Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran USA, Pentagono: "Il conflitto è costato finora 25 miliardi di dollari"

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Il costo in gran parte è causa delle decine di migliaia di bombe e missili utilizzati. Lo ha detto il controllore del dipartimento della Difesa, Jay Hurst, in un'audizione al Congresso.  Secondo quanto riportato dal canale televisivo statale Press TV, la mancata azione dell'Iran contro il blocco è stata un tentativo di "dare una possibilità alla diplomazia". Tuttavia, gli Usa "dovrebbero presto aspettarsi un diverso tipo di risposta al blocco navale in corso" se le condizioni dell'Iran venissero respinte"

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La guerra in Iran è costata finora agli Stati Uniti 25 miliardi di dollari, in gran parte a causa delle decine di migliaia di bombe e missili utilizzati. Lo ha detto il controllore del dipartimento della Difesa, Jay Hurst, in un'audizione al Congresso.  È la prima volta che il Pentagono fornisce pubblicamente una stima dei cost dell'operazione militare 'Epic fury'.

Secondo quanto riportato dal canale televisivo statale Press TV, ripreso da Sky News, l'Iran potrebbe presto intraprendere "azioni militari concrete e senza precedenti" in risposta al blocco navale statunitense dei porti iraniani. Citando una "fonte di sicurezza di alto livello", l'emittente afferma che la mancata azione dell'Iran contro il blocco è stata un tentativo di "dare una possibilità alla diplomazia". Tuttavia, gli Usa "dovrebbero presto aspettarsi un diverso tipo di risposta al blocco navale in corso" se le condizioni dell'Iran venissero respinte.

Donald Trump ha nuovamente attaccato l'Iran in un post sui social media, affermando che il regime deve "darsi una regolata" e non sa "come firmare un accordo non nucleare". Il post è accompagnato da un'immagine evidentemente generata dall'intelligenza artificiale che lo ritrae  mentre impugna una mitragliatrice in piedi di fronte a una catena  montuosa sconvolta dalle esplosioni.

Secondo il presidente degli Usa Trump l'Iran avrebbe ammesso di essere "al collasso" e vorrebbe riaprire Hormuz. "Li abbiamo sconfitti militarmente" ha aggiunto il tycoon durante la cena con re Carlo. “Non permetteremo mai a quell'avversario, Charles è d'accordo con me, di dotarsi di un'arma nucleare”, ha detto il presidente Usa. Ma Buckingham palace frena: “Consapevoli della posizione del suo governo su proliferazione nucleare”.  Secondo la Cnn, Teheran presenterà a giorni una nuova proposta di pace, dopo che Washington ha respinto la precedente. Ai suoi, Trump avrebbe detto di prepararsi a un blocco prolungato dell'Iran. Teheran: "Per noi la guerra non è finita".

Gli approfondimenti:

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Petrolio, l'Iran è davvero vicino al collasso per la guerra?

Teheran avrebbe chiesto al presidente Usa di "aprire lo Stretto di Hormuz" il prima possibile, incapace di sopravvivere ancora a lungo agli effetti del blocco navale americano. La situazione è davvero così difficile? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24, del 28 aprile.

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Trump in immagine con mitragliatrice: "Iran si dia regolata"

Il post, pubblicato quando a Washington erano le 4 del mattino, era accompagnato dalla didascalia "BASTA CON IL SIGNOR GENTILE".

Trump in immagine con mitragliatrice: 'Iran si dia regolata'

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Trump sta perdendo parte dei repubblicani a causa della guerra in Iran

All'interno del partito del presidente la frattura tra Maga e non-Maga è sempre più netta e a farla risaltare è proprio la questione mediorientale. E in vista delle prossime elezioni questo è un problema per Trump: un campanello di allarme sintomo di un più ampio malcontento.

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Guerra in Iran: da cosa dipende la resilienza economica di Teheran?

Teheran ha dimostrato una resilienza economica e militare per molti versi inaspettata, facendo leva anche sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.

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Trump: "Teheran si è avvicinato a posizioni Usa ma non ancora sul nucleare"

L'Iran si è avvicinato alle posizioni degli Stati Uniti ma non ancora abbastanza sulla questione del nucleare, ha affermato Donald Trump, parlando con i giornalisti allo Studio Ovale. "Hanno fatto tanta strada. Il problema è se è abbastanza o no. Al momento non ci sarà un accordo se non accetteranno di rinunciare alle armi nucleari", ha affermato il Presidente Usa, precisando che i negoziati proseguono. I negoziati possono andare avanti al telefono, senza bisogno di inviare persone in Pakistan, ha precisato. 

Vivere in un trauma continuo: i danni psicologici sui bambini di Gaza

A Gaza i bambini vivono uno stress traumatico continuo che blocca sviluppo e apprendimento. Molti smettono di parlare o giocare. Con pochi servizi mentali e traumi diffusi, i danni psicologici rischiano di segnare irreversibilmente il loro futuro.

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Cosa significa l'uscita degli Emirati Arabi dall'Opec?

L'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio perde Abu Dhabi. A innescare questa decisione una profonda crisi nei rapporti con l'Arabia Saudita, ma quali sono le conseguenze politiche ed economiche di questa svolta?

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Trump; fantastica la decisione degli Emirati di uscire dall'Opec

La decisione degli Emirati arabi uniti di uscire dall'Opec è "fantastica". Lo ha detto Donald Trump.

Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?

Vediamo quali sono le infrastrutture già esistenti che permettono di aggirarlo e quali sono i punti di debolezza di queste opzioni secondarie. Non mancano anche progetti per il futuro ipotizzati o delineati da alcuni attori internazionali.

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Trump: "Putin vuole essere d'aiuto nella guerra contro l'Iran"

Vladimir Putin "mi ha detto di voler aiutare nella guerra contro l'Iran". Lo ha riferito Donald Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. "Io gli ho chiesto di aiutare nella guerra in Ucraina", ha aggiunto. 

Media: "La portaerei Gerald Ford rientrerà negli Usa"

La portaerei Gerald Ford lascerà il Medio Oriente e i suoi 4.550 marinai inizieranno il viaggio di rientro verso casa nei prossimi giorni. Lo ha riferisce il Washington Post citando fonti dell'amministrazione. La Ford, che si trova nel Mar Rosso, è una delle tre portaerei della regione insieme con la George H.W. Bush e la Abraham Lincoln che sono nel Mar Arabico per far rispettare il blocco degli Stati Uniti contro le navi che trasportano petrolio o merci dai porti iraniani. La Ford ha battuto il 15 aprile il record della missione più lunga dai tempi della guerra in Vietnam. A oggi, ha passato quasi 310 giorni in mare. 

Cremlino: "Putin ha avanzato a Trump proposte sul nucleare iraniano"

Il presidente russo Vladimir Putin, nella conversazione telefonica di oggi con Donald Trump, ha avanzato delle proposte volte a risolvere i disaccordi sul programma nucleare iraniano. Lo ha riferito il consigliere presidenziale russo, Yuri Ushakov. "La Russia è fermamente impegnata a fornire tutto il supporto possibile agli sforzi diplomatici per trovare una soluzione pacifica alla crisi e ha proposto una serie di proposte volte a risolvere i disaccordi sul programma nucleare iraniano", ha dichiarato Ushakov, citato dalla Tass. "A tal fine, proseguiranno i contatti attivi con i rappresentanti iraniani, i leader dei Paesi del Golfo Persico, nonché con Israele e, naturalmente, con il team negoziale statunitense", ha dichiarato Ushakov ai media. 

Putin a Trump: "Bene cessate il fuoco in Iran, chance per i negoziati"

Il presidente russo Vladimir Putin considera saggia la decisione di Donald Trump di estendere il cessate il fuoco sull'Iran, poiché dovrebbe contribuire a stabilizzare la situazione e "dare una chance ai negoziati". Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov citato dalla Tass, riferendo della telefonata tra i due leader. 

Iran, Putin a Trump: "Conseguenze terribili se la guerra riprende"

Il presidente russo Vladimir Putin ha messo in guardia il suo omologo americano Donald Trump di "conseguenze estremamente nefaste nel caso in cui gli Stati Uniti e Israele ricorrano nuovamente all'uso della forza in Medio Oriente". Lo ha riferito il consigliere del presidente russo Yuri Ushakov, citato dall'agenzia Tass. 

Idf: "Non lasceremo il sud del Libano fino a che non ci sarà una garanzia di sicurezza"

''La missione affidata all'esercito dal rango politico, ovvero impedire il fuoco diretto sulle comunità, è stata portata a termine''. Lo ha affermato il capo di stato maggiore Eyal Zamir visitando le truppe israeliane nel sud del Libano. ''Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che la dirigenza politica ci aveva prefissato in relazione all'attuale campagna in Iran e Libano, e anche oltre. Abbiamo creato le condizioni operative per i percorsi che la dirigenza politica ora sta portando avanti. In merito alla presenza dell'Idf fino alla 'linea gialla' ha aggiunto. ''Il compito che ci è stato affidato dalle autorità politiche è quello di presidiare la zona per impedire il fuoco diretto sulle comunità: non tollereremo attacchi e sparatorie contro le nostre comunità e non ce ne andremo finché la sicurezza delle comunità del nord non sarà garantita nel tempo''. 

Il Brent a ridosso dei 120 dollari con timori stop a lungo di Hormuz

Il Brent si spinge a ridosso dei 120 dollari con un rialzo del 7,15% sui timori di uno stop prolungato dello stretto di Hormuz dopo che Trump - secondo Axios - ha respinto l'offerta dell'Iran. Il presidente Usa ritiene che il mantenimento del blocco navale è la sua principale leva negoziale ma valuterebbe un'azione militare qualora Teheran continuasse a non cedere. Il Wti sale del 6,9% e punta i 107 dollari al barile. 

Hegseth contro i dem: "Trump non è nel pantano, vostro odio vi accieca"

Donald Trump "non si è impantanato" nella guerra contro l'Iran, "il vostro odio per il presidente vi accieca". Così il segretario alla Guerra, Peter Hegseth, ha risposto al deputato democratica della California, John Garamendi, che nel corso dell'audizione davanti alla commissione Forze armate ha messo in dubbio "la direzione strategica" della guerra, definendola "una grave ferita autoinflitta all'America". "Avete mentito all'opinione pubblica americano su questa guerra fin dal primo giorno, e lo ha fatto anche il presidente", ha accusato Garamendi, denunciando una "incompetenza sbalorditiva" e sostenendo che Trump "è impantanato" nel nuovo conflitto in Medio Oriente. 

Trump ad Axios: "Il blocco più efficace dei bombardamenti"

Il blocco navale americana contro l'Iran è "in qualche modo più efficace del bombardamento". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando ad Axios. 

Iran, Bankitalia: "Banche esposte a rischi con il prolungamento del conflitto"

Pur partendo da una posizione di solidità, gli intermediari finanziari sono esposti a rischi che potrebbero materializzarsi in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente. Lo specifica la Banca d'Italia nel suo Rapporto sulla stabilità finanziaria, secondo cui l'aggravarsi del quadro geopolitico e l’aumento dell’incertezza possono esporre le banche a rischi: le condizioni di provvista e di liquidità potrebbero peggiorare qualora i rendimenti di mercato crescessero in maniera marcata; la qualità degli attivi potrebbe risentire di un deterioramento della capacità delle imprese di rimborsare i finanziamenti. Il sistema bancario italiano resta comunque caratterizzato da alti livelli di patrimonializzazione e redditività.

Secondo l'istituto di via Nazionale, anche il settore assicurativo rimane solido, grazie all’elevata patrimonializzazione, alla crescita della raccolta premi e ai miglioramenti della redditività e delle condizioni di liquidità; l’incremento dei rendimenti sui titoli a reddito fisso potrebbe tuttavia determinare minusvalenze latenti. La Banca d’Italia, si legge nel rapporto, continua a monitorare i rischi della guerra in Medio Oriente per il contesto macrofinanziario, ha confermato le misure macroprudenziali in vigore nel 2025 e ha aggiornato i requisiti patrimoniali per gli istituti a rilevanza sistemica nazionale interessati da operazioni di concentrazione.

Axios: "Piani Usa per ondata di raid brevi e potenti per sbloccare lo stallo nei negoziati"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) avrebbe preparato un piano per un'ondata di attacchi "breve e potente" contro l'Iran nella speranza di sbloccare lo stallo dei negoziati. Lo rivela Axios, citando tre diverse fonti informate, secondo cui dopo gli attacchi, che probabilmente includerebbero obiettivi infrastrutturali, gli Stati Uniti riprenderebbero le pressioni sul regime affinché torni al tavolo dei negoziati e mostri maggiore flessibilità.

Iran, Trump ad Axios: "Respinta la proposta, il blocco navale rimane"

Il presidente americano, Donald Trump, respinge la proposta iraniana e mantiene il blocco navale su Hormuz. Lo riporta Axios che cita una conversazione con il presidente. "Il blocco navale contro l'Iran finche' il regime non accettera' un accordo che affronti le preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo al suo programma nucleare", scrive il sito americano riportando le affermazioni di Trump. 

Borsa, l'Europa chiude negativa: lente resta su Usa e Iran

Le Borse europee chiudono in negativo, sempre con la lente su Hormuz e sull'attesa di colloqui risolutivi tra Stati Uniti e Iran  mentre corre il petrolio dopo l'uscita degli Emirati Arabi dall'Opec. Francoforte cede lo 0,27% con il Dax a 23.954 punti. Parigi perde lo 0,39% con il Cac 40 a 8.072 punti. Londra lascia sul terreno l'1,16% con il Ftse 100 a 10.213 punti.

Generale Usa: "Alleati essenziali nella guerra contro l'Iran"

Il generale Dan Caine ha dichiarato in un'audizione al Congresso che gli alleati sono "essenziali" per l'utilizzo di basi, spazio aereo e altri supporti nella guerra contro l'Iran. Il capo degli stati maggiori congiunti americani ha tuttavia evitato di fare i nomi dei partner che stanno collaborando sostenendo che sia compito dei "leader civili". 

