Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, Trump: "Fine guerra ad aprile". Reuters: "Possibile riapertura parziale Hormuz"

©Ansa

L'Iran potrebbe consentire alle navi di navigare liberamente attraverso il lato omanita dello Stretto senza rischio di attacchi. Secondo Trump, i colloqui “potrebbero riprendere nei prossimi due giorni” e la guerra finire entro aprile. Il presidente iraniano Pezeshkian ha dichiarato che Teheran sostiene un dialogo costruttivo con gli Usa, ma non si lascerà "costringere alla sottomissione"

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Usa e Iran verso nuovi colloqui. Il presidente Usa mostra ottimismo sulla fine della guerra. È "più che possibile un accordo con l'Iran entro aprile", ha dichiarato Trump parlando a Sky News. A Fox News ha sottolineato che il conflitto contro l'Iran è "molto vicino alla fine" e di pensare che Teheran voglia fare "un accordo a tutti i costi". 

I colloqui “potrebbero riprendere nei prossimi due giorni ma stiamo pensando a un altro luogo che non sia il Pakistan", ha annunciato Trump. A Abc News ha aggiunto "di non valutare una proroga del cessate il fuoco con l'Iran, di non ritenere sarà necessaria". Il vicepresidente JD Vance: "La tregua sta reggendo", gli "Stati Uniti li aiuteranno a prosperare a condizione che si impegnino a non dotarsi di armi nucleari". Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi che Teheran sostiene un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti, ma non si lascerà  "costringere alla sottomissione".

Secondo Reuters, Teheran potrebbe concedere una riapertura parziale dello Stretto di Hormuz, consentendo il passaggio sul lato omanita. Ma in tarda serata un consigliere militare dell'Ayatollah Mojtaba Khamenei è tornato a minacciare gli Usa di affondare le navi americane nello Stretto.

La riunione del gabinetto di sicurezza israeliano si è conclusa senza prendere una decisione su un cessate il fuoco in Libano: lo scrive Barak Ravid sU Axios citando due funzionari israeliani.

Il presidente degli Stati Uniti è tornato a parlare di Leone XIV in un post su Truth, dopo lo scontro dei giorni scorsi."Per favore qualcuno dica a Papa Leone che l'Iran ha ucciso almeno  42mila manifestanti innocenti, assolutamente disarmati, negli ultimi due  mesi, e che il fatto che l'Iran possa avere una bomba nucleare è  assolutamente innaccettabile", ha scritto.  "L'America è tornata", ha aggiunto.

Dopo il duro attacco di ieri - quando Trump aveva dichiarato di essersi sbagliato su Giorgia Meloni  dopo che la premier aveva definito "inaccettabili" le sue parole contro il papa - oggi il presidente Usa è tornato a colpire: "Con chi nega aiuto, non più lo stesso rapporto". Prosegue intanto il viaggio apostolico in Africa di Leone, che oggi sarà in Camerun. "Dio non sta coi prepotenti; la pace è possibile", afferma il pontefice. "Dovrebbe attenersi alle questioni morali", commenta Vance.  

Gli approfondimenti:

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Media: Nessuna decisione sul cessate il fuoco in Libano in gabinetto sicurezza Israele

La riunione del gabinetto di sicurezza israeliano si è conclusa senza prendere una decisione su un cessate il fuoco in Libano: lo scrive Barak Ravid su Axios citando due funzionari israeliani.

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Consigliere Khamenei: "Affonderemo navi Usa a Hormuz"

Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha avvertito che l'Iran avrebbe affondato navi americane nello Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti avessero deciso di "controllare" questo importante punto di passaggio per la navigazione. Gli Stati Uniti stanno imponendo un blocco militare dello Stretto di Hormuz dopo che l'Iran ha bloccato la navigazione per oltre sei settimane di guerra, in un conflitto attualmente sospeso grazie a un fragile cessate il fuoco di due settimane. "Il signor Trump vuole diventare il poliziotto dello Stretto di Hormuz. È davvero questo il suo compito? È questo il

compito di un potente esercito come quello degli Stati Uniti?", ha detto alla televisione di stato Mohsen Rezaei, ex comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, nominato consigliere militare da Khamenei il mese scorso. "Queste vostre navi saranno affondate dai nostri primi missili e rappresentano un grave pericolo per le forze armate statunitensi. Possono essere facilmente colpite dai nostri missili e noi possiamo distruggerle", ha dichiarato Rezaei, in uniforme militare, all'emittente statale. 

Consigliere Khamenei: "Fantastico se Usa ci invadessero, migliaia ostaggi e riscatti per mld dollari"

Il consigliere militare  della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei  , Mohsen Rezaei ha affermato che sarebbe “fantastico” se gli Stati Uniti lanciassero un'invasione terrestre dell'Iran, poiché “prenderemmo migliaia di ostaggi e poi per ogni ostaggio otterremmo un miliardo di dollari”.

Ghalibaf: "Gli Usa devono prendere le distanze dal primo errore di Israele"

Mohammad Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e una delle figure più influenti del paese, ha affermato su X che gli Stati Uniti devono "impegnarsi" per un cessate il fuoco in Libano, dove Israele prende di mira Hezbollah, gruppo appoggiato dall'Iran. "Il completamento e il consolidamento di un cessate il fuoco globale in Libano saranno il risultato della fermezza e della lotta del rispettato Hezbollah e del suo eroismo", ha affermato Ghalibaf. "La resistenza e l'Iran sono una cosa sola, sia in tempo di guerra che in tempo di cessate il fuoco", ha chiarito affermando che "l'America deve prendere le distanze dal primo errore di Israele".

Centcom, nave iraniana tenta di eludere blocco Usa a Hormuz, costretta a invertire rotta

Gli Stati Uniti affermano di aver intercettato una nave mercantile battente bandiera iraniana che tentava di eludere il blocco. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato di aver intercettato una nave mercantile battente bandiera iraniana che "ha tentato di eludere il blocco statunitense" di tutte le navi in entrata e in uscita dai porti iraniani. In un post su X, il Centcom ha affermato che la nave è stata intercettata martedì dopo essere partita dal porto iraniano di Bandar Abbas e aver lasciato lo stretto di Hormuz.

Secondo quanto riferito, il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense Uss Spruance "ha fatto cambiare rotta alla nave", che ora sta facendo ritorno in Iran. Dieci navi sono state respinte e nessuna è riuscita a forzare il blocco statunitense dall'inizio di lunedì.

Guerra in Iran e chiusura di Hormuz, perché il prezzo della benzina corre anche negli Usa?

Gli Stati Uniti sono produttori di petrolio e dipendono meno di altri dallo Stretto di Hormuz, ma la situazione internazionale sta spingendo verso l’alto il costo del rifornimento alla pompa: anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24

Guerra in Iran, perché il prezzo della benzina corre anche negli Usa?

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Iran, Casa Bianca fiduciosa su accordo

L'amministrazione Trump si dichiara "fiduciosa sulle prospettive di un accordo" con l'Iran, ha affermato la Casa Bianca, precisando che il Pakistan sarebbe la sede più probabile per un eventuale secondo round di colloqui. Lo riporta la Cnn.

Libano, fonti: per Trump 'benvenuta' fine ostilità ma accordo non fa parte di negoziati con Iran

Il presidente americano Donald Trump riterrebbe "benvenuta la fine delle ostilità" in Libano, ma un tale accordo non fa parte dei negoziati con l'Iran. Lo dichiara unun alto funzionario americano dopo i primi colloqui diretti tra Israele e il Libano. Riguardo a un eventuale cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, il funzionario ha detto che "non è qualcosa che abbiamo chiesto, e nemmeno fa parte dei negoziati di pace con l'Iran". Ma, ha aggiunto, "il presidente riterrebbe benvenuta la fine delle ostilità in Libano nel quadro di un accordo di pace" tra Israele e questo Paese.

Iran, Araghchi ringrazia il Pakistan per aver ospitato il dialogo negoziale

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è detto "lieto" di dare il benvenuto a Teheran al capo dell'esercito pachistano, il feldmaresciallo Asim Munir, e ha ringraziato Islamabad per aver ospitato i colloqui volti ad allentare le tensioni regionali. Lo riporta Iran International. In un post su X, Araghchi ha affermato che le discussioni riflettevano il comune impegno dei due Paesi nei confronti della diplomazia. "Ho espresso gratitudine per la generosa ospitalità offerta dal Pakistan per il dialogo, sottolineando come ciò rifletta la nostra profonda e solida relazione bilaterale", ha scritto.

Onu: "A Gaza 2700 bambini con malnutrizione acuta"

L'Onu ha dichiarato che a Gaza, l'Agenzia per i rifugiati palestinesi ha comunicato di essere stata costretta a ridurre le ore di funzionamento dei generatori elettrici nelle proprie strutture durante la prima settimana di aprile, poiché si stavano avvicinando a livelli critici di guasto meccanico. Queste strutture forniscono una gamma di servizi alle persone più vulnerabili e sono considerati vitali davanti all'emergenza alimentare che sta colpendo, in particolare, i bambini. "Le Nazioni Unite e i partner umanitari hanno bisogno di maggiori autorizzazioni per far entrare a Gaza pezzi di ricambio e lubrificanti essenziali, al fine di evitare ulteriori interruzioni", ha spiegato il viceportavoce, Farhan Haq. Nel frattempo, i partner dell'Onu, ha aggiunto, "continuano a fornire servizi nutrizionali preventivi e terapeutici a bambine e bambini. Il mese scorso hanno visitato oltre 72 mila bambini, individuandone circa 2.700 con malnutrizione acuta, e hanno fornito a migliaia di loro alimenti terapeutici pronti all'uso".

Libano, Onu: "Emergenza umanitaria con 1,2 milioni di sfollati"

La situazione umanitaria in Libano continua a peggiorare. Lo ha detto il viceportavoce dell'Onu, Farhan Haq, parlando con i media. "Oltre 1,2 milioni di persone sono state sfollate. Attacchi quotidiani colpiscono decine di località, con gravi danni alle aree residenziali", ha aggiunto. Le agenzie Onu, ha inoltre dichiarato, "hanno assistito oltre 90 mila sfollati con supporto psicologico e servizi di protezione, concentrandosi sui più vulnerabili". 

Nasdaq e S500 record a Wall Street, si scommette sull'accordo Usa-Iran

Wall Street chiude con un nuovo record per Nasdaq e S500, segno che i mercati scommettono su un accordo Usa-Iran. Il Dow Jones lascia lo 0,15% a 48.463,56 punti, il Nasdaq avanza dell'1,59% a 24.016,02 punti e lo S&P 500 guadagna lo 0,80% a 7.022,90 punti. 

Ft: “Aeroporti Ue a rischio carburante se Stretto Hormuz non riapre entro tre settimane”

Il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata dall'associazione Aci Europe al commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas, riporta che gli scali europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. Le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo mentre "l'impatto delle attività militari" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture

Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

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Peggiora la salute della Premio Nobel iraniana incarcerata Mohammadi

Le condizioni di salute di Narges Mohammadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace e attualmente in carcere, sono critiche dopo l'infarto che l'ha colpita il mese scorso, hanno avvertito oggi i suoi sostenitori. La sua famiglia e il suo team legale, residenti in Iran, hanno avuto sabato il permesso di farle una seconda visita di persona nel carcere in cui è detenuta, nel nord dell'Iran, dove "sono stati osservati chiari segni di un peggioramento delle sue condizioni generali e il suo stato fisico è stato descritto come critico", ha dichiarato la sua fondazione in un comunicato. L'ultimo incontro è avvenuto dopo una precedente visita a fine marzo, durante la quale era emerso che Mohammadi aveva subito un infarto all'inizio del mese. La famiglia ha riferito, dopo l'ultima visita, che Mohammadi "è diventata estremamente debole e ha subito una significativa perdita di peso", ha dichiarato il fratello Hamidreza Mohammadi, residente in Norvegia, nel comunicato. Ha aggiunto che sua sorella "è detenuta in una cella con prigionieri accusati di omicidio ed è stata minacciata di morte da alcuni di questi detenuti diverse volte". Mohammadi, insignita del premio Nobel per la pace nel 2023 in riconoscimento di oltre vent'anni di impegno, è stata arrestata il 12 dicembre nella città orientale di Mashhad dopo aver criticato le autorità clericali iraniane durante una cerimonia funebre.

Ipotesi pedaggio Stretto Hormuz, cosa dice diritto internazionale e i costi per l'Italia

Lo Stretto di Hormuz è al centro di una sfida al diritto internazionale della navigazione, con l’Iran che, progressivamente, lo sta trasformando in una leva di pressione. L’8 aprile gli Stati Uniti e Teheran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane. Il presidente americano Donald Trump ha precisato subito che lo stop sarebbe valso a condizione che l'Iran acconsentisse "all'apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz". Di fatto, però, la riapertura del canale non è stata immediata e, in questi primi giorni, solo poche navi sono riuscite effettivamente a superare lo Stretto. "L'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio. Questo non è l'accordo che abbiamo", ha attaccato Trump il 10 aprile, dal sul suo social Truth.

Ipotesi pedaggio Stretto Hormuz, cosa dice il diritto internazionale?

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Wall Street, S&P tocca nuovo record storico

A Wall Street l'indice S&P 500 ha raggiunto un record storico durante la seduta, il primo da gennaio, grazie alle speranze di de-escalation tra Washington e Teheran. L'indice viaggia ora in rialzo dello 0,77% a 7.020,92 punti. Il suo ultimo massimo risaliva al 28 gennaio, a 7.002,28 punti. L'indice Nasdaq guadagna l'1,37%, mentre il Dow Jones scende dello 0,12%. 

Netanyahu: "Identici gli obiettivi di Usa e Israele"

Gli obiettivi di Stati Uniti e Israele in Iran "sono identici", ha affermato il Premier israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio video diffuso dal suo ufficio. "I nostri amici americani ci informano costantemente dei loro contatti con l'Iran. I nostri obiettivi sono identici. Vogliamo vedere l'uranio arricchito fuori dall'Iran, l'abbandono della capacità di arricchimento in Iran e, l'apertura dello Stretto di Hormuz". 

Zuppi: "Il Papa annuncia il Vangelo, non può certo accettare la guerra"

"Il problema è che nelle ultime settimane le parole di papa Leone sono state chiarissime, e anche la risposta di papa Leone è stata molto chiara: 'io sono cristiano, e non possiamo accettare la guerra'". Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha commentato così lo scontro fra papa Leone XIV e il presidente Donald Trump, intervenendo questa sera alla Camera di Commercio di Roma all'incontro "Idee per il futuro". Secondo Zuppi "il Papa continuerà ad annunciare il Vangelo", e questo vorrà dire anche "promuovere e favorire gli organismi che agevolano il dialogo". Inoltre, in merito all'intimazione della Casa Bianca al Vaticano di "attenersi alle questioni morali", Zuppi ha sottolineato quanto sia "morale dire che non si debbono ammazzare gli altri, questa è una cosa che il Papa deve fare: non è morale ammazzare le persone. Speriamo quindi che le sue parole vengano ascoltate e i suoi inviti accolti".

Hamas,la sospensione del memorandum Italia-Israele è una giusta decisione

''La dichiarazione del governo italiano di sospensione dell'accordo di cooperazione militare con l'entità sionista criminale è una decisione nella giusta direzione e un passo importante per dissuaderla dal proseguire i suoi attacchi e le sue aggressioni nella regione, nonché per imporle un ulteriore isolamento internazionale a causa delle sue gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani, in particolare i crimini in corso a Gaza, in Cisgiordania e in Libano''. Lo comunica Hamas in una nota ufficiale. ''Esortiamo tutti gli Stati del mondo ad adottare misure analoghe'', aggiunge la nota. 

