Gli Houthi hanno colpito con un attacco missilistico il palazzo presidenziale di Aden, sede del governo yemenita: fonti militari e di sicurezza indicano un bilancio di almeno 5 morti e 16 feriti. In Arabia Saudita, intanto, alcune esplosioni hanno scosso Riad e una struttura del colosso petrolifero Aramco, con almeno 5 feriti causati dai detriti di missili intercettati. Nelle acque a Sud dello stretto di Hormuz, una nave con a bordo oltre 2.500 container è affondata dopo aver urtato una mina e aver preso fuoco
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Gli Houthi hanno colpito con un attacco missilistico il palazzo presidenziale di Aden, sede del governo yemenita: fonti militari e di sicurezza indicano un bilancio di almeno 5 morti e 16 feriti. In Arabia Saudita, nuove esplosioni hanno scosso Riad ma anche una struttura del colosso petrolifero Aramco, segno di un'escalation nel conflitto tra i combattenti filo-iraniani e la coalizione militare guidata dai sauditi, che sostiene il governo yemenita. I violenti assalti condotti sabato scorso contro l'aeroporto internazionale che hanno causato 13 morti e centinaia di feriti sono stati solo l'inizio. Ora i bombardamenti si indirizzano verso il centro città, con violente deflagrazioni risuonate nelle ultime ore. "Le forze armate yemenite hanno condotto un'operazione militare di alto livello contro Aramco a Dhahran, nella Provincia Orientale, l'aeroporto internazionale Re Khalid e la raffineria Aramco a Riad", ha dichiarato il portavoce militare dei ribelli, Yahya Saree, aggiungendo che "nei prossimi giorni proseguiranno le operazioni in profondità nel territorio saudita, prendendo di mira gli aeroporti e gli impianti petroliferi nemici sauditi". Allo stato attuale si contano almeno cinque feriti a causa dei detriti di due missili intercettati, mentre nelle acque a sud dello stretto di Hormuz una nave con a bordo oltre 2.500 container è affondata dopo aver urtato una mina e aver preso fuoco.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- 7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
- La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Houthi-Arabia Saudita, ancora battaglia di droni. Onu condanna. LIVE
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L’aggressione di Hamas a Israele, l'attacco a Gaza, il piano Usa: cos’è successo in 3 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi di Hamas sono penetrati nel Sud di Israele, attaccando i giovani israeliani riuniti per un rave party e i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300. Israele ha risposto lanciando l’operazione "Spade di Ferro" con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia. Si contano quasi 80mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato in tutto il Medio Oriente. La Casa Bianca, nel settembre 2025, ha pubblicato una strategia di pace in 20 punti. L’entrata in vigore del cessate il fuoco non ha però bloccato del tutto le ostilità nell’ultimo anno, con diversi raid israeliani che hanno colpito Gaza in questi mesi. I lavori del Consiglio di Pace voluto da Trump non hanno ancora raggiunto gli obiettivi del disarmo di Hamas e del ritiro delle truppe di Israele dalla Striscia.
Israele-Hamas, dalla guerra al piano di pace: cos’è successo in 3 anni
Vai al contenutoLibano, Caschi blu: "Continuano violazioni aeree di Israele"
Nonostante il cessate il fuoco in vigore da giugno, in Libano le forze israeliane continuano gli attacchi. I caschi blu dell'Unifil, secondo il portavoce dell'Onu, hanno registrato mercoledì "95 traiettorie di proiettili di artiglieria e mortaio nel sud del Libano, nel quadro delle persistenti attività delle Forze di difesa israeliane". La missione delle Nazioni Unite ha segnalato violazioni quotidiane dello spazio aereo e diversi attacchi aerei nell'area di operazioni. I caschi blu, riferisce il portavoce, hanno denunciato anche episodi che hanno messo a rischio la loro sicurezza e restrizioni alla libertà di movimento: "in un caso, soldati israeliani hanno trattenuto una pattuglia per circa 30 minuti, impedendole di proseguire il percorso previsto".
Onu: "In Cisgiordania quasi 200 attacchi da coloni nel 2026"
Gli attacchi dei coloni israeliani legati alla raccolta delle olive in Cisgiordania hanno già superato il totale registrato nell'intera stagione del 2025. Lo riferisce l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari. Dall'inizio dell'anno si sono verificati quasi 200 episodi che hanno provocato vittime o danni materiali, contro i 185 registrati nell'intera stagione precedente. Gli attacchi, ha aggiunto l'agenzia dell'Onu, "hanno causato la morte di un palestinese, il ferimento di oltre 120 persone e danni a più di 2.500 alberi o giovani piante". Circa l'80% degli episodi si è verificato nelle ultime due settimane, spingendo molte comunità ad anticipare la raccolta per ridurre i rischi.
Iran, Bessent: "Sanzioni continuano finché loro casse vuote"
Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha dichiarato che il suo dipartimento continuerà la campagna di sanzioni finché "le casse del regime iraniano non saranno vuote". Bessent ha dichiarato in un post sui social media che il Dipartimento del Tesoro "non si arrenderà finché... ogni ancora di salvezza finanziaria che sostiene la macchina da guerra [dell'Iran] non sarà stata recisa". "La morsa si sta stringendo attorno all'economia iraniana, e nemmeno i cosiddetti alleati dell'Iran possono salvarla", ha affermato. Nella giornata odierna, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato nuove sanzioni legate all'Iran, che colpiscono 16 persone e 10 entità.
Gaza oggi, un cumulo di macerie a tre anni dal 7 ottobre
E ora vediamo qual è la situazione di Gaza a tre anni dal 7 ottobre. Un quadro di devastazione assoluta con la quasi totalità degli edifici distrutti e un numero di vittime che cresce nonostante il cessate il fuoco. Un prezzo pesantissimo, pagato soprattutto dalla popolazione
Gaza oggi, un cumulo di macerie a tre anni dal 7 ottobre
Vai al contenutoIran, Forze armate: "Nessuna nave nemica è a Hormuz"
Il comandante delle Forze armate iraniane, Amir Hatami, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è sotto "piena sorveglianza" e che le forze armate sono pronte alla battaglia, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana IRIB. Hatami ha dichiarato all'Università degli Ufficiali Imam Ali che, grazie alla sorveglianza dell'esercito e delle Guardie Rivoluzionarie, "nessuna nave nemica è stata in grado di entrare nello spazio marittimo dell'Oman e nello Stretto di Hormuz".
7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
Quella del 7 ottobre 2023 è una data impressa nella storia di Israele. Quella mattina di 3 anni fa, iniziava l'operazione "Alluvione Al-Aqsa", a lungo pianificata in segreto dal gruppo di Hamas. Il Sud di Israele, alle prime luci dell'alba, veniva preso alla sprovvista: mentre dalla vicina Striscia di Gaza iniziava il lancio di razzi verso lo Stato ebraico, i terroristi entravano via terra in Israele, a piedi, con velivoli artigianali o motociclette, compiendo massacri nei kibbutz, assaltando anche un festival musicale, e uccidendo e rapendo chi trovavano lungo la loro strada. Ad oggi si stima che le vittime siano state oltre 1.200. Quegli eventi hanno avuto - e ancora oggi hanno - un impatto enorme su Israele e su tutto il resto del Medio Oriente.
