Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran Usa, Trump: "Teheran farà una proposta". Witkoff e Kushner a Islamabad

Ansa - Getty

L'Iran formulerà un'offerta per soddisfare le richieste Usa. Lo ha detto il presidente Usa. Witkoff e Kushner andranno in Pakistan per i colloqui. Il ministro degli Esteri iraniano è atteso a Islamabad. Intanto, una e-mail interna del Pentagono ipotizza misure contro gli alleati Nato ritenuti "difficili" nel conflitto Usa-Iran, inclusa anche la possibilità di sospendere la Spagna dall'Alleanza. Lo segnala l'agenzia Reuters

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L'Iran ha in programma di formulare un'offerta per soddisfare le richieste Usa. Lo ha detto il presidente Donald Trump. La Casa Bianca ha intanto confermato che Steve Witkoff e Jared Kushner andranno in Pakistan per i colloqui con Teheran.

Secondo i media, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarebbe arrivato a Islamabad con una piccola delegazione. Intanto, una email interna del Pentagono ipotizza misure contro gli alleati Nato ritenuti "difficili" nel conflitto Usa-Iran, inclusa la possibilità di sospendere la Spagna dall'Alleanza. Lo scrive Reuters sul proprio sito. Tra le opzioni allo studio, si starebbe valutando anche la possibilità di rivedere la posizione degli Stati Uniti rispetto alla rivendicazione britannica delle isole Falkland. "Non ci basiamo sulle e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative, in questo caso degli Stati Uniti". Questo il commento del premier spagnolo Pedro Sanchez. "Credo che bisogna lavorare per rafforzare la Nato, per rafforzare la colonna  europea dell'Alleanza, colonna europea che deve essere complementare", ha detto Giorgia Meloni ai cronisti a margine del vertice di Cipro.

Per la Cnn, le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. 

Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato esteso di tre settimane. Lo ha annunciato lo stesso tycoon, intervenuto nell'incontro alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, nel loro secondo ciclo di negoziati di una possibile pace. 

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Jet-fuel, cancellazione voli e rimborsi: posizione Ue e chiarimenti di Assoviaggi

La guerra in Iran, la chiusura di Hormuz e la tensione sui carburanti e in particolare sulle forniture di jet-fuel continuano ad agitare il comparto aereo e la politica europea. Nei giorni scorsi il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha fatto sapere che la carenza di carburante è "una circostanza straordinaria" e, per questo, non dà necessariamente diritto al risarcimento in caso di cancellazione del volo. Diversamente, se un volo viene annullato a causa dell'eccessivo costo del jet-fuel, il diritto al risarcimento sussiste, non essendo quest'ultima una circostanza straordinaria.

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Guerra Iran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali prodotti sono aumentati di più

La guerra scoppiata in Medio Oriente, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e l’interruzione delle consegne di petrolio e gas dai Paesi del Golfo ha fatto schizzare verso l’alto il prezzo dei carburanti. E questo, secondo quanto dichiarato da Assoutenti, ha avuto un forte impatto anche sul costo dei prodotti alimentari che viaggiano in massima parte su gomma e risentono dunque delle variazioni del prezzo di diesel e benzina. L’associazione ha realizzato uno studio sulla base dei dati Istat, rivelando così quali son o i beni più colpiti dai rincari dei listini alla pompa.

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Ministero sanità libanese: sei morti in raid israeliani nel sud

Sei persone sono morte a seguito di raid aerei israeliani in Libano, nonostante il cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hezbollah, gruppo filo-iraniano. Lo riferisce il Ministero della Salute libanese. "I raid aerei condotti oggi, 24 aprile, dal nemico israeliano nel Libano meridionale hanno provocato la morte di sei cittadini e il ferimento di altri due", si legge in un comunicato del ministero.

Parlamento iraniano nega che Ghalibaf si sia dimesso da capo negoziatore con Usa

'ufficio stampa del parlamento iraniano smentisce le notizie secondo cui il presidente dell'organo legislativo di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, si sarebbe dimesso da capo del team negoziale, e afferma che non è ancora previsto alcun nuovo round di colloqui con gli Usa.

Axios: lunedì colloqui diretti Usa-Iran

Lunedì 27 aprile si terranno colloqui diretti tra le delegazioni americana e iraniana a Islamabad. Lo ha riferito Barak Ravid, corrispondente del portale americano Axios, citando proprie fonti. "Due fonti hanno affermato che un incontro tra gli inviati statunitensi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi potrebbe avere luogo lunedì, dopo che il genero del Presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, e l'inviato speciale Steve Witkoff avranno tenuto colloqui bilaterali separati con i mediatori pakistani", ha scritto su X. La sua fonte ha riferito che Araghchi avrebbe tenuto degli incontri con i partner pakistani sabato e domenica. Questi contatti si sarebbero concentrati sulla ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti. "L'organizzazione di un incontro trilaterale con gli Stati Uniti sarà discussa dopo il nostro

incontro con Araghchi", ha riferito Ravid citando la fonte pakistana. Inoltre, il ministro degli Esteri iraniano ha in programma visite di lavoro in Oman e in Russia, pertanto non è ancora stato stabilito il momento per i contatti con gli Stati Uniti.

Low cost e non solo, ecco quali compagnie aeree sono a rischio per il caro-carburante

La tensione nell’area del Golfo Persico continua e, mentre non sembra essere ancora arrivata una soluzione per il conflitto tra Stati Uniti e Iran, si riflette sul mercato dei carburanti. A essere in particolare sotto stress è l’approvvigionamento del combustibili per aerei, per il quale nei giorni scorsi l’Agenzia Internazionale dell'Energia ha lanciato l’allarme: l’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l'economia del continente. E oltre alle poche scorte, il tema che sta mettendo in difficoltà diverse compagnie aree è anche quello del prezzo del jet-fuel.

Caro carburante per aerei, ecco quali compagnie sono a rischio

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Araghchi: "Mi attendo incontri costruttivi a Islamabad"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato di attendere con interesse incontri e interazioni costruttive nella capitale pakistana, Islamabad, per promuovere la pace e la stabilità nella regione.

Gas e petrolio, ci sono alternative a Hormuz? Da nuovi oleodotti a rinnovabili, le ipotesi

Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24

Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi

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Qatar, Al Thani sente Trump: focus sull'accordo di cessate il fuoco tra Usa e Iran

L'agenzia di stampa statale del Qatar ha reso noto che l'emiro, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha discusso telefonicamente con Donald Trump dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo scrive il Guardian. Al Thani ha aggiunto che il Qatar continuerà a coordinarsi con i partner per sostenere gli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan.

Bessent congela 344 milioni di dollari in criptovalute legati all'Iran

Il Dipartimento del Tesoro americano sta sanzionando diversi portafogli di asset legati all'Iran, congelando 344 milioni di dollari in criptovalute. Lo annuncia il segretario al Tesoro Scott Bessent che, in più dichiarazioni postate su X, ha dato conto di sanzioni anche a carico della Hengli Petrochemical (Dalian) Refinery, una raffineria indipendente (una cosiddetta 'teapot') con sede in Cina, parte di uno schema che continua "a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere l'economia petrolifera dell'Iran". 

Guerra Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale "invio di 4 navi a Hormuz"

L’idea è mandare un “gruppo basato su 2 cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo”, ha detto il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto. L’eventuale missione sarebbe insieme a “Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio"

Guerra Iran, Marina militare pianifica 'l'invio di 4 navi a Hormuz'

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Tajani a Rubio: "Proteggere civili e contingente Unifil"

"Ho avuto un lungo ed amichevole colloquio telefonico con il Segretario di Stato Usa Marco Rubio che ho ringraziato per l'impegno nei nuovi colloqui in corso oggi a Washington tra Libano e Israele. Ho confermato la piena disponibilità dell'Italia a sostenere il dialogo, sottolineando l'urgenza di estendere il cessate il fuoco in Libano e di garantire la protezione dei civili e del contingente UNIFIL da ulteriori attacchi". Lo scrive il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Tajani a Rubio: "Priorità è riaprire Hormuz"

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio con il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio. "Sul conflitto in Iran - afferma Tajani - ho sottolineato l'importanza della rapida ripresa dei negoziati a Islamabad per una soluzione pacifica duratura. Ne avevo discusso anche con il Ministro Araghchi, evidenziando la necessità di un accordo che assicuri la natura esclusivamente civile del programma nucleare iraniano. Resta prioritario riaprire rapidamente e in sicurezza lo Stretto di Hormuz, per evitare ulteriori ripercussioni economiche globali. L'Italia è pronta a fare la sua parte, contribuendo a iniziative multilaterali per la sicurezza marittima e la libertà di navigazione".

Libano, Tajani sente Rubio: "Sottolineata urgenza estensione tregua"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha reso noto di aver avuto un "lungo ed amichevole colloquio telefonico" con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha "ringraziato per l’impegno" nei nuovi colloqui in corso oggi a Washington tra Libano e Israele. "Ho confermato la piena disponibilità dell’Italia a sostenere il dialogo - ha scritto il vicepremier su X - sottolineando l’urgenza di estendere il cessate il fuoco in Libano e di garantire la protezione dei civili e del contingente Unifil da ulteriori attacchi".

Trump: "L'Iran farà un'offerta per soddisfare le richieste Usa"

L'Iran ha in programma di formulare un'offerta per soddisfare le richieste Usa. Il presidente Donald Trump, secondo il Guardian, ha detto che "stanno formulando un'offerta e vedremo", precisando di non sapere in cosa consisterà. Alla domanda sugli interlocutori degli Usa nei negoziati, il tycoon ha risposto: "Non voglio rivelarlo, ma stiamo trattando con le persone che detengono ora il potere". Gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner andranno ai colloqui di Islamabad con il ministero degli esteri iraniano Abbas Araghchi: i due partiranno sabato mattina, ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. 

Lavrov sente omologo emiratino: "Necessaria ripresa negoziati"

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avuto un colloquio con l'omologo emiratino Abdullah bin Zayed Al Nahyan, nel quale i due leader hanno esortato a riprendere i negoziati per raggiungere un accordo rapido e duraturo sulla crisi in Medio Oriente. Lo ha riferito il ministero degli Esteri russo.

Nella nota si legge che i due ministri, nel corso di una telefonata, "hanno espresso la loro visione condivisa sulla necessità di riprendere i negoziati al fine di giungere rapidamente a intese per una soluzione sostenibile e di lungo periodo della crisi, tenendo conto degli interessi legittimi di tutti i Paesi della regione". 

Guerra Iran, trattative tra divisioni interne a Teheran e scadenza dei 60 giorni negli Usa

I dialoghi per cercare di porre fine al conflitto in Iran proseguono faticosamente. Mentre si cercano nuovi negoziati, dopo il tavolo di Islamabad andato deserto martedì, emerge come a pesare sulla risoluzione della guerra siano anche i fronti interni dei due Paesi. A partire dall’Iran dove, dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei all’inizio della guerra, si starebbe consumando una lotta di potere che ha portato Donald Trump a prorogare a tempo indefinito il cessate il fuoco "in attesa di una linea unitaria" da parte di Teheran.

