Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran Usa, Trump: "Scorta di armi illimitata. Guerra finirà presto"

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Il presidente Usa ha difeso l'operato del segretario della Guerra Hegseth, bollando come "fake news" le voci su uno scontro con lui per la penuria di missili a causa della guerra contro Teheran. Decine di soldati yemeniti morti in un attacco missilistico dei ribelli nel centro dello Yemen. Secondo Haaretz, al termine dei tre giorni di colloqui a Roma, Israele e Libano non hanno ancora raggiunto un accordo su quali Paesi saranno rappresentati nel comitato che dovrà verificare la bonifica del sud del Libano

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Il presidente Usa Donald Trump è tornato sulle polemiche seguite ai report secondo cui gli Stati Uniti sarebbero a corto di armi e questo avrebbe generato uno scontro tra lui e il segretario della Guerra Pete Hegseth. "Le fake news, come al solito, stanno diffondendo voci false e del tutto infondate - ha detto Trump confermando fiducia a Hegseth -. Sta svolgendo un ottimo lavoro". Poi Trump ha ribadito che la scorta di armi americana è "illimitata" e ha affermato che "la guerra finirà abbastanza presto".

Iran e Oman hanno intanto raggiunto un accordo sulle nuove rotte di transito per le navi nello stretto di Hormuz, la strategica striscia d'acqua su cui entrambi i Paesi si affacciano, mentre più di 50 soldati delle forze governative yemenite sono morti in un attacco missilistico dei ribelli Houthi nel centro dello Yemen. 

Secondo Haaretz, al termine dei tre giorni di colloqui tra Israele e Libano a Roma mediati dagli Stati Uniti, le parti non hanno ancora raggiunto un accordo su quali Paesi saranno rappresentati nel comitato che dovrà verificare l'effettiva bonifica del sud del Libano

Gli approfondimenti:

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Libano, Haaretz: "Niente accordo a Roma, no Israele a ritiro da sud Paese"

Al termine dei tre giorni di colloqui tra Israele e Libano a Roma mediati dagli Stati Uniti, le parti non hanno ancora raggiunto un accordo su quali Paesi saranno rappresentati nel comitato che dovrà verificare l'effettiva bonifica del sud del Libano. Lo riporta Haaretz, secondo cui è stata stilata una breve lista di potenziali paesi, ma non è stato ancora raggiunto un consenso. Secondo quanto riportato, Israele si rifiuta di procedere con ulteriori ritiri dal Libano meridionale proprio a causa dei disaccordi sul meccanismo di verifica dell'effettiva bonifica del territorio da militanti e infrastrutture di Hezbollah.

Unicef: "A Gaza 300 bambini uccisi in 300 giorni"

Nella Striscia di Gaza la strage dei bambini ha raggiunto un triste primato: secondo l'Unicef sono morti trecento bambini negli ultimi trecento giorni, una media di un bambino al giorno. Lo ha detto il portavoce dell'Onu Farhan Haq. Nello stesso periodo, ha aggiunto, sono rimasti feriti centinaia di altri bambini.

Libano, Onu, escalation militare da parte di Israele

In Libano gli attacchi delle forze israeliane hanno registrato una drammatica escalation nella notte. Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Farhan Haq, secondo il quale tra la mezzanotte e le 16, ora locale, la missione dei Caschi blu ha registrato 120 proiettili sparati dalle forze di difesa israeliane. "Un numero che ha già superato il totale di mercoledì e che rappresenta il più alto quantitativo osservato in una singola giornata dal 21 giugno", ha aggiunto.

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Arabia Saudita, attacco Houthi a Najran, 11 feriti

Undici persone sono rimaste ferite negli attacchi degli Houthi a Najran, nel sud dell'Arabia Saudita, secondo quanto annunciato in un comunicato dalla coalizione a guida saudita. Un funzionario saudita aveva precedentemente dichiarato all'agenzia di stampa Reuters che numerose informazioni di intelligence indicavano che milizie irachene che collaborano con gli Houthi stavano pianificando attacchi imminenti contro il regno. "Riad adotterà tutte le misure necessarie per rispondere a qualsiasi tipo di aggressione", affermano i sauditi.

Israele, la città della segregazione di genere: uomini e donne divisi

Marciapiedi separati, da una parte gli uomini e dall'altra le donne. Con barriere di isolamento e una segnaletica inequivocabile. Così Bnei Brak, città ultraortodossa a pochi chilometri da Tel Aviv, porta anche nelle strade una segregazione finora confinata agli spazi religiosi. Un fenomeno che divide. E non solo maschi e femmine.

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Libano, Israele bombarda la città di Hadatha

L'esercito israeliano ha bombardato con l'artiglieria la città di Hadatha, nel distretto di Bint Jbeil, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale libanese NNA. Da ieri Israele ha intensificato gli attacchi contro il Libano, emettendo ordini di sfollamento forzato nella citta' di Mansouri.

Trump: "Stretto Hormuz potrebbe riaprire presto, io coinvolto in negoziati"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, ha affermato che lo Stretto di Hormuz, arteria marittima cruciale bloccata da Teheran dall'inizio della guerra contro l'Iran, potrebbe riaprire "presto".

Inoltre ha aggiunto che le discussioni sulla questione stanno procedendo "molto bene" e ha aggiunto: "Sono coinvolto nei negoziati". "Potrebbe accadere presto", ha detto riguardo alla riapertura dello Stretto. Mercoledì l'Iran ha indicato di aver raggiunto un accordo con il Sultanato dell'Oman su una nuova rotta di transito per questa via navigabile, che confina con entrambi i paesi ed è al centro delle tensioni con gli Stati Uniti. Tuttavia, qualsiasi riapertura dipenderà da Washington, che ha imposto un blocco ai porti iraniani, secondo quanto riferito da fonti iraniane ai media locali.

Quali sono gli effetti dell'accordo Usa-Arabia Saudita sul nucleare?

L’accordo sul nucleare civile tra Stati Uniti e Arabia Saudita apre nuovi interrogativi sulla sicurezza in Medio Oriente. Le condizioni concesse a Riad potrebbero alimentare tensioni regionali e una nuova corsa alla tecnologia nucleare.

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Trump ribadisce: "Disponiamo di una scorta illimitata di armi"

Donald Trump ha smentito ancora una volta le notizie sulla scarsità di munizioni a causa della guerra all'Iran. "Disponiamo di una scorta illimitata di armi. Siamo messi molto bene", ha detto il presidente nello Studio Ovale, aggiungendo che "abbiamo quantità letteralmente enormi di munizioni". Casa Bianca e Pentagono hanno più volte contestato le recenti notizie apparse sui media Usa secondo cui le scorte di armi, sia offensive sia difensive, sarebbero scese a livelli "pericolosamente bassi", a partire dai sistemi missilistici Thaad e Patriot. 

Trump: "Guerra finirà abbastanza presto"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti sui prezzi dell'energia a livello globale e negli Stati Uniti, ha affermato di ritenere che la guerra contro l'Iran finirà "abbastanza presto". "Non credo che possano resistere ancora a lungo", ha detto.

Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?

Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del Medio Oriente.

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Trump: "Negoziati in corso su Hormuz, annuncio potrebbe avvenire presto"

"I negoziati sono in corso, un annuncio potrebbe esserci presto". Lo ha detto Donald Trump, parlando delle trattative sulla riapertura dello Stretto di Hormuz con l'Iran. "Noi controlliano lo stretto", ha aggiunto il tycoon parlando nello Studio Ovale". 

Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina

Basta un battito d'ali. La teoria del caos spiega perché oggi un uragano sulla Gulf Coast (o un banale guasto tecnico) può mettere in ginocchio la raffinazione mondiale: con Hormuz chiusa, Suez a rischio e gli impianti russi bombardati, le raffinerie americane sono l'ultimo baluardo dei carburanti globali. Viaggiano al 96% della capacità, le riserve strategiche Usa sono ai minimi dal 1983, e da agosto comincia la stagione degli uragani.

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Yemen, sale a 58 morti il bilancio dell'attacco degli Houthi

E' salito a 58 morti il bilancio delle vittime dell'attacco degli Houthi contro i soldati delle forze governative yemenite. Lo riporta una fonte militare. 

Media: "Udite esplosioni a Qeshm nello stretto di Hormuz"

Due esplosioni sono state udite questa sera sull'isola di Qeshm nello stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim News, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che cita fonti ben informate, le esplosioni sarebbero state causate da operazioni contro "obiettivi ostili" all'imboccatura dello Stretto di Hormuz. Lo scrive Iran International. 

Centcom: "49 navi dirottate ad Hormuz per il blocco navale anti-Iran"

Il blocco navale americano anti-Iran ha portato a dirottare un'ulteriore nave nello Stretto di Hormuz, portando il totale a 49 unità dall'avvio della misura a metà luglio, oltre a due unità neutralizzate e a due abbordate. Lo ha riferito il Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), in un post su X. Il blocco sta deviando tutte le navi in entrata o in uscita dai porti iraniani situati nello Stretto di Hormuz. Attualmente, il transito di navi è ridotto: martedì, ad esempio, sono transitate solo otto imbarcazioni, secondo Kpler, società specializzata nel monitoraggio del traffico marittimo, mentre appena 29 hanno attraversato l'area dall'inizio della settimana. 

Ghalibaf: "Da Trump diplomazia teatrale"

Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che Washington ha perseguito una "strategia fallimentare" e ha chiesto un ritorno agli accordi di cessate il fuoco precedentemente concordati. "Attacco massiccio in arrivo... aspetta, lasciate perdere, vogliono negoziare", ha scritto Ghalibaf su X, riferendosi apparentemente alla decisione di Trump di sospendere gli attacchi poco dopo aver promesso di colpire l'Iran. "Questa è diplomazia teatrale". "Riconoscete i fatti e mantenete i vostri impegni", ha aggiunto.

Iran, esplosioni a Bandar Abbas e Qeshm

L'Iran riferisce di aver registrato delle esplosioni a Bandar Abbas e sull'isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia iraniana Tasnim, sull'isola di Qeshm si sono udite due esplosioni, causate dall'intercettazione di bersagli ostili all'imboccatura dello Stretto di Hormuz

Petrolio, rimbalzano le quotazioni. Brent a 82,49 dollari =

Il petrolio chiude in rialzo sui mercati internazionali, con il Brent in aumento del 3,83% a 82,49 dollari al barile e il Wti in rialzo del 2,75% a 77,29 dollari. Le quotazioni hanno invertito la tendenza delle ultime sedute mentre il mercato valuta con cautela le prospettive di un'intesa tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz. Gli operatori restano concentrati sugli sviluppi relativi alla principale via di transito del greggio mondiale, con dubbi sulla tenuta di un eventuale accordo e sull'effettiva riapertura dei traffici nell'area. Anche l'evoluzione della situazione nel Mar Rosso continua a essere monitorata dagli investitori.

