottobre, non è una cosa conveniente per Israele . "Secondo me, non è una situazione conveniente per noi", ha detto a Radio Army. Il premier ha aggiunto che il ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir, del partito di estrema destra Otzma Yehudit, non diventerà ministro della Difesa nel prossimo governo, qualora la coalizione guidata da Netanyahu dovesse vincere le elezioni: "So che lo desidera, ma non è lui a decidere. La difesa resterà nel Likud", ha detto. Ieri sera Channel 12 ha riferito che Netanyahu avrebbe chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di riprendere la guerra contro l'Iran prima delle elezioni israeliane e del voto di metà mandato negli Usa.
Iran: Ukmto, due navi colpite da proiettili nello Stretto di Hormuz
Due navi commerciali sono state colpite da "proiettili sconosciuti" in due diversi attacchi nello Stretto di Hormuz. E' quanto riferisce Ukmto, l'agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime. Nel primo attacco, una nave portacontainer da 50.000 tonnellate è stata colpita mentre entrava nello stretto. Non si sono registrti feriti e i danni sono stati pochi. Nel secondo attacco, una nave portacontainer da 19.000 tonnellate è stata colpita da un proiettile sconosciuto mentre usciva dallo Stretto. Ha subito danni lievi e non sono stati segnalati feriti a bordo. La nave poi ha proseguito il suo viaggio.
Iraq: primo ministro arriva a Riad per colloqui
Il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi è arrivato nella capitale saudita Riad per colloqui. "I rapporti tra Iraq e Arabia Saudita sono di particolare importanza strategica, dato il peso politico ed economico di entrambi i paesi, così come i loro legami arabi condivisi e gli interessi geografici, economici e di sicurezza comuni", sottolinea il premier secondo quanto riferisce 'Al Jazeera'. "La sicurezza dell'Iraq e la stabilità dell'Arabia Saudita fanno parte di un'equazione più ampia per la sicurezza del Golfo e la stabilità regionale".
Libano: Katz, 'Idf conquisteranno ulteriori territori in caso di attacchi Hezbollah-Iran contro Israele'
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, minaccia di conquistare ulteriori territori nel sud del Libano qualora Hezbollah "si unisse all’Iran in un attacco contro Israele": "Se Hezbollah si unirà all’Iran in un attacco contro Israele, subirà un duro colpo e perderà ulteriori territori nel sud del Libano, nelle aree di Nabatieh e del Litani, che entreranno a far parte della zona di sicurezza permanente di Israele", sottolinea il ministro della Difesa in occasione di una sua visita nella zona cuscinetto controllata da Tsahanl nel Libano meridionale.
Katz ha affermato che "l’Idf è pronta a condurre un’offensiva terrestre" e che anche la roccaforte di Hezbollah nei sobborghi meridionali di Beirut, nota come Dahiyeh, "sarà evacuata e le sue infrastrutture terroristiche verranno colpite, mentre oltre un milione di sciiti saranno costretti a sfollare in Libano. Nasrallah ha distrutto la comunità sciita libanese prima di essere eliminato, e Naim Qassem potrebbe annientarla completamente, fino a quando anche lui non sarà eliminato", ha aggiunto.
La scorsa notte, durante un evento, Katz aveva dichiarato: "Stiamo individuando tentativi da parte dei nostri nemici, guidati dall’Iran e dai suoi alleati nella regione, di sferrare attacchi che possano influenzare i risultati delle elezioni in Israele".
Attacchi armati nel sud-est dell'Iran, morti un poliziotto e un militare
Un agente di polizia iraniano è stato ucciso durante un attacco armato contro un'auto di pattuglia nella città di Mehrestan, nella provincia sud-orientale del Sistan-Baluchistan. Gli aggressori sono fuggiti dal luogo dell'accaduto. Nel frattempo, l'agenzia Fars ha riferito che un alto esponente dei Basij (l'ala paramilitare delle Guardie Rivoluzionarie) sempre a Mehrestan è stato ucciso a colpi di arma da fuoco davanti alla propria abitazione "da terroristi affiliati a Stati Uniti e Israele". Gruppi dissidenti sunniti e baluchi hanno più volte compiuto attacchi armati nel Sistan-Baluchistan, regione confinante con il Pakistan.