Netanyahu: "Negoziati con il Libano perché siamo forti"

''Mentre continuiamo a colpire Hezbollah, stiamo conducendo negoziati con il Libano, negoziati non si svolgevano da 40 anni e passa e si stanno svolgendo ora perché siamo forti e sono i Paesi che si rivolgono a noi, non solo il Libano''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video. ''Nei negoziati con il Libano abbiamo due obiettivi principali: lo smantellamento di Hezbollah e una pace duratura. Pace attraverso la forza''. 

Iran-Usa, nuovi negoziati o ripresa della guerra? Cosa succede ora

Dopo che gli Usa non hanno raggiunto un accordo con l'Iran durante la sessione di negoziati in Pakistan, a cui ha partecipato il vicepresidente JD Vance, si aprono diversi scenari. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, uno dei punti su cui non si è trovata l’intesa è quello del programma nucleare iraniano: "Non c'è la promessa da parte di Teheran di abbandonare definitivamente l'arma nucleare", ha spiegato lo stesso Vance. Secondo Teheran, invece, "i negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Usa". Ma nelle discussioni hanno pesato anche la situazione dello Stretto di Hormuz, degli attacchi israeliani Libano, delle sanzioni e degli asset congelati. Immediata la reazione del presidente Trump: ha annunciato su Truth il blocco "con effetto immediato" di tutte le navi da e per lo Stretto di Hormuz. Non solo: "Altri Paesi saranno coinvolti nel blocco navale", ha annunciato.

Iran-Usa, nuovi negoziati o ripresa della guerra? Cosa succede ora

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Media: Teheran potrebbe consentire libera navigazione da lato omanita di Hormuz

L'Iran potrebbe valutare la possibilità di consentire alle navi di navigare liberamente attraverso il lato omanita dello Stretto di Hormuz senza rischio di attacchi, nell'ambito delle proposte avanzate nei negoziati con gli Stati Uniti, qualora si raggiungesse un accordo: lo scrive Reuters in un'esclusiva sul sito, citando una fonte iraniana.

Casa Bianca: "Non abbiamo chiesto la proroga del cessate il fuoco in Iran"

Gli Stati Uniti "non hanno chiesto la proroga del cessate il fuoco con l'Iran". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo ad una domanda su alcune indiscrezioni di stampa. "E' cattivo giornalismo", ha aggiunto.

Gesù abbraccia Trump: il nuovo post del presidente Usa su Truth

Il post, pubblicato da un account su Truth, è stato condiviso dal presidente statunitense sul proprio profilo. "Ai folli della sinistra radicale potrebbe non piacere, ma io penso che sia piuttosto carino!", scrive il tycoon. Nell'immagine, Trump appoggia la testa a quella di Gesù mentre dietro di loro un fascio di luce illumina la bandiera americana.

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Il Papa, "La pace non è uno slogan, non sia fondata su minacce e armi"

Il Papa richiama, nel suo primo discorso in Camerun, la necessità di "rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace fondata sull'amore e sulla giustizia. Una pace che sia disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza". Per Leone XIV "la pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza".

L'Idf ha ricevuto l'ordine di uccidere tutti gli Hezbollah nel sud del Libano

L'esercito israeliano ha ricevuto l'ordine di uccidere qualsiasi combattente di Hezbollah nell'area del Libano meridionale che si estende dal confine israelo-libanese fino al fiume Litani, che scorre circa 30 chilometri a nord, secondo una dichiarazione militare rilasciata oggi.    "Ho dato l'ordine di trasformare l'area del Libano meridionale fino al Litani in una zona di fuoco letale per qualsiasi terrorista di Hezbollah", si legge nel comunicato, citando il tenente generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore dell'esercito, durante una visita alle truppe israeliane schierate in territorio libanese.

Media: Usa-Iran valutano altre 2 settimane cessate fuoco

Gli Stati Uniti e l'Iran stanno valutando la possibilità di estendere l'attuale cessate il fuoco di altre due settimane al fine di concedere più tempo per i negoziati su un accordo che ponga fine alla guerra. Lo riporta Bloomberg, che cita una fonte a conoscenza della questione. 

Mattarella: "Mondo scosso da atti di aggressione fuori da diritto internazionale"

Lo scenario internazionale è segnato da conflitti che feriscono l'Europa e il Mediterraneo, vede sconvolti gli equilibri di pace e di stabilità che ritenevamo ormai consolidati fino a pochi anni addietro. Le fondamenta della convivenza pacifica, già provate da crisi numerose in diverse aree del mondo, sono oggi scosse ulteriormente e scosse nel profondo da atti di aggressione che violano sovranità e prescrizioni, anche le più elementari, del diritto internazionale, a partire da quello umanitario. In questo momento così travagliato appare più che mai necessaria la difesa con rinnovata fermezza dai valori sanciti dalla nostra Costituzione". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale a una rappresentanza dell'Aeronautica in occasione del 103esimo anniversario di fondazione.

Usa, Axios: "Dem presentano risoluzione d'impeachment contro Hegseth"

In precedenza i democraciti americani avevano spinto per l'impeachment dell'ex segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem e dell'ex procuratrice generale Pam Bondi, entrambe rimosse da Trump negli ultimi mesi.

Usa, Axios: 'Dem presentano risoluzione d'impeachment contro Hegseth'

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Il Papa: "È possibile vivere in pace, continuo a testimoniarlo"

"È necessario vivere nella concordia nel "rispetto di tutti per tutti". Lo ha detto il Papa salutando i giornalisti a bordo dell'aereo che lo ha condotto da Algeri a Yaoundé. "In due giorni in Algeria, penso che abbiamo avuto davvero una meravigliosa opportunità per continuare a costruire ponti per promuovere il dialogo. Penso che la visita alla moschea sia stata significativa per dire che, sebbene con fedi, stili di vita e modi differenti di adorare Dio, possiamo comunque vivere insieme in pace", ha detto il Papa. "È questo che il mondo ha bisogno di ascoltare oggi, e insieme possiamo continuare a offrire la nostra testimonianza", ha concluso il Pontefice.

Libano, media: fonti Israele smentiscono ipotesi tregua

Fonti israeliane hanno smentito l'ipotesi di una tregua di una settimana in Libano. "Non c'è cessate il fuoco in Libano", ha detto un alto funzionario al Times of Israel. "È nell'interesse reciproco di Israele e Libano smantellare Hezbollah", ha aggiunto la fonte. A ipotizzare una sospensione di una settimana dei combattimenti era stato il giornale al Mayadeen citando una fonte della sicurezza iraniana. La stampa iraniana ha ripreso l'indiscrezione: secondo l'agenzia Tasnim, il governo israeliano si riunira' nel pomeriggio per prendere una decisione.

Financial Times: "Iran usò satellite cinese per colpire basi Usa". Pechino smentisce

Secondo il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, le notizie dei media che "accusano la Cina di fornire supporto militare all'Iran sono interamente fabbricate". Lin ha aggiunto su X che se gli Stati Uniti dovessero andare avanti con la loro guerra commerciale contro Pechino, sulla base di queste accuse, "la Cina risponderebbe con contromisure".

Ft: Iran usò satellite cinese per colpire basi Usa. Pechino smentisce

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Tajani: "Fra amici come Usa e Italia servono rispetto e lealtà"

"Io credo che debba essere sempre tenuto in conto che un rapporto di alleanza e di amicizia come quello fra l'Italia e gli Stati Uniti debba essere fatto di lealtà e rispetto". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Berlino, rispondendo alla stampa italiana sulle affermazioni di Donald Trump. "Cosa che noi abbiamo sempre fatto", ha aggiunto.

Gesù abbraccia Trump: il nuovo post del presidente Usa su Truth

Il post, pubblicato da un account su Truth, è stato condiviso dal presidente statunitense sul proprio profilo. "Ai folli della sinistra radicale potrebbe non piacere, ma io penso che sia piuttosto carino!", scrive il tycoon. Nell'immagine, Trump appoggia la testa a quella di Gesù mentre dietro di loro un fascio di luce illumina la bandiera americana.

Gesù abbraccia Trump: nuovo post del presidente Usa su Truth

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Unifil: Idf ostacola rifornimenti di carburante e viveri per le basi Onu

Blocchi stradali o revoca di autorizzazioni già concesse hanno interessato i peacekeeper e il personale essenziale che li supporta. Tali azioni dell'Idf destano preoccupazione per la consegna tempestiva di forniture critiche - inclusi cibo, carburante e acqua - alle posizioni dell'Unifil, in particolare lungo la blue line. Sebbene finora queste difficoltà siano state gestite, il protrarsi delle limitazioni alla libertà di movimento rischia di compromettere il sostegno alle operazioni, inclusa la capacità dei peacekeeper di svolgere il mandato di segnalazione delle violazioni della risoluzione 1701. Lo comunica Unifil.

Teheran: "Coalizione europea per Hormuz complicherebbe situazione"

"Qualsiasi mossa o interferenza nello stretto di Hormuz non farebbe altro che complicare la situazione". L'ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in risposta al recente piano dei Paesi europei di formare una coalizione per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, dopo la guerra. "La sicurezza dello stretto di Hormuz è garantita dall'Iran da decenni e, con l'aiuto degli Stati regionali, l'Iran è in grado di assicurare la sicurezza e la navigabilità della via, a condizione che cessino le interferenze e l'attuale guerra", ha aggiunto, citato dall'agenzia Isna.

Trump ripubblica un post che lo ritrae con Gesù: "Il tycoon scelto da Dio"

Donald Trump continua a provocare ripubblicando un post con una foto che lo ritrae accanto a Gesù, che lo abbraccia mentre lui poggia la sua testa su quella del messia. Dietro a loro una bandiera americana che si sfuma in una luce abbagliante. "Ai folli della sinistra radicale potrebbe non piacere, ma io penso che sia piuttosto carino!", ha scritto il presidente americano su Truth. La didascalia del post di un account che si chiama 'Irish for Trump' dice: "Non mi sorprende che con tutti questi mostri satanici, assassini di bambini, Dio si giochi la carta Trump".

Guerra Iran, Italia tra paesi più esposti a crisi energetica

Vance al Papa: "Dio con gli americani quando liberammo la Francia dai nazisti"

JD Vance invoca la Seconda Guerra Mondiale per difendere i bombardamenti americani all'Iran dalle critiche del Papa. Il vicepresidente cattolico - riporta il New York Times - ha spiegato che il Pontefice ha sbagliato nel dire che i discepoli di Cristo non sono "mai dalla parte di chi un tempo brandiva la spada e oggi sgancia bombe. Dio era dalla parte degli americani quando hanno liberato la Francia dai nazisti? Credo certamente che la risposta sia sì", ha messo in evidenza Vance.

Trump: "Con Meloni non abbiamo più lo stesso rapporto"

Donald Trump di nuovo all'attacco di Giorgia Meloni. "Non abbiamo più lo stesso rapporto", dice il presidente americano a Fox News, all'indomani delle dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera, a cui ha detto di "essere scioccato dalla mancanza di coraggio" della premier sull'Iran. "È stata negativa. Con chiunque ci abbia rifiutato l'aiuto in questa situazione iraniana, non abbiamo lo stesso rapporto", ha detto a Maria Bartiromo di Fox News durante "Mornings with Maria"

Teheran: "Nessuno può toglierci diritto nucleare civile"

L'Iran non intende rinunciare al suo programma nucleare civile. Lo ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri, Esameil Baqaei. "Il diritto dell'Iran all'uso pacifico dell'energia nucleare è un diritto che nessuno ci ha concesso e che non puo' esserci tolto con le pressioni o con la guerra", ha spiegato a quanto riferisce NourNews. "Rientra nei diritti dell'Iran in virtu' della sua adesione al Trattato di non proliferazione e, fintanto che siamo parte di questo accordo, dovremmo, in linea di principio, poterne beneficiare", ha sottolineato.

Teheran prosegue scambio messaggi con Usa

L'Iran continua a scambiare messaggi con gli Stati Uniti attraverso il Pakistan. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esameil Baqaei, citato dall'agenzia Isna. 

Oggi delegazione pakistana a Teheran per mediazione

Una delegazione del Pakistan è attesa oggi a Teheran per discutere dei negoziati in corso con gli Stati Uniti. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Questo viaggio fa seguito ai colloqui di Islamabad" dello scorso fine settimana, ha spiegato. "La parte pakistana ha tenuto consultazioni e colloqui con gli americani e, durante la visita di oggi, discuteremo in dettaglio le nostre posizioni e i nostri punti di vista", ha riferito.

Vertice militare a Parigi su eventuale sminamento Hormuz

Come ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz una volta cessata la guerra tra Usa, Israele e Iran. A quanto si apprende, dovrebbe essere questo l'argomento centrale di un vertice militare in programma tra oggi e domani a Parigi con la presenza di ufficiali di diversi Paesi, Italia compresa: una riunione tecnica, pensata per pianificare come coordinare un eventuale, futuro intervento di sminamento delle acque attraverso cui transita, tra l'altro, il 20% del petrolio mondiale. All'incontro, sempre a quanto si apprende, dovrebbero partecipare rappresentanti della nostra Marina. Di un piano multinazionale per garantire la navigazione di Hormuz si parlerà invece a livello politico venerdì in un vertice annunciato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Starmer.

Anche la Marina Militare a Parigi per valutare sminamento Hormuz

Parteciperà anche la Marina Militare al vertice militare che si svolgerà nelle prossime ore a Parigi per pianificare lo sminamento dello stretto di Hormuz. Missione, tuttavia, solo dopo la cessazione delle ostilità tra Iran e Stati Uniti.

Iran: "Stop totale petrolio tra Golfo e mare Oman se prosegue blocco Usa"

"L'Iran non permetterà alcuna esportazione o importazione di petrolio nel Golfo Persico e nel mare dell'Oman se gli Stati Uniti, paese terrorista e aggressore, continueranno con i loro atti illegali di blocco nella regione". Lo ha detto il comandante del Comando di Khatamolanbia, Ali Abdollahi.

Ap: "Tra Usa e Iran c'è accordo di principio su rinnovo tregua"

I mediatori si sono avvicinati alla proroga del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e alla ripresa dei negoziati per salvare la fragile tregua prima della sua scadenza la prossima settimana: secondo funzionari regionali citati dall'Associated Press, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un "accordo di principio" per prorogarlo e consentire un maggiore impegno diplomatico.

Trump: " I prezzi benzina scenderanno, saranno molto più bassi prima delle elezioni"

I prezzi della benzina "scenderanno" e saranno "molto più bassi" prima delle elezioni di metà mandato. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un'intervista a Fox News, secondo quanto riportano i media internazionali. I prezzi del gas "scenderanno molto presto e in modo significativo" una volta conclusa la guerra con l'Iran, ha detto Trump, sostenendo che saranno "molto più bassi" prima delle elezioni di metà mandato

Telefonata Emirati-Ghalibaf: "Dialogo per allentare la tensione"

"Il vicepresidente, vice primo ministro e capo della Corte presidenziale, Sheikh Mansour bin Zayed, ha discusso le modalità per allentare le tensioni nella regione durante una telefonata con il presidente dell'Assemblea consultiva islamica della Repubblica islamica dell'Iran Mohammad Ghalibaf". Lo scrivono su X i media emiratini. 

