Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran Usa, nuovo round colloqui a Islamabad. Trump contro Spagna e Gb. LIVE

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Trump manda l'inviato Steve Witkoff a Islamabad per incontrare i negoziatori iraniani. Diretto in Pakistan anche il ministro degli esteri iraniano Araghchi. Non siederà più invece al tavolo dei negoziati il presidente del Parlamento Ghalibaf che lascia per dissidi interni. 'L'Iran farà un'offerta per soddisfare le richieste Usa', dice il presidente Trump. Washington intanto studia la vendetta contro Madrid e Londra per non avere dato appoggio al conflitto in Iran

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Trump manda l'inviato Steve Witkoff a Islamabad per incontrare i negoziatori iraniani. Diretto in Pakistan anche il ministro degli esteri iraniano Araghchi. Non siederà più invece al tavolo dei negoziati il presidente del Parlamento Ghalibaf che lascia per dissidi interni. 'L'Iran farà un'offerta per soddisfare le richieste Usa', dice il presidente Trump. Washington intanto studia la vendetta contro Madrid e Londra per non avere dato appoggio al conflitto in Iran: l'ipotesi è la sospensione della Spagna dall'Alleanza e un cambio di posizione degli Usa rispetto alle pretese della Gran Bretagna sulle isole Falkland. Il segretario alla Difesa Hegseth fa sapere agli alleati europei che è 'finito il tempo della protezione gratis' e definisce 'chiacchiere' i colloqui su Hormuz in Francia e Gb.

Gli approfondimenti:

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Aeroporto Khomeini a Teheran riprende voli internazionali

Come era stato annunciato, l'aeroporto internazionale Imam Khomeini ha ripreso i voli internazionali. A quanto ha riferito la tv di Stato, i primi passeggeri sono partiti alla volta di Medina, Muscat e Istanbul, e si prevede che l'attività aumenti nei prossimi giorni.

Araghchi vede capo Stato maggiore pakistano Munir a Islamabad

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato il capo di Stato Maggiore dell'esercito pakistano Seyed Asim Munir a Islamabad, dove si è recato nell'ambito dei colloqui con gli Stati Uniti per arrivare a un accordo che metta fine alla guerra. Lo rende noto la tv iraniana trasmettendo immagini dell'incontro.

Iran, giustiziato un uomo: "Era spia del Mossad"

Le autorità iraniane hanno impiccato un altro dissidente, Arfan Kiani. Ne ha dato notizia l'agenzia Tasnim. Kiani era "un importante agente nemico coinvolto nelle rivolte del dicembre 2023 a Isfahan", si legge nella nota ufficiale, e "in missione per conto del Mossad, aveva distrutto e dato fuoco a proprietà pubbliche e private, seminato il terrore in tutta la città e compiuto atti di teppismo". 

Ghalibaf a Katz: "Morirete dalla rabbia"

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha attaccato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz per avere detto che Tel Aviv sta aspettando il via libera degli Stati Uniti per attaccare di nuovo. "La rabbia del nemico e le insensatezze di quel ministro criminale derivano dalla nostra unità attorno all'asse della Guida e dal fallimento dei loro piani", ha scritto su X. "Siate arrabbiati e morite da questa rabbia", ha aggiunto.

Iran, libero giornalista Usa arrestato in Kuwait per post su guerra

E' stato rilasciato Ahmed Shihab-Eldin, giornalista con doppia cittadinanza americana e kuwaitiana, che era stato arrestato in Kuwait per post condivisi online sulla guerra in Iran con l'accusa di aver ''diffuso informazioni false''. Lo ha reso noto un funzionario del Dipartimento Usa spiegando che il giornalista, 41 anni, ha lasciato il Kuwait.

Abdelatty sente Dar, focus su colloqui con Usa

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, concentrandosi sulle modalità per promuovere le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Iran. Lo afferma il ministero degli Esteri egiziano in una nota.

