Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, Teheran: "Probabile una nuova guerra". Trump ritira 5mila soldati dalla Germania

©Ansa

"L'Iran è pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile", ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia. “Spetta agli Usa decidere se perseguire una soluzione negoziale o tornare alla guerra aperta”, ha detto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ai diplomatici a Teheran, secondo l'emittente statale Irib. Il segretario della Difesa Usa, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5mila soldati americani presenti in Germania

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Trump boccia anche l'ultima proposta di Teheran sbloccare lo Stretto di Hormuz. Il negoziato è fermo e torna lo spettro della guerra. 'Un nuovo attacco americano è probabile', mette in guardia il regime iraniano che, secondo Bloomberg, sta riducendo la produzione di greggio per evitare che i serbatoi si riempiano completamente. Intanto, si avvicina lo scontro tra il presidente americano e il Congresso sulla scadenza dei 60 giorni per avere il via libera alla guerra: 'Non sono ancora scaduti', afferma il capo della Casa Bianca in una lettera al Parlamento. Trasferita in ospedale a Teheran la Premio Nobel per la Pace Mohammadi, le sue condizioni sono 'gravissime'. La sua Fondazione denuncia: 'È stata 140 giorni in cella senza cure'. Via entro 6-12 mesi 5mila soldati americani dalla Germania, ma nel mirino ci sono anche le 'deludenti' Italia e Spagna. Trump torna all'attacco dell'Europa minacciando di ritirare uomini e basi: si tratta di 90mila militari e 40 strutture. Imbarazzo dalla Nato, che spinge per la difesa europea. Da lunedì in Armenia vertice Epc dell'Alleanza (con Meloni) senza Usa. Ma non basta: il presidente americano riapre la guerra commerciale con l'Ue e annuncia da lunedì dazi al 25% sulle auto. Bruxelles alza il muro: 'Inaccettabile, pronti a ogni opzione'. In Italia, alta tensione tra governo e opposizione sul rapporto con il tycoon. 

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Netanyahu valuta ripresa combattimenti a Gaza e Iran

Il primo ministro Benjamin Netanyahu convocherà domani il suo gabinetto di sicurezza, secondo quanto riferito al Times of Israel dagli uffici di uno dei membri. Mercoledì ha incontrato per l'ultima volta la ristretta cerchia dei ministri di alto livello, tra cui il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, il ministro della Difesa Israel Katz, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir e il presidente di Shas, Aryeh Deri. L'incontro arriva dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, venerdì, ha dichiarato di essere insoddisfatto della nuova offerta di cessate il fuoco da parte di Teheran e ha confermato di essere stato informato su come "distruggerli completamente" se non si fosse raggiunto un accordo. Un alto funzionario iraniano ha poi avvertito che un ritorno alla guerra con gli Stati Uniti è "probabile". Secondo l'emittente pubblica israeliana Kan, durante l'incontro si discuterà anche di un possibile ritorno ai combattimenti nella Striscia di Gaza, in un clima di rabbia per la mancanza di progressi nei negoziati per il disarmo di Hamas e per l'attuazione del piano di cessate il fuoco del Consiglio per la Pace guidato dagli Stati Uniti. "Hamas non sta rispettando l'accordo sul disarmo", ha dichiarato una fonte israeliana alla testata giornalistica. "Stiamo discutendo con i mediatori".

Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran

Emergono i dettagli sulla proposta di pace che l’Iran ha consegnato ai   mediatori pakistani per la fine del conflitto con gli Stati Uniti e   Israele.  Il piano si snoda attraverso cinque punti principali e  prevede  innanzitutto la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di  Teheran,  la revoca del blocco navale statunitense e la garanzia che gli  Usa e  Israele non attaccheranno di nuovo il territorio iraniano. Solo  in un  secondo momento, secondo quanto riportato da Reuters (che cita un “alto funzionario iraniano” rimasto anonimo), entrerebbero   in scena nuovi colloqui sulle limitazioni al programma nucleare   dell’Iran, in cambio della revoca delle sanzioni   americane. L'accoglienza per ora è molto fredda: "Non sono soddisfatto   di quanto offrono", ha detto il presidente Donald Trump.

Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran

Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran

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Iran, come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale

Come evidenzia un recente rapporto delle Nazioni Unite, in Libano oltre 1,2 milioni di persone rischiano di soffrire la fame a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo studio congiunto condotto  dall'organizzazione Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) e il  ministero dell’Agricoltura di Beirut segnala un rapido deterioramento della sicurezza alimentare nel Paese dei cedri innescato da  “sfollamenti” e “pressioni economiche” con l’approvvigionamento di cibo  messo a dura prova dallo choc dei bombardamenti. Ma il Libano non è  l’unico territorio minacciato dalla crisi nell'area che con l’impennata  dei prezzi energetici sta “terremotando” l'agricoltura a livello globale.

Iran, come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale

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La Siria accusa la Giordania di attacchi contro depositi di droga e armi al sud

La televisione di stato siriana ha riferito di attacchi giordani contro un deposito di droga e armi nella provincia meridionale a maggioranza drusa di Sweida, gran parte della quale si trova al di fuori del controllo di Damasco. La televisione di Stato ha citato fonti locali secondo cui l'esercito giordano "probabilmente... ha preso di mira un sito contenente armi e droga controllato da gruppi ribelli nel villaggio di Shahba, a Sweida". Parallelamente, l'esercito giordano ha affermato di aver "condotto un'operazione di deterrenza contro diverse località utilizzate da trafficanti di armi e droga lungo il confine settentrionale del Regno". Fonti locali hanno riferito a un corrispondente dell'Afp che una serie di raid aerei ha colpito almeno cinque località, tra cui magazzini nella città siriana di Arman.

Teheran: 'Non cederemo mai il Golfo Persico all'America'

Il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha fatto riferimento ai negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra e ha affermato che "il popolo iraniano non consegnerà mai il Golfo Persico all'America". Lo riporta Ynet.

Israele: 'Vandalizzare le pietre d'inciampo non è protesta, è odio'

"In tutta Italia, l'antisemitismo sta crescendo, che si tratti di attacchi agli ebrei per le strade o della profanazione di memoriali dell'Olocausto. Solo una depravazione morale potrebbe spingere coloro che hanno vandalizzato i sampietrini commemorativi ( le cosiddette pietre d'inciampo) degli ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti. Questo non è protesta. È odio". Lo scrive in un post su X il ministero degli Esteri israeliano. "Ci affidiamo alle autorità italiane affinché agiscano con fermezza e decisione per affrontare questo odio e garantire la sicurezza e la dignità delle comunità ebraiche", conclude il post.

A Barcellona manifestazione per chiedere a Israele liberazione due membri Flotilla

Centinaia di persone sono scese in piazza a Barcellona per chiedere a Israele la liberazione dello spagnolo Saif Abukeshek e del brasiliano Thiago Ávila, i due membri detenuti della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Intorno alle 19.30 i manifestanti si sono concentrati davanti alla sede della Commissione europea a Barcellona, esponendo bandiere palestinesi e striscioni contro Israele, e accusando anche l’Unione europea di complicità con le autorità israeliane. I partecipanti hanno poi bloccato il Passeig de Gràcia dove si sono uniti anche centinaia di ciclisti. Successivamente, i manifestanti hanno marciato lungo via València fino a raggiungere la Delegazione del Governo in Catalogna intorno alle 21.15, quando erano circa 300, meno rispetto all’inizio. Alla manifestazione ha partecipato anche l’ex sindaca di Barcellona, Ada Colau, già membro di una precedente flottiglia.

Video caricaturale di Hezbollah suscita sconcerto e condanna in Libano

Hezbollah ha condannato oggi come "offensivo" un video pubblicato da un canale televisivo libanese che raffigura il leader e i combattenti del gruppo filo-iraniano come personaggi del popolare videogioco Angry Birds nella loro guerra contro Israele. Il video, twittato da Lbci venerdì, mostra combattenti di Hezbollah, incluso il loro leader Naim Qassem, vestiti da uccelli, alcuni equipaggiati con giubbotti esplosivi e fionde, di fronte a israeliani raffigurati come maiali che conducono attacchi aerei o pilotano droni a forma di maiale. Hezbollah ha risposto in una dichiarazione affermando che il video contiene "insulti offensivi (...) che abbassano il dibattito politico a un livello ripugnante". Sebbene Lbci sia stata inizialmente fondata negli anni '80 dalle Forze Libanesi (Lf), un partito cristiano di opposizione a Hezbollah, si è dissociata dall'organizzazione anni fa. Sui social media, i sostenitori di Hezbollah hanno reagito al video condividendo immagini offensive del Patriarca maronita Bechara Rai, la massima autorità cristiana del Libano, provocando numerose reazioni, anche ai più alti livelli di governo.

Iran: Nobel Mohammadi in ospedale, grave peggioramento condizioni

"La vincitrice del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi è  stata trasferita d'urgenza in ambulanza oggi dal carcere di Zanjan a un  ospedale locale, in Iran, a seguito di un catastrofico peggioramento  delle sue condizioni di salute". Lo ha reso noto la Fondazione  intitolata all'attivista iraniana con un messaggio su X.

Iran: Nobel Mohammadi in ospedale, grave peggioramento condizioni

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Usa, Wp: 'Guerra in Iran impopolare come quelle in Iraq e Vietnam'

Secondo un sondaggio realizzato da Washington Post, ABC News e Ipsos, il  61% degli statunitensi ritiene che l'uso della forza militare contro  l'Iran sia stato "un errore". Meno di due americani su 10 credono invece  che l'operazione di Trump contro Teheran sia stata efficace.

Usa, Wp: 'Guerra in Iran impopolare come quelle in Iraq e Vietnam'

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Ad aprile il Kuwait ha esportato zero barili petrolio greggio, prima volta in 30 anni

Nell'aprile del 2026, il Kuwait ha esportato zero barili di petrolio greggio per la prima volta dalla fine della Guerra del Golfo, secondo quanto riportato da TankerTrackers.com, un sito web che monitora le spedizioni internazionali di petrolio. Lo scrive al Jazeera. Sebbene il Kuwait continui a produrre petrolio, che in parte viene stoccato e in parte trasformato in prodotti raffinati, alcuni dei quali vengono esportati, nell'aprile del 2026 non è stata esportata alcuna quantità di petrolio greggio a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, una situazione che non si verificava dal 1991.

Dark Eagle, cos'è e come funziona il missile ipersonico degli Usa

In un quadro ancora incerto sul futuro del confronto con l’Iran, il Pentagono sta rafforzando la propria presenza militare in Medio Oriente, concentrando uomini e sistemi d’arma nell’area del Golfo sotto il coordinamento del Centcom, il comando statunitense con base in Florida.  L’obiettivo è duplice: da un lato esercitare una leva negoziale sui  Guardiani della Rivoluzione, dall’altro mantenere pronti strumenti  offensivi capaci di sostenere eventuali nuove operazioni militari contro  Teheran. In questo contesto di rafforzamento militare e  di valutazione di un possibile salto di qualità nello scontro, assume  un’importanza strategica l’utilizzo di una nuova arma: ecco cosa sapere.

Dark Eagle, cos'è e come funziona il missile ipersonico degli Usa

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Libano, Sa'ar: "Potremmo conquistare tutto, ma ci sarebbero conseguenze"

"Potremmo andare domani e conquistare tutto il Libano, compresa la  Valle della Beqa' e Beirut. Ma questo avrebbe delle conseguenze". Lo ha  detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, parlando  all'emittente Channel 14. "Se avessimo sei o sette eserciti invece di un  solo Idf, forse potremmo fare di più", ha aggiunto.

MO, Sa'ar: "Italia ci difende da sanzioni Ue nonostante difficoltà"

"L'Italia, nonostante tutte le difficoltà, sta difendendo lo Stato di  Israele dai tentativi di imporgli sanzioni all'interno dell'Unione  Europea". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideo Sa'ar,  parlando all'emittente Channel 14. "Proprio per questo motivo - ha  aggiunto - l'opposizione in Italia sta attaccando il governo,  sostenendo: state collaborando con Israele e quindi ne siete  responsabili". "Macron ha  cercato di convincere il mondo intero a riconoscere uno Stato  palestinese - ha continuato Sa'ar - In Germania, in Italia, in Corea del  Sud, in Giappone, a Singapore, in Nuova Zelanda non hanno aderito a  questa iniziativa. Abbiamo ottenuto dei successi".

MO, Idf: uccisi tre terroristi nella Striscia di Gaza

Le Forze di Difesa Israeliane affermano su Telegram di aver ucciso almeno tre terroristi e ferito un quarto dopo che questi si erano avvicinati alle truppe israeliane nella Striscia di Gaza oggi. Secondo Idf, in diversi episodi, le truppe della Divisione di Gaza di stanza nel sud della Striscia hanno identificato "quattro terroristi che hanno oltrepassato la Linea Gialla e si sono avvicinati alle forze in modo da costituire una minaccia imminente". L'esercito afferma di aver "colpito i terroristi per eliminare la minaccia", aggiungendo che tre sono stati uccisi e un quarto "e' rimasto ferito".

