Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump cancella viaggio di Witkoff e Kushner: "Nessuno sa chi comanda"

©Getty

Il presidente americano ha cancellato il viaggio in Pakistan per i colloqui con l'Iran. Lo ha dichiarato lo stesso Trump a Fox News e al giornalista di Axios Barak Ravid. Ha lasciato il Pakistan il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. Non siederà più invece al tavolo dei negoziati il presidente del Parlamento Ghalibaf, che ha lasciato per dissidi interni. Washington intanto studia la vendetta contro Madrid e Londra per non avere dato appoggio al conflitto in Iran

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Donald Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui con l'Iran. Lo ha dichiarato lo stesso presidente a Fox News e al giornalista di Axios Barak Ravid. Ha lasciato il Pakistan il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. Non siederà più invece al tavolo dei negoziati il presidente del Parlamento Ghalibaf, che ha lasciato per dissidi interni. Washington intanto studia la vendetta contro Madrid e Londra per non avere dato appoggio al conflitto in Iran: l'ipotesi è la sospensione della Spagna dall'Alleanza e un cambio di posizione degli Usa rispetto alle pretese della Gran Bretagna sulle isole Falkland. Il segretario alla Difesa Hegseth ha fatto sapere agli alleati europei che è "finito il tempo della protezione gratis" e definito "chiacchiere" i colloqui su Hormuz in Francia e Gb.

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Jet-fuel, cancellazione voli e rimborsi: posizione Ue e chiarimenti di Assoviaggi

La guerra in Iran, la chiusura di Hormuz e la tensione sui carburanti e in particolare sulle forniture di jet-fuel continuano ad agitare il comparto aereo e la politica europea. Nei giorni scorsi il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha fatto sapere che la carenza di carburante è "una circostanza straordinaria" e, per questo, non dà necessariamente diritto al risarcimento in caso di cancellazione del volo. Diversamente, se un volo viene annullato a causa dell'eccessivo costo del jet-fuel, il diritto al risarcimento sussiste, non essendo quest'ultima una circostanza straordinaria.

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Guerra Iran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali prodotti sono aumentati di più

La guerra scoppiata in Medio Oriente, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e l’interruzione delle consegne di petrolio e gas dai Paesi del Golfo ha fatto schizzare verso l’alto il prezzo dei carburanti. E questo, secondo quanto dichiarato da Assoutenti, ha avuto un forte impatto anche sul costo dei prodotti alimentari che viaggiano in massima parte su gomma e risentono dunque delle variazioni del prezzo di diesel e benzina. L’associazione ha realizzato uno studio sulla base dei dati Istat, rivelando così quali son o i beni più colpiti dai rincari dei listini alla pompa.

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Trump: nuova proposta ricevuta non è abbastanza

La nuova proposta presentata dall'Iran agli Usa dopo che Donald Trump ha cancellato il viaggio dei suoi inviati a Islamabad per i negoziati è migliore ma non ancora adeguata. "L'Iran ha offerto molto, ma non abbastanza", ha detto alla stampa prima di salire sull'Air Force One. "Gli iraniani ci hanno dato un documento che avrebbe dovuto essere migliore e, cosa interessante, nel momento stesso in cui l'ho annullato (la missione di Steve Witkoff e Jared Kushner), nel giro di 10 minuti, ne abbiamo ricevuto uno nuovo che era molto migliore... Hanno offerto molto, ma non abbastanza",ha dichiarato il presidente Usa.

Iran, capitale pachistana blindata in attesa dei colloqui

Trump: "Da Iran nuovo documento dopo stop a viaggio inviati Usa in Pakistan"

"Il documento che ci ha proposto l'Iran non era abbastanza". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti. "Stranamente dieci minuti dopo che ho cancellato il viaggio dei miei inviati in Pakistan ce ne hanno mandato un altro", ha aggiunto il presidente.

Low cost e non solo, ecco quali compagnie aeree sono a rischio per il caro-carburante

La tensione nell’area del Golfo Persico continua e, mentre non sembra essere ancora arrivata una soluzione per il conflitto tra Stati Uniti e Iran, si riflette sul mercato dei carburanti. A essere in particolare sotto stress è l’approvvigionamento del combustibili per aerei, per il quale nei giorni scorsi l’Agenzia Internazionale dell'Energia ha lanciato l’allarme: l’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l'economia del continente. E oltre alle poche scorte, il tema che sta mettendo in difficoltà diverse compagnie aree è anche quello del prezzo del jet-fuel.

Caro carburante per aerei, ecco quali compagnie sono a rischio

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Guerra Iran, Trump annulla viaggio in Pakistan degli inviati Usa

Elezioni palestinesi, Cisgiordania e Gaza, primo voto dal 2006

Gas e petrolio, ci sono alternative a Hormuz? Da nuovi oleodotti a rinnovabili, le ipotesi

Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24

Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi

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Iran: se gli Usa proseguono blocchi navali, risponderemo con azione potente

Il comando militare congiunto iraniano ha lanciato oggi un avvertimento affermando che se gli Stati Uniti continueranno con i loro "blocchi navali, gli atti di banditismo e la pirateria nella regione", l'Iran risponderà con un'azione militare "potente". Il comunicato, diffuso dall'agenzia di stampa statale Irna, aggiunge che se Stati Uniti e Israele riprenderanno l'aggressione, i due Paesi subiranno subito ulteriori perdite. Lo riporta il Guardian.

Guerra Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale "invio di 4 navi a Hormuz"

L’idea è mandare un “gruppo basato su 2 cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo”, ha detto il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto. L’eventuale missione sarebbe insieme a “Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio"

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Libano: salgono a 6 i morti negli attacchi israeliani al sud

È salito a sei morti il bilancio degli attacchi israeliani nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco prorogato questa settimana nella guerra tra Israele e il gruppo militante Hezbollah. Ad aggiorare il bollettino è stato Il ministero della Salute libanese. "Due attacchi nemici israeliani, contro un camion e una motocicletta, nella città di Yohmor al-Shaqeef, nel distretto di Nabatieh, hanno ucciso quattro persone", si legge in una dichiarazione del ministero.      Successivamente, è stato riferito che "un attacco aereo nemico israeliano sulla città di Safad al-Battikh, nel distretto di Bint Jbeil, ha provocato due morti e 17 feriti".    L'esercito israeliano, da parte sua, ha affermato di aver "eliminato" tre membri di Hezbollah che guidavano "un veicolo carico di armi", oltre ad un altro a bordo di una motocicletta e altri due membri armati del gruppo in altre località. Ha inoltre affermato di aver identificato due missili lanciati dal Libano, denunciando "una palese violazione degli accordi di cessate il fuoco" da parte di Hezbollah, e di aver successivamente intercettato un altro "bersaglio aereo sospetto".    Hezbollah, dal canto suo, ha dichiarato di aver preso di mira un veicolo dell'esercito israeliano nel sud del Libano per rappresaglia all'attacco contro Yohmor al-Shaqeef.

