Maldive, Carlo Sommacal: “Temo riconoscimento corpi”. Fidanzato: “Giorgia nel mio cuore”
MondoIl corpo di Monica Montefalcone è stato recuperato oggi dal team di sommozzatori finlandesi esperti. Quello della figlia, Giorgia Sommacal, sarà riportato a terra domani in un’altra fase delle operazioni di recupero. Il marito e padre, Carlo Sommacal: “Le voglio ricordare con quel sorriso radioso che mi riscalda il cuore”. Il fidanzato della 22enne in una lettera: “Dovremmo avere il coraggio di amare di più, dire quello che sentiamo, abbracciare forte le persone a cui vogliamo bene”
“Avrò così due tombe su cui piangere e portare dei fiori”. Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone e padre di Giorgia, ha reagito con queste parole alla notizia del recupero dei corpi dei sub italiani morti durante un'immersione alle Maldive (GLI AGGIORNAMENTI). Questa mattina sono infatti stati recuperati i cadaveri di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri. I loro corpi erano stati individuati ieri dal team di sommozzatori finlandesi esperti insieme a quelli delle altre due sub disperse, Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino, che saranno riportate a terra in una seconda operazione che avverrà domani, 20 maggio.
Carlo Sommacal: “Temo infarto davanti ai loro corpi”
“Sapere che l’hanno ritrovata mi fa stare, non dico bene, ma meno peggio”, ha detto l’uomo, raggiunto dal Corriere della Sera, parlando del recupero del corpo della moglie Monica. Carlo Sommacal da giorni non dorme, si fa forza per stare vicino all’altro figlio, Matteo, di vent’anni. “Le voglio ricordare con quel sorriso radioso che mi riscalda il cuore”, poi confessa: “Ho paura che mi possa venire un infarto davanti ai loro corpi e che mio figlio possa restare da solo per tutta la vita. Spero che mio suocero abbia questa forza di farlo”.
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Lettera del fidanzato di Giorgia Sommacal
Ad esprimere il suo dolore è anche Federico Colombo, il fidanzato della 22enne Giorgia Sommacal. "La perdita di Giorgia e Monica mi ha insegnato qualcosa che forse prima non riuscivo davvero a capire: niente nella vita è scontato”, ha scritto il giovane in una lettera pubblicata dal Secolo XIX. “Siamo così abituati alla presenza delle persone - continua Colombo - ai gesti quotidiani, alle parole dette distrattamente, che spesso ci dimentichiamo del loro vero valore. Poi arriva un'assenza, e improvvisamente capisci quanto fossero importanti anche le cose più piccole: un sorriso, una chiamata, una risata senza motivo, perfino i silenzi condivisi". Questo dolore, ha spiegato Federico Colombo nella sua lettera, gli ha insegnato “che bisogna ringraziare di più per il presente, perché è l'unica cosa che abbiamo davvero. Bisogna vivere senza aspettare sempre il momento giusto, senza rimandare ciò che ci rende felici”.
Fidanzato di Giorgia: “Amiamo sempre troppo poco e troppo tardi”
“Dovremmo avere il coraggio di amare di più, dire quello che sentiamo, abbracciare forte le persone a cui vogliamo bene e goderci ogni attimo anche quelli che sembrano banali o stupidi”, si legge ancora nella lettera scritta dal fidanzato della giovane vittima delle Maldive. “Perché spesso sono proprio quei momenti a diventare i ricordi più preziosi”. La vita corre veloce e non ci avvisa mai quando qualcosa sta per finire. Per questo oggi credo che vivere davvero significhi esserci: con il cuore, l'anima, con sincerità. Significa ridere senza paura, emozionarsi, fare follie, creare ricordi, perdonare, lasciare andare ciò che pesa e tenersi stretto ciò che conta davvero. Il problema fondamentale dell'umanità da 2000 anni è rimasto lo stesso... amarsi. Solo che ora è diventato molto più urgente, e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l'un l'altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo. Affrettiamoci ad amare, noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi. Giorgia e Monica sono la nostra felicità. Vi amo e vi porterò per sempre nel mio cuore".