Ghalibaf: "Trump vuole dividerci per una resa. Restiamo uniti"

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha fatto appello all'unità di fronte ai tentativi degli Stati Uniti di dividere il Paese e obbligarlo ad arrendersi. Il presidente americano Donald "Trump separa esplicitamente il Paese in integralisti e moderati, e poi parla di un blocco navale per costringere l'Iran alla resa attraverso la pressione economica e la divisione interna", ha dichiarato in un messaggio al Paese diffuso dall'agenzia Tasnim. "La soluzione per contrastare il nuovo complotto del nemico e' una sola: mantenere l'unità", ha assicurato Ghalibaf, sulla carta capo negoziatore con gli Stati Uniti e indicato spesso da Trump come esponente dell'ala più moderata e pronta i negoziati, mentre i falchi tra i Pasdaran sono per la linea dura. Dal primo giorno, ha insistito, "mantenere l'unità è stato l'antidoto a tutti i complotti del nemico. E oggi, dato il nuovo disegno del nemico, è ancora piu' importante. Qualsiasi azione divisiva fa interamente parte del nuovo schema del nemico". Ma in quanto "persona che si trova al centro della situazione, dico alla nazione iraniana: 'Non preoccupatevi'. Noi funzionari siamo tutti soggetti agli ordini del leader", l'ayatollah Mojtaba Khamenei. 

Tzitzikostas: "Senza ripristino di Hormuz si rischia una catastrofe globale"

"L'unica via d'uscita da questa crisi è attraverso la diplomazia. Senza un ripristino completo della libertà di navigazione" attraverso lo Stretto di Hormuz "le conseguenze saranno catastrofiche non solo per l'Europa, ma tutto il mondo". Lo ha sottolineato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, parlando in conferenza stampa al termine della riunione informale dei ministri dei Trasporti a Nicosia, a Cipro. 

Pentagono: "La guerra contro l'Iran è costata finora 25 miliardi di dollari"

La guerra in Iran è costata finora agli Stati Uniti 25 miliardi di dollari, in gran parte a causa delle decine di migliaia di bombe e missili utilizzati. Lo ha detto il controllore del dipartimento della Difesa, Jay Hurst, in un'audizione al Congresso.  È la prima volta che il Pentagono fornisce pubblicamente una stima dei cost dell'operazione militare 'Epic fury'. 

Hegseth insiste: "Gli Usa hanno distrutto gli impianti nucleari dell'Iran a giugno"

Pete Hegseth ha ribadito, in un'audizione alla Camera, la tesi dell'amministrazione di Donald Trump che nell'operazione militare di giugno Midnight Hammer gli Stati Uniti "hanno distrutto gli impianti nucleari" dell'Iran. Pressato dal democratico sul perchè allora era necessario sferrare un altro attacco contro Teheran il capo del Pentagono ha risposto che le "ambizioni nucleari iraniane persistevano". 

Hegseth

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Centinaia di palestinesi respinti in Egitto al valico di Rafah da Israele

All'inizio erano 5, 10, i palestinesi in coda a Rafah respinti in Egitto dalle autorità israeliane nel tentativo di tornare a Gaza, ma negli ultimi giorni sono diventati centinaia, tanto da costringere le autorità egiziane a farsi carico della situazione e allestire un punto di raccolta nella vicina città di Sheikh Zuweid, tra Rafah e Al Arish. Lo riferiscono all'Ansa fonti della Mezzaluna rossa egiziana, della sicurezza e del Governatorato del Nord Sinai. Ieri ne sono stati respinti 100, 160 negli ultimi tre giorni e 235 nelle ultime settimane, mentre oggi il valico è rimasto chiuso. Riaprirà domani, mentre l'Egitto insiste per lasciarli passare e li assiste nell'attesa, forse una settimana, forse più. Tra i palestinesi assiepati ieri ai cancelli del valico c'erano anche 30 bambini. Fonti del valico hanno confermato che i palestinesi vengono respinti per vari motivi, quali passaporti incompleti, richieste di documenti d'identità per alcuni bambini piccoli (alcuni dei quali nati in Egitto) o la presenza di oggetti proibiti come computer portatili, elettrodomestici e persino verdura o alimenti freschi. E' infatti consentito di attraversare il confine con un solo bagaglio del peso massimo di circa 22 chilogrammi. Queste restrizioni, hanno aggiunto, erano state finora applicate con una certa elasticità dalle autorità israeliane. Ora non più. I respinti aspettano di poter ottemperare a tutte le richieste al punto di raccolta di Sheikh Zuweid, a circa 15 chilometri dal valico di Rafah, dove i soccorritori egiziani cercano di attenuare le loro sofferenze.

Axios, prima nave da guerra della classe "Trump" costerà oltre 17 miliardi di dollari

La prima nave da guerra della nuova classe "Trump" avrà un costo superiore ai 17 miliardi di dollari, mentre il programma complessivo di tre unità potrebbe superare i 43 miliardi. E' quanto emerge da documenti di bilancio citati da Axios, che iniziano a delineare i contorni del progetto navale presentato a dicembre nell'ambito dell'iniziativa  "Golden Fleet". 

A confermare che si tratta di stime ancora preliminari è stato l'ex segretario della Marina John Phelan, che ha spiegato: "E' una cifra iniziale, preliminare. Vedremo dove si stabilizzeranno i costi reali man mano che avanzeremo". "Stiamo parlando con due diversi fornitori e tutto dipenderà da come si svilupperà il provesso di design e dalla loro capacità industriale", ha aggiunto.  Il programma si inserisce però in un contesto già critico per la cantieristica militare statunitense, che fatica a costruire e mantenere le attuali unità navali. Tra gli esempi citati vi è la Uss Boise, rimasta ferma per circa un decennio prima che la Marina decidesse di interromperne il completamento. Secondo Phelan, l’aumento della domanda rischia di mettere ulteriormente sotto pressione la base industriale: "Stiamo valutando diverse soluzioni per alleviare lo stress sui cantieri, ma dobbiamo ancora definire meglio il modello".

Tra i punti ancora aperti figura anche la scelta della propulsione, con l’opzione nucleare ancora in discussione. Le specifiche preliminari indicano comunque una nave fortemente armata, dotata di laser, cannoni a rotaia, capacità per missili ipersonici e potenzialmente anche armi nucleari, con un equipaggio previsto di almeno 650 marinai. L’inizio della costruzione è attualmente previsto per il 2028.

Libano, Onu: "1,2 milioni di persone rischiano di soffrire la fame a causa della guerra"

Quasi un quarto della popolazione del Libano, 1,24 milioni di persone, rischia di soffrire la fame a causa della guerra con l'Iran. Il dato emerge da uno studio pubblicato oggi e realizzato congiuntamente dalla Fao, dal Programma alimentare mondiale (Pam) e dal ministero dell'Agricoltura libanese. Secondo lo studio, il rapido deterioramento della sicurezza alimentare è stato causato da "conflitti, sfollamenti e pressioni economiche". I risultati mostrano che la situazione della sicurezza alimentare in Libano rimane estremamente vulnerabile agli shock, e che, in assenza di assistenza umanitaria o di miglioramenti economici e di sicurezza, è probabile che la situazione peggiori ulteriormente nei prossimi mesi.

Il rapporto giunge mentre gli attacchi israeliani contro il Libano continuano nonostante il cessate il fuoco, con otto morti nel sud del Libano nella giornata di oggi, secondo le autorità libanesi e i media statali. Secondo i dati diffusi ieri dal Ministero della Salute libanese, almeno 2.521 persone sono state uccise nel Paese dal 2 marzo e oltre 7.800 sono rimaste ferite.

Presidente Libano: "Prima di nuovi colloqui Israele rispetti pienamente la tregua"

"Israele deve attuare pienamente il cessate il fuoco prima di passare ai negoziati. Gli attacchi israeliani non possono continuare". Lo ha affermato il presidente libanese Joseph Aoun in una dichiarazione diffusa dall'ufficio della presidenza. In merito a un nuovo round di colloqui tra Beirut e lo Stato ebraico, Aoun ha detto di essere in attesa che "gli Stati Uniti fissino una data per i negoziati diretti con Israele".

Pasdaran: "Se gli Stati Uniti ci attaccano bruceremo le loro gigantesche navi"

"Se gli Stati Uniti dovessero commettere un altro errore di valutazione e attaccare la Repubblica Islamica dell'Iran, la Marina dei Guardiani della Rivoluzione metterà in campo le sue nuove carte, anche nella localizzazione intelligente dei bersagli, e ridurrà in cenere le gigantesche navi da guerra del regime criminale con il fuoco della sua ira, mettendole fuori uso". Lo ha dichiarato il vice comandante per gli Affari politici dei Pasdaran, Mohammad Akbarzadeh, in un discorso pronunciato a Minab, teatro lo scorso 28 febbraio di un raid su una scuola costato la vita ad almeno 165 persone, in gran parte studentesse. L'Iran "farà leva anche sugli altri suoi strumenti di potere di cui dispone, attivandoli sui vari fronti della resistenza", ha aggiunto Akbarzadeh, citato dall'agenzia di stampa Fars.

Nbc: "Trump ha parlato con Big Oil di un blocco prolungato in Iran"

Donald Trump e i suoi consiglieri hanno parlato con i manager delle maggiori società petrolifere americane di come minimizzare l'impatto per i consumatori di un eventuale blocco "per mesi se necessario" dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce un funzionario dell'amministrazione a Nbc. 

Media, almeno altri 5 morti nei raid israeliani nel sud del Libano

Tre membri di una stessa famiglia sono stati uccisi in un raid israeliano a Hanniyeh (Tiro), nel sud del Libano, e almeno due donne in circostanze simili a Jouaiyya, a circa  20 chilometri da lì: lo riferisce il giornale libanese L'Orient-Le Jour. Secondo la stessa testata, a Jouaiyya potrebbero esserci altre quattro persone rimaste intrappolate sotto delle macerie, in condizioni non note. Ad Aamriyé, a sud di Tiro, una persona è rimasta gravemente ferita dopo che un drone d'attacco ha colpito una motociletta, aggiunge L'Orient-Le Jour. 

Iran, Salvini: "Riserve carburanti aerei fino a maggio". VIDEO

Iran, Cnn: "Proposta aggiornata sui negoziati con gli Usa potrebbe arrivare oggi o domani"

La proposta aggiornata dell'Iran per sbloccare i negozoati con gli Stati Uniti potrebbe arrivare "oggi o venerdì". Lo riporta la Cnn, citando fonti informate secondo le quali il ritardo indica difficoltà nel contattare la Guida Suprema Ayatollah Khamenei.

Teheran minaccia: "Azioni militari senza precedenti contro il blocco Usa"

Secondo quanto riportato dal canale televisivo statale Press TV, ripreso da Sky News, l'Iran potrebbe presto intraprendere "azioni militari concrete e senza precedenti" in risposta al blocco navale statunitense dei porti iraniani. Citando una "fonte di sicurezza di alto livello", l'emittente afferma che la mancata azione dell'Iran contro il blocco è stata un tentativo di "dare una possibilità alla diplomazia". Tuttavia, gli Usa "dovrebbero presto aspettarsi un diverso tipo di risposta al blocco navale in corso" se le condizioni dell'Iran venissero respinte. 

Saar: "Se negoziati falliranno, riconsidereremo opzione militare"

Israele "sta dando una possibilità alla via diplomatica con l'Iran, se i negoziati falliranno, riconsidereremo l'opzione militare". Lo ha affermato in un'intervista in inglese alla rete televisiva saudita Al Arabiya il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, aggiungendo: "Risponderemo agli attacchi di Hezbollah come riterremo opportuno. Ci ritireremo dal Libano quando ci sarà un'effettiva autorità governativa e militare libanese; riconsidereremo l'opzione militare con l'Iran se i negoziati americani falliranno".

Casa Bianca: "Tra Trump e Big Oil colloqui anche su blocco Hormuz per mesi"

l presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incontrato ieri i top manager di Chevron e di altre compagnie energetiche, per discutere delle misure da adottare per calmare i mercati petroliferi, qualora fosse necessario prolungare il blocco dei porti iraniani per mesi. Lo ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca.

Netanyahu: "Al momento no piani di viaggio in Usa"

L'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito la notizia di un imminente viaggio negli Usa, dichiarando al Times of Israel che "attualmente non ci sono piani in tal senso". La dichiarazione arriva dopo che la stampa israeliana ha rivelato che il leader israeliano si prepara a una missione negli Usa la prossima settimana. Eventualità evocata anche in aula dall'avvocato del premier.

Iran: "Risposta senza precedenti se Usa continuano pirateria"

L'Iran ha minacciato "risposte senza precedenti" se gli Stati Uniti non toglieranno l'assedio allo stretto di Hormuz. A riferlo e' stata una fonte di alto rango di Teheran citata da Press tv. "La continua pirateria marittima e il brigantaggio americano sotto forma di cosiddetto blocco navale saranno presto accolti con un'azione militare pratica e senza precedenti", ha detto la fonte all'emittente vicina al regime. Le forze armate dell'Iran, che operano sotto il comando del quartier generale di Khatam al-Anbiya, "credono che la pazienza abbia dei limiti e che una risposta punitiva sia necessaria se Washington mantiene il suo blocco navale illegale intorno allo stretto di Hormuz", ha proseguito la fonte. "La moderazione mostrata dalle forze armate finora ha lo scopo di dare alla diplomazia una possibilita', consentire agli Stati Uniti di apprendere e accettare le condizioni dell'Iran per porre fine definitivamente alla guerra" e dare al presidente Donald Trump "l'opportunita' di tirare fuori gli Stati Uniti dall'attuale pantano in cui si trova". Tuttavia, "se l'ostinazione degli americani continua e le condizioni dell'Iran vengono respinte, il nemico dovrebbe presto aspettarsi un diverso tipo di risposta al blocco navale".