7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Vai al contenutoLibano, funzionario Usa: "Rubio ha esortato Aoun a non restituire esplosivi a Hezbollah"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha esortato il presidente libanese Joseph Aoun "a non restituire diverse centinaia di chilogrammi di esplosivi sequestrati dalle autorità libanesi a Hezbollah". E' quanto riferisce un funzionario Usa. Rubio ha chiesto al presidente del Libano di punire tutti coloro che hanno ordinato, finanziato e diretto la spedizione.
Il gruppo libanese filo iraniano Hezbollah, oggi ha confermato che il carico di mezza tonnellata di esplosivi sequestrato la settimana scorsa dalle autorità libanesi apparteneva al gruppo, sostenendo che fosse destinato alla "resistenza" contro Israele. Gli esplosivi erano stati sequestrati lungo la strada che collega la parte orientale del Paese, al confine con la Siria, a Beirut. Hezbollah, che dal 2023 ha combattuto due conflitti contro Israele, non ha più rivendicato attacchi dall’ultimo cessate il fuoco, entrato in vigore a giugno. Tuttavia, il movimento, l’unica formazione ad aver mantenuto le proprie armi dopo la fine della guerra civile nel 1990 in nome della "esistenza" contro Israele, si oppone alla decisione delle autorità di disarmarlo. "Il veicolo e il suo carico appartengono alla resistenza" contro Israele, ha affermato il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah. Il gruppo ha chiesto "l’immediato rilascio delle persone fermate" e "la restituzione del veicolo e del suo contenuto", trattandosi di "capacità" che Hezbollah utilizza contro Israele.
Una fonte giudiziaria aveva riferito all’Afp che il veicolo sequestrato trasportava 250 chilogrammi di Tnt e 250 chilogrammi di C-4, un esplosivo particolarmente potente. Il presidente libanese Joseph Aoun ha successivamente assicurato al segretario di Stato americano Marco Rubio, durante una telefonata, che "l’esercito e le forze di sicurezza stanno adempiendo pienamente ai propri doveri nell’attuazione delle decisioni relative al divieto di manifestazioni armate, al sequestro di armi e munizioni e alla lotta contro il contrabbando. Le misure adottate negli ultimi giorni rientrano in questo quadro e non ci sarà alcuna indulgenza nei confronti dei responsabili", ha aggiunto il presidente. Sotto la pressione internazionale, in particolare statunitense, il Libano ha elaborato un piano per disarmare Hezbollah. I negoziati avviati tra Israele e Libano sotto l’egida degli Stati Uniti hanno portato alla conclusione di un accordo quadro alla fine di giugno.
"Rubio ha parlato con Netanyhau dopo aver sentito il presidente del Libano"
Il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato con il premier israealino Benjamin Netanyhau dopo aver avuto un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, al quale ha detto di non restituire l'esplosivo sequestrato a Hezbollah.
Usa smentiscono: "Non ci sono stati 100 morti in Giordania"
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha respinto tre affermazioni iraniane. Il CENTCOM ha affermato che gli Stati Uniti e i partner regionali continuano a controllare lo Stretto di Hormuz, nonostante la rivendicazione di autorità su questa vitale via navigabile da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC). Ieri, le Guardie Rivoluzionarie iraniane avevano affermato che una nave portacontainer battente bandiera di Singapore era affondata dopo aver urtato una mina navale nello Stretto di Hormuz. Il CENTCOM ha replicato alla dichiarazione iraniana, sostenendo che la nave civile è stata colpita da un proiettile iraniano ed è affondata "mentre veniva rimorchiata a riva". Il CENTCOM ha inoltre respinto le affermaziono secondo cui le Guardie Rivoluzionarie avrebbero "ucciso centinaia di militari statunitensi in Giordania". "Tre militari americani sono rimasti uccisi in azione a luglio, mentre le forze alleate si difendevano dagli attacchi iraniani", ha dichiarato il CENTCOM.
Netanyahu chiede indagine su soldati che hanno preso parte a Naza
Il primo ministro israeliano ha chiesto di perseguire i militari che hanno partecipato al documentario per gravi reati in materia di sicurezza delle informazioni, diffamazione e per aver leso gli interessi politici e di sicurezza di Israele.
Netanyahu chiede indagine su soldati che hanno preso parte a Naza
Vai al contenutoTeheran, condannata a morte una ragazza per un post sui social: la denuncia delle Ong
Najmeh Amini, studentessa detenuta nel carcere di Vakilabad a Mashhad, ha ricevuto anche una condanna a oltre 12 anni di reclusione per accuse legate alla sicurezza nazionale e alla propaganda contro il regime. Arrestata durante le proteste di gennaio, la giovane ha lanciato un appello alla comunità internazionale da una registrazione audio diffusa dal carcere
Iran, condannata a morte per un post sui social: la denuncia delle Ong
Vai al contenutoMissili Houthi su palazzo presidenza Aden, i morti sono 5
Secondo il ministro della Sanità yemenita, cinque persone sono rimaste uccise e sedici ferite nell'attacco degli Houthi contro il palazzo presidenziale di al-Maashiq ad Aden, nello Yemen.
Moab, cos'è la "madre di tutte le bombe" che Trump potrebbe usare nella guerra in Iran
Secondo quanto riferisce la Cnn, l'esercito americano sta predisponendo nuovi piani d'attacco in Iran che prevedono il potenziale impiego della Gbu-43/b Massive Ordnance Air Blast Bomb (Moab), meglio nota come la "madre di tutte le bombe". L'utilizzo, indirizzato su infrastrutture energetiche e siti militari, dipende dal possibile ordine del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la ripresa delle operazioni militari prima o dopo le elezioni di metà mandato, fissate per il 3 novembre prossimo.
Moab, la “madre di tutte le bombe” che Trump potrebbe usare in Iran
Vai al contenuto"Pentagono vuole rinviare il rapporto sulla scuola colpita in Iran dopo le midterm"
Alti funzionari del Pentagono hanno espresso l'intenzione di rinviare la pubblicazione del rapporto interno sull'attacco a una scuola in Iran almeno fino a dopo le elezioni di metà mandato. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti. Il rinvio è destinato ad accentuare la pressione per ottenere il rapporto, chiesto a gran voce da mesi, e a sollevare dubbi sulla trasparenza del Pentagono'. Nel primo giorno di guerra in Iran, è stata colpita una scuola elementare uccidendo 150 persone, di cui 123 bambini.
Iran: colloquio telefonico tra Netanyahu e Rubio
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un colloquio telefonico con il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Lo ha confermato una fonte del Dipartimento di Stato Usa. L'emittente israeliana N12 sottolinea che il colloquio è avvenuto in un ''clima di crescenti tensioni con l'Iran''.
Iran, nuove sanzioni Usa: nel mirino 16 individui e 10 entità
L'Amministrazione Trump ha emesso nuove sanzioni all'Iran, che prendono di mira 16 individui e 10 entità, tra cui banche, società di cambio e imprese. Lo si legge sul sito web del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Tra gli istituti designati figurano la Chabahar International Bank Overseas Company e la Jazireh International Bank in Iran, nonché la International Development Bank for Investment and Finance con sede in Iraq.