Araghchi: "Bisogna capire se gli Usa sono davvero seri sulla diplomazia"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che la sua visita in Pakistan è stata "molto fruttuosa" e ha elogiato "l'impegno e gli sforzi fraterni" di Islamabad per contribuire a ristabilire la pace nella regione, esprimendo al contempo dubbi sulla serietà dell'impegno diplomatico degli Stati Uniti. In un post su X, Araghchi ha affermato di aver condiviso la posizione dell'Iran su un "quadro praticabile per porre fine in modo permanente alla guerra contro l'Iran", aggiungendo: "Devo ancora vedere se gli Stati Uniti prendono davvero sul serio la diplomazia". Lo scrive Iran International.

Trump: "Annullato viaggio Pakistan, troppa confusione su leader in Iran"

"Ho appena annullato il viaggio dei miei rappresentanti in Pakistan per incontrare gli iraniani. Troppo tempo sprecato negli spostamenti, troppo lavoro! Inoltre, vi sono fortissime lotte intestine e confusione all'interno della loro 'leadership'. Nessuno sa chi comandi, nemmeno loro stessi. Per di più, abbiamo tutte le carte in mano noi; loro non ne hanno nessuna! Se vogliono parlare, non devono far altro che chiamare!!!". Lo ha scritto Donald Trump su Truth.

Axios, Trump: "Guerra riprende? Non ci abbiamo ancora pensato"

"No. Non significa questo. Non ci abbiamo ancora pensato". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo alla domanda del giornalista di Axios, Barak Ravid, che gli ha chiesto se l'annullamento della missione di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan significasse la ripresa della guerra. "Non vedo alcun motivo per fargli fare un volo di 18 ore nella situazione attuale (dei negoziati, ndr). È troppo lungo. Possiamo farlo altrettanto bene per telefono. Gli iraniani possono chiamarci se vogliono. Non andremo lì solo per stare seduti a non fare nulla", ha aggiunto Trump, riferendosi sempre alla missione di Witkoff e Kushner a Islamabad.

"Trump cancella il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan"

Donald Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui con l'Iran. Lo ha dichiarato lo stesso presidente a Fox News e al giornalista di Axios Barak Ravid. 

Pakistan spera in negoziati "entro un giorno o due"

Il Pakistan considera "produttiva" la visita a Islamabad del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, nel contesto dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran, e nutre la speranza che siano stati compiuti "progressi" verso un nuovo ciclo di colloqui bilaterali "entro un giorno o due". Lo ha riferito all'agenzia efe una fonte diplomatica che ha parlato a condizione di anonimato per valutare il viaggio di Araqchi.

Al-Arabiya: Araghchi tornerà domani a Islamabad

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, tornerà domani a Islamabad. Lo ha riferito Al Arabiya, citando fonti pakistane.

Aragchi lascia Islamabad senza aspettare gli americani

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha lasciato Islamabad, dopo una lunga giornata di incontri con alti funzionari militari e civili pakistani, senza attendere l'arrivo degli inviati del governo statunitense, che inizialmente avevano annunciato la loro visita nella capitale pakistana per oggi. Secondo fonti diplomatiche pakistane Aragchi, che aveva indicato fin dall'inizio che il suo viaggio non prevedeva incontri con rappresentanti statunitensi, ha lasciato il Paese con il suo seguito alla volta dell'Oman, prossima tappa del suo tour, che lo porterà anche in Russia. Il ministro era arrivato a Islamabad ieri sera, dopo un annuncio che aveva suscitato grandi aspettative per la ripresa dei negoziati di pace. Tali negoziati, originariamente previsti per mercoledi', si erano interrotti a causa del rifiuto di Teheran di dialogare con gli Stati Uniti a meno che Washington non revocasse l'embargo sui porti e sulle navi mercantili iraniane. Infatti, l'amministrazione Trump ha annunciato lo stesso giorno che i suoi rappresentanti nei negoziati, il genero Jared Kushner e Steve Witkoff, si sarebbero recati a Islamabad quel giorno stesso, sebbene non ci siano ancora notizie sulla loro partenza per la capitale pakistana.

Axios: Witkoff e Kushner ancora a Miami, no progressi

Non sono ancora partiti per il Pakistan l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, edil genero di Donald Trump, Jared Kushner. Secondo il giornalista di Axios, Barak Ravid, i due sono ancora a Miami e "non sembra ci siano progressi in questa fase". Ieri la portavoce della Casa Bianca aveva annunciato che Witkoff e Kushner sarebbero partiti per Islamabad questa mattina. Sempre secondo Ravid, non era previsto che il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aspettasse in Pakistan la delegazione americana e quindi la sua partenza per l'Oman non ha un significato particolare. Il piano era che Araghchi proseguisse verso Oman e Russia e forse tornasse in Pakistan all'inizio della settimana per incontrare i due americani.

Berlino invia dragamine nel Mediterraneo, pronta a muoversi a Hormuz

La Germania muove in anticipo le proprie unità navali nel Mediterraneo in preparazione a una potenziale missione nello stretto di Hormuz. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato il dispiegamento di un dragamine e di una nave comando e supporto "per essere pronti ad agire rapidamente qualora il Bundestag emettesse un mandato". "Per risparmiare tempo, abbiamo deciso di dispiegare alcune unità tedesche nel Mediterraneo con anticipo, in modo da non perdere ulteriore tempo una volta ottenuto il mandato", ha spiegato al quotidiano Rheinische Post, sottolineando che un approccio analogo era stato adottato per la missione Ue Aspides nel mar Rosso, accelerandone l'avvio. Un eventuale intervento nel Golfo Persico resta tuttavia subordinato a condizioni stringenti. "Il primo e principale prerequisito per un dispiegamento navale tedesco nello Stretto di Hormuz è la fine delle ostilità", ha precisato Pistorius. Sul piano giuridico, il ministro ha proposto di ampliare il mandato di Aspides, includendo anche Hormuz e prevedendo dunque il coinvolgimento di Stati Uniti e Regno Unito. La Marina tedesca contribuirebbe con capacità di sminamento per garantire sicurezza e la libertà di navigazione nello stretto. 

Araghchi elogia la mediazione del capo di Stato maggiore del Pakistan

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha elogiato gli sforzi di mediazione del feldmaresciallo Asim Munir, comandante dell'esercito pakistano, a seguito di un incontro avvenuto nelle scorse ore. I due leader hanno discusso "degli ultimi sviluppi relativi al cessate il fuoco" tra Stati Uniti e Iran "e della cooperazione per rafforzare la pace e la stabilità nella regione dell'Asia occidentale", secondo una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Araghchi ha elogiato "il governo pakistano, in particolare il feldmaresciallo Asim Munir, per aver stabilito il cessate il fuoco e posto fine alla guerra" e ha condiviso "le opinioni e le considerazioni dell'Iran in merito", prosegue la dichiarazione. A sua volta, Munir "ha annunciato la disponibilità del Paese a proseguire gli sforzi di mediazione del Pakistan fino al raggiungimento di un risultato", conclude la dichiarazione ufficiale. 