Media: "Netanyahu si prepara a viaggio in Usa"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si prepara a recarsi negli Stati Uniti per un incontro con il presidente americano Donald Trump. Lo ha riferito la giornalista di Israel Hayom, Shirit Avitan Cohen, precisando che l'ufficio del capo di governo lavora alla missione per la prossima settimana.

Cnn: "L'ex direttore Fbi Comey dovrebbe costituirsi in Virginia"

L'ex direttore dell'FbiJames Comey dovrebbe costituirsi oggi alle forze  dell'ordine presso il tribunale federale del distretto orientale della  Virginia. Lo riferisce la Cnn citando un funzionario informato.

Export, Gasparri: "Dazi e guerre non fermano Italia, bene Tajani"

"I dati Istat sull'export appena diffusi confermano che l'Italia continua a crescere nonostante i dazi e le guerre in corso, con le esportazioni che registrano un incremento del 3,1% e le importazioni che crescono del 3,5%, segnando una crescita annua del 4,5%. Dati che riflettono l'efficacia del lavoro svolto dal governo di centrodestra e dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che oggi e' a Torino per la Conferenza Nazionale dell'Export, dove ha ribadito l'ambizioso obiettivo di 700 miliardi di euro di esportazioni entro la fine del 2027". Cosi' il presidente della commissione Affari Esteri e Difesa a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri (FI), commenta i dati sull'andamento del commercio estero diffusi oggi da Istat. "Questi risultati - prosegue l'azzurro - non solo sono positivi, ma dimostrano anche la competitivita' del nostro sistema produttivo, sia a livello nazionale che internazionale. L'Italia sta dimostrando di essere un attore fondamentale nel panorama economico globale. E anche noi, dal Parlamento - conclude Gasparri - stiamo dando un supporto concreto con una serie di incontri con le delegazioni dei vari Paesi, con l'obiettivo di intensificare i rapporti e favorire ulteriori opportunita' di crescita per le nostre imprese".

Petrolio, Cremlino: Russia non uscirà da Opec +

"No". Questa la risposta secca del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov  alla domanda se la Russia, dopo l'annuncio di ieri degli Emirati,  intenda lasciare l'Opec +, l'organizzazione dei Paesi esportatori di  petrolio che riunisce i 12 membri dell'Opec e altri 10 produttori. "E'  una decisione sovrana degli Emirati e la rispettiamo", ha poi aggiunto  Peskov, dicendo di "accogliere con favore l'impegno di Abu Dhabi a  mantenere una posizione responsabile sui mercati energetici, insieme al  coordinamento bilaterale".

Aiea: "La maggior parte dell'uranio arricchito iraniano si trova a Isfahan"

"La maggior parte dell'uranio arricchito dell'Iran è probabilmente ancora immagazzinata nel complesso nucleare di Isfahan". Lo ha dichiarato in un'intervista all'Associated Press, ripresa da Iran International, Rafael Grossi, numero uno dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica.     "L'Aiea non è stata in grado di ispezionare il sito dalla guerra del 2025, ma ha stimato che una grande quantità di materiale sia rimasta sul posto, incluso uranio arricchito a livelli prossimi a quelli necessari per la produzione di armi nucleari", ha affermato Grossi. "Gli ispettori - ha concluso - non sono stati in grado di verificare lo stato delle scorte", rinnovando la necessità di accesso agli impianti nucleari di Teheran.

Wall Street, future poco mossi in attesa Fed e Big Tech: petrolio Wti +4%

I future indicano un'apertura poco mossa a Wall Street, con i prezzi del  petrolio che continuano la loro ascesa con lo stretto di Hrmuz  bloccato. Gli operatori, oggi, attendono la conclusione dell'ultima  riunione di politica monetaria di Jerome Powell come presidente della  Federal Reserve e i risultati trimestrali di quattro delle "Magnifiche  Sette": Alphabet, Amazon, Meta Platforms e Microsoft, che presenteranno i  conti dopo la chiusura dei mercati. Gli investitori seguiranno con  attenzione eventuali commenti della Federal Reserve sull'inflazione,  dato che non si aspettano che la Fed apporti modifiche ai tassi. Gli  investitori nutrono grandi aspettative nei confronti delle trimestrali  delle Big Tech. "L'attenzione del mercato è focalizzata sulle previsioni  future, sia in termini di traiettorie di crescita, sia di ritmo degli  investimenti futuri", ha affermato Chris Brigati, responsabile degli  investimenti presso Swbc, parlando alla Cnbc. “Ogni azienda si trova ad  affrontare dinamiche diverse, ma la capacità di ottenere risultati  tangibili a fronte di elevati investimenti in conto capitale rimane la  prova cruciale". Il settore tecnologico è stato un punto dolente nella  seduta di ieri, dopo che il Wall Street Journal ha riportato che OpenAI  non ha raggiunto i propri obiettivi di crescita in termini di fatturato e  utenti. Tuttavia, nel premercato di oggi, Seagate Technology e  NXP Semiconductors registrano un'impennata rispettivamente di oltre il  15% e il 19%, dopo aver pubblicato utili superiori alle attese e aver  condiviso previsioni positive sul fatturato. In questo momento, i future  sul Dow Jones perdono 43 punti (-0,09%), quelli sullo S&P 500  cedono 1,75 punti (-0,02%), quelli sul Nasdaq guadagnano 70 punti  (+0,26%). Il petrolio Wti al Nymex guadagna il 3,95% a 103,88 dollari al  barile.

MO, J.Post: "Accuse 'influenza' Qatar spazzano via illusione neutralità Cpi"

Le  accuse di un’influenza del Qatar sul procuratore della Corte penale  internazionale "sollevano serie preoccupazioni sull’imparzialità e  l’equità del sistema legale globale". È quanto sostiene un editoriale  del Jerusalem Post, che commenta le rivelazioni del Wall Street Journal  su un presunto tentativo di Doha di "prendersi cura" del procuratore  capo Karim Khan. Secondo il quotidiano israeliano, l’ipotesi di un 'do  ut des' per favorire mandati di arresto contro il premier Benjamin  Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant rappresenta "un  attacco diretto all’integrità del sistema legale globale" e "spazza via  ogni residua illusione di neutralità del diritto internazionale". Il  Wsj cita una testimonianza e alcune registrazioni secondo cui il  governo del Qatar avrebbe promesso sostegno a Khan nel caso in cui  avesse portato avanti l’azione legale contro la leadership israeliana.  L’episodio spiegherebbe così le iniziali esitazioni  del procuratore (il  Wsj lo descrive come "terrorizzato") sulla richiesta di mandati di  arresto, poi effettivamente avanzata. Le accuse sono state respinte sia  dal team legale di Khan sia dalle autorità qatariote. Sullo sfondo pesa  anche la posizione personale del procuratore, che a maggio 2025 si è  temporaneamente dimesso a seguito di accuse di condotta sessuale non  consensuale con una collaboratrice: un’inchiesta delle Nazioni Unite ha  rilevato una "base fattuale" per alcune segnalazioni, pur senza  raggiungere la soglia penale secondo un panel interno della Corte. Il  Jerusalem Post sostiene che "non si tratta di una disputa legale, ma di  un’operazione d’intelligence mascherata da ricerca di giustizia",  accusando la comunità internazionale di aver consentito a lungo a Qatar e  Corte di operare "sotto uno scudo di presunta oggettività". I mandati  emessi nel novembre 2024 vengono definiti "un minimo storico senza  precedenti nella storia della Corte", perché avrebbero "criminalizzato  l’atto di sopravvivenza nazionale" di Israele. Le accuse, si legge,  deriverebbero da “una narrazione costruita da attori ostili e poi  avallata da un procuratore che sarebbe stato 'avvolto dalle braccia'  dello Stato qatariota".  Secondo il quotidiano, la vicenda evidenzia "una crisi di legittimità"  della Corte, aggravata anche dai procedimenti disciplinari nei confronti  di Khan. Il presunto intervento di Doha viene descritto come "un  tentativo predatorio di sfruttare un funzionario vulnerabile per fini  politici", mentre la Corte rischierebbe di trasformarsi "in uno  strumento di guerra legale nelle mani di Stati che ospitano terroristi".  "Il mondo deve scegliere se vuole un sistema di diritto internazionale  funzionante o uno che diventi un’arma per chi finanzia il terrorismo -  il monito conclusivo dell'editoriale, secondo cui la campagna legale  contro Israele - non è una reazione spontanea, ma una strategia  premeditata e ben finanziata". Commentando  ieri la notizia, Netanyahu ha attaccato duramente la Corte definendola  "un’istituzione corrotta e moralmente fallita" che "dovrebbe essere  chiusa". Il premier ha accusato su X la Cpi di essere una "piattaforma  di guerra legale utilizzata da regimi canaglia", sostenendo che il  procedimento contro Israele per la guerra contro Hamas fosse "privo di  qualsiasi fondamento fin dall’inizio". "Era chiaro fin dal primo giorno  che le accuse assurde contro lo Stato di Israele non avevano alcun  merito", ha scritto, aggiungendo che Israele ha combattuto "una guerra  giusta con mezzi giusti contro un’organizzazione terroristica".

Petrolio, Emirati via da Opec: da energia a Iran così cresce frattura con A. Saudita

L'annuncio inaspettato degli Emirati Arabi Uniti sull'uscita dall'Opec  segna un nuovo e significativo punto di rottura con l'Arabia Saudita, in  un momento di ridefinizione degli equilibri nel Golfo. Lo sottolinea il  New York Times, evidenziando come la decisione sia arrivata mentre a  Gedda era in corso un vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo  (Ccg), presieduto dal leader saudita 'de facto' Mohammed bin Salman. Una  mossa, scrive il quotidiano americano, che rimarca anche simbolicamente  la distanza crescente tra i due storici alleati. Negli  ultimi mesi le tensioni tra Abu Dhabi e Riad si sono intensificate, tra  divergenze sulla gestione della guerra con l'Iran e strategie sempre  più divergenti sul piano energetico.  La mossa sull'Opec rafforza questa  dinamica. Per Kristin Diwan, dell'Arab Gulf States Institute di  Washington, si tratta di una "dichiarazione di indipendenza da parte  degli Emirati, che non si sentono più vincolati a istituzioni che non  rispecchiano i loro interessi".  Più  netto ancora il giudizio di Abdulkhaleq Abdulla, influente politologo  emiratino, secondo cui "quello che vediamo oggi è una nuova fase degli  Emirati. E' così che il Paese si comporterà a livello regionale e  globale". Alla base della frattura, prosegue il Nyt, ci sono anche visioni  opposte sul fronte dell'energia. Riad punta a mantenere prezzi elevati  attraverso limiti alla produzione dell'Opec, mentre Abu Dhabi punta ad  aumentare la quantità di petrolio esportato per massimizzare i ricavi  nel lungo periodo. "L'Arabia Saudita mira a sostenere il mercato  petrolifero per il prossimo secolo, mentre gli Emirati non condividono  la stessa urgenza", ha osservato l'analista Bachar El-Halabi. Le  divergenze si riflettono anche su altri dossier regionali, dallo Yemen  al Sudan fino ai rapporti con Israele, confermando un progressivo  allontanamento tra due Paesi che per anni avevano agito in stretta  sintonia. In questo contesto,  la guerra con l'Iran ha accelerato la frammentazione interna al Golfo,  più che rafforzarne la coesione. Gli Emirati, infatti, hanno  pubblicamente accusato i partner regionali di aver dato una risposta  "debole" davanti agli attacchi iraniani, mentre l'Arabia Saudita ha  mantenuto un approccio più prudente e orientato alla de-escalation con  Teheran.  "Ogni Stato del Golfo ha seguito la propria politica di  contenimento verso Teheran e tutte queste strategie sono fallite - ha  affermato il consigliere del presidente emiratino, Anwar Gargash - La  solidarietà regionale non è stata all'altezza della sfida".

Germania, Merz: "Emancipazione Europa da Usa? Tra virgolette"

"Ho detto a Donald Trump perché riteniamo sbagliata la guerra in Iran.  Cerco comunque di mantenere un buon rapporto personale con il presidente  americano. Finora ci sto riuscendo". Il cancelliere tedesco Friedrich  Merz torna sui suoi rapporti con Trump in un'intervista al settimanale  'Der Spiegel', nella quale, quando gli viene chiesto come reagisce  quando incontra il presidente e lui "si lancia nei suoi monologhi, per  esempio sulla Spagna", spiega di non voler "discutere di Spagna o Gran  Bretagna davanti alla stampa nello Studio Ovale: ho detto al presidente a  porte chiuse che entrambi i Paesi sono partner Nato affidabili che non  dovremmo perdere". Ad una  domanda sull''emancipazione dell'Europa dagli Stati Uniti', Merz  chiarisce che metterebbe "la parola emancipazione tra virgolette. Ma è  vero che le relazioni transatlantiche non sono più quelle che ho  conosciuto per tanti anni. C'è un reciproco allontanamento, ma anche il  desiderio dell'America di non essere più incondizionatamente a  disposizione della sicurezza europea. Viceversa, in Europa c'è il  desiderio di non essere più totalmente dipendenti dagli Stati Uniti. Il  contributo più importante che posso dare come Cancelliere federale è  garantire la coesione su questa sponda dell'Atlantico".  "L'Unione  Europea - sottolinea Merz - ha 100 milioni di abitanti in più degli  Stati Uniti d'America. Questo lo collego a una consapevolezza di sé per  gli europei – che deve essere supportata dalla forza", aggiunge. E poi,  citando Federico II, "che una volta disse che la diplomazia senza armi è  come la musica senza strumenti", Merz spiega di averne tratto la  massima che "vogliamo essere in grado di difenderci così da non doverci  difendere". "Il potere diplomatico europeo sarà davvero efficace solo se  lo supporteremo con capacità militari".  "Ecco perché mi rivolgo ai  francesi e dirò: parliamo di come proteggere l'Europa". Anche di scudo  nucleare europeo?. "Anche di quello. Di tutto ciò che serve per  un'Europa sicura", conclude.