Idf, colpiti oltre 200 obiettivi di Hezbollah nel sud

Le Forze di difesa israeliane rivendicano di aver colpito oltre 200 obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano nelle ultime 24 ore. In una nota, poche ore dopo la conclusione dei primi contatti diretti tra Tel Aviv e Beirut con la mediazione americana a Washington, le Idf sostengono di aver colpito "oltre 200 siti delle infrastrutture di Hezbollah, tra cui lanciatori e terroristi".

Erdogan: "Difficoltà nei colloqui con Usa, ma pace è possibile"

Fiducia su un esito positivo dei negoziati tra Iran e Stati Uniti è stata espressa dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha riconosciuto in ogni caso la presenza di nodi complessi da sciogliere. "Nei colloqui tra Teheran e Washington potrebbero esserci questioni difficili, ma sono in gran parte risolvibili se entrambe le parti si concentrassero sui benefici della pace", ha dichiarato, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Anadolu.

Sottolineando che la Turchia guarda "con speranza" al processo diplomatico, Erdogan ha confermato che Ankara è impegnata a favorire una de-escalation e lavora per "estendere il cessate il fuoco, ridurre le tensioni e mantenere aperti i negoziati Usa-Iran". Erdogan ha esortato tutte le parti a cogliere "l'opportunità offerta dalla tregua", che scadrà il 21 aprile.

Il presidente turco ha inoltre accusato il governo israeliano di ostacolare il processo verso la pace. "Gli attacchi israeliani contro il Libano, durante il cessate il fuoco temporaneo, hanno compromesso le speranze di negoziati". Dure anche le parole rivolte al primo ministro, Benjamin Netanyahu, definito "il macellaio di Gaza". Erdogan ha infine elogiato il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, congratulandosi "di cuore con il mio caro amico per il suo coraggio di fronte alle minacce". "La pace nella nostra regione arriverà nonostante il regime sionista. La stabilità arriverà nonostante il governo israeliano", ha concluso.

Colloquio tra vice presidente Emirati e Ghalibaf

Lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, vice presidente e vice primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Wam, precisando che i due hanno discusso degli sviluppi regionali e delle modalità per ridurre l'escalation nella regione. Gli Emirati sono stati tra i Paesi del Golfo colpiti dalla rappresaglia dell'Iran, scattata in risposta agli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele a partire dal 28 febbraio.

Condoglianze dell'ambasciatore russo in Iran per l'ex ministro Kharrazi

L'ambasciatore russo in Iran, Alexey Dedov, "ha visitato il Consiglio Strategico per le Relazioni estere della Repubblica Islamica dell'Iran e ha firmato un libro delle condoglianze per la morte dell'ex ministro degli Esteri Kamal Kharrazi".  E' quanto riferito dall'ambasciata russa in Iran. Il 10 aprile, la televisione di stato iraniana ha annunciato la morte di Kharrazi a causa delle ferite riportate durante uno dei recenti bombardamenti statunitensi e israeliani su Teheran.

Costa: "Difendere ordine globale, l'alternativa è il caos"

La comunità internazionale "deve difendere l'ordine internazionale basato sulle regole", altrimenti "l'alternativa e' il caos". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa a Doha, in Qatar, nel corso della sua visita nella regione del Golfo. "Quel che è certo è che stiamo vivendo tempi difficili e che dobbiamo difendere l'ordine internazionale basato sulle regole, perché l'alternativa è il caos: è quello che abbiamo visto in Ucraina, quello che stiamo vedendo qui nel Golfo, quello che stiamo vedendo in Iran. Ciò di cui abbiamo bisogno dall'intera comunità internazionale è che difenda l'ordine internazionale basato sulle regole, che difenda il sistema multilaterale e soprattutto le Nazioni Unite, perché sono la spina dorsale del nostro sistema multilaterale", ha specificato Costa. "Sono venuto qui per dire agli Stati del Golfo che li sosteniamo. Non ci sono dubbi sul nostro sostegno. Non abbiamo una forze armate, ma diversi Stati membri schierano capacità militari a supporto della difesa degli Stati del Golfo e forniamo supporto diplomatico e politico affinché si difendano", ha concluso Costa condannando l'Iran per gli attacchi ai partner del Golfo.

Trump: "La guerra può essere risolta quasi subito e prezzi del gas giù"

La guerra con l'Iran può essere risolta "quasi subito". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox News, assicurando che con la fine del conflitto "i prezzi del gas andranno incredibilmente giù". 

Esercito Iran: "Se prosegue il blocco Usa, noi bloccheremo il Mar Rosso"

L'esercito iraniano avverte che bloccherà il Mar Rosso se il blocco navale statunitense dovesse continuare. Inoltre, i militari di Teheran hanno sottolineato che il blocco navale Usa porterà alla rottura del cessate il fuoco. 

Idf in azione a Gaza e Cisgiordania: un morto e un ferito

Le forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver ucciso un terrorista che tentava di oltrepassare la linea del cessate il fuoco a Gaza. I soldati della brigata Nord della divisione di Gaza "hanno identificato un terrorista che ha oltrepassato la Linea Gialla e si è avvicinato alle truppe in modo da rappresentare una minaccia immediata", recita una dichiarazione ufficiale. "Subito dopo l'identificazione, le truppe hanno neutralizzato il terrorista per eliminare la minaccia", ha precisato l'Idf. Al contempo, un altro episodio violento viene segnalato in Cisgiordania, dove un palestinese è rimasto ferito durante un presunto tentativo di accoltellamento. In base alla ricostruzione dell'Idf, le truppe sono state inviate alla fattoria Emek Doron, vicino all'insediamento agricolo di Revava, in seguito a "una segnalazione di un terrorista palestinese che ha tentato di compiere un attacco con un coltello ai danni di un uomo israeliano". A parte il sospettato, non si segnalano altri feriti, secondo l'Idf.

Media Teheran: "Petroliera iraniana ha attraversato Hormuz"

"Nonostante la minaccia di un blocco navale, la petroliera iraniana Alicia, soggetta a sanzioni e carica di petrolio greggio, è riuscita ad attraversare lo Stretto di Hormuz e il tratto di mare controllato dall'Iran tra le isole di Hormuz e Lark. In precedenza, due navi iraniane avevano già transitato nello Stretto di Hormuz". Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim su X. 

Trump: "Ho chiesto a Xi di non aiutare Teheran, ha risposto che non lo sta facendo"

Il presidente americano Donald Trump ha rivelato a Fox News di aver scritto una lettera all'omologo cinese Xi Jinping. "Ho sentito che la Cina sta fornendo armi all'Iran,e gli ho chiesto di non farlo più - ha raccontato - e lui mi ha scritto una lettera per dirmi che essenzialmente non lo sta facendo". 

Xi "è una persona che ha bisogno del petrolio, a differenza nostra", ha detto Trump a un mese dalla sua visita prevista in Cina, ricordando di "avere ottimi rapporti" con il leader cinese. 

Media Iran: "Arrestato a Ishafan un capo terrorista filo-israeliano"

"Un leader di un gruppo terroristico separatista affiliato a Israele, con un passato di omicidi e attentati dinamitardi in città della provincia del Khuzestan, è stato identificato e arrestato nella provincia di Isfahan". E' quanto fa sapere il ministero dell'Intelligence iraniano, secondo l'agenzia Isna.

Iran, Washington Post: "Gli Usa inviano circa 10mila militari per aumentare pressione"

Gli Stati Uniti stanno inviando circa 10.000 militari e diverse navi da guerra in Medio Oriente per aumentare la pressione sull’Iran. Lo hanno rivelato al Washington Post funzionari americani, secondo cui la mossa rappresenta il cuore della nuova strategia dell’amministrazione guidata da Donald Trump, che rafforza la propria presenza nella regione mentre restano in bilico i negoziati con Teheran. Il dispiegamento - che include portaerei e unità dei Marines - si aggiunge ai circa 50.000 soldati statunitensi già operativi nell’area, offrendo a Washington più opzioni in caso di fallimento delle trattative, inclusi possibili attacchi o persino operazioni di terra.

Tra le forze in arrivo - scrive il quotidiano - figurano circa 6.000 uomini a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e del suo gruppo navale, oltre a circa 4.200 militari del Boxer Amphibious Ready Group con l’11ª Marine Expeditionary Unit. Il rafforzamento militare coincide con la scadenza, prevista per il 22 aprile, della fragile tregua di due settimane e si integra con le unità già presenti, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss Gerald R. Ford. Secondo fonti militari, l’obiettivo è garantire ai comandanti sul campo una maggiore flessibilità operativa nel caso in cui il confronto con Teheran dovesse intensificarsi.

Araghchi: "Cessate fuoco solo dopo stop guerra in Libano"

Un cessate il fuoco in Medio Oriente sarà possibile solo quando Israele avrà tenuto fede ai suoi obblighi di mettere fine alla guerra in Libano. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il collega spagnolo Manuel Albares, a quanto riferiscono i media iraniani.

Libano, Hezbollah: "Israele tratta per compensare la sconfitta"

Secondo Hezbollah, i negoziati avviati da Israele con il Libano negli Stati Uniti non sono altro che un tentativo israeliano di "compensare" la sua sconfitta contro il gruppo sciita pro-Teheran. Lo ha affermato un deputato di Hezbollah, Hassan Fadlallah, all'indomani dei primi colloqui diretti tra i due paesi, mediati dal segretario di Stato americano Marco Rubio. "Le autorità libanesi hanno ritirato l'esercito dal sud, lasciandolo vulnerabile all'occupazione e dando mano libera al nemico Israele", ha denunciato Fadlallah. Il deputato ha sottolineato, inoltre, che non includere il Libano nei negoziati tra Stati Uniti e Iran in Pakistan "era una richiesta israeliana" e che "la posizione americana di separare il Libano dal percorso di Islamabad si basava sulla posizione del governo libanese". Hezbollah considera i colloqui con Israele come "illegali" e una "violazione" dello Stato libanese. Ieri a Washington è stata la prima volta da decenni che gli inviati del Libano e di Israele, che non intrattengono relazioni diplomatiche, si sono incontrati faccia a faccia in colloqui diretti.

Vertice a Parigi per valutare sminamento Hormuz, c'è anche l'Italia

Si svolgerà nelle prossime ore a Parigi un vertice militare a cui partecipano una serie di Paesi, tra cui l'Italia, il cui tema è la pianificazione dello sminamento dello stretto di Hormuz. Al momento - a quanto si apprende da fonti qualificate - non c'è nulla di stabilito e un'eventuale missione in questo senso potrebbe partire solo dopo la cessazione delle ostilità tra Iran e Stati Uniti e dopo averne verificato le condizioni per un intervento. Alla riunione partecipa anche uno staff della Marina militare italiana, in questo momento a Parigi. 

Iran, arrestate 35 persone: accuse terrorismo e vicinanza Usa

Le autorità iraniane hanno annunciato l'arresto di 35 persone accusate di terrorismo, separatismo, traffico di armi e legami con i servizi di intelligence di Stati Uniti e Israele, nell'ambito di una campagna di detenzioni avviata con l'inizio della guerra e proseguita nonostante la tregua. "Trentacinque elementi terroristi, separatisti, trafficanti di armi da guerra e persone collegate ai servizi nemici statunitense-sionisti sono stati identificati e arrestati in sei province del Paese", ha dichiarato il ministero dell'Intelligence in un comunicato diffuso dall'agenzia Tasnim. Secondo Teheran, le operazioni hanno consentito di sventare possibili attentati e interrompere contatti con reti legate a Stati Uniti e Israele. Tra i fermati figura anche il presunto fondatore e leader di un gruppo separatista collegato a Israele, che promuoveva la secessione della provincia occidentale del Khuzestan. Il gruppo sarebbe stato coinvolto in diversi attentati e omicidi nella regione, tra cui attacchi costati la vita a un agente dell'intelligence. Le autorità hanno inoltre riferito dello smantellamento di due cellule dedite al traffico di armi provenienti dal Kurdistan iracheno: quattro persone sono state arrestate e sono state sequestrate 42 armi da fuoco. Altre 30 persone sono state fermate nelle province di Gilan, Kerman, Hamadan e Hormozgan con l'accusa di appartenere o collaborare con gruppi armati, pianificando attacchi con armi da fuoco ed esplosivi artigianali, oltre a fornire informazioni ad attori stranieri e a collaborare con media legati a Israele.

Media: "Guerra costata agli Usa finora 51 miliardi di dollari"

I 46 giorni di guerra in Iran sono costati agli Stati Uniti oltre 51,2 miliardi di dollari. Lo riporta il sito 'Iran War Costs Tracker'. Secondo il rapporto del Pentagono al congresso degli Stati Uniti il 10 marzo, nella prima settimana dell'operazione militare sono stati spesi 11,3 miliardi di dollari e ogni giorno di 'Epic Fury' costa intorno a 1 miliardo di dollari, ricorda il sito.

Wp: "Il Pentagono invia altri 10 mila soldati Usa in Medio Oriente" (2)

I rinforzi militari dovrebbero unirsi alle navi da guerra già presenti in Medio Oriente proprio mentre si avvicina la scadenza del cessate il fuoco di due settimane, il 22 aprile. Le truppe si uniranno ai circa 50.000 militari che, secondo il Pentagono, sono impegnati nelle operazioni contro l'Iran.    L'arrivo di ulteriori navi da guerra americane eserciterà una pressione ancora maggiore sull'Iran e fornirà all'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, e ad altri alti ufficiali militari maggiori opzioni nel caso in cui i negoziati fallissero, ha detto al quotidiano statunitense James Foggo, ammiraglio della Marina in pensione e decano del Center for Maritime Strategy nella Virginia settentrionale. 

Wp: "Il Pentagono invia altri 10 mila soldati Usa in Medio Oriente"

Il Pentagono invierà altre migliaia di soldati in Medio Oriente nei prossimi giorni, mentre il governo Trump cerca di fare pressione sull'Iran per un accordo che metta fine al conflitto. Lo scrive il Washington Post citando funzionari Usa. Le forze in arrivo nella regione includono circa 6.000 soldati a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta, hanno dichiarato funzionari attuali ed ex che hanno parlato sotto anonimato. Altri 4.200 soldati, appartenenti al Boxer Amphibious Ready Group e alla task force dei Marines imbarcata, l'11th Marine Expeditionary Unit, dovrebbero arrivare a fine mese. 

Salvini: "Trump sbagliato ad attaccare Meloni; pieno sostegno"

E' chiaro che quando attacchi il Papa o Meloni per me sei da condannare in un caso e nell'altro". Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini, rispondendo a una domanda in una conferenza stampa in via Bellerio. Salvini ha sottolineato: "Totale sostegno all'attivita' del governo e del presidente del consiglio da tutti i punti di vista. Se Trump attacca il Papa sbaglia, se attacca il governo italiano sbaglia".

Ciriani: "Con Israele amici ma stop memorandum è segnale politico"

La sospensione del memorandum con Israele non ha nulla a che fare con le conseguenze del voto referendario. Lo ha detto, rispondendo ad una domanda nel corso di Ping Pong su Rai Radio1, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani: "Non mescoliamo le cose - è l'invito - perché la politica estera è una cosa molto seria e non va mescolata con questioni di politica interna o di bassa cucina elettorale. Qui si tratta di ribadire lo standing internazionale dell'Italia. Personalmente - ha sottolineato - mi vanto di essere amico di Israele, del popolo israeliano, ho sempre difeso le sue ragioni anche nei momenti più difficili, però ci sono dei passaggi politici che non si possono sottovalutare. C'è il problema di una pace con l'Iran, a cui anche Israele deve contribuire, c'è il problema che il nostro contingente è stato attaccato più volte, è stato richiamato anche l'ambasciatore israeliano in Italia e questo è un segnale politico anche a Israele", ha concluso.