Cosa sta succedendo in Cisgiordania

Due moschee sono state date alle fiamme e vandalizzate nelle aree di Nablus e Tulkarem da gruppi armati di coloni israeliani, in un episodio che segna un ulteriore inasprimento della crisi. Il clima è quello di una tensione crescente, di violenza impunita e, soprattutto, di campagna elettorale: una campagna che l'estrema destra conduce con la promessa esplicita di riportare Giudea e Samaria, ossia la Cisgiordania, sotto il pieno controllo di Israele.

Cosa sta succedendo in Cisgiordania

Cosa sta succedendo in Cisgiordania

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Cbs News: "Trump ha in programma colloqui col saudita bin Salman sull'Iran"

Il presidente americano Donald Trump ha in programma colloqui con il leader saudita Mohammed bin Salman (Mbs) per discutere della questione Iran. Lo riporta Cbs New, in a base a funzionari statunitensi secondo cui sono in corso i preparativi per poter effettuare oggi una telefonata. L'Arabia Saudita e il principe ereditario sono stati coinvolti in molti degli sforzi per ridurre la tensione nel Golfo. Dopo che gli Stati Uniti hanno annullato un massiccio attacco contro l'Iran durante lo scorso fine settimana, il tycoon ha dichiarato che Riad era uno dei Paesi a chiederne la cancellazione. Anche l'Arabia Saudita è finita nel mirino degli Houthi, sostenuti dall'Iran: il gruppo ribelle ha colpito impianti energetici e preso di mira petroliere battenti bandiera saudita nello stretto di Bab el-Mandeb. 

Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?

L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.

Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?

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Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare

I droni sull'Egitto, i raid in Giordania, il blocco di Bab al-Mandeb da parte degli Houthi, la partecipazione saudita ai bombardamenti contro gli alleati di Teheran in Iraq. Il quadro è sempre più complesso e la ripresa della tregua tra Usa e Iran appare sempre più lontana.

Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare

Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare

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Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora molti e lo scetticismo rimane alto.

Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

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Trump: "Hegseth sta facendo un ottimo lavoro, i media diffondono fake news"

"Le fake news, come al solito, stanno diffondendo voci false e del tutto infondate. Sono estremamente soddisfatto del lavoro che sta svolgendo Pete Hegseth. Tutto è stato straordinario, compreso il nostro attacco al Venezuela. Allo stesso modo, la situazione con l'Iran sta procedendo molto bene!". Lo scrive Donald Trump attaccando l'articolo del Washington Post in cui si parlava di uno scontro tra lui e il segretario della Difesa sulle scorte di armi americane in grave carenza a causa della guerra contro l'Iran.

Iran, Trump: "Tutto sta andando eccezionalmente bene"

"Per quanto riguarda l'Iran, tutto sta procedendo eccezionalmente bene e sono molto soddisfatto dell'operato del Ministro della Guerra. L'Iran ha subito una sconfitta schiacciante per mano nostra al fine di impedire loro definitivamente di acquisire un'arma nucleare. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth gode di grande rispetto all'interno delle forze armate e ha apportato miglioramenti significativi al Pentagono". Lo ha affermato il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Iran, tv: "Parlamento studia intesa per Hormuz, prevede stop per navi ostili"

E' all'esame del Majlis, il Parlamento di Teheran, un "testo iniziale di accordo" per la gestione dello Stretto di Hormuz che vieta il transito a "imbarcazioni di Paesi ostili". Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell'iraniana Irib. Paese e soggetti che hanno "provocato danni all'Iran" non otterranno l'autorizzazione al transito in assenza di un risarcimento per la Repubblica islamica, ha riferito l'emittente dopo le notizie sulla possibilità di accordo imminente tra Iran e Oman.

Libano, media: "Raid di un drone di Israele nel sud"

Un raid di un drone attribuito a Israele viene segnalato dai media libanesi a Mayfadun, nella zona di Nabatiye, nel sud del Libano. Nel mirino, riferiscono, una moto. Al momento non ci sono notizie di vittime.

Media: "Il Board of Peace di Trump assegna il primo contratto edilizio a Gaza"

Il Board of Peace di Donald Trump, istituito a gennaio per supervisionare la ricostruzione di Gaza, ha finalmente assegnato il suo primo contratto edilizio nel territorio martoriato da anni di scontri: è un progetto di costruzione di un rudimentale avamposto militare da 150 posti destinato a ospitare le truppe marocchine. Lo riporta il Guardian, citando una fonte ben informata. Il contratto, non ancora formalizzato, è stato assegnato alla Arkel International, azienda con sede in Louisiana che in passato ha già collaborato con il governo statunitense in Paesi come l'Iraq. Il Board of Peace è presieduto dal presidente americano ed è guidato da un team che comprende il genero Jared Kushner e l'amico Steve Witkoff. In un'e-mail, un funzionario del Board of Peace ha dichiarato che il comitato e un gruppo di tecnocrati palestinesi incaricati di supervisionare Gaza "sono nelle fasi finali della preparazione di diverse assegnazioni di contratti. Nessuno è stato ancora formalizzato". Il gruppo palestinese è noto come Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza. 

Gaza

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Libano, fonti Farnesina: "Premature ipotesi sul ruolo o l'impiego del personale italiano"

"Nel negoziato per un accordo fra Israele e Libano qualsiasi ipotesi relativa a un eventuale ruolo o impiego di personale italiano risulta, allo stato attuale, prematura". Lo fanno sapere fonti della Farnesina, ricordando che "il dialogo tra le parti, mediato dagli Stati Uniti e sostenuto con determinazione dal governo italiano e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani in persona, è finalizzato al raggiungimento di un quadro di accordi chiaro, definito e condiviso". "Solo una volta concluso tale percorso e in presenza di intese formalmente raggiunte sarà possibile valutare un eventuale contributo dell'Italia, che al momento non è oggetto di alcuna decisione", concludono le fonti.

Esercitazione della Marina israeliana nel Mediterraneo e nel Mar Rosso

La Marina israeliana ha annunciato di aver condotto questa settimana un'esercitazione militare su larga scala, che ha coinvolto flotte di navi da guerra, sottomarini e forze di sicurezza di frontiera. L'esercitazione, sia nel Mar Mediterraneo sia nel Mar Rosso, deriva dalle "lezioni apprese dai combattimenti degli ultimi tre anni", ha affermato la Marina. Lo scrive The Times of Israel. Secondo le forze di difesa israeliane (Idf), centinaia di marinai a bordo di motovedette missilistiche, corvette, sottomarini e pattugliatori della Marina hanno partecipato all'esercitazione. I militari hanno reso noto che gli scenari simulati nel Mediterraneo hanno incluso "infiltrazioni marittime, combattimenti su più fronti, minacce aeree, l'uso della potenza di fuoco e la difesa di obiettivi strategici, tra cui piattaforme di gas, porti israeliani e infrastrutture nazionali". Nel Mar Rosso, i marinai hanno simulato altri scenari in collaborazione con la divisione operazioni della Marina, "per rafforzare le capacità di comando, la sincronizzazione e la cooperazione tra le unità". 

Houthi: "I raid alle forze yemenite sono risposta al rafforzamento militare saudita"

Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha confermato che gli Houthi sono responsabili degli attacchi odierni contro gli accampamenti militari yemeniti, che hanno causato decine di morti. Saree ha pubblicato su X che gli Houthi hanno schierato missili balistici e droni contro quella che hanno descritto come una mobilitazione saudita nelle aree di Al-Ruwyk , Al-Abr e Al-Thaniyah nello Yemen. Gli attacchi sarebbero stati una risposta al "massiccio rafforzamento militare saudita nelle sue fasi finali, volto ad intensificare l'aggressione contro le province liberate - ha dichiarato Saree -. Continueremo con la strategia assedio per assedio finché l'assedio al nostro Paese non sarà tolto". 

La scultura anti-Trump contro la guerra in Iran in tour negli Usa

Il 'Trofeo di partecipazione alla guerra in Iran', la scultura realizzata dal collettivo di artisti famoso per altre opere contro Donald Trump, è in tour negli Stati Uniti. Alta circa tre metri e color oro, era comparsa per la prima volta a Washington di fronte alla libreria del Martin Luther King Jr. Memorial. "Con la presente conferiamo al presidente Donald J. Trump questo trofeo di partecipazione per il suo coinvolgimento entusiastico nella  guerra contro l'Iran", recita in modo sarcastico la targa posta sotto il trofeo.  "Mentre alcuni si preoccupano della strategia militare, della diplomazia o di risultati concreti, il presidente Trump ha dimostrato il coraggio di partecipare a prescindere dal risultato finale". L'opera del gruppo 'The Secret Handshake' è poi comparsa a Foley Square, a Manhattan e ieri è stata avvistata davanti al Capitol di St.Paul, in Minnesota. Gli artisti posteranno sul loro account Instagram le prossime tappe. Sulla scultura c'è anche un cartello che invita la gente a lasciare i propri trofei fatti a mano, "affinché il presidente possa rivendicarli come propri". Il gruppo è finito sulle prime pagine dei giornali lo scorso settembre, con la statua 'Best Friends Forever' (Migliori amici per sempre), che ritraeva Trump avvinghiato in un ballo con Jeffrey Epstein. Ma il collettivo è autore di molte altre statue satiriche: il tycoon e il finanziere pedofilo in versione 'Titanic', una riproduzione gigante del famigerato biglietto d'auguri per Epstein, la toilette dorata intitolata 'il trono del re'.