Germania, ifo: sempre più aziende prevedono aumento di prezzo

Un numero crescente di aziende in Germania prevede di aumentare  considerevolmente i prezzi. L'indicatore delle aspettative di prezzo,  calcolato dall'Istituto ifo, è salito da 25,5 punti a marzo a 31,6 punti  ad aprile, il livello più alto da gennaio 2023. "La guerra con l'Iran  sta pesando sull'economia tedesca. Le aziende stanno ora trasferendo  sempre più spesso l'aumento dei costi energetici sui propri clienti",  afferma Timo Wollmershauser, responsabile delle previsioni presso ifo. Nel  settore manifatturiero, le aspettative di prezzo sono aumentate  bruscamente da 21,1 a 34,2 punti, e per le aziende ad alta intensità  energetica addirittura da 30,6 a 47,5 punti. Il settore chimico è  particolarmente rilevante in questo senso, con le aspettative di prezzo  che sono balzate da 31,8 a 61,7 punti. Per le aziende a bassa intensità  energetica, la variazione è stata molto più contenuta: da 19,2 a 19,8  punti.

Von der Leyen cita la Svezia come modello: "Rinnovabili attenuano crisi"

"Già oggi, i Paesi membri con una maggiore quota di fonti a basse emissioni di carbonio nel loro mix energetico risentono meno della crisi". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Europarlamento, indicando la Svezia come esempio.    Nel Paese scandinavo, "quando il prezzo del gas aumenta di 1 euro per MWh, la bolletta elettrica aumenta solo di 0,04 euro per MWh, perché quasi tutta l'elettricità svedese proviene da fonti rinnovabili e nucleari".    "È così che ci proteggiamo dagli shock futuri, ed è questa la strada verso un'Europa indipendente", ha evidenziato von der Leyen, sottolineando che "ogni Stato membro ha un mix energetico diverso e pertanto, una soluzione universale per affrontare la crisi attuale semplicemente non funzionerebbe".

Borsa: l'Europa lima i cali in attesa di Wall Street e della Fed, Milano in parità

Piazza Affari riduce il calo e si muove sotto la parità (-0,06%) al pari delle altre Borse europee in attesa di Wall Street e dell'ultima riunione della Fed con Jerome Powell nelle vesti di presidente. Così come per la Bce domani, il mercato scommette che i tassi restino per ora invariati. Rimangono piuttosto i timori di pressioni sull'inflazione dall'aumento dei prezzi del greggio con il Brent che viaggia sopra i 114 dollari e il Wti americano a 103 mentre il gas punta verso i 45 euro al megawattora. Piatto invece l'oro.     A Piazza Affari l'ipotesi di un'offerta di Cvc continua a sostenere Nexi (+5,26%) e in una buona giornata per i tecnologici, in vista delle trimestrali delle big tech americane, brilla Stm (+4,26%). In fondo al paniere principale scivolano la moda di Cucinelli (-2,21%) e Moncler (-1,7%) e le utilities Enel (-1,65%), Italgas (-1,59%) e Terna (-1,56%).    Altrove Francoforte (-0,09%) vede correre Adidas (+6,2%) dopo i conti e scendere Deutsche Bank (-2,6%) per gli accantonamenti saliti a 519 milioni e l'indice Cet1 al 13,8%, leggermente sotto le stime. A Zurigo (+0,12%) è Ubs (+5,1%) a venir premiata per la trimestrale. Parigi cede lo 0,38% e Londra lo 0,76% per cento.

Iran, media: ex funzionari Usa denunciano opacità Pentagono su attacco scuola Minab

Cinque ex funzionari statunitensi, tra cui l'ex legale militare Rachel  E. VanLandingham, accusano il Pentagono di mancanza di trasparenza sul  bombardamento che lo scorso 28 febbraio ha colpito una scuola primaria a  Minab, in Iran, causando 168 morti - secondo stime di Teheran - tra cui  circa 110 bambini. A due mesi dall’attacco, il Dipartimento della  Difesa si limita a dichiarare che "l’incidente è sotto indagine", senza  fornire ulteriori dettagli. Una posizione che, secondo quanto dichiarato  a Bbc da VanLandingham, "si discosta in modo evidente dalla risposta  standard", aggiungendo che ciò che manca è "un impegno verso la  responsabilità e, soprattutto, a garantire che questo non accada di  nuovo". Secondo indiscrezioni  dei media statunitensi, una prima valutazione interna avrebbe indicato  come probabile la responsabilità delle forze americane, che avrebbero  centrato il bersaglio per errore a causa di coordinate non aggiornate.  Il presidente Donald Trump ha però attribuito "a suo parere" la colpa  all’Iran, senza mai fornire prove a riguardo, dichiarando in seguito di  "non sapere nulla" dei rapporti  e i video che suggerivano un  coinvolgimento Usa. Anche il capo del Pentagono Pete Hegseth ha ribadito  che "non prendiamo mai di mira obiettivi civili", limitandosi a  confermare l’indagine in corso. Le  critiche arrivano anche dal Congresso, dove da settimane i Democratici  chiedono chiarimenti senza aver ancora ricevuto risposte sostanziali,  con il deputato Adam Smith che ha definito la posizione del Pentagono  "patetica e completamente inadeguata". Esperti ed ex funzionari  ricordano come, in casi analoghi - dall'attacco di Kabul del 2021 al  bombardamento dell'ospedale di Kunduz nel 2015 - le autorità americane  abbiano fornito ammissioni e dettagli molto più rapidamente. Per Wes  Bryant, ex consigliere della Difesa Usa, il fatto stesso che sia stata  avviata un’indagine formale indica che Washington "sa già di essere  responsabile, ma non vuole ammetterlo", mentre altri osservatori parlano  di una gestione "insolitamente opaca" per un caso ritenuto non  particolarmente complesso.

A Torino un gruppo di studenti contesta Tajani: "Contro la guerra"

Dopo un presidio al Politecnico di Torino, una cinquantina di studenti ha raggiunto in corteo le vicine ex Ogr per contestare il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenuto a un evento.    In testa al corteo lo striscione "Polito contro la guerra". Durante il tragitto e all'arrivo davanti alla struttura, i manifestanti hanno scandito slogan contro la guerra e contro la presenza del ministro, tra cui "Fuori Tajani da Torino". Il corteo si è fermato in corso Castelfidardo a pochi metri dalle Ogr. I reparti mobili delle forze dell'ordine stanno monitorando la situazione.

Effetto Iran, in Germania l'inflazione sale al 2,9% ad aprile

A ad aprile è salito ancora il tasso di inflazione in Germania, che ha toccato il 2,9% dopo il 2,7% di marzo, a causa dell'esplosione del prezzi dell'energia in seguito alla guerra in Iran. Lo ha reso noto l'istituto di statistica federale.

Codacons: "Crisi in Medio Oriente affossa fiducia di consumatori e imprese"

La crisi in Medio Oriente si abbatte come uno tsunami sulla fiducia di imprese e consumatori con l'indice che, dopo i dati negativi di marzo, scende anche ad aprile colpendo quasi tutti i comparti.     Lo afferma il Codacons, commentando i dati dell'Istat.     Il perdurare della situazione di crisi geopolitica attuale, unitamente alle ricadute dirette in Italia sul fronte dei prezzi, dall'energia ai carburanti passando per gli alimentari, hanno affossato la fiducia delle famiglie. - spiega il Codacons - Ma a calare sono anche le aspettative delle imprese, col settore del turismo in particolare che registra un crollo verticale e paga il conto dell'incertezza che sta caratterizzando il comparto del trasporto aereo, tra caro-jet fuel e rischio di cancellazione dei voli. Si tratta di segnali non solo estremamente negativi per la nostra economia, ma anche pericolosi: la minore fiducia dei consumatori si traduce in una più bassa propensione alla spesa delle famiglie per beni e servizi, con un effetto depressivo sui consumi nazionali, conclude il Codacons.

Media: "Soldato libanese e fratello uccisi in raid israeliano a Bent Jbeil"

L'esercito libanese afferma che un soldato e suo fratello sono stati uccisi in un attacco israeliano. L'attacco ha preso di mira la città di Bent Jbeil, nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani.   Secondo quanto riportato, i due si trovavano in motocicletta e stavano tornando a casa dal posto di guardia del soldato quando è avvenuto l'attacco.    Si tratta dell'ultimo di una serie di omicidi in Libano, in quanto sia Israele che la milizia filo-iraniana Hezbollah hanno violato l'accordo di cessate il fuoco di tre settimane nel Paese.

Iran, Merz: il mio rapporto con Trump è "buono e immutato"

Dopo aver irritato Donald Trump dicendo che l'Iran sta "umiliando" gli Stati Uniti, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che il suo rapporto con il presidente statunitense rimane "buono e immutato". "Per quanto riguarda il rapporto personale tra me e il presidente degli Stati Uniti, rimane, in ogni caso, dal mio punto di vista, buono e immutato", ha dichiarato il cancelliere rispondendo a una domanda durante una conferenza stampa a Berlino "Semplicemente, fin dall'inizio avevo dei dubbi su cio' che si stava facendo con questa guerra contro l'Iran, ed e' per questo che li ho espressi". Merz ha sottolineato che la Germania e l'Europa stanno "soffrendo" per le "enormi conseguenze" del conflitto, in particolare per quanto riguarda "l'approvvigionamento energetico".

Trump in calo nei sondaggi, è ai minimi del suo secondo mandato

Donald Trump in calo nei sondaggi. Il tasso di approvazione del  presidente è calato al livello più basso del suo secondo mandato  attestandosi al 34%. E' quanto emerge dalle rilevazioni di  Reuters-Ipsos. Gli americani si sono mostrati sempre più insoddisfatti  dalla gestione di Trump del costo della vita e dalla guerra in Iran. Già  nei giorni scorsi un sondaggio dell'Università del Massachusetts  Amherst aveva rilevato che l'approvazione del presidente era ai minimi  del suo secondo mandato.

Iran, aziende farmaci equivalenti: "Interventi urgenti per evitare l'aggravarsi di carenze"

"La crisi in Medio Oriente sta irrigidendo la catena di fornitura dei medicinali, sia sotto il profilo logistico sia per l'aumento dei costi di produzione, con ripercussioni dirette sulla disponibilità dei farmaci. In questo contesto, è imprescindibile adottare interventi urgenti ed efficaci anche a tutela della sostenibilità del comparto dei farmaci a brevetto scaduto, al fine di evitare un ulteriore aggravarsi delle carenze di medicinali essenziali". Lo ha detto all'ANSA Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, a margine della presentazione del Rapporto sulla farmacia, presentato da Cittadinanzattiva e Federfarma.     Il numero uno dell'associazione dei produttori di farmaci equivalenti e biosimilari, che sarà oggi al tavolo convocato sul tema dal ministero della Salute, aggiunge: "Questa criticità è stata già più volte rappresentata alla politica e alle autorità regolatorie; si auspica che venga adeguatamente considerata sia nella gestione del Prontuario da parte dell'Agenzia Italiana del Farmaco sia nell'ambito del disegno di legge delega di riordino della farmaceutica. I farmaci fuori brevetto richiedono misure tempestive per garantirne continuità produttiva e accessibilità".    Gli equivalenti sono farmaci con lo stesso principio attivo, la stessa efficacia e lo stesso profilo di sicurezza dei medicinali di riferimento. "Eppure, questa evidenza - ha precisato Zagaria interenendo al convegno - non si è ancora tradotta in una piena fiducia da parte dei cittadini. Il problema non è tecnico ma culturale, come dimostrano le grandi differenze territoriali nel loro utilizzo".     Negli anni i farmaci equivalenti hanno contribuito a garantire accesso ai farmaci a più cittadini e a contenere la spesa pubblica, "ma allo stesso tempo si è continuato a considerarli  come una voce di costo da comprimere". Serve quindi, ha concluso, da un lato una comunicazione "efficace e continua" sulla loro utilità, e dall'altro "superare la logica del massimo ribasso nelle gare per garantire continuità delle forniture e sostenibilità industriale". 

Axios: "Trump ha incontrato i manager di Big Oil"

Donald Trump ha incontrato alla Casa Bianca i manager delle maggiori società petrolifere per parlare delle ricadute della guerra in Iran sull'energia. Lo riporta il Axios citando alcune fonti. All'incontro erano presenti anche il segretario al Tesoro Scott Bessent e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Fra i temi in agenda anche la produzione interna di petrolio e i progressi in Venezuela.

Ribera: "Misura economica migliore sarebbe fine conflitto"

"La misura economica più importante sarebbe quella di ristabilire la pace e la normalità". Lo ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea con delega alla Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, nella conferenza stampa di presentazione del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato nel contesto della crisi in Medio Oriente. La guerra, ha sottolineato Ribera, non dipende da "un'iniziativa" dell'Ue ed "è fondamentale comprenderlo". Anche in caso di pace, ha proseguito la vicepresidente della Commissione europea, "vediamo comunque un impatto piuttosto significativo in termini di capacità distolte nell'area, quindi dovremo convivere con le conseguenze di questo due mesi". "Credo che abbiamo costantemente difeso l'importanza di risolvere le divergenze attraverso il dialogo e nel rispetto dello Stato di diritto e del diritto internazionale - ha concluso Ribera - e credo che sia importante promuovere e facilitare il contesto per porre fine a questa guerra il prima possibile. Questo va ben oltre le mie responsabilità e, come sapete, è anche parte delle discussioni politiche di più alto livello che si stanno svolgendo a livello di Consiglio europeo".