Pezeshkian agli iraniani: "Ridurre il consumo di elettricità"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato la popolazione a ridurre il consumo di elettricità dopo che gli attacchi americani e israeliani hanno danneggiato le infrastrutture energetiche del Paese. Lo riferiscono i media statali iraniani. Il presidente iraniano ha affermato inoltre che il governo mira a "controllare i consumi" di elettricità. "Invece di accendere dieci luci in casa, accendetene due. Cosa c'è di male?", ha detto Pezeshkian. Il presidente ha spiegato agli iraniani che gli Stati Uniti e Israele "hanno distrutto le nostre infrastrutture" e ha ricordato che gli Stati Uniti hanno imposto un blocco ai porti iraniani.

Dar: "Pakistan proseguirà sforzi per pace regionale"

Il ministero degli Esteri pakistano ha diffuso un aggiornamento sui social media dopo una riunione tenutasi oggi "per esaminare gli ultimi sviluppi nella regione". Durante l'incontro Ishaq Dar, vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, ha ribadito che Islamabad sta agevolando i colloqui tra Iran e Stati Uniti per raggiungere la pace e la stabilità nella regione e oltre. "Il Pakistan proseguirà i suoi sforzi in tal senso", si legge.

Dar ha inoltre esortato i media ad "astenersi da notizie speculative e a concentrarsi esclusivamente sulle dichiarazioni ufficiali".

Governo del Pakistan conferma colloqui con Araghchi

Il governo del Pakistan ha confermato un incontro al vertice con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Islamabad. In un post su X, viene riferito che il premier pakistano Muhammad Shehbaz Sharif ha incontrato il capo della diplomazia di Teheran. Ai colloqui, precisa il governo, hanno partecipato anche il ministro degli Esteri del Pakistan Muhammad Ishaq Dar e il capo di stato maggiore dell'Esercito Asim Munir. Le parti hanno "discusso della situazione regionale", recita il post.

Araghchi: "Illustrata a Sharif posizione di Teheran per fine guerra"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto di aver spiegato al primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ''la posizione di principio del nostro Paese'', l'Iran, sugli "ultimi sviluppi relativi al cessate il fuoco" e sulla "fine definitiva" della guerra. In un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Teheran si legge che Sharif ha "espresso fiducia" nella prosecuzione del processo negoziale.

Pezeshkian: "Ridurre consumo energia, nemici attaccano nostre infrastrutture"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha chiesto ai suoi connazionali di ''ridurre il consumo di energia e di elettricità''. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Mehr, Pezeshkian ha detto che "i nemici stanno attaccando le nostre infrastrutture e ci circondano affinché la gente diventi insoddisfatta e l'attuale soddisfazione si trasformi in insoddisfazione. La gente non deve permettere che sorgano i presupposti per l'insoddisfazione". Il presidente iraniano ha aggiunto: ''abbiamo bisogno di controllare i consumi; a casa, invece di 10 luci, dovrebbero essercene 2 accese: qual è il problema?''.

Libano, attacchi israeliani nel sud: 4 morti

Il ministero della Salute di Beirut ha riferito che gli attacchi odierni di Israele nel sud del Libano hanno causato almeno quattro morti. "Due attacchi sferrati dal nemico israeliano, contro un camion e una motocicletta, nella città di Yohmor al-Shaqeef, nel distretto di Nabatieh, hanno ucciso quattro persone", ha dichiarato il ministero in un comunicato. Gli attacchi delle forze di difesa israeliane (Idf) proseguono nonostante il fragile cessate il fuoco in vigore, prorogato di tre settimane dopo i colloqui avvenuti giovedì a Washington tra gli ambasciatori di Israele e del Libano.

Macron: "Priorità negoziati sull'Iran e riapertura di Hormuz"

"Stiamo incoraggiando le parti interessate a finalizzare i negoziati, stabilizzare la situazione e riaprire Hormuz. Il nostro lavoro è garantire che nei prossimi giorni e settimane si possa raggiungere una riapertura completa dello Stretto, in conformità con il diritto internazionale e la libertà di navigazione". Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa ad Atene.

   Interpellato sulle dichiarazioni dell'ad di TotalEnergies, Patrick Pouyanné, che ha prospettato una "fase di carenza energetica" in Francia se la crisi dovesse durare ancora "due o tre mesi", il presidente francese ha assicurato che la guerra in Medio Oriente non lascia oggi "prevedere alcuna carenza" di carburante, mettendo in guardia da scenari che rischiano di innescare "comportamenti di panico".

Araghchi vede Sharif: "Discusso della situazione regionale e di interessi comuni"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la sua delegazione hanno incontrato il Primo ministro pakistano Shehbaz Sharif nella sua residenza a Islamabad. All'incontro hanno partecipato anche il vice Primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar e il capo di stato maggiore dell'Esercito, il maresciallo Asim Munir. Secondo fonti ufficiali, e come riportato in un comunicato stampa, le discussioni si sono concentrate sulla situazione regionale e su questioni di interesse comune. 

Iran: "Risponderemo se blocco Usa e suo banditismo continuerà"

L'esercito iraniano ha dichiarato oggi che risponderà se gli Stati Uniti manterranno il blocco dei porti iraniani, definendolo "banditismo" e "pirateria". In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa statale IRIB, il comandante centrale dell'esercito, Khatam Al-Anbiya, ha affermato che se "l'esercito statunitense invasore continuerà con il blocco, il banditismo e la pirateria nella regione, dovrà essere certo che dovrà affrontare una risposta da parte delle potenti forze armate iraniane". "Siamo pronti e determinati, e monitoriamo il comportamento e i movimenti dei nemici", ha aggiunto. 

Esercito iraniano: "Reagiremo a blocco e pirateria degli Usa"

L'esercito iraniano ha dichiarato che reagirà se gli Stati Uniti manterranno il blocco dei porti iraniani, definendolo "banditismo" e "pirateria". In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa statale IRIB, il comandante centrale dell'esercito, Khatam Al-Anbiya, ha affermato che se "l'esercito statunitense invasore continuerà con il blocco, il banditismo e la pirateria nella regione, dovrà essere certo che dovrà affrontare la risposta delle potenti forze armate iraniane". "Siamo pronti e determinati, e monitoreremo il comportamento e i movimenti dei nemici", ha aggiunto. 