Otto Paesi musulmani: "Israele a Gaza minaccia di far deragliare il processo di pace"

Le continue violazioni di Israele della tregua a Gaza, con "attacchi a civili e strutture sanitarie", "minacciano di far deragliare il processo politico, riaccendere il ciclo di escalation e aggravare ulteriormente la catastrofe umanitaria nella Striscia": lo afferma una dichiarazione congiunta di 8 ministri degli Esteri di Paesi arabi e musulmani, Egitto, Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia e Arabia Saudita. All'indomani della riunione ad Amman su Gerusalemme, gli otto Paesi denunciano, in particolare, "attacchi a strutture sanitarie e infrastrutture mediche, minacce alle infrastrutture civili e continua perdita di vite umane tra i civili, comprese donne e bambini, in grave violazione del diritto internazionale, incluso il diritto internazionale umanitario". "Il protrarsi di tali violazioni - si legge nella dichiarazione - costituisce una chiara violazione degli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale e del Piano globale per porre fine al conflitto di Gaza, compromette gli sforzi internazionali e regionali volti all'attuazione della seconda fase del Piano, in particolare a seguito dell'annuncio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che le fazioni palestinesi hanno accettato la roadmap, comprese le disposizioni relative al confinamento delle armi". Si precisa inoltre che le violazioni "non possono essere considerate isolatamente dagli attacchi perpetrati dai coloni nella Cisgiordania occupata, dall'espansione illegale degli insediamenti e dalle misure unilaterali volte a modificare lo status quo a Gerusalemme occupata. Nel loro insieme, tali pratiche costituiscono una politica sistematica volta a imporre un fatto compiuto con la forza, a minare le fondamenta della soluzione dei due Stati e a marginalizzare i legittimi diritti del popolo palestinese, in flagrante violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite". 

Media: "Riunione del governo di Israele in serata, focus su Gaza"

Il governo israeliano si riunirà stasera alle 19 (le 18 in Italia). Lo ha riferito Haaretz, precisando che tra i temi principali ci sarà probabilmente Gaza e l'accordo tra il Board of Peace e Hamas. I ministri dell'estrema destra, Bezalel Smotrich e Orit Strock, sono fermamente contrari all'intesa e di recente hanno chiesto una nuova votazione sull'ingresso nella Striscia di truppe della Forza internazionale di stabilizzazione. 

Libano, raid israeliani durante i colloqui di Roma. VIDEO

Usa: "Gli attacchi degli Houthi sono terrorismo contro il loro popolo"

L'ambasciata Usa in Yemen ha condannato "i vili attacchi" lanciati dai ribelli filo-iraniani Houthi contro forze governative yemenite sostenute da Riad ad Hadhramawt e Marib. "Rappresentano un altro esempio del loro terrorismo contro il popolo yemenita", si legge nella dichiarazione postata su X. 

Gli Houthi a Riad: "Conseguenze in caso di escalation"

Gli Houthi, rivendicando l'attacco contro forze filo-governative yemenite sostenute dall'Arabia Saudita, hanno esortato Riad a "non commettere alcuna follia contro il nostro Paese e il nostro popolo". In caso di escalation, il Regno wahabita ne subira' le conseguenze, ha sottolineato il portavoce Yahya Saree. I ribelli filo-iraniani hanno preso di mira con missili e droni siti militari delle Forze di emergenza yemenite sostenute da Riad ad Al Ruwayk, Al-Ubayr, Al-Thaniyah e Al-Wadi'ah. Secondo gli Houthi, i raid hanno provocato la morte o il ferimento di centinaia di persone e la distruzione di veicoli e depositi di armi. Secondo fonti governative yemenite citate da Al Arabiya, i morti sono stati almeno 38 e 80 i feriti portati negli ospedali a Marib e Sayun. 

Coloni israeliani attaccano un piccolo villaggio nel sud della Cisgiordania

Coloni israeliani hanno attaccato un piccolo villaggio palestinese nel sud della Cisgiordania, ferendo alcuni residenti e distruggendo abitazioni. Lo hanno riferito gli abitanti del luogo e l'esercito israeliano, nell'ultimo episodio di violenza registrato nel territorio occupato. Giornalisti dell'Afp presenti nella località isolata di Khirbet al-Tuba hanno visto edifici anneriti dal fuoco e dal fumo, l'interno di tre abitazioni completamente devastato dalle fiamme e scritte in ebraico tracciate sulle strutture rimaste in piedi. Anche la decina di pannelli solari da cui dipende la fornitura di energia elettrica della comunità, composta da circa cento persone, è stata distrutta, rendendoli inutilizzabili.

Radwane Abu Jundi, la cui abitazione è stata incendiata, ha raccontato all'Afp che una quarantina di coloni hanno assalito il villaggio e che sua moglie e sua figlia sono rimaste ferite. "I coloni hanno iniziato a lanciare pietre", ha riferito. "Poi hanno cominciato a spruzzare una sostanza e ad appiccare il fuoco alla stanza". Secondo gli abitanti, nell'attacco, avvenuto nella tarda serata di mercoledì, sono rimaste ferite complessivamente cinque persone.

Yemen, ambasciata Usa condanna i "vili attacchi degli Houthi"

"I vili attacchi degli Houthi, sostenuti dall'Iran, costituiscono un altro esempio del loro terrorismo contro gli yemeniti". E' quanto si legge in una dichiarazione diffusa sull'account X dell'ambasciata Usa in Yemen. "La missione degli Stati Uniti in Yemen esprime le sue condoglianze alle famiglie dei coraggiosi soldati yemeniti uccisi oggi a Hadramout e Marib", prosegue la dichiarazione, con l'augurio di pronta guarigione ai feriti.

Yemen, gli Houthi rivendicano una "vasta operazione"

"Un'operazione militare su vasta scala e di qualità". Così in un post su X il portavoce degli Houthi dello Yemen, Yahya Saree, che anticipa la diffusione a breve di ulteriori dettagli dopo le notizie della tv satellitare al-Arabiya. Citando fonti militari, l'emittente di proprietà saudita, ha riferito che si conterebbero almeno 45 morti tra le forze del governo yemenita a causa di attacchi degli Houthi contro siti militari nelle province di Marib e Hadramout. Al-Jazeera ha invece rilanciato notizie dei media locali riferendo di almeno 30 morti in attacchi nelle due province. Secondo il portale al-Masdar, gli Houthi avrebbero utilizzato missili balistici e droni esplosivi in un attacco alla base di Al Thaniyah a Marib.

Houthi

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Attacco Houthi contro soldati yemeniti: "Decine di vittime"

Decine di soldati delle forze governative yemenite sono morti in un attacco missilistico dei ribelli nel centro dello Yemen. Lo riferisce una fonte militare all'Afp, secondo cui il bilancio è di almeno "45 tra morti e feriti". Il missile sarebbe stato lanciato nel momento in cui i soldati erano riuniti nella provincia di Marib, ha aggiunto la fonte che ha chiesto l'anonimato. 

L'Iran ha minacciato di "oscurare" il Golfo in caso di raid Usa a centrali elettriche

La scorsa settimana l'Iran ha intensificato le minacce verso i suoi vicini del Golfo, inviando messaggi secondo cui avrebbe "oscurato" l'intera regione se gli Stati Uniti avessero colpito le sue centrali elettriche e snocciolando un elenco di obiettivi specifici: lo hanno riferito due funzionari all'Afp. L'avvertimento è seguito alle minacce del presidente statunitense Donald Trump di un massiccio attacco contro l'Iran, minacce che ha poi ritirato nel fine settimana citando le richieste di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar e la speranza di una svolta nei colloqui. "L'Iran ha minacciato di oscurare il Golfo, paese per paese, se Trump avesse attaccato le sue centrali elettriche", ha detto un funzionario del Golfo, con un altro funzionario regionale che ha confermato il messaggio. Teheran ha fatto sapere tramite intermediari che qualsiasi attacco alle sue centrali elettriche avrebbe innescato attacchi contro gli stessi obiettivi nel Golfo, hanno affermato i funzionari. L'Iran aveva già lanciato minacce simili in passato, ma quest'ultima era "molto seria", ha affermato un funzionario del Golfo, sottolineando che includeva "una lunga lista di obiettivi da attaccare". La stessa fonte ha affermato che il messaggio iraniano indicava che gli attacchi sarebbero stati diretti contro centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell'acqua, da cui la regione, prevalentemente desertica, dipende in larga misura per l'approvvigionamento idrico. 

Media, attacchi hacker legati all'Iran ai sistemi idrici di almeno 12 Stati Usa

Gli attacchi informatici contro i sistemi idrici statunitensi, sospettati di essere collegati ad hacker sostenuti dall'Iran, sono stati segnalati in almeno una dozzina di Stati. Lo riporta Cbs News, in base a fonti ben informate, secondo cui sarebbero coinvolti Michigan, Minnesota, Georgia, New Jersey e South Dakota. In particolare, in Minnesota sono stati colpiti oltre 30 sistemi idrici locali. In Georgia, la Clayton County Water Authority, che serve 300.000 utenze nell'area di Atlanta, ha dichiarato che un'attività informatica verificatasi il mese scorso ha causato un calo della pressione dell'acqua e ha costretto l'ente a emettere un avviso di disservizio. Alcuni enti gestori hanno perso funzionalità critiche di controllo remoto, costringendo gli operatori a passare alla modalità manuale. In diversi casi, gli hacker hanno ottenuto l'accesso remoto a pompe, valvole e sistemi di controllo della pressione dell'acqua. Finora, secondo le autorità, gli attacchi non hanno avuto ripercussioni sull'acqua potabile, che è rimasta sicura. Il 30 luglio, l'Fbi, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente (Epa) e l'Agenzia per la sicurezza informatica e delle infrastrutture (Cisa) hanno avvertito che alcuni attori della minaccia informatica avevano ottenuto l'accesso remoto alle infrastrutture online dei sistemi idrici e di gestione delle acque reflue in almeno sette stati, "causando la perdita di funzionalità di monitoraggio e controllo". 

Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu

Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha paventato la possibilità di fare arrestare il primo ministro israeliano – sul quale pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità – qualora si recasse nella Grande Mela. Il 49% egli statunitensi si dice d’accordo.

Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu

Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu

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Libano, media: "Concluso settimo round di colloqui con Israele"

Il settimo round di colloqui tra Libano e Israele si è concluso. Lo ha riferito Al Arabiya. I negoziati diretti tra le due parti si sono aperti a Roma martedì e la conclusione era prevista per oggi. 

Yemen, al Arabiya: "45 morti in attacco degli Houthi"

Quarantacinque persone sono morte negli attacchi condotti dai ribelli yemeniti pro-Iran Houthi contro le forze filo-governative nei governatorati di Al-Jawf, Marib e Hadramout, nell'Est del Paese. Lo riferisce al Arabiya. 