Trump incontra dirigenti compagnie petrolifere

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto ieri, insieme ai suoi più stretti collaboratori, un incontro con i dirigenti delle principali compagnie petrolifere statunitensi sullo sfondo della guerra all'Iran e delle sue pesanti conseguenze sul mercato dell'energia. Lo apprende Axios. Tra i partecipanti c'era anche l'amministratore delegato di Chevron, Mike Wirth, ha confermato un portavoce dell'azienda. Erano presenti anche il capo di gabinetto della Casa Bianca, Susie Wiles, il segretario al Tesoro, Scott Bessent, e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, secondo una fonte ben informata. "Il presidente incontra frequentemente i dirigenti del settore energetico per ottenere il loro punto di vista sui mercati energetici nazionali e internazionali", ha affermato un funzionario della Casa Bianca. Gli argomenti trattati durante la riunione hanno incluso la produzione interna, i progressi in Venezuela, i futures sul petrolio, il gas naturale e il trasporto marittimo, ha rivelato ancora il funzionario. 

Iran, Merz: "Trump? Abbiamo un buon rapporto personale"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha insistito oggi sul fatto che i suoi rapporti con Donald Trump sono ancora buoni, dopo le critiche del presidente americano alle sue dichiarazioni sull'Iran: Teheran - aveva detto il cancelliere - sta "umiliando" Washington al tavolo delle trattative. "Dal mio punto di vista, il rapporto personale tra il presidente americano e me rimane buono come prima", ha dichiarato Merz in una conferenza stampa a Berlino. 

Il leader tedesco ha peraltro affermato di aver espresso dubbi sulla guerra israelo-americana contro l'Iran "fin dall'inizio". "Noi in Germania e in Europa stiamo soffrendo considerevolmente per le conseguenze - ha aggiunto Merz - La chiusura dello Stretto di Hormuz ha un impatto diretto sulle nostre fornire di energia e massicce ripercussioni  sulla nostra performance economica. E a questo riguardo, premo perché questo conflitto venga risolto". ll cancelliere ha quindi assicurato che lui e Trump "continuano ad avere colloqui proficui". 

Durante una visita a una scuola all'inizio di questa settimana, Merz aveva affermato di non riuscire a capire "quale via d'uscita strategica sceglieranno gli americani, soprattutto perché gli iraniani stanno ovviamente negoziando con grande abilità, o meglio, non negoziando con grande abilità". "Un'intera nazione viene umiliata dalla leadership iraniana, soprattutto da queste cosiddette Guardie Rivoluzionarie", ha detto. Ieri Trump ha attaccato duramente Merz per i suoi commenti. "Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, pensa che sia giusto che l'Iran abbia un'arma nucleare. Non sa di cosa stia parlando!", ha scritto in un post su Truth.

Katz: "Sanzioni a raccolta fondi Hamas per Flotilla Gaza"

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato "sanzioni" nei confronti di una raccolta fondi da destinare alla Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza, sostenendo che la campagna di crowdfunding è "organizzata da Hamas". L'iniziativa è "organizzata da Hamas, in collaborazione con altre organizzazioni internazionali e sotto le spoglie di una flottiglia di aiuti umanitari", ha sostenuto Katz. "L'imposizione di sanzioni alla campagna di crowdfunding costituisce un passo significativo nello sforzo di interrompere le fonti di finanziamento della flottiglia" e "ha lo scopo di dissuadere i donatori dal contribuire a un'organizzazione terroristica". La nuova edizione della Global Sumud Flotilla comprende un centinaio di imbarcazioni, con circa un migliaio di attivisti a bordo provenienti da diversi Paesi, partita nei giorni scorsi alla volta di Gaza. Il suo arrivo al largo della Striscia è previsto nel fine settimana e la Marina israeliana si sta preparando a intercettarla, come già fatto in passato. 

Tajani: "Pronti a inviare dragamine a Hormuz dopo tregua"

"Siamo pronti a inviare dragamine della nostra Marina militare, accompagnate da altre navi della Marina militare, in una missione internazionale europea o delle Nazioni Unite che dovrà garantire in futuro, appena ci sarà un cessate il fuoco duraturo, la libertà di navigazione sullo Stretto di Hormuz". Ad affermarlo, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo all'evento "Obiettivo Export: Imprese e Territori del Nord Italia Verso la Conferenza Nazionale dell'Export 2026". A margine dell'incontro il ministro ha spiegato che il governo ha dato "disposizione attraverso l'azione del ministro Crosetto a partecipare, con la Marina militare, a eventuali operazioni internazionali sotto la bandiera dell'Onu, o dell'Unione europea, per partecipare all'azione sia di sminamento sia di garanzia della libertà di navigazione". "La nostra marina militare - ha proseguito - è pronta a partecipare in nome dell'Italia, così come sta facendo nel Mar Rosso per la protezione del traffico marittimo dagli attacchi degli Houthi, e come sta facendo la missione Atalanta dagli attacchi di pirateria".

L'Ue vara un nuovo quadro sugli aiuti di Stato per la crisi in Medio Oriente

La Commissione europea vara un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato per sostenere i settori colpiti dalla crisi in Medio Oriente: i governi potranno coprire fino al 70% dei costi extra legati all'aumento dei prezzi di energia, carburanti e fertilizzanti. Il meccanismo, in vigore fino al 31 dicembre 2026, riguarda agricoltura, pesca, trasporti e industrie energivore e prevede anche una procedura accelerata di approvazione degli aiuti nazionali. Prevista inoltre la possibilità di aumentare fino al 70% gli aiuti per il costo dell'elettricità e, caso per caso, interventi sul prezzo del gas per la produzione elettrica.

Media: Netanyahu al quartier generale Idf per parlare della flottiglia

Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta tenendo delle  discussioni presso il quartier generale delle Forze di Difesa  Israelianein merito alla flottiglia internazionale diretta verso la  Striscia di Gaza. Per poter partecipare a queste discussioni, Netanyahu  ha ottenuto l'autorizzazione a sospendere la sua testimonianza nel  processo per corruzione. Lo scrive Ynet.

Trump in immagine con mitragliatrice: 'Iran si dia regolata'

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Borsa: Europa debole, Milano -0,4%. Risale il petrolio per il blocco di Hormuz

Sono deboli i listini europei, per la quarta seduta consecutiva, mentre i  futures americani si muovono sopra la parità in attesa dell'ultimo  meeting della Fed presieduto da Jerome Powell, il quale potrebbe fornire  qualche spunto ai mercati. Alla chiusura di Wall Street sono poi attese  le trimestrali di Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta. Le Borse europee  guardano con timore allo stallo in Medio Oriente e allo stretto di  Hormuz che rischia di rimanere bloccato dagli Usa per impedire l'export  di greggio dall'Iran. Con gli effetti sui prezzi del petrolio che sono  risalita: il Brent è oltre i 115 dollari al barile e il Wti sopra soglia  103, entrambi in rialzo del 3,5%. Il gas si porta intanto sopra i 44,6  euro (Ttf +2,3%). Il biglietto verde è in leggero miglioramento  sull'euro che è trattato a 1,17. In modesta crescita anche i rendimenti  dei titoli di Stato a partire dai treasuries anche se dalla Fed e dalla  Bce domani non si attendono rialzi dei tassi. Tra i mercati azionari  Francoforte contiene le perdite allo 0,23%. Si mette in luce Adidas  (+6%) grazie ai risultati migliori delle attese e si muove in positivo  anche Mercedes Benz (+0,64%) dopo i conti della divisione auto sopra le  stime e la conferma della guidance. Parigi perde lo 0,55%, Londra lo  stesso alla vigilia della riunione delle Bank of England. A Milano  (-0,42%), le vendite colpiscono i titoli della moda Moncler (-2,5%) e  Cucinelli (-1,88%) mentre l'ipotesi che Cvc stia considerando un'offerta  spinge Nexi (+6%). Bene anche Saipem (+3,42%) e Stm  (+3,2%).

Flotilla verso Gaza, riunione Netanyahu-vertici Idf

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e' al quartier generale delle forze armate per discutere della Global Sumud Flotilla in navigazione verso la Striscia di Gaza. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth, precisando che per poter partecipare, Netanyahu ha ottenuto l'autorizzazione dal tribunale a sospendere la sua testimonianza nel processo in corso per corruzione.

Iran, Onu: "Almeno 21 esecuzioni e 4.000 arresti da inizio guerra"

L'Iran ha giustiziato almeno 21 persone e ne ha arrestate piu' di 4.000 dall'inizio della guerra con Usa e Israele. Lo ha dichiarato l'ufficio per i diritti umani dell'Onu. Da quando gli attacchi israelo-americani hanno dato inizio alla guerra alla fine di febbraio, "almeno nove persone sono state giustiziate in relazione alle proteste del gennaio 2026, dieci per presunta appartenenza a gruppi di opposizione e due con l'accusa di spionaggio", si legge in una nota, "dal 28 febbraio, si stima che oltre 4.000 persone siano state arrestate in Iran con accuse legate alla sicurezza nazionale".

Media: "In Iran i pasdaran dominano strategia militare e decisioni politiche"

l potere: Mojtaba Khamenei rimane al vertice del sistema, ma tre persone  a conoscenza delle discussioni interne affermano a Reuters, come si  legge nel sito, che il suo ruolo è principalmente quello di legittimare  le decisioni prese dai suoi generali, piuttosto che di impartire  direttive in prima persona. Secondo funzionari e analisti iraniani, la  pressione del periodo bellico ha concentrato il potere in una cerchia  ristretta e intransigente, radicata nel Consiglio Supremo per la  Sicurezza Nazionale (Snsc), nell'ufficio della Guida Suprema e nelle  Guardie Rivoluzionarie, che ora dominano sia la strategia militare che  le decisioni politiche chiave. "Gli iraniani sono incredibilmente lenti  nelle loro risposte - ha affermato un alto funzionario del governo  pakistano informato sui colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti ,  mediati da Islamabad - A quanto pare non esiste una struttura  decisionale unitaria. A volte impiegano da due a tre giorni per  rispondere". Il volto diplomatico dell'Iran nei colloqui con gli Stati  Uniti è il ministro degli Esteri Abbas Araqchi, a cui si è unito il  presidente del Parlamento Mohammed Baqer Ghalibaf, emerso durante la  guerra come figura chiave di collegamento tra le élite politiche, di  sicurezza e religiose iraniane. Sul campo, tuttavia, l'interlocutore  centrale è stato il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Ahmad  Vahidi, secondo una fonte pakistana e due fonti iraniane che lo hanno  identificato settimane fa come la figura chiave dell'Iran.

Papa, saluta fedeli Libano, Iraq, Siria "con Dio nella pace"

Un saluto "particolare" per i fedeli provenienti dal Libano, dall'Iraq e dalla Siria. Cosi' Papa Leone nell'Udienza Generale, durante i saluti ai fedeli di lingua araba. "Il cristiano e' chiamato a fidarsi di Dio, soprattutto nei momenti di debolezza e preoccupazione, perche' con Lui siamo nella pace e nella sicurezza. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre da ogni male!", ha sottolineato il Pontefice.

M.O., Idf: "Ucciso capo divisione intelligence Hamas a Gaza"

Le forze armate israeliane hanno annunciato l'uccisione di Iyad Ahmed Abd al-Rahman Shambari, capo delle operazioni nella divisione intelligence di Hamas nel nord di Gaza. Shambari era una "figura centrale coinvolta nella raccolta di informazioni sulle truppe israeliane" in vista degli attacchi e "rappresentava una minaccia immediata per le truppe israeliane operanti nella zona", si legge nella nota dell'Idf. Shambari, si sottolinea, aveva partecipato alla pianificazione del massacro del 7 ottobre 2023.

Tokyo: una nostra nave ha passato con successo lo stretto di Hormuz

Una nave di provenienza giapponese, rimasta ferma nel Golfo Persico, è  riuscita ad attraversare oggi con successo lo Stretto di Hormuz "ed è  stata evacuata al di fuori del Golfo Persico, dirigendosi verso il  Giappone". Lo scrive il ministro degli esteri giapponese su X,  aggiungendo che a bordo della nave si trovano tre membri dell'equipaggio  giapponesi. Toshimitsu Motegi aggiunge che "il governo considera  positivamente il transito di questa nave di provenienza giapponese,  anche nell'ottica della protezione dei cittadini giapponesi. Il nostro  Paese intende continuare a sollecitare la parte iraniana affinché le  restanti navi di provenienza giapponese, così come le navi di tutti i  Paesi, possano attraversare lo Stretto di Hormuz liberamente e in  sicurezza".

Trump in immagine Ia con mitragliatrice: "Iran si dia regolata"

Donald Trump ha nuovamente attaccato l'Iran in un post sui social media,  affermando che il regime deve "darsi una regolata" e non sa "come  firmare un accordo non nucleare". Il post, pubblicato quando a  Washington sono le 4 del mattino, è accompagnato da un'immagine  evidentemente generata dall'intelligenza artificiale che lo ritrae  mentre impugna una mitragliatrice in piedi di fronte a una catena  montuosa sconvolta dalle esplosioni. "BASTA CON IL SIGNOR GENTILE",  recita la didascalia, riprendendo un precedente post di Trump in cui il  presidente affermava di voler adottare una linea dura nei confronti  dell'Iran.