Araghchi elogia ruolo Pakistan per pace nella regione

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha elogiato gli sforzi di mediazione del Pakistan e in particolare del feldmaresciallo pakistano Asim Munir, comandante dell'esercito pakistano, che ha incontrato stamattina a Islamabad. Secondo una nota diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, Araghchi e Munir hanno discusso "degli ultimi sviluppi relativi al cessate il fuoco" tra Stati Uniti e Iran "e della cooperazione per rafforzare la pace e la stabilità nella regione dell'Asia occidentale".

Araghchi ha elogiato "il governo pakistano, in particolare il feldmaresciallo Asim Munir, per aver stabilito il cessate il fuoco e posto fine alla guerra" e ha condiviso "le opinioni e le considerazioni dell'Iran in merito", prosegue l'agenzia. A sua volta, Munir "ha annunciato la disponibilità del Paese a proseguire gli sforzi di mediazione del Pakistan fino al raggiungimento di un risultato".

Iran, Salvini: nessuna chiusura o lockdown, Ue si svegli

"Non stiamo prendendo in minima considerazione la chiusura di scuole, fabbriche, ospedali, razionamenti, lockdown. Quello che e' urgente e' che a Bruxelles qualcuno si svegli, sospenda le regole ferree dei bilanci europei e il Green Deal, e ci permetta di usare tutti i soldi che abbiamo per aiutare gli italiani in difficolta'". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini. "Il mio problema non e' la mancanza di carburante, il mio problema sono i costi. Del diesel, della luce, del gas, del carrello della spesa. Noi possiamo mettere miliardi nelle tasche dei lavoratori e degli imprenditori italiani. Le regole europee oggi ce lo impediscono. Quindi, per assurdo, oltre questa stramaledetta guerra, che conto finisca il prima possibile, il primo problema per le tasche degli italiani e' a Bruxelles. E anche la riunione di ieri non mi sembra che abbia portato risultati", ha aggiunto.

Araqchi ha presentato richieste Teheran a funzionari Pakistan

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, secondo quanto riferiscono fonti pakistane, ha esposto le richieste di Teheran per i negoziati e le sue riserve sulle condizioni proposte dagli Usa ai funzionari pakistani, durante la sua visita a Islamabad.

Macron, 'minacce Usa sulla Nato? L'Ue non sia più dipendente'

"Si tratta di guardare con lucidità al fatto che ciò che gli americani chiedono agli europei, a volte con toni gentili, a volte meno: occuparsi della propria sicurezza. Questo è il messaggio. Quando ci viene detto che dobbiamo fare la nostra parte, investire di più - ed è un messaggio che risale già a quasi dieci anni fa - oppure quando oggi veniamo un po' scossi da minacce, la lezione da trarre è chiara: non dobbiamo più essere dipendenti". Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa ad Atene con il premier greco, Kyriakos Mitsotakis. "Dobbiamo investire di più, rafforzare il pilastro europeo della Nato e la difesa europea, non contro qualcuno o in alternativa a qualcosa", ha evidenziato. 

Pezeshkian: "Usa ci assediano per alimentare malcontento"

Il presidente Massoud Pezeskhian ha accusato gli Stati Uniti di avere colpito infrastrutture energetiche iraniane per alimentare il malcontento popolare. "I nemici stanno attaccando le nostre infrastrutture e ci stanno assediando affinché la popolazione si senta insoddisfatta e l'insoddisfazione si trasformi in malcontento", ha dichiarato a quanto riportato dall'agenzia Tasnim. Ma "la gente non deve permettere che si creino le premesse per il malcontento", ha avvertito, "al momento non abbiamo bisogno di sacrifici, ma dobbiamo controllare i consumi. A casa, invece di tenere accese 10 luci, teniamone accese due, qual è il problema?".

Media: "Si allontana prospettiva incontro Usa-Teheran"

Si allontanerebbe la prospettiva di un colloquio a Islamabad tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti. Lo ha riferito il popolare giornalista Kamran Khan, del portale emiratino Nukta. Secondo fonti informate, ha spiegato, le prospettive per la ripresa del secondo round di colloqui USA-Iran a Islamabad oggi stanno svanendo rapidamente, poiché Teheran non è ancora pronta a incontrare la delegazione statunitense, che dovrebbe arrivare stasera tardi da Washington. "L'Iran continua a insistere affinché gli americani pongano fine al loro blocco dello Stretto di Hormuz come condizione preliminare per l'apertura del secondo round di negoziati", ha riferito.

Disordini in Cisgiordania, incursioni palestinesi e coloni

Disordini vengono segnalati in Cisgiordania, teatro di due episodi di violenza distinti e dalle dinamiche incerte. Sul versante israeliano, i media fanno riferimento a circa 20 sospetti palestinesi entrati nel campo profughi di Jenin, dove le forze israeliane perlustrano la zona. L'area vicina alla città omonimo è considerata zona militare chiusa, nonostante i blocchi delle forze di difesa israeliane (Idf). La maggior parte degli elementi coinvolti nell'incursione è stata arrestata e le forze israeliane stanno cercano altri uomini. Al contempo, diversi siti, tra cui Haaretz, riferiscono di decine di coloni che hanno tentato di fare irruzione in una casa in Cisgiordania, alla periferia di Jalud, causando almeno un ferito. Secondo fonti palestinesi, durante il tentativo di effrazione, i coloni hanno aggredito e ferito un palestinese presente di cui non si conoscono le condizioni. Le forze israeliane avrebbero lasciato la zona senza evacuare i coloni coinvolti.

Cnn: "Colloqui durante la notte tra mediatori pachistani e Araghchi"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atterrato a Islamabad poco dopo mezzanotte  e dopo essere stato accolto dai principali mediatori pakistani ha iniziato subito una serie di colloqui, durati tutta la notte e conclusi quasi cinque ore dopo, all'alba. Lo scrive la Cnn spiegando che il meeting notturno è un fatto insolito rispetto alle consuete norme diplomatiche. "Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non avere 'fretta' di raggiungere un accordo, ma l'immagine che questo incontro ha dato di sé suggerisce il contrario" scrive Cnn. Pur specificando che non è chiaro perché le delegazioni non si siano incontrate a un orario più consono, l'impressione è che "volessero concludere il loro primo incontro faccia a faccia prima che Trump e gli altri funzionari statunitensi andassero a dormire". Il Pakistan è nove ore avanti rispetto a Washington, DC, quindi quando il sole è sorto a Islamabad erano solo le 20 di sera a Mar-a-Lago. Allo stesso tempo, continua Cnn, la velocità del viaggio in Pakistan dell'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e di suo genero Jared Kushner sembra aver subito un rallentamento. Il loro arrivo in Pakistan è previsto per domenica. 

Teheran: "Nucleare linea rossa, Araghchi non ha mandato per discuterne a Islamabad"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non si trova in Pakistan per "colloqui sul nucleare". Lo ha affermato il capo del comitato per la sicurezza nazionale iraniano Ebrahim Azizi che, parlando con i giornalisti a Teheran, ha detto che il capo della diplomazia non ha "alcun incarico relativo ai colloqui sul nucleare", ma si trova a Islamabad "esclusivamente per discutere delle relazioni bilaterali".