Usa, Zingaretti (Pd): "Solidarietà a Meloni per parole Trump"

Il capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti, esprime la solidarieta' alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Come ha fatto ieri la segretaria Elly Schlein, ovviamente abbiamo espresso anche da qui solidarieta' alla presidente del Consiglio e all'Italia. Perche' l'Italia e' alleata e deve essere alleata, ma non e' vassalla di nessuno. Questo deve essere molto chiaro. Siamo fuori, o siamo in una dimensione, ormai totalmente fuori controllo", ha concluso.

Axios: "Dem presentano risoluzione d'impeachment contro Hegseth"

I Dem della Camera presenteranno oggi cinque articoli di impeachment contro il segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusandolo di abuso di potere, crimini di guerra e altri gravi illeciti. Lo scrive Axios, sottolineando che la misura non ha praticamente alcuna possibilità di essere approvata in questo Congresso, ma è l'ultimo segnale che i Dem si sono compattati attorno a Hegseth come loro nuovo principale bersaglio nel governo Trump.    In precedenza, i Dem avevano spinto per l'impeachment dell'ex segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem e dell'ex procuratrice generale Pam Bondi, entrambe rimosse da Trump negli ultimi mesi. Con i suoi scandali di lunga data e ora il conflitto con l'Iran, Hegseth  è un candidato ideale per diventare il nuovo "spauracchio" del partito.  La risoluzione di impeachment di sette pagine, una copia della quale è  stata ottenuta per la prima volta da Axios, si concentra principalmente  sulle operazioni statunitensi in Iran, sullo scandalo "Signalgate" e  sulla presunta cattiva condotta personale di Hegseth. "Questo è solo un  altro Democratico che cerca di attirare l'attenzione mentre il  Dipartimento della Guerra ha raggiunto in modo deciso e schiacciante gli  obiettivi del Presidente in Iran", ha dichiarato la portavoce del  Pentagono Kingsley Wilson in una nota ad Axios. Hegseth "continuerà a  proteggere la patria e a promuovere la pace attraverso la forza", ha  aggiunto.

Bozza Ue, aiuti di Stato fino al 50% contro caro energia trasporti-agricoltura

I Paesi Ue potranno concedere aiuti di Stato per coprire fino al 50% dei costi extra legati all'aumento dei prezzi di carburante o fertilizzanti nei settori dell'agricoltura e della pesca, del trasporto su strada e dei servizi di trasporto marittimo. Lo prevede la bozza di quadro temporaneo sugli aiuti di Stato per far fronte alla crisi in Medio Oriente, in consultazione tra le capitali, la cui adozione è attesa il 22 aprile.    La percentuale del 50% e il periodo di riferimento - ad oggi compreso tra il 1° marzo e il 31 dicembre - restano tra parentesi, poiché ancora suscettibili di modifiche.

Iran, Salvini: "Massimo sostegno per pace; Papa protagonista"

"Confermo il massimo sostegno a chiunque stia lavorando per la pace. Quella di sabato in piazza Duomo sara' una piazza per la pace. Il Santo Padre e' il primo protagonista e costruttore di pace, chiunque lo additi non fa cosa ne' utile ne' sensata ne' intelligente, qualunque ruolo ricopra". A dirlo e' il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa in via Bellerio. "Sosteniamo il ruolo delle diplomazie per la guerra in Iran, in Libano e in Ucraina, e non riteniamo che ulteriori interventi militari o investimenti in armamenti possano essere la soluzione", ha concluso.

Iran, Wp: "Usa invieranno altre migliaia soldati nella regione"

Il Pentagono inviera' nei prossimi giorni migliaia di soldati aggiuntivi in Medio Oriente, mentre l'amministrazione Trump cerca di aumentare la pressione sull'Iran per raggiungere un accordo che ponga fine alle settimane di conflitto, senza escludere nuovi attacchi od operazioni di terra nel caso in cui la fragile tregua non regga. Lo riporta il Washington Post citando funzionari statunitensi. Tra le forze in dispiegamento figurano circa 6 mila militari a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e delle navi da guerra che la accompagnano, secondo fonti attuali ed ex funzionari. Altri 4.200 militari, appartenenti al gruppo anfibio Boxer Amphibious Ready Group e alla relativa unita' dei Marines, l'11esima Marine Expeditionary Unit, dovrebbero arrivare nella regione entro la fine del mese. Il rafforzamento militare si inserisce nella strategia di Washington per sostenere la pressione su Teheran nel quadro dei negoziati in corso, mantenendo al contempo aperta l'opzione di un'ulteriore escalation sul terreno.

Iran, Associazione donne iraniane condanna visita Pahlavi a Roma

L'Associazione donne democratiche iraniane in Italia ha espresso "ferma condanna" per la visita a Roma di Reza Pahlavi, "figlio dell'ultimo dittatore monarchico dell'Iran" e per "i suoi presunti incontri con diversi membri della Camera e del Senato italiano". In una nota, l'associazione presieduta da Shahrzad Sholeh ha sottolineato che "l'unico motivo della notorieta' di Reza Pahlavi risiede nell'infausta eredita' del padre: un dittatore che mantenne il potere attraverso un sistema a partito unico sostenuto da un temuto apparato di sicurezza, la Savak". Il regime dello scia' "fu segnato dalla tortura e dall'uccisione di dissidenti politici e intellettuali, nonche' da una corruzione diffusa". Quanto a Reza, "non rappresenta nulla, ne' all'interno ne' all'esterno dell'Iran. Solo due giorni fa, in Svezia, interrogato dalla televisione nazionale e successivamente da un membro del Parlamento, non solo si e' rifiutato di condannare i numerosi crimini del padre, ma ha addirittura definito quell'eredita' sanguinosa motivo di orgoglio". E "Pahlavi ha esplicitamente e ripetutamente invocato interventi stranieri e attacchi militari contro l'Iran" e "spesso vantato presunti legami con comandanti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica". Ha inoltre "invocato apertamente la repressione delle minoranze etniche iraniane". Per questo "la stragrande maggioranza del popolo iraniano nelle sue mobilitazioni nazionali comprese le proteste del gennaio 2026 ha respinto ogni forma di dittatura, sia monarchica sia religiosa". Ora "accogliere con tutti gli onori il figlio di un dittatore odiato non solo contraddice gli interessi del popolo iraniano e del suo movimento democratico, ma finisce anche per favorire la dittatura religiosa. Cio' consente al regime di presentare falsamente le rivolte popolari come complotti orchestrati dall'estero", avverte la nota.

Libano, avviso Idf evacuazione Sud: raid incrociati con vittime

In una mattinata di attacchi incrociati tra Hezbollah e le forze israeliane, l'Idf ha emesso un avviso di evacuazione per i residenti a sud del fiume Zahrani, nel Libano meridionale. Il suo portavoce ha avvertito su X che "i raid aerei sono in corso" e che l'esercito israeliano "opera con una forza considerevole nella zona". "Rimanere a sud del fiume Zahrani potrebbe mettere in pericolo la vostra vita e quella delle vostre famiglie", recita l'avviso rilanciato dai media. Al contempo, media libanesi e medio-orientali hanno riferito che un drone israeliano ha colpito la citta' di al-Babliya, nel distretto di Sidone, nel Sud del Libano. Inoltre, raid aerei israeliani hanno raggiunto le citta' di Qlailah e Nabatieh al-Fawqa, sempre nel Sud. Fonti sanitarie e media libanesi riportano al momento un bilancio di cinque morti, di cui due persone uccise in attacchi di droni sull'autostrada Tiro-Beirut. Giornalisti di Al Jazeera hanno confermato, inoltre, che dei raid israeliani hanno colpito veicoli nelle citta' di Saadiyat e al-Jiya, nel Monte Libano. Le due citta' si trovano a circa 20 km a sud di Beirut. Sul versante israeliano invece, un uomo di 61 anni e' rimasto leggermente ferito a una mano a causa di un attacco missilistico nel nord di Israele, lanciato dal Libano. Un'equipe del Magen David Adom lo ha trasportato all'ospedale Rambam di Haifa. Hezbollah ha affermato di aver colpito 17 obiettivi delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) in territorio libanese e 47 in Israele. Il gruppo armato libanese ha dichiarato che i suoi combattenti hanno preso di mira gli insediamenti di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona con lanci di razzi a partire delle 8. L'esercito israeliano ha riferito di una quarantina di razzi diretti su Israele, di cui buona parte e' stata intercettata.

Meloni: "Congiuntura tra più complesse ultimi decenni, ma Italia darà meglio di sè"

"Oggi celebriamo la forza, il protagonismo, la diversificazione produttiva delle nostre imprese. Lo facciamo in una fase complessa, probabilmente la piu' difficile congiuntura degli ultimi decenni, ma con una consapevolezza: che l'Italia puo' dimostrare ancora una volta di che pasta e' fatta, e' in grado di raggiungere nuovi traguardi. Perche' e' la nostra storia che parla per noi: nei momenti piu' difficili abbiamo sempre dato il meglio di noi stessi. Lo abbiamo fatto, e possiamo rifarlo". Giorgia Meloni lo dice nel videomessaggio per l'evento 'Mille Marchi Storici per il futuro del Made in Italy' promosso a Palazzo Piacentini dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dall'Associazione Marchi Storici d'Italia. A imprenditori e lavoratori il presidente del Consiglio rivolge allora "un messaggio tanto semplice quanto, credo, potente: credete nell'Italia, credete in cio' che siamo, credete nelle nostre e nelle vostre potenzialita'. Cogliete ogni occasione e trasformatela in opportunita', come nessun altro sa fare". "Noi ci siamo e saremo sempre al vostro fianco. E non ci stancheremo di fare la nostra parte, per costruire un'Italia piu' forte, solida e prospera. Ma, soprattutto, piu' fiera e orgogliosa di se stessa", ribadisce Meloni.

Media: 13 vittime nei raid israeliani sul sud del Libano

Almeno 13 persone sono morte nei raid di aerei e droni israeliani che hanno colpito diverse aree del Libano meridionale: tra loro i quattro membri di una stessa famiglia a Jbaa e cinque ad Ansariyah, con ulteriori vittime segnalate a Qadmus. Lo scrive l'Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna).    A Jbaa, un attacco a un'abitazione ha ucciso un uomo, sua moglie, il figlio e la nuora. Le squadre della protezione civile hanno successivamente recuperato quattro corpi e tre feriti in seguito a un attacco a un complesso residenziale a Qadmus. I raid hanno colpito anche Braachit, Sawaneh, Bableh, Siddiqine, Nabatieh al-Fawqa e le zone lungo il fiume Litani, mentre veicoli sono stati presi di mira a Jiyyeh e Saadiyat. Anche la periferia di Bint Jbeil è stata colpita da colpi di artiglieria, e alcune case sono state distrutte a Hanine, mentre i bombardamenti continuavano in tutta la regione.

Trump elogia il re ma attacca Stamer: "Relazione con Gb non è quella di prima"

La storica 'special relationship' fra Usa e Regno Unito non è "quella di prima". Lo ha affermato il presidente Donald Trump in un'intervista telefonica a Sky Uk, aggiungendo che il rapporto attuale con il governo di Keir Starmer, inizialmente positivo, è sceso a livelli "tristi"; ma assicurando che questo non avrà riflessi "in nessun modo" sulla visita di Stato di re Carlo III e della regina Camilla, attesi oltre oceano dal 27 al 30 aprile.        Trump è tornato a elogiare il sovrano come "un grande gentleman" e "una persona meravigliosa". Ha tuttavia ribadito le dure critiche recenti a Starmer, preso di mira non solo per non aver schierato direttamente il Regno al fianco di Usa e Israele nella guerra all'Iran, ma anche su altri dossier: dall'immigrazione all'energia. Al riguardo ha bollato come "un tragico errore" sia la mancata ripresa a vasto raggio delle "trivellazioni" di petrolio e gas nelle acque britanniche del Mare del Nord, sia la strategia - a suo giudizio non sufficientemente draconiana - per frenare il flusso dei migranti sull'isola.      Ha infine avvertito il governo laburista che gli accordi raggiunti l'anno scorso per limitare i dazi americani nei confronti della Gran Bretagna "possono sempre essere cambiati" in peggio.

Carburanti, Ciriani: "Misure straordinarie Ue"

"Se la situazione persiste avremo bisogno di misure straordinarie" da parte dell'Unione europea per fronteggiare la crisi economica derivata dal blocco dello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani intervenendo a Ping pong. "In questo momento non possiamo percorrere" la strada della riapertura al gas russo per le sanzioni in atto, ha spiegato, "la dipendenza che avevano al gas russo l'abbiamo superata grazie al lavoro del governo. Al momento quello di Descalzi e' un ragionamento condivisibile ma, come ha detto la presidente del Consiglio, non si puo' percorrere", ha sottolineato. (AGI) decide il Cdm lo accopgliemo volentieri perche' il lavoro cnon ci mancaFed

Israele, corte suprema esamina petizioni destituzione Ben Gvir

Giornata ad alta tensione in Israele per l'esame da parte della Corte suprema di petizioni che chiedono il licenziamento del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, accusato di interferenze illegali sul processo decisionale della polizia. Prima dell'udienza, Ben-Gvir ha attaccato il sistema giudiziario, affermando di non essere una "marionetta della Procura di Stato". La procuratrice generale Gali Baharav-Miara "dice che sono io a decidere le politiche e a cambiare la polizia: ha ragione", ha affermato il ministro tra gli applausi, parlando con i giornalisti fuori dal tribunale di Gerusalemme. Diverse centinaia di manifestanti si sono radunati fuori dall'edificio a sostegno di Ben Gvir, suonando megafoni e sventolando cartelli che promettono di "porre fine alla dittatura giudiziaria". Un collegio di nove giudici e' chiamato a esaminare le petizioni che chiedono al primo ministro Benjamin Netanyahu di licenziare il ministro citando presunte interferenze nell'operato della polizia e danni alle norme democratiche. Quattro gruppi di cittadini hanno presentato le petizioni contro Netanyahu, Ben-Gvir e il governo. Il procuratore generale sostiene i ricorrenti, i quali affermano che la rimozione del ministro e' necessaria a causa di quelle che definiscono violazioni sistematiche e continue dell'indipendenza della polizia e della trasformazione della polizia da organo di contrasto a strumento politico, in particolare per quanto riguarda la gestione delle proteste e delle indagini, minando pertanto la sua indipendenza. Baharav-Miara "ha ragione nell'affermare che sto rimodellando la polizia. Dice che mi intrometto nelle nomine, che ho gia' nominato piu' di 1.100 ufficiali per attuare la mia politica, e ha ragione. Dice che ho sostenuto 'Force 100', e ha ragione anche su questo", ha martellato Ben Gvir, riferendosi ai riservisti precedentemente accusati di aver abusato sessualmente di una detenuta palestinese nel centro di detenzione di Sde Teiman. Le accuse contro i riservisti sono state ritirate il mese scorso.