Guerra Iran, trattative Teheran-Washington tra divisioni e scadenze

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Axios: "Incontro Araghchi con Usa verrà valutato dopo bilaterale con Pakistan"

"La possibilità di un incontro trilaterale con gli Stati Uniti verrà valutata dopo il nostro faccia a faccia con Abbas Araghchi". Lo ha riferito ad Axios un funzionario pakistano, precisando che i colloqui con il ministro iraniano, in programma oggi e domani a Islamabad, si concentreranno sul rilancio dei negoziati con l’amministrazione del presidente Donald Trump.

Secondo le stesse fonti, Araghchi dovrebbe poi proseguire il suo viaggio verso Muscat, in Oman, e successivamente a Mosca, rendendo incerta la tempistica di un eventuale incontro con gli emissari statunitensi. Due fonti indicano tuttavia che un faccia a faccia potrebbe tenersi lunedì, dopo che Jared Kushner e Steve Witkoff avranno condotto separati colloqui bilaterali con i mediatori pakistani.

Islamabad conferma: "La delegazione iraniana è arrivata in Pakistan"

Il ministero degli Esteri del Pakistan ha confermato l'arrivo nel Paese di una delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Stando alla diplomazia di Islamabad, a incontrare Araghchi al suo arrivo c'erano il vice premier e ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar, il generale a capo dell'esercito Asim Munir e altri alti funzionari pachistani. 

Trump: "Vogliono presentare offerta che soddisfi nostre richieste"

L'Iran vuole presentare un'offerta che possa soddisfare le richieste degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump alla Reuters, citata da Sky News, aggiungendo che i funzionari statunitensi che stanno negoziando con l'Iran hanno ora a che fare con "le persone attualmente al comando".

Media: Araghchi atterrato a Islamabad

I media statali affermano che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la sua delegazione sono atterrati a Islamabad. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno in Pakistan sabato mattina, ha annunciato la Casa Bianca. Un funzionario pakistano ha dichiarato ad Al Jazeera che ora c'è un'alta probabilità di una svolta tra Stati Uniti e Iran, dopo giorni di crescente tensione e di minacce incrociate nello Stretto di Hormuz.

Libano, tregua estesa di 3 settimane. Trump: “Presto incontro con Netanyahu e Aoun”

L’annuncio è arrivato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che punta a sfruttare questo nuovo stop ai combattimenti per favorire un accordo di pace definitivo tra i due Paesi e si attende a Washington l'arrivo dei due leader. Resta centrale il nodo Hezbollah, mentre gli Stati Uniti chiedono anche all’Iran di interrompere il sostegno ai gruppi armati della regione

Libano, tregua estesa di 3 settimane. Trump: “Vedrò i leader”

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Trump a Reuters: Iran vuole parlare e vedere se si può fare un accordo

Trump sente Al Thani: "Discussioni su tregua e Hormuz"

Il presidente americano Donald Trump ha avuto un colloquio con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim Al-Thani, per discutere del cessate il fuoco con l'Iran e degli sforzi per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra. Lo ha riferito l'ufficio dell'emiro in un comunicato. I due leader hanno discusso anche della situazione nello Stretto di Hormuz e dell'influenza sulla "sicurezza della navigazione marittima e sulle catene di approvvigionamento globali". "L'emiro - si legge ancora - ha sottolineato la necessità di ridurre la tensione e sostenere soluzioni pacifiche" e ha affermato che il Qatar è pronto a sostenere gli sforzi di mediazione del Pakistan. 

Media: "Il ministro degli Esteri iraniano è arrivato a Islamabad"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Islamabad, dove si terrà nel fine settimana un secondo round di negoziati indiretti con gli Usa. Lo scrivono i media pachistani. Araghchi è accompagnato da una piccola delegazione e dovrebbe incontrare il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e il maresciallo di Campo Generale Syed Asim Munir.

Hegseth: "Per l'Europa finito il tempo della nostra protezione gratis"

Lo ha riferito il segretario alla Difesa nel corso di un briefing sulla guerra in Iran presso il Pentagono. Teheran, ha spiegato ancora, "ha la possibilità di fare un buon accordo" ma in mancanza di un'intesa, "l'esercito americano è pronto a colpire di nuovo"

Hegseth: 'Per l'Europa finito il tempo della nostra protezione gratis'

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Teheran smentisce dimissioni Ghalibaf da guida team negoziale

L’Iran smentisce le notizie sulle dimissioni del presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf dalla guida del team negoziale, affermando che resta al suo posto e che non è stato ancora programmato alcun nuovo round di colloqui. Lo ha reso noto l’ufficio stampa del Parlamento iraniano, precisando che le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sono infondate.

La dichiarazione arriva nonostante precedenti affermazioni della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, secondo cui Teheran avrebbe chiesto un nuovo faccia a faccia a Islamabad. Secondo Washington, l’inviato statunitense Steve Witkoff e il consigliere Jared Kushner partiranno domani per il Pakistan, ma da parte iraniana si ribadisce che al momento "non è previsto alcun nuovo ciclo di negoziati".

Media Teheran: "Araghchi non ha in agenda incontro con Usa"

"Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi non terrà alcun negoziato con gli americani a Islamabad". Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una dichiarazione ufficiale che accusa i media statunitensi di diffondere notizie false sul presunto nuovo ciclo di colloqui. La Casa Bianca ha confermato la partenza per il Pakistan degli inviati speciali americani, Steve Witkoff e Jared Kushner. Nel comunicato, intitolato "I media americani mentono ancora", si afferma che "funzionari e media statunitensi inventano storie su nuovi contatti da oltre dieci giorni" e che un negoziato con Washington "non è attualmente all’ordine del giorno". Secondo la stessa fonte, Araghchi discuterà invece con le autorità pakistane le "valutazioni dell’Iran sulla fine della guerra".

Libano, Casa Bianca: "Cessate il fuoco prova del lavoro di Trump"

La Casa Bianca ha definito il prolungamento del cessate il fuoco tra Israele e Libano "un'altra vittoria per il mondo e per gli Stati Uniti". "Ed è ancora una volta la prova che il presidente Trump e il suo team stanno facendo un lavoro straordinario nel negoziare la pace in tutto il mondo", ha detto la portavoce Karoline Leavitt, parlando a Fox News.

Oggi 9 morti a Gaza

L'agenzia di protezione civile di Gaza ha dichiarato che gli attacchi israeliani in tutto il territorio palestinese hanno ucciso almeno nove persone, di cui cinque in un attacco che ha preso di mira un veicolo della polizia. Nonostante il cessate il fuoco di ottobre, Gaza rimane colpita dalla violenza quotidiana mentre gli attacchi israeliani continuano e sia l'esercito israeliano sia Hamas si accusano a vicenda di aver rotto la tregua. Cinque persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite quando un attacco aereo israeliano ha colpito un veicolo della polizia nella zona di Al-Mawasi, nella città meridionale di Khan Yunis, ha affermato l'agenzia di protezione civile, che opera come servizio di soccorso sotto Hamas. In un incidente separato, due persone - una donna e un bambino - sono state uccise e altre cinque sono rimaste ferite quando l'artiglieria israeliana ha colpito case residenziali vicino all'ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza. In un terzo attacco, un aereo israeliano ha colpito un'altra pattuglia della polizia a Gaza City, il più grande centro urbano del territorio, uccidendo due persone e ferendone altre due, ha aggiunto. Gli ospedali Al-Shifa e Nasser di Gaza hanno confermato i decessi.

Casa Bianca: "Vance in stand-by per il Pakistan"

Jd Vance resterà a Washington in stand-by mentre gli inviati di Donald Trump andranno in Pakistan. "Il vice presidente aspetterà di vedere se ci sono progressi", ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. 

Casa Bianca: "Gli inviati di Trump partono per il Pakistan domani"

Gli inviati di Donald Trump Steve Witkoff e Jared Kushner partono per il Pakistan domani. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un'intervista a Fox News. Secondo Cnn inoltre, il vicepresidente JD Vance sarà pronto a recarsi a Islamabad qualora i colloqui dovessero progredire. 

Casa Bianca conferma: "Witkoff e Kushner a Islamabad"

L'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente americano Jared Kushner partiranno domani mattina per partecipare a colloqui diretti con gli iraniani a Islamabad, con la mediazione del Pakistan. Lo ha confermato la portavoce della Casa Bianca, Karolne Leavitt, ai giornalisti. Leavitt non si è sbilanciata sulla volontà di Teheran di trattare: "Vedremo", si e' limitato a dire. 

Axios: "Witkoff e Kushner si recheranno in Pakistan nei prossimi giorni"

L'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, e Jared Kushner, dovrebbero recarsi in Pakistan nei prossimi giorni per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d'informazione Axios, citando due funzionari statunitensi. Araghchi è atteso stasera a Islamabad, prima tappa di un tour diplomatico che lo vedrà impegnato successivamente a Muscat, in Oman, e poi a Mosca.

Idf: "Uccisi sei miliziani di Hezbollah nel sud"

Sei sospetti miliziani di Hezbollah sono stati uccisi a Bint Jbeil, nel sud del Libano, durante uno scontro con l'esercito israeliano. Lo hanno reso noto le Idf, spiegando che soldati della brigata paracadutisti hanno aperto il fuoco dopo aver individuato un gruppo di operativi del gruppo sciita filo-iraniano, uccidendone due. Poco dopo, sempre secondo quanto riferito dalle Idf, un raid aereo ha colpito un edificio in cui si trovavano altri miliziani, provocando la morte di altre quattro persone. 

Nessun soldato israeliano è rimasto ferito nell'operazione. L'esercito israeliano ha definito l'episodio "una palese violazione degli accordi di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah".

Dal 2 marzo 2.491 morti in Libano

Secondo il Ministero della Salute libanese, il bilancio delle vittime dall'inizio degli scontri tra l'esercito israeliano e Hezbollah, il 2 marzo, è salito a 2.491 morti e 7.719 feriti.

Morta bambina 11enne israeliana colpita da missile

Nesya Karadi, una bambina di 11 anni originaria di Bnei Brak, nell'Israele centrale, rimasta gravemente ferita da un attacco missilistico iraniano alla vigilia della Pasqua ebraica del mese scorso, è deceduta oggi a causa delle ferite riportate. Lo scrive il quotidiano israeliano 'Haaretz'.

Netanyahu parla con Trump: "Cambieremo il volto del Medio Oriente"

"Avevo promesso che avremmo cambiato il volto del Medio Oriente, ed è esattamente quello che stiamo facendo". Lo ha dichiarato il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, al termine di un colloquio con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Trump sta esercitando "una pressione molto forte sull'Iran", ha proseguito Netanyahu, "sia economicamente sia militarmente". Ha aggiunto che entrambi i Paesi "stanno operando in piena cooperazione".

Media: "Araghchi non vedrà gli Usa ma consegnerà le proposte"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, non vedrà gli americani durante la visita a Islamabad, presentata come tappa di una missione che lo porterà anche a Muscat e Mosca. Lo ha riferito l'agenzia Reuters. Secondo l'agenzia, Araghchi non ha in programma di incontrare funzionari statunitensi. La visita saraà breve e ha lo scopo di esaminare le proposte dell'Iran per i negoziati con gli Stati Uniti, che il Pakistan trasmetterà a Washington in qualità di mediatore.