Tajani: "Nessuna crepa con gli Stati Uniti, pronti a garantire la navigazione ad Hormuz"

Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha detto che nonostante le critiche del presidente Usa Donald Trump al premier Giorgia Meloni "non vi sono crepe" nei rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti: "Anche da alleati si può decidere dando la priorità al proprio interesse nazionale", ha sottolineato in una intervista alla Kyodo News. Tajani ha poi manifestato la volontà italiana di partecipare alle iniziative internazionali per garantire la libera navigazione nello stretto di Hormuz. 

Hormuz

©Ansa

Libano, media: "Beirut chiede lista dei cittadini detenuti in Israele"

Nell'ambito dei colloqui in corso a Roma tra Israele e Libano, i negoziatori di Beirut stanno cercando di ottenere un elenco dei concittadini che si ritiene siano detenuti in Israele. Lo ha riferito l'emittente Lbci, citando fonti informate, secondo le quali le discussioni rimangono complesse. Il Libano non possiede elenchi ufficiali di individui detenuti da Israele perche' si tratta di civili e sono ufficialmente considerati persone scomparse. 

Iran, al-Arabiya: "Annuncio intesa con Oman nei prossimi giorni, contatti indiretti con gli Usa"

"Potrebbe arrivare nei prossimi giorni" l'accordo tra Iran e Oman e sono in corso contatti indiretti tra Washington e Teheran tramite mediatori. Lo riferisce Al Arabiya, tv di proprietà saudita, che cita una fonte di alto livello, senza altri dettagli. Secondo l'emittente, ci sarebbe un'intesa di massima tra il Sultanato dell'Oman e l'Iran sui punti principali di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e stando alla fonte citata l'annuncio ufficiale dell'accordo potrebbe arrivare nei prossimi giorni, dopo l'approvazione del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano.

L'accordo proposto sullo Stretto di Hormuz avrebbe una durata di 60 giorni e non prevede pedaggi né pagamenti per servizi alle navi che transitano nello Stretto. L'intesa avrebbe lo scopo di sbloccare la situazione e avviare i negoziati tecnici tra Washington e Teheran. 

Teheran: arrestate 21 spie legate a Mossad

Secondo quanto riportato dall'emittente statale Irib, il ministero iraniano dell'Intelligence ha arrestato 21 persone presumibilmente legate al Mossad, l'agenzia di spionaggio israeliana. I "mercenari", si legge in una nota, raccoglievano informazioni sull'esercito iraniano e le trasmettevano al Mossad. Gli arresti sono avvenuti nella provincia sud-orientale di Kerman. 

Kuwait ordina chiusura scuola iraniana

In Kuwait le autorità hanno disposto la chiusura di una scuola iraniana. Il ministro dell'Istruzione, Jalal Al-Tabtabaei, ha dato "istruzioni per la revoca delle autorizzazioni concesse alla scuola privata iraniana in Kuwait e per la chiusura" dell'istituto, scrive il Kuwait Times. "La decisione rientra nel lavoro per l'attuazione della legge che regola l'istruzione privata" ed è stata presa sulla base delle normative per "tutelare l'interesse pubblico e garantire ordine nel processo di istruzione", recita una direttiva del ministero secondo quanto riporta il giornale. I genitori degli studenti dell'istituto sono stati invitati a iscrivere i figli in altre scuole. La notizia si inserisce nel contesto delle tensioni nella regione. Dopo l'avvio, alla fine dello scorso febbraio, di operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran, la 'risposta' di Teheran ha preso di mira obiettivi nei Paesi del Golfo, Kuwait compreso.

In corso terzo round colloqui con Israele a Roma

Sono iniziati a Roma i colloqui tra Israele e Libano: si tratta del terzo round di negoziati dopo due giorni di confronto intenso nella sede diplomatica statunitense. I negoziati si svolgono dopo i sanguinosi scontri di ieri nel sud del Libano, in cui due soldati delle forze di difesa israeliane (Idf) sono rimasti uccisi e quattro feriti. In risposta, le Idf hanno ripreso gli attacchi contro Hezbollah. Secondo il quotidiano libanese Al Akhbar, gli Stati Uniti si sarebbero schierati dalla parte di Israele per quanto riguarda i tempi del disarmo di Hezbollah da parte dell'esercito libanese. I mediatori americani avrebbero dichiarato ieri alle loro controparti libanesi di non avere intenzione di fare pressioni su Israele per accelerare il ritiro delle Idf e che le forze armate libanesi devono intraprendere azioni concrete per disarmare Hezbollah in tutto il Libano, in modo da poter accelerare ed espandere le zone pilota.

Ue: "In 29 mesi Aspides ha protetto 670 navi mercantili"

"In termini di dati negli ultimi 29 mesi, la missione Aspides ha protetto più di 670 navi mercantili e monitorato oltre 2.000 transiti". Lo ha detto la portavoce della Commissione per gli Affari Esteri Anitta Hipper rispondendo alle domande dei giornalisti. La presenza di Aspides, ha aggiunto: "Continua a ridurre il rischio per il settore marittimo, protegge la vita dei marittimi e contribuisce a proteggere una rotta marittima cruciale".

Fidan: "Israele non rispetta accordi Trump e continua raid"

Israele non si adegua agli accordi raggiunti sotto la mediazione dell'amministrazione del presidente americano Donald Trump e non fa nulla per la pace. Lo ha ribadito oggi il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che ha accolto in Turchia il collega siriano Assad al Shaibani. "Abbiamo affrontato in modo approfondito la situazione in Palestina e in Libano. Come sapete, il Libano è un Paese confinante e tutto cio' che vi accade riguarda da vicino sia loro sia noi. Il presidente Trump aveva annunciato che era stata raggiunta un'intesa sulla tabella di marcia della seconda fase del piano di pace. Ciononostante, il proseguimento degli attacchi di Israele ha dimostrato ancora una volta che il premier Benjamin Netanyahu non vuole la pace", ha affermato Fidan. "Allo stesso tempo, osserviamo che il governo Netanyahu ha intensificato le proprie azioni, definite terroristiche, anche in Cisgiordania e a Gerusalemme", ha aggiunto.

Turchia: "I raid israeliani dimostrano che Netanyahu non vuole la pace"

"I continui attacchi israeliani (nonostante l'accordo sul Piano di pace per Gaza) hanno dimostrato ancora una volta che Netanyahu non vuole la pace". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, come riferisce Anadolu. "Stiamo assistendo a un'intensificazione degli atti terroristici da parte del governo Netanyahu anche in Cisgiordania e a Gerusalemme", ha detto Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo siriano, Asaad al-Shaibani, ad Ankara. "Gli attacchi israeliani contro la sovranità e l'integrità territoriale della Siria rappresentano una delle maggiori minacce alla stabilità del Paese", ha sottolineato il capo della diplomazia turca. 

I ministri Paesi islamici condannano violazioni a Gaza

I ministri degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, dello Stato del Qatar, del Regno hashemita di Giordania, della Repubblica Islamica d'Indonesia, della Repubblica Islamica del Pakistan, del Regno dell'Arabia Saudita e della Repubblica Araba d'Egitto "condannano con la massima forza e denunciano le violazioni israeliane in corso nella Striscia di Gaza, in particolare l'attacco a obiettivi di strutture sanitarie, alle infrastrutture civili e la continua grave violazione del diritto internazionale, anche contro donne e bambini". E' quanto si legge in una nota congiunta. I ministri affermano che la continuazione di queste violazioni rappresenta "una chiara violazione degli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale e del piano globale per porre fine al conflitto a Gaza, e mina gli sforzi internazionali e regionali per attuare la seconda fase del piano, soprattutto a seguito dell'annuncio da parte del presidente Donald Trump, dell'accettazione da parte delle fazioni palestinesi della road map" per il disarmo "e minaccia di sabotare il processo politico", provocare una "ri-escalation della spirale di violenza e accrescere la catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza". I ministri sottolineano che "la protezione dei civili, la manutenzione delle strutture mediche e del personale sanitario e umanitario, nonche' la fornitura di assistenza umanitaria immediata, sicura e senza ostacoli, nonche' di forniture mediche e di soccorso in tutta la Striscia di Gaza sono obblighi legali che non possono essere violati o revocati in nessuna circostanza". I ministri sottolineano inoltre che "le continue violazioni israeliane nella Striscia di Gaza non possono essere visti separatamente dagli attacchi commessi dai coloni nella Cisgiordania occupata, dall'espansione illegale degli insediamenti e dalle azioni unilaterali volte a cambiare lo status quo nella Gerusalemme occupata. Prese insieme, queste pratiche costituiscono una politica sistematica volta a imporre con la forza, minando le basi della soluzione dei due Stati e marginalizzando i legittimi diritti del popolo palestinese, in flagrante violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite". I ministri ribadiscono quindi il loro "appello alla comunità internazionale, in particolare al Consiglio di sicurezza" delle Nazioni Unite, "affinché si assuma le proprie responsabilità legali e morali e adotti misure pratiche ed efficaci per obbligare Israele ad adempiere ai propri obblighi previsti dal diritto internazionale, incluso il diritto internazionale umanitario e la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza, e a ritenere responsabili coloro che sono responsabili di gravi violazioni, contribuendo cosi' alla protezione dei civili, salvaguardando le possibilita' di completare l'attuazione dell'accordo e raggiungendo un cessate il fuoco duraturo". I ministri, infine, ribadiscono "il categorico rifiuto da parte dei loro Stati a qualsiasi tentativo di annettere il Territorio Palestinese Occupato, imporre la sovranità israeliana su di esso o spostare con la forza il fratello popolo palestinese, e affermano che l'unico modo per raggiungere una pace giusta e comprensiva è avviare un serio processo politico che porti all'attuazione della soluzione dei due Stati, con l'istituzione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano ai confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale".

Turchia: "Lieti delle notizie su una possibile ripresa dei colloqui Iran-Usa"

"Accogliamo con favore le dichiarazioni che indicano una possibile ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Auspichiamo una rapida ripresa del cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo siriano, Asaad al-Shaibani, ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato turca Trt. 

Media: "In corso contatti indiretti Teheran-Usa"

Sono in corso contatti indiretti tra Stati Uniti e Iran attraverso i mediatori. A riferirlo è stata una fonte di primo piano citata dai canali Al-Arabiya e Al-Hadath. Secondo la fonte, questi contatti sono entrati nella fase finale. Sempre a quanto riferito dalle stesse emittenti, l'intesa tra Teheran e l'Oman sullo stretto di Hormuz è pronta, manca solo il via libera del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. "L'accordo di 60 giorni su Hormuz mira a rompere lo stallo e avviare negoziati tecnici" tra Washington e Teheran, ha assicurato la fonte. Questa mattina, il ministero degli Esteri pakistano ha espresso l'auspicio che un patto tra Iran e Oman sullo stretto di Hormuz porti alla ripresa dei colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran.