Azizi, che è anche un ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, ha affermato che i colloqui sull'attività nucleare "rimangono una delle linee rosse invalicabili dell'Iran".

Rajavi: "L'uccisione di Kiani atroce. Non fermerà il crollo del regime"

La presidente ad interem ddel Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Ncri), Maryam Rajavi, ha condannato l'impiccagione questa mattina di Erfan Kiani, accusato dal regime di Teheran di essere stato una spia del Mossad. "Un coraggioso giovane di Isfahan è stato giustiziato dalla brutale dittatura clericale in Iran", ha dichiarato su X, ma "i mullah al potere non otterranno nulla da queste esecuzioni quotidiane". Per Rajavi, "il loro tentativo di sfuggire a una caduta inevitabile attraverso un efferato spargimento di sangue è vano. Queste atrocità non faranno che accendere una maggiore rabbia pubblica e rafforzare la determinazione della coraggiosa e ribelle gioventu' iraniana a portare il cambiamento".

Raid Idf nel sud del Libano

Le forze di difesa israeliane hanno condotto raid aerei nel sud del Libano, contro il villaggio di al-Khiam, dopo che era stato emesso un ordine di evacuazione in arabo rivolto ai residenti. Lo riferiscono Ynet e la tv Al-Mayadeen. Raid aerei sono stati condotti dall'Idf anche a Bent Jbail e Taybeh, come scrive il quotidiano L'Orient Le Jour su 'X'.

L'esercito israeliano ha quindi affermato che durante "il periodo di cessate il fuoco" le sue forze "continuano a mantenere le proprie posizioni" nel Libano meridionale e ha elencato decine di villaggi dai quali la popolazione non dovrebbe "spostarsi a sud".

Israele, proteste residenza ambasciatore Usa: stop sostegno Trump

Decine di manifestanti israeliani hanno protestato davanti alla residenza dell'ambasciatore statunitense Mike Huckabee a Gerusalemme questa mattina per chiedere a gran voce la fine del sostegno del presidente Donald Trump al premier Benjamin Netanyahu. Lo riferisce la stampa israeliana. "Trump, ti ha ingannato", "Netanyahu ci indebolisce" sono alcuni degli slogan scritti su cartelloni e fotografie giganti esibiti dai manifestanti che hanno lanciato un appello urgente all'amministrazione Trump, al vicepresidente JD Vance, al segretario di Stato Marco Rubio e all'ambasciatore Huckabee a porre fine al loro appoggio incondizionato a Netanyahu. In dichiarazioni rilasciate ai media presenti sul posto, i manifestanti hanno duramente criticato il premier israeliano, definendolo "un peso per la sicurezza, la strategia e la morale di entrambi i Paesi e dei loro valori fondamentali condivisi". Secondo loro, il continuo sostegno personale Usa a Netanyahu "danneggia sia gli interessi americani che quelli israeliani". Il quotidiano Haaretz ha riportato le dichiarazioni di Eran Etzion, ex vice capo del Consiglio di sicurezza nazionale israeliano, a Trump, avvertendolo che sta "scommettendo sul cavallo sbagliato", su un "anatra zoppa", riferendosi a Netanyahu. Etzion ha affermato che "solo circa il 30% degli israeliani vuole vederlo rieletto. La stragrande maggioranza lo considera non solo inadatto al ruolo, ma anche una vera e propria minaccia alla sicurezza nazionale".

Ghalibaf a Katz: "Morirete della vostra rabbia, unità è nostra forza"

''Continuate ad arrabbiarvi e morirete per la vostra rabbia''. Così il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha risposto su 'X' al ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che aveva affermato che Israele era in attesa del via libera degli Stati Uniti per lanciare una nuova operazione contro l'Iran e assassinare Mojtaba Khamenei.

"La loro rabbia e le assurdità di quel ministro criminale derivano dalla nostra unità attorno alla leadership e dal fallimento dei loro complotti", ha scritto Ghalibaf.

Libano, un morto in raid Idf: ordine di non ritorno ai residenti del Sud

Nonostante il cessate il fuoco prorogato per altre tre settimane, l'esercito israeliano prosegue i suoi attacchi nel Libano meridionale, all'interno della "zona cuscinetto" che cerca di imporre a nord della Linea Blu, causando una vittima. Lo riferisce il quotidiano L'Orient le Jour. Al contempo, per proseguire le sue operazioni, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso un nuovo avviso di evacuazione e di non ritorno per i residenti nel sud del Paese. "Durante l'accordo di cessate il fuoco, le Idf continuano a essere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale a fronte della continua attività terroristica di Hezbollah", ha dichiarato il generale di brigata Avichay Adraee, portavoce arabo dell'esercito. L'annuncio include un lungo elenco di villaggi dove ai residenti era già stato chiesto di non fare ritorno alle proprie abitazioni oltre a sollecitare l'evacuazione di quanti si troverebbero in loco. L'Orient Le Jour ha riferito, inoltre, di esplosioni di ordigni a partire dall'alba nei due principali villaggi della zona di confine, Bint Jbeil e Khiam (Marjeyoun), nonche' a Taybeh (Marjeyoun). Ieri i raid aerei israeliani hanno causato sei morti - due vittime a Wadi al-Hujair, due a Touline e una rispettivamente a Srifa e Yater - mettendo ulteriormente a rischio la già fragile tregua.

Islamabad in lockdown in vista dei negoziati

La capitale pakistana di Islamabad è in una situazione di quasi totale lockdown poche ore dopo l'arrivo del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e in vista di possibili negoziati con gli Stati Uniti. Le restrizioni di sicurezza, in vigore da una settimana e che sono state rafforzate nelle ultime 24 ore anche alla periferia di Islamabad, hanno sconvolto la vita quotidiana, con centinaia di migliaia di residenti in difficoltà anche per brevi spostamenti. Posti di blocco, chiusure stradali e deviazioni sono diventati scene abituali, soprattutto nelle zone sensibili.

Le arterie solitamente trafficate che conducono all'aeroporto e alla Zona Rossa, pesantemente fortificata, sono in gran parte deserte, con la circolazione strettamente limitata. Soldati e poliziotti presidiano gli incroci principali, mentre gli elicotteri sorvolano la zona. 

Ministero Difesa iraniano: "Gli Usa vogliono salvare la faccia e uscire dal pantano della guerra"

Il ministero della Difesa iraniano ha affermato che gli Stati Uniti stanno cercando un modo per "salvare la faccia" e uscire dalla guerra. "Oggi la nostra potenza militare è dominante e il nemico sta cercando un modo per salvare la faccia e uscire dal pantano bellico in cui è rimasto intrappolato", ha dichiarato un portavoce del ministero, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Isna. La posizione del ministero della Difesa è stata espressa mentre gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner si stanno dirigendo a Islamabad per continuare il percorso verso un accordo di pace.