"Witkoff e Kushner in viaggio verso il Pakistan"

Donald Trump ha chiesto al suo inviato Steve Witkoff e al cognato Jared Kushner di andare ad Islamabad per incontrare i negoziatori iraniani. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate. Questa volta il vice presidente Jd Vance non ci sarà. I due inviati di Trump dovrebbero arrivare nella notte italiana. 

Trump invierà Witkoff e Kushner in Pakistan per colloqui con Araghchi

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, invierà Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, questo fine settimana. Lo hanno riferito alla Cnn due funzionari dell'Amministrazione Usa senza precisare dettagli sul loro viaggio per Islamabad né quando sarebbe in programma l'incontro con la delegazione iraniana.

Il vice presidente, Jd Vance, al momento non ha in programma di partecipare ai colloqui dal momento che nemmeno il presidente del Parlamento dell'Iran, Mohammad Bagher Ghalibaf, prenderà parte all'incontro. I due funzionari hanno fatto notare che Ghalibaf è considerato internamente alla Casa Bianca come il capo della delegazione iraniana e l'omologo di Vance. 

Tuttavia, hanno aggiunto, il vice presidente resterà in attesa di recarsi a Islamabad se i colloqui progrediranno, mentre  membri del suo staff saranno in Pakistan e parteciperanno ai negoziati. 

Idf: "Uccisi 6 terroristi di Hezbollah a Bint Jbeil"

"I paracadutisti dell'Idf hanno eliminato sei terroristi armati di Hezbollah che operavano a Bint Jbeil, a sud della linea gialla nel Libano meridionale". Lo afferma in un comunicato l'Idf. Secondo la ricostruzione dell'esercito israeliano, i primi due miliziani di Hezbollah sono stati eliminati in un conflitto a fuoco immediatamente successivo alla loro individuazione. Gli altri quattro, invece, sono stati uccisi all'interno della struttura in cui operavano. 

Media: "Trump invierà Witkoff e Kushner in Pakistan"

Il presidente statunitense Donald Trump "invierà Steve Witkoff e Jared Kushner per i colloqui in Pakistan con il ministro degli Esteri iraniano". A riferirlo è la Cnn, citando due funzionari statunitensi.

Netanyahu: "Ottima telefonata con Trump, operiamo in piena cooperazione"

"Vi avevo promesso che avremmo cambiato il volto del Medio Oriente, ed è esattamente quello che stiamo facendo. Innanzitutto, per quanto riguarda l'Iran: ho avuto un'ottima conversazione con il presidente Trump. Sta esercitando una pressione molto forte sull'Iran, sia economicamente che militarmente. Stiamo operando in piena cooperazione". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un video. 

Netanyahu: "Hezbollah sta cercando di sabotare gli sforzi di pace"

"Abbiamo avviato un processo per raggiungere una pace storica tra Israele e il Libano, ed è chiaro che Hezbollah sta cercando di sabotarla. Manteniamo la piena libertà d'azione contro qualsiasi minaccia, comprese quelle emergenti. Abbiamo attaccato ieri e abbiamo attaccato oggi. Siamo determinati a ripristinare la sicurezza per gli abitanti del Nord". Lo ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. 

Idf: "Colpite strutture militari di Hezbollah a Deir Ames, nel sud del Libano"

Dopo aver emesso un avviso di evacuazione, l'Idf comunica di "aver colpito strutture militari di Hezbollah nell'area di Deir Ames (comune del distretto di Tiro nel Libano meridionale, ndr), da cui erano stati lanciati dei razzi verso Shtula, in Israele". "Le strutture colpite - si legge nel comunicato - erano utilizzate dai miliziani per portare avanti attività terroristiche contro i soldati dell'Idf e lo Stato di Israele". 

Consigliere Khamenei: "Il mondo sentirà il rumore delle ossa rotte degli Usa"

Il mondo sentirà presto il clangore delle ossa degli Stati Uniti spezzate dall'Iran nel Golfo Persico. Ad assicurarlo è stato Mohsen Rezaee, consigliere militare dall'ayatollah Mojataba Khamenei "L'Iran è unito, coeso e monolitico, mentre gli Stati Uniti sono afflitti da confusione e da continui errori strategici", ha scritto su X. "Grazie alla mano potente dei valorosi figli dell'Iran e le file compatte della nazione, il suono delle ossa spezzate del potere americano risuonerà agli orecchi del mondo dal Golfo Persico e dal Mar di Oman", ha aggiunto. 

Per Hormuz pronta anche una fregata italiana oltre ai cacciamine

C'è anche una fregata tra i mezzi approntati dalla Difesa, attualmente in porto in Italia, disponibili ad essere inviati nel caso di un eventuale intervento di bonifica con due cacciamine e una nave logistica nello Stretto di Hormuz. Affinché si verifichi l'invio - che avverrà solo in sicurezza - saranno necessarie tre condizioni: una tregua, quindi la cessazione delle ostilità nella stessa area, un mandato internazionale e infine l'autorizzazione del Parlamento. Lo si apprende da fonti informate.

Araghchi: "Mio tour è per coordinarmi con partner"

Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha confermato il suo viaggio in Pakistan, Oman e Russia, senza menzionare possibili colloqui con gli Stati Uniti. "Mi sto imbarcando per un tempestivo tour di Islamabad, Muscat e Mosca", ha scritto su X. "Lo scopo delle mie visite è coordinarmi strettamente con i nostri partner su questioni bilaterali e consultarmi sugli sviluppi regionali. I nostri vicini sono la nostra priorita'", ha aggiunto.

Media: "Araghchi in Pakistan per discutere proposta di avviare colloqui con Usa"

Araghchi terrà colloqui bilaterali durante la sua breve visita in Pakistan e discuterà la sua posizione sulla proposta di colloqui con gli Stati Uniti in merito alla guerra con l'Iran, che verrà poi presentata a Washington, hanno affermato le fonti. Lo scrive Reuters sul suo sito, che cita due fonti pachistane.

Usa: "Tre portaerei in Medio Oriente, prima volta da decenni"

"Per la prima volta da decenni, tre portaerei operano contemporaneamente in Medio Oriente". È quanto conferma il Comando centrale Usa (Centcom). In un post su X viene precisato che con la Uss Abraham Lincoln, la Uss Gerarld R. Ford e la Uss George H.W. Bush si contano "oltre 200 velivoli e 15.000" unità.

Trump proroga la sospensione del Jones Act contro il caro petrolio

Donald Trump ha deciso di prorogare per 90 giorni la sospensione di una legge marittima che limita il trasporto di petrolio all'interno degli Stati Uniti, nel tentativo di arginare l'aumento dei prezzi causato dalla guerra contro l'Iran. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, sui social media. Il Jones Act del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in Usa, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce.

Von der Leyen: "Conflitto costato oltre 25 mld"

"Dopo 54 giorni di conflitto in Medio Oriente, l'impatto è tangibile. Dall'inizio di questo conflitto, la nostra spesa per i combustibili fossili importati e' aumentata di oltre 25 miliardi di euro". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro. "La strategia a medio termine di cui abbiamo discusso nelle ultime settimane e negli ultimi mesi e' molto chiara: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati, perché ci rendono vulnerabili alle crisi, e dobbiamo potenziare le nostre fonti energetiche interne, economiche e pulite, ovvero tutte le forme di energia rinnovabile e, naturalmente, il nucleare come fonte di base", ha aggiunto. "Entrambe le fonti energetiche ci garantiscono indipendenza e stabilità. Sono prodotte qui nell'Unione Europea e sono più economiche" ha concluso von der Leyen.

Colloquio telefonico tra ministri Esteri Pakistan e Russia

Colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e il vicepremier e ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar. Hanno parlato, fa sapere la diplomazia di Islamabad, delle "relazioni bilaterali" e della "cooperazione nei forum multilaterali" in nome di "pace e sicurezza". Mentre si attende una visita in Russia del premier pakistano Shehbaz Sharif, Dar ha invitato Lavrov in Pakistan.  "Lavrov - dicono dal ministero degli Esteri di Islamabad - ha espresso apprezzamento per il ruolo costruttivo del Pakistan nel facilitare il dialogo tra Iran e Usa". E Dar ha "sottolineato la determinazione del Pakistan nel continuare a contribuire agli sforzi per promuovere dialogo e diplomazia". Mosca è fra le tappe del viaggio, confermate dall'agenzia ufficiale iraniana Irna, che da oggi porterà il ministro degli Esteri iraniano, Ababs Araghchi,  a Islamabad, Muscat e Mosca.

Von der Leyen: "Ridurre dipendenza da stretto Hormuz"

"Siamo pronti a collaborare con i Paesi del Golfo per diversificare le infrastrutture per l'esportazione, riducendo la dipendenza dal solo collo di bottiglia dello Stretto di Hormuz". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen in una conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Cipro. "È giunto il momento di promuovere progetti di connettività promettenti come l'IMEC, il corridoio economico India-Medio Oriente. - ha proseguito - gli eventi del mese scorso ci hanno insegnato una dura verita': la nostra sicurezza non è solo correlata, è intrinsecamente legata. Una minaccia a una nave mercantile nello Stretto di Hormuz equivale a una minaccia a una fabbrica, ad esempio, in Belgio".

Costa: "Conseguenze disastrose per persone ed economia"

"La guerra in Medio Oriente ha già avuto conseguenze disastrose per le persone, per le infrastrutture e per l'economia globale, e con ogni giorno che passa senza una soluzione, la situazione non fa che peggiorare". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro. "La situazione attuale evidenzia chiaramente quanto la sicurezza dell'Europa sia strettamente legata a quella del Medio Oriente e quanto sia diventata vitale la nostra cooperazione in materia di sicurezza e difesa", ha sottolineato Costa.

Idf: "Hezbollah ha abbattuto nostro drone nel sud"

L'esercito israeliano ha fatto sapere che uno dei suoi droni e' stato abbattuto da Hezbollah nel sud del Libano. "Poco fa, un velivolo a pilotaggio remoto delle forze armate è stato abbattuto nel sud del Libano in seguito al lancio di un piccolo missile terra-aria da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah", si legge in una nota dell'Idf, che sta conducendo un'indagine in merito.

Iran International: "Ghalibaf lascia i negoziati per disaccordi interni"

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana con gli Stati Uniti, si è dimesso per i disaccordi interni. Lo riporta Iran International in un'esclusiva. Ghalibaf è stato criticato per aver tentato di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington ed è stato costretto a dimettersi. La figura intransigente Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema presso il consiglio supremo di sicurezza nazionale, potrebbe sostituirlo, scrive Iran International, mentre anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi cerca di assumere la guida dei colloqui.