Ex capo Shin Bet Bar fa causa a Netanyahu, 'prima del 7 ottobre è stato avvertito'
Ronen Bar, ex capo dello Shin Bet (l'agenzia di sicurezza israeliana), ha presentato una denuncia per diffamazione da 3 milioni di shekel (circa 870mila euro, ndr) contro il premier Benjamin Netanyahu. La causa è stata presentata in seguito a un post su X del 28 settembre, in cui si accusava Bar di aver nascosto informazioni di intelligence ricevute prima dell'attacco di Hamas al sud di Israele del 7 ottobre 2023, e in cui si attribuivano "fallimenti e reati penali" all'ex capo del servizio segreto. Lo riportano i media israeliani. La denuncia sostiene che nei mesi precedenti al 7 ottobre, Netanyahu abbia ricevuto ripetuti avvertimenti sulla possibilità di un'escalation su più fronti, con particolare attenzione alla Striscia di Gaza e alle festività ebraiche di Rosh Hashanah e Yom Kippur. Secondo la denuncia, Bar avrebbe anche presentato proposte per colpire alti funzionari di Hamas, ma il primo ministro avrebbe respinto sia gli avvertimenti che i piani proposti.
Arabia Saudita: media, gravi danni a sede Aramco a Dhahran
La sede centrale del colosso petrolifero saudita Aramco a Dhahran, nell'est del regno, ha subito danni significativi nell'attacco compiuto ieri dagli Houthi. Lo ha riferito l'agenzia Reuters citando tre fonti. Un incendio si è propagato su diversi piani dell'edificio, è stato spiegato. L'azienda ha comunque continuato a operare normalmente poiché i dipendenti lavorano in gran parte da remoto. In una nota, il ministero dell'Energia saudita ha riferito che l'attacco Houthi ha provocato un incendio di lieve entità.
Crosetto: "Spingiamo la missione Ue in Libano, non abbandoniamo area"
"Stiamo spingendo anche noi la missione europea in Libano, proprio per prevenire qualunque cosa possa succedere per quanto riguarda il futuro di Unifil, che ci auguriamo però possa proseguire, proprio perché c'è bisogno di una missione, soprattutto in questo momento. Se non sarà possibile farla attraverso le Nazioni Unite, come è stata Unifil, si penserà di farla in altri modi, multilaterali sempre, e l'Europa è uno degli strumenti con cui si può agire in quella zona. Ma tutto possiamo fare tranne che abbandonare aree che sembrano lontane ma sono vicinissime a noi, rendendo ancora più instabile una situazione che mi pare lo sia già abbastanza". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine della cerimonia a Pristina sul cambio al comando della missione Kfor, che torna a guida italiana.
Crosetto: "Radar nei Balcani per difendere anche l'Italia"
"Riprendiamo il comando col generale Vergori, lo facciamo con un impegno che proseguirà anche quando Kfor diminuerà il suo impegno in Kosovo, perché per noi i Balcani rappresentano un punto di riferimento per la nostra sicurezza. Mettere in sicurezza i Balcani, utilizzare i Balcani anche in futuro pensando di installare qua radar che ci consentano di difendere sia questi paesi sia il nostro paese per prevenire minacce è una cosa fondamentale". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine della cerimonia a Pristina sul cambio al comando della missione Kfor. "Se si considera che i missili che hanno colpito gli aeroporti in Arabia Saudita erano costruiti dagli Houthi, quindi non da raffinati ingegneri, e hanno raggiunto la velocità di 8.500 chilometri all'ora, si comprende quali sono le minacce che tutti i Paesi hanno di fronte per il futuro e quanto sia importante presidiare anche i Paesi di confine, i Paesi amici, proprio per installare con loro una copertura da queste minacce che le possano prevenire in futuro", ha aggiunto Crosetto. Sui rischi di influenze iraniane e russe nei Balcani "le preoccupazioni non sono aumentate in questo periodo, sono quelle che ci sono state negli ultimi anni - ha proseguito il ministro Crosetto - . È il motivo per cui noi ci siamo sempre impegnati in questa zona dei Balcani, perché la prima cosa per noi è garantire la sicurezza, intanto nei confini di casa".