Truth

Trump coinvolge re Carlo sull'Iran, Buckingham Palace frena

Buckingham Palace in una nota ha frenato rispetto alle dichiarazioni  fatte dal presidente americano Donald Trump, durante il banchetto di  Stato alla Casa Bianca, su un esplicito sostegno del sovrano britannico  alla sua posizione sull'Iran. "Non permetteremo mai a quell'avversario,  Charles è d'accordo con me, di dotarsi di un'arma nucleare", aveva  dichiarato il leader Usa agli ospiti durante la cena di gala. Palazzo ha  precisato che il re "è naturalmente consapevole della posizione  consolidata e ben nota del suo governo in materia di prevenzione della  proliferazione nucleare". Il sovrano, in visita negli Stati Uniti, fra  l'altro è tenuto a non esprimere pubblicamente posizioni su questioni di  politica estera e quella dichiarazione di Trump ha quindi creato  imbarazzo, ancor di più alla luce delle recenti tensioni fra Londra e  Washington rispetto al conflitto scatenato da Usa e Israele contro  l'Iran.

Tzitzikostas: "Per ora nessun segno di carenza jet fuel, evitare panico"

"Al momento non vediamo alcun segnale di carenza di jet fuel. Ma,  certamente, la situazione peggiorasse e la flessibilità messa in campo  non bastasse, siamo pronti ad agire come misure mirate e temporanee". Lo  ha detto il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas  intervenendo al Consiglio Ue informale sui Trasporti iniziato a Cipro.  "La situazione resta volatile e incerta. Mantenere la collaborazione tra  noi è cruciale. La Commissione ha convocato una riunione del gruppo di  contatto sui trasporti per la prossima settimana per fare una  valutazione della situazione e questa valutazione sarà settimanale", ha  aggiunto il commissario. "Ma, mentre dobbiamo preparare per lo scenario  peggiore, dobbiamo frenarci dall'inviare messaggi negativi e  allarmistici, che possono creare confusione o perfino panico nei  viaggiatori. Se i nostri cittadini, o i turisti di Paesi terzi, non si  sentono sicuri nel fare le proprie prenotazioni la crisi può comunque  peggiorare e noi dobbiamo evitare questa spirale", ha avvertito  Tzitzikosta ribademdo che le norme Ue "proteggono i viaggiatori di  fronte ad ogni scenario".

Iran, Teheran scrive all'Onu: "Pirateria e bullismo Usa, condannare sequesto navi"

"Pirateria" e "bullismo". E' l'accusa ribadita dall'Iran nei confronti  degli Stati Uniti. L'ambasciatore della Repubblica islamica all'Onu ha  chiesto al Consiglio di Sicurezza di "condannare nei termini più forti  possibili" i sequestri di petroliere iraniane "in stile pirati",  riferisce l'agenzia iraniana Tasnim che dà notizia di una missiva  dell'ambasciatore Saeed Iravani al segretario generale dell'Onu, Antonio  Guterres, e al presidente del Consiglio di Sicurezza, con l'accusa agli  Stati Uniti di aver "sequestrato illegalmente navi iraniane, la M/T  Majestic e la M/T Tifani". Nel  testo si parla di "violazione palese del diritto internazionale e della  Carta delle Nazioni Unite" e gli Stati Uniti vengono accusati di  "aggressione, minaccia alla libertà di navigazione" e di quello che  Teheran considera un "precedente pericoloso che mina l'ordine  internazionale".

Libano, media: "In accordo nessuno garanzia Usa di stop ad attacchi Israele"

Non conterrà garanzie da parte americana di uno stop ai raid israeliani  in territorio libanese un eventuale accordo tra Israele e Libano. A  riferirne è il quotidiano libanese Al-Akhbar, citando fonti egiziane.  Questo perché - spiegano le fonti, riferendo quanto lasciato intendere  da parte americana - Israele "si riserva il diritto di autodifendersi"  da quelle che considera minacce interne al Libano - le attività militari  di Hezbollah, l'addestramento, il trasferimento di armi - e di compiere  omicidi mirati dei suoi leader. Israele considera questi bersagli  legittimi fino al momento in cui lo stato libanese non agirà per  affrontarli. Negli ultimi giorni, prosegue l'articolo, ci sono stati  contatti tra Il Cairo e Beirut, nel corso dei quali si è parlato dei  negoziati tra Israele e Libano.

Iran, Garcia: "Ue spettatrice storia, Israele valica tutte le linee rosse"

"L'Europa non può essere semplicemente spettatrice della storia, deve  garantire il diritto internazionale, la democrazia, la pace". Lo afferma  la presidente del gruppo dei Socialisti al Parlamento europeo, Iraxte  Garcia Perez, nel corso del suo intervento in plenaria  a due masi  dall'avvio della guerra "illegale e irresponsabile", avviata da Usa e  Israele, che "avevano promesso una guerra rapida, redentrice" e hanno  invece "seminato distruzione, morte e fanatismo". "Oggi vediamo la scia  di sangue che si estende in Iran, a Gaza, Cisgiordania, in Libano. E in  Libano parliamo di duemila morti, un milione e duecentomila sfollati e  l'occupazione del 10% del territorio. Questa non è sicurezza, questa è  distruzione", sottolinea la leader socialista. Pur  ribadendo il diritto di Israele a difendersi da Hamas, Hezbollah o dai  Pasdaran, Garcia Perez sottolinea che tale diritto "non comprende  crimini o reati contro l'umanità. E quello che vediamo oggi valica tutte  le linee rosse". Né il leader dei Popolari Manfred Weber né la  presidente della Commissione europea Urusla von der Leyen hanno parlato  dell'approvazione della pena di morte contro i palestinesi, aggiunge la  presidente di S&D: "è davvero inaccettabile. Questo fa male a me  oggi, ma ci sono milioni di europei che non accettano il silenzio  complice dell'Europa e quindi non staremo con le mani in mano". "Vogliamo  dati di fatto: bisogna sospendere l'accordo di associazione con  Israele, bisogna porre sanzioni al governo Netanyahu. E lo dico anche al  Partito Popolare e a Manfred: la  compiacenza ha solo un nome, si  chiama vassallaggio di coloro che stanno mettendo a rischio l'ordine  internazionale basato sulle regole" e "debilita l'Europa" attraverso  l'impennata dei prezzi dell'energia. Per Garcia Perez occorre anche  tassare gli extra-profitti delle società petrolifere, disaccoppiare il  prezzo del gas dall'elettricità, rendere più flessibili gli aiuti di  Stato e riattivare la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità e  crescita, oltre a "tutelare i più vulnerabili con tariffe sociali per  l'energia" e puntare sul Green Deal.

Carburanti, Mimit: prezzo medio self benzina 1,743 euro al litro

Il ministero delle imprese e del made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalita' 'self service' lungo la rete stradale nazionale e' pari a 1,743 euro al litro per la benzina e 2,056 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self e' di 1,797 euro al litro per la benzina e 2,115 euro al litro per il gasolio.

Von der Leyen: "Ci sono ancora 95 miliardi Ue per l'energia, sfruttarli"

"Entro l'estate presenteremo il nostro Piano d'azione per l'elettrificazione, con un obiettivo ambizioso. Nell'attuale bilancio europeo abbiamo stanziato quasi 300 miliardi di euro per l'energia, di cui 95 miliardi sono ancora disponibili. Sfruttiamo questa opportunità per passare subito all'elettricità, non solo nei trasporti, ma anche nell'industria e nel riscaldamento". Lo ha ribadito la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria del Parlamento europeo, aggiungendo con una battuta di essere consapevole di "parlare alla platea sbagliata" poiché ad agire devono essere i governi.     "Non si tratta solo di accessibilità economica e competitività, ma anche di sicurezza economica. Quindi, parlando di indipendenza europea, questo è il momento di elettrificare l'Europa", ha sottolineato, indicando che l'Ue avrà bisogno "di energia in abbondanza, soprattutto a causa della rapida espansione dei data center e dell'intelligenza artificiale".

Ue, Weber (Ppe): "Servono regole chiare su art. 42.7, urgente"

La definizione di "regole chiare" per l'attuazione dell'articolo 42.7 e "la dimensione militare della nostra solidarieta' europea, sono urgentemente necessari". Lo ha dichiarato il presidente Partito popolare europeo, Manfred Weber, nel dibattito sul Medio Oriente e la crisi energetica nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, ricordando che la presidenza cipriota del Consiglio dell'Ue ha messo sul tavolo la discussione sull'articolo 42.7 nel corso del Consiglio europeo informale della scorsa settimana. "Il Ppe ha spinto per una commissione Difesa all'interno del parlamento. Ora, per la prima volta, abbiamo un commissario alla Difesa, con un amico del Ppe che presiede questa commissione, e ora vogliamo fare il passo successivo, regole chiare per l'attuazione dell'articolo 42.7. Le persone vedono e sentono l'incertezza, soprattutto a Cipro, e l'Europa deve dare una risposta", ha detto Weber.

Mo, crescono suicidi fra militari, finora 15 da inizio anno

Crescono i casi di suicidio tra le forze armate israeliane. Secondo quanto apprende Haaretz, dall'inizio dell'anno si sono tolti la vita dieci militari in servizio attivo, sei dei quali solo nel mese di aprile, tre riservisti e due poliziotti, tra cui una guardia di frontiera. Gli esperti e i soldati interpellati dal quotidiano israeliano hanno denunciato una minore tutela della salute mentale nell'esercito con, per esempio, la cancellazione di colloqui con gli psicologi, la riduzione del numero degli ufficiali di campo e la scarsa attenzione alle avvisaglie. Il numero di militari delle Idf e di altre forze di sicurezza che si sono uccisi nei primi quattro mesi del 2026 e' pari ai suicidi registrati nel primo semestre del 2025. Lo scorso anno si sono tolti in totale la vita 22 soldati israeliani, il massimo dal 2010, l'anno successivo all'operazione 'Piombo Fuso', quando fu registrato un record di 29 suicidi.

Von der Leyen: "Garantire libertà di navigazione a Hormuz senza pedaggi"

"Il nostro obiettivo comune è ora quello di vedere una fine duratura  alla guerra" in Iran, e "questo include il ripristino della piena e  permanente libertà di navigazione nello stretto di Hormuz senza tariffe"  per il transito. Lo ha detto la presidente della Commissione europea,  Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Europarlamento. "È altrettanto  chiaro che qualsiasi accordo di pace dovrà affrontare il programma  nucleare e missilistico balistico iraniano", ha aggiunto.

Von der Leyen ai governi Ue: "Aiuti contro il caro energia siano mirati"

"Dalla scorsa crisi abbiamo imparato una lezione: le misure devono essere mirate solo a famiglie e settori più vulnerabili, evitando di alimentare la domanda di gas e petrolio". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Eurocamera. "Durante l'ultima crisi, solo un quarto degli aiuti d'emergenza è stato destinato in modo mirato a famiglie e imprese vulnerabili. Oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in misure non mirate. Questo ha avuto un impatto pesante sui conti pubblici dei Paesi e ha indebolito le misure a chi ne aveva più bisogno. Non ripetiamo lo stesso errore", ha aggiunto.

Von der Leyen: "Su energia misure solo per più vulnerabili"

"Dobbiamo proteggere i consumatori e le imprese. C'e' una lezione che abbiamo imparato nell'ultima crisi. Le misure dovrebbero essere mirate esclusivamente alle famiglie e ai settori piu' vulnerabili, evitando di aumentare la domanda di gas e petrolio". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento nella plenaria del Parlamento europeo. "Durante l'ultima crisi, solo un quarto del sostegno d'emergenza e' stato destinato a famiglie e imprese vulnerabili. Oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in misure non mirate. Questo ha avuto un enorme impatto sulle finanze degli Stati membri e ha anche compromesso gli interventi volti a proteggere chi ne aveva piu' bisogno", ha aggiunto. "Non commettiamo di nuovo lo stesso errore e concentriamo il nostro sostegno dove e' davvero piu' necessario", ha concluso la presidente.

Von der Leyen: "Guerra in Iran costa all'Ue 500 milioni al giorno per energia"

"In soli 60 giorni di conflitto" in Medio Oriente, "la nostra spesa per l'import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni al giorno. La strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita e a prezzi contenuti". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Eurocamera. "Tutti dobbiamo affrontare una dura realtà: le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni", ha evidenziato.

Il prezzo del gas apre in rialzo oltre i 44 euro

Il prezzo del gas parte in rialzo. Ad Amsterdam il Ttf guadagna l'1,26% a 44,1 euro al megawattora.

Iran, von der Leyen: "Costo crisi 27mld; ridurre import energia"

"In soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili e' aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta in sessione plenaria al Parlamento europeo, a Strasburgo. "Questa e' la seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni. La lezione dovrebbe essere chiara per tutti. In un mondo turbolento come il nostro, semplicemente non possiamo dipendere eccessivamente dall'energia importata", ha aggiunto. "La strada da seguire e' ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita, accessibile e dalle energie rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralita' tecnologica", ha concluso von der Leyen.

Borse europee: aprono deboli e miste

Le Borse europee aprono deboli e miste. Parigi sale dello 0,07%, Francoforte dello 0,22%, Londra perde lo 0,20%. A Milano l'Ftse Mib e' poco sotto la parita' a -0,02%.

Borsa Milano, poco mossa in prime fasi,in evidenza Stm e Nexi

Prime fasi poco mosse alla Borsa di Milano con il Ftse Mib a -0,02% a quota 48.037 punti. Sul listino, Tim sale dello 0,21%, contrastati gli industriali (Stellantis a +0,85% e Leonardo a -0,27%) e i principali energetici con Enel ed Eni rispettivamente a -0,50 e +0,43 per cento. Tra i finanziari, Generali lima lo 0,10%, Mps +0,08%, Unicredit -0,05%, Intesa Sanpaolo -0,36%. In evidenza Stm con un +2,90% e Nexi che balza del +6%.