Hezbollah a governo: "Via da negoziati con Israele"

Il capogruppo in Parlamento di Hezbollah, Mohammed Raad, ha esortato le autorita' libanesi a ritirarsi dai negoziati diretti con Israele. "Le autorità dovrebbero vergognarsi di fronte al loro popolo e ritirarsi da quelli che sono stati definiti negoziati diretti con il nemico sionista", ha affermato in una dichiarazione, aggiungendo che "qualsiasi contatto o incontro ufficiale che riunisca le parti libanese e israeliana nel mezzo della guerra in corso... non godrà in alcun modo del consenso nazionale libanese". "Qualsiasi cosiddetta tregua che conceda al nemico occupante in Libano un'esenzione speciale per aprire il fuoco... non è affatto una tregua, ma piuttosto un subdolo inganno e un tentativo di raggirare gli altri, che implica insabbiare l'ostilità israeliana e chiudere un occhio sulle continue violazioni del nemico", ha aggiunto. Ieri il presidente Usa Donald Trump ha annunciato una proroga della tregua di tre settimane, sostenendo che i colloqui hanno "ottime possibilita'" di raggiungere la pace.

Media Teheran: "Araghchi in missione a Islamabad, Muscat e Mosca"

Il ministro degli Esteri iraniano Ababs Araghchi si recherà in visita a Islamabad. Lo ha confermato l'agenzia di stampa iraniana Irna, dopo che fonti pachistane avevano dato notizia di un suo arrivo a Islamabad in giornata. La stessa Irna precisa che Araghchi si recherà anche a Muscat e a Mosca, mentre non viene specificato se in occasione di queste visite incontrerà anche rappresentanti americani.

Teheran agli Usa: "Occhio per occhio in caso di attacchi ai pozzi petroliferi"

Il vicepresidente iraniano Esmaeil Saqab Esfahani minaccia gli Stati Uniti: "Occhio per occhio" in caso di attacchi ai pozzi petroliferi. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Mehr e il Guardian. Esfahani ha inoltre minacciato di attaccare gli impianti petroliferi dei paesi dal cui territorio verranno lanciati raid contro i pozzi petroliferi iraniani. Il vicepresidente ha quindi aggiunto che la squadra negoziale di Teheran ha "preso il controllo della situazione al tavolo delle trattative"

Hegseth: "Per l'Europa finito il tempo della nostra protezione gratis"

Hegseth: 'Per l'Europa finito il tempo della nostra protezione gratis'

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Hegseth: "Colloqui ospitati da Francia e Gb su Hormuz chiacchiere inutili"

"Chiacchiere inutili". Così Pete Hegseth ha liquidato le discussioni tra quasi 50 paesi, ospitate la scorsa settimana a Parigi da Francia e Gran Bretagna, su come ristabilire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "So che ci sono molte discussioni, avete visto la conferenza - che definirei sciocca - che si è tenuta in Europa la settimana scorsa, dove - ha detto - si sono riuniti per parlare di parlare, di fare forse qualcosa in futuro, quando le cose saranno sistemate. Non si tratta ancora di sforzi seri".

Meloni ad Aoun: "Sostegno a colloqui con Israele e missione Unifil"

A margine dei lavori del Consiglio europeo informale di Cipro, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato il presidente del Libano, Joseph Aoun. "Nel corso del colloquio - riferisce Palazzo Chigi in una nota -, il presidente Meloni ha confermato il sostegno del governo italiano al Libano, esprimendo forte apprezzamento per l'avvio di negoziati diretti con Israele e auspicando che essi possano condurre a una pace giusta e duratura tra le due nazioni". Meloni "ha accolto con favore l'annuncio dell'estensione dell'attuale cessate il fuoco e valorizzato il continuo impegno del contingente italiano in Unifil, sottolineando la necessità di assicurare in ogni momento la sicurezza dei militari impegnati nella missione Onu.   In quest'ultimo ambito, i due leader hanno anche discusso degli scenari post-Unifil in cui l'Italia è pronta a continuare a fare la sua parte". Il presidente del Consiglio, si legge ancora nella nota, "ha infine ribadito l'impegno dell'Italia per la popolazione civile attraverso i programmi di cooperazione e il sostegno alle forze armate libanesi sia a livello bilaterale sia nel quadro di un coordinamento internazionale".

Hegseth: "Per Europa è finito tempo di approfittare della nostra protezione gratis"

Pete Hegseth ha fatto eco alle critiche agli alleati europei di Donald Trump. "L'Europa e l'Asia hanno beneficiato della nostra protezione per decenni, ma il tempo di approfittarne gratuitamente è finito", ha affermato il segretario alla Difesa in un briefing sulla guerra in Iran.

Caine: "Manteniamo blocco Hormuz. Deviate 34 navi"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti continua a mantenere "un rigido blocco su tutti i porti" nello stretto di Hormuz. Ad assicurarlo e' stato il generale Daniel Caine, capo di Stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, in una conferenza stampa con il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. "Stiamo applicando la misura in modo generalizzato nei confronti di qualsiasi nave, di qualsiasi nazionalità, in transito verso o proveniente da un porto o territorio iraniano", ha riferito. A questa mattina, ha spiegato, "34 navi hanno incontrato il blocco statunitense e hanno preso la saggia decisione di deviare".

Hegseth: "L'Iran ha la possibilità di fare un buon accordo o colpiremo di nuovo"

"L'Iran ha la possibilità di fare un buon accordo". Lo ha detto Pete Hegseth in un briefing al Pentagono con il capo degli stati maggiori congiunti, Dan Caine, sull'operazione 'Epic fury'. In mancanza di un'intesa, ha ribadito il segretario alla difesa, l'esercito americano è pronto a colpire di nuovo. "Abbiamo tutto il tempo del mondo, come ha detto il presidente Trump", ha aggiunto Hegseth.

Hegseth: "Teheran ha opportunità storica accordo serio"

Il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, è tornato a chiedere a Teheran di cogliere l'occasione di un'intesa con gli Stati Uniti. "L'Iran ha un'occasione storica di fare un accordo serio", ha detto nel corso di una conferenza stampa. "L'Iran non avra' l'atomica", ha poi ribadito.

Il ministro degli Esteri dell'Iran atteso a Islamabad oggi

Fonti governative pachistane hanno riferito all'Ansa che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso a Islamabad questa sera con una piccola delegazione. A seguito di importanti colloqui con la squadra di mediazione pachistana, è previsto un secondo round di colloqui di pace a Islamabad tra Stati Uniti e Iran, affermano le stesse fonti governative. Un team logistico e di sicurezza statunitense è già presente nella capitale pachistana per facilitare il processo negoziale.

Emirati: "Ci vorrà un'eternità per ricostruire fiducia con l'Iran"

Ricostruire la fiducia tra Abu Dhabi e Teheran richiederà "eternità", ha dichiarato il consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, dopo che l'Iran ha preso di mira gli Emirati Arabi Uniti durante il conflitto in Medio Oriente. "Non puoi essere attaccato con 2.800 missili e droni e poi parlarmi di fiducia. Ci vorrà un'eternità", ha detto Gargash a una Conferenza di politica mondiale nella città di Chantilly, vicino a Parigi, mentre i colloqui di pace per porre fine alla guerra scatenata a fine febbraio dagli attacchi israeliani e statunitensi contro l'Iran sono in bilico.

Cnn: "Araghchi a Islamabad in serata"

Secondo la Reuters, Araghchi dovrebbe arrivare a Islamabad questa sera con una piccola delegazione ed è probabile che si terranno colloqui di pace con gli Stati Uniti. Secondo una fonte governativa, il team logistico e di sicurezza statunitense è già a Islamabad per i negoziati. 

Nato, Meloni: "Non ho sentito Trump, rapporti solidi con Usa"

"Non ho sentito Donald Trump". Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, incontrando i giornalisti a Nicosia, a margine del Consiglio Europeo informale. "Io non ho detto che non sono più una priorità le spese militari - risponde ad una domanda - io ho detto che noi oggi abbiamo delle priorità molto, molto importanti". 

"Per noi - aggiunge - certamente le spese di difesa rimangono una priorità, ma  se abbiamo il problema dell'energia,  c'è una priorità che purtroppo viene prima. Quindi non vuol dire una cosa diversa da quella che si è detta in passato: significa adattare le proprie posizioni a un contesto che intorno a noi sta cambiando". 

"Dopodiché - aggiunge - per quello che riguarda i nostri rapporti con gli Stati Uniti, sono sempre dei rapporti solidi. Per quello che riguarda i miei rapporti con Donald Trump, non c'è niente di particolare che io stia facendo in questo momento", conclude.

Cnn: "Delegazione Teheran verso Islamabad"

L'Iran sta inviando una delegazione in Pakistan per colloqui. Lo hanno riferito fonti pakistane e iraniane alla Cnn. Secondo fonti pakistane, della delegazione fa parte il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. 

Libano, ministero: "Due morti in raid Idf dopo proroga tregua"

 Un raid israeliano nel sud del Libano ha fatto due morti. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese, ricordando che nel Paese è in vigore la tregua, prorogata ieri di tre settimane. 

Libano, Meloni: "Positivi i colloqui diretti con Israele, sosteniamo mediazione"

"Saluto molto positivamente i colloqui diretti tra Libano ed Israele, sosteniamo ogni sforzo possibile di mediazione in questo senso". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel punto stampa a margine dei lavori a Cipro del Consiglio informale europeo. Quanto alla missione Unifil la premier ha aggiunto "voi sapete che il mandato di Unifil scade alla fine di quest'anno, ma io penso che una presenza internazionale al confine tra Libano e Israele rimanga necessaria e fondamentale, ed è di questo che stiamo discutendo particolarmente con i nostri partner".

Meloni: "Presenza internazionale tra Libano e Israele necessaria"

"Credo che la presenza internazionale al confine tra Libano e Israele rimanga necessaria e fondamentale". Lo ha detto la premier italiana Giorgia Meloni al termine del Consiglio europeo informale a Cipro. "L'ONU ha deciso che il mandato termina alla fine di quest'anno, lei sa che entro giugno il presidente e il Segretario Generale di Internazionale dovranno fare delle proposte su come continuare a garantire una presenza internazionale in Libano, vedremo quali saranno le proposte e ci regoleremo di conseguenza", ha concluso.

Libano, Hezbollah: "Ci riserviamo diritto rispondere a Israele"

Hezbollah si riserva il diritto di rispondere a qualsiasi "aggressione" israeliana durante la tregua in corso in Libano. Lo ha dichiarato venerdì il deputato del gruppo sciita filo-iraniano Ali Fayad, secondo il quale "alla resistenza è stato dato il diritto di rispondere al momento opportuno". Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la proroga di tre settimane per il cessate il fuoco in Libano. 

Iran, nuovo incontro tra Crosetto, Mantovano, vertici militari e intelligence

Si è svolta questa mattina a Palazzo Dante una nuova riunione del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, con i vertici militari e dell’Intelligence. L’incontro ha consentito di fare il punto sugli sviluppi più recenti relativi agli aspetti militari e di intelligence connessi alla crisi nell’area Mediorientale.

Nato, Meloni: "Rafforzare colonna europea, complementare a Usa"

Bisogna lavorare per "rafforzare la colonna europea della Nato, che  chiaramente deve essere complementare a quella americana". Lo sottolinea  la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Nicosia a margine del  Consiglio Europeo informale. "Sapete che cosa penso sull'unità  dell'Occidente e sul ruolo dell'Occidente. sono sempre dell'idea che  vadano rafforzati". Meloni aggiunge di "non" vedere "positivamente" la  supposta minaccia degli Usa di punire la Spagna per il mancato appoggio  alla guerra contro l'Iran, perché "penso che la Nato debba rimanere  unita: è un elemento di forza nel contesto" internazionale, conclude.