Arabia Saudita, conferenza Fii ibrida dopo attacchi a Riad
L'Arabia Saudita prevede di trasformare la decima edizione della Future Investment Initiative (Fii) - prevista dal 26 al 29 ottobre - in un evento ibrido e offrire ai dirigenti la possibilita' di partecipare a distanza. Lo riporta oggi l'agenzia Reuters. La decisione fa seguito agli attacchi dei giorni scorsi sull'aeroporto di Riad. Secondo una delle fonti citate da Reuters, si attende che alcuni partecipanti atterrino fuori Riad o nei vicini Stati del Golfo, per poi raggiungere in auto la capitale saudita. La 'Davos nel deserto' si terrà alla fine del mese al centro conferenze re Abdulaziz. Un portavoce della Fii ha rimandato a una nota dell'amministratrice delegata Maha Al Saud e del presidente Richard Attias, diffusa già prima degli attacchi, nella quale si assicura che la sicurezza dei delegati resta la massima priorità.
Iran, Netanyahu frena su attacco prima delle elezioni: "Non ci conviene"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è detto contrario a un attacco degli Stati Uniti o di Israele contro l'Iran nei prossimi giorni, a meno di due settimane dalle elezioni israeliane del 27 ottobre. "A mio parere, non è conveniente per noi", ha dichiarato Netanyahu in un'intervista all'emittente Army Radio. Le sue parole arrivano all'indomani delle indiscrezioni diffuse da Channel 12, secondo cui il premier avrebbe invece chiesto al presidente americano Donald Trump di riprendere le ostilità contro Teheran prima delle elezioni in Israele e di quelle di metà mandato negli Stati Uniti. Nel corso dell'intervista, Netanyahu ha inoltre escluso la possibilità che l'attuale ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, possa diventare ministro della Difesa in caso di vittoria della coalizione guidata dal premier alle prossime elezioni. "So che lo vuole, ma non è lui a decidere", ha affermato Netanyahu, precisando che "la Difesa resterà al Likud".
Mo, Meloni: "Crosetto non avrebbe difficoltà a tornare in Parlamento"
"Il ministro Crosetto non avrebbe alcuna difficolta' a tornare in Parlamento" per parlare della situazione nel Golfo ed avere un voto del Parlamento riguardo l'impiego delle forze armate. Lo dice la premier Giorgia Meloni in sede di replica dopo il dibattito al Senato sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue.
Iran, Ukmto: portacontainer colpita a Hormuz. Solo lievi danni
Una nave portacontainer è stata colpita da un proiettile "di origine sconosciuta" mentre uscendo dallo Stretto di Hormuz e riportato danni lievi. Lo ha riferito l'agenzia di sicurezza marittima britannico Ukmto. Non è chiaro se si tratti dello stesso cargo che secondo i Pasdaran ha urtato una mina che è esplosa e ha provocato un incendio. La portacontainer di cui ha dato notizia Ukmto "è stata in grado di proseguire la navigazione", si legge in una nota. Le autorità iraniane hanno invece riferito che la nave e' affondata. Sui social media circolano video di una grande portacontainer quasi inabissata, con attorno barche arrivate in soccorso e il carico sparso in mare.
Croce Rossa: "afflusso senza precedenti di feriti in Yemen"
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha lanciato l'allarme per un afflusso senza precedenti di feriti al fronte in Yemen, sottolineando che le strutture sanitarie di Marib, Taiz e della costa del Mar Rosso stanno subendo il peso maggiore e che alcune di esse hanno ricevuto oltre 700 casi in una sola settimana. Lo scrive Al-Jazeera. Firas Abu Samra, coordinatore dei servizi sanitari del Comitato Internazionale della Croce Rossa, ha affermato che solo poche strutture sanitarie operanti nello Yemen sono in grado di fornire cure complete ai feriti, spiegando che gli ospedali in prima linea stanno ricevendo un gran numero di feriti in un contesto di carenza di materiale chirurgico, anestetici, ossigeno e medicinali. Da parte sua, la responsabile del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Yemen, Christine Schiphola, ha avvertito che la capacità del sistema sanitario di assorbire un eventuale massiccio afflusso di feriti potrebbe essere molto limitata.