Iran, gli Usa stanno cercando "un modo per salvare la faccia"

Il ministero iraniano della Difesa iraniano ha affermato oggi che gli Stati Uniti stanno cercando un modo per "salvare la faccia" e uscire dalla guerra, mentre gli inviati statunitensi si recano in Pakistan per negoziati di pace. "La nostra potenza militare è oggi dominante e il nemico sta cercando un modo per salvare la faccia e uscire dal pantano bellico in cui è rimasto intrappolato", ha riportato l'agenzia di stampa Isna citando un portavoce del ministero. Ciò avviene mentre gli emissari Steve Witkoff e Jared Kushner si dirigono a Islamabad, sebbene i media statali iraniani abbiano affermato che i negoziati diretti non sono previsti. 

A Gaza deceduta bimba ferita, 809 morti da inizio tregua

E' deceduta questa mattina una bambina ferita nei giorni scorsi da colpi d'arma fuoco delle forze israeliane nei pressi di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, dove oggi si svolgono elezioni locali storiche. Il nome della piccola si aggiunge al lungo elenco delle vittime delle Forze di difesa israeliane (Idf), salito a 809 morti dall'inizio della tregua in vigore dallo scorso ottobre. Il bilancio aggiornato e' stato diffuso dal ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, e include oltre alla piccola Duaa Muhammad Suleiman Rahim le 13 persone uccise ieri a seguito di bombardamenti israeliani in diverse zone ddell'enclave palestinese, nei quali i feriti sono stati 32. Secondo la stessa fonte ministeriale, dall'entrata in vigore del cessate il fuoco firmato tra Hamas e Israele l'11 ottobre scorso, 2.267 persone sono rimaste ferite. L'agenzia stampa palestinese Wafa, che cita fonti mediche, riferisce di un civile ferito questa mattina dai proiettili della marina israeliana nel mare di Gaza City, mentre la zona est del campo di Al-Maghazi è stata oggetto di bombardamenti intermittenti da parte delle "forze di occupazione" che hanno anche fatto saltare in aria edifici residenziali nelle zone orientali di Gaza City. Le violenze odierne vengono segnalate mentre storiche elezioni locali, le prime da 20 anni, sono in corso proprio a Deir-al-Balah.

Ankara: "Potremmo aiutare a sminare di Hormuz in caso di accordo di pace"

La Turchia potrebbe valutare la possibilità di partecipare alle operazioni di sminamento nello stretto di Hormuz in seguito a un possibile accordo di pace tra Iran e Stati Uniti. Lo ha detto il ministro degli Esteri Hakan Fidan e lo riporta Reuters sul suo sito. Fidan, parlando con i giornalisti a Londra ieri sera, ha affermato che una squadra tecnica dovrebbe effettuare lavori di sminamento nello stretto dopo un eventuale accordo, aggiungendo che la Turchia considera tali sforzi positivamente in linea di principio, come un dovere umanitario. Fidan ha precisato che qualsiasi lavoro di sminamento verrebbe svolto da una squadra tecnica composta da membri di diversi Paesi, formata dopo un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti e che la Turchia non avrebbe "alcun problema" a partecipare alle operazioni di sminamento a tali condizioni. 

Pasdaran, 240 arresti in Kurdistan e Kermanshah

Le Guardie della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno annunciato l'arresto di quasi 240 persone nel corso di operazioni condotte in due province, Kurdistan e Kermanshah. Lo rende noto l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr. In particolare, nella provincia del Kurdistan le Guardie della Rivoluzione hanno affermato di aver arrestato 11 persone e di aver ucciso un membro di un gruppo armato curdo. I Pasdaran hanno inoltre sequestrato un deposito di armi e munizioni. Secondo quanto riportato da Mehr, altre 70 persone sono state arrestate in raid separati.

Inoltre nella provincia di Kermanshah, le Guardie Rivoluzionarie hanno arrestato 155 persone con l'accusa che appartenessero a "gruppi controrivoluzionari". Tra loro quattro accusati di essere ''spie'' del Mossad. Anche a Teheran la polizia ha annunciato l'arresto di un individuo accusato di aver raccolto e condiviso "documentazione relativa ai punti di impatto dei missili con reti ostili".

Fonti: "Araghchi incontrerà il premier pachistano e poi partirà per Muscat"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbe incontrare oggi a Islamabad anche il vice Primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar, e successivamente il Primo ministro Shehbaz Sharif. Secondo le fonti, non sono previsti incontri tra il ministro iraniano e l'eventuale delegazione statunitense a Islamabad e la sua partenza per Muscat è prevista nel corso della giornata. Araghchi è arrivato a Islamabad nella mattina e ha incontrato il capo di stato maggiore delle Forze armate pachistane, Asim Munir. Fonti diplomatiche hanno riferito che all'incontro era presente anche il consigliere per la sicurezza nazionale e direttore generale dell'inter-services intelligence (Isi) pachistano, Asim Malik. Non è stato rilasciato alcun comunicato ufficiale, sebbene l'ambasciata iraniana abbia condiviso un breve video dell'incontro senza fornire dettagli. 

Consigliere Khamenei: "Usa in rotta con alleati. Noi uniti"

Teheran ha smentito dissidi all'interno del regime, come invece riportato da diversi media americani e sostenuto dallo stesso presidente Donald Trump. "Washington parla delle divisioni interne in Iran, ma la tensione con Londra riguardo alle isole Falkland e gli avvertimenti dell'Europa sulla necessita' di rendersi indipendente dagli Stati Uniti, rivelano una profonda frattura nel fronte dei suoi alleati tradizionali. Oggi l'Iran unito si erge a fronteggiare il fronte ebraico-arabo-americano", ha scritto su X Aliakbar Velayati, consigliere di politica estera dell'ayatollah Mojtaba Khamenei.

Teheran: "Hormuz sotto controllo e leva negoziale"

L'Iran ha ribadito di avere pieno controllo dello Stretto di Hormuz, diventato una potete leva per i negoziati. "Lo Stretto di Ormuz è sotto la saggia e forte gestione dell'Iran ed è diventato una leva di controllo per la realizzazione delle rivendicazioni della nazione iraniana", ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa iraniano, il generale di brigata Reza Talaei-Nik, citato da Press Tv. "Le forze nemiche nel Mar di Oman si sono ripetutamente ritirate di fronte alla risposta decisiva delle Forze Armate", ha assicurato.