Marina Militare, Berutti Bergotto: "Ruolo ancora più centrale"

"La situazione internazionale e' segnata da crescenti tensioni e instabilita' con particolare riferimento alla crisi del Golfo e alle dinamiche che interessano aree strategiche per la sicurezza globale e la liberta' dei traffici marittimi". Lo ha detto a Taranto, nel cerimonia per il giuramento dei Vfi (volontari ferma iniziale) e dei marescialli, il capo di Stato maggiore della Marina, Giuseppe Berutti Bergotto. "Il ruolo della Marina Militare - ha affermato l'ammiraglio di squadra Berutti Bergotto - assume oggi un valore ancora piu' centrale. Il mare, da sempre spazio di incontro e di sviluppo, e' divenuto anche teatro di sfide complesse che richiedono professionalita', prontezza e senso del dovere. In tale scenario, le nostre donne e i nostri uomini operano quotidianamente con dedizione, contribuendo alla stabilita' internazionale, alla tutela degli interessi nazionali e alla salvaguardia delle rotte commerciali, patrimonio vitale per il nostro Paese". Rivolgendosi poi ai giurandi, uomini e donne, schierati sulla rotonda del Lungomare di Taranto, Berutti Bergotto ha sottolineato: "E' proprio in questo contesto che il vostro giuramento acquista un significato ancora piu' profondo. Con le parole che avete appena pronunciato, avete assunto un impegno solenne verso la Repubblica. Non e' un atto solo formale - ha aggiunto - ma una scelta consapevole: quella di servire il Paese con disciplina, onore e senso del dovere. Da questo momento, siete a tutti gli effetti parte della Marina Militare. Entrate in una istituzione che opera ogni giorno, in patria e all'estero, per garantire sicurezza, stabilita' e solidarieta'. Un'istituzione che richiede molto. La Marina - ha rilevato il capo di Stato maggiore - vi chiedera' impegno, sacrificio, dedizione. Ma a fronte di tutto questo, la Marina vi dara' altrettanto: vi offrira' formazione, crescita. professionale e umana, spirito di appartenenza e l'orgoglio di servire qualcosa di piu' grande di tutti noi: la Patria".

Meloni: "Sulla crisi energetica non sono sola, non creare disparità in Ue"

Sulla crisi energetica "mi sembra di non essere sola in seno al Consiglio. Io continuo a ritenere che, ad esempio, quando si parla di allentamento delle regole sugli aiuti di Stato questo può essere sensato. Ovviamente le due questioni che ho posto sono, quali sono i settori che vengono coinvolti, perché su questo abbiamo degli interessi che vanno considerati, come il settore degli autotrasportatori. E poi c'è la questione della capacità fiscale, che non è uguale negli Stati membri. Quindi se non si parte da un allentamento dei vincoli almeno per questi settori, ovviamente si parla di una misura che è buona per alcuni e non per altri. E noi di tutto abbiamo bisogno tranne che di creare disparità nell'Ue". Lo ha detto Giorgia Meloni ai cronisti a Cipro.       "Non sono la sola a chiedere queste misure, c'è un dibattito, ci sono Paesi che non sono d'accordo ma ho trovato consapevolezza della situazione", ha aggiunto. 

Iran, media: "Islamabad ancora blindata ma no segnali negoziati"

La zona rossa intorno all'hotel Serena, dove due settimane fa si sono viste le delegazioni di Stati Uniti e Iran, e' ancora in vigore, con strade chiuse al traffico e controlli di sicurezza. Ma non c'e' alcun segnale a Islamabad che una seconda tornata di colloqui sia imminente. Lo riferisce la Reuters. Secondo fonti del governo pakistano sentite dall'agenzia, le misure non termineranno a breve e tutto e' pronto per accogliere i delegati, compreso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che potrebbero presentarsi in qualsiasi momento. "Ci e' stato detto che i colloqui potrebbero tenersi da un giorno all'altro", ha assicurato una fonte.

Cei, Zuppi: "Pace non scontata, contro logica riarmo"

"La scelta della pace, quella che Papa Leone ci ha indicato, per cui dobbiamo disarmarci, per poter disarmare, non e' cosi' scontata, perche' la logica del riarmo e' esattamente il contrario. Prima vediamo quello che fa lui e io intanto mi tengo bene tutte quante le difese. E, invece, e' proprio soltanto liberandosi da quelle difese, che in realta' poi sono aggressioni che possiamo essere davvero degli operatori di pace come Maria, la Madre del Signore e madre di tutti, ci insegna". Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, in una intervista rilasciata dell'Ufficio comunicazioni sociali dell'Arcidiocesi di Cagliari, nell'ambito delle celebrazioni per il Centenario della dedicazione della Basilica di Nostra Signora di Bonaria, a Cagliari. "La Chiesa puo' e deve avere un ruolo importante. Anche su questo - ha aggiunto Zuppi - Papa Leone ci ha chiesto che le parrocchie e le comunita' siano case di pace. E ha aggiunto "di pace e di non violenza" e che siano capaci di comporre i tanti conflitti. E questo, personalmente, mi ha anche molto interrogato, perche' uno pensa ai conflitti quelli piu' evidenti, quelli purtroppo armati, quelli numerosissimi di cui molti non abbiamo nemmeno conoscenza. Ma i conflitti poi - ha concluso il presidente della Cei - sono quelli in realta' che passano in maniera molto piu' quotidiana e che, ugualmente, hanno tanto bisogno di riconciliazione, di pacificazione, di dialogo e in cui i cristiani devono essere davvero operatori di pace".

Iran, Esfahani: "Se non esportiamo noi, non esporterà nessuno"

 Teheran non permettera' le esportazioni di petrolio dal Medio Oriente a meno che non sia permesso anche all'Iran di farlo. Lo ha dichiarato il vicepresidente iraniano Ismail Seghab Esfahani dopo che Ali Khezrian, membro della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, aveva affermato che l'Iran sta esportando petrolio nonostante il blocco navale statunitense e che il volume e' aumentato rispetto al periodo prebellico. "Se non riusciamo a esportare nemmeno un barile di petrolio, nessuno nella regione potra' farlo" ha detto Esfahani, "Se anche solo uno dei nostri compatrioti non avra' accesso all'elettricita' a causa della stupidita' del nemico, allora dieci persone che vivono nella regione saranno private dell'elettricita'".

Con Hormuz persi 120 miliardi di metri cubi di gas fino al 2030

Il conflitto in Medio Oriente ha causato da inizio marzo la perdita di 120 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto per il periodo 2026-2030. Lo si legge nel 'Rapporto trimestrale sul mercato del gas' dell'Agenzia internazionale dell'energia (Iea). Le perdite dovute al conflitto valgono "circa il 15%vdelle forniture globali previste tra il 2026 e il 2030". Iea non esclude un possibile riequilibrio con l'avvio di nuovi impianti di liquefazione del gas nel medio termine. Per ora l'impatto sulla crescita del mercato è concentrato tra il 2026 e il 202, con implicazioni su una possibile ripresa nei due anni successivi. Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia la domanda di gas naturale si è indebolita nei mercati più importanti "a seguito dei prezzi elevati, delle condizioni climatiche più favorevoli e nelle misure adottate dai governi per ridurre i consumi di gas". In Europa la domanda si è ridotta del 4% in marzo, grazie soprattutto alla rafforzata capacità di generazione da fonti rinnovabili. Diversi paesi asiatici, poi, stanno introducendo misure per "favorire la conversione ad altri combustibili e per intervenire sulla domanda per limitare l'uso del gas in un periodo di crisi delle forniture"

Podemos: "Il governo ritiri la Spagna dalla Nato per coerenza"

La segretaria generale della forza di sinistra Podemos, Ione Belarra, ha esortato il premier spagnolo Pedro Sanchez a "uscire immediatamente dalla Nato" con "una decisione sovrana", poiché sarebbe "un'enorme umiliazione" se il presidente statunitense Donald Trump espellesse il Paese dall'Alleanza, dopo le indiscrezioni della Reuters in tal senso.    "Quello che più mi preoccupa è la risposta del presidente" Pedro Sanchez, ha aggiunto Belarra. "Come abbiamo detto questa settimana" al Congresso "credo che il nostro Paese, un Paese che si ritiene una democrazia, abbia il diritto e il dovere di aprire un dibattito" sulla permanenza nell'Alleanza atlantica "e noi spagnoli dobbiamo poter decidere se vogliamo e meno far parte della stessa squadra geopolitica del signor Trump".    Per l'esponente di Podemos, l'appartenenza all'Alleanza rappresenta "un enorme rischio, ci converte in obiettivo militare e anche in complici di tutte le atrocità che stanno commettendo Trump e Netanyahu in tutto il mondo".    Uscire "immediatamente" dalla Nato, secondo Belarra, sarebbe una decisione "coerente" con il "no alla guerra" promosso da Sanchez, che - a detta dell'esponente della sinistra radicele - "non si è tradotto in azioni concrete e sarebbe un'enorme umiliazione che ci caccino" dall'Alleanza "invece di andarcene noi, che è quello che dobbiamo fare", ha concluso.    Molti osservatori in Spagna evidenziano che i Trattati Nato non prevedono l'espulsione di un membro da parte dell'Alleanza, ma solo la possibilità di uscirne da parte di uno Stato membro.

Libano, Unifil: morto casco blu indonesiano ferito a marzo

L'Unifil ha annunciato la morte del caporale Rico Pramudia, rimasto gravemente ferito a seguito dell'esplosione di un proiettile nella base di Adchit Al Qusayr, nel sud del Libano, la notte del 29 marzo. La missione Onu ha espresso "le sue piu' sentite condoglianze alla famiglia e agli amici del caporale Pramudia, nonche' all'esercito, al governo e al popolo dell'Indonesia per questa tragica e irreparabile perdita". "Esigiamo da tutti gli attori coinvolti che rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprieta' delle Nazioni Unite", si legge nella nota Unifil, nella quale si ricorda che "gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono configurarsi come crimini di guerra".

Meloni: "Non ho sentito Trump, con Usa rapporti sempre solidi"

"Non" ho sentito Trump, "con gli Usa i rapporti sono sempre solidi". Lo  ha detto la premier Giorgia Meloni ai cronisti a Cipro. Tornando sulle  spese per la difesa Meloni ha precisato: "non ho detto che le spese  militari non sono la priorità, ho detto che oggi abbiamo delle priorità  molto importanti. Le spese per la difesa restano importanti ma se  abbiamo il problema dell'energia, capite che c'è una priorità che  purtroppo viene prima". "Bisogna adattare le proprie posizioni a un  contestro che sta cambiando", ha aggiunto.