Appello congiunto di 20 Paesi per fermare la violenza in Libano

Venti Paesi, tra cui Spagna, Francia, Regno Unito e Australia, hanno lanciato un appello congiunto per porre fine alla violenza in Libano e includere il Paese negli sforzi regionali di distensione, sollecitando "tutte le parti" a lavorare per "una soluzione politica duratura".   In una nota diffusa dal ministero degli Esteri spagnolo, i firmatari avvertono che il protrarsi del conflitto "mette in pericolo la distensione regionale" e chiedono un'immediata riduzione delle tensioni, anche sfruttando l'opportunità del cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran.   I venti Paesi accolgono con favore l'iniziativa del presidente libanese Aoun per negoziati diretti con Israele, così come la disponibilità israeliana al dialogo mediato dagli Usa: colloqui che "possono aprire la strada a una sicurezza duratura" per la regione.   Il comunicato condanna "nei termini più energici" sia gli attacchi di Hezbollah contro Israele sia i raid istraeliani dell'8 aprile in Libano, che avrebbero causato oltre 350 morti e più di mille feriti, sottolineando che "i civili e le infrastrutture civili devono essere protetti" secondo il diritto internazionale.   Energica anche la condanna degli attacchi contro la missione Onu Unifil, ribadendo la necessità di garantire la sicurezza dei Caschi blu.   I Paesi firmatari - Australia, Belgio, Croazia, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Svezia, Regno Unito e Irlanda - esprimono "piena solidarietà al popolo libanese e si dichiarano pronti a fornire aiuti d'emergenza a oltre un milione di sfollati.    Riaffermano infine il sostegno alla sovranità e integrità territoriale del Libano e l'importanza di applicare integralmente la risoluzione Onu 1701, lodando la decisione di Beirut di vietare le attività militari di Hezbollah e rafforzare il monopolio statale delle armi.

Ciriani: "Restiamo e resteremo amici di Usa e Israele"

"Non ho nessuna simpatia per un regime sanguinario" come quello iraniano, "quello che contestiamo e' che una volta iniziata una guerra bisogna anche saperla chiudere e evitare una crisi economica mondiale". Lo ha affermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, a Ping pong. "Noi rimarremo alleati e amici degli Stati Uniti ma dobbiamo dire le cose come stanno, quando e' il caso di dirlo lo diciamo", ha sottolineato. "Quando si attacca il Papa si supera una linea di rispetto", ha continuato, "non si puo' attaccare il Papa: questa e' una cosa che non si poteva accettare; ed e' stato giusto dirlo. Non si posso oltrepassare certe linee di rispetto che si devono al Papa, che e' guida spirituale per milioni di cattolici". "L'alleanza tra Italia e Stati Uniti dura dalla fine della Seconda guerra mondiale, spero che durera' a lungo. Nonostante i rapporti molto tesi con Trump, Meloni difende l'alleanza. Guai se Stati Uniti e Europa entrassero in conflitto". Anche riguardo Israele, "difendiamo il diritto sacrosanto di Israele di esistere", ha puntualizzato. "Noi siamo amici di Israele e del popolo israeliano. C'e' il problema di una pace con l'Iran e c'e' il problema che il nostro contingente e' stato attaccato piu' volte. Siamo amici, rimarremo amici, ma se gli amici non sono d'accordo ce lo diciamo".

Media: 8 petroliere hanno obbedito all'ordine Usa di invertire rotta

Otto petroliere hanno obbedito all'ordine delle forze statunitensi di invertire la rotta nello stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. Non sono stati segnalati interventi di intercettazione ed è improbabile che si verifichino nel Golfo Persico. Nel frattempo, più di 20 navi mercantili hanno recentemente attraversato lo stretto. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che il blocco dei porti iraniani è stato pienamente attuato e che le forze Usa mantengono la superiorità marittima in Medio Oriente.

Trump a Sky News: "Più che possibile un accordo con Iran entro aprile"

Un accordo con l'Iran entro fine aprile "è possibile. Li abbiamo pestati pesantemente, è assai possibile". Lo ha detto il presidente Donald Trump in un'intervista telefonica al corrispondente di Sky News Uk da Washington, Mark Stone, che gli chiedeva se la guerra in Medio Oriente potesse finire prima della visita di Stato negli Usa di re Carlo III e della regina Camilla, in agenda dal 27 al 30 aprile.

Pichetto: "Su jet fuel si prevedono tempi difficili"

Per quanto riguarda gli effetti della crisi energetica "non è tanto una  valutazione di impatto diretto sull'Italia, poi certamente c'è perché  l'importazione, in particolare di Gnl, era notevole, sui 5 miliardi di  metri cubi che sono una quota rilevante rispetto ai 60 miliardi totali.  Ma  l'impatto si è verificato sui prezzi del gas,  del barile del  petrolio". Per quanto riguarda il cherosene per aereo, il jet fuel, "di  fatto si prevedono tempi difficili complessivamente". Sul jet fuel  "l'Italia consuma circa 5 milioni di tonnellate, metà di produzione  dalle nostre raffinerie e metà di importazione". Così il ministro  dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin  intervenendo all’evento 'Sustainable Future Energy Summit'. Quanto  alle disponibilità di jet fuel per gli aeroporti italiani "sono  abbastanza tranquillo. Poi è difficile dire ottimista, naturalmente, in  queste contingenze. Non ci sono enormi difficoltà, possono esserci  interruzioni dovute alla riorganizzazione della tempistica di fornitura.  Ma complessivamente non dovrebbe venire meno, almeno  per  aprile-maggio. Secondo i dati si può stimare anche per giugno, non  dovrebbe esserci il blocco dovuto  all'assoluta mancanza di jet fuel".

Media: Leader Fatah Barghouti "picchiato e maltrattato in carcere"

L'avvocato di Marwan Barghouti ha confermato che il leader di Fatah è vittima di maltrattamenti, dopo una visita al carcere in cui è detenuto. Lo scrive Al-Jazeera.    Ben Marmarelli, che ha fatto visita a Barghouti il ;;12 aprile, ha dichiarato in un post sui social media che la visita è stata "profondamente allarmante", in quanto ha confermato che il suo assistito è stato "vittima di tre violente aggressioni" nelle ultime settimane.    Barghouti sta scontando cinque ergastoli per presunti reati commessi durante la seconda Intifada, dal 2000 al 2005, e ha sempre negato le accuse.    L'avvocato Marmarelli ha affermato che Barghouti è stato aggredito il 24 marzo da un cane che le guardie carcerarie avevano fatto entrare nella sua cella. Ha aggiunto che il leader palestinese è stato "picchiato selvaggiamente e lasciato sanguinante per più di due ore" senza ricevere cure mediche l'8 aprile. "Non si tratta di episodi isolati. Costituiscono un chiaro schema di abusi in escalation: violenza, negligenza medica e trattamenti che lo mettono a rischio immediato", ha affermato Marmarelli.

Nato, Wsj: "Europei preparano piano riserva in caso uscita Usa"

Un piano di riserva per garantire che l'Europa possa difendersi utilizzando le strutture militari esistenti della Nato in caso di ritiro degli Stati Uniti sta guadagnando terreno dopo aver ottenuto il sostegno della Germania, da sempre contraria a un approccio unilaterale. Lo riporta il Wall Street Journal. I funzionari che lavorano a questi piani, che alcuni definiscono "Nato europea", mirano a coinvolgere un maggior numero di europei nei ruoli di comando e controllo dell'alleanza e a integrare le risorse militari statunitensi con le proprie. I colloqui, portati avanti in modo informale tra riunioni e incontri a margine dei lavori dell'Alleanza, non puntano a creare una struttura alternativa, ma a garantire continuita' operativa, deterrenza nei confronti della Russia e credibilita' nucleare anche in uno scenario di riduzione del ruolo americano. L'intera architettura della Nato resta tuttavia fortemente imperniata sulla leadership degli Stati Uniti, a partire dal comando militare supremo fino ai sistemi di sorveglianza e difesa missilistica, rendendo la transizione particolarmente complessa. Negli ultimi mesi, sotto la spinta delle posizioni sempre piu' critiche del presidente americano Donald Trump nei confronti degli alleati europei, il dibattito ha subito un'accelerazione. Il segretario generale Mark Rutte ha indicato che l'Alleanza sara' "piu' guidata dagli europei", mentre diversi leader del continente sottolineano la necessita' di assumersi maggiori responsabilita' in materia di difesa. "Il trasferimento degli oneri dagli Stati Uniti all'Europa e' gia' in corso e continuera'", ha affermato il presidente finlandese Alexander Stubb, tra i promotori del piano, evidenziando la necessita' di gestire il processo in modo graduale e controllato. La svolta decisiva - scrive ancora il Wsj - e' arrivata da Berlino. La Germania, storicamente riluttante a mettere in discussione il ruolo americano come garante della sicurezza europea, ha rivisto la propria posizione, aprendo la strada a un consenso piu' ampio tra partner come Regno Unito, Francia, Polonia, Paesi nordici e Canada.

Usa, Ciriani: "Trump? Meloni difende Italia a qualsiasi prezzo"

In questa fase prima di tutto vengano gli interessi dell'Italia". Cosi' il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, a Ping Pong, torna sulle critiche di Donald Trump a Giorgia Meloni. "Tra alleati bisogna dirsi le cose come stanno. Quando e' il caso di dirlo, lo diciamo", ha continuato. "Meloni rimane una grande donna e una grande leader e fa il ruolo di una grande donna e leader: difende gli interessi dell'Italia", continua. "Meloni difende l'Italia e lo fa a qualsiasi prezzo", sottolinea.

Pezeshkian: "Ok al dialogo, ma non ci costringano alla sottomissione"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi che Teheran sostiene un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti, ma non si lascerà "costringere alla sottomissione". Lo riporta Iran International.    "L'Iran non cerca la guerra o l'instabilità e ha sempre dato importanza al dialogo e al confronto costruttivo con gli altri Paesi", ha affermato durante una visita a un centro dei servizi di emergenza a Teheran. "Qualsiasi tentativo di imporre la propria volontà o di costringere il Paese alla sottomissione è destinato al fallimento", ha aggiunto. "L'Iran non accetterà mai un simile approccio", ha dichiarato Masoud  Pezeshkian. Secondo l'agenzia Irna, il presidente ha sottolineato che  gli attacchi contro i Paesi del mondo sono contrari ai principi  internazionali riconosciuti. "Per quale crimine e con quale  autorizzazione sono stati perpetrati gli attacchi contro il nostro  Paese? Quale giustificazione ha, nell'ambito del diritto internazionale e  dei principi umanitari, il colpire i civili e i centri vitali?", ha  chiesto.

Borse asiatiche: Tokyo e Seul chiudono in rialzo, Cina debole =

 Le Borse asiatiche chiudono in rialzo sulla scia di un cauto ottimismo alimentato dalle speranze di una possibile ripresa dei colloqui tra Iran e Usa e spinte dalle aziende dei chip. L'indice Nikkei ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,61%, guidato da Softbank (+4,7%) mentre, a Seul, il Kospi ha indossato la maglia rosa di giornata terminando la seduta in crescita del 2,07% grazie alle due big tech dei chip: Samsung e SK Hynix. Deboli, invece, i listini cinesi. L'indice Shanghai Composite ha archiviato gli scambi in prossimita' della parita' (+0,01%) mentre quello di Shenzhen e' arretrato di un punto percentuale. A Hong Kong, invece, l'Hang Seng ha registrato +0,57%. Positive anche le borse di India, Singapore e Australia.

Iran, media: attacco dinamitardo a Teheran: 3 feriti

Notizie di un attacco dinamitardo nella capitale iraniana Teheran. Tre  persone sono rimaste ferite in due esplosioni nel centro della città,  riferisce l'agenzia iraniana Fars secondo cui sono stati impiegati  nell'attacco ordigni esplosivi improvvisati (Ied) e si registrano danni  in alcuni palazzi. La  situazione è sotto controllo, ha assicurato un comandante a livello  locale dei Guardiani della rivoluzione, i Pasdaran iraiani, in un video  diffuso dal portale Rouydad24. Sotto accusa i "traditori della patria".  Per ora, nessuna rivendicazione. La  notizia arriva mentre sembra reggere la fragile tregua che ha fermato  le operazioni avvisate il 28 febbraio contro l'Iran da Usa e Israele.

Sondaggio, italiani bocciano la gestione di Trump della guerra in Iran

Secondo il sondaggio di YouTrend per Sky TG24 emerge una bocciatura quasi unanime sull’operato del presidente americano in Medio Oriente. Quasi metà degli italiani avrebbe voluto una posizione più dura del governo contro Usa e Israele. Preoccupa l’aumento dei prezzi energetici. Intenzioni di voto: FdI in calo, Pd cresce. Guardando al credo religioso, l’83% di chi vota FdI si definisce cattolico. Sulle primarie del campo largo: con affluenza molto alta la partita è aperta, con affluenza “normale” Schlein è favorita.

Sondaggio, italiani bocciano la gestione di Trump della guerra in Iran

Sondaggio, italiani bocciano la gestione di Trump della guerra in Iran

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Pichetto: "Per raggiungere autonomia è necessario dotarsi del nucleare"

"La sfida per il futuro è proprio quella di rendere il nostro paese, ma mi auguro  tutta Europa, più autonomo possibile. La crisi che stiamo vivendo ci fa rendere conto che più autonomi, più indipendenti siamo e meglio è. Il percorso è quello di aumentare con queste condizioni. L'aumento di queste condizioni passa per le rinnovabili, fotovoltaico, geotermico, idroelettrico, ma non sono sufficienti a raggiungere quegli obiettivi e quindi è necessario avere il nucleare e parlo di buon nucleare". Lo ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, intervenendo al Sustainable Future Energy Summit in diretta su Class Cnbc.    "L'Italia - ha aggiunto Pichetto Fratin - ha previsto un disegno di legge che inizia in questi giorni la propria discussione a livello parlamentare per un ritorno nucleare di nuovo in generazione".

Pichetto: "Rinnovo taglio accise? Governo valuterà situazione tra 15 giorni"

"E' una valutazione che dovrà fare il governo rispetto allo stato in cui ci troveremo tra 15 giorni". Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo al Sustainable Future Energy Summit 2026 di Class Editori, ha risposto a chi gli chiedeva se il governo stesse valutando un rinnovo del decreto accise.     Rispetto al blocco del conto energia proposto dal vicepremier Matteo Salvini, Pichetto Fratin ha commentato: "Gli scenari possibili" di intervento "sono tanti, e investono quasi tutta l'economia. Salvini è anche segretario di partito, ed è giusto che faccia anche proposte di partito, che però per il momento non ho ancora avuto la possibilità di esaminare. Stiamo vedendo un po' tutte le soluzioni rispetto anche al bilancio dello Stato italiano, all'equilibrio, che è al primo posto".

M.O., nessun progresso rilevante in colloqui con Hamas al Cairo

I colloqui ripresi ieri al Cairo per arrivare a un totale cessate il fuoco a Gaza non registrano alcun progresso significativo. Lo riferiscono fonti concordanti che commentano i confronti in corso tra Hamas, servizi segreti egiziani e rappresentanti di fazioni palestinesi. L'incontro con Nikolay Mladenov, alto funzionario del Board of Peace, non ha avuto luogo ieri, come inizialmente previsto, ma potrebbe tenersi nel corso della giornata odierna. Una fonte palestinese a conoscenza dei colloqui, citata da Haaretz, ha affermato che i funzionari egiziani hanno espresso frustrazione nei confronti di Hamas per il suo rifiuto di impegnarsi a discutere del disarmo prima che vengano compiuti progressi nell'attuazione della prima fase dell'accordo di cessate il fuoco. Hamas sostiene che il processo dovrebbe iniziare con l'attuazione della prima fase, che prevede significativi aiuti umanitari per gli abitanti di Gaza e l'ingresso del comitato tecnico-palestinese nell'enclave, prima di affrontare il disarmo e i meccanismi di attuazione. Il gruppo armato sostiene che la richiesta di disarmo da parte di Israele, in assenza di un chiaro orizzonte politico o di impegni vincolanti per l'attuazione dell'accordo, non sia realizzabile e potrebbe portare a un'ulteriore escalation. Negli ultimi giorni si e' registrato un aumento degli attacchi aerei israeliani nella Striscia di Gaza, che nelle ultime ore hanno causato dieci morti, di cui un bambino di tre anni.