Iran, von der Leyen: "Conseguenze guerra per mesi o anni"

"C'e' una dura realta' che tutti dobbiamo affrontare: le conseguenze" del conflitto in Iran "potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento nella plenaria del Parlamento europeo. "Il nostro obiettivo comune", insieme ai partner della regione, "e' ora vedere una fine duratura della guerra. Cio' include il ripristino della piena e permanente liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz senza pedaggi", ha affermato von der Leyen, aggiungendo che "e' altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace dovra' affrontare il programma nucleare e missilistico balistico dell'Iran". "Gli eventi degli ultimi mesi ci hanno tuttavia insegnato una dura verita': la nostra sicurezza non e' solo correlata, e' intrinsecamente legata, e avremo interesse a rafforzare la nostra cooperazione in materia di sicurezza e difesa in tutta la regione", ha concluso.

Borsa: Asia positiva in attesa della Fed, Tokyo chiusa

Seduta nel complesso positiva sui listini asiatici  che hanno risentito solo inizialmente delle vendite sui tecnologici  americani, per i dubbi sugli investimenti in Ai, così come per le  quotazioni del petrolio che rimangono oltre i 100 dollari al barile con  l'incertezza sull'evoluzione del conflitto in Medio Oriente.Sui mercati  c'è attesa per l'ultimo discorso di Jerome Powell da presidente della  Fed nel giorno in cui si ritiene lascerà i tassi invariati.Con Tokyo  chiusa per festività, Hong Kong sta guadagnando l'1,5%. Positive anche  Shanghai (+0,74%) e Shenzhen (+1,75%) così come Seul (+0,75% la  chiusura).

Salvini: "Togliere blocco gas russo. Danno da guerre e dazi Trump"

"Lavoriamo da tempo per la fine del conflitto. Non siamo in guerra con la Russia e, dopo quattro anni di conflitto, di morti e di sanzioni, deve essere la diplomazia a prendere il sopravvento. Non possiamo dire 'no' a prescindere a gas e petrolio dalla Russia, ricordo che gli Stati Uniti hanno da poco tolto il blocco all'acquisto di questi beni, mentre diversi Paesi europei li stanno acquistando in grandi quantita' ancora oggi. Perche' solo noi dovremmo pagare piu' di tutti e per tutti?" Cosi' il vicepremier leghista Matteo Salvini, in un'intervista al 'Sole 24 ore', risponde a chi gli chiede dello stop all'acquisto di gas dalla Russia. "Di Trump ha sempre apprezzato le posizioni di contrasto al traffico di essere umani e di droga, oltre che lo stop alle follie woke o pseudogreen. Guerre commerciali e interventi militari non concordate invece creano danno, e alleati degli Stati Uniti, ieri oggi e domani, non possiamo tacerlo", aggiunge.

Mo, Idf uccidono palestinese in Cisgiordania: 2 soldati feriti

L'esercito israeliano ha ucciso un palestinese durante un raid a Silwad, nella Cisgiordania centrale occupata, nel quale sono rimasti feriti due soldati israeliani. Secondo il ministero della Salute palestinese, la vittima e' stata identificata come Abdulhalim Hamad, di 37 anni, deceduto durante l'operazione delle forze israeliane nella citta' cisgiordana. L'esercito israeliano afferma in un comunicato che due persone hanno attaccato i soldati "nell'ambito di un'operazione delle Forze di Difesa Israeliane (Idf)" a Silwad, uccidendone una e arrestandone un'altra. Secondo la versione di Tel Aviv, due soldati israeliani sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale. L'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa ha riferito che stamane Israele ha bloccato l'accesso a Silwad e ad altre citta' della Cisgiordania centrale, tra cui Deir Jarir (a est di Ramallah), Atara ed Ein Siniya (entrambe a nord della capitale amministrativa). Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), almeno 240 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, nel 2025, mentre nove morti sono stati attribuiti ai coloni. Finora, nel 2026, almeno 37 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nei territori palestinesi occupati, secondo un conteggio dell'Ong israeliana B'Tselem.

Petrolio, l'Iran è davvero vicino al collasso per la guerra?

Teheran avrebbe chiesto al presidente Usa di "aprire lo Stretto di Hormuz" il prima possibile, incapace di sopravvivere ancora a lungo agli effetti del blocco navale americano. La situazione è davvero così difficile? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24, del 28 aprile.

Petrolio, l'Iran è davvero vicino al collasso per la guerra?

Petrolio, l'Iran è davvero vicino al collasso per la guerra?

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L'oro in calo a 4.592 dollari l'oncia

L'oro è in leggero calo questa mattina. Il  prezzo spot segna -0,08% a 4.592,97 dollari l'oncia. Il contratto  per giugno perde lo 0,05% a 4.606 dollari.

Salvini: "Non chiediamo uscita da patto Ue ma spese come per armi"

"Non vogliamo un'uscita da nulla, siamo per una strada percorribile con fondi esclusivamente italiani, che richiede un ok dell'Europa". Cosi', in un'intervista al 'Sole 24 ore', Matteo Salvini spiega le richieste della Lega in merito ai vincoli che il patto di stabilita' Ue impone agli investimenti pubblici. "Noi proponiamo solo quello che si puo' fare, e che altri gia' fanno da anni", puntualizza. "Premesso che l'Europa e' per l'ennesima volta lenta e incapace di affrontare i problemi reali dei cittadini, come giustamente sottolineato anche dal presidente di Confindustria Orsini, alla luce della grave situazione internazionale e in base a norme europee esistenti - aggiunge -, noi chiediamo di poter investire tutte le risorse necessarie per aiutare famiglie e imprese in difficolta' per gli aumenti dei prezzi dopo la guerra in Iran. Quindi non si tratta di un'uscita da nulla, ma di una strada percorribile con fondi esclusivamente italiani, che richiede un ok dell'Europa". "La Lega ritiene urgente che l'Europa conceda, ai Paesi che lo chiederanno, la stessa liberta' di spesa straordinaria che oggi e' prevista per l'acquisto di armi anche per aiutare famiglie e imprese ad affrontare i rincari di carburanti e bollette - insiste -. Ci sono maggiori costi che rischiano di paralizzare il Paese, di far fallire aziende e di bloccare i consumi. Meglio investire miliardi oggi per superare questo momento e aiutare imprese e famiglie, che non spenderne il doppio fra sei mesi per aiutare migliaia di nuovi disoccupati e cassaintegrati. Le imprese hanno tutte le ragioni, come le compagnie aeree e di navigazione che stanno sostenendo costi pesanti. Sarebbe impensabile che Bruxelles ci impedisse di aiutarle". "Sul fronte economico vedo ritardi, vincoli e nuove tasse nel nome di un green deal ideologico che ha avvantaggiato i concorrenti cinesi, mettendo in ginocchio interi settori, partendo dai motori. Una follia", conclude.

Libano, Idf: "2 miliziani Hezbollah uccisi in un raid aereo"

Due miliziani di Hezbollah sono rimasti uccisi in un raid aereo  israeliano nel Libano meridionale. A dare notizia del raid, compiuto  lunedì sera, sono oggi le Forze di Difesa Israeliane, citate dal Times  of Israel. Secondo le Idf, i miliziani sono stati individuati dalle  truppe della Brigata Givati all'interno della zona di sicurezza  controllata da Israele. L'aviazione israeliana ha quindi attaccato e  "eliminato i terroristi", ha aggiunto l'esercito. I soldati della Givati  hanno inoltre rinvenuto grossi quantitativi di armi appartenenti a  Hezbollah nella loro area operativa.

Iraq, ambasciata Usa si congratula con premier designato

L'ambasciata statunitense a Baghdad si e' congratulata con il nuovo primo ministro designato dell'Iraq, Ali al-Zaidi, dopo che l'ingerenza di Washington ha vanificato le possibilita' del precedente candidato, Nouri al-Maliki. "La missione statunitense in Iraq porge i suoi migliori auguri al primo ministro designato Ali al-Zaidi, affinche' possa formare un governo in grado di realizzare le speranze di tutti gli iracheni per un futuro piu' luminoso e pacifico", ha scritto l'ambasciata su X.

Prezzo del petrolio Wti in calo dello 0,14% a 99,79 dollari

Il prezzo del petrolio Wti con consegna a  giugno è in calo dello 0,14% questa mattina sui mercati delle materie prime, scambiato a 99,79 dollari al barile. Il prezzo del brent, sempre con consegna a giugno, vede invece un aumento dello 0,4% e passa di mano a 111,71 dollari al barile.

Gas, Gme: indice Igi in calo a 43,92 euro/Mwh

Il valore dell'indice Igi (Italian Gas Index) per il 29 aprile e' pari a 43,92 /MWh, in discesa rispetto al 28 aprile attestatosi a 44,81 /MWh. Lo comunica il Gme.

Israele, Corte: no a richiesta Netanyahu di ridurre sua testimonianza

L'avvocato del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Amit  Hadad, ha chiesto al Tribunale distrettuale di Gerusalemme di ridurre di  tre ore la testimonianza odierna del premier nel processo per  corruzione in corso, adducendo "motivi di sicurezza", ma il giudice  Rivka Friedman-Feldman ha respinto la richiesta. Friedman-Feldman  ha affermato che il materiale ricevuto a sostegno della richiesta non  fornisce motivi sufficienti per posticipare l'inizio dell'udienza dalle  9.30 alle 12.30. Ieri è stato il primo giorno di controinterrogatorio di  Netanyahu dopo oltre due mesi, a seguito di una pausa dovuta alla  guerra tra Stati Uniti e Iran e alla ripresa degli scontri con  Hezbollah, ricorda il Times of Israel.

Petrolio: prezzi poco mossi in Asia dopo uscita Eau da Opec

I prezzi del petrolio sono poco mossi sui mercati asiatici dopo l'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'Opec che ieri ha provocato un rialzo delle quotazioni sostenute anche dallo stallo nelle trattative tra Iran e Stati Uniti. Il Wti scende sotto i 100 dollari e cede lo 0,24% a 99,7 dollari al barile, il Brent avanza dello 0,22% a 111,5 dollari. Lo stallo odierno potrebbe essere in parte legato alla sorprendente decisione degli Emirati Arabi Uniti di uscire dal cartello dei produttori Opec, ha affermato l'analista senior di Lseg Anh Pham, poiche' indica una prospettiva di offerta piu' forte quando il paese sara' libero dalle quote di produzione del gruppo. "Tuttavia, questo effetto non e' immediato, poiche' i barili aggiuntivi potrebbero non essere consegnabili a breve termine a causa del blocco di Hormuz in corso", ha aggiunto. "Quindi, sebbene i prezzi siano leggermente in calo, sembra trattarsi piu' di una correzione rispetto ai guadagni precedenti, con il Brent che si mantiene ancora a livelli elevati". Dagli Stati Uniti arriva un'altra notizia che da' sostegno ai prezzi. Secondo il Wsj il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell'Iran. Trump ha scelto di continuare a sacrificare l'economia e le esportazioni di petrolio dell'Iran bloccando il traffico marittimo nei suoi porti, scrive il giornale. Nonostante un cessate il fuoco nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il conflitto e' in una fase di stallo poiche' entrambe le parti cercano una fine formale dei combattimenti. L'Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, un canale attraverso il quale transita circa il 20% delle forniture globali di petrolio e Gnl, e gli Stati Uniti hanno bloccato i porti iraniani. "Il recente aumento dei prezzi del petrolio e' stato determinato dal blocco dello Stretto", ha affermato Yang An, analista di Haitong Futures. "Se Trump e' disposto a estendere il blocco, le interruzioni delle forniture peggiorerebbero ulteriormente e continuerebbero a spingere al rialzo i prezzi del petrolio". Gli Stati Uniti stanno facendo pressione sull'Iran affinche' ponga fine a quello che definiscono un programma di armi nucleari, mentre l'Iran chiede una qualche forma di risarcimento per l'ultima ondata di combattimenti, un allentamento delle sanzioni economiche e una qualche forma di controllo sullo Stretto di Hormuz. La chiusura di Hormuz sta provocando prelievi dalle scorte globali, con fonti di mercato che affermano che martedi' sera l'American Petroleum Institute ha riportato un calo delle scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti per la seconda settimana consecutiva. Le scorte di greggio sono diminuite di 1,79 milioni di barili nella settimana terminata il 24 aprile, hanno affermato le fonti. Le scorte di benzina sono diminuite di 8,47 milioni di barili, mentre le scorte di distillati sono diminuite di 2,60 milioni di barili.

Iran, Panama ribadisce la "neutralita'" del suo canale

Il governo panamense ha ribadito la "neutralita'" del Canale di Panama e la "necessita' di preservare" le rotte di transito marittimo a fronte del blocco dello Stretto di Hormuz imposto dagli Stati Uniti nel loro conflitto con l'Iran. Il Canale di Panama sta registrando un aumento della domanda a causa della chiusura del cruciale passaggio marittimo nel Golfo, attraverso il quale transitava il 20% del petrolio mondiale. Il ministro degli Esteri panamense Javier Marti'nez-Acha ha parlato per telefono con il suo omologo israeliano, Gideon Sa' ar, del contesto internazionale "caratterizzato dalle tensioni in Medio Oriente", si legge in una nota. Durante la conversazione, il ministro ha sottolineato "l'importanza della neutralita' del Canale di Panama quale pilastro del commercio globale", come stabilito dai trattati in caso di conflitto. Martinez-Acha ha inoltre ribadito "la necessita' di preservare la stabilita' delle principali rotte di comunicazione per il transito marittimo ed energetico". A causa del blocco dello Stretto di Hormuz, il numero di transiti di petroliere attraverso il Canale di Panama e' raddoppiato e una nave che trasportava gas di petrolio liquefatto (Gpl) ha addirittura pagato quattro milioni di dollari per accelerare il suo passaggio. Secondo i gestori, il traffico attraverso il canale e' aumentato dalle 34 navi al giorno di gennaio alle 41 odierne, con picchi fino a 50 navi al giorno.