Israele, Netanyahu: "Ho sconfitto un tumore alla prostata"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha reso noto di essere guarito da un tumore alla prostata. "Grazie a Dio, ho sconfitto anche questo", ha scritto sul suo profilo X. Netanyahu ha raccontato di essere stato operato per una prostatite benigna un anno e mezzo fa. Ma "all'ultimo controllo e' stato rilevato un minuscolo alone di meno di un centimetro nella prostata. Dagli esami si e' appurato che si trattava di uno stadio estremamente precoce di un tumore maligno, circoscritto e senza metastasi", ha spiegato. I medici hanno prospettato al premier due alternative: aspettare e monitorare, o intervenire. E Netanyahu ha scelto la seconda opzione. "Voi mi conoscete. Quando mi danno informazioni tempestive su un pericolo potenziale, voglio affrontarlo immediatamente. Questo vale sia a livello nazionale sia personale. E' esattamente cio' che ho fatto. Ho subito un trattamento mirato che ha rimosso il problema senza lasciarne traccia. Ho frequentato alcune sedute brevi di trattamento, ho letto un libro e ho proseguito con il mio lavoro. L'alone e' scomparso completamente", ha assicurato. Il premier israeliano ha riferito di avere chiesto ai medici "di posticiparne di due mesi" la divulgazione della notizia "affinche' non venisse resa pubblica durante il picco della guerra, per non consentire al regime terroristico iraniano di diffondere ulteriore propaganda menzognera contro Israele", ha spiegato.

Unifil, morto un altro casco blu indonesiano ferito il 29 marzo

L'Unifil annuncia la morte oggi di un altro casco blu della missione al confine tra Libano e Israele " che era rimasto gravemente ferito in seguito all'esplosione di un proiettile nella sua base ad Adchit Al Qusayr nella notte del 29 marzo". Si tratta del caporale indonesiano Rico Pramudia, precisa l'Unifil in un comunicato. In quell'attacco morirono altri tre soldati indonesiano impegnati nella missione Onu di peacekeeping.

Meloni: "Tensioni sulla Nato non positive, va rafforzata"

"Non vedo positivamente" la tensione tra Usa e Spagna sulla Nato. "Credo che bisogna lavorare per rafforzare la Nato, per rafforzare la colonna europea dell'Alleanza, colonna europea che deve essere complementare." Lo ha detto Giorgia Meloni ai cronisti a margine del vertice di Cipro.

Meloni: "Mantenere forza internazionale al confine tra Israele e Libano"

"Una presenza internazionale al confine tra Israele e Libano è  necessaria. Il ruolo che gioca l'Italia può fare la differenza. Ne ho  parlato con Aoun. Bisogna cercare una cornice legale". Lo ha detto la  premier Giorgia Meloni, a margine del vertice informale Ue di Cipro,  parlando del ruolo dell'Unifil.

Iran, Berutti Bergotto: "Marina pronta se ok Governo per Hormuz"

"Il Governo non ha ancora dato il via libera alla missione". Lo ha detto oggi a Taranto, riferendosi alla missione per lo sminamento dello Stretto di Hormuz, il capo di Stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, a margine della cerimonia che sulla rotonda del Lungomare (affollatissima) ha visto il giuramento di 235 allievi del 28esimo corso normale marescialli e di 391 frequentatori del quarto corso 2025 Volontari ferma iniziale (Vfi). "Noi siamo pronti - ha detto Berutti Bergotto -, la Marina ha delle unita' sempre pronte che intervengono in quelle aree dove il Governo ritiene di inviare la Marina Militare. Quindi noi siamo pronti se il Governo decidera' di inviare la squadra navale. Noi siamo pronti ma la decisione e' del Governo". "Attualmente - ha spiegato il capo di Stato maggiore - la minaccia principale in quell'area al traffico mercantile sono le mine ma sono anche altre. Ovviamente per effettuare un'operazione di sminamento ci devono essere le condizioni, vale a dire la cessazione del conflitto, e li' noi saremo pronti. Noi siamo una Marina che ha un'importante tradizione sullo sminamento. Siamo una Nazione di riferimento - ha concluso - non solo in Europa ma anche nel mondo".

Hezbollah: "Israele prosegue raid, senza senso proroga tregua"

La proroga del cessate il fuoco tra Israele e Libano e' "priva di significato" alla luce dei continui "atti ostili" e degli attacchi israeliani nel Libano meridionale durante la tregua. Lo ha affermato il deputato di Hezbollah Ali Fayyad.

Meloni: "Merz sul Patto? Cerchiamo di avvicinare le posizioni"

"Anche i tedeschi si rendono conto di quanto sia difficile la situazione e le difficoltà a cui andiamo incontro. C'è la volontà di venirsi incontro, capisco le diversità e i vincoli costituzionali degli altri. Si parte da posizioni distanti, ma stiamo cercando di avvicinarsi". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, a margine del vertice informale Ue di Cipro, in riferimento al Patto di stabilità.

Iran, comandante esercito: "Faremo pentire l'aggressore"

Stati Uniti e Israele si pentiranno di avere attaccato l'Iran. E' la minaccia lanciata Generale Amir Hatami, comandante dell'esercito della Repubblica islamica dell'Iran. "Siamo tutti iraniani e musulmani rivoluzionari e, con l'unita' ferrea della nazione, delle forze armate e dei tre poteri e l'obbedienza al leader supremo della Rivoluzione Islamica e comandante in Capo, faremo pentire l'aggressore criminale", ha scritto su X.

Ue: Meloni incontra il presidente del Libano Aoun

Durante l'incontro si e' discusso delle "attuali situazioni in Libano alla luce delle recenti evoluzioni, oltre alle relazioni libanesi-italiane e alle modalita' per svilupparle in tutti i campi". A rendere noti i contenuti dell'incontro un tweet della presidenza libanese.

Iran, Kuwait: "Posti frontiera colpiti da droni lanciati da Iraq"

Due droni provenienti dal vicino Iraq hanno colpito dei posti di frontiera sul confine settentrionale del Kuwait, causando danni ma nessuna vittima. Lo ha riferito l'esercito di Kuwait City, denunciando "un atto criminale di aggressione che ha coinvolto due droni carichi di esplosivo guidati da cavi in fibra ottica, provenienti dalla Repubblica dell'Iraq, provocando danni materiali ma... nessuna vittima".

Iran, Ferrè (Assoconfidi): "Boom costi per micro e piccole imprese, sempre più rischio stretta creditizia"

"Le micro e piccole imprese stanno affrontando una crescente difficoltà  nell'accesso al credito in un contesto di mercato complesso. A livello  nazionale, assistiamo a una profonda trasformazione del sistema  bancario, sempre meno presente sui territori e sempre più orientato a  relazioni da remoto. Questo rende meno conveniente per le banche gestire  operazioni di piccolo importo. A livello mondiale, le turbolenze  geopolitiche stanno incidendo in modo significativo su più livelli. Le  imprese si confrontano con l’aumento dei costi energetici e delle  materie prime, con tensioni nelle catene di approvvigionamento e con una  domanda più incerta. Dal punto di vista finanziario, ciò si traduce in  una maggiore volatilità dei flussi di cassa e in un peggioramento degli  indicatori economico-finanziari, che inevitabilmente influisce sul  merito creditizio. A questo si aggiunge un contesto di tassi di  interesse più elevati rispetto al recente passato, che rende il credito  più oneroso. Le imprese, già strutturalmente più fragili, rischiano  quindi di trovarsi in una 'stretta creditizia' proprio nel momento in  cui avrebbero maggiore necessità di liquidità e investimenti". E'  l'allarme che lancia, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Paolo Ferrè,  presidente di Assoconfidi, che rappresenta 67 Confidi (dei quali 19 sono  'Confidi maggiori' o 'vigilati').  I  Confidi rappresentati detengono, complessivamente, circa 3,4 miliardi  di euro di garanzie in essere rilasciate a favore di circa 380mila  micro, piccole e medie imprese. Le garanzie rilasciate dai soli 'Confidi  Maggiori' rappresentati ammontano a 2,6 miliardi di euro a favore di  circa 270mila micro, piccole e medie imprese. E secondo Ferrè "in questo  contesto il ruolo dei Confidi non è accessorio: è strutturale e  sprecare il patrimonio dei Confidi sarebbe un errore strategico",  sottolinea.  Ferrè infatti  spiega che "il sistema dei Confidi rappresenta un’infrastruttura  essenziale e un pilastro insostituibile a supporto delle micro, piccole e  medie imprese e dei professionisti.  I Confidi sono stati e sono ancora  oggi attori che agiscono secondo logiche di mutualità e prossimità,  fungendo da ponte tra il sistema finanziario e il tessuto produttivo  locale. Questa vicinanza ci permette di conoscere le imprese,  comprenderne i bisogni reali e accompagnarle in modo efficace nel  percorso di accesso al credito", aggiunge.

Iraq, petroliera al terminal di Bassora per caricare greggio

Una petroliera e' arrivata oggi al terminal di Bassora, nel sud dell'Iraq, per caricare due milioni di barili di greggio. Lo hanno riferito fonti portuali all'agenzia Reuters, precisando che si trova presso uno dei terminal di carico offshore del principale hub di esportazione di greggio dell'Iraq, nel Golfo Persico. La Helga, battente bandiera delle Comore, e' la seconda petroliera ad arrivare a Bassora dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, hanno aggiunto le fonti.

Iran, Pasdaran: "Da Trump un fallimento strategico"

I Pasdaran hanno accusato il presidente americano Donald Trump di avere fallito nel suo intento di piegare l'Iran. "Trump vuole costringere la grande nazione iraniana ad arrendersi, mentre Dio ha bloccato il percorso del dominio degli infedeli e della falsita' sui credenti, e Trump non lo capisce", ha detto il generale di brigata Yadollah Javani, numero due del comando politico dei Guardiani della Rivoluzione, citato da Press Tv. "Questo fallimento strategico ha segnato la prima vittoria della Repubblica islamica dell'Iran, il nemico non e' riuscito a raggiungere il suo obiettivo primario di sconfiggere la nazione iraniana", ha affermato, "Trump non vincera' mai sulla nazione iraniana".

Mo, in corso bilaterale Macron-Aoun a Cipro

E' in corso un colloquio bilaterale tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e il presidente del Libano, Joseph Aoun, a margine del Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro. Lo rende noto l'Eliseo, che aggiunge come questo sia il primo incontro di persona tra i due dall'inizio della guerra in Medio Oriente, che ha causato anche la morte di due soldati francesi delle forze Unifil di stanza in Libano.

Biennale, Sinistra Ue: "Misure severe con Russia ma anche Israele"

Per il gruppo The Left al Parlamento europeo e' giusto adottare misure severe contro la partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia, ma e' necessario anche discutere e agire nei confronti di Israele. "Penso cio' che sta accadendo con la Russia renda molto chiaro che dobbiamo adottare misure molto severe contro di loro", ha dichiarato il portavoce del gruppo parlando alla stampa prima della plenaria di Strasburgo della prossima settimana, rispondendo a una domanda sulla partecipazione della Russia alla Biennale e sulla minaccia della Commissione europea di tagliare i fondi europei alla kermesse. "E poi questo riporta ancora una volta in questa plenaria il contrasto tra cio' che accade con la Russia e cio' che accade con Israele, di cui invece non discutiamo affatto", ha aggiunto. Nella sessione plenaria si terra' un dibattito sui rischi della normalizzazione delle relazioni con la Russia soprattutto nei grandi eventi culturali e nello sport, mentre un dibattito proposto dai gruppi del centrosinistra sulla reintroduzione della pena di morte in Israele e' stato bocciato dai gruppi del centrodestra. "Penso che sia proprio questo il contrasto che deve essere messo in evidenza quando si tratta di punire gli attori per azioni sbagliate. Ci concentriamo solo su alcuni e non su altri, e credo che dovremmo concentrarci su tutti", ha concluso il portavoce.