Renzi: "Trump non attacca l'Italia ma la banderuola di Meloni"

"Trump ha attaccato l'Italia quando ha insultato i nostri militari in Afghanistan, e Meloni ci ha messo 24 ore prima di esprimere sdegno. Qui Trump non sta attaccando l'Italia, sta dicendo a Meloni che è senza coraggio, che gli aveva promesso delle cose che non sta facendo: sta richiamando all'ordine la sua alleata Maga". Lo ha detto il leader di Iv, Matteo Renzi, intervenuto questa mattina a Omnibus su La7.      "Giorgia Meloni - ha attaccato Renzi - è una banderuola, va di qua o di là a seconda del vento. Stava con Putin e ora con Zelensky, prima con Biden ora contro Trump... Preferisco chi perde una battaglia per le sue idee piuttosto che una banderuola che va di qua o di là".

Wsj: "L'Europa prepara un piano di riserva in caso di uscita Usa dalla Nato"

Un piano di riserva volto a garantire che l'Europa possa difendersi avvalendosi delle strutture militari esistenti della Nato in caso di ritiro degli Stati Uniti sta guadagnando terreno dopo aver ottenuto l'appoggio della Germania, da tempo contraria a un approccio autonomista. E' quanto scrive il Wall Street Jorunal in un articolo dal titolo "L'Europa sta accelerando l'attuazione di un piano di riserva della Nato nel caso in cui Trump dovesse ritirarsi".     "I funzionari che stanno lavorando a questi piani, che alcuni definiscono "Nato europea", stanno cercando di coinvolgere un maggior numero di europei nei ruoli di comando e controllo dell'alleanza e di integrare le risorse militari statunitensi con le proprie", spiega il quotidiano americano secondo il quale il piano non punta a sostituire la Nato, ma a rafforzarla in chiave più europea.

Iran, Descalzi: "Fase difficile, ma stiamo assicurando sicurezza energetica italia"

“Siamo in un momento difficile ma grazie a uno sforzo comune stiamo  riuscendo ad assicurare all’Italia una sua sicurezza energetica anche se  non siamo in una bolla, siamo interconnessi”. Così l’ad di Eni Claudio  Descalzi ieri sera alla cerimonia di assegnazione del Premio Leonardo al  Mimit.

In due settimane di stoccaggi l'Ue è ancora sotto il 30%

Sono ancora sotto il 30% le scorte europee di gas a due settimane  dall'avvio della stagione degli stoccaggi. Secondo i dati di Gas  Infrastructure Europe (Gie), l'associazione che raggruppa gli operatori  del Vecchio Continente, l'Ue è al 29,55% a 334,35 TWh e un riempimento  giornaliero dello 0,01%. Un miglioramento comunque rispetto ai 316,34  TWh, pari a meno del 28%, registrato lo scorso 3 aprile. L'Italia sfiora  invece il 45%, salendo dal 43,24 al 44,76% a 91,23 TWh (44,76%). Un  dato, quest'ultimo, che corrispondono quasi a due volte il dato della  Germania, salita dal 21,9 al 23,22% a 57,49 TWh. Mentre l'Italia  registra un indice di riempimento giornaliero pari allo 0,16%, in  Germania si sta ancora attingendo alle scorte, con un indice di  svuotamento pari dello 0,19%. Ad ostacolare le iniezioni di gas il  prezzo, che nelle prime due settimane di aprile ha raggiunto un picco di  53,24 euro al MWh in chiusura di seduta sulla piazza Ttf di Amsterdam a  causa della guerra tra Usa, Israele e Iran. Per il secondo giorno  consecutivo le quotazioni appaiono in calo a 42,7 euro al MWh, sui  minimi dallo scorso 2 marzo in vista di una ripresa dei negoziati tra  Washington e Teheran.

Borsa, mercati cinesi chiudono misti

I mercati azionari cinesi hanno chiuso in modo contrastato oggi, con  l'indice di Shanghai in rialzo dello 0,01% a 4.027,21 punti. L'indice di  Shenzhen ha chiuso in ribasso dello 0,97% a 14.498,45 punti.

Guerra, l'Italia è tra i Paesi più esposti alla crisi energetica

L'inflazione cresce, la crescita rallenta. Le tensioni in Medio Oriente si faranno sentire più sul nostro Paese che su altri, sia in Europa che altrove, anche a causa della nostra dipendenza dal gas come fonte di energia. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 14 aprile.

Guerra, l'Italia è tra i Paesi più esposti alla crisi energetica

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Israele, riservista 23enne sara' candidato partito Bennett

L'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha nominato Yonatan Shalev, il 23enne co-fondatore del movimento Shoulder to Shoulder, come nuovo candidato del suo partito alle elezioni parlamentari previste entro fine 2026. In una dichiarazione congiunta, il movimento, che rappresenta i riservisti e i giovani soldati e si batte per la coscrizione degli ebrei ultraortodossi, afferma che il partito di Bennett e' la sua "casa morale e naturale" e che il gruppo si e' unito a Bennett "perche' solo lui ha dimostrato di poter risollevare Israele e costruire un futuro migliore per i giovani israeliani". Sebbene l'annuncio non specifichi la posizione di Shalev, afferma che sara' in prima linea nella lista elettorale e nella leadership del partito. "Naftali Bennett e' l'unico leader in grado di riabilitare il popolo e ricostruire il Paese", ha commentato Shalev. "Il 7 ottobre, quando la leadership israeliana e' crollata, la generazione piu' giovane si e' sollevata, ha combattuto e ha salvato lo Stato di Israele. Abbiamo scoperto di avere la migliore generazione piu' giovane nella storia dello Stato di Israele. Il giorno dopo, abbiamo bisogno delle energie di questa meravigliosa generazione per risollevare Israele", ha dichiarato Bennett. All'inizio della settimana, Bennett aveva annunciato i primi due membri della sua lista: Keren Terner, che si e' dimessa dalla carica di direttore generale del ministero delle Finanze nel 2021, e Liran Avisar Ben-Horin, che si e' dimesso dalla carica di direttore generale del ministero delle Comunicazioni nel 2023.

Borsa: Milano prosegue piatta, corrono Mps e Stellantis

La Borsa di Milano (+0,04%) prosegue poco mossa, in linea con gli altri listini europei. A Piazza Affari corrono Stellantis (+3%), dopo le stime sulle vendite, e Mps (+2,5%), nel giorno dell'assemblea per il rinnovo del cda. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 75 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,76%.    Nel listino principale si mettono in mostra anche Mediobanca  e Amplifon (+1,7%). Sale Recordati (+1,1%), mentre un gruppo di banche si appresa a sostenere Cvc Capital Partners per l'opa sulla casa farmaceutica.    Seduta negativa per il settore del lusso che sconta gli effetti della guerra. Male Moncler (-2,4%) e Cucinelli (-1,2%). Vendite sull'energia con Tenaris (-1,2%) e Saipem (-0,8%) mentre sale Eni (+0,2%). Fiacca Tim (-0,3%), nel giorno dell'assemblea e mentre si guarda all'offerta di Poste (+0,2%).

Libano, media: raid israeliani contro due veicoli a sud di Beirut

Due  veicoli che procedevano lungo un'arteria stradale a sud di Beirut sono  stati l'obiettivo di raid aerei israeliani nei pressi di Jiyeh e  Saadiyat, circa 70 chilometri a nord del confine con Israele. A  riferirne sono i media libanesi.

Iran, Fars: "Petroliera iraniana ha aggirato blocco Usa"

Una petroliera iraniana inserita nella lista delle sanzioni statunitensi sarebbe riuscita ad aggirare il blocco americano ed entrare nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars. Secondo quanto riportato, la nave, identificata come una Vlcc (Very Large Crude Carrier), e' entrata nelle acque iraniane "senza alcun occultamento e con il sistema di navigazione attivo", attraversando il mare aperto e lo stretto. La petroliera ha una capacita' di carico di circa 2 milioni di barili di greggio. L'episodio sarebbe avvenuto nonostante gli Stati Uniti abbiano affermato che non avrebbero consentito ad alcuna nave di dirigersi verso la costa iraniana o di attraccare nei porti del Paese.

Rubio da Abdelatty: "Disarmo Hamas e tregua Iran"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha incontrato il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty. Lo ha riferito il Dipartimento di Stato Usa. Secondo la dichiarazione diffusa al termine dell'incontro, hanno discusso degli sforzi per disarmare Hamas e del cessate il fuoco con l'Iran.

Caro petrolio, rischio nuovi rincari del carburante: le incognite

Dopo il fallimento nelle trattative tra Stati Uniti e Iran in Pakistan e il blocco navale intorno allo Stretto di Hormuz nel Golfo Persico, riparte la corsa delle quotazioni di gas e petrolio.  Secondo l’Unione Energie per la Mobilità (Unem) i prezzi dei carburanti  in Italia sono destinati a salire nuovamente sulla scia del greggio,  vanificando di fatto il raffreddamento seguito nei giorni successivi  all’annuncio del cessate il fuoco.

Caro petrolio, rischio nuovi rincari del carburante: le incognite

Caro petrolio, rischio nuovi rincari del carburante: le incognite

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Carburanti: Mimit, sesto giorno di ribassi, diesel a 2,14 euro/l

Prosegue la discesa dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. I dati di oggi - mercoledi' 15 aprile 2026 - dell'Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano il sesto giorno consecutivo di calo dei prezzi medi. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalita' "self service" e' pari a 1,777 /l per la benzina e 2,144 /l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self e' di 1,810 /l per la benzina e 2,176 /l per il gasolio.

Iran, prezzo petrolio Brent in lieve aumento a 95 dollari

Il prezzo del petrolio Brent, benchmark europeo, è aumentato di circa lo  0,4% intorno alle 8:10 di mercoledì mattina, attestandosi leggermente  sopra i 95 dollari al barile prima dell'apertura dei mercati azionari  europei. Prima degli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran,  il prezzo era di 72 dollari al barile. Nel frattempo, il prezzo del  petrolio West Texas Intermediate (Wti), benchmark statunitense, è sceso  dello 0,2% a 91 dollari al barile.

Iran, Lavrov: "Pronti a colmare gap energetico dei Paesi partner"

La Russia e' pronta a colmare il gap energetico dei Paesi partner disposti a collaborare su basi "paritarie e reciprocamente vantaggiose". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nel corso di una conferenza stampa a Pechino. "La Russia puo' certamente colmare il deficit energetico che Cina e altri Paesi stanno affrontando, se interessati a lavorare con noi su condizioni eque e vantaggiose per entrambe le parti", ha affermato Lavrov, ricordando che Mosca ha gia' piu' volte espresso questa disponibilita' anche a fronte dei piani europei, promossi dalla Commissione europea, di interrompere i rapporti energetici con la Russia, in particolare per quanto riguarda la fornitura di idrocarburi. Il capo della diplomazia russa ha sottolineato che Mosca e Pechino dispongono di tutte le capacita' necessarie, sia attuali sia di riserva e future, per evitare dipendenze da quelle che ha definito "mosse aggressive" capaci di destabilizzare l'economia globale e il settore energetico mondiale.

Donne Iran: "Protesta per Pahlavi a Roma, non rappresenta nessuno"

L'Associazione Donne democratiche iraniane in Italia esprime "ferma protesta contro la visita a Roma di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo dittatore monarchico dell'Iran, e contro i suoi presunti incontri con diversi membri del Parlamento e del Senato italiano". E' quanto si legge in una nota dell'associazione.    "L'unico motivo della notorietà di Reza Pahlavi risiede nell'infausta eredità del padre: un dittatore" il cui regime "fu segnato dalla tortura e dall'uccisione di dissidenti politici e intellettuali, nonché da una corruzione diffusa, fino a essere rovesciato da una rivoluzione popolare di milioni di persone".    "Reza Pahlavi non rappresenta nulla, né all'interno né all'esterno dell'Iran", prosegue la nota, "si è rifiutato di condannare i numerosi crimini del padre" e "ha esplicitamente e ripetutamente invocato interventi stranieri e attacchi militari contro l'Iran". Inoltre ha "spesso vantato presunti legami con comandanti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) e "ha invocato apertamente la repressione delle minoranze etniche iraniane".    "La stragrande maggioranza del popolo iraniano, nelle sue mobilitazioni nazionali — comprese le proteste del gennaio 2026 — ha respinto ogni forma di dittatura, sia monarchica sia religiosa, scandendo lo slogan: 'Morte all'oppressore, sia esso lo Shah o la Guida'. Il popolo chiede una vera democrazia e una repubblica democratica. Non guarda né al passato né al presente, ma a un futuro in cui un governo del popolo, per il popolo, restituisca prosperità all'Iran e promuova pace e fratellanza in Medio Oriente".

Borse europee: aprono deboli e miste, occhi su Medio Oriente

Avvio debole per le Borse europee che restano caute su una potenziale de-escalation in Medio Oriente e in attesa di un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran volti. L'indice Cac 40 di Parigi perde lo 0,60% a 8.277,61 punti, l'indice Dax 30 di Francoforte sale dello 0,20% a 24.082,11 punti e l'Ftse 100 guadagna lo 0,24% a 10.634,41 punti. A Madrid l'Ibex registra un calo dello 0,07% a 18.273,03 punti e l'indice Ftse Mib segna un +0,06% a 48.204 punti.

Libano, Haaretz: "Villaggi Sud demoliti con stessi metodi Gaza"

Soldati israeliani hanno dichiarato al quotidiano Haaretz che l'esercito sta demolendo villaggi nel sud del Libano con "metodi simili a quelli usati nella Striscia di Gaza". Una fonte anonima dell'Idf ha riferito al quotidiano israeliano che "ci comportiamo esattamente come facevamo a Gaza. C'e' una lista di case da demolire e misuriamo il successo in base al numero di edifici distrutti in un giorno". I bulldozer "radono al suolo i villaggi vicino alla recinzione di confine per liberare spazio" per la costruzione di nuovi avamposti militari, ha riportato Haaretz, citando un soldato combattente che ha affermato che i nuovi edifici eretti sembrano essere "permanenti". Sempre secondo Haaretz, i soldati israeliani sono "avanzati fino alla terza linea di villaggi dal confine, a circa 20 chilometri a sud" del fiume Litani in Libano. Intanto gli attacchi israeliani in corso hanno causato nuove vittime. Le squadre della protezione civile libanese e i paramedici hanno recuperato quattro corpi senza vita dopo un raid dell'Idf nella zona di Qadmus, nel sud del Libano, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Nna. Sono state soccorse anche tre persone ferite, ha aggiunto l'agenzia.