Media: "A intesa Hormuz manca solo ultimo ok Iran. No pedaggi"

E' stata raggiunta l'intesa tra l'Iran e l'Oman sulle regole per il passaggio dallo stretto di Hormuz. A confermarlo è stata una fonte di primo piano ai canali Al-Arabiya e Al-Hadath. Manca però ancora l'approvazione del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. L'accordo, secondo la fonte, è valido per il momento 60 giorni. Prevede che le navi in entrata a Hormuz utilizzino la corsia di navigazione più vicina all'Iran, mentre le navi che lasciano lo stretto useranno la rotta più vicina all'Oman. Non saranno imposti pedaggi alle navi in transito. Gli altri paesi della regione potrebbero partecipare alla sminamento dello stretto e alle procedure tecniche necessarie per lo svolgimento della navigazione.

Libano, slitta di 24 ore il rientro della Brigata Sassari

Slitta di 24 ore il rientro in Sardegna dei 70 militari della Brigata "Sassari" che ieri hanno concluso il mandato di cinque mesi nell'ambito della missione Unifil nel sud del Libano. Il rinvio, secondo quanto apprende l'ANSA, sarebbe stato causato da un bird strike, l'impatto con un volatile del Boeing 737-800 della compagnia aerea AlbaStar, circostanza che ha reso necessari i controlli e gli interventi previsti dalle procedure di sicurezza prima del rientro in servizio dell'aeromobile. Il volo è stato riprogrammato per domani, venerdì 7 agosto, con atterraggio previsto all'aeroporto di Alghero alle 18.45. Ieri a Shama, nella base "Millevoi", si era svolto il passaggio di consegne tra la Brigata "Sassari" e la subentrante Brigata "Pozzuolo del Friuli". 

Media Beirut: "Nella notte nuovi raid israeliani sul sud del Libano"

Israele ha condotto nella notte una serie di raid contro due località del sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Ani, precisando che "il nemico israeliano ha intensificato gli attacchi" nella regione di Tiro, conducendo dalla notte scorsa "una serie di raid aerei e bombardamenti". Droni israeliani hanno colpito un quartiere del villaggio di Bourj al-Chamali, preso poi di mira da un nuovo attacco aereo, causando quattro feriti, ha aggiunto l'agenzia di stampa. L'aviazione israeliana ha inoltre attaccato Mansouri, dove ieri l'Idf aveva emanato un ordine di evacuazione, ha proseguito Ani. 

Libano, media: "Uccisione soldati Idf messo rischio colloqui Roma"

I colloqui tra Israele e Libano riprendono per il terzo round di negoziati oggi a Roma. Il fulcro della disputa rimane l'organo che supervisionera' l'attuazione delle intese sul campo. Israele pretende di farlo da solo, il Libano chiede agli Stati Uniti, che nel frattempo stanno posticipando un eventuale coinvolgimento della Francia. Gli americani - riferisce Channel 12 - hanno aperto alla proposta del Libano di espandere le aree pilota, anche se Israele non ha ancora risposto. Ma, dopo l'incidente mortale nel sud del Libano, in cui due riservisti israeliani, Harel Birnstock e Tamir Vaknin, sono stati uccisi dall'esplosione di un edificio nella zona di Majdal, emerge che Washington ha lavorato nelle ultime 24 ore per fermare un'escalation, temendo che l'incidente potesse compromettere lo slancio diplomatico. Secondo un rapporto del quotidiano libanese Nidaa Al-Watan, gli Stati Uniti "sono riusciti a limitare la risposta israeliana e a impedire che la situazione sul campo minasse i progressi al tavolo delle trattative. L'intervento decisivo americano ha salvato il terzo giorno dei colloqui", riporta l'emittente israeliana. Una fonte ufficiale in Libano ha detto al giornale: "Lo stato libanese ha cercato di contenere le tensioni nel sud del Libano attraverso una serie di contatti diplomatici e di sicurezza". Tuttavia, ha affermato che "la mancanza di cooperazione di Hezbollah, da un lato, e l'insistenza di Israele nell'attaccare qualsiasi minaccia, dall'altro, stanno spingendo la situazione verso una possibile escalation". La fonte ha sottolineato che "tutte le opzioni sono aperte e quindi il Paese sta cercando di prendere tutte le misure necessarie per fermare l'escalation e tornare ai negoziati, sotto pressione americana per risolvere le questioni pacificamente e con una comprensione delle richieste del Libano, sottolineando al contempo la necessita' di non sprecare questa opportunita'". Il fulcro della controversia e' l'organo che supervisionera' e verifichera' l'attuazione delle intese sul campo. Israele chiede che la verifica venga effettuata personalmente, il Libano si oppone e chiede agli americani di guidare il meccanismo, ma Washington non e' interessata a questo. La Francia si e' offerta di guidare il meccanismo di verifica, ma gli Stati Uniti si oppongono per mancanza di fiducia nella loro politica verso il Libano. La Spagna e' stata inoltre squalificata dal punto di vista di Israele a causa dei suoi recenti atteggiamenti nei suoi confronti. Secondo il quotidiano Nidaa Al-Watan, l'Italia sta emergendo come la candidata principale a guidare il meccanismo di verifica, in parte grazie alle sue buone relazioni con Israele, Libano e Stati Uniti, e al fatto che ospita i colloqui a Roma. Gli Stati Uniti hanno espresso comprensione della proposta del Libano di espandere le aree pilota, ma secondo fonti americane sono riluttanti a istituire grandi zone in questa fase, sostenendo che cio' richieda meccanismi di implementazione dettagliati che non sono ancora stati formulati. Secondo il rapporto, Israele non ha ancora risposto alla proposta del Libano di designare Bint Jbeil e al-Khiam come aree pilota, e la questione e' ancora in trattative con la mediazione americana. Inoltre, la delegazione libanese chiede che il cessate il fuoco venga esteso da otto settimane a 60 giorni, per consentire l'attuazione delle intese e delle attivita' sul campo. La questione dei prigionieri dovrebbe essere il fulcro dell'ultimo giorno dei colloqui. Secondo il rapporto, il Paese dei cedri vuole ottenere il rilascio dei cittadini libanesi come parte di un accordo che includera' anche la liberazione di quattro prigionieri siriani detenuti da Israele.

Iran, petrolio in leggero calo: Brent a 79,09 dollari al barile

Petrolio in leggero calo. Il Wti, riferimento in Europa, segna un calo  dello 0,36% a 79,09 dollari al barile. Il Wti, riferimento per gli Usa, è  sceso dello 0,44% a 74,78 dollari al barile.

Iran, ministro Difesa: "Scorte Usa calano. Nostre armi superiori"

Mentre le scorte di missili degli Stati Uniti calano, l'Iran si dota di armi piu' potenti. Ad assicurarlo e' stato il ministro della Difesa iraniano ad interim, Majid Ebn-e-Reza. "Ogni giorno, i segni dell'erosione delle capacita' del nemico diventano piu' evidenti, ma la mano delle nostre forze armate, appoggiandosi all'industria difensiva del paese, e' pronta a rispondere a qualsiasi minaccia", ha scritto su X. "Coloro che oggi cercano di acquistare sicurezza e superiorita' militare importandola, presto capiranno che la tecnologia autoctona iraniana e' superiore a qualsiasi sistema nella regione", ha aggiunto.

Idf: "Violazioni dell'accordo quadro nel sud del Libano"

Due soldati israeliani sono rimasti uccisi ieri nel sud del Libano, e  altri 4 feriti gravemente, a seguito dell'esplosione di un ordigno in  un'abitazione nel villaggio di Majdal Zoun, all'interno della Linea  Gialla. Secondo fonti militari, l'indagine in corso si sta concentrando  sul chiarire se l'ordigno sia stato piazzato nel villaggio prima del  ritiro di Hezbollah dall'area, o se invece una cellula della milizia sia  riuscita di recente a infiltrarsi nel territorio controllato dall'Idf e  ad attivare la bomba a distanza. La risposta potrebbe condizionare i  negoziati in corso a Roma tra le delegazioni israeliane e libanesi, che  ieri sono stati interrotti prima del previsto a causa dell'incidente e  della reazione israeliana, con l'Idf che effettuato una serie di raid  oltre la Linea Gialla, in cui un libanese è rimasto ucciso e altri 12  sono rimasti feriti nel villaggio di Tebnine. Un secondo nodo di  tensione nei colloqui in corso riguarda l'ordine di evacuazione emesso  ieri dall'Idf verso il villagio di al-Mansouri, che si trova sempre  all'interno della Linea Gialla. Secondo una fonte militare israeliana,  in base all'accordo quadro firmato a giugno tra i due Paesi con la  mediazione Usa, la Linea Gialla è definita area di combattimento attiva e  non vi deve essere rientro dei civili al di fuori del meccanismo delle  'zone pilota' concordate, il cui possibile ampliamento è il cuore dei  colloqui in corso a Roma. Nei giorni scorsi, ''civili libanesi hanno  raggiunto la zona di al-Mansouri sotto la protezione dell'esercito  libanese, che ha istituito un posto di blocco in violazione dell'accordo  quadro firmato'', riferisce la fonte militare israeliana.