Israele: a Tel Aviv protesta contro esenzione militare per Haredi

Circa mille persone si sono radunate in piazza Habima a Tel Aviv per protestare contro il tentativo del governo di codificare l'esenzione dal servizio militare per gli ebrei ultraortodossi (Haredi) e contro il suo rifiuto di istituire una commissione d'inchiesta statale sui fallimenti relativi all'offensiva guidata da Hamas del 7 ottobre 2023. La manifestazione e' organizzata dal Movimento per un Governo di Qualita', che ha presentato ricorso all'Alta Corte per obbligare il governo a convocare gli studenti delle yeshiva ultraortodosse e a istituire una commissione d'inchiesta statale.

I ministri degli Esteri di Iran e Francia discutono degli sviluppi della guerra

I ministri degli Esteri di Iran e Francia hanno avuto una conversazione telefonica questa sera, durante la quale hanno discusso degli sviluppi regionali e internazionali relativi alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, secondo quanto riportato in una dichiarazione rilasciata dal team di Aragchi. Lo scrive al Jazeera.     Secondo quanto riferito, il ministro degli Esteri iraniano ha informato il suo omologo francese sugli sforzi strategici dell'Iran per porre fine alla guerra, mentre Jean-Noel Barrot, ministro degli Esteri francese, ha espresso il sostegno della Francia ai colloqui diplomatici in corso e ha auspicato che questi portino a una pace e una sicurezza durature nella regione.

L'Iran: "I colloqui di pace dipendono dalla tregua in Libano"

Ali Nikzad, vicepresidente del Parlamento iraniano, ha dichiarato all'emittente televisiva libanese Al-Manar che la condizione posta dalla Repubblica islamica in qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti è la garanzia che gli attacchi contro il Libano cessino completamente. Lo scrive Iran international.    "Il fronte iraniano e il fronte del Libano meridionale sono un'unica entità, e la chiusura dello Stretto di Hormuz aveva lo scopo di permettere ai libanesi di vivere in pace", ha affermato, riferendosi alla roccaforte di Hezbollah nel Libano meridionale. Nikzad ha poi aggiunto: "Hezbollah è l'anima dell'Iran, e l'Iran è l'anima di Hezbollah".

Trump e i 60 giorni di guerra in Iran: perché la scadenza è importante

È scaduto il termine di 60 giorni previsto dalla legge americana  entro cui il presidente deve notificare al Congresso l’operazione  militare e ottenere la sua approvazione. Anche se l’attacco di Usa e  Israele all’Iran è partito il 28 febbraio, Donald Trump ha notificato  gli attacchi al Congresso il 2 marzo e per questo i 60 giorni per  ottenere l’approvazione partono da quella data e scadono oggi. Mentre i  Repubblicani sostengono che in questo caso l’autorizzazione non sia  necessaria, i Democratici sarebbero pronti a fare causa al capo della  Casa Bianca. Ecco cosa sta succedendo.

Trump e i 60 giorni di guerra in Iran: perché la scadenza è importante

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Usa accelerano la vendita di armi per 8,6 miliardi agli alleati in Medio Oriente

L'amministrazione Trump ha approvato la vendita di armi per 8,6 miliardi di dollari agli alleati in Medio Oriente per rafforzarli contro eventuali attacchi da parte di Teheran nel corso della guerra contro l'Iran. Citando circostanze di emergenza, il segretario di stato Marco Rubio ha aggirato il controllo del Congresso sulle vendite. È la terza volta nel secondo mandato di Trump che l'amministrazione invoca un'autorizzazione di emergenza durante la guerra in Iran per aggirare il Congresso nella vendita di armi.      Per il Qatar è stata approvata la vendita di Patriot per 4 miliardi di dollari. Per il Kuwait invece 2,5 miliardi di dollari di sistemi di difesa aerea. Israele, Qatar e Emirati Arabi Uniti riceveranno anche Advanced Precision Kill Weapon System in grado di lanciare razzi a guida laser.

Wp: "Hegseth stringe la presa sul Pentagono"

Sicuro del suo posto, Pete Hegseth ha stretto al presa sul Pentagono. Secondo quanto riportato dal Washington Post, dopo gli iniziali passi falsi, incluso il chatgate, il segretario alla Difesa si è affermato agli occhi di Donald Trump grazie alla sua lealtà. Questo gli ha consentito di mettere al sicuro il suo posto da possibili siluramenti, e imprimere con maggiore forza il suo stampo sul Pentagono. L'azione di Hegseth non riguarda solo i programmi di acquisto di armamenti, ma anche la facoltà delle forze armate di promuovere personale di alto livello.

Pentagono: Guerra contro Iran è costata finora 25 mld di dollari

Il costo in gran parte è causa delle decine di migliaia di bombe e  missili utilizzati. Lo ha detto il controllore del dipartimento della  Difesa, Jay Hurst, in un'audizione al Congresso.  Secondo quanto  riportato dal canale televisivo statale Press TV, la mancata azione  dell'Iran contro il blocco è stata un tentativo di "dare una possibilità  alla diplomazia". Tuttavia, gli Usa "dovrebbero presto aspettarsi un  diverso tipo di risposta al blocco navale in corso" se le condizioni  dell'Iran venissero respinte".

Pentagono: Guerra contro Iran è costata finora 25 mld di dollari

Pentagono: Guerra contro Iran è costata finora 25 mld di dollari

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Libano, Idf: colpiti decine di obiettivi di Hezbollah nel Sud

Israele oggi ha effettuato attacchi in tutto il Libano meridionale, affermando di aver colpito decine di obiettivi di Hezbollah. In una dichiarazione, l'esercito israeliano ha affermato di aver colpito obiettivi di Hezbollah, aggiungendo che "circa 70 strutture militari e circa 50 siti infrastrutturali di Hezbollah sono stati smantellati in diverse aree" oggi. Anche l'agenzia di stampa statale libanese NNA ha riportato una serie di attacchi israeliani nel Libano meridionale. L'esercito israeliano aveva precedentemente emesso due avvisi di evacuazione per nove villaggi del sud. Hezbollah, nel frattempo, ha rivendicato diversi attacchi contro le truppe israeliane, affermando che si trattava di una risposta alle "violazioni" del cessate il fuoco.

Idf: "Uccisi almeno tre terroristi e ferito un quarto oggi a Gaza"

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver ucciso almeno "tre terroristi" e ferito un quarto dopo che questi si erano avvicinati alle truppe israeliane nella Striscia di Gaza oggi.     Secondo l'Idf, in diversi episodi, le truppe della Divisione di Gaza di stanza nel sud della Striscia hanno identificato "quattro terroristi che hanno oltrepassato la Linea Gialla e si sono avvicinati alle forze in modo da costituire una minaccia imminente". L'esercito afferma inoltre di aver "colpito i terroristi per eliminare la minaccia", aggiungendo che tre sono stati uccisi e un quarto "è rimasto ferito".

Casa Bianca conferma ex lobbista Stewart in team negoziale Usa

La Casa Bianca ha confermato l’ingresso di Nick Stewart nel team statunitense impegnato nei negoziati con l’Iran, con il ruolo di consigliere. "Nick Stewart è un conoscitore di politica esperto e di grande valore, una risorsa importante per il talentuoso team dell’inviato speciale Steve Witkoff - ha dichiarato la portavoce Olivia Wales - Porta con sé una vasta esperienza di leadership e di politica sull’Iran maturata al Dipartimento di Stato durante la prima amministrazione Trump e al Congresso, ed è una voce fidata mentre l’inviato speciale Witkoff lavora in piena sintonia con il presidente Donald Trump e il suo team per la sicurezza nazionale per raggiungere un accordo vantaggioso per gli Stati Uniti e per il mondo". Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi a Cbs News, Stewart - ex lobbista e già membro del Dipartimento di Stato - è stato inserito nella squadra su impulso di Jared Kushner. In passato ha lavorato anche per la Foundation for the Defense of Democracies e nell'"Iran Action Group" del Dipartimento di Stato durante la prima amministrazione Trump.

Petrolio, l'Iran è davvero vicino al collasso per la guerra?

Teheran avrebbe chiesto al presidente Usa di "aprire lo Stretto  di Hormuz" il prima possibile, incapace di sopravvivere ancora a lungo  agli effetti del blocco navale americano. La situazione è davvero così  difficile? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri",  approfondimento di Sky TG24, del 28 aprile.

Petrolio, l'Iran è davvero vicino al collasso per la guerra?

Petrolio, l'Iran è davvero vicino al collasso per la guerra?

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Ft: "Usa avvertono europei che consegne armi verranno ritardate"

Gli Stati Uniti hanno avvertito alcuni alleati europei - tra cui Regno Unito, Polonia, Lituania ed Estonia - che le consegne di armi a loro destinate subiranno forti ritardi a causa della guerra in Iran, che sta svuotando le scorte. È quanto apprende il Financial Times.

Idf: "Uccisi 3 militanti nella Striscia di Gaza"

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno reso noto di aver ucciso almeno tre militanti e ferito un quarto nella Striscia di Gaza, dopo che si sarebbero avvicinati alle truppe israeliane rappresentando una minaccia imminente. Lo rriporta il Times of Israel. 

Secondo quanto riferito dall’esercito, in diversi episodi nel sud dell’enclave, i soldati della divisione Gaza hanno individuato "quattro terroristi che hanno attraversato la Linea Gialla e si sono avvicinati alle forze in modo da costituire una minaccia immediata". I militari hanno quindi "colpito i terroristi per neutralizzare la minaccia", uccidendone tre e ferendo il quarto.

Idf: "Uccisi militanti di Hezbollah nel sud del Libano"

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver  ucciso militanti di Hezbollah identificati vicino alle truppe nel Libano  meridionale, e di aver inoltre colpito e distrutto circa 120 postazioni  della fazione armata durante il fine settimana.Secondo l'Idf, gli  obiettivi includevano centri di comando dove operavano membri del gruppo  terroristico, depositi di armi e altri edifici utilizzati da Hezbollah  per sferrare attacchi.Lo scrive The Times of Israel.

Libano, miliziani come Angry Birds: la caricatura che fa infuriare Hezbollah

Miliziani  libanesi raffigurati come i personaggi del videogioco di Angry Birds,  compreso il leader di Hezbollah Naim Qassem. Equipaggiati con giubbotti  esplosivi e fionde, pronti a combattere contro israeliani raffigurati  come maiali che conducono attacchi aerei o pilotano droni a forma di  maiale. Questo il tenore della caricatura condivisa su 'X'  dall'emittente libanese Lbci e che ha fatto infuriare Hezbollah, che ha  definito il video ''offensivo''. In  una nota, Hezbollah ha detto che il video contiene "insulti offensivi  che abbassano il dibattito politico a un livello ripugnante".

Flotilla, Boccia (Pd): "Basta ambiguità. Netanyahu risponda a Cpi"

"Alla prossima Capigruppo chiederemo che la nostra mozione sia portata immediatamente in Aula. Il Parlamento italiano deve assumersi la responsabilita' di discutere e votare su Gaza, sulla Flotilla e sulle responsabilita' del governo Netanyahu. La Spagna, con Pedro Sa'nchez, ha usato parole nette. L'Italia non puo' continuare con ambiguita' e formule prudenti". Lo dichiara il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia in una nota. "Deve dire con chiarezza che il sequestro di civili disarmati in acque internazionali e' una violazione gravissima del diritto internazionale e che chi porta aiuti umanitari non puo' essere trattato come un criminale. I criminali non sono gli attivisti della Flotilla. I criminali sono coloro che hanno devastato Gaza, affamato una popolazione civile, calpestato il diritto internazionale e trasformato l'impunita' in sistema politico. Benjamin Netanyahu, Itamar Ben-Gvir e Israel Katz devono rispondere davanti alla Corte Penale Internazionale. Non per vendetta, ma per giustizia. Perche' l'Italia e' parte dello Statuto di Roma e ha il dovere politico e giuridico di cooperare con la giustizia internazionale. La maggioranza scelga da che parte stare: dalla parte del diritto o dalla parte dell'impunita'. Non ci sono piu' zone grigie. Netanyahu e i suoi ministri devono sapere che il tempo dell'impunita' finira'. La comunita' internazionale non puo' arretrare davanti a chi bombarda, affama, sequestra e viola le regole comuni. Il loro arresto e il loro processo non sarebbero solo la fine politica di una stagione criminale: sarebbero l'inizio di una nuova stagione, in cui il diritto torna a valere piu' della forza. Per questo chiediamo il voto immediato della mozione. L'Italia sia netta. Come la Spagna. Come impone la nostra Costituzione. Come chiede il diritto internazionale", aggiunge Boccia.

