Crans-Montana, Jessica Moretti: “Su di noi falsità”. Procura le contesta falso documentale
MondoL’udienza per la coppia proprietaria del locale Le Costellation si è svolta davanti alla presenza di oltre 70 avvocati delle parti civili. Emergono nuovi elementi: Jessica Moretti è accusata di aver falsificato una fattura per l'acquisto della schiuma con cui nel 2015 era stato ricoperto il soffitto del locale, da cui sarebbe partito il rogo in cui, la notte di Capodanno, sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite
Si aggrava la posizione di Jacques e Jessica Moretti, gli imprenditori proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno un incendio ha provocato 41 morti e 115 feriti. Dall'interrogatorio di oggi, 5 giugno, la donna è uscita con un’accusa in più: le si contesta anche il falso documentale, per aver inviato una fattura falsa per l'acquisto, nel 2015, della schiuma fonoassorbente con cui è stato rivestito il soffitto del locale. È da lì che, secondo le indagini, è partito il rogo, a causa del contatto con le scintille delle candele con cui si stava celebrando il 31 dicembre. L’avvocato di Jessica Moretti, Nicola Meier, minimizza: “Stiamo parlando di un problema di fatturazione e del modo in cui sarebbe stata contabilizzata più di 10 anni fa. Non ha assolutamente alcun legame con la tragedia". All’udienza, che si è svolta come confronto, erano presenti oltre 70 avvocati di parti civili e Romain Jordan, legale di molte famiglie delle vittime e incaricato dal governo a rappresentare l'Italia nella costituzione di parte civile.
Lo sfogo della madre di una vittima
Jessica Moretti è stata la prima a prendere parola all’udienza. In una dichiarazione spontanea ha detto: “Contro di noi sono state dette solo tante falsità, siamo stati distrutti". Le ha replicato Laetitia Brodard-Sitre, madre di un ragazzo 16enne morto, che era presente in stanza: “Essere distrutti, devastati significa non poter abbracciare i propri figli o doverli assistere in ospedale, questo significa essere distrutti! Non credo che essere indagati in una tragedia significhi vivere una distruzione: quando si può rientrare a casa, lavorare al fianco del proprio marito e poter abbracciare i propri figli tutte le mattine, non è questo essere devastati".
Procura contesta a Jessica Moretti il falso documentale
Poco dopo, la procuratrice aggiunta del Cantone del Vallese, Catherine Seppey, ha formalizzato l’accusa contro l’imprenditrice per falso documentale, contestando di aver falsificato una fattura di 13.464 euro per l'acquisto della schiuma fonoassorbente. Il documento, fittiziamente emesso da un'azienda tedesca, riporterebbe alcune alterazioni con caratteri riconoscibilmente diversi e anche con macroscopici errori: sarebbe stata emessa in Germania, ma con l'indicazione dell'Iva in vigore in Francia. "Ci chiediamo a partire da quando ci saranno delle dichiarazioni sincere senza fornirci dei documenti falsi. Dov'è il rispetto delle vittime? Siamo un po' arrabbiati, stiamo perdendo molto tempo prezioso", ha protestato l'avvocato Romain Jordan.
Jessica Moretti in chat ai dipendenti: "Attenzione alle candele, possono bruciare il locale"
Altri elementi inediti sono emersi dall’interrogatorio. Sul rischio incendio, in una chat su WhatsApp con i propri dipendenti, Jessica Moretti scriveva: “Attenzione alle candele perché, se finiscono sulla mousse, possono bruciare il Constellation". I coniugi si sono difesi dicendo che "si trattava semplicemente di un modo di dire". Il senso del messaggio, hanno detto, "era quello di evitare danni e deterioramenti all'interno del locale". La procuratrice Seppey non ha però ritenuto "credibile" che non vi fosse consapevolezza del rischio di incendio legato alla schiuma fonoassorbente.
Le indicazioni sulla “sfilata” pirotecnica
Non solo. La "sfilata" pirotecnica di Capodanno nel locale - con una ragazza sulle spalle di un cameriere - non sarebbe stata un'iniziativa "spontanea" dei dipendenti, ma una pratica dettagliatamente organizzata dalla stessa Moretti: agli atti ci sono alcuni audio in cui la si sente impartire precise istruzioni ai camerieri sul punto. E già in passato lo si era fatto nel locale.