Card. Zuppi (Cei): "Scelta della pace non è così scontata"

"La scelta della pace, quella che Papa Leone ci ha indicato, per cui dobbiamo disarmarci per poter disarmare, non è così scontata, perché la logica del riarmo è esattamente il contrario. 'Prima vediamo cosa fa lui, ma io intanto mi tengo bene tutte quante le difese'. E invece è proprio soltanto liberandosi da quelle difese, che in realtà poi sono aggressioni". Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei e arcivescovo metropolita di Bologna, in una intervista rilasciata all'Ufficio comunicazioni sociali dell'Arcidiocesi di Cagliari, a margine della celebrazione  del Centenario della dedicazione della Basilica di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari.    "E la Chiesa deve avere un ruolo importante. Anche su questo Papa Leone ha chiesto a tutta la Chiesa, alle parrocchie e alle comunità che siano case di pace. E ha aggiunto: 'di pace, di non violenza, e che siano capaci di comporre tanti conflitti' - ha aggiunto - E questo personalmente mi ha anche molto interrogato, perché uno pensa ai conflitti, quelli più evidenti, quelli purtroppo armati, quelli numerosissimi di cui molti non abbiamo nemmeno conoscenza. Ma i conflitti poi sono quelli in realtà che passano in maniera molto più quotidiana e che ugualmente hanno tanto bisogno di riconciliazione, di pacificazione, di dialogo". 

Lavori del vertice Ue si prolungano, via al pranzo con i leader mediorientali

Netto ritardo nell'agenda dei lavori del vertice informale di Cipro. La riunione dei leader Ue ha concluso il dibattito sul bilancio pluriennale solo alcuni minuti fa. La presidenza cipriota ha deciso quindi di rinviare di oltre due ore la conferenza stampa finale di Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Nikos Christodolouides, affinché non fosse dilazionato il pranzo di lavoro con i leader di Egitto, Siria, Giordania, e Siria, arrivati a Cipro per un confronto con gli omologhi europei sulla crisi nel Golfo e nel Medio oriente.

Borsa: l'Europa conferma il rosso, lo spread si allarga a 81 punti

Le Borse europee confermano il rosso con le tensioni sullo stretto di Hormuz mentre i future sul Nasdaq viaggiano in controtendenza e il petrolio allunga il passo. Il brent sale dell'1,9% e supera i 107 dollari, il wti guadagna l'1,6% a 97,3 dollari al barile. Il gas resta su quota 45 euro al megawattora.       Milano cede l'1,01% con Avio (-3,95%), Brunello Cucinelli (-3,2%), Moncler (-3,1%) e  Fincatieri (-3,1%) tra i peggiori. Cambia la testa del listino con Saipem (+2,27%) in prima fila. A seguire Prysmian (+1,2%) ed Eni (+1,01%) , quest'ultma dopo la trimestrale. Lo spread tra Btp e Bund si allarga a 81 punti base con il rendimento del decennale italiano che sale di 5 punti base oltre il 3,84%. Tra le altre Piazze Parigi perde l'1,12%, Madrid l'1,25%, Francoforte lo 0,47%, Londra lo 0,66%.       L'euro prosegue piatto sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1687 sul biglietto verde.

Panetta: "Dalla guerra rischio di nuova impennata dei prezzi"

"I conflitti in corso rischiano di alimentare una nuova impennata dei prezzi". Lo afferma il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta parlando all'incontro '"L'oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia" al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. "Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea segue con grande attenzione l'evoluzione della situazione geopolitica, con un obiettivo preciso: evitare che si riaccenda una spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023" ha detto. 

Teheran: "Araghchi ha parlato del cessate il fuoco con il ministro degli Esteri del Pakistan"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e con il capo dell'esercito pakistano Asim Munir in merito agli sviluppi regionali e alle questioni relative al cessate il fuoco con gli Stati Uniti. Lo ha reso noto il Ministero degli Esteri iraniano.

Perché Hormuz è un test decisivo per la tenuta energetica dell'Ue

La guerra in Iran ha riportato al centro la vulnerabilità energetica dell’Europa, proprio dopo il suo progressivo distacco dalle forniture russe. Il blocco delle rotte nel Golfo ha messo sotto pressione approvvigionamenti, trasporti e prezzi, evidenziando i limiti della strategia di diversificazione. Bruxelles ha risposto con misure d’emergenza basate su risparmio, flessibilità e nuovi fondi. Ora sarà decisiva la risposta degli Stati membri per evitare la tempesta perfetta.

Perché Hormuz è un test decisivo per la tenuta energetica dell'Ue

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Hezbollah e Idf si accusano a vicenda di violazioni del cessate il fuoco

Scambio di accuse di violazione del cessate il fuoco fra Israele e Hezbollah. Le Idf hanno affermato di aver intercettato diversi missili lanciati dal Libano, con le sirene d'allarme che hanno risuonato nell'area di Shtula. Il Partito di Dio ha dichiarato su Telegram di aver preso di mira l'area con un attacco missilistico. In una dichiarazione pubblicata su X, le Forze di difesa israeliane aggiungono di aver ucciso tre persone identificate come "terroristi di Hezbollah" dopo che queste avevano lanciato "senza successo" un missile contro un aereo dell'Aeronautica israeliana.

Le Idf sostengono che in due episodi distinti, Hezbollah ha lanciato razzi contro i soldati delle Forze di difesa israeliane nel Libano meridionale. "Tali azioni costituiscono violazioni palesi degli accordi di cessate il fuoco", si legge nel comunicato. Ieri sera, Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato razzi contro il nord di Israele in risposta a una "violazione del cessate il fuoco" da parte di Israele. L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency riferisce che Israele ha effettuato attacchi aerei a Tiro, nel sud del Paese, questa mattina.

Araghchi sente Pakistan e Iraq su "cessate il fuoco e sviluppi regionali"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato di aver parlato separatamente con il ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar e con il capo dell'esercito del akistan Asim Munir. Secondo una dichiarazione diffusa su Telegram, e citata da Sky News, hanno discusso di "sviluppi regionali e questioni relative al cessate il fuoco". In una terza telefonata, Araghchi ha parlato anche con il presidente iracheno. 

Iran agli Usa: "Sui pozzi petroliferi da noi è 'occhio per occhio' "

Il vicepresidente iraniano ha avvertito gli Stati Uniti che risponderanno con la legge del taglione in caso di attacchi ai pozzi petroliferi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr, citata dal Guardian. Secondo l'agenzia, Esmaeil Saqab Esfahani ha dichiarato: "Se il nemico commette un altro errore, la nostra strategia sarà quella del taglione. Se uno qualsiasi dei nostri pozzi petroliferi verrà colpito, uno degli impianti petroliferi dei paesi dal cui territorio veniamo attaccati sarà preso di mira". E ha aggiunto che la squadra negoziale di Teheran ha "il controllo della situazione al tavolo delle trattative". Esfahani ha inoltre affermato che gli iraniani non devono preoccuparsi per l'approvvigionamento energetico, poiché sono stati presi i "i necessari accorgimenti". 

Trump: "No armi nucleari in Iran, estesa tregua in Libano". VIDEO

Borsa, l'Europa in rosso con tensioni su Hormuz: brent sopra 106 dollari

Le tensioni legate allo stretto di Hormuz, con lo stallo nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mette ancora una volta un freno ai listi ni europei. Le Borse viaggiano in rosso con Francoforte che resta sulla parità.  L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, cede mezzo punto percentuale con farmaceutici e industriali sotto vendita.  Le incertezze in Medio Oriente continuano a spingere i prezzi dell'energia con il petrolio ancora in rialzo. Il wti sae dello 0,82% a 96,6 dollari al barile mentre il brent (+1,15%) oltrepassa i 106 dollari. Il prezzo del gas guadagna il 2% a 45,4 euro al megawattora. Di contro si muovono marginali i metalli preziosi. L'oro sfiora i 4.700 dollari l'oncia. L'argento è ad un passo dei 75 dollari. Tra le singole Piazze, Milano cede lo 0,75% on il Ftse a 47.531 punti. Sempre ben comprata St (+2,6%) dopo il balzo della vigilia con lo slancio dei conti. In prima fila anche Saipem (+1,89%), Prysmian (+1,14%) ed Eni (+1,18%), quest'ultima anche dopo la trimestrale. Resta maglia nera Avio (-3,58%), seguita da Stellantis (-2,95%). Lo spread tra Btp e Bund scende a 79,9 punti base, così come lima il rendimento del decennale italiano che è al 3,83%.  Per quanto riguarda gli altri listini Parigi perde lo 0,77%, Madrid lo 0,89% e Londra lo 0,36%. Infine per i cambi, l'euro è piatto sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1686 sul biglietto verde. 

Israele e Hezbollah si scambiano attacchi poche ore dopo la proroga della treg

Le Forze di Difesa Israeliane e Hezbollah si accusano reciprocamente di violazioni del cessate il fuoco. L'Idf  afferma di aver intercettato diversi razzi lanciati dal Libano, e che le sirene d'allarme sono risuonate nella zona di Shtula. Hezbollah ha dichiarato su Telegram di aver preso di mira Israele con un attacco missilistico. In una dichiarazione pubblicata su X, l'Idf sostiene di aver ucciso tre persone identificate come "terroristi di Hezbollah" dopo che queste avevano lanciato "senza successo" un missile contro un aereo dell'aeronautica israeliana. Il rapporto aggiunge che, in due episodi distinti, Hezbollah ha lanciato razzi contro i soldati dell'Idf nel Libano meridionale. "Tali azioni costituiscono violazioni palesi degli accordi di cessate il fuoco", si legge nel comunicato. Giovedì sera, Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato razzi contro il nord di Israele in risposta a una "violazione del cessate il fuoco" da parte di Israele. L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency riferisce che Israele ha effettuato attacchi aerei a Tiro, nel sud del Paese, questa mattina. 

Media, la Nato non acquisterà più aerei da ricognizione Usa

La Nato prevede di modernizzare la sua flotta di aerei da ricognizione Awacs ma non si affiderà più a velivoli di fabbricazione statunitense. Come scrive la Dpa, se solo un anno fa si dava per scontato che il produttore statunitense Boeing avrebbe ottenuto l'appalto per la costruzione dei nuovi aerei da ricognizione, ora le fonti sostengono che in futuro verranno usati aerei del produttore canadese Bombardier, equipaggiati con il sistema di ricognizione e allerta precoce GlobalEye dell'azienda svedese di difesa Saab. L'ordine dovrebbe comprendere fino a 12 velivoli Global 6000 o Global 6500, per un valore di diversi miliardi di euro. 