Iran, Tajani al telefono con Araghchi: "Linea rossa su nucleare"

"Ho appena avuto un altro colloquio telefonico con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per fare il punto sul conflitto in Iran e sulla situazione in Medio Oriente", scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Ho voluto evidenziare la forte preoccupazione dell'Italia per l'aumento delle tensioni regionali, sottolineando la necessita' di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di #Hormuz anche per evitare conseguenze sulla sicurezza alimentare e sulla stabilita' dei paesi piu' fragili in Africa. "Ho confermato con chiarezza che per l'Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa, con il rischio concreto di innescare una pericolosa corsa agli armamenti nucleari nella regione. L'Iran deve esercitare la propria influenza su Hezbollah per fermare gli attacchi contro #Israele per arrivare, attraverso il negoziato, alla pace in Libano. "L'Italia e' sempre piu' impegnata nel sostenere ogni sforzo internazionale per la pace, mantenendo aperti i canali del dialogo con tutti i partner per promuovere pace e stabilita' in Medio Oriente".

Media: "Gli Emirati affermano che il traffico aereo è tornato alla normalità"

Il traffico aereo negli Emirati Arabi Uniti è tornato alla normalità, ha  riferito oggi l'agenzia di stampa statale, citando l'autorità  aeronautica del Paese, dopo la revoca delle misure precauzionali  implementate il 28 febbraio all'inizio della guerra con l'Iran. Lo  scrive Iran International.

Card. Battaglia: "Non possiamo far finta di non vedere il grido dei conflitti"

"Guardiamo il mondo e non possiamo fingere di non vedere il grido che  sale dal Medio Oriente, dal Golfo, dalle ferite aperte dell'Ucraina, dai  conflitti dimenticati che non fanno notizia ma continuano a divorare  vite, sogni e futuro". Sono le parole dell'arcivescovo di Napoli,  cardinale Domenico Battaglia, pronunciate nell'omelia per le  celebrazioni del cosiddetto 'miracolo di maggio' di San Gennaro. "È come  se l'umanità fosse partita verso la pace e poi si fosse fermata,  smarrendo la strada, perdendo il coraggio, abituandosi alla guerra. E  allora la domanda che ci brucia dentro è una sola: possiamo riprendere  il cammino? Sì ma non con le parole - avverte -, con i passi, perché  mentre il mondo si ferma noi camminiamo, mentre altri si armano noi  camminiamo, mentre cresce la tentazione di alzare muri noi camminiamo,  disarmati e proprio per questo pericolosi perché una pace disarmata è  una pace che non si può controllare, è una pace che spiazza, che  inquieta, che converte". L'arcivescovo prosegue: "Dobbiamo avere il  coraggio di credere che la pace non si costruisce accumulando difese,  non si custodisce con la minaccia, non si garantisce alimentando la  paura. La pace nasce quando qualcuno ha il coraggio di disarmarsi, ma  disarmarsi fa paura, molto più che armarsi perché è facile armarsi di  parole dure, di giudizi, di sospetti, è facile costruire muri e  chiamarli sicurezza, mentre disarmarsi significa esporsi, fidarsi,  rischiare di essere feriti, amare quando non conviene". In un altro  passaggio dell'omelia, il cardinale sottolinea: "la guerra non è solo  nei telegiornali, la guerra abita i nostri cuori, si nasconde nelle  parole che non diciamo ma pensiamo, si infiltra nei rapporti feriti,  cresce nei rancori che custodiamo. Oggi allora non basta pregare per la  pace nel mondo, sarebbe troppo facile: siamo chiamati a permettere alla  pace di nascere dentro di noi perché non ci sarà mai pace fuori se non  nasce prima dentro".

Schlein: "Per abbassare il prezzo dell'energia fermate subito le guerre"

"C'è un solo modo per abbassare il prezzo dell'energia e della benzina, che tanto stanno pesando sulle tasche degli italiani in questi giorni: far finire subito le guerre". Lo ha detto la segretaria del partito democratico, Elly Schlein, a Macerata per sostenere il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, Gianluca Tittarelli.    "Lo dice anche l'articolo 11 della nostra Costituzione: l'Italia ripudia la guerra. Bisogna fermare subito questa guerra illegale di Trump e Netanyahu. Devono tutti sedersi a un tavolo negoziale per costruire la pace, soprattutto per i palestinesi", ha aggiunto la segretaria.      "Il cosiddetto "Board of peace" non sta facendo la pace nell'interesse di tutti. Per fare la pace devi coinvolgere i palestinesi e ottenere il riconoscimento dello Stato di Palestina, come prevede la soluzione "due popoli due stati".     Poi il riferimento agli attivisti della Global Sumud Flotilla, fermati in mare in questi giorni. "Lo voglio dire anche perché c'è stata un'altra incursione in mare, un atto di pirateria che ha voluto bloccare degli attivisti di cui chiediamo l'immediata liberazione, compresi quelli che sono stati sequestrati e portati in Israele".

Iran, media: Teheran prepara bozza legge per regolamentare transito Hormuz

L’Iran ha annunciato di aver predisposto una bozza di legge per  regolamentare il transito nello Stretto di Hormuz. A renderlo noto è  stato il vicepresidente del Parlamento iraniano Hamidreza Haji-Babaei,  citato da Al Jazeera, secondo cui il provvedimento vieterebbe in  particolare il passaggio di navi israeliane lungo la rotta marittima  strategica.  Haji-Babaei ha  inoltre spiegato che la proposta prevede il divieto di transito per le  navi di Paesi considerati "nemici", a meno che non versino eventuali  riparazioni di guerra. Le altre imbarcazioni, ha aggiunto, potranno  attraversare lo stretto solo previa autorizzazione e approvazione delle  autorità iraniane. "Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz non  tornerà a essere quello precedente alla guerra", ha affermato il  vicepresidente del Parlamento.

Starmer sulle protesta pro-Pal: "In certi casi potrebbero dover essere fermate"

Il premier britannico, Keir Starmer, ha manifestato preoccupazione per "l'effetto cumulativo" di alcune manifestazioni pro-Palestina in Regno Unito, suggerendo che "in certi casi" potrebbero dover essere proibite. Starmer ha espresso tali considerazioni in un'intervista alla Bbc, rispondendo a domande sul problema degli attacchi considerati di matrice anti-semita come quello dello scorso mercoledì a Londra, quando due uomini ebrei sono risultati gravemente feriti a causa di un accoltellamento da parte di un 45enne, poi arrestato.    Alla domanda se ritenga necessario "indurire il controllo sul linguaggio usato nelle proteste pro-Palestina" o "fermare alcune proteste nel suo insieme", Starmer ha risposto: "Credo certamente la prima cosa, e penso che ci siano casi anche per la seconda". Nel prosieguo dell'intervista, ha aggiunto di voler sempre sempre il diritto di protesta, ma ha espresso preoccupazione per l'effetto "cumulativo" sulla comunità ebraica delle marce ripetute. "Penso che sia arrivato il momento di esaminare nel complesso le proteste e il loro effetto cumulativo", ha sostenuto, aggiungendo, in merito all'eventualità che certe proteste siano vietate, che sia necessario "valutare che ulteriori misure si possano adottare", pur considerando legittime "le profonde preoccupazioni" sulla situazione in Medio Oriente e a Gaza, che sostiene di condividere.

Libano: "2.659 uccisi e 8.183 feriti nei raid di Israele dal 2 marzo"

Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano dal 2 marzo scorso ha raggiunto quota 2.659, con 8.183 feriti. Lo ha dichiarato oggi il ministero della Salute libanese, scrive Anadolu. precisando che 41 persone sono state uccise e altre 11 ferite nei raid israeliani delle ultime 24 ore.

Iraq può ripristinare export di petrolio entro 7 giorni se crisi Hormuz finisce

L'Iraq può ripristinare la produzione e le esportazioni di petrolio ai livelli normali entro sette giorni dalla fine della crisi nello stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato oggi il viceministro del petrolio Basim Mohammed - scrive il Guardian -, precisando che la produzione attuale si attesta a 1,5 milioni di barili al giorno, di cui circa 200.000 barili al giorno vengono esportati attraverso Ceyhan, in Turchia, mentre due petroliere sono state preparate e altre due sono attese a seconda delle condizioni di sicurezza nello stretto, che Teheran ha in gran parte chiuso durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

Libano: comandante esercito incontra generale Usa Clearfield

Il comandante delle Forze armate libanesi, generale Rudolf Haykal, e il generale statunitense Joseph Clearfield si sono incontrati a Beirut per discutere della situazione della sicurezza in Libano e degli sviluppi regionali, secondo quanto riportato in un comunicato dell'esercito libanese. Clearfield presiede il comitato che monitora il cessate il fuoco, sostenuto dagli Stati Uniti, tra Israele e Hezbollah. I partecipanti all'incontro hanno sottolineato l'importanza del ruolo dell'esercito libanese e la necessita' di sostenerlo durante la fase attuale, si legge nella dichiarazione.

Iran, Araghghi telefona a premier Qatar in cerca di mediazione

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha ricevuto una telefonata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che lo ha informato sullo stato attuale dei negoziati con gli Stati Uniti per trovare una soluzione definitiva alla guerra. Al Thani, rende noto Al Jazeera, ha espresso il pieno sostegno del Qatar agli sforzi di mediazione per raggiungere una soluzione pacifica al conflitto, sottolineando che la liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz e' essenziale e deve essere ripristinata al piu' presto.

Iran, Teheran: "La palla ora è nel campo degli Stati Uniti"

Spetta agli Stati Uniti decidere se perseguire una soluzione negoziale o tornare alla guerra aperta, ma Teheran e' pronta a entrambi gli esiti. Lo ha detto il viceministro degli Esteri della Repubblica islamica, Kazem Gharibabadi, ai diplomatici a Teheran, secondo l'emittente statale Irib. "Ora la palla e' nel campo degli Stati Uniti, che devono scegliere la via della diplomazia o la continuazione di un approccio conflittuale", ha detto il viceministro, "l'Iran, con l'obiettivo di garantire i propri interessi e la propria sicurezza nazionale, e' pronto a entrambe le strade".

Polemiche in Congresso sul ritiro dalla Germania: "Segnale sbagliato a Putin"

La decisione di Donald Trump di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania suscita dubbi e polemiche in Congresso. In una nota congiunta Roger Wicker e Mike Rogers, il repubblicano della commissione servizi armati del Senato e il democratico alla guida dell'analoga commissione alla Camera, esprimono preoccupazione. "Ridurre prematuramente la presenza americana in Europa rischia di inviare un messaggio sbagliato a Vladimir Putin", hanno detto Wicker e Rogers.     "Ritirare le truppe da una delle posizioni più strategiche nel mezzo di una guerra è un errore che si farà sentire ben al di là dell'immediato", ha osservato il senatore democratico Jack Reed.

Teheran: "La palla è ora nel campo dell'America"

L'Iran ha informato i suoi ambasciatori stranieri a Teheran sulla sua ultima proposta per porre fine alla guerra guidata dagli Stati Uniti, affermando che il piano è stato presentato al Pakistan in qualità di mediatore e che Washington ora deve scegliere tra diplomazia e confronto. Lo scrive l'Iran international.     Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, ha incontrato gli ambasciatori stranieri a Teheran per discutere quella che ha definito la proposta iraniana per porre fine alla "guerra e all'aggressione" da parte di Stati Uniti e Israele. Gharibabadi ha affermato che l'Iran è pienamente preparato a respingere qualsiasi attacco contro il Paese e il suo popolo, aggiungendo che Teheran continua a credere nella diplomazia basata sugli interessi nazionali.     "La Repubblica islamica dell'Iran ha presentato al Pakistan, in qualità di mediatore, il suo piano per porre fine in modo definitivo alla guerra imposta, e ora la palla è nel campo degli Stati Uniti, che dovranno scegliere la via della diplomazia o la continuazione di un approccio conflittuale", ha affermato. Poi ha aggiunto che l'Iran era preparato a entrambi gli scenari per perseguire i propri interessi e la propria sicurezza nazionale, pur mantenendo quello che ha definito il suo "pessimismo e la sua diffidenza" nei confronti degli Stati Uniti e della sincerità di Washington in ambito diplomatico. Prima dell'incontro con gli inviati stranieri, anche gli ambasciatori di Cina e Russia hanno tenuto un incontro trilaterale con Gharibabadi.

Global Sumud Flotilla: "Avila e Abukeshek vittime di violenze in Israele"

Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Flotilla trattenuti  in Israele, sono stati oggetto di "violenze fisiche e detenzione  prolungata in posizioni forzate da parte delle forze militari israeliane  durante i due giorni trascorsi in mare". Lo riferiscono i loro legali  che hanno appena concluso una visita al carcere di Shikma in un  comunicato diffuso dalla Global Sumud Flotilla. Thiago e Saif, che  domani mattina dovrebbero comparire in tribunale per un'udienza di  proroga della loro detenzione, hanno dichiarato di essere in sciopero  della fame.