Mosca agli Houthi: "Inaccettabili gli attacchi alle infrastrutture civili"
Mosca ha fatto presente agli Houthi yemeniti che ritiene "inaccettabili" gli attacchi contro infrastrutture civili, compresi quelli in Arabia Saudita. Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri, Georgy Borisenko. "Abbiamo comunicato ai rappresentanti del movimento Ansar Allah (Houthi) che gli attacchi alle infrastrutture civili sono inaccettabili", ha affermato il vice ministro, citato da Interfax. "Al momento non abbiamo ricevuto richieste specifiche di mediazione, ma siamo in contatto con i nostri amici sauditi", ha aggiunto Borisenko il vice ministro russo.

©Ansa
Emergency: "A Gaza entro dicembre 1,4 milioni in grave insicurezza alimentare"
Gli alimenti disponibili a Gaza sono inadeguati a garantire alle persone l'apporto nutrizionale di cui hanno bisogno. E' l'allarme di Emergency a un anno dall'annuncio del cessate il fuoco nella Striscia. L'ong, presente nell'area con due cliniche di assistenza ad al-Qarara e al-Mawasi, cita i dati dell' Integrated Food security phase classification secondo cui entro dicembre saranno 1.4 milioni le persone in condizione di grave insicurezza alimentare. Alla scarsità di cibo si aggiunge la difficoltà di accesso all'acqua pulita. "Una cosa che come ostetrica mi tocca particolarmente è ad esempio la preparazione del latte in polvere - spiega Giulia Folci, ostetrica -. Purtroppo, in alcuni casi è necessario che il bambino lo prenda e questo è molto difficile da preparare con dell'acqua sporca ed espone i bambini ad altissimi rischi". Secondo le stime più recenti, dall'annuncio del cessate il fuoco sarebbero oltre 1.400 le vittime e più di 4.700 i feriti. Gli aiuti umanitari continuano a incontrare forti difficoltà all'ingresso, anche a causa delle limitazioni nell'entrata di materiali e beni dal valico di Kerem Shalom con l'Egitto. I prezzi di cibo e beni essenziali sono aumentati in media del 207% rispetto a prima della guerra e, stando agli ultimi dati riportati dalle Nazioni Unite, il numero di camion di aiuti umanitari effettivamente scaricati nella Striscia è sceso dal 77% al 70%. "Le persone non sanno più dove rifugiarsi. Ci sono state le prime piogge della stagione che hanno colto la maggior parte della popolazione in tende ormai fatiscenti - ha aggiunto Jacopo Intini, coordinatore programma Emergency a Gaza -. Periodicamente si verificano incendi perché le persone bruciano l'immondizia per cucinare. Ci avviciniamo all'autunno e all'inverno, piogge e basse temperature porteranno a una situazione di ulteriore sovraffollamento e di precarietà. È ormai urgente che entrino i materiali necessari a riparare le tende o costruire ripari più sicuri".
Pasdaran: "Ci siamo dotati di armi più moderne"
L'Iran si è dotato di armi più moderne. A riferirlo sono stati i Pasdaran. "Sebbene una nuova guerra degli Stati Uniti contro l'Iran sarebbe irrazionale, la possibilità che avvenga esiste ancora poichè l'amministrazione Trump ha bisogno di un risultato politico prima delle elezioni di medio termine", ha dichiarato il portavoce Sardar Mohebi, a quanto riporta l'agenzia Tasnim. "L'Iran è pronto a rispondere a qualsiasi nuova aggressione con una forza maggiore che mai e, questa volta, le conseguenze per gli Stati Uniti saranno molto più dolorose", ha assicurato. "Durante la guerra di 40 giorni, l'Iran ha fatto affidamento principalmente su armamenti di vecchia generazione ma da allora, tuttavia, sono stati acquisiti sistemi d'arma molto più avanzati", ha spiegato.
Media, coloni estremisti israeliani attaccano raccoglitori di olive a Ramallah
I media palestinesi riferiscono che questa mattina nella città di Turmus Ayya, a nord di Ramallah, alcuni coloni estremisti israeliani hanno attaccato dei raccoglitori di olive. Fonti locali hanno raccontato che un gruppo di coloni ha attaccato i raccoglitori nella parte nord-orientale della città, tentando di impedire la raccolta e compiendo atti di intimidazione e provocazione. I residenti locali hanno affrontato i coloni e li hanno costretti ad abbandonare la zona.