Ue, Nyt: "Resta a guardare, futuro plasmato da altri"

L'Europa quest'estate resta "a guardare, mentre il suo destino viene  plasmato da forze esterne". Lo sostiene il New York Times, in un'analisi  dedicata al Vecchio Continente e all'estate "brutale" che sta  attraversando. I problemi non mancano: "Due guerre, temperature record,  inflazione in aumento e profonda ansia per cibo, energia e sicurezza",  ricorda il quotidiano newyorkese. Al di là delle riunioni "su Zoom",  però, l'Europa può fare poco. "Come per molte altre cose accadute negli  ultimi anni, molte delle sfide che l'Europa si trova ad affrontare sono  al di fuori del suo controllo". L’Europa,  constata il Nyt, "non è riuscita a risolvere la guerra in Ucraina dopo  più di quattro anni di spargimenti di sangue. I risultati ottenuti nel  ridurre le emissioni per combattere il cambiamento climatico sono  oscurati dalle azioni degli Stati Uniti e della Cina. Il futuro dell'Ia  si sta formando in gran parte altrove".  Come  se non bastasse, in Europa "il populismo di destra è aumentato,  alimentato dalla migrazione, dalla disuguaglianza e dalla  disinformazione". Per non parlare della guerra in Iran, che ha fatto  schizzare in alto i prezzi: gli europei, constata il quotidiano, sono  "destinati a venire a conoscenza della prossima fase della guerra  attraverso i profili social di Donald Trump". Per Richard Haass, presidente emerito del Council on Foreign Relations,  l'Europa può biasimare solo se stessa, per lo stato di irrilevanza  geopolitica in cui si trova: "Non si tratta - afferma - solo di spese  insufficienti, ma anche di una scarsa organizzazione in materia di  sicurezza. In sostanza, con poche eccezioni, l'Europa è rimasta  spettatrice passiva della competizione nel campo dell'intelligenza  artificiale. Non è una cosa che gli Stati Uniti o la Cina hanno fatto  all'Europa. E' una cosa che l'Europa ha fatto a se stessa". Dopo  aver esaminato le tante carenze che fanno dell'Europa un pigmeo  geopolitico, il quotidiano newyorkese esamina la reazione alla crisi  migratoria scoppiata la settimana scorsa a Ceuta.  Alcuni  analisti, ricorda il Nyt, hanno rilevato che la mancanza di solidarietà  nei confronti della Spagna nel momento in cui si trovava ad affrontare  una minaccia esterna è indicativa delle difficoltà che il continente ha  come potenza sulla scena globale. Per Haass, la mancanza di unità è il  problema fondamentale dell'Europa. "Il tutto - osserva - è molto  inferiore alla somma delle sue parti".

Bce: "Incertezza resta elevata, rischi al ribasso per crescita"

"Nuove interruzioni nelle forniture di beni energetici potrebbero determinare un ulteriore aumento delle quotazioni dell'energia per un periodo piu' lungo di quanto attualmente atteso - scrive la Bce - cio' graverebbe sui redditi reali, sulla spesa e sugli investimenti. Un deterioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari mondiali o un irrigidimento dell'offerta di credito potrebbero frenare la domanda. Maggiori frizioni nel commercio internazionale potrebbero inoltre causare ulteriori interruzioni delle catene di approvvigionamento, ridurre le esportazioni e indebolire consumi e investimenti".

Bce: "Pronti ad affrontare incertezza causata dal conflitto"

''Il Consiglio direttivo mantiene una posizione favorevole che consente  di affrontare l’incertezza causata dal conflitto. Per definire  l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio seguirà un  approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono  adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni  del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla  valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse  associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della  dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione  della politica monetaria.Il Consiglio direttivo non intende vincolarsi a  un particolare percorso dei tassi''. Lo scrive la Banca Centrale Europa  nel Bollettino economico di luglio.

Bce: "Effetti dello shock energetico devono ancora manifestarsi appieno"

''Lo shock energetico continua a tradursi in prezzi più elevati. Le  imprese sostengono costi maggiori per l’approvvigionamento degli input e  prevedono pertanto di incrementare i prezzi di vendita. Benché  l’andamento dell’inflazione di fondo sia rimasto contenuto, gli effetti  dello shock energetico devono ancora manifestarsi appieno''. Lo scrive  la Banca Centrale Europa nel Bollettino economico di luglio. ''L’indice  salariale della Bce e i risultati delle indagini sulle aspettative  salariali continuano a segnalare una crescita moderata delle  retribuzioni nei prossimi trimestri. L’aumento della produttività del  lavoro ha inoltre contribuito a contenere la crescita del costo del  lavoro per unità di prodotto. Le aspettative di inflazione sugli  orizzonti più brevi rimangono su livelli elevati. Le misure delle  aspettative di inflazione a più lungo termine si collocano  prevalentemente al 2 per cento circa, sostenendo la stabilizzazione  dell’inflazione intorno all’obiettivo nel medio periodo''. Il Consiglio direttivo "segue pertanto con attenzione l'entita' e la persistenza dei rincari dell'energia, nonche' le modalita' di trasmissione ai prezzi e ai salari, alle aspettative di inflazione e alla dinamica economica complessiva".

Iran, media: "Esplosioni udite a Sana'a"

Esplosioni sono state udite a Sana'a, capitale dello Yemen. Lo riportano i media yemeniti.

Pakistan: "Speriamo che un accordo su Hormuz riapra colloqui Iran-Usa"

Il portavoce del ministero degli Esteri pachistano, Tahir Andrabi, ha  detto che il governo di Islamabad auspica che un accordo sullo Stretto  di Hormuz "apra la strada alla prosecuzione del dialogo, in particolare  alla ripresa dei colloqui a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti". Lo  riporta l'Afp.

Idf: "15 civili israeliani entrati in Libano, rintracciati e fermati"

"Ieri, circa 15 civili israeliani sono arrivati nella zona di Ghajar,  hanno danneggiato la recinzione di confine e hanno attraversato il  confine con il Libano. Le forze di difesa israeliane e la polizia di  frontiera israeliana sono state inviate sul posto per rintracciarli e  riportarli in Israele. I civili fermati sono stati consegnati alla  polizia israeliana per ulteriori accertamenti". Lo rende noto l'Idf,  condannando "fermamente tali episodi, che costituiscono un ulteriore  problema che disturba l'attività operativa dei soldati nella zona e li  mette in pericolo". "Le forze dell'ordine - conclude il comunicato  dell'esercito israeliano - hanno il dovere di perseguire i responsabili e  di impedire a questi individui di ripetere questi episodi, poiché tale  comportamento costituisce un reato penale". Secondo Ynet, ad  attraversare il confine sono state delle "ragazze". Il fenomeno si aggiunge a quanto accade al confine siriano, dove negli  ultimi mesi almeno 150 israeliani si sono infiltrati nella 'zona di  sicurezza' occupata dall'Idf rivendicando l'istituzione di insediamenti  civili israeliani.

Iran, Pakistan auspica che accordo su Stretto favorisca ripresa colloqui tra Washington e Teheran

Il Pakistan auspica che l'accordo sullo Stretto di Hormuz favorisca la  ripresa dei colloqui tra gli Stati Uniti e l'Iran nell'ambito del  memorandum d'intesa al quale Islamabad ha contribuito. Ad affermarlo è  il ministero degli Esteri pakistano. "Ci auguriamo che l'accordo sullo  Stretto apra la strada alla prosecuzione del dialogo e, in particolare,  alla ripresa delle discussioni tecniche tra l'Iran e gli Stati Uniti",  sottoliea il portavoce del ministero degli Affari Esteri, Tahir Andrabi.  Ieri Teheran ha annunciato di aver raggiunto un'intesa con l'Oman su  una nuova rotta di transito per le navi nello Stretto di Hormuz.

Il Papa: "I potenti della Terra vogliono dominare e sovrastare gli altri"

Tra  uomini e donne "non deve andare come tra i grandi della Terra e i  potenti del mondo, che cercano visibilità e sovrastano gli altri",  "al  contrario, 'chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e  chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti'", San Francesco  insegna a "non dominare, ma servire; non afferrare, ma ricevere; non  trattenere, ma restituire" ed è ciò rende "un popolo libero, un luogo di  respiro e di salvezza".    Lo dice il Papa dialogando con i giovani  dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.  "Ognuno di noi -  esorta - ha un ruolo in questo cantiere sempre aperto. Abbiamo diverse  responsabilità e vocazioni, ma camminiamo insieme, ispirandoci,  aiutandoci e correggendoci a vicenda. È importante fare la nostra  parte", "umilmente è questo il Vangelo che annunciamo, allora, non serve  mostrarci migliori di come siamo".    "Attorno a Gesù - aggiunge anche  il Papa - diventano fratelli e sorelle uomini e donne che altrimenti non  si sarebbero mai incontrati o frequentati. Quando questo miracolo della  Chiesa continua ad avvenire, rimane sorprendente anche oggi nelle  nostre città, piene di muri invisibili che separano gli uni dagli altri.  Quante discriminazioni e diseguaglianze possono finire subito, appena  ci riconosciamo fratelli e sorelle!".

Libano, attacchi Idf nel distretto di Tiro: feriti

Le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale, ferendo almeno quattro persone e costringendo molti residenti ad abbandonare le proprie case, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Nna. Le forze israeliane hanno lanciato tre attacchi con droni sulla citta' di Burj Shemali, seguiti da un quarto attacco aereo nella stessa zona, causando feriti, che sono stati trasportati in ospedale, mentre molti residenti sono fuggiti verso la citta' di Tiro. Aerei israeliani hanno anche colpito per tre volte la citta' di al-Mansouri e la zona aperta tra al-Mansouri e Majdal Zoun, oltre a bombardamenti di artiglieria e carri armati. L'agenzia ha inoltre segnalato continui bombardamenti di artiglieria israeliani fino a questa mattina, diretti contro al-Mansouri, Majdal Zoun e le valli circostanti, estendendosi all'alba alla periferia di Haddatha. Infine, le forze israeliane hanno aperto il fuoco con mitragliatrici verso la zona costiera di al-Hamra a Biyout al-Siyad.