Nato, preoccupazione nel Gop per ritiro da Germania: “Segnale sbagliato per Putin”

Due importanti esponenti repubblicani del Congresso statunitense hanno  espresso preoccupazione per la decisione del Pentagono di ritirare 5.000  soldati dalla Germania, Paese alleato nella Nato. "Siamo molto  preoccupati per la decisione di ritirare una brigata statunitense dalla  Germania", hanno dichiarato in una nota congiunta il senatore Roger  Wicker e il deputato Mike Rogers. I  due parlamentari, rispettivamente a capo delle commissioni Forze armate  di Senato e Camera, hanno sottolineato che qualsiasi modifica  significativa alla presenza militare americana in Europa dovrebbe essere  "esaminata e coordinata con il Congresso e con gli alleati degli Stati  Uniti". Hanno inoltre avvertito che una riduzione prematura delle truppe  "rischia di indebolire la deterrenza e di inviare il segnale sbagliato a  Vladimir Putin", aggiungendo che anche con un aumento della spesa per  la difesa da parte dei Paesi Nato al 5% del Pil, la costruzione di  capacità autonome richiederà tempo. La  decisione del Pentagono prevede il completamento del ritiro entro  sei-dodici mesi. Sullo sfondo restano le tensioni politiche, anche dopo  le dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che aveva  criticato la gestione statunitense dell'operazione militare contro  l'Iran La Nato ha intanto fatto sapere di essere in contatto con  Washington per chiarire i dettagli del piano di ridislocazione delle  forze in Germania.

Pechino: "Non rispetteremo le sanzioni Usa contro le raffinerie legate a Iran"

La Cina non rispetterà le sanzioni statunitensi  contro cinque aziende colpite dall'acquisto di petrolio iraniano.L'ha  dichiarato il ministero del Commercio di Pechino.La Cina è un cliente  chiave per il petrolio iraniano, principalmente attraverso le raffinerie  indipendenti (o "teapot") che si riforniscono di greggio a prezzo  scontato dalla Repubblica islamica.Gli Stati Uniti, nel tentativo di  bloccare le entrate di Teheran, hanno intensificato le sanzioni contro  tali raffinerie.In un'ingiunzione il ministero stabilisce che le misure  statunitensi "non devono essere riconosciute, attuate o rispettate". "Il  governo cinese si è sempre opposto alle sanzioni unilaterali prive  dell'autorizzazione delle Nazioni Unite e di una base nel diritto  internazionale" spiega.L'ingiunzione si applica a tre società nella  provincia di Shandong - Shandong Jincheng Petrochemical Group, Shandong  Shouguang Luqing Petrochemical e Shandong Shengxing Chemical - e ad  altre due con sede in altre parti della Cina, Hengli Petrochemical  (Dalian) Refinery e Hebei Xinhai Chemical Group.Ieri Washington ha  imposto sanzioni a un'ulteriore azienda cinese, la Qingdao Haiye Oil  Terminal, che però non è menzionata nell'ingiunzione.

Venezuela, firmati altri accordi con società Usa per rilanciare petrolio e gas

Il governo del Venezuela ha firmato nuovi accordi con aziende statunitensi nel settore petrolifero e del gas, segnando un ulteriore passo nel riavvicinamento con Washington dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze armate Usa. I contratti, siglati con Hunt Overseas Oil Company e Crossover Energy, puntano a rilanciare la produzione nella cintura petrolifera di Orinoco, principale area di riserve del Paese. L'intesa è stata formalizzata a Caracas dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, che ha parlato di un punto di convergenza tra gli interessi dei due Paesi. Le due società statunitensi lavoreranno insieme alla compagnia statale PdVsa in progetti localizzati nello Stato di Monagas, ricco di petrolio e gas, con investimenti che potrebbero arrivare fino a 2 miliardi di dollari.    Gli accordi si inseriscono nella nuova fase politica ed economica, con il governo venezuelano impegnato ad attrarre capitali e tecnologie straniere per rilanciare un settore chiave, oggi fortemente ridimensionato. Negli ultimi mesi Caracas ha già firmato intese con gruppi internazionali come Chevron, Eni e Repsol, dopo riforme che hanno aperto il settore agli investitori stranieri.

Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran

Emergono i dettagli sulla proposta di pace che l’Iran ha consegnato ai  mediatori pakistani per la fine del conflitto con gli Stati Uniti e  Israele.  Il piano si snoda attraverso cinque punti principali e prevede  innanzitutto la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran,  la revoca del blocco navale statunitense e la garanzia che gli Usa e  Israele non attaccheranno di nuovo il territorio iraniano. Solo in un  secondo momento, secondo quanto riportato da Reuters (che cita un “alto funzionario iraniano” rimasto anonimo), entrerebbero  in scena nuovi colloqui sulle limitazioni al programma nucleare  dell’Iran, in cambio della revoca delle sanzioni  americane. L'accoglienza per ora è molto fredda: "Non sono soddisfatto  di quanto offrono", ha detto il presidente Donald Trump.

Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran

Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran

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Usa ordina ritiro di 5000 soldati dalla germania. VIDEO

Usa ordina ritiro di 5000 soldati dalla germania | Video Sky - Sky TG24

Usa ordina ritiro di 5000 soldati dalla germania | Video Sky - Sky TG24

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Iran, Centcom: "In 20 giorni reindirizzate 48 navi causa blocco"

Il Comando centrale dell'esercito statunitense (Centcom) ha reso noto  che "48 navi sono state reindirizzate per garantire il rispetto del  blocco" navale imposto dagli Usa nei confronti dei porti iraniani. Il  dato, calcolato dall'entrata in vigore lo scorso 13 aprile, segna un  aumento di quattro unità rispetto alle 44 navi precedentemente  segnalate.

Iran, media: da Usa armi per 8,6 mld a Israele e Stati Golfo

L'amministrazione Trump ha annunciato vendite di armi d'emergenza per oltre 8,6 miliardi di dollari a partner in Medio Oriente, mentre i negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele con l'Iran rimangono in una fase di stallo, lo scrive il New York Times. Le vendite autorizzano il trasferimento di razzi a Israele, Qatar ed Emirati Arabi Uniti e di attrezzature per la difesa aerea a Qatar e Kuwait. I paesi del Golfo Persico hanno subito ripetuti attacchi di droni e missili balistici iraniani durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.Secondo i termini dell'accordo con il Qatar, il Paese del Golfo pagherebbe piu' di 4 miliardi di dollari per i missili intercettori Patriot di fabbricazione americana, le cui scorte globali si sono ridotte durante la guerra con l'Iran. Israele, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar riceveranno un sistema d'arma avanzato di precisione, in grado di sparare razzi a guida laser. Anche il Kuwait ha acquistato un sistema di difesa aerea avanzato per circa 2,5 miliardi di dollari. Questa e' la terza volta che l'amministrazione Trump ha invocato un'autorizzazione di emergenza durante la guerra con l'Iran per scavalcare la procedura che coinvolge il Congresso sulla vendita di armi.

Iran, media: "Ex lobbista Stewart entra in team negoziale Trump"

L’ex  lobbista e già funzionario del Dipartimento di Stato durante il primo  mandato di Donald Trump, Nick Stewart, è entrato a far parte del team  statunitense impegnato nei negoziati con l'Iran, secondo quanto riferito  da due funzionari a Cbs News. Stewart, che in passato ha lavorato anche  per il gruppo di advocacy Foundation for the Defense of Democracies, ha  assunto un incarico nell’ufficio del consigliere speciale Steve  Witkoff, all’interno della squadra incaricata di cercare una soluzione  al conflitto con Teheran. La  nomina di Stewart - secondo le fonti - sarebbe stata voluta dal genero  di Trump, Jared Kushner. Stewart aveva già lavorato nell'"Iran Action  Group" del Dipartimento di Stato durante la prima amministrazione Trump e  si inserisce in un team negoziale già composto interamente da figure  politiche e diplomatiche vicine al presidente, tra cui lo stesso Kushner  e Witkoff. Restano però le critiche per l’assenza nella delegazione di  esperti nucleari della National Nuclear Security Administration. Nel  frattempo, l’amministrazione statunitense è stata chiamata a rispondere  al Congresso proprio su questo punto. Il segretario all’Energia Chris  Wright ha dichiarato che "il numero uno sono io", aggiungendo che "anche  i membri del nostro team per la non proliferazione sono coinvolti", pur  precisando che alcuni esperti forniscono supporto "da remoto" senza  partecipare direttamente ai colloqui.

Schlein: "Guerre e dazi portano recessione e inflazione"

"C'e' un'esportazione italiana di auto verso gli Stati Uniti che vale 5 miliardi, ma non ho sentito la voce di Giorgia Meloni e quella del governo italiano, non ho sentito nulla contro i dazi che danneggiano le imprese e i lavoratori italiani, hanno paura di infastidire Trump". Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, dal palco di San Benedetto del Tronto, dove e' intervenuta a sostegno di Giorgio Fede, parlamentare del M5s e candidato sindaco per il centrosinistra. Parlando dei dazi al 25% decisi dall'amministrazione americana, la segretaria dem ha ribadito che "serve la schiena dritta nella relazione con gli Stati Uniti, avere chiaro quello che bisogna dire, perche' anche l'aumento sbagliato della spesa militare, solo perche' lo ha chiesto Trump, lo dovremmo contrastare come ha fatto Pedro Sanchez in Spagna". "Bisogna mettere fine a queste guerre illegali di Trump e di Netanyahu, che insieme ai dazi stanno portando solo recessione, inflazione, caos e sfiducia", ha detto ancora Schlein, secondo la quale bisogna "lavorare per la pace e per la cooperazione, per il dialogo tra Paesi e per il commercio che porta opportunita', non queste chiusure ideologiche che stanno danneggiando le nostre economie".

Iran, Comitato Nobel: scarcerare "con urgenza" Narges Mohammadi

L'Iran deve liberare con urgenza la vincitrice del Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi e consentirle di ricevere la necessaria assistenza medica, ha dichiarato il presidente del Comitato norvegese del Nobel. Le condizioni di salute di Mohammadi, attivista iraniana che ha vinto il Nobel per la Pace nel 2023 per la sua campagna a favore dei diritti delle donne e contro la pena di morte, sono "gravemente peggiorate", ha denunciato Joergen Watne Frydnes all'agenzia di stampa Reuters. Mohammadi e' stata trasferita in un ospedale provinciale vicino Zanjan dopo aver subito un "arresto cardiaco", ma necessita di cure a Teheran, secondo quanto riferito ieri dalla Fondazione che porta il suo nome e dalla famiglia. L'attivista era stata arrestata di nuovo lo scorso dicembre dopo aver denunciato la morte di un avvocato per i diritti umani, Khosrow Alikordi, trovato cadavere nel suo ufficio in circostanze sospette.

Pizzaballa: Vicariato dei cattolici di lingua ebraica "a servizio dell'unità"

A Gerusalemme, dove "ogni pietra porta una promessa e una ferita", il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha celebrato il 70° anniversario della nascita del Vicariato di San Giacomo per i cattolici di espressione ebraica. "Non celebriamo soltanto un giubileo, ma un cammino ecclesiale di fedeltà cresciuto nel cuore della Chiesa di Gerusalemme e al servizio della Chiesa universale". Il porporato, secondo quanto riporta il Sir, ha aggiunto: "La Chiesa discerne come comunità. Non affida la decisione a pochi, non impone dall'alto e non fugge il conflitto".     Al centro, la parola di Giacomo, primo vescovo di Gerusalemme: "Non si deve imporre difficoltà ai pagani che si convertono a Dio", una posizione che, ha spiegato il patriarca, "non annulla le differenze, non cancella Israele e non relativizza l'alleanza ma impedisce che le differenze diventino un ostacolo alla comunione". È in questa logica che nasce e vive il Vicariato di San Giacomo, "come una missione particolare al servizio dell'unità della Chiesa", segno che "la cattolicità non è uniformità, ma una vera comunione di storie diverse attorno a Gesù".     I settant'anni del Vicariato sono stati, ha ricordato Pizzaballa, "un esercizio quotidiano di vita ecclesiale concreta: tradurre, accompagnare, ascoltare, servire", non per creare "una 'Chiesa diversa'", ma "per edificare dall'interno l'unica Chiesa di Gesù". In una Gerusalemme segnata da pluralità e ferite, "la Chiesa non è un arcipelago, è un unico corpo", e "accogliere la tensione dell'unità non è un problema da risolvere, ma una vocazione ecclesiale da vivere". Questo cammino ha un costo: "Ha un prezzo riunirsi per una sola preghiera quando le lingue e i riti sono così diversi", "ha un prezzo ascoltare la storia dell'altro" e "accettare che l'altro possa insegnarmi qualcosa sul seguire Gesù". Un prezzo che il Vicariato, ha sottolineato il patriarca, "non ha evitato", ma ha portato "senza trionfalismi, senza nascondere le difficoltà, semplicemente rimanendo fedele in Cristo".