Pasdaran: "Affonda cargo su rotta vietata a Hormuz"
Una nave che tentava di attraversare Hormuz su una rotta "non autorizzata" da Teheran è affondata nel sud dello stretto. Lo ha annunciato la Marina dei Guardiani della rivoluzione in un comunicato diffuso dai media iraniani. L'imbarcazione, con 2.500 container a bordo, "è esplosa dopo aver urtato una mina navale ed è stata interessata da un grave incendio". Questa mattina, la nave è affondata "a causa dell'intensita' dell'incendio", si legge ancora nella nota dei Pasdaran.
Arabia Saudita, Houthi: "Attaccati siti Aramco e scalo Riad"
Gli Houthi hanno rivendicato attacchi sull'impianto Aramco di Dhahran, l'aeroporto Re Khalid e la raffineria Aramco di Riad. I bombardamenti sono stati condotti "con un gran numero di missili balistici e da crociera e droni. I colpi sono stati precisi, per grazia di Dio, e hanno causato distruzioni e incendi", hanno assicurato le forze armate degli Houthi in un comunicato pubblicato dal portavoce, Yahya Saree.
Arabia Saudita, Houthi: "A giorni nuovi attacchi su aeroporti"
Gli Houthi hanno annunciato nuovi attacchi ad aeroporti e impianti petroliferi sauditi nei prossimi giorni. Lo riporta la televisione al Masirah.
Wafa, una donna uccisa e altri feriti in un attacco dell'Idf a Gaza
Una donna è stata uccisa e altre persone sono rimaste ferite questa mattina durante un attacco dell'Idf contro un appartamento residenziale nel quartiere di al-Rimal, a ovest di Gaza City. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Netanyahu: "Capo dei servizi egiziano in Israele prima del 7 ottobre ma non mi ha visto"
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato in una lunga intervista al talk show vicino al governo The Patriots di Channel 14, le notizie secondo cui il capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, si sarebbe recato segretamente in Israele pochi giorni prima dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma ha affermato di non averlo incontrato. "Non mi ha incontrato", ha detto Netanyahu "perché in quel momento stavo partecipando a una cerimonia commemorativa per i soldati dell'Idf", "quando mai un capo dei servizi segreti incontra un capo di Stato?". Secondo alcune ricostruzioni pubblicate dai media nelle scorse settimane, Kamel avrebbe detto ai funzionari israeliani che Hamas stava pianificando un attacco di vasta portata se Israele non avesse accettato un accordo per il rilascio di detenuti e concessioni economiche. Netanyahu ha affermato di non sapere con chi Kamel si fosse incontrato: "Il capo dell'intelligence egiziana era qui. Ha trascorso circa 50 minuti sul posto. Voglio sapere chi ha incontrato", ha dichiarato.

©Ansa
Il ministro degli Esteri colombiano in visita in Israele
Il ministro degli Esteri colombiano, Omar Bula, è arrivato a Tel Aviv nel quadro del rilancio delle relazioni diplomatiche con Israele, interrotte dal precedente governo di Gustavo Petro in risposta agli attacchi militari contro Gaza. Bula avrà riunioni con alte autorità per discutere varie questioni di reciproco interesse come la sicurezza, la criminalità virtuale e le organizzazioni criminali transnazionali. La sua agenda prevede poi un incontro con i parenti e le vittime degli attentati del 7 ottobre 2023, tra cui la colombiana-israeliana Elkana Bohbot, detenuta dal gruppo estremista Hamas. "L'agenda si concentrerà anche sull'identificazione di opportunità per espandere e diversificare le esportazioni colombiane, soprattutto in settori come caffè, fiori, agroalimentare, moda, chimica e scienze della vita, nonché sull'attrazione di investimenti in settori ad alto valore aggiunto come software, tecnologie finanziarie, sicurezza informatica e innovazione", ha spiegato il ministero degli Esteri in una nota. Bula approfitterà inoltre del suo soggiorno a Tel Aviv per inaugurare la nuova sede dell'ambasciata locale nel Paese, che d'ora in poi si troverà a Gerusalemme.
Wafa, coloni danno fuoco a una moschea a nord di Gerusalemme
Durante la notte un gruppo di coloni estremisti israeliani ha dato fuoco a una moschea e a un veicolo nel villaggio di Mikhmas, a nord-est di Gerusalemme. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Arabia Saudita, intercettato missile Houthi verso Riad
L'Arabia Saudita ha annunciato di avere intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi verso Riad. Lo riporta SkyNews Arabia.