Usa, media: Pentagono chiede cambio formale nome in dip. Guerra

Il Pentagono ha chiesto al Congresso di formalizzare il cambio di nome da "dipartimento della Difesa" a "dipartimento della Guerra" e ha stimato il costo dell'operazione in quasi 52 milioni di dollari, tale da non avere un "impatto significativo" sul bilancio per l'anno fiscale 2027. Lo riporta The Hill. Il dipartimento della Difesa ha dichiarato che "i costi effettivi sono in fase di rilevazione durante l'implementazione e saranno disponibili dopo" la conclusione dell'attuale anno fiscale. Nella sua proposta di legge, il Pentagono ha indicato una spesa di quasi 52 milioni di dollari, di cui circa 3,5 milioni destinati al dipartimento militare, 3 milioni all'ufficio del Segretario alla Difesa Pete Hegseth e al Washington Headquarters Services, 400.000 dollari allo Stato Maggiore Congiunto, ai Comandi Combattenti e al Comando Nazionale, e la quota maggiore, pari a 44,6 milioni di dollari, alle Agenzie della Difesa e alle attivita' sul campo del dipartimento.

Iran, Wsj: "Trump a staff: prepararsi a lungo blocco Hormuz"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz durante la riunione di lunedi' scorso nella Situation Room. E' quanto riferisce il Wall Street Journal. Trump intende quindi esercitare la massima pressione economica sulla Repubblica Islamica, impedendole di esportare carburante, per cercare di costringerla ad accettare la sua richiesta di abbandonare il programma nucleare. Secondo le fonti consultate dal quotidiano Usa, Trump ritiene un lungo blocco una soluzione meno rischiosa di riprendere i bombardamenti o abbandonare il conflitto.

Media: "Attacchi aerei israeliani nel sud del Libano"

Le forze armate israeliane hanno lanciato attacchi aerei sulla città libanese di Hanine all'alba, distruggendo diverse abitazioni. Lo riporta Al Jazeera che cita l'Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). L'episodio segue gli attacchi israeliani nella città di Naqoura, dove durante la notte si sono udite delle esplosioni, e i raid aerei e gli attacchi con armi da fuoco nella città di Khiam, sempre secondo Nna.

Panama ribadisce la neutralità del suo canale: "Pilastro del commercio globale"

Il governo panamense ha ribadito la "neutralità" del Canale di Panama e la "necessità di preservare" le rotte di transito marittimo a fronte del blocco dello stretto di Hormuz dovuto alla guerra in Medio Oriente. Il canale di Panama sta registrando un aumento della domanda a causa della chiusura del passaggio marittimo nel Golfo. Il ministro degli Esteri panamense Javier Martínez-Acha ha parlato telefonicamente ieri con il suo omologo israeliano, Gideon Saar, del contesto internazionale "caratterizzato dalle tensioni in Medio Oriente". Durante la conversazione, Martínez-Acha ha sottolineato "l'importanza della neutralità del canale di Panama quale pilastro del commercio globale", come stabilito dai trattati in caso di conflitto. Il ministro panamense ha inoltre evidenziato "la necessità di preservare la stabilità delle principali rotte di comunicazione per il transito marittimo ed energetico". A causa del blocco dello stretto di Hormuz, il numero di transiti di petroliere attraverso il canale di Panama è raddoppiato e una nave che trasportava gas di petrolio liquefatto (Gpl) ha addirittura pagato quattro milioni di dollari per accelerare il suo passaggio. Il traffico attraverso il canale è aumentato da 34 navi al giorno a gennaio a 41 attualmente, con picchi fino a 50 arrivi al giorno, secondo quanto dichiarato dai gestori. 

Trump: "Carlo III concorda che Iran non puo' avere arma nucleare"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato, a margine di una cena di Stato alla Casa Bianca con re Carlo III, che il monarca inglese concorda che l'Iran non debba ottenere l'arma nucleare. Lo riportano i media Usa. Trump ha piu' volte criticato il premier britannico Keir Starmer per non aver sostenuto il suo attacco all'Iran. 

Buckingham Palace, Re consapevole posizione governo su non proliferazione

Buckingham Palace interviene sulle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sul Medio Oriente, sottolineando che "il Re è naturalmente consapevole della posizione di lunga data e ben nota del suo Governo sulla prevenzione della proliferazione nucleare". Durante la cena offerta nel quadro della visita di Carlo e Camilla a Washington, ricorda la Bbc, che riporta la dichiarazione di Buckingham Palace, dopo aver dichiarato che gli Stati Uniti hanno "sconfitto militarmente" l'Iran, il presidente Trump ha affermato: "Non permetteremo mai a quell'avversario — Charles è d'accordo con me, anche più di quanto lo sia io — non permetteremo mai a quell'avversario di possedere un'arma nucleare".

Iran, Bankitalia: guerra frena prestiti e mutui. Bce: peggiore stretta del credito da 2023

La Banca centrale europea e la Banca d’Italia hanno pubblicato l’indagine sul credito bancario e sulle aspettative dei consumatori di aprile 2026. Da quanto emerge, le tensioni internazionali legate all’attacco all’Iran e la crisi energetica che ne è scaturita stanno riducendo la richiesta di finanziamenti sia da parte delle famiglie sia da parte delle imprese. Le banche, inoltre, si stanno preparando a inasprire i criteri di concessione di prestiti e mutui. I dettagli.

Iran, Bankitalia: guerra frena mutui. Bce: forte stretta del credito

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Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?

Vediamo quali sono le infrastrutture già esistenti che permettono di aggirare e quali sono i punti di debolezza di queste opzioni secondarie. Non mancano anche progetti per il futuro ipotizzati o delineati da alcuni attori internazionali

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Media: "Attacchi aerei israeliani nel sud del Libano"

Le forze armate israeliane hanno lanciato attacchi aerei sulla città libanese di Hanine all'alba, distruggendo diverse abitazioni. Lo riporta Al Jazeera che cita l'Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). L'episodio segue gli attacchi israeliani nella città di Naqoura, dove durante la notte si sono udite delle esplosioni, e i raid aerei e gli attacchi con armi da fuoco nella città di Khiam, sempre secondo Nna. 

Libano, otto morti in attacchi Israele tra cui tre paramedici

E' di otto morti il bilancio degli attacchi israeliani avvenuti nella serata di ieri in Libano. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut. Nel dettaglio cinque persone, tra cui tre paramedici, sono perite in un raid aereo su Majdal Zoun e altre due vittime sono state segnalate in un altro bombardamento su Jebchit, dove si contano inoltre 13 feriti. "Israele continua a violare il diritto internazionale e le convenzioni che proteggono i civili", ha dichiarato il presidente libanese, Joseph Aoun. Le forze armate di Tel Aviv, da parte loro, hanno comunicato la distruzione di una rete di tunnel utilizzata da Hezbollah nel Sud del Paese dei cedri. 

Reza Pahlavi: "Iraniani devono riprendersi il Paese, ma servono aiuti"

"L'obiettivo finale è che il popolo iraniano si riprenda il proprio paese. Per farlo, hanno bisogno di condizioni di parità". Così a Fox News il figlio dello scià Reza Pahlavi. "Non credo - ha aggiunto - che nessuno possa tirare un sospiro di sollievo finché questo regime esisterà. Il regime si è indebolito, ma non al punto di collassare; ci sono ancora alcune componenti del sistema attive che devono essere affrontate e prese di mira. Quando il regime sarà sull'orlo del collasso, il popolo sarà pronto a prendere il potere. Deve essere una campagna coordinata. Noi, come nazione, stiamo facendo la nostra parte, ma abbiamo bisogno di aiuto esterno". "Gli aiuti esteri sono iniziati, ma non dovrebbero essere interrotti a metà. Il regime non ha mai avuto intenzione di negoziare e probabilmente non lo farà mai. Il motivo è che la coesistenza con il mondo libero non è nel loro DNA. Sono lì per esportare un'ideologia". 

Time: "Dem potrebbero fare causa a Trump se supera i 60 giorni di guerra"

I Democratici al Congresso Usa starebbero valutando la possibilità di intentare una causa contro il presidente Donald Trump qualora questi dovesse proseguire la guerra in Iran oltre la scadenza legale di venerdì, senza ottenere l'autorizzazione del Congresso. E' quanto è stato riferito alla rivista Time da diverse fonti a conoscenza della questione. Questo scenario potrebbe configurarsi come un potenziale scontro costituzionale sui poteri di guerra del presidente, mentre il Congresso si prepara a un'altra votazione questa settimana. Le discussioni interne, finora non rese pubbliche, sono state descritte dai parlamentari come ancora in una fase iniziale, ma potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane se il presidente dovesse proseguire con le operazioni militari dopo la scadenza del termine cruciale di 60 giorni, fissata al 1° maggio. 

Iran: "Per noi la guerra non è finita con il cessate il fuoco"

"Noi non consideriamo la guerra finita dal giorno in cui i combattimenti si sono fermati e c'è stato il cessate il fuoco".  Lo ha detto in un video, ripreso da Al Jazeera, il portavoce dell'esercito iraniano Mohammad Akraminia. "Non ci fidiamo degli Usa e dei nostri nemici - ha aggiunto - Abbiamo continuato allo stesso modo rispetto a quando era in corso la guerra ad aggiornare la nostra lista di bersagli. Abbiamo continuato l'addestramento e usato l'esperienza della guerra e abbiamo sia prodotto che aggiornato i nostri equipaggiamenti. Per noi, la situazione è ancora una situazione di guerra". 

Wall Street Journal: "Trump incarica i suoi, preparatevi a un blocco prolungato dell'Iran"

Il presidente Trump ha incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell'Iran, hanno riferito funzionari statunitensi, prendendo di mira le casse del regime in un tentativo ad alto rischio di costringerlo alla capitolazione sul nucleare che Teheran ha a lungo rifiutato. Lo scrive il Wall Street Journal. In recenti incontri, tra cui una discussione di lunedì nella Situation Room, Trump ha optato per continuare a comprimere l'economia e le esportazioni di petrolio iraniano bloccando le spedizioni da e verso i suoi porti. Ha valutato che le altre opzioni - riprendere i bombardamenti o ritirarsi dal conflitto - comportassero rischi maggiori rispetto al mantenimento del blocco, hanno affermato i funzionari. 

Bessent: "L'Iran dovrà ridurre la produzione di petrolio"

"A seguito della campagna di massima pressione, l'inflazione a Teheran è raddoppiata e la sua valuta si è rapidamente deprezzata. L'isola di Kharg, il principale terminale di esportazione petrolifera iraniano, sta per raggiungere la sua capacità massima di stoccaggio, il che costringerà il regime a ridurre la produzione di petrolio, con conseguente perdita di entrate pari a circa 170 milioni di dollari al giorno e danni permanenti alle infrastrutture petrolifere iraniane". Lo scrive su X il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent. "Il Dipartimento del Tesoro, attraverso l'operazione Economic Fury, ha preso di mira l'infrastruttura bancaria ombra internazionale dell'Iran, l'accesso alle criptovalute, la flotta ombra, le reti di approvvigionamento di armi, il finanziamento di gruppi terroristici nella regione e le raffinerie cinesi indipendenti che supportano il commercio petrolifero iraniano. Queste azioni hanno interrotto decine di miliardi di dollari di entrate che sarebbero state utilizzate per finanziare il terrorismo". "Il Dipartimento del Tesoro continuerà a esercitare la massima pressione e qualsiasi persona, nave o entità che agevoli flussi illeciti verso Teheran rischia di essere soggetta a sanzioni statunitensi". 

Hezbollah diffonde video, drone contro trasporto truppe Idf in Libano

Hezbollah ha diffuso un filmato che mostrerebbe un drone Fpv (First Person View) puntare un veicolo trasporto truppe dell'esercito israeliano ad al-Qantara, nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera. Il video è stato pubblicato mentre Israele ha emesso nuovi avvisi di evacuazione per le aree del distretto di Tiro, al di fuori della cosiddetta "zona cuscinetto".

Blair all'Onu: "A Gaza situazione precaria, continuano violazioni alla tregua"

L'ex premier del Regno Unito Tony Blair è intervenuto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in qualità di membro del comitato esecutivo del Board of Peace for Gaza di Trump. La situazione a Gaza rimane "precaria", ha detto a quanto riporta Al-Jazeera. "La guerra si è fermata, la violenza è diminuita drasticamente, ma le violazioni del cessate il fuoco continuano". Gli aiuti alimentari sono "migliorati" e il valico di Rafah con l'Egitto è parzialmente aperto, in particolare per le "evacuazioni mediche". Tuttavia, "la vita rimane disperata per molti". È stato istituito, ha detto ancora, il Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza e la Forza Internazionale di Stabilizzazione (IST), una forza multinazionale di mantenimento della pace autorizzata a garantire la sicurezza e la smilitarizzazione di Gaza, "ha completato la sua missione di valutazione pre-schieramento". I colloqui sulla smilitarizzazione con Hamas sono in corso e, una volta completato il processo, "sbloccherà immediatamente progressi vitali per la popolazione di Gaza: ulteriori aiuti umanitari e materiali; nuove strutture mediche; maggiore libertà ai valichi, incluso quello di Rafah; il ritiro graduale delle forze israeliane". Sono in fase di elaborazione i piani per la ricostruzione, che includono un porto, infrastrutture adeguate, nuove abitazioni e il pieno accesso all'economia digitale. 

Trump alla cena con re Carlo: "Gli Usa hanno sconfitto l'Iran"

Donald Trump ha detto alla cena di Stato per re Carlo che gli Stati Uniti hanno vinto "militarmente" sull'Iran. Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno "andando molto bene" nella guerra contro l'Iran. "Abbiamo sconfitto militarmente l'avversario", ha aggiunto. "Non permetteremo mai a quell'avversario, Charles è d'accordo con me, non permetteremo mai a quell'avversario di dotarsi di un'arma nucleare". Il presidente americano ha proseguito affermando che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno combattuto fianco a fianco, "fieri e trionfanti, contro le forze del comunismo, del fascismo e della tirannia". 

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