Attivista Flotilla: "Chiuso in un container 30 ore, picchiate anche donne"

Sono saliti a bordo delle nostre barche con i fucili spianati, erano più aggressivi dell'altra volta. Io mi trovavo sull'ultima imbarcazione intercettata: hanno rotto vele, motore e l'hanno dirottata verso la nave militare cargo dove ci hanno costretto a salire. Eravamo 181". A raccontarlo all'ANSA Tony La Piccirella, uno degli attivisti italiani fermati l'altra notte nell'abbordaggio delle barche della Global Sumud Flotilla al largo di Creta.    "Dopo qualche ora io e altri cinque attivisti siamo stati messi in isolamento  - aggiunge - sono stato in un container completamente chiuso, come una cella. Lì sono rimasto una trentina di ore. C'erano solo due tatami a terra. Gli altri 175 compagni erano nell'atrio dove entrava acqua e non c'erano coperte. Ventuno attivisti, tra cui anche donne, sono state picchiate. Tre sono rimasti feriti in modo grave e uno di loro è ancora ricoverato in ospedale".     Poi l'attivista ha sottolineato che le operazioni di sbarco sono avvenute "sotto l'osservazione della guardia costiera greca". "Anche in quelle fasi ci sono stati dei pestaggi perché abbiamo cercato di rimanere fino alla liberazione di Thiago e Saif". Per La Piccirella, "quello che è accaduto è un passo oltre. Non si tratta più di blocco navale alle 100 miglia - dice - ma si è esteso a tutto il Mediterraneo. E' la dimostrazione concreta che se il diritto muore in Palestina muore dappertutto".

Iran, Araghchi sente omologo Seul: focus su sviluppi regionali

I ministri degli Esteri sudcoreano e iraniano, Cho Hyun e Abbas Araghchi, hanno avuto un colloquio telefonico in cui hanno discusso delle "relazioni bilaterali, nonche' degli ultimi sviluppi regionali e delle iniziative diplomatiche volte a porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran", secondo quanto riportato in un comunicato sul canale Telegram del ministro degli Esteri iraniano.

Segretario ai Trasporti Usa: "Non necessario salvataggio compagnie low cost"

"Non penso sia necessario" un intervento del governo per salvare le compagnie aeree low cost che stanno cercando aiuti per 2,5 miliardi di dollari a causa del caro-carburante. Lo ha detto il segretario ai Trasporti Sean Duffy dopo che Spirit ha gettato la spugna, complice anche un mancato accordo con il governo. "Se volessero rivolgersi al governo, potremmo agire come prestatori di ultima istanza. Se riuscissero a trovare dei fondi privati sarebbe preferibile", ha aggiunto. Spirit ha iniziato a chiudere tutte le sue attività: i voli in programma sono stati cancellati e ai passeggeri è stato consigliato di non andare in aeroporto.

Global Sumud Flotilla Puglia, presidi permanenti per liberazione attivisti

La Global Sumud Flotilla Puglia annuncia l'avvio dei presidi permanenti a Bari, a partire da oggi, "in risposta - spiegano - al gravissimo atto di pirateria verificatosi in acque internazionali tra il 29 e il 30 aprile scorso", quando imbarcazioni della Flotilla dirette a Gaza sono state bloccate a sud di Creta dalle forze navali israeliane, con l'arresto di 170 attivisti. I presidi si svolgeranno alle 18 fino al 4 maggio in largo Alberto Sordi (teatro Petruzzelli) e dal 5 maggio in poi sul sagrato della chiesa di San Ferdinando (via Sparano).     "Durante le 40 ore di detenzione, - ricorda Gsf Puglia - i prigionieri sono stati sottoposti a violenze fisiche e psicologiche: privati di cibo e acqua, picchiati in maniera brutale e lasciati al freddo su pavimenti allagati per tutta la detenzione. Sono 34 gli attivisti finiti in ospedale per le gravi ferite e lesioni riportate, tra cui 3 italiani. L'attivista barese Tony La Piccirella, assieme a Thiago Ávila e Saif Abukeshek sono stati isolati dal resto dei prigionieri durante la detenzione illegale. Sebbene la maggior parte degli attivisti sia stata rilasciata, la situazione di Saif e Thiago rimane gravissima e continuano a essere detenuti in Israele senza alcuna base giuridica fondata per le accuse a loro carico". "Thiago e Saif - continua Gsf Puglia - erano su due barche battenti bandiera italiana al momento del rastrellamento israeliano. Questo obbliga il governo italiano a prendere provvedimenti immediati per permettere il rilascio dei due attivisti".     I presidi hanno l'obiettivo, conclude la nota di Gsf Puglia, di "sensibilizzare l'opinione pubblica e chiedere con forza alle istituzioni italiane ed europee di intervenire per garantire l'immediato rilascio di Saif e Thiago e il rispetto del diritto internazionale".

Iran, Graham: "Trump finisca il lavoro se Teheran non cambia atteggiamento"

"Se non cambia atteggiamento, bisogna opporsi all'Iran" e "finire il  lavoro". Lo detto il senatore repubblicano Lindsey Graham, esortando il  presidente Donald Trump a riprendere le operazioni militari contro  Teheran qualora continui a mantenere una linea "provocatoria" nei  negoziati. Graham ha aggiunto al Financial Times che gli Usa devono  mettere in atto "qualunque combinazione di azioni sia necessaria" per  riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale e "togliere  all'Iran la leva" la strategica.  Il  senatore ha inoltre elogiato la pressione esercitata finora su Teheran,  definendo il blocco navale "eseguito in modo brillante" e sottolineando  che potrebbe funzionare da deterrente se accompagnato dalla minaccia di  ulteriori interventi.

Iran, Comitato Nobel: “Liberare Narges Mohammadi per cure urgenti”

Le autorità iraniane devono rilasciare la vincitrice del Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi al suo team medico di riferimento affinché possa ricevere urgentemente cure, poiché la sua vita resta a rischio. Lo ha dichiarato sabato a Reuters il presidente del comitato del Premio Nobel per la Pace. La salute di Mohammadi “è gravemente peggiorata”, ha affermato Joergen Watne Frydnes, citando la sua famiglia e il suo avvocato.

MO, media: "Conclusa a Gaza prima fase votiazioni per nuovo leader Hamas"

Si è conclusa nella Striscia di Gaza la prima fase delle votiazioni per  eleggere il nuovo leader politico di Hamas. Lo ha riferito una fonte  all'emittente qatariota Al-Araby, aggiungendo che il voto proseguirà  nelle prossime ore in Cisgiordania e tra i membri della diaspora  palestinese. I due principali candidati alla guida del movimento sono  Khalil al-Hayya, attuale capo dell’ufficio politico a Gaza e figura  chiave nei negoziati degli ultimi anni, e Khaled Mashaal, storico  dirigente che ha guidato Hamas dal 1996 al 2017. Hamas  non ha un leader eletto da luglio 2024, quando Ismail Haniyeh è stato  ucciso in un attentato a Teheran attrubuito a Israele. In segito alla  sua morte, la leadership era passata senza elezioni a Yahya Sinwar,  considerato l'ideatore dell'attacco del 7 ottobre 2023, rimasto in  carica solo tre mesi prima di essere ucciso a Rafah. Da allora il  movimento sarebbe guidato collegialmente da un gruppo di dirigenti  all’estero, localizzati tra Qatar e Turchia. Le elezioni, normalmente  previste ogni quattro anni, erano state rinviate a causa della guerra e  si svolgono tradizionalmente in segreto per proteggere i membri da  possibili attacchi israeliani.

Libano: 2.659 morti in attacchi israeliani dal 2 marzo

Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani lanciati in Libano dallo scorso 2 maggio e' salito a 2.659 morti, nonostante il cessate il fuoco tra i due Paesi. Lo riferisce il Centro Operativo di Emergenza Sanitaria del ministero della Salute libanese. I feriti, nello stesso periodo, sono 8.183. Negli ultimi giorni Israele ha intensificato i suoi attacchi nel Libano meridionale con una serie di raid aerei e bombardamenti di artiglieria che hanno colpito principalmente i distretti di Nabatieh, Tiro, Jezzine, Sidone e Bint Jbeil.Gli attacchi hanno provocato la distruzione di interi edifici residenziali e gravi danni a interi quartieri, causando lo sfollamento dei cittadini di queste aree. Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato ieri sera in un comunicato stampa di aver "attaccato obiettivi terroristici" appartenenti al gruppo sciita libanese Hezbollah nelle province meridionali del Libano e di aver "smantellato piu' di 50 siti infrastrutturali". Nel frattempo, Hezbollah ha continuato i suoi attacchi in risposta alla presenza delle truppe israeliane nel Libano meridionale. Il 17 aprile e' entrata in vigore una tregua che dovrebbe durare almeno fino a meta' maggio, con l'obiettivo di spianare la strada a negoziati piu' approfonditi tra i due Paesi. Tuttavia il processo diplomatico rimane in una fase di stallo e il presidente libanese Joseph Aoun insiste sulla necessita' di consolidare prima il cessate il fuoco prima di riprendere gli incontri bilaterali con Israele a Washington, nonostante le pressioni degli Stati Uniti.

Flotilla, Madrid: "illegale" detenzione attivista spagnolo

Il ministro degli Esteri spagnolo ha condannato la "detenzione illegale" di un attivista spagnolo, portato in Israele dopo essere stato fermato durante l'operazione militare israeliana in acque internazionali contro la Global Sumud Flotilla che mirava a portare aiuti umanitari a Gaza. Saif Abu Keshek, portato in Israele insieme a un altro attivista brasiliano, "deve essere rilasciato immediatamente affinche' possa tornare in Spagna", ha dichiarato il ministro degli Esteri Jose' Manuel Albares alla radio Rac1.

Bloomberg: "Iran resiste al blocco Usa con tagli alla produzione per evitare stress stoccaggi"

Il blocco americano nello stretto di Hormuz ha causato un crollo delle esportazioni petrolifere dell'Iran e il rapido riempimento dei depositi per le scorte, spingendo il Paese a ridurre la produzione. Teheran però ha decenni di esperienza nel prepararsi a uno scenario del genere. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, l'Iran sta riducendo in modo proattivo la produzione di greggio, nel tentativo di anticipare i limiti di capacità piuttosto che attendere che i serbatoi si riempiano completamente. Inoltre, gli ingegneri hanno imparato a mettere i pozzi a riposo senza causare danni permanenti e a riattivarli rapidamente.

Usa, cessazione graduale delle attività per Spirit Airlines, tutti i voli cancellati

La compagnia aerea statunitense low cost Spirit Airlines, in difficoltà  da mesi e fortemente colpita dall’aumento dei prezzi del jet fuel, ha  annunciato che tutti i suoi voli sono cancellati e che avvierà una  "cessazione progressiva" delle sue attività. Il presidente degli Stati  Uniti Donald Trump aveva ipotizzato a fine aprile un possibile acquisto  della compagnia da parte dello Stato federale per salvare le migliaia di  posti di lavoro di Spirit, nona compagnia statunitense per numero di  passeggeri, che ha già dichiarato bancarotta due volte nel 2025. Ma  questa ipotesi non si è concretizzata. Fondata  nel 1992, Spirit Airlines è una delle prime compagnie 'low cost' del  mercato americano. Secondo i dati del Dipartimento dei Trasporti degli  Stati Uniti, Spirit ha trasportato 28 milioni di passeggeri tra febbraio  2025 e gennaio 2026 e occupava poco più di 11.000 persone nel 2024  (ultimo dato disponibile). La società madre di Spirit Airlines, Spirit  Aviation Holdings, ha indicato in un comunicato di aver "avviato una  cessazione progressiva e ordinata delle sue attività, con effetto  immediato". "Tutti i voli Spirit sono stati cancellati e i clienti non  devono recarsi in aeroporto", ha annunciato la compagnia. La homepage  del sito della compagnia mostrava un messaggio che indicava che "il  servizio clienti non è più disponibile". Tuttavia, la compagnia aerea  Usa ha precisato che procederà ai rimborsi dei biglietti già acquistati. Secondo  il Ceo di Spirit, Dave Davis, la compagnia era riuscita a marzo a  "raggiungere un accordo con i suoi creditori su un piano di  ristrutturazione che le avrebbe permesso di tornare a essere un’azienda  sostenibile". Ma l’impennata dei prezzi del jet fuel dall’inizio della  guerra in Medio Oriente “non le ha lasciato altra scelta che avviare una  cessazione progressiva e ordinata della società”, ha spiegato nel  comunicato. I prezzi del cherosene sono più che raddoppiati dall’inizio  del conflitto con l’Iran a fine febbraio. "Per mantenere l’attività,  sarebbero stati necessari centinaia di milioni di dollari aggiuntivi di  liquidità che Spirit semplicemente non ha e non è riuscita a ottenere. È  estremamente deludente e non è l’esito che desideravamo", ha aggiunto  Davis.