Class action contro Flydubai, chiesto risarcimento dopo sventato attentato
I passeggeri del volo della Flydubai partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, teatro di uno sventato attentato terroristico, hanno avviato un'azione legale collettiva per chiedere un risarcimento di 2,5 milioni di Nis, circa 800mila dollari. Lo ha riportato da Channel 12. La class action, presentata contro la compagnia aerea, sostiene che la Flydubai si sia sottratta alla responsabilità di risarcire i passeggeri dopo la sospensione di tutti i voli tra Dubai e Tel Aviv. Il Times of Israel spiega che circa 100 dei 174 passeggeri del volo, la maggior parte dei quali israeliani, stanno pianificando un'altra azione legale che, si prevede, chiederà centinaia di milioni di dollari di risarcimento danni.
Cnn: "Trump ha ordinato di preparare attacchi contro siti energetici"
Il presidente americano Donald Trump ha ordinato all'esercito di preparare opzioni per attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta la Cnn, secondo la quale gli Stati Uniti prevedono di attaccare rapidamente l'Iran, poi dichiarare vittoria e ritirare velocemente le truppe dalla regione.
Israele, elezioni: come si vota
Il 27 ottobre Israele è chiamato a elezioni, le prime dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Sono poco più di 7 milioni i cittadini aventi diritto di voto - tutti coloro che hanno più di 18 anni - su una popolazione di circa 10 milioni. Gli israeliani non possono votare all'estero, a eccezione dei diplomatici e dei loro familiari. In questa tornata elettorale sono poco meno di 5mila i diplomatici chiamati a esprimere il proprio voto all'estero, alcuni giorni prima della data prevista in patria. Le schede vengono chiuse in una doppia busta, inviate in Israele e conteggiate alla fine delle operazioni. Stessa procedura per i militari, che votano nelle basi. Le elezioni si svolgono in un giorno feriale, che viene considerato una festività per dare la più ampia possibilità di partecipazione elettorale, e le scuole sono tra i principali luoghi deputati a seggio. Israele ha un sistema di rappresentanza proporzionale, con un unico collegio elettorale. Gli elettori indicano un partito, non un candidato. C'è una soglia di sbarramento minima deal 3,25% per entrare nella Knesset, composta da 120 membri. Una volta che la Commissione elettorale centrale notifica i risultati delle elezioni, il presidente invita tutti i leader dei partiti a consultazioni. Solitamente, ma non sempre, affida al leader del partito maggiore l'incarico di formare il governo. Se non ci riesce in 90 giorni, il presidente può nominare un altro candidato. In caso non si riesca a mettere insieme una maggioranza di almeno 61 voti, vengono indette nuove elezioni.
Iran, Trump: "Lo sconfiggeremo molto presto"
Gli Usa sconfiggeranno l'Iran "molto presto" e subito dopo "il prezzo del petrolio andra' giu' come un sasso". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a Nbc.
Fonti militari, 4 morti nel raid Houthi contro sede presidenziale di Aden
Fonti militari governative hanno riferito che quattro persone sono morte nell'attacco missilistico attribuito ai ribelli Houthi contro il palazzo presidenziale del governo yemenita ad Aden, capitale provvisoria del Paese. Nel raid sono inoltre rimaste ferite 10 persone. Media affiliati agli Houthi hanno dichiarato che l'obiettivo dell'attacco era "il quartier generale delle operazioni militari, dirette da ufficiali sauditi". Le forze governative hanno inoltre riferito che gli Houthi hanno lanciato "diversi missili balistici" contro la città di Marib.
Amb.Peled: "Partner auspicano governo stabile per pace e sicurezza regione"
''Ritengo che tutti i nostri amici e i Paesi occidentali si aspettino un governo stabile, che mantenga buone relazioni con loro e che, in sostanza, rispecchi il desiderio, condiviso da tutti noi, di raggiungere la sicurezza e la pace nella regione''. Lo ha dichiarato l'ambasciatore israeliano a Roma Jonathan Peled incontrando i giornalisti nella sede diplomatica a Roma dove ha espresso il suo voto per le elezioni parlamentari previste in Israele il 27 ottobre.
Ambasciatore Israele: "Alle urne sarà testa a testa, potrebbe finire a larghe intese"
Il risultato delle elezioni israeliane del 27 ottobre "credo che sarà un testa a testa. Sarei molto sorpreso se una delle due parti ottenesse una vittoria schiacciante. Mi sorprenderebbe sia una vittoria netta del governo Netanyahu, sia una vittoria netta dell'opposizione". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled nel corso di un briefing con la stampa nella sede dell'ambasciata a Roma. "E' importante notare, però - ha aggiunto - che in Israele si fanno sempre più sentire voci che auspicano una coalizione ampia, magari un governo di unità nazionale. Credo che la maggior parte degli israeliani preferirebbe evitare un'altra campagna elettorale o un vincitore che ottenga solo un margine risicato. Forse dovremmo adottare il sistema elettorale 'alla Meloni', che prevede un premio di maggioranza se si supera il 42% dei voti". Il sistema elettorale israeliano, ha spiegato infatti, non prevede un premio di maggioranza. L'ambasciatore si è comunque detto scettico rispetto ai sondaggi che vorrebbero gli israeliani poco propensi a un governo di larghe intese: "Al momento siamo una società piuttosto polarizzata, perché stiamo ancora vivendo il trauma delle conseguenze del 7 ottobre. Ma uno dei modi per guarire consiste nel cercare di ridurre la polarizzazione e favorire l'unione... Se Eisenkot e Netanyahu riuscissero a trovare un accordo, allora non avrebbero più bisogno di molti dei partiti minori. Quando hai bisogno di partiti minori per raggiungere la maggioranza, sei inevitabilmente esposto a pressioni. Se hai due grandi partiti non significa che gli altri non possano unirsi alla coalizione, ma non saranno, per così dire, in grado di esercitare un ricatto". "Alla fine dei conti, la politica è l'arte di rendere possibile qualcosa, arrivare a formare un governo, e noi abbiamo bisogno di un governo. Nella situazione attuale, non possiamo permetterci di affrontare una lunga campagna elettorale".