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La porta di servizio e la porta di emergenza
Ed è sempre un messaggio, questa volta di Jacques Moretti, a smontare un'altra delle tesi difensive: in una chat chiedeva conferma che la porta di emergenza del seminterrato fosse chiusa. "Alcuni dipendenti che abitavano sopra il Constellation lasciavano aperta quella porta per accedere all'appartamento, causando le lamentele dei condomini", ha quindi spiegato. Quanto alla porta di servizio al piano superiore, che dai video risulterebbe chiusa in più occasioni, anche la sera del 31 dicembre, Jessica Moretti ha escluso di aver dato indicazioni.
Jacques Moretti: "Le vittime nel panico hanno dimenticato l'uscita di emergenza"
Nell’interrogatorio Jacques Moretti avrebbe anche detto che “nel panico le vittime hanno dimenticato l'uscita di emergenza" e che la porta non era bloccata, era omologata e un pompiere l'ha trovata aperta, quindi – spiega – non riesce a capire perché “fosse chiusa". La procuratrice ha chiesto a Jessica Moretti se “quando scappava sapeva che l'uscita al piano inferiore era ostruita da sgabelli e altro?". Lei ha ribattuto: "Non stavo scappando, stavo dando l'allarme".
Le indagini sulla strage
I due coniugi sono già stati ascoltati due volte dall'inizio dell'indagine penale. L’uomo era stato posto in custodia cautelare il 9 gennaio e poi rilasciato il 23 gennaio dietro cauzione di 200.000 franchi svizzeri (220.000 euro), prima che la coppia venisse sottoposta a misure restrittive. Complessivamente sono 14 le persone indagate con l'accusa di omicidio colposo, lesioni personali e incendio doloso per negligenza. Tra queste figurano diversi funzionari eletti ed ex dipendenti del comune, i cui vertici hanno ammesso subito dopo il disastro che nel locale mancavano i controlli di sicurezza e antincendio dal 2019. Oltre a chiarire le potenziali responsabilità del Comune, l'inchiesta punta a esaminare le misure di prevenzione adottate dai proprietari e a ricostruire l'esatta sequenza degli eventi.
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Madre di una vittima all’interrogatorio: “Voglio risposte”
"Sono qui perché voglio risposte, vogliamo risposte", ha detto Laetitia Brodard-Sitre, la mamma di Arthur, 16enne morto a Capodanno, la stessa che ha risposto a Moretti durante l'interrogatorio. "In questa tragedia”, dice, accompagnata dal suo avvocato, "ho perso il mio figlio Arthur, ed è per questo che mi sono vestita in bianco e ho la sua foto sul cuore, a sinistra. Ci sono 41 angeli che se ne sono andati, ci sono ancora 115 feriti che sono in ospedale, in terapia intensiva e che sono gravemente ustionati, alcuni ancora in choc settico e non li si riconosce più". La donna ha aggiunto: “Oggi sono qui per lui, ma anche per suo fratello, il mio secondo figlio, che è vivo, perché vive le conseguenze di questo dramma, tutti i giorni si vive con queste conseguenze, genitori, fratelli, sorelle, nonni e le zie: ha bisogno di risposte, ho bisogno di risposte, abbiamo bisogno di risposte. Siamo qui oggi perché sono passati cinque mesi, ora siamo venuti a conoscenza di molte cose, e ho bisogno di capire lo stato d'animo di Jessica e Jacques Moretti".
Sindaco: “Rischio fallimento? I processi dureranno 15 anni”
Intanto nei giorni scorsi il sindaco Nicolas Féraud ha detto che, in vista degli eventuali risarcimenti alle vittime del rogo, il Comune di Crans-Montana "per il momento non ha alcuna intenzione di aumentare le tasse", non teme il fallimento e respinge l'ipotesi di un commissariamento, anche perché "la procedura durerà almeno una quindicina d'anni”. Féraud ha aggiunto che “sul rischio di fallimento, il futuro ce lo dirà. La procedura durerà almeno una quindicina d'anni", ha aggiunto, prevedendo una lunga durata per il processo penale prima e per quello civile dopo. Féraud, che attualmente è uno 14 indagati nell'inchiesta della procura di Sion, respinge anche l'ipotesi di dimissioni: "Non mi dimetterò. Per me oggi è inconcepibile pensare di abbandonare adesso. Mi sembrerebbe codardia o una diserzione".