Pizzaballa: "Per la pace in Israele e Palestina servono nuovi leader"

"Abbiamo bisogno di voltare pagina. Spero che da queste due date  decisive (il 27 ottobre il voto in Israele e a fine novembre quello in  Palestina, ndr) venga fuori qualcosa che possa aiutarci un poco alla  volta a ricostruire quello che in questi anni è andato distrutto". A  dirlo in una intervista a Repubblica, il quotidiano diretto da Stefano  Cappellini, è il patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa  secondo cui i leader di oggi non sono adatti a promuovere la pace. "Nel  Vangelo c'è scritto: vino nuovo in otri nuovi - dice - Abbiamo bisogno  di vino nuovo ma anche di otri nuovi". "Abbiamo bisogno - aggiunge - di  tenere vivo il desiderio della pace evitando slogan, evitando di cadere  nelle ideologie varie. In questo momento più che di discorsi sulla pace  abbiamo bisogno di persone che siano capaci di dare testimonianze, e che  possano avere un impatto sulle rispettive popolazioni".  Il  cardinale ha sottolineato poi il ruolo delle religioni "considerate  ostacolo all'incontro e alla pace, in Medio Oriente ma non solo, invece è  importante dire che le religioni non solo possono ma devono promuovere  il dialogo". Come nel caso dei coloni israeliani che in Cisgiordania  hanno dato fuoco ad alcune moschee e assaltato Taybeh: "Proprio per  questo è importante il dialogo interreligioso: per evitare di lasciare  il discorso a loro". "I palestinesi - afferma - sono spaventati e  arrabbiati e chiedono di essere sostenuti in questo tentativo di  difendere la loro terra e la loro casa". Su Gerusalemme, Pizzaballa  sottolinea l'importanza di rispettare "i luoghi santi e le sensibilità  di tutte le religioni" e quello "che da molto tempo è chiamato lo status  quo, cioè l'ambiente tradizionale e vitale delle tre comunità  religiose. Toccare questo status quo significa creare tensioni che poi  diventeranno sempre più difficili da gestire".  Ai  cristiani che vogliono lasciare la Terra Santa dice: "Arrendersi è  esattamente quello che il diavolo vuole, esattamente quello che questa  narrativa vuole. Abbiamo bisogno non di combattere, ma di stare dentro  questa situazione senza perdere il nostro stile e la nostra proposta, ma  anche la nostra decisione e la nostra determinazione a restare". Infine  Gaza dove, evidenzia il patriarca, "la popolazione è la vittima". "La  ricostruzione non è iniziata: la ricostruzione è la seconda fase ma  finché non finisce la prima fase di questo famoso accordo la seconda non  può cominciare".

Nuovo assalto Idf a campo Qalandiya, tre feriti gravi

Tre persone sono rimaste gravemente ferite in una nuova incursione delle forze israeliane nel campo profughi palestinese di Qalandiya, a nord di Gerusalemme Est. Si tratta del secondo assalto consecutivo. Il capo del Comitato Popolare del campo, citato da al Jazeera riferisce che oltre 60 persone hanno subito le conseguenze dell'inalazione di gas lacrimogeni. E ha aggiunto che l'operazione militare in corso ha comportato la distruzione di abitazioni, il furto di denaro e gioielli d'oro e la conversione di otto edifici residenziali in caserme militari.

Iran, ministero Pakistan: "Intesa su Hormuz porti ripresa colloqui"

Il Pakistan spera che un accordo sullo Stretto di Hormuz porti alla ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, in base a un memorandum d'intesa mediato da Islamabad. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri. "Ci auguriamo che l'accordo sullo Stretto apra la strada alla prosecuzione del dialogo, in particolare alla ripresa dei colloqui a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri, Tahir Andrabi.

Iran, cittadinanza australiana a due ex calciatrici nazionale

Le calciatrici iraniane Fatemeh Pasandideh e Atefeh Ramezanisadeh, che avevano chiesto asilo in Australia dopo essersi rifiutate di cantare l'inno nazionale durante la Coppa d'Asia femminile di quest'anno, hanno ottenuto la cittadinanza australiana. Lo confermato il ministero degli Interni australiano all'agenzia Efe. Le due ex componenti della nazionale iraniana hanno prestato giuramento come cittadine australiane durante una cerimonia tenutasi oggi a Brisbane, presieduta dal ministro degli Interni Tony Burke e alla quale hanno partecipato amici e membri della comunita' iraniana residente nella citta'. "L'Australia mi ha dato l'opportunita' di costruire la mia vita e il mio futuro, e sento, piu' che mai, di appartenere a questo Paese", ha dichiarato Atefeh Ramezanisadeh, secondo un comunicato stampa diffuso dal ministero. Da parte sua, Fatemeh Pasandideh ha parlato di "uno dei giorni piu' felici" della sua vita e ha detto che la cittadinanza rappresenta "un nuovo inizio e un luogo che sono orgogliosa di chiamare casa". In una dichiarazione congiunta, entrambe le donne hanno ringraziato la comunita' australiana e il governo per il sostegno ricevuto. "La giornata di ieri e' stata molto importante per noi e restiamo profondamente grate", hanno affermato le giovani, spiegando che per il momento non rilasceranno ulteriori dichiarazioni ne' interviste. Il caso delle due calciatrici aveva attirato l'attenzione internazionale durante la Coppa d'Asia femminile, svoltasi in Australia, quando lo scorso 2 marzo, prima della partita d'esordio contro la Corea del Sud, sette calciatrici iraniane si rifiutarono di cantare l'inno nazionale. I media statali iraniani definirono le sportive "traditrici", dal momento che l'episodio segui' di pochi giorni l'attacco israelo-statunitense all'Iran del 28 febbraio. Le sportive cantarono poi l'inno nelle due partite successive, prima che la squadra venisse eliminata l'8 marzo. Cinque delle sette donne iraniane che inizialmente avevano chiesto asilo a Canberra ritirarono in seguito la loro domanda e tornarono nel Paese, mentre Pasandideh e Ramezanisadeh rimasero in Australia con visti umanitari e iniziarono ad allenarsi con la squadra del Brisbane Roar, che ha messo a loro disposizione le sue strutture per aiutarle ad ambientarsi in Australia.

Borse europee: aprono in cauto rialzo su speranze Hormuz

Avvio in cauto rialzo per le Borse europee grazie alle speranze di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e al culmine di una stagione di utili positiva. Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 sale dello 0,16% a 10.905,25 punti, a Francoforte il Dax e' piatto a 26.124,50 punti e a Parigi il Cac40 avanza dello 0,58% a 8.720,74 punti. A Piazza Affari, l'indice Ftse Mib segna +0,46% a 53.692,90 punti.

Iran, Houthi: "Attaccate petroliere saudite nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden"

Gli Houthi hanno lanciato un attacco missilistico contro una petroliera  saudita al largo della costa di Yanbu, città portuale del regno sul Mar  Rosso, e un altro attacco missilistico contro una petroliera saudita nel  Golfo di Aden. Lo ha dichiarato il gruppo ribelle yemenita, mentre  l'Arabia Saudita non ha confermato nessuno dei due attacchi.

Iran, Sharif e Munir in Arabia Saudita da oggi all'8 agosto

Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, e il capo dell'esercito di Islamabad, Asim Munir, giungeranno oggi in Arabia Saudita, dove si tratterranno in visita fino all'8 agosto. Lo ha annunciato giovedi' il ministero degli Esteri del Paese asiatico, mediatore chiave nel conflitto tra Iran e Stati Uniti. "Sebbene la visita si svolga nel contesto di crescenti tensioni nel Golfo, avra' un significato che va oltre la crisi immediata e le considerazioni a breve termine", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.

Trump: "Abbiamo molte munizioni, puniremo i divulgatori traditori"

"Gli Stati Uniti possiedono enormi quantità di 'munizioni', soprattutto  di certi tipi. Inoltre, grandi quantità vengono prodotte e spedite  negli Stati Uniti secondo necessità. Le aziende del settore della difesa  stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella  storia del nostro Paese. I 'responsabili' di queste dichiarazioni  traditrici (sulla scarsità di missili a disposizione, ndr) vengono  braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!": lo scrive il  presidete americano, Donald Trump, sul suo account su Truth, sulle  rivelazioni di alcuni media sulla ridotta disponibilità di missili a  causa della guerra in Iran.

Iran, Teheran: "Accordo con Oman su Hormuz non significa che Stretto sarà automaticamente riaperto"

L'Iran  e l'Oman sono vicini alla finalizzazione di un accordo quadro per la  navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia,  l'accordo non riaprirà automaticamente la via navigabile, ha dichiarato  il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un'intervista  all'agenzia di stampa statale Irna.  Gharibabadi  ha accusato gli Stati Uniti di aver ripristinato il blocco navale,  ripreso le ostilità e reintrodotto le sanzioni. Da parte loro, gli Usa  hanno dichiarato di aver ripreso gli attacchi dopo che l'Iran aveva  aperto il fuoco contro le navi in transito nello Stretto.

Iran, Vance: "Siamo nel mezzo di una partita complessa"

Il vicepresidente statunitense ha definito gli iraniani "persone straordinariamente difficili" e i colloqui un processo complesso e discontinuo. "Prima di tutto, se vogliono che mi assuma la responsabilita' dello sforzo per portare questa guerra a una conclusione positiva, sono felice di farlo", ha premesso Vance, ritenuto tra gli esponenti dell'amministrazione Usa meno favorevoli a un'escalation. "Sto assolutamente cercando di farlo, ma a volte questo richiede un passo avanti, due indietro, poi tre avanti e uno indietro", ha proseguito Vance, "posso certamente capire che il popolo americano possa guardare a questa situazione e dire: 'Sembra che stiamo facendo progressi', e poi sembra che non sia cosi''". "La realta' e' che, prima di tutto, gli iraniani sono persone straordinariamente difficili", ha sottolineato il numero due della Casa Bianca, "in secondo luogo, hanno un sistema frammentato, quindi ci sono persone al loro interno che vogliono che la guerra finisca. Ci sono anche persone, all'interno del loro sistema, che sono estremisti, che vogliono che la guerra continui". "Il nostro compito e' quello di muoverci in questo contesto e ottenere il miglior risultato possibile per il popolo americano, ma anche per il presidente degli Stati Uniti", ha detto ancora Vance.

Media: "Almeno 6 feriti mentre i coloni incendiavano le loro case in Cisgiordania"

I media palestinesi hanno riferito che i coloni hanno dato fuoco ad  alcune case nel villaggio di Tuba, sulle colline a sud di Hebron.  Secondo una delle fonti, almeno sei persone sono rimaste ferite, tra cui  una madre, tre bambine di età compresa tra i cinque e gli otto anni, un  bambino di dieci anni e un uomo di ventidue anni.

Prezzo petrolio in calo, Wti scambiato a 74,81 dollari

Prezzo del petrolio in calo questa mattina sui mercati delle materie  prime: il Wti con consegna a settembre passa di mano a 74,81 dollari al  barile con una flessione dello 0,55% mentre il Brent con consegna a  ottobre è scambiato a 79,15 dollari al barile con una riduzione dello  0,38%.

Iran, Vance: "Siamo nel mezzo di una partita complessa"

Gli Stati Uniti sono "nel mezzo" di una partita "complessa" con l'Iran. Lo ha dichiarato a Fox News il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, che si e' mostrato ottimista su una soluzione positiva del conflitto ma, allo stesso tempo, non e' sembrato prevedere una conclusione rapida della crisi. "Sara' un processo complesso e ci vorra' del tempo per arrivarci", ha affermato Vance, "il petrolio, credo, oggi era a 79 dollari. I prezzi del petrolio scenderanno e rimarranno bassi. L'Iran non avra' mai un'arma nucleare e gli Stati Uniti saranno in una posizione piu' forte, ma siamo un po' nel mezzo della partita e penso che la gente stia cercando di prevedere esattamente come andra' a finire". "Posso dirvi con certezza che la situazione si risolvera' in modo positivo per gli Stati Uniti d'America, ma useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione - militari, economici, diplomatici - per assicurarci di portare questa vicenda alla giusta conclusione", ha concluso il vicepresidente americano.

