L’udienza della coppia proprietaria del locale Le Costellation si svolge in forma di confronto e avrà luogo alla presenza degli avvocati delle parti. Nell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Madre di una vittima all’interrogatorio: “Voglio risposte”
Sono previsti oggi gli interrogatori di Jacques e Jessica Moretti, nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio nella notte di Capodanno al bar Le Costellation a Crans-Montana che ha causato 41 morti e 115 feriti. L’udienza della coppia proprietaria del locale si svolge in forma di confronto e avrà luogo alla presenza degli avvocati delle parti. È iniziato poco dopo le 8.30, e partecipano la procuratrice generale aggiunta del Vallese Catherine Seppey e oltre 70 avvocati delle parti civili. Presente anche l'avvocato Romain Jordan, incaricato dal Governo italiano nella costituzione di parte civile.
"Il metodo di confronto è a discrezione dei magistrati. Credo che abbiano prove da sottoporre a entrambe le parti", ha dichiarato all'AFP Romain Jordan, uno dei legali delle parti civili, aggiungendo: "La nostra aspettativa rimane la stessa: ottenere risposte e conoscere la verità. Questo confronto è l'ultima opportunità per la coppia Moretti di dire tutta la verità. Le vittime ne hanno bisogno per il loro lutto". L'ultimo interrogatorio di Moretti, principale sospettato nell'inchiesta, era previsto per il 7 aprile ma era stato rinviato per motivi di salute.
Le indagini sulla strage
I due sono già stati ascoltati due volte dall'inizio dell'indagine penale. L’uomo era stato posto in custodia cautelare il 9 gennaio e poi rilasciato il 23 gennaio dietro cauzione di 200.000 franchi svizzeri (220.000 euro), prima che la coppia venisse sottoposta a misure restrittive. Complessivamente sono 14 le persone indagate con l'accusa di omicidio colposo, lesioni personali e incendio doloso per negligenza. Tra queste figurano diversi funzionari eletti ed ex dipendenti del comune, i cui vertici hanno ammesso subito dopo il disastro che nel locale mancavano i controlli di sicurezza e antincendio dal 2019. I primi risultati dell'indagine sembrano suggerire che il rogo sia stato causato dalle scintille di candele a fontana che hanno incendiato la schiuma fonoassorbente sul soffitto del seminterrato. Oltre a chiarire le potenziali responsabilità del Comune, l'inchiesta punta a esaminare le misure di prevenzione adottate dai proprietari e a ricostruire l'esatta sequenza degli eventi.
Sindaco: “Rischio fallimento? I processi dureranno 15 anni”
Intanto nei giorni scorsi il sindaco Nicolas Féraud ha detto che, in vista degli eventuali risarcimenti alle vittime del rogo, il Comune di Crans-Montana "per il momento non ha alcuna intenzione di aumentare le tasse", non teme il fallimento e respinge l'ipotesi di un commissariamento, anche perché "la procedura durerà almeno una quindicina d'anni”. Féraud ha aggiunto che “sul rischio di fallimento, il futuro ce lo dirà. La procedura durerà almeno una quindicina d'anni", ha aggiunto, prevedendo una lunga durata per il processo penale prima e per quello civile dopo. Féraud, che attualmente è uno 14 indagati nell'inchiesta della procura di Sion, respinge anche l'ipotesi di dimissioni: "Non mi dimetterò. Per me oggi è inconcepibile pensare di abbandonare adesso. Mi sembrerebbe codardia o una diserzione".
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Madre di una vittima all’interrogatorio: “Voglio risposte”
"Sono qui perché voglio risposte, vogliamo risposte". Laetitia Brodard-Sitre, la mamma di Arthur, 16enne morto a Capodanno nel rogo del Constellation, a Crans-Montana, partecipa oggi all'interrogatorio di Jacques e Jessica Moretti, nell'aula del politecnico di Sion. "In questa tragedia”, dice, accompagnata dal suo avvocato”, ho perso il mio figlio Arthur, ed è per questo che mi sono vestita in bianco e ho la sua foto sul cuore, a sinistra. Ci sono 41 angeli che se ne sono andati, ci sono ancora 115 feriti che sono in ospedale, in terapia intensiva e che sono gravemente ustionati, alcuni ancora in choc settico e non li si riconosce più". La donna ha aggiunto: “Oggi sono qui per lui, ma anche per suo fratello, il mio secondo figlio, che è vivo, perché vive le conseguenze di questo dramma, tutti i giorni si vive con queste conseguenze, genitori, fratelli, sorelle, nonni e le zie: ha bisogno di risposte, ho bisogno di risposte, abbiamo bisogno di risposte. Siamo qui oggi perché sono passati cinque mesi, ora siamo venuti a conoscenza di molte cose, e ho bisogno di capire lo stato d'animo di Jessica e Jacques Moretti".