Macron: "La Francia organizzerà una conferenza di sostegno per il Libano"

"La Francia organizzerà una conferenza di sostegno" per il Libano. "E' importante proprio attingere a tutti i contributi degli europei. E sarà anche l'occasione, insieme a Siria, Giordania e altri paesi, per coordinarci. Sono tutti colpiti dalla situazione nella regione. Continuiamo il lavoro, i negoziati, per la la pace, la stabilità in Libano e la sua sovranità". Lo ha detto il presidente franecse Emmanuel Macron nel punto stampa prima del vertice di Nicosia. 

Macron

©IPA/Fotogramma

Nyt: la guerra in Iran ha prosciugato le scorte Usa di missili

Secondo valutazioni interne del Dipartimento della Difesa, confermate anche da fonti del Congresso che hanno parlato con il New York Times, le scorte di missili statunitensi e  di armi costose si sono notevolmente ridotte a causa della guerra con l'Iran. Secondo le stime, gli Usa hanno consumato 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio, progettati per una guerra con la Cina; 1.000 missili da crociera Tomahawk, circa 10 volte il numero che acquistano attualmente ogni anno; 1.200 missili intercettori Patriot, ognuno dei quali costa più di 4 milioni di dollari; e 1.000 missili di precisione e missili terrestri. 

Sanchez: "Mail Pentagono per escluderci da Nato? Valgono solo atti formali"

"Non ci basiamo sulle e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative, in questo caso degli Stati Uniti". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez, a margine del vertice Ue informale di Cipro, interpellato su un'email interna del Pentagono - rivelata in un'esclusiva di Reuters - che ipotizzerebbe misure contro Madrid, tra cui una possibile sospensione dalla Nato, per punirla per la sua posizione nella guerra con l'Iran.

Media: un'email del Pentagono ipotizza la sospensione della Spagna dalla Nato

Una email interna del Pentagono ipotizza misure contro gli alleati Nato ritenuti "difficili" nel conflitto Usa-Iran, inclusa la possibilità di sospendere la Spagna dall'Alleanza. Lo scrive Reuters sul sito. Tra le opzioni allo studio, si starebbe valutando anche la possibilità di rivedere la posizione degli Stati Uniti rispetto alla rivendicazione britannica delle isole Falkland. Le opzioni politiche sono dettagliate in una nota che esprime frustrazione per la presunta riluttanza o il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Usa l'accesso, le basi e i diritti di sorvolo per la guerra contro l'Iran.

Kallas: "La libertà di navigazione a Hormuz non è negoziabile"

I leader Ue "sono stati ieri molto chiari sul fatto che la libertà di navigazione non è negoziabile, quindi lo Stretto di Hormuz deve essere aperto senza alcun pedaggio, e dobbiamo impegnarci in tal senso". Lo ha detto l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio europeo informale a Cipro. "Dato che abbiamo le operazioni Aspidas e Atalanta già attive nella regione, il modo più rapido per mettere insieme questa coalizione di volenterosi è utilizzare quelle missioni per potenziarle, per rafforzarle con navi e strumenti le capacità necessarie", ha evidenziato. 

Carburante aerei, quanto stanno pesando i rincari sui prezzi dei voli?

In molti temono che gli effetti della guerra in Medio Oriente rovineranno l'estate, tra mancanza di cherosene e costi troppo alti. Qual è al momento la situazione? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 23 aprile.

Carburante aerei, quanto stanno pesando i rincari sui prezzi dei voli?

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Libano, tregua estesa di 3 settimane. Trump: “Vedrò i leader”

L'annuncio è arrivato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che punta a sfruttare questo nuovo stop ai combattimenti per favorire un accordo di pace definitivo tra i due Paesi e si attende a Washington l'arrivo dei due leader. Resta centrale il nodo Hezbollah, mentre gli Stati Uniti chiedono anche all’Iran di interrompere il sostegno ai gruppi armati della regione.

Libano, tregua estesa di 3 settimane. Trump: “Vedrò i leader”

Libano, tregua estesa di 3 settimane. Trump: “Vedrò i leader”

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Libano, amb. Moawad e Leiter: "Grazie Trump per momento storico"

Gli ambasciatori libanese e israeliano negli Stati Uniti hanno ringraziato il presidente Donald Trump per il momento "storico". Lo riferiscono i quotidiani libanesi e israeliani riportando alcuni dettagli dell'incontro delle scorse ore alla Casa Bianca al termine del quale Trump ha annunciato la proroga per altre tre settimane del cessate il fuoco tra Israele e Libano. L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha affermato che Israele e Libano "non sono mai stati cosi' vicini come oggi". Leiter ha ringraziato Trump e il vicepresidente JD Vance per una giornata che, a suo dire, era attesa da decenni. "Continueremo a lavorare per la pace. Speriamo di raggiungerla il prima possibile", ha dichiarato. L'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti, Nada Hamadeh Moawad, ha ringraziato Trump per aver presieduto a "questo momento storico". L'alta diplomatica libanese ha affermato, inoltre, "credo che con il suo aiuto, con il suo sostegno, possiamo rendere di nuovo grande il Libano".

Iran, Sanchez: "Guerra illegale dimostra il fallimento della forza bruta"

"La situazione in Medio Oriente, la crisi causata da questa guerra illegale, dimostra il fallimento della forza bruta e la necessità di rispettare il diritto internazionale, per salvaguardare e rafforzare l'ordine multilaterale". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez arrivando al Filoxenia Conference Center dove a breve inizierà la seconda giornata di lavori del Consiglio europeo informale. "La legge del più forte alla fine rende il mondo molto più debole ed è ciò che purtroppo stiamo vedendo in Medio Oriente" ha concluso. 

Libano, tregua estesa di 3 settimane e Trump annuncia: "Presto incontro Netanyahu-Aoun"

Tre settimane d’estensione del cessate il fuoco per cercare di arrivare a un accordo di pace definitivo tra Israele e Libano: è questo l'esito del secondo round di colloqui fra gli ambasciatori dei due paesi a Washington, ospitati alla Casa Bianca, con Donald Trump che ha partecipato ad una parte dell'incontro. L'iniziale tregua di dieci giorni, entrata in vigore venerdì 17 aprile, sarebbe dovuta scadere il prossimo lunedì. “Abbiamo avuto un ottimo incontro con i massimi funzionari del Libano e di Israele, e credo che il presidente del Libano e il primo pinistro di Israele, nel corso delle prossime due settimane, verranno qui - ha affermato il presidente americano - Hanno concordato ulteriori tre settimane di, immagino, assenza di spari, un cessate il fuoco, niente più spari. Vedremo. Speriamo che ciò accada. Non avverrà direttamente tra loro, ma dobbiamo ancora tenere conto di Hezbollah”.  

Secondo il segretario di Stato Marco Rubio, che il 16 aprile aveva ospitato al dipartimento di Stato il primo round di colloqui, il coinvolgimento di Trump ha permesso di estendere la tregua per altri ventuno giorni.  “Il presidente ha voluto essere coinvolto personalmente, e sono lieto che lo sia stato, perché ciò ha reso possibile ottenere questa proroga e dà a tutti il tempo di continuare a lavorare per quella che sarà una pace duratura tra due Paesi che desiderano vivere in pace", ha dichiarato Rubio nello Studio Ovale. Trump, al momento dell’annuncio, che aveva anche anticipato poco prima su Truth Social, era affiancato da Rubio, dal vicepresidente JD Vance, dall'ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, dal'ambasciatore americano in Libano Michel Issa, dall'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter e dall'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti Nada Hamadeh Moawad, questi ultimi i due diplomatici che si erano riuniti la settimana scorsa al Dipartimento di Stato.   

Usa, media: "Punire alleati Nato per mancato sostegno in Iran"

Gli Stati Uniti stanno valutando opzioni per punire i paesi della Nato che si sono rifiutati di fornire aiuto nella guerra contro l'Iran. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense all'agenzia di stampa Reuters, secondo cui un'e-mail interna del Pentagono descrive le opzioni a disposizione degli Usa per sanzionare gli alleati della Nato che, a loro avviso, non hanno supportato l'operazione militare in Iran. Tra le opzioni sul tavolo ci sarebbero la sospensione della Spagna dall'alleanza e la revisione della posizione americana sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland. Altre opzioni sono dettagliate in un rapporto che esprime frustrazione per la percepita riluttanza o il rifiuto di diversi alleati degli Stati Uniti di concedere loro l'accesso, ad esempio, a basi o voli attraverso il loro spazio aereo in base al trattato Nato.

Iraq, gli Usa offrono 10 mln per informazioni su leader della milizia filo-iraniana

Gli Stati Uniti hanno offerto una ricompensa di 10 milioni di dollari per chiunque offra informazioni sul leader di una milizia sciita irachena sostenuta da Teheran. Il programma "Rewards for Justice" del dipartimento di Stato americano indica Hashim Finyan Rahim al-Saraji come il leader di Kataeb Sayyid al-Shuhada (Kss), definito un gruppo terroristico. Nell'avviso pubblicato sull'account X del programma si legge: "I membri del Kss hanno ucciso civili iracheni e attaccato strutture diplomatiche statunitensi in Iraq, oltre ad aver attaccato basi e personale militare degli Stati Uniti in Iraq e Siria" . Nelle ultime settimane, dall'inizio della guerra contro l'Iran, le milizie irachene sostenute dall'Iran hanno condotto diversi attacchi contro obiettivi americani.

Cnn: "Gli Usa pianificano attacchi a Hormuz se salta il cessate il fuoco"

Le Forze armate americane stanno mettendo a punti piani che prevedono di colpire le capacità iraniane nello stretto di Hormuz nel caso in cui dovesse saltare il cessate il fuoco. Lo hanno detto diverse fonti informate alla Cnn, secondo cui tra le opzioni in discussione ci sono attacchi con un focus particolare sul "targeting dinamico" delle capacità iraniane intorno allo Stretto di Hormuz, al Golfo Persico meridionale e al Golfo dell'Oman. Le fonti hanno descritto potenziali attacchi contro piccole imbarcazioni d'attacco veloci, navi posamine e altri mezzi asimmetrici che hanno aiutato Teheran a bloccare quelle vie marittime chiave e a usarle come leva contro gli Stati Uniti.

Trump: "Non userò l'arma nucleare in Iran". VIDEO

Trump: "Incontrerò leader di Israele e Libano nelle prossime due settimane"

Il presidente americano Donald Trump ha affermato di attendersi che i leader di Israele e Libano lo incontrino nel corso delle prossime due settimane, esprimendo fiducia sulla possibilità di definire un accordo di pace permanente entro l'anno. Il cessate il fuoco è stato esteso di tre settimane. "Credo vi siano ottime probabilità. Penso che dovrebbe trattarsi di un obiettivo facile da centrare", ha detto Trump, nelle battute iniziali dell'incontro ospitato alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, impegnati in un secondo ciclo negoziale per un possibile accordo di pace. 

Trump: "Cessate il fuoco tra Israele e Libano esteso di tre settimane"

Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato esteso di tre settimane. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump, intervento nell'incontro alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, nel loro secondo ciclo di negoziati di una possibile pace. 

Cnn, Usa pianificano attacchi all'Iran su Hormuz se salta la tregua

Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d'attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. "Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo", ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi.

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