Pasini: "L'Italia è la più esposta alla crisi, il Patto di stabilità va sospeso"

"Non sono stupito per l'allarme del Fondo monetario sui rischi di una recessione in tutto il mondo. Per l'Italia il momento è particolarmente difficile, soprattutto per quanto riguarda gli approvvigionamenti energetici". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, il presidente di Confindustria Lombardia e patron del colosso siderurgico Feralpi Giuseppe Pasini. "Nell'area del Golfo - aggiunge - oggi esportiamo circa 22 miliardi e ne importiamo 10,5. Vendiamo soprattutto macchinari, mobili e beni di lusso mentre acquistiamo quasi esclusivamente materiali derivati dal petrolio. Il danno è quindi duplice".     "È da 45 anni che faccio impresa - prosegue Pasini -, credo che questo sia uno dei momenti più difficili che la storia dell'Europa sta attraversando. Non solo sul fronte dell'economia ma anche nella tenuta del tessuto sociale. In questo momento le imprese sono quelle che stanno tenendo duro e stanno cercando di tenere insieme anche l'aspetto sociale. Il lavoro è importante, nel momento in cui mancherà il lavoro… attenzione. Sono fenomeni che possono sfuggire di mano. L'Europa sta un po' rischiando, spero di no, ma il rischio c'è".     "Siamo tra i Paesi più esposti in Europa - afferma ancora -, anche perché il gas copre ancora circa il 50-55% del nostro fabbisogno energetico. Si tratta di fragilità strutturali che andrebbero affrontate in modo altrettanto strutturale, con interventi di lungo periodo, non solo emergenziali. Il tema del nucleare può essere parte della soluzione, ma da solo non basta. Se la situazione non si sblocca, assisteremo a un calo dei consumi, a un aumento dell'incertezza e a una riduzione degli investimenti, anche perché l'incremento dell'inflazione porterebbe a un rialzo dei tassi. In pratica, si arriverebbe a un indebolimento generale del sistema economico".     In questi giorni il dibattuto è sull'ipotesi di sforare il Patto di Stabilità. "Mi trovo d'accordo con il governo". Quali misure immediate dovrebbe adottare il governo per contenere il caro energia e proteggere famiglie e imprese da un eventuale nuovo rincaro? "Dovrebbe lavorare sulle accise, vale a dire all'interno della tariffa elettrica. Inoltre, occorre guardare anche alle imprese. Avere un riscontro anche da parte dei produttori di energia non sarebbe male. In questo momento particolare, occorrerebbe uno sforzo su questo fronte da parte dello Stato" conclude Pasini.

Carburanti, Urso: "Valutare nuove misure con compatibilità conti"

"E' chiaro che dovremmo necessariamente, ove la crisi perdurasse, realizzare anche altre misure, perche' l'impatto sui carburanti e' quello piu' visibile, ma vi sono altri impatti piu' significativi per il sistema economico". Lo ha detto il ministro Adolfo Urso, intervistato a Radio 24 da Simone Spetia, sulla possibilita' di un nuovo decreto per tagliare il costo dei carburanti. "Dobbiamo valutare questo con la compatibilita' dei conti economici. Per questo abbiamo chiesto all'Unione Europea di sospendere il patto di stabilita', per consentire agli Stati di poter destinare risorse significative, quanto e' necessario, per arginare la crisi e consentire al proprio sistema produttivo di reagire al meglio e per consentire alle proprie famiglie di non vedere falcidiato il potere d'acquisto".

Borsa Milano: apre in leggero rialzo, Ftse Mib a +0,06%

Apertura in leggero rialzo per Piazza Affari con il Ftse Mib che avanza frazionalmente dello 0,06% a 48.205 punti.

Borsa: Tokyo, chiusura in rialzo (+0,44%)

La Borsa di Tokyo consolida i guadagni, sostenuta dall'ottimismo per la possibilità di nuovi negoziati tra Iran e Stati Uniti per una soluzione del conflitto in Medio Oriente, mentre il petrolio Brent si mantiene sotto i 95 dollari al barile. L'indice Nikkei avanza dello 0,44%, a quota 58.134.24, e un guadagno di 256 punti, con la tecnologia nuovamente in grade spolvero. Sul marcato valutario lo yen è stabile sul dollaro, poco sopra a 159, e si indebolisce sull'euro a 187,40.

Usa, Urso: "Paese alleato, Meloni ha tutelato interesse nazionale"

"Credo che tutti abbiano compreso, in Italia innanzitutto, che Giorgia Meloni ha tutelato l'immagine e l'interesse nazionale. Peraltro noi riconosciamo al Sommo Pontefice il suo magistero che deve esercitare al meglio, e credo che lo comprendano bene anche gli americani e l'amministrazione degli Stati Uniti". Lo ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, intervistato su Radio 24 da Simone Spetia. "Noi abbiamo sempre sostenuto, e l'ha fatto Giorgia Meloni recentemente in Parlamento, che l'Italia e gli Stati Uniti sono paesi alleati. E mantengono il loro rapporto e la loro alleanza all'interno delle istituzioni internazionali, a cominciare ovviamente dall'Alleanza Atlantica. Non e' certamente un diverso atteggiamento - e non puo' essere altrimenti - su quello che e' il ruolo e il magistero della Chiesa Cattolica che puo' incrinare rapporti consacrati in alleanze sottoscritte qualche decennio fa e che tutti i governi hanno giustamente rispettato".

Trump: 'Qualcuno dica al Papa che l'Iran ha ucciso 42 mila innocenti'

Il presidente degli Stati Uniti è tornato a parlare di Leone XIV in un post su Truth, dopo lo scontro dei giorni scorsi. Intanto ieri l’inquilino della Casa Bianca ha rivolto dure critiche alla premier Meloni, causando la risposta del governo italiano e la solidarietà di parte delle opposizioni.

Trump: 'Qualcuno dica al Papa che l'Iran ha ucciso 42 mila innocenti'

Trump: 'Qualcuno dica al Papa che l'Iran ha ucciso 42 mila innocenti'

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Usa, Calenda: "Sono in mano a un signore folle, non deve offendere nostro premier"

"Gli Usa sono in mano a un signore folle, tanto che pensano al 25esimo  emendamento per mandarlo a casa, quello che ha fatto rischia di mandarci  in recessione. Ieri c'è stata la doccia fredda per Meloni e il  presidente degli Usa non si deve permettere di offendere il presidente  del consiglio italiano". Lo dice Carlo Calenda, leader di Azione, ospite  di Rtl 102.5. "Noi abbiamo messo prima davanti sempre l'intreresse  nazionale, spero che questo faccia breccia negli elettori. Noi se  facciamo una critica presentiamo un'alternativa", aggiunge.

Borsa: l'Asia chiude positiva e spera in un accordo Usa-Iran

Le Borse asiatiche chiudono in rialzo mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente. I mercati sperano in un accordo tra Usa e Iran e sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Uno scenario che consente al petrolio si mantenere un prezzo sotto i 100 dollari al barile.     Sale Tokyo (+0,44%). Sul fronte dei cambi lo yen si apprezza leggermente sul dollaro a 158,98 e si svaluta sull'euro a 187,38. A contrattazioni ancora in corso sono in rialzo Hong Kong (+0,4%), Seul (+2,1%) e Mumbai (+1,6%). Poco mossa Shanghai (+0,04%) mentre è debole Shenzhen (-0,7%).     Sul fronte macroeconomico in arrivo dalla Francia l'inflazione armonizzata e dall'Eurozona la produzione industriale. Dagli Stati Uniti atteso il beige book della Fed, la fiducia dei consumatori e le scorte e produzione di greggio.

Iran, Aiea: "Controlli rigorosi su nucleare in accordo pace"

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sollecita controlli rigorosi sul nucleare iraniano in qualsiasi accordo di pace venga raggiunto tra Teheran e Washington. Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha affermato che misure "molto dettagliate" per verificare le attivita' nucleari dell'Iran devono essere incluse in un potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Grossi ha sottolineato la necessita' di un regime di verifica rigoroso per il programma nucleare iraniano, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha affermato che un secondo round di colloqui con l'Iran potrebbe svolgersi nei prossimi due giorni. "L'Iran ha un programma nucleare molto ambizioso e di vasta portata, quindi tutto cio' richiedera' la presenza degli ispettori dell'Aiea", ha dichiarato Grossi da Seul. "Altrimenti, non ci sara' un accordo. Ci sara' solo l'illusione di un accordo", ha avvertito. Il direttore dell'Aiea ha insistito sul fatto che qualsiasi accordo sulla tecnologia nucleare "richiede meccanismi di verifica molto dettagliati". Secondo un rapporto riservato dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica diffuso agli Stati membri a febbraio, l'Iran non ha consentito all'Aiea l'accesso ai suoi impianti nucleari bombardati da Israele e dagli Stati Uniti durante la guerra di 12 giorni di giugno.

Fini: "Meloni ha fatto bene, Trump ormai è in pieno delirio d'onnipotenza"

"Giorgia Meloni ha fatto benissimo a rispondere a Trump dopo le sue  frasi sul Papa. Ormai non ci si può più stupire di quanto dice il  presidente americano. E la mia è una formula molto garbata, per non dire  esplicitamente che Trump straparla". Lo afferma, in un'intervista a Il  Fatto Quotidiano, l'ex presidente della Camera Gianfranco Fini. "La  politica - aggiunge - non può prescindere dal realismo. Lei (Meloni,  ndr) ha preso atto di una realtà ormai evidente a tutti, ovvero che  Trump è in pieno delirio d'onnipotenza e attacca chiunque non lo  assecondi, compresi gli alleati. Schlein ha fatto benissimo: la sua mi  sembra una posizione sincera, non di facciata. Quanto a Conte, credo che  pur di differenziarsi dalla segretaria del Pd direbbe qualsiasi cosa".  "Le guerre di Trump e Netanyahu - prosegue Fini - distruggono e fanno  strage di donne e bambini, e le conseguenze le paghiamo tutti. Tagliare  la testa del serpente, ossia decapitare i vertici del potere iraniano,  aveva un senso. Ma Trump si è imbarcato in un attacco senza avere una  strategia e una via di uscita. E questo è indubbiamente grave. Sì, ma il  punto è un altro. Le opposizioni possono anche dire 'rompiamo con  Washington'. Chi è al governo no. Però ormai Meloni ha preso atto che  non può che stare con l'Europa. In politica bisogna essere realisti. E  ora bisogna far sì che l'Europa sia autonoma sul piano strategico  rispetto agli Stati Uniti". Il mondo brucia. "Serve la politica. E serve  l'Europa, autonoma" conclude Fini.

Trump: "Meloni non vuole aiutarci, sono scioccato"

"Piace (agli italiani, ndr) il fatto che la vostra presidente non ci stia dando alcun aiuto per ottenere il petrolio? Gli piace? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, ma mi sbagliavo". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Ha parlato con lei di questo? "No - aggiunge -. Dice semplicemente che l'Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l'Italia ottiene il suo petrolio da lì. Anche se l'America è molto importante per l'Italia. Non pensa che l'Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l'America dovrebbe fare il lavoro per lei".     A proposito del Papa: Giorgia Meloni ha detto che è inaccettabile quello che lei ha dichiarato nei giorni scorsi. "È lei che è inaccettabile - prosegue Trump -, è inaccettabile perché a lei non importa se l'Iran ha un'arma nucleare e che farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità". Non avete parlato neanche una volta in tutto questo mese? "No, da molto tempo, no". Perché? "Perché non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci di un Iran con un'arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo" afferma ancora il presidente americano.     "L'Europa - aggiunge - sta andando nella direzione sbagliata con l'immigrazione, e stanno distruggendo sé stessi, si stanno divorando dall'interno. Le loro politiche sull'immigrazione stanno distruggendo l'Europa. Non è più lo stesso posto, ed è molto triste vederlo. E si stanno facendo del male molto gravemente con l'energia. Pagano i prezzi più alti del mondo per l'energia e non sono nemmeno disposti a lottare per lo Stretto di Hormuz, che è dove prendono la loro energia. Dipendono da Donald Trump per tenerlo aperto. Ho chiesto di mandare qualunque cosa vogliano, ma non vogliono, perché la Nato è una tigre di carta".     "Lei (Giorgia Meloni, ndr) - afferma ancora Trump - non è più la stessa persona e l'Italia non sarà più lo stesso Paese. Avete i prezzi più alti del mondo per l'energia. Adorate i mulini a vento, mettete i mulini a vento dappertutto. E sapete che cosa significano i mulini a vento? Cattiva energia, al prezzo più alto". Il Papa ha fatto un appello per la pace, lei ha scritto che non è accettabile tollerare un Iran nucleare. "Non lo capisce, non dovrebbe parlare della guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42 mila manifestanti lo scorso mese. Non lo capisce" va avanti.     È dispiaciuto che Viktor Orbán abbia perso le elezioni in Ungheria? "È un brav'uomo. E ha fatto un buon lavoro con l'immigrazione. Non ha lasciato che la gente entrasse e rovinasse il suo Paese come ha fatto l'Italia" conclude Trump.

Gas: prezzo apre in calo sotto 43 euro per megawattora

Il prezzo del gas apre in calo al Ttf di Amsterdam, mentre il mercato guarda ai possibili sviluppi nei negoziati tra Iran e Stati Uniti. Gli operatori scommettono su un allentamento delle tensioni e su una graduale normalizzazione dei flussi energetici attraverso lo stretto di Hormuz, dopo che nelle scorse settimane il dossier iraniano aveva spinto al rialzo le quotazioni europee del gas. La seduta ha preso il via in ribasso dell0 0,8% a 42,98 euro al megawattora. (AGI)Ale

Impennata carburante con tensione in Medio oriente, australiana Qantas taglia voli

La linea di bandiera australiana Qantas taglierà drasticamente nei prossimi due mesi i voli domestici, con la sospensione di diverse rotte regionali, in risposta all'impennata dei prezzi del carburante, che minacciano una riduzione degli introiti pari a circa mezzo miliardo di euro. Per effetto della guerra di Usa e Israele contro l'Iran, ha registrato costi addizionali di carburante pari a circa 800 milioni di euro, ha imposto tagli ai voli domestici e ha sospeso diverse rotte regionali.    Un aggiornamento di mercato condotto dall'aerolinea indica aumenti nei pressi del carburante di 20 dollari Usa a barile, che aumenta a 3,3 miliardi di dollari il costo totale del carburante per la seconda metà dell'anno, 800 milioni di dollari più del previsto. In questa fase, non vi saranno tuttavia riduzioni nei posti di lavoro.

Iran, Trump: "Non penso a proroga cessate il fuoco"

Il presidente Donald Trump non sta pensando a una proroga del cessate il fuoco con l'Iran, in scadenza. Lo ha dichiarato ad ABC News, affermando che "non sto pensando di estendere il cessate il fuoco". La valutazione del presidente Usa giunge dopo l'annuncio di un possibile secondo appuntamento dei colloqui tra Washington e Teheran, con la mediazione del Pakistan, questa settimana o all'inizio della prossima. "Potrebbe finire bene o male, ma penso che un accordo sia meglio perche' poi potranno ricostruire", ha prospettato Trump.

Idf: "Oltre 30 razzi di Hezbollah contro il nord di Israele"

Secondo quanto riporta l'Idf, Hezbollah ha lanciato oltre 30 razzi  contro il nord di Israele da questa mattina. Lo scrive il Times of  Israel. Hezbollah ha dapprima lanciato più di 20 razzi contro la Galilea  occidentale, facendo scattare le sirene nella città di confine di  Kiryat Shmona e nelle comunità vicine. Secondo l'esercito di Israele,  otto dei razzi lanciati dal Libano sono stati intercettati dalla difesa  aerea, mentre gli altri hanno raggiunto aree aperte. Non si segnalano  feriti. Successivamente, un altro lancio di circa 10 razzi è stato  effettuato da Hezbollah contro la Galilea occidentale. Secondo l'Idf,  tre dei razzi lanciati dal Libano sono stati intercettati, mentre gli  altri hanno raggiunto aree aperte. Non ci sono notizie immediate di  feriti.

