Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra in Iran, trattativa con Usa in salita: i principali nodi del negoziato in Pakistan

Mondo
©Getty

Introduzione

Dopo una serie di incontri preliminari, a Islamabad sono iniziati i colloqui tra le delegazioni di Usa e Iran, guidate rispettivamente dal vicepresidente americano JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf. Nonostante l'ottimismo espresso da Pakistan e Stati Uniti, il negoziato per provare a chiudere il conflitto è tutt'altro che semplice, mentre restano i nodi sui quali finora non si è riusciti ad arrivare a un punto d’incontro. Da Hormuz al Libano, fino al ruolo dei proxy e le sanzioni a Teheran: ecco i punti critici.

Quello che devi sapere

Media Teheran: “Iniziati i colloqui”

I colloqui sono iniziati a seguito degli "sviluppi delle intense consultazioni a Islamabad, durante le quali sono stati discussi temi come la limitazione degli attacchi israeliani da Beirut al Libano meridionale, il rilascio da parte degli Stati Uniti dei beni iraniani e la necessità di colloqui tecnici e tra esperti più precisi", ha riferito l'agenzia iraniana semi-ufficiale Tasnim, sottolineando che i colloqui ufficiali sono iniziati per definire questi punti. L'Iran ha anche chiesto agli Stati Uniti di convincere Israele ad attuare un cessate il fuoco completo in Libano.

 

Su InsiderPerché il Pakistan è diventato un mediatore chiave tra Usa e Iran

Libano

Come sottolineato dalla Bbc, il più recente ostacolo nelle trattative è proprio la campagna israeliana contro Hezbollah, che ha minacciato di far deragliare i colloqui ancor prima che iniziassero. Il Pakistan ha lavorato per persuadere Teheran ad abbandonare il punto sulla tregua in Libano come precondizione assoluta per le trattative, ma la Repubblica islamica insiste che per il buon esito dei colloqui sia necessario raggiungere il cessate il fuoco nel Paese dei cedri, un punto escluso categoricamente da Israele che tuttavia sembra aver ridotto il ritmo degli attacchi. Resta da vedere se questa moderazione sarà sufficientemente discreta da soddisfare l’Iran.

 

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Lo stretto di Hormuz

Dall'inizio della tregua è stato attraversato solo da un numero esiguo di navi. Trump afferma che l'Iran sta "facendo un pessimo lavoro" nel consentire il passaggio delle navi, sottolineando che "questo non è l'accordo raggiunto". Il decalogo di richieste iraniane prevede il controllo di Teheran sul braccio di mare, anche attraverso il sistema di "pedaggio" introdotto dall'inizio della guerra. Ma le difficoltà restano, soprattutto per la presenza di mine nello stretto.

 

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Nucleare

Trump ha affermato di aver lanciato l'operazione Epic Fury anche per garantire che l'Iran "non possa mai avere l'atomica", arma che Teheran sostiene di non aver mai cercato di costruire rivendicando il diritto di arricchire l'uranio per scopi civili. La proposta iraniana in 10 punti, che Trump ha definito "una base praticabile su cui negoziare", include la richiesta di riconoscimento internazionale dei diritti di arricchimento dell'uranio. Secondo quanto riferito, il piano di Trump in 15 punti chiederebbe invece all'Iran di "porre fine a qualsiasi arricchimento dell'uranio sul territorio iraniano”.

 

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I proxy regionali

Washington vuole che l'Iran tagli il suo sostegno finanziario alla rete di alleati (Hezbollah in Libano, Houthi in Yemen, Hamas a Gaza e le milizie in Iraq) che ha conferito a Teheran un'influenza regionale, permettendole di esercitare quella che viene spesso definita "difesa avanzata" nelle sue lunghe dispute con Israele e gli Stati Uniti. Tuttavia, al momento non ci sono segnali che l'Iran sia pronto a rinunciare ai suoi alleati.

Sanzioni, asset congelati e riparazioni

L'Iran chiede la revoca di tutte le sanzioni statunitensi e internazionali come parte di qualsiasi accordo. Venerdì, il presidente del Parlamento e negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che circa 120 miliardi di dollari di beni iraniani congelati devono essere sbloccati, sostenendo che fosse parte delle misure precedentemente concordate nella tregua. Ma mentre si rincorrono indiscrezioni e smentite, sembra altamente improbabile che l'amministrazione Trump sia disposta a fare una concessione così sostanziale solo per avviare i colloqui. L'Iran insiste inoltre sulla richiesta di riparazioni di guerra.

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Le linee rosse iraniane

La tv di Stato iraniana afferma che la delegazione di Teheran oggi ha esposto le proprie linee rosse al primo ministro pakistano Sharif, aggiungendo che queste riguardano lo Stretto di Hormuz, il rilascio dei beni iraniani bloccati, il pagamento delle riparazioni di guerra e un cessate il fuoco da far rispettare in tutta la regione.

 

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Le posizioni

Insomma sembrano ancora molto lontane le posizioni delle due parti. La delegazione Usa chiede passi perentori sulla rinuncia all'arricchimento dell'uranio, lo smantellamento dello stoccaggio e lo stop al supporto delle milizie regionali. Quella iraniana porta sul tavolo un piano in 10 punti che pretende la revoca totale delle sanzioni e il controllo di Hormuz. Oltre al rebus Libano con Teheran che esige la fine delle ostilità israeliane contro Hezbollah.

 

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