Teheran: "Nessun incontro diretto con gli Usa"

Non ci sono in programma colloqui diretti tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. A ribadirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Easmaeil Baqaei, all'arrivo in Pakistan con il ministro Abbas Araghchi. "Il ministro degli Esteri Araghchi incontrera' alti funzionari pakistani in linea con la loro mediazione in corso e i buoni uffici per porre fine alla guerra di aggressione imposta dagli americani e al ristabilimento della pace nella nostra regione", ha detto. "Non e' previsto alcun incontro tra Iran e Stati Uniti. Le osservazioni dell'Iran saranno trasmesse al Pakistan", ha chiarito.

Colloquio tra ministri Esteri di Egitto e Pakistan

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar hanno avuto un colloquio telefonico per discutere di come far avanzare un percorso diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri egiziano, a quanto riportano i media israeliani.

Elezioni in Cisgiordania e parte Gaza, Deir el-Balah vota per prima volta in 20 anni

Le elezioni municipali di oggi in Cisgiordania e in una parte di Gaza sono le prime votazioni dall'inizio della guerra di Gaza e inoltre, a Deir el-Balah, nella Striscia, gli elettori si recano alle urne per la prima volta in oltre 20 anni. I residenti della città, come tutti gli altri abitanti di Gaza, non infatti hanno potuto eleggere i propri rappresentanti locali da quando Hamas ha preso il controllo della Striscia nel 2007. Durante i decenni di controllo dell'enclave, ricorda il Times of Israel, Hamas ha nominato i membri del consiglio comunale, impedendo ripetutamente lo svolgimento delle elezioni municipali in parallelo a quelle che si sono tenute nelle aree dell'Autorità Palestinese in Cisgiordania. Non è chiaro se il gruppo terroristico rispetterà i risultati. 

Maltempo, sospese tutte le attività nel Mar Caspio

Tutte le attività nel Mar Caspio sono state sospese fino a domani a causa del maltempo. Lo riportano i media iraniani citando l'ufficio meteorologico marittimo di Mazandaran. Visto il mare agitato, sono stati interrotte la navigazione, la pesca e le attività turistiche.

Ejei: "Gli Usa sanno di non poterci imporre blocco navale"

Gli Stati Uniti non hanno i mezzi per imporre un blocco navale all'Iran. Ad assicurarlo è stato Gholam Hossein Mohseni Ejei, capo della magistratura iraniana, in un post sui suoi canali social riportato dalla televisione di stato. "Gli americani dovrebbero sapere che non hanno la capacità di imporre un blocco navale all'Iran", ha detto, "gli eventi di Isfahan e Tabas (sconfitte storiche degli Usa secondo l'Iran, ndr) si ripeteranno nelle acque del Golfo Persico".

Giappone studia invo dragamine nello Stretto di Hormuz dopo richiesta Trump

Il governo giapponese considera l'invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa (Msdf) nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerarato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale.  Takayuki Kobayashi, presidente del Policy Research Council del Partito Liberaldemocratico (Ldp), ha sollecitato l'esecutivo a valutare l'impiego di unità dragamine una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che la mossa rappresenterebbe "una delle opzioni per tutelare gli interessi nazionali del Giappone nel rispetto dei vincoli normativi".     In merito alla richiesta avanzata da Trump durante l'incontro bilaterale di marzo, la premier Takaichi ha ricordato che esistono attività che il Giappone può o non può svolgere alla luce del proprio ordinamento giuridico, con particolare riferimento ai limiti posti dalla Costituzione pacifista. Ai sensi della legge sulle Forze di Autodifesa, Tokyo può ad esempio dispiegare navi specializzate per bonificare aree da ordigni residuati di conflitti armati. Un precedente operativo risale al 1991, quando il Giappone inviò unità dragamine nel Golfo Persico al termine della Guerra del Golfo, in un'operazione di sminamento post-bellico. L'ipotesi di un nuovo impiego operativo rientra  nel più ampio dibattito sul ruolo internazionale del Giappone e sull'interpretazione dell'articolo 9 della Costituzione, che rinuncia alla guerra come strumento di risoluzione delle controversie. La valutazione in corso tiene conto sia delle esigenze di sicurezza energetica, dal momento che il Giappone importa circa il 90% del proprio petrolio via mare, sia dei delicati equilibri diplomatici nella regione mediorientale. 