Moody's: la guerra in Iran è costata 2mila dollari a ogni famiglia Usa
Il conflitto, iniziato a fine febbraio, è costato ai consumatori americani 265 miliardi a livello nazionale, secondo le stime di Moody's. I prezzi dell'energia sono indicati come il fattore principale del rialzo dei costi. Pesa anche l'aumento dei tassi.
Moody's: la guerra in Iran è costata 2mila dollari a ogni famiglia Usa
Vai al contenutoMeloni: "Necessario dialogo con Israele ma preoccupano altri fronti"
"Soprattutto in un momento in cui l’ombra dell’antisemitismo sembra rialzare la testa in molte nazioni, la sicurezza dello Stato di Israele non può essere messa in discussione. E continuo a ritenere che con Israele sia necessario mantenere aperto un canale di dialogo". Lo ha detto Giorgia Meloni in Senato.
"Dopodiché, però, ci preoccupa il perdurare della presenza israeliana nel sud del Libano, in Siria, a Gaza. E in Cisgiordania assistiamo a una pressione sulla popolazione palestinese che è intollerabile -ha aggiunto la premier-. Come abbiamo scritto insieme a Francia, Germania, Regno Unito e altri partner, gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. E ci opponiamo con forza a chi sostiene l’annessione e lo spostamento forzato della popolazione palestinese".
Meloni: "A Gaza situazione drammatica, servono più aiuti e in fretta"
"A Gaza la situazione resta drammatica. Servono più aiuti e servono in fretta. E serve un'iniziativa politica per verificare se Hamas sia davvero disposta a deporre le armi. Sarebbe la svolta di cui abbiamo bisogno, e aprirebbe la strada alla ricostruzione, nell'interesse - prima di tutto - della popolazione civile". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Mar Rosso, Meloni: "Libertà di navigazione a Bab el-Mandeb è vitale per l'Europa"
"Al Consiglio Europeo discuteremo anche della situazione in Iran e nel Golfo. A partire dalla libertà di navigazione a Hormuz e a Bab el-Mandeb, che per l’Europa rappresenta un interesse vitale. Le restrizioni e gli attacchi in questi due passaggi hanno avuto un effetto diretto sulla vita dei nostri cittadini, a cominciare dal prezzo dell’energia". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. "Il Governo - ha aggiunto Meloni - si è impegnato a contenerne gli effetti e continuerà a farlo con ogni strumento a disposizione, ma una soluzione duratura passa necessariamente dal ripristino di una piena libertà di navigazione: senza pedaggi e senza limitazioni discriminatorie. Per questo credo che l’Europa debba impegnarsi in prima persona, a partire dal rafforzamento dell’operazione Aspides nel Mar Rosso, che l’Italia oggi guida e che si regge in larga parte sul contributo di pochissime Nazioni. Servono più navi, e servono ora".
Idf: "Ucciso un comandante di Hamas, aveva detenuto ostaggi"
Un comandante di Hamas che teneva in ostaggio delle persone durante la guerra è stato ucciso ieri in un attacco israeliano a Gaza City, secondo quanto annunciato dall'esercito. Lo scrive il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano che l'attacco ha ucciso Mumen Ahmad Salameh al-Ay, comandante e aiutante di alti ufficiali della Brigata di Hamas di Gaza City. Durante la guerra, al-Ay teneva in ostaggio delle persone nell'area di Gaza City, afferma l'esercito, senza però identificarle. L'esercito afferma che recentemente al-Ay stava conducendo attacchi contro le truppe e i civili israeliani e tentando di ripristinare le capacità di Hamas, "in sistematica violazione del cessate il fuoco".
Marina Pasdaran: "Hormuz aperto? Navi Usa vengano, non vediamo l'ora di affondarle"
"Se gli americani pensano che lo Stretto di Hormuz sia aperto, dovrebbero avvicinarsi. Li stiamo aspettando per affondarli all'imboccatura dello stretto e stiamo contando i minuti che mancano a quel momento". Lo ha dichiarato Ali Ozmaei, comandante delle forze navali delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. "La nave da guerra statunitense del valore di 13 miliardi di dollari - ha aggiunto il comandante pasdaran - è diventata invisibile e si trova a 700 km dallo Stretto di Hormuz, perché non osa avvicinarsi al canale", ha aggiunto in un'intervista alla televisione di Stato ieri sera.
