Guerra Iran USA, Teheran: "Probabile una nuova guerra". Trump: "Prenderò Cuba". LIVE
Un nuovo conflitto Iran-Usa è possibile. Lo ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia, aggiungendo: "L'Iran è pienamente pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile". Donald Trump: "Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi" a Cuba. Il segretario dalla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati americani presenti in Germania
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"È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti": lo ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia, aggiungendo: "L'Iran è pienamente pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile".
Donald Trump: "Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi" a Cuba.
Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. Lo riporta Cbs citando alcuni funzionari, secondo i quali la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull'Iran. Parte delle truppe che lasceranno l'Europa torneranno negli Stati Uniti per poi essere dispiegate altrove, ha detto un funzionario americano a Cbs, inquadrando la decisione nell'ambito degli sforzi del Pentagono per concentrarsi sulle sue priorità in casa e nell'area dell'indo-pacifico.
Intanto i democratici insorgono contro Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono "terminate" e quindi non serve alcuna autorizzazione per il conflitto.
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Iran, Centcom: "Prontezza operativa degli elicotteri sulla Lincoln"
In un post su X, il Comando centrale dell'esercito Usa (Centcom) ha postato immagini che illustrano la prontezza operativa degli elicotteri a bordo della Lincoln. Il Centcom ha affermato che i marinai della Marina statunitense effettuano regolarmente la manutenzione degli elicotteri Seahawk-60 sul ponte della portaerei Abraham Lincoln. Centcom ha precisato, nel post di commento alle fotografie, "il Seahawk-60 è il principale elicottero impiegato sulle navi della Marina statunitense, sui cacciatorpediniere, sulle navi anfibie e sulle portaerei, utilizzate in tutta la regione per missioni operative". Axios ha riferito ieri che il Centcom ha preparato un piano per una serie di nuovi attacchi "brevi e potenti" contro l'Iran, che probabilmente includeranno obiettivi infrastrutturali, nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati. Tali piani per possibili attacchi sono stati riferiti al presidente Donald Trump dal capo del Centcom, Brad Cooper, e dal capo di Stato Maggiore congiunto, Dan Caine, secondo quanto riportato da Axios, citando due funzionari secondo i quali il briefing è durato 45 minuti.
Teheran: "Le forze armate iraniane hanno preso in considerazione misure sorprendenti contro la bellicosità del nemico"
"Le forze armate iraniane hanno preso in considerazione misure sorprendenti contro la bellicosità del nemico, misure che non possono nemmeno immaginare", ha spiegato Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia. "Non fa alcuna differenza se gli Stati Uniti conducono operazioni militari contro l'Iran o meno, poiché gli Stati Uniti sono caduti in una trappola dalla quale non hanno via d'uscita". Secondo Fars, ha affermato che gli Stati Uniti non rispettano alcun impegno e si trovano in una situazione tale da non essere mai più lo stesso Paese di prima degli attacchi.
Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?
Vediamo quali sono le infrastrutture già esistenti che permettono di aggirarlo e quali sono i punti di debolezza di queste opzioni secondarie. Non mancano anche progetti per il futuro ipotizzati o delineati da alcuni attori internazionali.
Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?
Vai al contenutoTeheran: "Probabile una nuova guerra con gli Stati Uniti"
"È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti": lo ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia, aggiungendo: "L'Iran è pienamente pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile".

©Ansa
Libano, le forze di Israele: "Via subito da 9 località del sud, costretti a intervenire contro Hezbollah"
Nuovi ordini di sgombero per zone del sud del Libano arrivano dalle forze israeliane (Idf) che portavano avanti le operazioni contro Hezbollah. Su X il portavoce delle Idf, Avichay Adraee, ha diffuso un "avviso urgente" che riguarda nove località nei pressi di Nabatieh, in vista di nuove operazioni militari contro il 'Partito di Dio'. L'avviso è rivolto ai civili di Qaaqait al-Jisr, Aadshit al-Shqeif, Jibchit, Ebba, Kfarjoz, Harouf, Doueir, Deir el-Zahrani e Habboush, invitati ad allontanarsi per la loro sicurezza ad almeno un chilometro di distanza. "Le Idf sono costrette a intervenire" contro Hezbollah, si legge nel messaggio con l'accusa al gruppo di violare il cessate il fuoco annunciato tra Libano e Israele.
