Introduzione
Dopo più di un mese di conflitto, Washington e Teheran si incontrano a Islamabad, sotto l'egida del mediatore pakistano, per trasformare un fragile cessate il fuoco in una pace duratura. Non sono ancora confermati né l'orario di arrivo delle delegazioni né l'esatta ubicazione dei colloqui, e persino la data di inizio rimane incerta. L'hotel Serena, situato nella zona rossa della capitale, pesantemente fortificata, ha chiesto ai suoi ospiti di lasciare la struttura mercoledì. Nonostante i preparativi visibili, i funzionari pakistani si sono rifiutati di condividere dettagli ufficiali o di interagire con i media sull'agenda. "Mantengono il riserbo, citando preoccupazioni di sicurezza e il desiderio di consentire ai funzionari iraniani e statunitensi di condurre i negoziati", ha dichiarato all'Ansa Zia ur Rehman, ricercatore e analista, spiegando che "a meno di 24 ore dall'inizio dei colloqui, sappiamo ancora molto poco su come si svolgeranno".
Quello che devi sapere
Quando è iniziata la guerra
Il 28 febbraio scorso Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran durante i quali è rimasto ucciso Ali Khamenei, la Guida Suprema. Poi nelle settimane successive hanno preso di mira le infrastrutture politiche, militari e nucleari del Paese. Il bilancio delle vittime è di oltre 3.000, secondo l'Ong statunitense Human Rights Activists News Agency (HRANA). L'Iran ha reagito colpendo Israele e gli Stati del Golfo, in particolare gli impianti di idrocarburi, e bloccando di fatto lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio e del gas mondiale.
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La tregua
L'8 aprile è entrato in vigore un cessate il fuoco concordato tra Washington e Teheran, che scadrà il 22 aprile.
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Il Pakistan mediatore
Il Pakistan sta svolgendo un ruolo di mediazione, grazie alle sue buone relazioni con entrambe le parti. L'Iran è stato il primo Paese a riconoscere il Pakistan dopo la sua indipendenza nel 1947 e i due Paesi condividono un confine di 900 chilometri, oltre a profondi legami storici, culturali e religiosi. Islamabad rappresenta gli interessi diplomatici di Teheran a Washington in assenza di un'ambasciata iraniana ed è la patria di oltre 20 milioni di musulmani sciiti, la seconda comunità più numerosa al mondo dopo quella iraniana. Il Pakistan mantiene inoltre strette relazioni con Washington, Riad e Pechino.
Le distanze fra Iran e Stati Uniti e il nodo del Libano
Il divario tra le parti rimane immenso. La proposta americana, che secondo quanto riferito si compone di 15 punti, si concentra sull'uranio arricchito iraniano, sui missili balistici, sull'allentamento delle sanzioni e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il piano iraniano in 10 punti, dal canto suo, richiede il controllo dello Stretto, con pedaggi per le navi che lo attraversano, la fine delle operazioni militari in tutta la regione e la revoca delle sanzioni. Anche il Libano rappresenta un importante punto critico. Israele continua i suoi attacchi contro Hezbollah nonostante il cessate il fuoco, sostenendo che la tregua non copra il Libano, mentre il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha ipotizzato un possibile "legittimo malinteso" da parte iraniana su questo punto. Ma giovedì il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha avvertito che gli attacchi israeliani in Libano stavano rendendo i negoziati "privi di significato".
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Le squadre dei negoziatori
Quelli di Islamabad sono i colloqui bilaterali di più alto livello da quando il Segretario di Stato John Kerry negoziò l'accordo sul nucleare con Teheran nel 2015. J.D. Vance guiderà la delegazione statunitense, insieme all'inviato Steve Witkoff e al genero del presidente, Jared Kushner. Witkoff aveva partecipato a colloqui, mediati dall'Oman, con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, prima che la guerra interrompesse il processo. La delegazione iraniana non è stata ancora annunciata ufficialmente, tuttavia i media e il Soufan Center riportano la presenza del Presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.
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I negoziati indiretti
Le delegazioni alloggeranno nella stessa imponente struttura, ma i protocolli prevedono che i funzionari delle due parti non si incrocino mai fisicamente nei corridoi: i mediatori pakistani faranno la spola da un'ala all'altra dell'hotel per recapitare messaggi, limare bozze e cercare di trasformare i monologhi incrociati in un vero dialogo.
Cosa aspettarsi dai colloqui
Gli analisti ritengono che i colloqui riflettano una seria apertura diplomatica, ma avvertono che l'esito rimane incerto. Parlando con l'Ansa, Ihsan Tipu Mehsud, analista di sicurezza con sede a Islamabad e direttore di Khorasan Diary, una delle principali organizzazioni pakistane specializzate in questioni di sicurezza, ha affermato di aver inizialmente riposto scarsa fiducia nel cessate il fuoco e di aver temuto che potesse essere violato in qualsiasi momento. "Tuttavia, la conferma della presenza delle delegazioni a Islamabad ha indicato un certo grado di serietà", ha detto, avvertendo però che l'esito dei negoziati rimane difficile da prevedere: "Si sono tenuti diversi cicli di colloqui. Ciononostante, l'Iran è stato successivamente attaccato".
Islamabad blindata: 10 mila agenti in campo
In questo scenario, la capitale del Pakistan è stata posta in stato di massima allerta, con le autorità che hanno schierato oltre 10.000 agenti delle forze dell'ordine e imposto severe restrizioni alla circolazione in tutta la città. È stato predisposto un piano di sicurezza a più livelli, supervisionato dall'esercito e supportato dai Pakistan Rangers, dalla polizia e dalle forze paramilitari, per proteggere le delegazioni in visita. Le misure prevedono l'impiego di circa 6.000 agenti della polizia di Islamabad, 3.000 agenti della polizia del Punjab e centinaia di agenti della polizia di frontiera, oltre a truppe dell'esercito e agenti della polizia stradale. Le autorità hanno sigillato tutte le vie di accesso alla 'zona rossa' di Islamabad, area ad alta sicurezza, e solo una è accessibile esclusivamente alle persone autorizzate. Sono stati predisposti percorsi speciali per i delegati in arrivo dall'aeroporto, con un protocollo 'libro blu' che garantisce rigide misure di protezione. Le truppe sono state dispiegate presso gli edifici chiave, con unità di pronto intervento dislocate in tutta la città e sulle colline di Margalla. Le restrizioni si estendono anche al traffico, con le principali arterie stradali chiuse o deviate durante gli spostamenti dei delegati.
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