Ambasciatore Israele in Italia: "Si voterà sulla leadership di Netanyahu"
"Il tema centrale" delle elezioni israeliane del 27 ottobre "ruota attorno all'operato del Primo Ministro Netanyahu e alla sua leadership; è questo il cuore della competizione elettorale. Tutti i partiti - forse fatta eccezione per quelli arabi - concordano sostanzialmente sulle esigenze di sicurezza di Israele. Di conseguenza, non ci saranno grandi differenze, a prescindere da chi verrà eletto, per quanto riguarda la politica di sicurezza e difesa". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled nel corso di un briefing con la stampa nella sede dell'ambasciata a Roma. "Hamas rimarrà Hamas, Hezbollah rimarrà Hezbollah, le minacce iraniane resteranno tali, e noi dovremo continuare a difenderci nel miglior modo possibile - ha spiegato - Dunque, si potrebbe quasi dire che, per molti aspetti, queste elezioni riguardino più il futuro interno dello Stato di Israele che non la sua politica di difesa. In termini generali la questione riguarda l'operato e la leadership di Netanyahu". "Prevedo un'affluenza alle urne piuttosto elevata - ha detto ancora il diplomatico - Molti ritengono che, dopo quattro anni di questo governo, e soprattutto dopo il 7 ottobre, sia giunto un momento cruciale. Sarebbe davvero imprudente da parte mia fare previsioni. Direi che tra la popolazione israeliana c'è un forte desiderio di cambiamento. La domanda è: fino a che punto? Uno dei problemi è che molti giovani al voto per la prima volta non hanno mai vissuto sotto un esecutivo diverso da quello attuale. Di conseguenza, per molti è più facile votare per qualcuno che già conoscono, piuttosto che per una figura a loro sconosciuta". L'ex Capo di Stato Maggiore, il generale Eisenkot, ha detto per esempio Peled, "è una figura molto stimata e rispettata in Israele, ma la sua esperienza politica è praticamente nulla. Per un giovane di 18 o 19 anni, che vota per la prima volta, si pone quindi un dilemma".
Idf ferma presunto trafficante d'armi a Jenin in operazione sotto copertura
Il portavoce dell'Idf riferisce di aver effettuato questa mattina un'incursione a Jenin, nel nord della Cisgiordania, per fermare un presunto trafficante d'armi palestinese, catturato da agenti sotto copertura dell'unità d'élite Duvdevan che hanno fatto irruzione nella città.
Missili Houthi su palazzo Aden, morti 2 uomini scorta
Due uomini della scorta del premier del governo yemenita internazionalmente riconosciuto, Shayaa al-Zindani, sono morti in un attacco missilistico degli Houthi contro il Palazzo presidenziale di Aden, nel sud del Paese. Il primo ministro e i membri del governo "sono al sicuro", ha riferito il ministero dell'Informazione in un comunicato. L'attacco è stato condotto "con diversi missili", ha precisato il ministero, confermando la morte di "due guardie del corpo" del premier. Il palazzo ospita la sede dell'esecutivo dopo che gli Houthi hanno conquistato la capitale Sanaa nel 2014.
Houthi: "Non abbiamo attaccato Medina, è una menzogna"
Il portavoce delle Forze Armate yemenite, il generale di brigata Yahya Saree, ha smentito l'attacco nei pressi della Medina. "Le Forze Armate confermano di non aver condotto oggi alcuna operazione mirata contro il territorio saudita", recita una nota citata dai media Houthi. Il portavoce ha aggiunto che "quanto affermato dal nemico saudita riguardo a presunti attacchi contro Medina è una grande e enorme menzogna".
Netanyahu: "Nel prossimo il governo ministero di Ben Gvir rimarrà al Likud"
Il premier Benjamin Netanyahu ha detto durante una convention elettorale che, qualora formasse il prossimo governo, il ministero della Sicurezza Interna rimarrà al suo partito, il Likud, così come il ministero della Difesa. Lo riporta Ynet. Nell'attuale governo, il ruolo è coperto da Itamar Ben-Gvir, presidente del partito di ultradestra Potere Ebraico.
Media: "Houthi prendono di mira la sede del governo a Aden in Yemen"
Gli Houthi hanno preso di mira la sede del governo ad Aden: lo riferiscono fonti della sicurezza all'Afp. Forti boati sono stati uditi nei pressi del palazzo presidenziale nella città nel sud dello Yemen.
Yemen, coalizione saudita: "Attori regionali hanno aiutato Houthi ad acquistare tecnologie avanzate"
La coalizione guidata dall’Arabia Saudita, impegnata nella lotta contro gli Houthi, ha annunciato che alcuni attori regionali avrebbero aiutato il gruppo sostenuto dall’Iran ad acquisire "tecnologie avanzate", senza identificare i soggetti coinvolti. "Le milizie terroristiche Houthi hanno lavorato per procurarsi tecnologie avanzate con l’aiuto di attori regionali", sottolinea il portavoce della coalizione, Turki al-Malki, durante un briefing a Riad, aggiungendo che il gruppo dispone ora di "missili balistici, droni d’attacco e kamikaze, nonché di imbarcazioni veloci cariche di esplosivo".
Iran, petroliera in fiamme nel Golfo di Oman: "In zona vietata"
Una petroliera ha preso fuoco nel Golfo di Oman mentre tentava di attraversare un'area dichiarata interdetta dall'Iran. Lo ha riferito l'esercito iraniano in un comunicato ripreso dalla televisione di Stato. Non sono al momento chiare le cause dell'incendio né eventuali responsabilita'. "Alcune ore fa le squadre di sorveglianza della Marina dell'esercito hanno individuato una petroliera non in regola che aveva preso fuoco", si legge nella nota. Secondo i militari, la nave "aveva spento i sistemi di tracciamento e stava tentando di attraversare la zona vietata". Il Centcom, il comando americano responsabile delle operazioni militari nella regione e impegnato nel blocco dei porti iraniani, non ha rilasciato commenti immediati. I Guardiani della rivoluzione hanno annunciato a settembre i confini dell'area interdetta, dopo una proposta del responsabile della sicurezza Mohsen Rezaei. Il portavoce Hossein Mohebi aveva spiegato che la zona comprendeva "una parte del Mar di Oman e un'altra del Mar Arabico, lungo la rotta che può condurre allo Stretto di Hormuz". Teheran aveva avvertito che le navi non conformi alle disposizioni sarebbero state sottoposte a sanzioni, senza minacciare esplicitamente azioni militari.
Netanyahu: "Ho parlato con al-Sharaa e massacro drusi si è fermato"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rivelato di aver avuto un colloquio con il leader siriano, Ahmed al-Sharaa. "E' stata una conversazione molto breve, molto decisa, e il massacro si è fermato", ha dichiarato Netanyahu, intervenendo a una conferenza con esponenti della comunità drusa. "Farò tutto ciò che è necessario per proteggere i nostri fratelli drusi. C'è ancora del lavoro da fare, non posso raccontare tutto", ha aggiunto Netanyahu, citato da Ynet.
Riad: "L'Iran continua ad armare, addestrare e sostenere gli Houthi"
Un funzionario del ministero degli Esteri saudita ha accusato l'Iran di incoraggiare gli Houthi nella loro continua lotta contro il regno, aggiungendo che Teheran continua ad armare e addestrare il gruppo. "L'Iran continua ad armare, addestrare e sostenere la milizia Houthi in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", ha dichiarato Rayed Krimly, viceministro per la diplomazia pubblica presso il ministero degli Esteri, durante un briefing virtuale con i giornalisti. Ha poi aggiunto: "Riteniamo che l'escalation degli Houthi in quest'ultima fase del conflitto sia incoraggiata dall'Iran. All'inizio di questa escalation, abbiamo chiesto loro di incontrarsi a Mascate, in Oman, ma hanno rifiutato. Si è trattato dell'ultima comunicazione, avvenuta alcune settimane fa", ha affermato nel corso di un briefing virtuale con i giornalisti.