Iran, Trump smentisce carenza munizioni: "Parole da traditori"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha smentito che le forze americane soffrano di carenza di munizioni e ha accusato di "tradimento" chi ha messo in giro queste voci. "Gli Stati Uniti possiedono enormi quantita' di 'munizioni', soprattutto di certi tipi. Inoltre, grandi quantita' vengono prodotte e spedite negli Stati Uniti secondo necessita'", ha scritto Trump su Truth Social, "le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del nostro Paese". "Gli 'spifferatori' di queste dichiarazioni da traditori stanno venendo braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!", ha aggiunto il presidente americano. Il riferimento e' all'articolo dell'Nbc secondo cui, durante un recente incontro a Camp David, Trump avrebbe strigliato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, accusandolo di avergli nascosto il reale stato delle scorte di munizioni statunitensi, che starebbe limitando le opzioni di Washington in Iran. Hegseth a sua volta, hanno riferito fonti ben informate a Nbc, avrebbe scaricato la responsabilita' sul suo vice, Stephen Feinberg. Una ricostruzione analoga e' stata fornita da un articolo del Washington Post che la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito. "Ero a Camp David con il presidente Trump e il segretario Hegseth", ha affermato Leavitt, "questo non e' letteralmente mai successo, e lo abbiamo ripetutamente comunicato al Washington Post". "Questa str... e' stata rivenduta a molte testate da qualcuno chiaramente intenzionato a screditare il segretario, per chissa' quale ragione", ha aggiunto la portavoce, "purtroppo per loro, il presidente ama il segretario e creda che stia facendo un lavoro eccellente. BUFALE!". Il quotidiano riportava che Trump avrebbe chiesto spiegazioni sul perche' gli fossero state date informazioni sbagliate sulla quantita' di missili guidati a lungo raggio e intercettori antiaerei a disposizione. Secondo il Washington Post, l'insufficiente quantita' di munizioni avrebbe influenzato la decisione di Trump di non lanciare ulteriori attacchi su larga scala contro l'Iran.

Libano, media: "Diversi feriti in attacchi israeliani nel sud"

Diverse persone sono rimaste ferite nei raid aerei israeliani notturni  sulle città di Burj Shemali e al-Mansouri, nel sud del Libano. Lo  riferisce l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. I bombardamenti  dell'artiglieria israeliana sono proseguiti fino a questa mattina,  prendendo di mira Majdal Zoun, al-Mansouri e le valli circostanti. Anche  la periferia di Haddatha è stata bombardata, mentre il fuoco delle  mitragliatrici è stato diretto verso la zona costiera di al-Hamra, nella  provincia di Bayt al-Sayyad. Le  forze israeliane hanno intensificato gli attacchi anche nel distretto  di Tiro, nel Libano meridionale, ferendo almeno quattro persone e  costringendo molti residenti ad abbandonare le proprie case, secondo  quanto riportato dalla Nna.

Vance: "Negoziati con iraniani saranno complessi, sono popolo difficile"

Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha dichiarato in  un'intervista a Fox News in tarda serata che i negoziati di pace con  l'Iran sono "complessi" e richiedono tempo. "Gli iraniani sono un popolo  straordinariamente difficile" con "un sistema frammentato", ha  dichiarato, citato anche da Cnn, nell'intervista: "Il nostro compito è  quello di muoverci in questo contesto e ottenere il miglior risultato  possibile per il popolo americano, ma anche per il presidente degli  Stati Uniti". "E credo che alla fine arriveremo a una conclusione - sarà  un percorso complesso e richiederà del tempo - come potete vedere, il  petrolio oggi era a 79 dollari", ha detto Vance. "I prezzi del petrolio  scenderanno e rimarranno bassi. L'Iran non avrà mai un'arma nucleare e  gli Stati Uniti saranno in una posizione più forte". "Ma siamo ancora  nel vivo della questione e credo che molti stiano cercando di prevedere  con esattezza come andrà a finire", ha concluso Vance.

Iran, Trump: "Preferisco un accordo, non voglio uccidere gente"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di preferire un accordo con l'Iran alla prosecuzione delle ostilita' in quanto non vuole "uccidere gente". "Preferisco fare un accordo con l'Iran perche' non voglio uccidere gente", ha detto Trump durante un comizio in Nevada, "l'Iran ci rispetta. Ci rispettano. Stiamo parlando. Vediamo che succede".

Iran, Trump nega carenza munizioni: "Quantità enormi, chi divulga informazioni riservate verrà punito"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha smentito le notizie  sulla carenza di munizioni e ha scritto sulla sua piattaforma Truth  Social che gli Stati Uniti dispongono di "enormi quantità" di munizioni,  "specialmente di certi tipi". Secondo Trump, "vengono prodotte grandi  quantità  e fornite agli Stati Uniti a secondo delle necessità. Le  aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di  fabbriche nella storia del nostro Paese". Ha aggiunto: "Chi ha fatto  trapelare queste dichiarazioni traditrici sarà rintracciato. Saranno  necessarie lunghe pene detentive!".

Trump: "Teheran ci ha chiesto di negoziare, eravamo pronti al più grande attacco da II Guerra Mondiale"

L'Iran ha chiesto negoziati dopo che gli Stati Uniti si erano preparati a  sferrare un massiccio attacco militare. Lo ha dichiarato il presidente  degli Stati Uniti Donald Trump durante un evento a Las Vegas, sostenendo  che la pressione militare costante ha riportato Teheran al tavolo delle  trattative. Rivolgendosi ai suoi sostenitori, Trump ha affermato che  gli Stati Uniti erano "pronti per il più grande attacco dalla Seconda  Guerra Mondiale" prima che i funzionari iraniani li contattassero per  chiedere un colloquio. "Mi hanno chiamato e mi hanno detto: 'Per favore,  non farlo, parliamone'", ha dichiarato Trump. Trump  ha affermato di preferire una soluzione diplomatica a ulteriori azioni  militari, ma ha ribadito che la posizione dell'amministrazione non è  cambiata. "Preferisco raggiungere un accordo perché non voglio uccidere  nessuno", ha detto. "Ma l'Iran non può avere un'arma nucleare". Le  dichiarazioni di Trump giungono mentre l'amministrazione Trump prosegue i  negoziati con l'Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Martedì  Trump aveva affermato che sono stati compiuti "molti progressi" e aveva  suggerito che un accordo sarebbe potutto essere raggiunto già mercoledì o  giovedì.

Iran: "Non stiamo negoziando con gli Usa su Hormuz, solo con l'Oman"

L'Iran nega di stare negoziando al momento con gli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz, ma solo con l'Oman in forma strettamente bilaterale. Lo ha dichiarato ai media iraniani, citato da Cnn, il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi. "L'affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l'Iran è falsa", ha dichiarato in un'intervista televisiva. "Non ci sono stati negoziati", ha aggiunto Gharibabadi, riconoscendo però che Teheran ha ricevuto messaggi dagli Usa sulla disponibilità a tornare agli impegni precedenti. Donald Trump ha parlato più volte nelle ultime ore di "ottimi colloqui" in corso con Teheran. 

Libano, due riservisti israeliani uccisi in combattimento nel sud

Due soldati riservisti dell'esercito israeliano sono rimasti uccisi in uno scontro nel sud del Libano, dove le forze di Tel Aviv sono impegnate contro Hezbollah, il movimento filo-iraniano. Lo ha reso noto oggi l'Idf, che ha identificato le vittime nel maggiore Harel Birenstock, 34 anni, comandante di compagnia del 2855esimo battaglione appartenente alla 55esima brigata, e nel sergente maggiore Tamir Vaknin, 33 anni, in forza allo stesso reparto.

Scontro Trump-Hegseth sulla carenza di missili Usa

La frustrazione di Donald Trump per la campagna militare contro l'Iran sarebbe esplosa la scorsa settimana a Camp David, quando il presidente ha chiesto conto a Pete Hegseth della grave penuria di missili americani. A riferirlo al Washington Post sono due fonti a conoscenza dei fatti. Secondo la Cnn, il conflitto con Teheran avrebbe portato gli Stati Uniti a impiegare quasi l'80% delle proprie scorte, un dato che il segretario alla Difesa ha respinto come una notizia falsa.

Nella ricostruzione del quotidiano, venerdì scorso, a margine del vertice di governo, Trump avrebbe manifestato il proprio malcontento. La carenza di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea, spiegano le fonti, avrebbe pesato sulla scelta del presidente di rinunciare nei giorni scorsi a nuovi raid contro Teheran. Hegseth si sarebbe difeso scaricando la responsabilità sul suo vice, Stephen Feinberg.

Interpellata sullo scontro, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha bollato la vicenda come una "fake news al 100%". "Il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth", ha aggiunto.

Iran, Pezeshkian: "Difficile parlare con Khamenei, ma la sua presenza è una grande forza"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ammesso che risulta al momento "molto difficile" comunicare con la Guida suprema Mojtaba Khamenei, aggiungendo però che "la sua presenza è una grande forza per noi". Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars. Khamenei, subentrato a marzo dopo l'uccisione del padre Ali Khamenei in un raid israelo-americano, non si è mai mostrato in pubblico dal momento del suo insediamento.

Trump: "Stiamo parlando con l'Iran, vediamo cosa succede"

Gli Stati Uniti hanno riaperto un canale di dialogo con Teheran, malgrado le smentite arrivate dalla Repubblica islamica. Lo ha affermato Donald Trump nel corso di un intervento a Las Vegas. "Vediamo cosa accadrà. Preferirei fare un accordo perché non mi piace uccidere le persone", ha dichiarato il presidente americano, ribadendo però la linea di sempre sul dossier nucleare: "L'Iran non deve avere l'arma nucleare".

Petroliera segnala esplosioni nello Stretto di Hormuz

Una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell'Oman, ha riferito di aver udito alcune esplosioni. Lo ha reso noto oggi l'agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo Ukmto, secondo cui "l'equipaggio e la nave sono al sicuro; non sono stati segnalati danni ambientali".

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