Idf, colpite postazioni di Hezbollah in tre città nel sud del Libano

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito tre diverse aree nel Libano meridionale, affermando di aver preso di mira i lanciarazzi di Hezbollah durante operazioni notturne. L'esercito israeliano, sul suo canale Telegram, ha affermato di aver colpito le postazioni di Hezbollah a Deir el-Zahrani, Reman e Al-Saamiya, insediamenti che si trovano tutti nel sud del Libano. 

L'aeroporto di Teheran riapre ai voli internazionali

L'aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran ha riaperto oggi, come annunciato. Il primo gruppo di passeggeri è stato inviato a Medina, Muscat e Istanbul. Lo scrivono diversi media iraniani, tra cui Tasnim, l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana associata al Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche. 

Araghchi ha consegnato a Munir proposta Teheran

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha consegnato la proposta di Teheran per un accordo di pace con gli Stati Uniti al capo di Stato maggiore dell'esercito  pakistano Asim Munir durante il loro incontro a Islamabad. Lo riportano i media statali iraniani. La risposta è stata descritta come ''esaustiva'' e in grado di riflettere tutte le considerazioni dell'Iran.

Teheran: "Smantellate cellule curde affiliate a nemico"

I Pasdaran hanno annunciato di avere smantellato una vasta rete di miliziani curdi che stavano preparando il terreno per un attacco nemico. Lo riporta l'agenzia Fars. Oltre 250 "agenti controrivoluzionari" sono stati arrestati "Nel corso di una serie di operazioni condotte nelle province del Kurdistan e di Kermanshah, sono state individuate e neutralizzate diverse cellule affiliate a gruppi controrivoluzionari, sostenute dagli Stati Uniti e dal regime sionista, che cercavano di preparare il terreno per un attacco militare nemico proveniente dalla parte occidentale del Paese", si legge nella nota ufficiale. La rete, assicura il comunicato, è stata duramente colpita. Nel Kurdistan "undici persone sono state fermate, una è stata uccisa". Arrestati anche 73 "individui affiliati a gruppi controrivoluzionari attivi sul territorio nazionale". Nella provincia di Kermanshah, "il corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha identificato e arrestato 155 agenti di gruppi controrivoluzionari" tra cui 4 spie del Mossad". Nelle due operazioni sono state sequestrate anche migliaia di armi e munizioni.

Pistorius: "Inviamo dragamine nel Mediterraneo per possibile intervento Hormuz"

La Germania invierà un dragamine nel Mar Mediterraneo per prepararsi a un'eventuale operazione nello Stretto di Hormuz prima dell'autorizzazione del Parlamento "per guadagnare tempo". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in una intervista al 'Rheinische Post', spiegando che insieme al dragamine partiranno anche una nave di comando e una di rifornimento.

La Dpa ricorda che i prerequisiti per un eventuale dispiegamento includono un cessate il fuoco duraturo tra Stati Uniti e Iran, un quadro giuridico ai sensi del diritto internazionale per l'operazione e un mandato del Bundestag.

Aeroporto Khomeini a Teheran riprende voli internazionali

Come era stato annunciato, l'aeroporto internazionale Imam Khomeini ha ripreso i voli internazionali. A quanto ha riferito la tv di Stato, i primi passeggeri sono partiti alla volta di Medina, Muscat e Istanbul, e si prevede che l'attività aumenti nei prossimi giorni.

Araghchi vede capo Stato maggiore pakistano Munir a Islamabad

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato il capo di Stato Maggiore dell'esercito pakistano Seyed Asim Munir a Islamabad, dove si è recato nell'ambito dei colloqui con gli Stati Uniti per arrivare a un accordo che metta fine alla guerra. Lo rende noto la tv iraniana trasmettendo immagini dell'incontro.

Iran, giustiziato un uomo: "Era spia del Mossad"

Le autorità iraniane hanno impiccato un altro dissidente, Arfan Kiani. Ne ha dato notizia l'agenzia Tasnim. Kiani era "un importante agente nemico coinvolto nelle rivolte del dicembre 2023 a Isfahan", si legge nella nota ufficiale, e "in missione per conto del Mossad, aveva distrutto e dato fuoco a proprietà pubbliche e private, seminato il terrore in tutta la città e compiuto atti di teppismo". 

Ghalibaf a Katz: "Morirete dalla rabbia"

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha attaccato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz per avere detto che Tel Aviv sta aspettando il via libera degli Stati Uniti per attaccare di nuovo. "La rabbia del nemico e le insensatezze di quel ministro criminale derivano dalla nostra unità attorno all'asse della Guida e dal fallimento dei loro piani", ha scritto su X. "Siate arrabbiati e morite da questa rabbia", ha aggiunto.

Iran, libero giornalista Usa arrestato in Kuwait per post su guerra

E' stato rilasciato Ahmed Shihab-Eldin, giornalista con doppia cittadinanza americana e kuwaitiana, che era stato arrestato in Kuwait per post condivisi online sulla guerra in Iran con l'accusa di aver ''diffuso informazioni false''. Lo ha reso noto un funzionario del Dipartimento Usa spiegando che il giornalista, 41 anni, ha lasciato il Kuwait.

Abdelatty sente Dar, focus su colloqui con Usa

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, concentrandosi sulle modalità per promuovere le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Iran. Lo afferma il ministero degli Esteri egiziano in una nota.

Teheran: "Nessun incontro diretto con gli Usa"

Non ci sono in programma colloqui diretti tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. A ribadirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Easmaeil Baqaei, all'arrivo in Pakistan con il ministro Abbas Araghchi. "Il ministro degli Esteri Araghchi incontrera' alti funzionari pakistani in linea con la loro mediazione in corso e i buoni uffici per porre fine alla guerra di aggressione imposta dagli americani e al ristabilimento della pace nella nostra regione", ha detto. "Non e' previsto alcun incontro tra Iran e Stati Uniti. Le osservazioni dell'Iran saranno trasmesse al Pakistan", ha chiarito.

Colloquio tra ministri Esteri di Egitto e Pakistan

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar hanno avuto un colloquio telefonico per discutere di come far avanzare un percorso diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri egiziano, a quanto riportano i media israeliani.

Elezioni in Cisgiordania e parte Gaza, Deir el-Balah vota per prima volta in 20 anni

Le elezioni municipali di oggi in Cisgiordania e in una parte di Gaza sono le prime votazioni dall'inizio della guerra di Gaza e inoltre, a Deir el-Balah, nella Striscia, gli elettori si recano alle urne per la prima volta in oltre 20 anni. I residenti della città, come tutti gli altri abitanti di Gaza, non infatti hanno potuto eleggere i propri rappresentanti locali da quando Hamas ha preso il controllo della Striscia nel 2007. Durante i decenni di controllo dell'enclave, ricorda il Times of Israel, Hamas ha nominato i membri del consiglio comunale, impedendo ripetutamente lo svolgimento delle elezioni municipali in parallelo a quelle che si sono tenute nelle aree dell'Autorità Palestinese in Cisgiordania. Non è chiaro se il gruppo terroristico rispetterà i risultati. 