Inviato Board of Peace: "Cessare intimidazione dei commercianti a Gaza"
''L'intimidazione dei commercianti e le interferenze nella catena di approvvigionamento non fanno che aggravare le sofferenze dei civili a Gaza''. Lo scrive su X l'inviato del Board of Peace per Gaza, Nickolay Mladenov, facendo riferimento alla denuncia del Cogat oggi riguardo alla sospensione da parte dei commercianti palestinesi nel settore privato del coordinamento per l'ingresso delle merci nella Striscia, a seguito di minacce da parte di Hamas. ''Come ho avvertito più volte, tali pratiche sono inaccettabili e devono cessare immediatamente. Tutte le parti devono collaborare per attuare tutti i passi della Risoluzione Onu 2803, compreso il disarmo, la transizione verso una governance provvisoria legittima e la tutela delle catene di approvvigionamento umanitarie e commerciali'', ha aggiunto Mladenov.
Israele, media: piano Trump per governo unità nazionale e ritiro Netanyahu entro 2 anni
L'amministrazione Trump starebbe lavorando a un piano per la formazione di un governo israeliano di unità nazionale, nel quale il premier Benjamin Netanyahu rimarrebbe in carica per un massimo di due anni prima di ritirarsi definitivamente dalla politica. Lo rivela il quotidiano israeliano Israel Hayom, secondo cui Washington starebbe spingendo, attraverso contatti diplomatici con i principali esponenti israeliani, per la nascita di una coalizione ampia e stabile, priva delle componenti più estremiste. Il progetto prevederebbe un'alleanza tra il Likud di Netanyahu e Yashar, il nuovo partito guidato dall'ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, con l'obiettivo di porre fine ai conflitti regionali e raggiungere nuovi accordi di pace con i Paesi arabi, a partire dall'Arabia Saudita. L'amministrazione Trump starebbe inoltre facendo pressioni su Riad affinché aderisca agli Accordi di Abramo, offrendo in cambio una maggiore cooperazione in materia di sicurezza, compresa la vendita di caccia F-35 e la realizzazione di un impianto nucleare civile. Secondo le indiscrezioni, il partito di Eisenkot porrebbe tuttavia "diverse condizioni" per entrare nella coalizione: l'impegno vincolante di Netanyahu a lasciare la politica entro i tempi concordati, l'abrogazione delle leggi approvate nell'ambito della controversa riforma della giustizia e l'istituzione di una commissione statale d'inchiesta sugli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Il piano si inserirebbe nella più ampia strategia di Trump per ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente attraverso l'allargamento degli Accordi di Abramo e la costruzione di una coalizione regionale. Secondo fonti diplomatiche citate dal quotidiano, anche il presidente israeliano Isaac Herzog sarebbe coinvolto nelle discussioni, sebbene la presidenza abbia smentito. Un funzionario diplomatico straniero ha avvertito che "un governo ristretto non sarà in grado di realizzare i cambiamenti e le grandi decisioni diplomatiche di cui il Medio Oriente ha bisogno".
Moab, la “madre di tutte le bombe” che Trump potrebbe usare in Iran
Secondo quanto riferisce la Cnn, l'esercito americano sta predisponendo nuovi piani d'attacco in Iran che prevedono il potenziale impiego della Gbu-43/b Massive Ordnance Air Blast Bomb (Moab), meglio nota come la "madre di tutte le bombe". L'utilizzo, indirizzato su infrastrutture energetiche e siti militari, dipende dal possibile ordine del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la ripresa delle operazioni militari prima o dopo le elezioni di metà mandato, fissate per il 3 novembre prossimo.
Moab, la “madre di tutte le bombe” che Trump potrebbe usare in Iran
Vai al contenutoMedia: "Iran allerta Hezbollah di prepararsi a possibile ripresa guerra"
Hezbollah ha ricevuto dall'Iran istruzioni per innalzare il proprio livello di preparazione militare in vista di una possibile ripresa dello scontro regionale che Teheran valuta come vicina. Lo riporta Channel 12 citando fonti libanesi sulla stampa araba, in particolare il portale emiratino Aram News. Secondo quanto riportato, Hezbollah starebbe adottando un nuovo modello operativo basato sulla dottrina iraniana della 'difesa a mosaico', distribuendo le responsabilità militari tra unità diverse, riducendo la dipendenza dalla catena di comando centrale per garantire la continuità operativa anche in caso di mancanza di istruzioni dai vertici. L'Iran punta a garantire che i suoi alleati regionali possano continuare a operare anche nel caso in cui i propri centri di comando siano colpiti. Secondo le fonti tuttavia non ci sono segnali che Hezbollah disponga di capacità militari maggiori rispetto a prima delle perdite subite negli ultimi tre anni di conflitto con Israele. Il report arriva sullo sfondo delle minacce del ministro della Difesa Israel Katz, in visita ieri in Libano, secondo cui ''se Hezbollah si unirà all'Iran in un attacco contro Israele, riceverà un duro colpo e perderà ulteriori territori nel sud del Libano''.
Israele, commercianti privati Gaza sospendono attività per richiesta tasse da Hamas
Il coordinatore delle attività governative nei Territori, il generale Yoram Halevi, ha inviato una lettera a esponenti di alto livello della comunità internazionale comunicando che gli operatori commerciali del settore privato di Gaza hanno annunciato la sospensione del coordinamento per l'ingresso delle merci nella Striscia a causa della tassazione forzata imposto da Hamas e dell'intensificarsi delle minacce rivolte ai commercianti che si rifiutano di pagare. Lo riferiscono i media israeliani. Secondo quanto riferito dai commercianti, Hamas pretende il pagamento di circa 10 mila shekel (circa 3 mila euro) per ogni camion che entra nella Striscia. Proprio ieri i commercianti di Gaza avevano denunciato che il figlio di uno di loro era stato arrestato dalla polizia di Hamas dopo essersi rifiutato di pagare. Il coordinatore ha avvertito che Hamas sfrutta l'ingresso delle merci per rafforzare le proprie capacità e che approfitterà dell'interruzione delle attività del settore privato per diffondere false affermazioni riguardo alla carenza di merci.
Media: "Netanyahu convoca riunione di sicurezza su Iran e attacchi"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu terrà questa sera una riunione sulla sicurezza con la partecipazione dei vertici della difesa. Lo riferiscono i media israeliani. Alla riunione prenderanno parte il capo dell'Idf Eyal Zamir, i direttori del Mossad e dello Shin Bet Roman Gofman e David Zini, e il ministro della Difesa Israel Katz. Secondo le stime, la discussione verterà sulle preoccupazioni israeliane sul ripristino del programma nucleare di Teheran, nonché sulla preparazione a vari scenari, tra cui un attacco a sorpresa o tentativi di sabotare le elezioni.
Herzog incontra ministro esteri Cina al summit Paesi asiatici in Azerbaijan
Il presidente Isaac Herzog ha incontrato in Azerbaijan il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, a margine del vertice Cica, che riunisce Paesi asiatici e in cui rappresenta Israele. ''L'incontro si è concentrato sulle relazioni bilaterali tra i due Paesi e sulla situazione in Medio Oriente. Il presidente Herzog ha sottolineato le minacce strategiche che Israele deve affrontare nella regione, in particolare da parte dell'Iran e dei suoi gruppi terroristici'', ha affermato l'ufficio di Herzog in una nota. Durante il discorso di Herzog al summit oggi, sono usciti dall'aula i rappresentanti di Iran, Turchia, Pakistan e dell'Autorità palestinese, mentre il rappresentante del Qatar è rimasto.