Al via elezioni municipali in Cisgiordania e Deir El-Balah

I cittadini palestinesi della Cisgiordania e di una zona centrale della Striscia di Gaza si recano alle urne sabato per le elezioni municipali. Si tratta del primo voto dalla guerra di Gaza, un appuntamento segnato da un campo politico ristretto e da una diffusa disillusione tra la popolazione. Secondo i dati della Commissione Elettorale Centrale di Ramallah, sono quasi 1,5 milioni gli elettori registrati nella Cisgiordania occupata, a cui si aggiungono 70.000 persone nell'area di Deir el-Balah, a Gaza. Il panorama politico vede la maggior parte delle liste allineate con il partito laico-nazionalista Fatah del presidente Mahmud Abbas, o presentate come indipendenti. Grande assente la fazione Hamas, rivale di Fatah e al potere in circa metà della Striscia, che non presenta liste affiliate.In diverse città, tra cui Ramallah e Nablus, è stata presentata una sola lista, ottenendo così la vittoria automatica. Dove si vota, i ticket sostenuti da Fatah sfidano indipendenti guidati da fazioni come il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. I seggi in Cisgiordania resteranno aperti dalle 7:00 alle 19:00, mentre a Deir al-Balah la chiusura è anticipata alle 17:00 per consentire il conteggio diurno a causa della mancanza di elettricità. Il coordinatore ONU Ramiz Alakbarov ha definito il processo "credibile", ritenendolo un'opportunita' per i palestinesi di esercitare i propri diritti democratici in un periodo "eccezionalmente difficile". Per Gaza, sotto il controllo di Hamas dal 2007, si tratta del primo voto dalle legislative del 2006. L'Autorita' Palestinese sta conducendo il voto a Deir el-Balah come un "esperimento", secondo il politologo Jamal al-Fadi, poiché la zona è una delle poche dove la popolazione non è stata sfollata da oltre due anni di guerra. Resta lo sfondo della leadership di Abbas, 90 anni, al potere da oltre due decenni senza rielezioni.Sul fronte della sicurezza a Gaza, la Commissione elettorale ha dichiarato di aver ingaggiato una società privata, ma fonti locali riferiscono che la polizia di Hamas garantirà il processo schierando personale disarmato in abiti civili nei pressi dei 12 centri elettorali.

Trump: 'l'Iran farà un'offerta per soddisfare le richieste Usa'

L'Iran ha in programma di formulare un'offerta per soddisfare le richieste Usa. Il presidente Donald Trump, secondo il Guardian, ha detto che "stanno formulando un'offerta e vedremo", precisando di non sapere in cosa consisterà. Alla domanda sugli interlocutori degli Usa nei negoziati, il tycoon ha risposto: "Non voglio rivelarlo, ma stiamo trattando con le persone che detengono ora il potere". Gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner andranno ai colloqui di Islamabad con il ministero degli esteri iraniano Abbas Araghchi: i due partiranno sabato mattina, ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. 

Casa Bianca, 'l'Iran vuole parlarci di persona'

"L'Iran ci vuole parlare di persona". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt dopo aver annunciato la partenza degli inviati di Donald Trump per il Pakistan. Secondo quanto riportato da Fox News poco prima, sarebbe stato l'Iran a chiedere un incontro con i rappresentanti Usa. 

Parlamento iraniano nega che Ghalibaf si sia dimesso da capo negoziatore con Usa

L'ufficio stampa del parlamento iraniano smentisce le notizie secondo cui il presidente dell'organo legislativo di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, si sarebbe dimesso da capo del team negoziale, e afferma che non è ancora previsto alcun nuovo round di colloqui con gli Usa. 

Usa confermano neutralità su Falkland dopo notizia di memorandum Pentagono

Gli Stati Uniti hanno ribadito la loro neutralità sulla contesa di sovranità delle Isole Falkland tra Argentina e Regno Unito. Lo ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano. "La nostra posizione sulle Isole rimane neutrale. Riconosciamo che esistono rivendicazioni di sovranità contrastanti tra Argentina e Regno Unito", ha affermato il portavoce, aggiungendo che gli Stati Uniti riconoscono "l'amministrazione di fatto del Regno Unito" dell'arcipelago senza prendere posizione sulle rivendicazioni di sovranità.

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