Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Moab, cos'è la "madre di tutte le bombe" che Trump potrebbe usare nella guerra in Iran

Mondo
©Getty

Introduzione

Secondo quanto riferisce la Cnn, l'esercito americano sta predisponendo nuovi piani d'attacco in Iran (LE NEWS LIVE) che prevedono il potenziale impiego della Gbu-43/b Massive Ordnance Air Blast Bomb (Moab), meglio nota come la "madre di tutte le bombe". L'utilizzo, indirizzato su infrastrutture energetiche e siti militari, dipende dal possibile ordine del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la ripresa delle operazioni militari prima o dopo le elezioni di metà mandato, fissate per il 3 novembre prossimo.

Quello che devi sapere

Cosa sappiamo della bomba

L'ordigno, il più potente presente nell'arsenale non nucleare Usa, si è guadagnato l'acronimo di Moab in ragione dell'ingente esplosione che provoca. La maggior parte delle informazioni disponibili sull'arma risalgono ad un articolo del 2008 dell'Englin Air Force Base, una base operativa aeronautica della Florida, che celebrava i cinque anni dal primo test.

 

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Progettata per la guerra in Iraq

La progettazione della Moab risale infatti alla seconda guerra del Golfo contro l'Iraq di Saddam Hussein. Il test avvenne l'11 marzo 2003 ma la bomba non fu impiegata sul campo di battaglia. Secondo l'allora Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, ha comunque sortito un effetto "deterrente" costringendo il regime di Bagdad alla resa prima del previsto. 

 

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L'impiego in Afghanistan contro l'Isis

Il primo utilizzo effettivo della bomba è datato 13 aprile 2017 durante il primo mandato di Trump alla Casa Bianca quando l'aviazione Usa l'ha sganciata in Afghanistan causando la morte di 36 miliziani dello Stato Islamico e distruggendo completamente l'obiettivo: una rete di tunnel utilizzata dall'Isis nel Paese.

 

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Quanto costa

Secondo il portale d'informazione militare Daegal, ogni esemplare di questo ordigno ha un costo stimato di circa 16 milioni di dollari. A fabbricarli è l'azienda Dynetics, in Alabama, che rifornisce l'aviazione a stelle e strisce, mentre lo sviluppo della bomba è demandato all'Air Force a partire dal 2002.

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Le caratteristiche tecniche

Come riporta Englin Air Force Base, la bomba è lunga circa 9 metri e pesa 9,8 tonnellate. Viene sganciata da un aereo MC-130 che tramite un segnale Gps la indirizza verso l'obiettivo scelto ed esplode poco prima di toccare terra. L'ordigno viene rilasciato su una “base”, un elemento mobile che durante la caduta si sgancia tramite un paracadaute, mentre la Moab continua la sua corsa verso l'obiettivo grazie a quattro ali direzionali.

Gli effetti della bomba

La bomba è custodita in un involucro di alluminio molto sottile, ideato per massimizzare gli effetti dell'esplosione e allargarne il raggio. Dopo l'esplosione di 8 tonnellate di esplosivo l'onda d'urto si espande per più di un chilometro e mezzo in ogni direzione. Soprannominata anche "bunker-busting" bomb, la Moab è pensata soprattutto per distruggere tunnel, vie di comunicazione e infrastrutture sotterranee.

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I possibili obiettivi in Iran

Secondo le fonti il ricorso alla Gbu-43/b sarebbe stato prospettato dal Pentagono a Trump in vista di nuovi attacchi sul regime degli ayatollah. Tra i possibili obiettivi spicca un’incursione sulla montagna Pickaxe, il grande bunker che ospita un sito legato al programma nucleare. Da un singolo attacco con effetti "devastanti" passerebbe la via d'uscita dal conflitto con Washington pronta a dichiarare, subito dopo, la vittoria militare. 

Foab, l'equivalente russa

A incalzare il primato di letalità della Moab americana è la Foab, una bomba termobarica sviluppata dall'esercito russo. L'ordigno agisce in due fasi, prima disperdendo una massa di idrocarburi esplosivi nell'area circostante e poi dandogli fuoco, generando un'imponente onda d'urto. Tradizionalmente detta “bomba a vuoto”, la detonazione della Foab sgretola le costruzioni presenti nella zona e uccide le persone che vi si trovano per l'enorme calore generato dalla combustione, ma non provoca contaminazione radioattiva a lungo termine.

 

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