Maltempo, sospese tutte le attività nel Mar Caspio

Tutte le attività nel Mar Caspio sono state sospese fino a domani a causa del maltempo. Lo riportano i media iraniani citando l'ufficio meteorologico marittimo di Mazandaran. Visto il mare agitato, sono stati interrotte la navigazione, la pesca e le attività turistiche.

Ejei: "Gli Usa sanno di non poterci imporre blocco navale"

Gli Stati Uniti non hanno i mezzi per imporre un blocco navale all'Iran. Ad assicurarlo è stato Gholam Hossein Mohseni Ejei, capo della magistratura iraniana, in un post sui suoi canali social riportato dalla televisione di stato. "Gli americani dovrebbero sapere che non hanno la capacità di imporre un blocco navale all'Iran", ha detto, "gli eventi di Isfahan e Tabas (sconfitte storiche degli Usa secondo l'Iran, ndr) si ripeteranno nelle acque del Golfo Persico".

Giappone studia invo dragamine nello Stretto di Hormuz dopo richiesta Trump

Il governo giapponese considera l'invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa (Msdf) nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerarato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale.  Takayuki Kobayashi, presidente del Policy Research Council del Partito Liberaldemocratico (Ldp), ha sollecitato l'esecutivo a valutare l'impiego di unità dragamine una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che la mossa rappresenterebbe "una delle opzioni per tutelare gli interessi nazionali del Giappone nel rispetto dei vincoli normativi".     In merito alla richiesta avanzata da Trump durante l'incontro bilaterale di marzo, la premier Takaichi ha ricordato che esistono attività che il Giappone può o non può svolgere alla luce del proprio ordinamento giuridico, con particolare riferimento ai limiti posti dalla Costituzione pacifista. Ai sensi della legge sulle Forze di Autodifesa, Tokyo può ad esempio dispiegare navi specializzate per bonificare aree da ordigni residuati di conflitti armati. Un precedente operativo risale al 1991, quando il Giappone inviò unità dragamine nel Golfo Persico al termine della Guerra del Golfo, in un'operazione di sminamento post-bellico. L'ipotesi di un nuovo impiego operativo rientra  nel più ampio dibattito sul ruolo internazionale del Giappone e sull'interpretazione dell'articolo 9 della Costituzione, che rinuncia alla guerra come strumento di risoluzione delle controversie. La valutazione in corso tiene conto sia delle esigenze di sicurezza energetica, dal momento che il Giappone importa circa il 90% del proprio petrolio via mare, sia dei delicati equilibri diplomatici nella regione mediorientale. 

Al via elezioni municipali in Cisgiordania e Deir El-Balah

I cittadini palestinesi della Cisgiordania e di una zona centrale della Striscia di Gaza si recano alle urne sabato per le elezioni municipali. Si tratta del primo voto dalla guerra di Gaza, un appuntamento segnato da un campo politico ristretto e da una diffusa disillusione tra la popolazione. Secondo i dati della Commissione Elettorale Centrale di Ramallah, sono quasi 1,5 milioni gli elettori registrati nella Cisgiordania occupata, a cui si aggiungono 70.000 persone nell'area di Deir el-Balah, a Gaza. Il panorama politico vede la maggior parte delle liste allineate con il partito laico-nazionalista Fatah del presidente Mahmud Abbas, o presentate come indipendenti. Grande assente la fazione Hamas, rivale di Fatah e al potere in circa metà della Striscia, che non presenta liste affiliate.In diverse città, tra cui Ramallah e Nablus, è stata presentata una sola lista, ottenendo così la vittoria automatica. Dove si vota, i ticket sostenuti da Fatah sfidano indipendenti guidati da fazioni come il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. I seggi in Cisgiordania resteranno aperti dalle 7:00 alle 19:00, mentre a Deir al-Balah la chiusura è anticipata alle 17:00 per consentire il conteggio diurno a causa della mancanza di elettricità. Il coordinatore ONU Ramiz Alakbarov ha definito il processo "credibile", ritenendolo un'opportunita' per i palestinesi di esercitare i propri diritti democratici in un periodo "eccezionalmente difficile". Per Gaza, sotto il controllo di Hamas dal 2007, si tratta del primo voto dalle legislative del 2006. L'Autorita' Palestinese sta conducendo il voto a Deir el-Balah come un "esperimento", secondo il politologo Jamal al-Fadi, poiché la zona è una delle poche dove la popolazione non è stata sfollata da oltre due anni di guerra. Resta lo sfondo della leadership di Abbas, 90 anni, al potere da oltre due decenni senza rielezioni.Sul fronte della sicurezza a Gaza, la Commissione elettorale ha dichiarato di aver ingaggiato una società privata, ma fonti locali riferiscono che la polizia di Hamas garantirà il processo schierando personale disarmato in abiti civili nei pressi dei 12 centri elettorali.

Trump: 'l'Iran farà un'offerta per soddisfare le richieste Usa'

L'Iran ha in programma di formulare un'offerta per soddisfare le richieste Usa. Il presidente Donald Trump, secondo il Guardian, ha detto che "stanno formulando un'offerta e vedremo", precisando di non sapere in cosa consisterà. Alla domanda sugli interlocutori degli Usa nei negoziati, il tycoon ha risposto: "Non voglio rivelarlo, ma stiamo trattando con le persone che detengono ora il potere". Gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner andranno ai colloqui di Islamabad con il ministero degli esteri iraniano Abbas Araghchi: i due partiranno sabato mattina, ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. 

Casa Bianca, 'l'Iran vuole parlarci di persona'

"L'Iran ci vuole parlare di persona". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt dopo aver annunciato la partenza degli inviati di Donald Trump per il Pakistan. Secondo quanto riportato da Fox News poco prima, sarebbe stato l'Iran a chiedere un incontro con i rappresentanti Usa. 

Parlamento iraniano nega che Ghalibaf si sia dimesso da capo negoziatore con Usa

L'ufficio stampa del parlamento iraniano smentisce le notizie secondo cui il presidente dell'organo legislativo di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, si sarebbe dimesso da capo del team negoziale, e afferma che non è ancora previsto alcun nuovo round di colloqui con gli Usa. 

Usa confermano neutralità su Falkland dopo notizia di memorandum Pentagono

Gli Stati Uniti hanno ribadito la loro neutralità sulla contesa di sovranità delle Isole Falkland tra Argentina e Regno Unito. Lo ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano. "La nostra posizione sulle Isole rimane neutrale. Riconosciamo che esistono rivendicazioni di sovranità contrastanti tra Argentina e Regno Unito", ha affermato il portavoce, aggiungendo che gli Stati Uniti riconoscono "l'amministrazione di fatto del Regno Unito" dell'arcipelago senza prendere posizione sulle rivendicazioni di sovranità.

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