Media: "Caro-carburante e salvataggio fallito, stop ai voli aerei della Spirit"
Secondo due fonti a conoscenza dei piani della compagnia, Spirit Airlines annuncerà nelle prossime ore la sospensione dei voli, diventando così la prima importante compagnia aerea statunitense a interrompere le operazioni in quasi 25 anni. Lo scrivono la Cnn e altre testate internazionali. La chiusura arriva in un momento in cui l'impennata dei prezzi del carburante per aerei ha mandato in fumo i piani di uscita dalla seconda procedura fallimentare. I tentativi di raggiungere un accordo con l'amministrazione Trump su un piano di salvataggio dell'ultimo minuto, accettabile anche da un gruppo chiave di creditori, si sono ieri rivelati infruttuosi. La decisione costringerà milioni di passeggeri in possesso di biglietti Spirit a cercare soluzioni di viaggio alternative nei prossimi mesi e lascerà senza lavoro 17.000 dipendenti della compagnia. L'eliminazione dei voli della compagnia aerea comporterà probabilmente anche un aumento delle tariffe in tutto il settore aereo statunitense. Un avvocato di Spirit ha dichiarato la scorsa settimana a un tribunale fallimentare che la compagnia aerea era in "trattative molto avanzate" con l'amministrazione per un piano di salvataggio. Ma un gruppo chiave di creditori non ha approvato quel piano, secondo una fonte a conoscenza delle trattative. Questi creditori si sono opposti al pacchetto che, a quanto pare, avrebbe dato al governo il controllo della stragrande maggioranza delle azioni della compagnia aerea. Secondo la società di analisi aeronautica Cirium, Spirit ha circa 9.000 voli programmati dal 2 maggio fino alla fine del mese. Questi voli hanno un totale di 1,8 milioni di posti. Ciò significa che in media circa 300 voli e 60.000 potenziali passeggeri al giorno saranno interessati solo nel prossimo mese. La chiusura definitiva di una compagnia aerea è un evento molto raro. La chiusura di Spirit è la prima di una compagnia aerea statunitense di rilievo da quando Midway Airlines cessò le attività subito dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.
Hegseth: "Ritiro truppe Usa dalla Germania in 6/12 mesi"
Il segretario dalla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati americani presenti in Germania. Un portavoce del Pentagono ha spiegato all'agenzia tedesca Dpa che il ritiro dovrebbe essere completato entro i prossimi sei, dodici mesi. Per il Pentagono si tratta di una decisione che "segue un'attenta revisione della presenza delle forze del Dipartimento in Europa", dettata "da esigenze operative e condizioni sul campo".
Secondo dati militari Usa di metà aprile, sono circa 86.000 i militari americani in Europa, circa 39.000 dei quali in Germania. I numeri cambiano costantemente, in parte per motivi di rotazione e per le esercitazioni militari. Nei giorni scorsi il presidente Donald Trump aveva minacciato il ritiro delle truppe americane in Germania, Italia e Spagna.
Libano, media: "Netanyahu e Aoun da Trump l'11 maggio"
Il presidente Usa Donald Trump vuole ospitare un incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun l'11 maggio alla Casa Bianca. Lo ha riferito l'emittente libanese Al-Mayadeen, legata a Hezbollah, citando una fonte diplomatica ben informata rimasta nell'anonimato. La stessa fonte ha affermato che l'ambasciata statunitense in Libano sta esercitando pressioni affinchè l'incontro si realizzi effettivamente.
Iran, Trump: "Andiamo quasi altrettanto bene come in Venezuela"
Intervenuto al Forum Club a West Palm Beach, in Florida, il presidente Donald Trump ha fatto un raffronto tra l'intervento lampo degli Stati Uniti in Venezuela, a inizio gennaio, e la guerra in corso in Iran, senza però tenere conto di differenze evidenti. In merito alla rapida azione militare di gennaio in Venezuela, Trump ha dichiarato che è stata "una delle più grandi operazioni militari della storia", per poi affermare che "stiamo andando quasi altrettanto bene in Iran. Ma non mi piace parlarne finchè il lavoro non è finito". Nel suo discorso, riportato dalla CNN, Trump ha detto di non voler parlare troppo presto di una vittoria in Iran, ma ha ripetutamente evidenziato che gli Stati Uniti hanno distrutto la marina iraniana e ha sottolineato la "genialità" del blocco navale statunitense in entrata e in uscita dai porti iraniani. Tuttavia, nei fatti, l'Iran mantiene ancora una posizione di forza sullo Stretto di Hormuz.