Nato, Tusk: "Pericolo più grande è la disgregazione in corso"

E' la ''disgregazione in corso'' il pericolo più grande per la Nato. Lo  ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk parlando di una  spaccatura all'interno dell'Alleanza Atlantica scatenata dalla guerra  lanciata da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran. "La più grande  minaccia per la comunità transatlantica non sono i suoi nemici esterni,  ma la continua disgregazione della nostra Alleanza. Dobbiamo tutti fare  il necessario per invertire questa tendenza disastrosa", ha scritto Tusk  su 'X'.

Iran, Pechino ad aziende energetiche: "Ignorate sanzioni unilaterali Usa"

Il  ministero del Commercio cinese ha ordinato a diverse compagnie  energetiche colpite da sanzioni statunitensi per presunti legami con  l'Iran di ignorare le misure di Washington e proseguire regolarmente le  proprie attività. Pechino - si legge in un comunicato ufficiale del  ministero del Commercio - ha esortato le aziende a "non riconoscere,  applicare, né rispettare le sanzioni statunitensi", con l'obiettivo di  salvaguardare "la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di  sviluppo, nonché proteggere i diritti e gli interessi legittimi dei  cittadini, delle persone giuridiche e di altre organizzazioni cinesi".  La direttiva riguarda cinque società, tra cui il gigante petrolifero  Hengli, finito nel mirino dell’Ufficio per il controllo dei beni esteri  (Ofac) del Tesoro Usa per aver ricevuto, secondo Washington, forniture  di greggio iraniano da navi sanzionate. Hengli  ha respinto le accuse, denunciando "sanzioni unilaterali e illegali"  che "ignorano i fatti e violano le norme del commercio internazionale", e  annunciando di aver incaricato "un team internazionale di servizi  legali specializzati in materia di sanzioni per valutare  sistematicamente le possibili vie di risposta". Pechino ha ribadito la  propria posizione, affermando di "opporsi costantemente alle sanzioni  unilaterali che non sono autorizzate dalle Nazioni Unite e non hanno  fondamento nel diritto internazionale", aggiungendo che "continuerà a  monitorare da vicino i casi di applicazione extraterritoriale indebita  di leggi e misure straniere".

Flotilla, Magi: "Vertici Ue difendano diritto da abusi Israele"

"E' intollerabile l'atteggiamento di Netanyahu e dell'esercito israeliano nei confronti di Flotilla, tra sconfinamenti in acque greche, arresti arbitrari e condizioni di detenzione inumane. I vertici dell'Unione europea dovrebbero dire una parola chiara contro gli abusi di Israele e in difesa delle frontiere dell'Europa: l'operazione condotta dalle forze israeliane in zona Sar di competenza di uno Stato membro dell'Ue e' avvenuta in violazione del Regolamento europeo sulla sorveglianza delle frontiere esterne dell'Ue e sotto gli occhi di Frontex". Lo afferma il segretario di Piu' Europa Riccardo Magi. "Da questo punto di vista, ci aspettiamo che anche il governo italiano si muova per tutelare lo stato di diritto e i nostri confini: Meloni per una volta assuma l'iniziativa e si faccia sentire in sede Ue e direttamente con Netanyahu. Non si puo' restare impassibili davanti a tali abusi", conclude Magi.

Petrolio, media: Iran riduce produzione per chiusura Hormuz

L'Iran sta riducendo la produzione di petrolio a causa delle crescenti difficolta' di stoccaggio provocate dal blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Bloomberg che cita un alto funzionario iraniano.

Tre palestinesi feriti in un attacco di coloni a Jalud, a sud di Nablus

Tre palestinesi sono rimasti feriti in seguito a una aggressione da parte di coloni israeliani nella città di Jalud, a sud di Nablus. Lo riporta Wafa. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che le sue squadre a Salfit hanno prestato soccorso a tre persone ferite nell'attacco dei coloni a Jalud. I feriti sono stati trasferiti in un centro medico nella vicina città di Qabalan per ricevere cure.

Flotilla, due attivisti portati in Israele per essere interrogati

Due attivisti della Flottiglia per Gaza, arrestati giovedì al largo di Creta, sono arrivati in Israele per essere "interrogati". Lo ha annunciato il ministero degli Esteri israeliano secondo il quale il palestinese-spagnolo Saif Abu Keshek è "uno dei leader" della Conferenza per i Palestinesi all'Estero (Pcpa), un'organizzazione accusata dagli Stati Uniti e da Israele di essere affiliata ad Hamas. Il brasiliano Thiago Avila, uno dei principali organizzatori della flottiglia, è invece accusato di "collaborare a sua volta con la Pcpa ed e' sospettato di attività illegali". I 175 attivisti arrestati a bordo di una ventina di imbarcazioni sono stati rilasciati in Grecia dopo aver raggiunto un accordo con le autorita' greche, a eccezione appunto di Avila e Keshek. Secondo fonti diplomatiche alcuni italiani che

facevano parte della missione della Flotilla hanno scelto di rientrare in Italia. Stando a quanto si è appreso, gli attivisti rilasciati si

preparano a riunirsi agli altri equipaggi alla fonda in una baia di Creta per riprendere la navigazione verso Gaza. Secondo l'organizzazione Adalah, che fornisce assistenza legale agli attivisti della Flotilla, Avila e Keshek si trovano nel centro di detenzione di Shikma, nella città costiera israeliana di Ashkelon. Secondo la stessa fonte, gli avvocati dell'organizzazione sono finalmente riusciti ad accedere alla struttura per consultarsi con i detenuti, dopo non aver ricevuto alcuna risposta alle precedenti comunicazioni con le autorita', nonostante fossero in possesso di procure autenticate. 

Francia chiede pena esemplare per aggressore suora

Il governo francese ha chiesto una "punizione esemplare" per il cittadino ebreo israeliano che martedì ha aggredito una suora francese, spingendola a terra e prendendola a calci in una strada della Città Vecchia di Gerusalemme. "La punizione deve essere esemplare per porre fine agli atti anticristiani che si stanno moltiplicando in Terra Santa e che la Francia, impegnata nella sua storica missione di proteggere le comunita' cattoliche e i luoghi sacri, non può tollerare in nessuna circostanza", ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in un comunicato. Il presunto aggressore, di 36 anni, rimane in custodia, ha riferito la polizia israeliana. "A seguito del terribile attacco subito dalla nostra consorella a Gerusalemme, esprimo il mio profondo cordoglio, il mio sostegno e i miei auguri di pronta guarigione", ha aggiunto Barrot. L'aggressione e' avvenuta martedì pomeriggio vicino al Cenacolo nella Città Vecchia di Gerusalemme. Le immagini delle telecamere di sicurezza, confermate da un portavoce della polizia israeliana, mostrano la suora che cammina per strada quando un uomo, vestito con l'abbigliamento tipico degli ebrei conservatori e di

molti coloni, le corre alle spalle e la spinge, facendola cadere e

sbattere violentemente la testa. L'uomo fa quindi per andarsene, lasciando la suora a terra, ma pochi secondi dopo si gira e torna indietro per prenderla a calci. Un gruppo di uomini interviene e lo ferma. La religiosa ha riportato ferite alla testa ed è stata ricoverata in ospedale.

La Spagna condanna l'aggressione alla suora francese a Gerusalemme

Il governo spagnolo esprime la sua "energica condanna" della "grave aggressione subita da una religiosa di nazionalità francese a Gerusalemme". In una nota diffusa dal ministero degli Esteri, Madrid manifesta inoltre "la sua solidarietà con la vittima, e i suoi auguri di pronta guarigione". Il governo sottolinea che "il responsabile deve rendere conto alla giustizia" e richiama Israele "a garantire la libertà di culto, a rispettare lo statu quo in Gerusalemme e ad adottare misure per impedire questo tipo di atti violenti". 

Nato, Cdu: "Annuncio ritiro legato al calo di consensi per Trump"

Il ritiro di 5 mila militari dalla Germania annunciato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è legato al calo dei suoi consensi in vista delle elezioni di medio termine di novembre. Lo ha dichiarato alla radio Deutschlandfunk Juergen Hardt il responsabile per la politica estera della Cdu, il partito del cancelliere tedesco Friedrich Merz. L'annuncio è particolarmente preoccupante, ha aggiunto Hardt, perchè "mina in qualche misura" la credibilità della deterrenza europea. 

Yemen, petroliera dirottata da uomini armati al largo di Shabwa

La guardia costiera yemenita ha dichiarato che una petroliera è stata dirottata al largo della costa di Shabwa da uomini armati non identificati che sono saliti a bordo della nave. Dopo aver presero il controllo della M/T Eureka, gli assalitori hanno diretto la nave verso il Golfo di Aden, in direzione delle acque somale, hanno spiegato le autorità yemenite.

Portavoce della Global Sumud Italia: "Liberare Thiago e Saif". VIDEO

Araghchi sente Barrot, focus su iniziative diplomatiche per fine guerra

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha avuto un colloquio telefonico con il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi questa mattina. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri iraniano su Telegram. L'agenzia di stampa iraniana Irna ha spiegato che i due ministri hanno ''discusso degli ultimi sviluppi in Medioriente, oltre che di questioni e iniziative diplomatiche finalizzate a mettere fine alla guerra iniziata dagli Stati Uniti e da Israele il 28 febbraio''.

Iran, Narges Mohammadi sta male: "Serve trasferimento immediato a Teheran"

Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace, 54 anni, trasferita ieri dal carcere in ospedale per problemi cardiaci, "resta in condizioni che non sono stabili". E' la denuncia rilanciata via X dalla Fondazione che porta il suo nome, che ricorda che "attualmente è ricoverata nell'unità di terapia intensiva coronarica in un ospedale della città iraniana di Zanjan" e soffre problemi di pressione e "nausea". "Per sottoporsi a una angiografia, ricevere una diagnosi accurata e continuare la terapia specialistica, è necessario un trasferimento immediato a Teheran e che possa avere accesso al suo staff medico personale", conclude il messaggio dopo l'allarme scattato per il "deterioramento catastrofico delle condizioni di salute" di quella che è una delle più importanti voci del dissenso in Iran.

Flotilla, ricorso a Cedu contro l'Italia: "Doveva proteggere i 2 attivisti"

Il team legale della Global Sumud Flotilla ha depositato nella notte un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo contro lo Stato italiano per i due attivisti -Thiago Avila e Saif Abukeshek "attualmente detenuti arbitrariamente dalle autorità israeliane, in regime di incomunicabilità, senza accesso a difensori, familiari o autorità consolari". E' quanto comunicano in una nota. "Con questo ricorso -  si legge in una nota - si denuncia una violazione grave e attuale della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, in particolare degli articoli 2 e 3, che tutelano il diritto alla vita e vietano in modo assoluto ed inderogabile la tortura, i trattamenti inumani o degradanti e ogni forma di esposizione a tali trattamenti.  La detenzione dei due attivisti avviene in assenza di qualsiasi informazione ufficiale sul loro luogo di detenzione, senza accesso a difensori, familiari o autorità consolari e senza alcuna garanzia procedurale". Il ricorso - prosegue la nota - evidenzia, inoltre, la responsabilità dello Stato italiano, come Stato di bandiera dell'imbarcazione su cui i due attivisti si trovavano al momento della loro intercettazione. "In base alla giurisprudenza consolidata della Corte di Strasburgo e al diritto internazionale del mare - sottolineano i legali - l'Italia esercitava giurisdizione sui soggetti a bordo ed era quindi tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire violazioni prevedibili dei diritti fondamentali. Nonostante le autorità italiane fossero state tempestivamente informate del rischio concreto e imminente per la vita e l'integrità fisica degli attivisti, non è stata adottata alcuna misura effettiva di protezione né è stato avviato alcun intervento idoneo a impedire o interrompere la violazione in corso". 

Libano, media: almeno 7 morti in raid di Israele

Sono almeno sette le persone che sono state uccise oggi, mentre altre sono rimaste ferite nei raid israeliani condotti nel sud del Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna. in particolare, due persone hanno perso la vita in seguito a un raid aereo israeliano che ha colpito un'auto nel villaggio di Kfar Dajal. Un secondo raid aereo israeliano, contro un'abitazione nel villaggio di Lwaizeh, ha invece provocato tre vittime, spiega l'agenzia di stampa. La Nna riferisce infine di un altro attacco aereo contro al villaggio di Shoukin, che ha causato due morti.

Flotilla, attivista: "La missione riparte e saremo ancora di più"

"La Flotilla riparte. Useremo questi giorni per sistemare tutto e per rimettere a posto le barche. Abbiamo compagni dalla Grecia, dall'Italia, dalla Spagna dall'Olanda e da tutta Europa che si sono mobilitati per venire qui". Lo ha detto Luca, un attivista in collegamento dalla Grecia, durante una conferenza stampa della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla davanti alla Farnesina. "Abbiamo preso tutte le precauzioni che dovevamo prendere, siamo in contatto con le autorità - ha aggiunto -. Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia. Se prima avevamo un milione di motivi per andare a Gaza, ora ne abbiamo uno in più" ha aggiunto. 