Yemen, oltre 200mila sfollati, escalation ha interrotto forniture cibo
Oltre 200mila persone sono state sfollate in Yemen a causa della diminuzione delle scorte alimentari e di carburante seguiti all'aumento dei combattimenti. Sono dati del Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc). Alison Bottomley, responsabile delle attività di sensibilizzazione presso l'Nrc, ha dichiarato ad Al Jazeera che lo Yemen stava già vivendo "una delle più grandi crisi umanitarie al mondo" prima dell'ultima escalation. Ora, a Taiz, il continuo spostamento delle linee del fronte sta isolando i civili e impedendo l'ingresso di rifornimenti essenziali, e alcune fonti indicano un aumento del 50% dei prezzi dei generi alimentari nella zona, ha affermato. Le scorte di farina potrebbero esaurirsi entro poche settimane, mentre la carenza di carburante minaccia l'accesso all'acqua, ha avvertito. Bottomley ha affermato che in alcune aree i siti di accoglienza per sfollati supportati dall'Nrc hanno raddoppiato le loro dimensioni, con famiglie che arrivano senza i beni di prima necessità. "Tutti coloro che si stanno spostando se ne sono andati senza portare nulla con sé", ha detto.
Haaretz: "Guardie israeliane feriscono gravemente i prigionieri con proiettili di gomma"
Secondo documenti e testimonianze ottenuti da Haaretz, in diversi casi i detenuti delle strutture del Servizio Penitenziario Israeliano (Ips) sono rimasti gravemente feriti da proiettili di gomma. In un caso, un detenuto ha subito l'amputazione di un testicolo a causa di una ferita da proiettile di gomma, mentre un altro ha avuto bisogno di un intervento chirurgico per una frattura alla tibia. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, i proiettili di gomma sono stati sparati a distanza ravvicinata, anche all'interno delle celle, nei cortili o durante l'attesa di un avvocato, e spesso senza alcun preavviso. Medici per i Diritti Umani in Israele e il Comitato Pubblico Contro la Tortura in Israele hanno raccolto 21 testimonianze di altrettanti prigionieri colpiti da proiettili di gomma dall'inizio della guerra. I casi, avvenuti nelle prigioni di Ofer, Ganot, Ktziot, Gilboa e Nitzan, risalgono principalmente alla fine del 2025 e alla prima metà del 2026. La lesione al testicolo – la più grave documentata – si è verificata nel carcere di Ktziot a giugno. Secondo un documento medico del Soroka Medical Center, il detenuto è arrivato "dopo una rivolta e un incidente con proiettili di gomma". Il documento medico riportava che il testicolo era "completamente mutilato" ed è stato rimosso chirurgicamente. Il detenuto che necessitava di un intervento chirurgico per una frattura alla tibia è stato colpito da un proiettile di gomma nel carcere di Ktziot a luglio ed è stato ricoverato al Soroka Medical Center. Secondo la documentazione, è stato sottoposto a un intervento di fissazione interna per una frattura alla tibia sinistra ed è stato trasferito al centro medico del servizio penitenziario il giorno successivo. In un terzo caso, secondo una cartella clinica, un detenuto del carcere di Megiddo è stato colpito da un proiettile nell'ottobre del 2025, riportando un ematoma alla coscia destra. La cartella clinica descrive anche una caduta sulla stessa coscia destra durante un'irruzione delle guardie nella sua cella a febbraio. A marzo di quest'anno, è stato trasportato in ospedale dopo aver ingerito "un corpo estraneo". Gli esami ospedalieri hanno rivelato una frattura del bacino e la necessità di un intervento di protesi totale dell'anca. La documentazione medica fornita dall'Ips affermava che la frattura era stata causata dalla caduta. Secondo le organizzazioni, le modalità di utilizzo dei proiettili di gomma si discostano dalle disposizioni dell'Ips in materia di possesso e uso di armi, che stabiliscono che una guardia può sparare solo in un numero limitato di casi, tra cui evasione o tentativo di evasione, se un detenuto tenta di forzare le porte del carcere o se usa violenza contro una guardia o un'altra persona. L'ufficio legale dell'Ips ha risposto alla loro richiesta domenica, due mesi dopo l'invio della lettera. Nella risposta, ha affermato che le decisioni sull'uso di mezzi "meno letali" vengono prese in base alle necessità operative e dopo aver valutato la situazione, esaminando il livello di minaccia, i dettagli del momento e il livello di pericolo rappresentato. Ha dichiarato che l'impiego di tali mezzi avviene in conformità con istruzioni specifiche che ne descrivono il funzionamento e le condizioni d'uso, e che esiste una procedura dedicata della Divisione Operazioni dell'Ips che ne regola la gerarchia d'uso. L'Ips ha inoltre affermato che non vi è alcuna base per ordinare una cessazione generalizzata dell'uso di tali mezzi, né alcuna giustificazione per la loro richiesta di ricevere dettagli sui mezzi e le munizioni utilizzati, o sui relativi dettagli e regole operative.
Media: coloni estremisti attaccano raccoglitori di olive in Cisgiordania
I media palestinesi riferiscono che un gruppo di coloni estremisti israeliani ha attaccato questa mattina i raccoglitori di olive nel villaggio di Burqa, vicino Ramallah. Sul posto sono intervenuti i militari dell'Idf chiamati dai residenti.
Liberman: "Parlamentari del Likud nella maggioranza ma senza Netanyahu"
''Non sosterremo un governo di minoranza, nemmeno solo per un periodo di transizione, né ci siederemo con Netanyahu, in nessuna circostanza''. Lo scrive su X Avigdor Liberman, leader del partito di destra Israel Beitenu, attualmente all'opposizione. ''Formeremo una coalizione composta esclusivamente da partiti sionisti, senza Ra'am, la Lista Araba Unita, senza i partiti ultraortodossi''. Liberman non ha invece escluso la possibilità di un governo insieme al Likud senza Netanyahu. ''Sono sicuro arriveremo a una solida maggioranza, ma conosco parlamentari del Likud che comprendono la gravità della situazione e sono pronti a completare i numeri per formare una coalizione sionista'', ha aggiunto.
Netanyahu al confine con Giordania: 'abbiamo piano per contrastare droni'
Israele ha elaborato dei piani per contrastare la minaccia dei droni transfrontalieri. Lo ha dichiarato il primo ministro Benjamin Netanyahu durante una visita al confine con la Giordania. ''Stiamo circondando Israele con un'enorme barriera, ma non è solo questo'', ha affermato Netanyahu. ''Ci sono delle forze qui, c'è un piano d'azione, ci sono piani per affrontare i droni, non mi dilungherò oltre'', ha aggiunto. Questi sforzi rappresentano "la massima protezione possibile per difendere i cittadini israeliani e impedire a chiunque di pensare anche solo di invadere Israele", ha sottolineato.
Yemen: rinviato sine die summit Ue-Golfo previsto a Riad
Il secondo summit Ue-Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc), previsto per il 24 ottobre a Riad, è stato rinviato a data da destinarsi. Lo comunica il Consiglio Ue. La decisione arriva dopo che missili sparati dagli Houthi yemeniti hanno ripetutamente colpito l'aeroporto della capitale saudita.