Il prezzo del gas apre in calo a 42,90 euro al megawattora

Il prezzo del gas apre in calo, mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente. Sui mercati c'è ottimismo su un accordo tra Usa e Iran e sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni del gas avviano la seduta in calo dell'1,1% a 42,90 euro al megawattora.

Media: "5 morti in raid Israele nel sud del Libano"

L'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna) riferisce che cinque persone sono state uccise in un raid aereo israeliano che ha colpito la città di Ansariyah, nel sud del Libano. Lo scrive Al-Jazeera, secondo cui stamattina si sono susseguiti "diversi attacchi aerei israeliani mortali nel sud del Libano". Oltre a questi attacchi - a Qadmus e Ansariyah - ci sono stati raid aerei israeliani anche a Bint Jbeil, Mahmoudiya, Majdal, Qlailah, Zibqin e Yatar, riporta l'emittente araba.    Un attacco israeliano, scrive inoltre la Afp, ha colpito un veicolo a Saadiyat, a circa 20 chilometri a sud di Beirut, poche ore dopo che il Libano e Israele avevano concordato di avviare negoziati diretti. "Un aereo nemico ha preso di mira un'auto a Saadiyat", ha dichiarato l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese.

Libano, raid Idf a sud Beirut: decine razzi Hezbollah su Israele

Raid incrociati di Hezbollah e delle forze israeliane sono in corso all'indomani dei primi negoziati diretti a Washington tra Libano e Israele per porre fine al conflitto. L'agenzia stampa ufficiale libanese Nna ha riferito di un attacco aereo israeliano contro un veicolo a circa 20 km a sud di Beirut. "Un aereo nemico ha preso di mira un'auto a Saadiyat", una citta' costiera, ha affermato l'agenzia nazionale di stampa Nna. Dopo i massicci attacchi aerei del "mercoledi' nero" dell'8 aprile, che hanno ucciso piu' di 350 persone a Beirut e in altre zone del Paese, Israele non aveva piu' preso di mira la capitale libanese, anche come effetto diretto delle pressioni diplomatiche. Al contempo, i media israeliani riportano che dalle prime ore del giorno Hezbollah ha lanciato una quarantina di razzi sul territorio nazionale, in particolare contro la Galilea. Le sirene antiaeree sono scattate nella citta' di confine di Kiryat Shmona e nelle comunita' vicine. Finora non sono stati segnalati feriti. Secondo le Idf, una parte dei razzi lanciati dal nord del Libano e' stata intercettata dalla difesa aerea, mentre gli altri hanno raggiunto aree aperte.

Ft: "L'Iran ha usato un satellite spia cinese per bombardare le basi Usa"

L'Iran avrebbe acquisito un satellite spia cinese che gli ha fornito capacità di colpire le basi militari statunitensi in tutto il Medio Oriente durante la recente guerra. Lo riporta un'inchiesta del Financial Times, che ha consultato documenti militari iraniani trapelati i quali dimostrerebbero che il satellite, noto come TEE-01B, è stato acquisito dalla Forza Aerospaziale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche alla fine del 2024, dopo essere stato lanciato nello spazio dalla Cina.      Elenchi di coordinate con indicazione dell'ora, immagini satellitari e analisi orbitali dimostrano che i comandanti militari iraniani hanno successivamente incaricato il satellite di monitorare siti militari statunitensi chiave. Le immagini sono state scattate a marzo, prima e dopo gli attacchi con droni e missili su quelle località.     Il TEE-01B è stato costruito e lanciato da Earth Eye Co, una società cinese che dichiara di offrire la "consegna in orbita", un modello di esportazione poco conosciuto in base al quale i veicoli spaziali lanciati in Cina vengono trasferiti a clienti esteri dopo aver raggiunto l'orbita.     Secondo il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, le notizie dei media che "accusano la Cina di fornire supporto militare all'Iran sono interamente fabbricate". Lin ha aggiunto su X che se gli Usa dovessero andare avanti con la loro guerra commerciale contro Pechino, sulla base di queste accuse, "la Cina risponderebbe con contromisure".

Trump: "Qualcuno dica al Papa che l'Iran ha ucciso 42 mila innocenti"

"Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l'Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l'Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l'attenzione. L'AMERICA È TORNATA!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Iran, Cnn: "Vance di nuovo a guida delegazione Usa se ci saranno nuovi colloqui"

Dovrebbe essere di nuovo il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance,  a guidare la delegazione americana se ci sarà un secondo round di  colloqui con l'Iran dopo quelli dello scorso fine settimana nella  capitale pakistana Islamabad. Lo anticipa la Cnn citando fonti stando  alle quali a un eventuale secondo incontro dovrebbero esserci anche  l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, e Jared Kushner, genero del  tycoon.

Vance: "Papa? Ammirazione, ma su alcune cose non sono d'accordo"

"In un certo senso, mi piace anche quando ci sono divergenze. Mi piace  quando il Papa interviene su questioni relative a migrazioni, mi piace  quando il Papa parla di aborto, quando affronta temi di guerra e pace  perché penso che, come minimo, questo stimoli il dialogo". Lo ha detto  JD Vance, come riporta la Cnn, affermando di ammirare il Papa, ma  puntualizzando poi che "ci sono certamente cose che ha detto il  Pontefice negli ultimi mesi su cui non sono d'accordo".

M.O., attacchi Idf su Gaza: 10 morti di cui bambino di 3 anni

L'agenzia di protezione civile di Gaza ha riferito dell'uccisione di dieci persone in diversi attacchi israeliani nella parte settentrionale dell'enclave palestinese. Tra le vittime c'e' un bambino piccolo, di tre anni. Lo ha affermato Mahmoud Bassal, portavoce dell'agenzia di protezione civile, che opera come servizio di soccorso sotto l'autorita' di Hamas. "Quattro persone sono state uccise, tra cui un bambino, e diverse altre sono rimaste ferite in un attacco contro un veicolo della polizia a Gaza City", ha detto Bassal. Ha identificato il bambino come Yahya al-Mallahi, di tre anni. L'ospedale Al-Shifa ha confermato di aver ricevuto i corpi delle vittime. In una dichiarazione, il ministero dell'Interno di Gaza ha affermato che aerei da guerra israeliani hanno "preso di mira un veicolo della polizia" nel centro della citta', "causando diversi morti e feriti". Un'altra vittima del fuoco israeliano e' stata registrata nella zona settentrionale di Beit Lahia. L'esercito israeliano ha dichiarato in un comunicato che le sue truppe hanno identificato un "terrorista armato" nell'area della cosiddetta Linea Gialla - oltre la quale le forze israeliane si sono ritirate - che si stava avvicinando alle loro posizioni. In base alla ricostruzione dei fatti, l'Idf ha confermato che l'uomo e' stato ucciso in un attacco, ma non e' chiaro se si riferisca allo stesso incidente di Beit Lahia. L'esercito israeliano ha dichiarato, inoltre, di aver colpito "terroristi di Hamas" a bordo di un camion il giorno precedente. Ieri sera, l'agenzia di protezione civile ha riferito che diverse persone sono state uccise in un altro attacco vicino a un incrocio nel campo profughi di Al-Shati a Gaza City. L'ospedale Al-Shifa ha confermato di aver ricevuto cinque corpi a seguito di un bombardamento israeliano ad Al-Shati. Secondo il ministero della Salute del territorio palestinese, le cui cifre sono considerate attendibili dalle Nazioni Unite, almeno 757 persone sono state uccise a Gaza dall'entrata in vigore della tregua lo scorso ottobre. L'esercito israeliano afferma che cinque dei suoi soldati sono stati uccisi a Gaza nello stesso periodo.

Rupia indiana in crescita mentre cala il prezzo del greggio

La rupia indiana ha guadagnato 20 centesimi sul dollaro in apertura dei mercati attestandosi a 93,15 nei confronti della valuta americana. Lo riporta l'agenzia Pti. Il rialzo della rupia si registra sullo sfondo del calo dei prezzi del greggio e alla possibilità di un eventuale secondo round di negoziati tra Usa e Iran.

Prezzo oro in lieve calo, Spot scambiato a 4.818 dollari

Prezzo dell'oro in lieve calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) passa di mano a 4.818,9500 dollari l'oncia con una flessione dello 0,45% ,mentre l'oro con consegna a giugno (Comex) è scambiato a 4.842,20 dollari l'oncia con una riduzione dello 0,16%.

Petrolio, Corea del Sud si assicura 270 mln barili fuori Hormuz

La Corea del Sud si e' assicurata forniture per oltre 270 milioni di barili di greggio attraverso rotte non interessate dal blocco statunitense dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato mercoledi' un alto funzionario del governo. "Riferisco alla nazione che le visite in quattro Paesi hanno consentito di assicurare l'importazione di 273 milioni di barili di greggio entro la fine di quest'anno", ha affermato Kang Hoon-sik, capo di gabinetto del presidente. La quantita' e' sufficiente a coprire piu' di tre mesi del fabbisogno petrolifero della Corea del Sud, ha aggiunto Kang al ritorno da un viaggio in Kazakistan, Oman, Arabia Saudita e Qatar.

Iran, Lavrov: "Pronti a compensare deficit energia Cina"

"La Russia puo', senza dubbio, compensare la carenza di risorse che si e' venuta a creare" per la Cina e "altri paesi interessati a collaborare con noi". Lo ha dichiarato il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov in conferenza stampa, a Pechino, rispondendo a una domanda sulle conseguenze del blocco dello stretto di Homuz. Il capo della diplomazia russa - stando a quanto riportato da media statali di Mosca - ha anche annunciato che il presidente russo Vladimir Putin si rechera' in visita in Cina nella prima meta' dell'anno. Il leader cinese Xi Jinping potrebbe cosi' ricevere nelle prossime settimane, prima il suo omologo americano Donald Trump, la cui visita e' stata annunciato a meta' maggio, e successivamente quello russo

Iran, premier Pakistan da oggi a Gedda per visita ufficiale

"Il primo ministro Muhammad Shehbaz Sharif partira' oggi da Islamabad alla volta di Gedda per una visita ufficiale in Arabia Saudita, accompagnato da una delegazione di alto livello". Lo rende noto un comunicato del governo pakistano. Una visita ufficiale che si svolge mentre Islamabad e' impegnata nello sforzo diplomatico volti per facilitare i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.

Iran, Ft: "Satellite spia cinese per attacchi contro basi Usa"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha utilizzato un satellite di fabbricazione cinese per coordinare attacchi di precisione contro basi aeree americane in Medio Oriente e infrastrutture civili. Lo rivela un'inchiesta del Financial Times, sottolineando che i Pasdaran hanno compiuto un importante passo avanti nelle sue capacita' di attacco regionale, impiegando segretamente un satellite spia di Pechino per orchestrare attacchi contro installazioni militari statunitensi nel conflitto in corso. Il satellite, identificato come TEE-01B, sarebbe stato trasferito alla Forza Aerospaziale dell'Irgc attraverso un sofisticato schema di "consegna in orbita" dopo il suo lancio avvenuto alla fine del 2024 dal suolo cinese.

Prezzo del petrolio in aumento, Wti scambiato a 91,65 dollari

Prezzo del petrolio in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio passa di mano a 91,65 dollari al barile con un aumento dello 0,38% mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 95,60 dollari al barile con una crescita dello 0,85%.

Iran, media: rientrata in patria iraniana detenuta in Francia

La cittadina iraniana Mahdieh Esfandiari, detenuta in Francia per oltre un anno, e' tornata in patria. Lo ha riferito la televisione di stato iraniana. Il ritorno in patria di Mahdieh Esfandiari e' giunto una settimana dopo il rilascio di due cittadini francesi detenuti in Iran. "Mahdieh Esfandiari, attivista palestinese per i diritti umani, e' tornata in Iran dopo essere stata rilasciata dal carcere in Francia", ha dichiarato la televisione di stato. Una settimana fa sono rientrati in Francia i cittadini francesi Cecile Kohler e Jacques Paris, che hanno trascorso piu' di tre anni nelle carceri iraniane con l'accusa di spionaggio.

Iran, visita premier Pakistan in Qatar e Turchia

Al via oggi un intenso tour diplomatico del premier pakistano Shehbaz Sharif, che in quattro giorni visitera' dopo l'Arabia Saudita anche il Qatar e la Turchia. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Islamabad, nell'ambito di una frenetica attivita' diplomatica in vista di un possibile secondo round di colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. "Il Primo Ministro Muhammad Shehbaz Sharif effettuera' visite ufficiali nel Regno dell'Arabia Saudita, nello Stato del Qatar e nella Repubblica di Turchia dal 15 al 18 aprile 2026", ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato, utilizzando il nome ufficiale della Turchia. Le visite in Arabia Saudita e Qatar si svolgeranno "nel contesto bilaterale", mentre in Turchia il premier Sharif partecipera' al Forum diplomatico di Antalya e, a margine dell'evento, terra' incontri bilaterali con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e altri leader, sottolinea la stessa dichiarazione.

Centcom, blocco navale completamento attuato in 36 ore

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che il blocco navale contro l'Iran è stato "completamente attuato" entro 36 ore dal suo avvio. Lo si legge in un post su X che cita il capo Brad Cooper. Le forze armate statunitensi hanno assicurato di aver bloccato completamente gli scambi commerciali via mare tra l'Iran e altri Paesi attraverso un blocco navale, dichiarando di aver raggiunto la "superiorit marittima" in Medio Oriente. 

Nyt: "La prossima decisione di Trump è se sequestrare il nucleare dell'Iran"

La prossima decisione di Donald Trump sarà se, a prescindere dai rischi, sequestrare o distruggere il materiale nucleare iraniano quasi a livello di bomba che si ritiene sia immagazzinato ancora sotto una montagna a Isfahan. Lo riporta il New York Times secondo il quale l'operazione sarebbe fra le più audaci e rischiose della storia americana, di gran lunga più complessa dell'uccisione di Osama bin Laden o della cattura di Nicolas Maduro. Nessuno sa infatti con esattezza dove si trova tutto il combustibile, senza contare che se i contenitori venissero perforati fuoriuscirebbe gas tossico e radioattivo. Se invece i contenitori si avvicinassero troppo il pericolo sarebbe quello di una reazione nucleare accelerata. 

Trump: "Credo che l'Iran voglia fare accordo a tutti i costi"

"Se partissimo in questo momento esatto" dall'Iran, "ci metterebbero vent'anni a ricostruire il loro Paese. E non abbiamo ancora finito. Vedremo cosa succede, ma penso che vogliano fare un accordo a tutti i costi". Lo dice il presidente Usa Donald Trump intervistato da Maria Bartiromo di Fox News. In uno stralcio dell'intervista anticipato dalla giornalista sul suo profilo X, Trump spiega così il motivo per cui ritiene la guerra contro Teheran "praticamente finita". In merito all'attacco contro Teheran, "ho dovuto cambiare direzione - ribadisce Trump - perché  se non lo avessi fatto oggi avremmo un Iran con l'arma atomica e se l'avessero avuta oggi chiameremmo tutti in quel Paese 'signori' e non credo che lo vogliamo".

Trump: "La guerra in Iran è quasi finita, la considero molto vicina alla fine"

La guerra in Iran è "quasi finita. La considero molto vicina alla fine". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox, secondo quanto riportato su X da Maria Bartiromo, la anchor che lo ha intervistato. L'intervista andrà in onda nel pomeriggio italiano.

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