Forti esplosioni avvertite a Riad, scattata allerta aerea
Forti esplosioni sono state udite nella capitale saudita Riad, che negli ultimi giorni è stata regolarmente bersaglio di attacchi da parte dei ribelli Houthi yemeniti, secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp. Messaggi di allerta sono stati inviati telefonicamente ai residenti, avvertendoli di una "minaccia aerea" e invitandoli a cercare riparo. L'allerta è stata revocata pochi minuti dopo.
Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
Gli Houthi (o Huthi) sono un gruppo armato – principalmente sciita – che ormai da diversi anno controlla Sana’a, la capitale yemenita, nel contesto della guerra civile in corso nel Paese. Prendono il nome dal loro leader fondatore, Ḥusayn Badr al-Dīn al-Ḥūthī, ucciso dalle forze statali yemenite nel 2004. Nati verso la fine del secolo scorso e diventanti sempre più potenti dai primi anni 2000, sempre con spirito antigovernativo, ufficialmente si chiamano Anṣār Allāh, Partigiani di Dio.
Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
Vai al contenutoGas, apre in calo sopra 86 euro/mwh ma vicino massimi dal 2022
Il prezzo del gas naturale apre in calo sopra gli 86 euro per megawattora in Europa, pur rimanendo vicino ai livelli piu' alti dal 2022, poichè le esportazioni di Gnl dal Medio Oriente sono rimaste limitate e i livelli delle scorte di gas erano ancora bassi. Al Ttf, hub di riferimento europeo, i future sul gas sono scambiati a 86,34 euro per megawattora, in calo dell'1,06%. Sebbene paesi come Stati Uniti, Canada e Nigeria abbiano aumentato le esportazioni di Gnl, la riduzione delle forniture dal Golfo Persico ha intensificato la concorrenza per i carichi spot, limitando la disponibilità per l'Europa e rendendo più difficile per la regione ricostituire le scorte. Gli impianti di stoccaggio del gas in Europa sono pieni al 73,94%, un livello ancora al di sotto delle medie storiche. Le previsioni di un clima piu' freddo del solito, in particolare nell'Europa centrale, potrebbero far aumentare la domanda di riscaldamento e determinare prelievi anticipati dagli stoccaggi. Nel frattempo, anche le interruzioni impreviste delle infrastrutture del gas norvegesi hanno ridotto la capacita' di esportazione tramite gasdotto verso l'Europa. Con livelli di stoccaggio del gas bassi e forniture dal Golfo incerte, l'Europa corre il rischio di forti aumenti dei prezzi qualora quest'inverno dovesse verificarsi una grave ondata di freddo.
Yemen, Wsj: "Houthi stanno costruendo missili balistici con componenti provenienti dalla Cina"
Gli Houthi starebbero cercando di costruire missili balistici a medio raggio avanzati utilizzando componenti provenienti dalla Cina. Lo scrive il Wall Street Journal, citando un rapporto di Conflict Armament Research, secondo cui il gruppo sostenuto da Teheran starebbe tentando di costruire una versione del missile a guida di precisione iraniano Kheibar Shekan utilizzando una selezione di componenti cinesi. Secondo il rapporto, il missile in progetto avrebbe una gittata di circa 3.000 chilometri, il che significa che potrebbe essere utilizzato per colpire Israele e l'Arabia Saudita.
Prezzo petrolio in aumento, Wti scambiato a 94,54 dollari
Prezzo del petrolio in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a novembre è scambiato a 94,54 dollari al barile con un avanzamento dello 0,42% mentre il Brent con consegna a dicembre passa di mano a 106,13 dollari al barile con una crescita dello 0,42%.
Idf: "Eliminato comandante Hamas che teneva in prigionia ostaggi a Gaza"
Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane ha annunciato l'eliminazione del terrorista Moamen Ahmed Salameh, comandante dell'ala militare di Hamas, che teneva in prigionia ostaggi a Gaza City. È stato ucciso ieri in un raid aereo nella Striscia centrale, ha precisato l'esercito, dopo aver "promosso operazioni terroristiche contro le forze dell'Idf e i cittadini israeliani e aver tentato di ricostruire le capacità dell'organizzazione, violando sistematicamente il cessate il fuoco".
Iran, Trump: "Colpiremo duramente, ne abbiamo abbastanza"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato l'Iran durante un comizio elettorale in Alaska, affermando: "Colpiremo duramente l'Iran". Ha poi aggiunto: "Aspettate e vedrete cosa faremo con l'Iran, perché ne abbiamo abbastanza".
Teheran convoca ambasciatore Gb: "Su Fairford dovete portare le prove"
L'ambasciatore britannico a Teheran Hugo Shorter è stato convocato al Ministero degli Esteri nella tarda serata di ieri per protestare contro le accuse mosse contro Teheran da alti funzionari britannici, i quali attribuiscono all'Iran la responsabilità dell'incidente nella base militare di Raf Fairford. Durante l'incontro, il direttore generale del dipartimento per l'Europa occidentale del Ministero, Alireza Yousefi, ha respinto le accuse, sottolineando: "I funzionari britannici non possono sottrarsi alla loro responsabilità internazionale per aver partecipato all'aggressione militare dei regimi statunitense e israeliano contro l'Iran, nonché per aver ospitato a lungo gruppi terroristici anti-iraniani, formulando accuse infondate contro l'Iran". "Il governo britannico deve presentare al più presto i documenti e le prove delle sue accuse, altrimenti l'Iran riconsidererà seriamente le relazioni bilaterali e la responsabilità delle conseguenze ricadrà sul governo britannico", ha aggiunto Yousefi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.
Yemen, Houthi: "104 raid aerei e missilistici sauditi nelle ultime 24 ore, morti e feriti fra i civili"
Il portavoce del comando militare Houthi, il generale di brigata Yahya Sari, ha dichiarato che nelle ultime 24 ore le forze aeree e terrestri saudite hanno effettuato oltre 100 attacchi aerei e missilistici su varie aree dello Yemen, colpendo infrastrutture civili e che si registrano vittime civili. "Nelle ultime 24 ore, aerei sauditi hanno effettuato 104 raid aerei e attacchi missilistici contro infrastrutture civili nella capitale Sana'a, nonché nelle province di Dhamar, Taiz, Amran, Lahj, Al-Jawf, Marib, Sa'ada e Hodeidah. Gli attacchi sono stati condotti utilizzando aerei F-15 e Typhoon dalle basi aeree di Khamis Mushayt e Ta'if, oltre ad attacchi missilistici da Najran, provocando morti e feriti tra i civili", ha scritto Sari sui social media. Il generale di brigata ha aggiunto che con questi attacchi, il numero totale di raid aerei e missilistici condotti dall'Arabia Saudita dall'ultima escalation del conflitto ha raggiunto quota 2.281. Nel frattempo, a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, quattro persone sono rimaste ferite e 15 edifici residenziali sono stati danneggiati a causa dei detriti caduti da due missili intercettati. "La caduta di detriti a seguito dell'intercettazione di due missili da crociera su Riad ha provocato quattro feriti e danni lievi a 15 edifici residenziali", ha riferito la Protezione Civile saudita sui social media.
Petrolio, prezzi in rialzo sui mercati asiatici
I prezzi del petrolio viaggiano in rialzo sui mercati asiatici poichè la ripresa dei combattimenti tra Arabia Saudita e gli Houthi dello Yemen ha alimentato ulteriori preoccupazioni per le interruzioni delle forniture nel Medio Oriente. I future sul West Texas Intermediate avanzano dello 0,45% a 94,6 dollari al barile mentre quelli sul Brent guadagnano lo 0,42% a 106,1 dollari al barile.
Wsj: gli Houthi tentano di produrre missili balistici con componenti cinesi
I militanti Houthi stanno tentando di produrre autonomamente missili balistici avanzati a medio raggio usando componenti forniti dalla Cina: un progresso tecnologico che accrescerebbe la minaccia del gruppo sostenuto dall'Iran. Gli Houthi hanno fatto arrivare da un fornitore cinese una serie di componenti necessari per realizzare la versione di una delle armi più potenti dell'Iran: il missile a guida di precisione Kheibar Shekan. È quanto emerge, riferisce il Wall Street Journal, dal rapporto di Conflict Armament Research, organizzazione che opera nelle zone di conflitto e documenta uso delle armi e catene di approvvigionamento