Libano, distrutto convento Yaroun, Greene: "Rompiamo silenzio"

L'ex deputata statunitense Marjorie Taylor Greene, figura di spicco dell'estrema destra e fervente sostenitrice di Donald Trump, ha esortato i cristiani americani a "rompere il silenzio", denunciando la distruzione di un convento da parte di Israele a Yaroun, nel sud del Libano, venerdì scorso. "I cristiani americani devono parlare!!! L'America non puo' rimanere in silenzio e deve smettere di finanziare Israele per commettere tali atrocità!!!", ha scritto Greene in un post su X, condividendo una denuncia dell'influencer Mario Nawfal che in un post ha pubblicato filmati di soldati israeliani intenti a piazzare manualmente esplosivi all'interno di edifici religiosi, sia di confessione cattolica che musulmana, nei villaggi di confine nel sud del Libano. Marjorie Taylor Greene si è dimessa dal Congresso lo scorso novembre dopoaver espresso il suo disaccordo con il presidente degli Stati Uniti e la sua gestione del caso Epstein. 

Francia condanna ondata atti anticristiani in Terra Santa

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha dichiarato che il suo Paese "non può in alcun modo tollerare" i recenti "atti anticristiani che si moltiplicano in Terra Santa". Barrot ha fatto un riferimento specifico al brutale attacco a una suora cattolica francese a Gerusalemme Ovest, che ha suscitato indignazione diffusa nei giorni scorsi. Giovedì, la polizia israeliana ha diffuso un video che mostra l'aggressione. Il filmato documenta un uomo che segue la suora 48enne, la spinge con forza a terra, provocandole una ferita alla testa, per poi allontanarsi brevemente prima di tornare a prenderla a calci mentre giaceva a terra. "L'autore di questo atto atroce è stato arrestato. La punizione deve essere esemplare", ha poi assicurato la polizia. Barrot ha espresso "profonda commozione" e i migliori auguri di pronta guarigione alla suora. All'inizio di aprile, l'esercito israeliano ha rimosso due soldati dal servizio di combattimento dopo che questi avevano vandalizzato una statua di Gesù in un villaggio del Libano meridionale, un atto che ha suscitato un'ampia condanna.

Media Iran: "Ecco le foto delle torture agli attivisti della Flotilla"

L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha pubblicato su X alcune foto che vengono presentate come "dettagli raccapriccianti sulle 40 ore di tortura inflitte agli attivisti" della Global Sumud Flotilla, "durante l'aggressione del regime israeliano al convoglio di aiuti umanitari nelle acque internazionali del Mar Mediterraneo. 31 attivisti sono rimasti feriti. Il convoglio era diretto alla Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari alla popolazione oppressa". Le foto mostrano quattro persone con lividi e ferite agli arti e al volto, ed escoriazioni di forma rotonda. 

Colono Idf spara a parapendio: "E' un terrorista". Ma era un israeliano

Un colono armato dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) ha aperto il fuoco contro un israeliano che faceva parapendio in Cisgiordania, credendo si trattasse di un'infiltrazione terroristica. Lo scrive il Times of Israel. Il riservista presta servizio in una delle cosiddette forze di difesa territoriale dell'Idf, note con l'acronimo ebraico Hagmar. Tali unità sono composte da coloni locali in servizio di riserva. Secondo l'Idf, il riservista "ha individuato un parapendio a motore che era entrato nello spazio aereo di una comunità israeliana nella parte orientale di Gush Etzion". "Il soldato ha sparato contro il parapendio", afferma l'esercito, aggiungendo che "non sono stati causati danni né ci sono state vittime" e che il parapendio si è poi allontanato dalla zona. L'Idf afferma che il parapendista aveva coordinato il suo volo con i militari, ma dopo il decollo dalla zona della Valle del Giordano, "ha deviato dallo spazio aereo a lui assegnato". "L'incidente è oggetto di indagine", conclude l'esercito. 

Jet-fuel, la crisi dei carburanti impatta sui costi dei voli aerei?

La guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno causato enormi rincari sul prezzo del cherosene per rifornire gli aerei. Questo potrebbe tradursi in biglietti estivi più cari per volare. Ma analizzando varie rotte si scopre che la situazione è molto variabile e in continua evoluzione. Anche di questo si è parlato nella puntata dell’1 maggio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

Jet-fuel, la crisi dei carburanti impatta sui costi dei voli aerei?

Jet-fuel, la crisi dei carburanti impatta sui costi dei voli aerei?

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Tusk: "La minaccia per la Nato non è esterna, è la sua disgregazione"

"La minaccia più grave per la comunità transatlantica non sono i nemici esterni, bensì la progressiva disgregazione della nostra alleanza. Dobbiamo tutti fare tutto il necessario per invertire questa tendenza disastrosa". Lo scrive su X il premier polacco Donald Tusk. 

Iran, funzionario: "Resisteremo all'America divoratrice del mondo"

L'Iran resisterà all' "America divoratrice del mondo". Lo ha dichiarato Hossein Noushabadi, alto funzionario del ministero degli Esteri iraniano, all'agenzia di stampa Isna (Iranian Students News Agency). "Il benessere, la prosperità e il progresso delle nazioni della regione" dipendono dal ritiro degli Stati Uniti dal Golfo, ha proseguito il direttore generale per gli affari parlamentari e legali del ministero. "Gli stranieri hanno sempre guardato con avidità" a questa "risorsa" marittima strategica, che ha definito "parte dell'identità e della civiltà iraniana", alludendo alla regione del Golfo. In un riferimento storico, Noushabadi ha poi ricordato il "coraggio e sacrificio" del Paese nell'espellere "Portogallo, Paesi Bassi e Inghilterra" dal Golfo, promettendo che l'Iran resistera' ora alle "spedizioni militari dell'America divoratrice del mondo". 

Libano, raid israeliani nel sud nonostante la tregua. VIDEO

Iran, colloquio Pakistan-Kuwait: "Mediare per uscire dallo stallo"

I ministri degli Esteri di Pakistan e Kuwait hanno avuto un colloquio incentrato sulla "situazione regionale in evoluzione". Il ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar ha discusso con il suo omologo kuwaitiano della situazione regionale e delle sue "più ampie implicazioni economiche". Il ministro Dar ha sottolineato i "continui sforzi" del Pakistan, che sta mediando nei negoziati in stallo tra Stati Uniti e Iran, per far progredire gli sforzi diplomatici. Lo sceicco Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah del Kuwait "ha elogiato i sinceri sforzi del Pakistan volti a promuovere una pace e una sicurezza durature per la Ummah, nonchè per la più ampia comunità internazionale", ha dichiarato il ministero degli Esteri in un comunicato stampa.

Media: "Gli Usa minacciano sanzioni a chi paga il pedaggio a Hormuz"

Gli Stati Uniti avvertono le compagnie di navigazione che potrebbero subire sanzioni per aver effettuato pagamenti all'Iran al fine di attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo scrive la Associated Press sul suo sito. L'allerta, pubblicata ieri dall'Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (Ofac) degli Stati Uniti, aggiunge un ulteriore livello di pressione alla situazione di stallo tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz. L'Iran ha iniziato a offrire ad alcune navi un passaggio sicuro deviandole su rotte alternative più vicine alla sua costa, a volte addebitando un pedaggio per il servizio. Questa pratica di 'pedaggio' è al centro dell'avvertimento sulle sanzioni statunitensi. Le richieste di pagamento potrebbero includere trasferimenti non solo in contanti, ma anche "attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura", comprese donazioni di beneficenza e pagamenti presso le ambasciate iraniane, ha affermato l'Ofac. "L'Ofac emette questo avviso per mettere in guardia i cittadini statunitensi e non statunitensi sui rischi di sanzioni derivanti dall'effettuare tali pagamenti al regime iraniano o dal richiedere garanzie al regime iraniano per il passaggio sicuro. Tali rischi sussistono indipendentemente dal metodo di pagamento". 

Hormuz

Nato: "In contatto con gli Usa per capire i dettagli sulla Germania"

"Stiamo collaborando con gli Stati Uniti per comprendere i dettagli della loro decisione relativa alla presenza militare in Germania: questo adeguamento sottolinea la necessità che l'Europa continui a investire maggiormente nella difesa e si assuma una quota maggiore di responsabilità per la nostra sicurezza comune". Lo afferma la portavoce della Nato. "Restiamo fiduciosi nella nostra capacità di garantire la nostra deterrenza e difesa mentre prosegue questo passaggio verso un'Europa più forte in una Nato più forte", aggiunge.

Il ministro Esteri tedesco: "Merz ammoniva l'Iran, accettino l'offerta degli Usa"

"L'ammonimento del cancelliere era chiaramente indirizzato all'Iran, e cioè al fatto di non tirare troppo la corda e di non continuare a sfidare gli Usa". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, in un'intervista alla Faz pubblicata sull'edizione cartacea di stamani, rispondendo a una domanda sulle affermazioni di Friedrich Merz, che hanno fatto adirare Donald Trump. Il cancelliere aveva infatti sostenuto che la "leadership iraniana stesse umiliando un'intera nazione" e che gli americani fossero privi di una strategia per l'uscita dal conflitto. "La leadership iraniana farebbe bene ad accettare la proposta degli Usa. Su questo con il mio collega Rubio siamo stati perfettamente d'accordo mercoledì", ha aggiunto, riferendosi alla missione nei giorni scorsi negli Usa. 

Ministro degli Esteri tedesco a Faz: "L'alleanza transatlantica è solida"

"Ho avuto contatti approfonditi con l'amministrazione americana, dal dipartimento di Stato fino alle strutture della Nato. E per l'esperienza che ho fatto posso dire che l'alleanza transatlantica è solida". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul (Cdu), in un'intervista alla Faz di oggi. A proposito delle minacce di Trump, dai dazi alla Groenlandia, Wadephul risponde: "Certo che mi preoccupano. Alcune di queste cose sono davvero non necessarie. Sono arrivato alla conclusione che gli Usa, molto più che nel passato, mettono in chiaro che loro perseguano i propri interessi e che diano a questi la priorità. Ma che allo stesso tempo sono vincolati all'alleanza. E concepiscono questa come qualcosa di utile anche a loro". "La nostra collaborazione sarà sempre buona e stretta, fintanto che entrambe le parti la riterranno utile e adeguata a supportare i rispettivi interessi - conclude -. Bismark diceva la politica estera è politica interna". 

Germania, Pistorius: "Ritiro truppe Usa era atteso"

Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha affermato che il ritiro dei 5mila soldati americani dalla Germania, annunciato da Washington, era già previsto, sottolineando che l'Europa deve fare di più per assumere il controllo della propria sicurezza. "Era previsto in anticipo che gli Stati Uniti avrebbero ritirato le forze dall'Europa, compresa la Germania", ha dichiarato Pistorius, nel commentare l'annuncio fatto dal Pentagono nelle scorse ore. "La presenza di soldati americani in Europa, e soprattutto nel nostro Paese, è nel nostro interesse e in quello degli Stati Uniti. Noi europei dobbiamo assumerci maggiori responsabilità per la nostra sicurezza. Berlino sta aumentando le sue forze armate, acquisendo più equipaggiamento molto più rapidamente e costruendo ulteriori infrastrutture", ha sottolineato il ministro della Difesa tedesco

Libano, media: almeno 5 morti in raid di Israele sul sud

E' di almeno cinque morti il bilancio di raid attribuiti a Israele che hanno preso di mira aree del sud del Libano. Lo riferisce stamani l'agenzia libanese Nna secondo cui un raid di un drone ha colpito un'auto lungo la strada che collega Kfar Djjal a Nabatieh, uccidendo due persone. All'alba, aggiunge l'agenzia, un raid aveva centrato un'abitazione a Louaizeh, uccidendo tre persone. 

Iran, come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale

Come evidenzia un recente rapporto delle Nazioni Unite, in Libano oltre 1,2 milioni di persone rischiano di soffrire la fame a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo studio congiunto condotto dall'organizzazione Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) e il ministero dell’Agricoltura di Beirut segnala un rapido deterioramento della sicurezza alimentare nel Paese dei cedri innescato da “sfollamenti” e “pressioni economiche” con l’approvvigionamento di cibo messo a dura prova dallo choc dei bombardamenti. Ma il Libano non è l’unico territorio minacciato dalla crisi nell'area che con l’impennata dei prezzi energetici sta “terremotando” l'agricoltura a livello globale.

Iran, come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale

Iran, come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale

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Iran, Starmer: "Gb non tornerà allo status quo con la riapertura dello Stretto"

L'economia in Gran Bretagna "non ritornerà alla normalità" con la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha affermato il Premier Keir Starmer in una intervista alla Bbc in cui anticipa un picco dell'inflazione nel momento in cui c'è una guerra su due fronti. Il Paese "deve prendere una strada diversa" per il suo futuro e non tornare "allo status quo" come era stato fatto dopo altre crisi sistemiche, come quella del 2008 o dopo la pandemia di covid. 

"Molti elettori, molte persone in tutto il Paese, sono frustrate perché non hanno visto i cambiamenti che chiedevano per questo Paese. Siamo rimasti fermi per la maggior parte degli ultimi 20 anni. Ogni volta che siamo colpiti da una crisi come quella di queste settimane, che sia la crisi finanziaria del 2008, la Brexit o il covid, il governo del momento non vuole altro che il ritorno allo status quo il prima possibile", ha aggiunto, anticipando la necessità di rendere la Gran Bretagna "più resiliente", con legami più stretti con l'Europa e la transizione verso energie pulite.

Iran, eseguite due condanne a morte: "Erano spie del Mossad"

In Iran sono state eseguite le condanne alla pena di morte inflitte a due persone accusate di spionaggio a favore di Israele. "Yaghoub Karimpour e Nasser Bekrzadeh sono stati impiccati per i reati di cooperazione con l'intelligence e spionaggio a favore" di Israele, ha reso noto Mizan Online, il sito web della magistratura della Repubblica islamica. 

Non è chiaro a quando risalgano gli arresti dei due uomini. Secondo Mizan, Karimpour è stato condannato per aver "filmato e fotografato siti militari e della sicurezza e aver inviato il materiale a un agente del Mossad" durante i 12 giorni di guerra dello scorso giugno. Bekrzadeh è stato invece accusato di aver collaborato con il Mossad inviando informazioni su "persone religiose e figure di spicco livello provinciale" e su "centri importanti come l'area di Natanz", dove si trova un sito nucleare. Non è chiaro a quando risalgano i fatti. 

Iran, Centcom: "Prontezza operativa degli elicotteri sulla Lincoln"

In un post su X, il Comando centrale dell'esercito Usa (Centcom) ha postato immagini che illustrano la prontezza operativa degli elicotteri a bordo della Lincoln. Il Centcom ha affermato che i marinai della Marina statunitense effettuano regolarmente la manutenzione degli elicotteri Seahawk-60 sul ponte della portaerei Abraham Lincoln. Centcom ha precisato, nel post di commento alle fotografie, "il Seahawk-60 è il principale elicottero impiegato sulle navi della Marina statunitense, sui cacciatorpediniere, sulle navi anfibie e sulle portaerei, utilizzate in tutta la regione per missioni operative". Axios ha riferito ieri che il Centcom ha preparato un piano per una serie di nuovi attacchi "brevi e potenti" contro l'Iran, che probabilmente includeranno obiettivi infrastrutturali, nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati. Tali piani per possibili attacchi sono stati riferiti al presidente Donald Trump dal capo del Centcom, Brad Cooper, e dal capo di Stato Maggiore congiunto, Dan Caine, secondo quanto riportato da Axios, citando due funzionari secondo i quali il briefing è durato 45 minuti. 

Teheran: "Le forze armate iraniane hanno preso in considerazione misure sorprendenti contro la bellicosità del nemico"

"Le forze armate iraniane hanno preso in considerazione misure sorprendenti contro la bellicosità del nemico, misure che non possono nemmeno immaginare", ha spiegato Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia. "Non fa alcuna differenza se gli Stati Uniti conducono operazioni militari contro l'Iran o meno, poiché gli Stati Uniti sono caduti in una trappola dalla quale non hanno via d'uscita". Secondo Fars, ha affermato che gli Stati Uniti non rispettano alcun impegno e si trovano in una situazione tale da non essere mai più lo stesso Paese di prima degli attacchi. 

Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?

Vediamo quali sono le infrastrutture già esistenti che permettono di aggirarlo e quali sono i punti di debolezza di queste opzioni secondarie. Non mancano anche progetti per il futuro ipotizzati o delineati da alcuni attori internazionali.

Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?

Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?

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Teheran: "Probabile una nuova guerra con gli Stati Uniti"

"È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti": lo ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia, aggiungendo: "L'Iran è pienamente pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile". 

Iran

©Ansa

Libano, le forze di Israele: "Via subito da 9 località del sud, costretti a intervenire contro Hezbollah"

Nuovi ordini di sgombero per zone del sud del Libano arrivano dalle forze israeliane (Idf) che portavano avanti le operazioni contro Hezbollah. Su X il portavoce delle Idf, Avichay Adraee, ha diffuso un "avviso urgente" che riguarda nove località nei pressi di Nabatieh, in vista di nuove operazioni militari contro il 'Partito di Dio'. L'avviso è rivolto ai civili di Qaaqait al-Jisr, Aadshit al-Shqeif, Jibchit, Ebba, Kfarjoz, Harouf, Doueir, Deir el-Zahrani e Habboush, invitati ad allontanarsi per la loro sicurezza ad almeno un chilometro di distanza. "Le Idf sono costrette a intervenire" contro Hezbollah, si legge nel messaggio con l'accusa al gruppo di violare il cessate il fuoco annunciato tra Libano e Israele.

Media: "Caro-carburante e salvataggio fallito, stop ai voli aerei della Spirit"

Secondo due fonti a conoscenza dei piani della compagnia, Spirit Airlines annuncerà nelle prossime ore la sospensione dei voli, diventando così la prima importante compagnia aerea statunitense a interrompere le operazioni in quasi 25 anni. Lo scrivono la Cnn e altre testate internazionali. La chiusura arriva in un momento in cui l'impennata dei prezzi del carburante per aerei ha mandato in fumo i piani di uscita dalla seconda procedura fallimentare. I tentativi di raggiungere un accordo con l'amministrazione Trump su un piano di salvataggio dell'ultimo minuto, accettabile anche da un gruppo chiave di creditori, si sono ieri rivelati infruttuosi. La decisione costringerà milioni di passeggeri in possesso di biglietti Spirit a cercare soluzioni di viaggio alternative nei prossimi mesi e lascerà senza lavoro 17.000 dipendenti della compagnia. L'eliminazione dei voli della compagnia aerea comporterà probabilmente anche un aumento delle tariffe in tutto il settore aereo statunitense. Un avvocato di Spirit ha dichiarato la scorsa settimana a un tribunale fallimentare che la compagnia aerea era in "trattative molto avanzate" con l'amministrazione per un piano di salvataggio. Ma un gruppo chiave di creditori non ha approvato quel piano, secondo una fonte a conoscenza delle trattative. Questi creditori si sono opposti al pacchetto che, a quanto pare, avrebbe dato al governo il controllo della stragrande maggioranza delle azioni della compagnia aerea. Secondo la società di analisi aeronautica Cirium, Spirit ha circa 9.000 voli programmati dal 2 maggio fino alla fine del mese. Questi voli hanno un totale di 1,8 milioni di posti. Ciò significa che in media circa 300 voli e 60.000 potenziali passeggeri al giorno saranno interessati solo nel prossimo mese. La chiusura definitiva di una compagnia aerea è un evento molto raro. La chiusura di Spirit è la prima di una compagnia aerea statunitense di rilievo da quando Midway Airlines cessò le attività subito dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. 

Hegseth: "Ritiro truppe Usa dalla Germania in 6/12 mesi"

Il segretario dalla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati americani presenti in Germania. Un portavoce del Pentagono ha spiegato all'agenzia tedesca Dpa che il ritiro dovrebbe essere completato entro i prossimi sei, dodici mesi. Per il Pentagono si tratta di una decisione che "segue un'attenta revisione della presenza delle forze del Dipartimento in Europa", dettata "da esigenze operative e condizioni sul campo". 

Secondo dati militari Usa di metà aprile, sono circa 86.000 i militari americani in Europa, circa 39.000 dei quali in Germania. I numeri cambiano costantemente, in parte per motivi di rotazione e per le esercitazioni militari. Nei giorni scorsi il presidente Donald Trump aveva minacciato il ritiro delle truppe americane in Germania, Italia e Spagna.

Libano, media: "Netanyahu e Aoun da Trump l'11 maggio"

Il presidente Usa Donald Trump vuole ospitare un incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun l'11 maggio alla Casa Bianca. Lo ha riferito l'emittente libanese Al-Mayadeen, legata a Hezbollah, citando una fonte diplomatica ben informata rimasta nell'anonimato. La stessa fonte ha affermato che l'ambasciata statunitense in Libano sta esercitando pressioni affinchè l'incontro si realizzi effettivamente. 

Iran, Trump: "Andiamo quasi altrettanto bene come in Venezuela"

Intervenuto al Forum Club a West Palm Beach, in Florida, il presidente Donald Trump ha fatto un raffronto tra l'intervento lampo degli Stati Uniti in Venezuela, a inizio gennaio, e la guerra in corso in Iran, senza però tenere conto di differenze evidenti. In merito alla rapida azione militare di gennaio in Venezuela, Trump ha dichiarato che è stata "una delle più grandi operazioni militari della storia", per poi affermare che "stiamo andando quasi altrettanto bene in Iran. Ma non mi piace parlarne finchè il lavoro non è finito". Nel suo discorso, riportato dalla CNN, Trump ha detto di non voler parlare troppo presto di una vittoria in Iran, ma ha ripetutamente evidenziato che gli Stati Uniti hanno distrutto la marina iraniana e ha sottolineato la "genialità" del blocco navale statunitense in entrata e in uscita dai porti iraniani. Tuttavia, nei fatti, l'Iran mantiene ancora una posizione di forza sullo Stretto di Hormuz. 

Iran, Trump: "Forse è meglio non raggiungere alcun accordo"

Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero "stare meglio" se i funzionari non raggiungessero un accordo con l'Iran, dato che i negoziati sembrano di nuovo in una fase di stallo. "Francamente, forse è meglio non raggiungere alcun accordo. Volete sapere la verità? Perchè non possiamo permettere che questa situazione continui. Va avanti da troppo tempo", ha dichiarato Trump durante un intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida. Alcune ore prima, mentre era in partenza per la Florida, il presidente Usa aveva dichiarato alla CNN di non essere soddisfatto dell'ultima proposta iraniana volta a porre fine al conflitto. Trump aveva affermato che gli Stati Uniti non metteranno fine alla guerra con l'Iran "prematuramente", senza aver raggiunto gli obiettivi prefissati. Le sue opzioni sull'Iran, aveva sottolineato, si riducono a due: "Distruggerli completamente e farla finita per sempre. Oppure provare a raggiungere un accordo". Nelle scorse ore, Trump ha

notificato al Congresso che le "ostilità contro l'Iran iniziate il 28

febbraio 2026 sono terminate" il 7 aprile quando Washington e Teheran hanno concordato un cessate il fuoco temporaneo, poi prorogato. In questo modo, il capo della Casa Bianca intende aggirare la scadenza dei 60 giorni indicata dalla legge come termine massimo entro il quale il presidente puo' portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Parlamento. 

Teheran presenta una nuova proposta di pace. VIDEO

Iran, Trump: Marina Usa come "pirati" nel sequestrare le navi

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che la Marina statunitense si è comportata "come dei pirati" nell'attuare il blocco navale imposto da Washington ai porti iraniani. Lo ha affermato in un intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida. Nel suo intervento, Trump ha descritto un recente episodio in cui la Marina ha aperto il fuoco e sequestrato una nave mercantile iraniana. "La nave si è fermata. Hanno usato dei rimorchiatori, e poi siamo atterrati sopra di essa. Abbiamo preso il controllo della nave, del carico, del petrolio. E' un affare molto redditizio", ha detto il presidente Usa. "Siamo come dei pirati. Siamo un po' come dei pirati, ma non stiamo giocando", ha sottolineato. Alcune navi di Teheran sono state sequestrate dagli Stati Uniti dopo aver lasciato i porti iraniani, insieme a navi portacontainer e petroliere iraniane soggette a sanzioni nelle acque asiatiche.

Trump: "Forse tornando dal Medio Oriente portaerei potrebbe fermarsi a Cuba"

"Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi" a Cuba. Lo ha detto Donald Trump nel corso di un evento al Forum Club in Florida. Il presidente ha spiegato che gli Stati Unti prenderebbero il controllo dell'isola quasi immediatamente. Intanto il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha dichiarato che le nuove sanzioni equivalgono a una "punizione collettiva", mentre un'enorme corteo ha sfilato davanti all'ambasciata americana all'Avana, per le celebrazioni dell'1 maggio, promettendo di essere tutti pronti a "difendere la patria". 

Pentagono, ipotesi ritiro soldati dalla Germania

Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. La mossa è un segnale del malcontento di  Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull'Iran. 

Iran, i democratici Usa contro Donald Trump

I democratici insorgono contro Donald Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono "terminate" e quindi non serve alcuna autorizzazione per il conflitto. "Questa è una guerra illegale e i repubblicani sono complici", ha messo in evidenza il leader dei liberal in Senato Chuck Schumer. Teheran ha ha consegnato ai mediatori pakistani una "nuova proposta negoziale" rivolta a Washington. Il presidente Usa risponde: "L'Iran vuole fare un accordo, ma non sono soddisfatto, stiamo trattando telefonicamente". 

Trump: "Dire che non stiamo vincendo in Iran è tradimento"

"Dire che gli Stati Uniti non stanno vincendo la guerra in Iran è tradimento". Lo ha detto Donald Trump

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