Iran, Pezeshkian: 'bombe e missili non possono imporre la resa'
Masoud Pezeshkian ha avvertito che l'azione militare non può costringere un Paese alla sottomissione. "Non si può costringere una società alla resa con bombe e missili, ma se siamo divisi, e divisi dall'interno, il nemico raggiungerà il suo obiettivo", ha affermato il presidente iraniano durante, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Irna. “Dobbiamo trovare un modo per rafforzare la coesione e l'unità nazionale e restare uniti di fronte alle difficoltà che ci attendono”, ha aggiunto.
Idf, 'smantellato tunnel che attraversava la Linea Gialla a Gaza'
L'Idf riferisce che l'unità del genio militare ha completato la distruzione di un tunnel sotterraneo lungo circa un chilometro e mezzo che attraversava la Linea Gialla nel sud della Striscia di Gaza.
Kallas: 'potenziamo Aspides, partner Golfo vedono ruolo chiaro per Ue'
"Abbiamo avviato l'operazione Aspides e la stiamo potenziando proprio per fornire un maggior numero di scorte alle navi nel Mar Rosso. Stiamo conducendo queste discussioni anche con i Paesi del Golfo, che sono interessati alla nostra presenza in quella zona anche sotto il profilo dell'architettura di sicurezza che verrà definita una volta terminata la guerra". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas al suo arrivo al vertice europeo, sottolineando come per i partner del Golfo vedono "un ruolo chiaro per l'Europa" nella regione.
Arabia Saudita: "intercettato missile su regione Medina"
La coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha affermato di aver intercettato un missile nella regione di Medina, citta' santa dell'islam; il Regno e' bersaglio di ripetuti attacchi da parte degli Houthi dello Yemen. "Intercettazione e distruzione di un missile da crociera nella regione di Medina", ha scritto su X il portavoce della coalizione, Turki al-Malki, senza specificarne la provenienza.
Metsola: 'domani il primo vertice dei presidenti dell'Ue e del Golfo'
Domani il Parlamento europeo ospiterà "per la prima volta un vertice dei presidenti delle assemblee legislative tra l'Ue e il Consiglio di cooperazione del Golfo". Lo ha annunciato presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola, all'arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles.
Media, 'Israele verso proroga stato di emergenza per le probabilità di un attacco'
Si prevede che il governo israeliano approvi la proroga dello stato di emergenza nazionale fino al 3 novembre, mantenendo in vigore la dichiarazione di emergenza fino alle elezioni della Knesset del 27 ottobre, dopo che le valutazioni sulla sicurezza avvertono di una persistente elevata probabilità di un attacco contro la popolazione civile. Loriferisce Yedioth Ahronot. Il ministro della Difesa Israel Katz ha richiesto la proroga, che estenderebbe lo stato di emergenza oltre l'attuale data di scadenza del 20 ottobre. Il segretario di governo Yossi Fuchs ha trasmesso la proposta ai ministri oggi per l'approvazione tramite una votazione telefonica urgente.
Israele revoca il visto a una giornalista italiana, la solidarietà dell'Alg
Il Governo israeliano ha revocato il visto d'ingresso alla giornalista di Radio Popolare Martina Stefanoni, che si stava preparando a partire per Tel Aviv per seguire le elezioni del 27 ottobre. L'Associazione Lombarda dei Giornalisti esprime la propria vicinanza a Martina Stefanoni, alla direttrice Lorenza Ghidini e a tutte le colleghe e i colleghi di Radio Popolare. "Siamo vicini a Martina Stefanoni e a tutti gli altri di Radio Popolare - dichiara Paolo Perucchini, presidente dell'Alg - e torniamo a chiedere nuovamente a Israele di confermare la libertà d'informazione e il diritto di cronaca per tutti i giornalisti sul campo, senza distinzioni e senza impedimenti ingiustificati". L'Alg sottolinea che "la collega aveva già lavorato in Israele lo scorso anno e aveva ottenuto sia il visto sia l'accreditamento ufficiale del Government Press Office. A pochi giorni dalla partenza, però, è arrivata la revoca, accompagnata da una comunicazione tanto generica quanto preoccupante: "Le circostanze relative al suo caso sono cambiate. A oggi, nonostante le richieste di chiarimento rivolte al Ministero competente, non sono state fornite ulteriori spiegazioni a Radio Popolare". Ghidini ha definito la decisione "una intollerabile censura da parte del Paese che si definisce l'unica Democrazia del Medio Oriente".
Iran, Trump: 'chi divulga informazioni riservate su operazioni militari dovrebbe essere fucilato'
Le persone che divulgano informazioni sulle operazioni militari statunitensi ai media "dovrebbero essere fucilate". Lo ha detto Donald Trump durante un comizio elettorale in Arizona. Il presidente degli Stati Uniti ha espresso rabbia nei confronti di una fonte non identificata che avrebbe presumibilmente divulgato informazioni ai giornalisti in merito alla tempistica degli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani. Ha dichiarato: "Chi divulga informazioni riservate dovrebbe essere giustiziato tramite fucilazione", aggiungendo che in passato coloro che erano coinvolti in fughe di notizie venivano giustiziati in questo modo.
Wafa, un morto e diversi feriti in un attacco dell'Idf a Gaza City
persona è stata uccisa e diverse altre ferite oggi in un attacco dell'Idf con un drone a nord-ovest di Gaza City. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Israele: al via operazioni di voto nelle sedi diplomatiche all'estero
Sono state depositate nella notte le prime schede per le elezioni israeliane, con l'apertura dei seggi nelle rappresentanze diplomatiche di Israele nel mondo in vista del voto del 27 ottobre. Le operazioni di voto per il personale diplomatico in servizio all'estero e i loro familiari - ha riferito il Times of Israel - dureranno complessivamente circa 30 ore, con ciascuna sede aperta durante le ore diurne locali. Saranno complessivamente 101 i seggi attivi in 99 sedi diplomatiche, dove circa 4.800 aventi diritto potranno votare. Il voto all'estero è riservato agli inviati, al personale diplomatico e ai loro familiari e non è disponibile per la maggior parte dei cittadini israeliani. La prima sede ad aprire è stata l'ambasciata israeliana a Wellington, in Nuova Zelanda, dove le operazioni sono iniziate alle 9 ora locale, le 23 di ieri sera in Israele. Un'ora dopo ha aperto il seggio dell'ambasciata israeliana nelle Fiji, inaugurata di recente. Le ultime sedi a concludere le operazioni saranno i consolati israeliani di San Francisco e Los Angeles, dove il voto terminerà alle 20 ora locale, le 6 di domani mattina in Israele. Le schede saranno quindi trasportate in Israele e consegnate alla Knesset, il Parlamento israeliano, per lo scrutinio.