Iran, Trump: "Forse è meglio non raggiungere alcun accordo"
Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero "stare meglio" se i funzionari non raggiungessero un accordo con l'Iran, dato che i negoziati sembrano di nuovo in una fase di stallo. "Francamente, forse è meglio non raggiungere alcun accordo. Volete sapere la verità? Perchè non possiamo permettere che questa situazione continui. Va avanti da troppo tempo", ha dichiarato Trump durante un intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida. Alcune ore prima, mentre era in partenza per la Florida, il presidente Usa aveva dichiarato alla CNN di non essere soddisfatto dell'ultima proposta iraniana volta a porre fine al conflitto. Trump aveva affermato che gli Stati Uniti non metteranno fine alla guerra con l'Iran "prematuramente", senza aver raggiunto gli obiettivi prefissati. Le sue opzioni sull'Iran, aveva sottolineato, si riducono a due: "Distruggerli completamente e farla finita per sempre. Oppure provare a raggiungere un accordo". Nelle scorse ore, Trump ha
notificato al Congresso che le "ostilità contro l'Iran iniziate il 28
febbraio 2026 sono terminate" il 7 aprile quando Washington e Teheran hanno concordato un cessate il fuoco temporaneo, poi prorogato. In questo modo, il capo della Casa Bianca intende aggirare la scadenza dei 60 giorni indicata dalla legge come termine massimo entro il quale il presidente puo' portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Parlamento.
Teheran presenta una nuova proposta di pace. VIDEO
Iran, Trump: Marina Usa come "pirati" nel sequestrare le navi
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che la Marina statunitense si è comportata "come dei pirati" nell'attuare il blocco navale imposto da Washington ai porti iraniani. Lo ha affermato in un intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida. Nel suo intervento, Trump ha descritto un recente episodio in cui la Marina ha aperto il fuoco e sequestrato una nave mercantile iraniana. "La nave si è fermata. Hanno usato dei rimorchiatori, e poi siamo atterrati sopra di essa. Abbiamo preso il controllo della nave, del carico, del petrolio. E' un affare molto redditizio", ha detto il presidente Usa. "Siamo come dei pirati. Siamo un po' come dei pirati, ma non stiamo giocando", ha sottolineato. Alcune navi di Teheran sono state sequestrate dagli Stati Uniti dopo aver lasciato i porti iraniani, insieme a navi portacontainer e petroliere iraniane soggette a sanzioni nelle acque asiatiche.
Trump: "Forse tornando dal Medio Oriente portaerei potrebbe fermarsi a Cuba"
"Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi" a Cuba. Lo ha detto Donald Trump nel corso di un evento al Forum Club in Florida. Il presidente ha spiegato che gli Stati Unti prenderebbero il controllo dell'isola quasi immediatamente. Intanto il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha dichiarato che le nuove sanzioni equivalgono a una "punizione collettiva", mentre un'enorme corteo ha sfilato davanti all'ambasciata americana all'Avana, per le celebrazioni dell'1 maggio, promettendo di essere tutti pronti a "difendere la patria".
Pentagono, ipotesi ritiro soldati dalla Germania
Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. La mossa è un segnale del malcontento di Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull'Iran.
Iran, i democratici Usa contro Donald Trump
I democratici insorgono contro Donald Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono "terminate" e quindi non serve alcuna autorizzazione per il conflitto. "Questa è una guerra illegale e i repubblicani sono complici", ha messo in evidenza il leader dei liberal in Senato Chuck Schumer. Teheran ha ha consegnato ai mediatori pakistani una "nuova proposta negoziale" rivolta a Washington. Il presidente Usa risponde: "L'Iran vuole fare un accordo, ma non sono soddisfatto, stiamo trattando telefonicamente".
Trump: "Dire che non stiamo vincendo in Iran è tradimento"
"Dire che gli Stati Uniti non stanno vincendo la guerra in Iran è tradimento". Lo ha detto Donald Trump