M.O., Tajani: chiediamo con forza rafforzamento Aspides
"Noi chiediamo con grande forza che venga rafforzata la missione Aspides per garantire la liberta' di navigazione attraverso Suez, il Mar Rosso e Bab-el-Mandeb. E' fondamentale che l'Europa acceleri i tempi e ci sono state alcune risposte positive. Ora si tratta di trasformare risposte positive in azioni concrete". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al pre-vertice Ue del Partito popolare europeo. "L'Italia sta facendo tutto cio' che puo'. Noi, come sapete, garantiamo il trasporto commerciale marittimo in quell'area dove passa circa il 40% del traffico marittimo commerciale italiano, che e' anche il 60% del traffico marittimo che porta beni prodotti nel nostro paese verso l'Asia. Quindi per noi e' fondamentale, ma e' fondamentale per tutta l'Europa, che e' un continente manifatturiero", ha spiegato Tajani. "Acceleriamo i tempi in un momento di grande difficolta', perche' come sapete gli Houthi continuano ad attaccare. Quindi e' tempo di svegliarsi e di accelerare. L'ho detto, lo ridiro' e continueremo a insistere affinche' cio' accada in tempi piu' rapidi possibili", ha concluso il ministro.
Iran, Trump: 'la guerra finirà molto presto, quando lo vorrò io'
"La guerra contro l'Iran finirà molto presto. Nel momento in cui lo vorrò, finirà. Non avranno mai armi nucleari". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti in Montana, poco prima di imbarcarsi sull'Air Force One al termine di un comizio elettorale in vista delle imminenti elezioni di metà mandato del novembre 2026. In precedenza, la Cnn aveva riportato che l'esercito americano sta valutando l'ipotesi di utilizzare la "Madre di tutte le bombe" contro l'Iran qualora Trump ordinasse nuovi attacchi prima o dopo le elezioni di medio termine.
Iran, Cnn: Usa valutano l'uso della "madre di tutte le bombe"
L'esercito statunitense ha elaborato nuovi piani di attacco che includono il possibile impiego della cosiddetta "madre di tutte le bombe" contro le infrastrutture energetiche e gli impianti nucleari dell'Iran. Secondo quanto riferito alla Cnn da diversi funzionari statunitensi a conoscenza dei piani, tale opzione verrebbe presa in considerazione qualora il presidente Donald Trump ordinasse la ripresa delle operazioni di combattimento, prima o dopo le elezioni di meta' mandato. L'impiego della GBU-43/B nota come MOAB (Massive Ordnance Air Blast Bomb), l'arma non nucleare piu' potente nell'arsenale statunitense rappresenterebbe una significativa escalation nel conflitto con l'Iran. Tuttavia, diverse fonti informate sulle discussioni interne riguardanti un eventuale utilizzo di quest'arma mettono in dubbio la sua efficacia nel raggiungere gli obiettivi strategici fissati da Trump, o nel far pendere l'ago della bilancia del conflitto a favore degli Stati Uniti. Mentre le forze armate statunitensi continuano a sottoporre a Trump diverse opzioni per potenziali attacchi contro obiettivi iraniani, alcuni funzionari si interrogano, in via riservata, sull'esistenza di una strategia da parte della Casa Bianca che integri tali piani in modo tale da condurre effettivamente alla fine del conflitto, riporta l'emittente statunitense. Trump ha dato mandato ai vertici militari di preparare ulteriori piani di attacco contro obiettivi iraniani inclusa "gran parte delle infrastrutture energetiche" e di valutare il possibile ricorso alla MOAB, ha riferito una delle fonti alla Cnn. La stessa fonte ha indicato che un simile attacco avverrebbe "prima del ritiro degli Stati Uniti dall'area di responsabilita' del Comando Centrale (Centcom)", lasciando intendere che l'amministrazione potrebbe condurre tali operazioni, dichiarare la vittoria e procedere successivamente a una rapida evacuazione delle proprie forze.
Media, Israele ostacola base Gaza prevista da piano Trump
Secondo quanto riportato dal Guardian, Israele sta bloccando la costruzione di una base militare a Gaza, destinata alle forze internazionali nell'ambito del piano per l'enclave palestinese elaborato dal 'Board of Peace' voluto da Donald Trump. Citando una fonte informata sui fatti, il quotidiano britannico riferisce che Israele non ha ancora autorizzato l'avvio dei lavori, a due mesi dall'assegnazione di un appalto a un'azienda statunitense per la realizzazione di un avamposto capace di ospitare 150 militari; al momento, l'ingresso a Gaza di appaltatori e autocarri risulta bloccato. "Israele non apre il confine", afferma la fonte, sottolineando che, senza lo spiegamento della Forza di stabilizzazione internazionale (Isf) a Gaza, "e' impossibile procedere alla ricostruzione". "Manca la sicurezza. Non arrivano le attrezzature edili. Non e' possibile installare le infrastrutture di base ne' i servizi essenziali per la sopravvivenza, perche' senza la Forza di Stabilizzazione Internazionale non si puo' entrare", ha denunciato la fonte, aggiungendo che, secondo il 'Board of Peace', Israele dara' il via libera al progetto dopo le elezioni della Knesset, previste per il 27 ottobre.
Fmi: economie del Golfo non torneranno presto ai livelli di crescita pre-conflitto
Il Fondo Monetario Internazionale prevede una ripresa per le economie del Medio Oriente ricche di risorse energetiche, ma non nel medio periodo. È quanto ha dichiarato il responsabile regionale dell'organizzazione, mentre proseguono i combattimenti tra l'Arabia Saudita e gli Houthi yemeniti. L'analisi giunge in un momento in cui il Fmi stima una contrazione diffusa nelle economie del Golfo, a seguito di mesi di conflitto — iniziato in Iran e diffusosi poi in Arabia Saudita e Yemen — che continua a ripercuotersi sul traffico marittimo di prodotti energetici.
"Nel medio periodo non torneremo alla traiettoria precedente al conflitto, poiché questo shock lascerà cicatrici in diversi settori, danneggerà alcune infrastrutture e richiederà una spesa aggiuntiva per rafforzare la resilienza", ha spiegato ai giornalisti Jihad Azour, direttore regionale del Fmi. L'avvertimento arriva mentre funzionari ed esperti sono riuniti questa settimana a Bangkok per discutere delle sfide che gravano sull'economia globale, tra cui il persistere di costi energetici elevati e i dubbi sulla sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale. Martedì, il FmI ha diffuso proiezioni secondo le quali la regione del Medio Oriente e dell'Asia centrale — direttamente coinvolta nel conflitto che vede protagonista l'Iran — subirà una contrazione dello 0,3% nel 2026. L'Arabia Saudita figura tra i paesi più colpiti, con una previsione di contrazione economica pari al 3,3%. Si tratta di una rara recessione per il regno del Golfo, che per lungo tempo ha beneficiato della protezione offerta dalle sue solide esportazioni di energia.
Gli Houthi rivendicano un nuovo attacco contro l'aeroporto di Riad
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno annunciato in serata di aver preso di mira l'aeroporto internazionale di Riad con un missile balistico, poche ore dopo che la coalizione aerea guidata dall'Arabia Saudita aveva riferito dell'intercettazione di un missile lanciato verso la capitale. "Le forze armate yemenite... sono riuscite a colpire l'aeroporto internazionale King Khalid nella capitale del nemico saudita, Riad, con un missile balistico, e l'attacco è andato a segno con precisione", ha scritto su X il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree.