Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran-Usa, prima giornata di colloqui. Trump: "Vinciamo anche senza accordo"

©Ansa

A Islamabad sono iniziati i negoziati diretti tra Washington e Teheran, con il Pakistan a mediare. I media internazionali riferiscono di un clima sereno e di una stretta di mano tra Vance e Ghalibaf. Il governo iraniano su X: "Avanti nonostante differenze". Scontro sullo Stretto di Hormuz. Gli Usa hanno annunciato che due cacciatorpedinieri statunitensi hanno attraversato lo Stretto per operazioni di sminamento. Teheran ha negato "fermamente"

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"Forse ci sarà un accordo, forse no, ma non importa. Abbiamo vinto in ogni caso". Donald Trump ha commentato così le notizie che arrivano da Islamabad, in Pakistan, dove sabato 11 aprile sono iniziati i negoziati tra l'Iran e gli Usa in un trilaterale con la mediazione del Pakistan (LE COSE DA SAPERE SUI NEGOZIATI). Il governo iraniano ha annunciato su X la conclusione dei colloqui dopo 14 ore, affermando che i negoziati continueranno "nonostante il permanere di alcune distanze".

Media pachistani e americani hanno riportato di colloqui diretti svolti in un clima cordiale tra le delegazioni statunitense e iraniana. Citando due alti funzionari di Teheran, il New York Times ha riferito di una stretta di mano tra il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il vicepresidente americano JD Vance, in un'atmosfera che viene definita serena nonostante le distanze che rimangano tra le due parti.

Il nodo principale resta il transito di navi da guerra Usa nello stretto di Hormuz. "Lo riapriremo con o senza l'Iran, abbiamo iniziato le operazioni di bonifica", ha detto Donald Trump.

Il presidente Usa ha poi attaccato Teheran sullo stallo a Hormuz accusando il regime di non rispettare gli accordi e minacciando nuovi raid se non si arriverà a un'intesa. "Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima", avverte. Il vicepresidente Vance, a capo della delegazione americana, incalza: "Non ci prendano in giro, se vogliono giocare noi non ci staremo". Ma anche Teheran fissa i suoi paletti chiedendo il cessate il fuoco in Libano, dove continuano a cadere le bombe israeliane, e il rilascio degli asset iraniani bloccati "prima che inizino i negoziati". 

Come hanno annunciato gli Stati Uniti, due cacciatorpedinieri statunitensi avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz per condurre operazioni di sminamento. Teheran ha però respinto "fermamente" queste affermazioni. "La decisione in merito al passaggio di qualsiasi nave spetta alle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran", ha detto il portavoce delle forze armate iraniane, Ebrahim Zolfaghari.

E se nel Golfo la tregua regge, senza che si siano verificati attacchi in giornata, in Libano non si fermano i raid israeliani.

Gli approfondimenti:

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Iran: "I negoziati continuano nonostante alcune distanze"

I negoziati tra Iran e Stati Uniti proseguiranno "nonostante la permanenza di alcune differenze". Così il governo iraniano ha commentato la conclusione della prima giornata di colloqui dopo 14 ore.

Si è chiuso il secondo round di colloqui a Islamabad

L'agenzia di stampa iraniana Tansim ha riferito che il secondo round di colloqui tra Usa e Iran a Islamabad si è concluso. In Pakistan sono passate le 3 del mattino.

Funzionari Teheran al Nyt: "Clima dell'incontro cordiale e sereno"

Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano ha stretto la mano al vice presidente Jd Vance quando si sono incontrati per i colloqui a Islamabad. Lo riferiscono al New York Times due alti funzionari iraniani che hanno descritto il clima dell'incontro "cordiale e sereno". 

Guerra in Iran e chiusura di Hormuz, perché il prezzo della benzina corre anche negli Usa?

Gli Stati Uniti sono produttori di petrolio e dipendono meno di altri dallo Stretto di Hormuz, ma la situazione internazionale sta spingendo verso l’alto il costo del rifornimento alla pompa: anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24

Guerra in Iran, perché il prezzo della benzina corre anche negli Usa?

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Casa Bianca: "I negoziati trilaterali in Pakistan sono ancora in corso"

I negoziati diretti trilaterali tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione del Pakistan sono ancora in corso. Lo riferisce un funzionario della Casa Bianca al seguito di Jd Vance ad Islamabad dove sono orale 2.33 del mattino.

Iran: "Risposta ferma contro navi militari se tentano Hormuz"

"Qualsiasi tentativo da parte di navi militari di attraversare lo Stretto di Hormuz incontrerà una ferma risposta". È l'avvertimento lanciato dai Pasdaran, che hanno ribadito il loro controllo del passaggio marittimo "in modo completo ed efficace". 

Ft: “Aeroporti Ue a rischio carburante se Stretto Hormuz non riapre entro tre settimane”

Il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata dall'associazione Aci Europe al commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas, riporta che gli scali europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. Le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo mentre "l'impatto delle attività militari" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture

Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

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Trump: "Possibile che l'Iran abbia piazzato mine a Hormuz, stiamo dragando"

"Probabilmente l'Iran ha piazzato qualche mima nello stretto di Hormuz. Abbiamo delle dragamine in zona. Stanno bonificando, oltre a ciò stiamo negoziando. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Il presidente ha poi ribadito: "Abbiamo sconfitto la loro Marina, abbiamo sconfitto la loro aviazione, abbiamo sconfitto la loro contraerea, abbiamo sconfitto i loro radar. Abbiamo sconfitto i loro leader. I loro leader sono tutti morti... apriremo lo Stretto, anche se noi non lo utilizziamo, perché ci sono molti altri Paesi al mondo che invece ne fanno uso e che sono o impauriti o deboli... ". 

Qatar: "Domani riprende la navigazione marittima nel Golfo"

Il ministero dei Trasporti del Qatar ha annunciato che la navigazione marittima riprenderà completamente per tutti i tipi di imbarcazioni e navi nel Golfo Persico a partire da domani. Lo scrive la Cnn, precisando che l'annuncio non significa che il Qatar goda di piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, il punto di strozzatura marittima più critico al mondo. In una dichiarazione odierna, il ministero ha affermato che la navigazione sarà consentita dalle 6 alle 18 per tutti i tipi di imbarcazioni, aggiungendo che, in linea con un precedente annuncio, le imbarcazioni autorizzate alla pesca sono autorizzate a navigare durante tutta la giornata. Non è giunta al momento alcuna dichiarazione ufficiale da parte dell'Iran, che controlla lo Stretto di Hormuz, in merito a un'eventuale coordinamento con il Qatar. L'annuncio giunge mentre gli Stati Uniti e l'Iran tengono colloqui in Pakistan con l'obiettivo di porre fine alla guerra in Medio Oriente.

L'Iran ribadisce: "Solo noi possiamo ordinare l'apertura di Hormuz"

Solo l'Iran può ordinare l'apertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione. Lo ha dichiarato Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano. "Lo Stretto di Hormuz può essere aperto solo con il permesso dell'Iran, e non con i post sul social Truth!", ha scritto Azizi su X. 

Ipotesi pedaggio Stretto Hormuz, cosa dice diritto internazionale e i costi per l'Italia

Lo Stretto di Hormuz è al centro di una sfida al diritto internazionale della navigazione, con l’Iran che, progressivamente, lo sta trasformando in una leva di pressione. L’8 aprile gli Stati Uniti e Teheran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane. Il presidente americano Donald Trump ha precisato subito che lo stop sarebbe valso a condizione che l'Iran acconsentisse "all'apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz". Di fatto, però, la riapertura del canale non è stata immediata e, in questi primi giorni, solo poche navi sono riuscite effettivamente a superare lo Stretto. "L'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio. Questo non è l'accordo che abbiamo", ha attaccato Trump il 10 aprile, dal sul suo social Truth.

Ipotesi pedaggio Stretto Hormuz, cosa dice il diritto internazionale?

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Trump: "Cina avrà problemi se manda armi all'Iran"

Il presidente Usa Donald Trump ha avvertito la Cina: "Avrà grossi problemi se manderà armi all'Iran".

Trump: "Stiamo rimuovendo le mine a Hormuz"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la presenza di cacciatorpedinieri americani nello Stretto di Hormuz per rimuovere le mine marine: "Stiamo ripulendo lo Stretto", ha detto.

Trump: "Negoziazioni profonde con Iran".

"Forse ci sarà un accordo, forse no. In ogni caso abbiamo vinto". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato i negoziati in corso con l'Iran. "Siamo in una negoziazione molto profonda", ha aggiunto.

Media: iniziato un nuovo round di colloqui a Islamabad

A Islamabad è iniziato un nuovo round di colloqui tra Usa e Iran. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, citata dall'israeliana Channel 12. Secondo fonti pakistane riportate dalla Cnn, ci sono stati risultati positivi nei colloqui precedenti ma persiste lo stallo sulla gestione dello Stretto di Hormuz.

Fonti pachistane alla Cnn: "Hormuz resta un punto critico nei negoziati"

Fonti pachistane riferiscono alla Cnn che il tono generale e l'esito dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad sarebbero sostanzialmente positivi, mentre persiste una situazione di stallo sul controllo dello Stretto di Hormuz. In precedenza, una fonte vicina al team negoziale iraniano aveva dichiarato al network americano che gli Stati Uniti avevano avanzato "richieste inaccettabili" riguardo allo stretto, e i media statali iraniani avevano riportato disaccordi simili. 

Guerra Iran, quali saranno gli effetti a lungo termine e i costi della crisi energetica?

Gli aerei rischiano davvero di rimanere senza carburante? Riusciremo mai a sostituire il petrolio del Golfo? Perché il prezzo della benzina scende meno di quello del greggio? A questi e ad altri quesiti ha provato a rispondere l'ultima puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24

Iran, gli effetti a lungo termine e i costi della crisi energetica

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Media: "Significativa tregua nelle ostilità oggi nella regione del Golfo"

Nella regione del Golfo si è registrata oggi una significativa tregua nelle ostilità, senza che si siano verificati attacchi, mentre a Islamabad proseguivano i negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta il Guardian. La tregua segue l'accordo di cessate il fuoco raggiunto martedì, quando Washington e Teheran hanno concordato una pausa di due settimane nelle ostilità nel tentativo di porre fine alla guerra iniziata lo scorso 28 febbraio. La tregua temporanea ha permesso ai governi del Golfo di valutare i danni causati dai recenti attacchi. In Qatar, le autorità hanno diffuso filmati che mostrano l'impatto degli attacchi delle ultime settimane, compresi i danni a strade, basi militari e impianti petroliferi. L'Arabia Saudita, nel frattempo, ha pubblicato un'analisi dettagliata delle riduzioni nella produzione e nell'estrazione di petrolio, collegando i cali ai danni subiti dai principali siti energetici durante il conflitto. 

Riservista uccide un palestinese in Cisgiordania, Idf apre indagine

L'esercito israeliano ha aperto un'indagine dopo che un soldato riservista ha ucciso a colpi d'arma da fuoco un palestinese che presumibilmente stava lanciando pietre in Cisgiordania. Lo riferisce 'The Times of Israel'. Secondo le Forze di difesa israeliane (Idf), truppe sono state inviate nel villaggio palestinese di Deir Jarir a seguito di segnalazioni di "diversi palestinesi che hanno lanciato pietre contro un civile israeliano vicino all'area". I soldati facevano parte di un'unità nota con l'acronimo ebraico Hagmar composta da coloni locali in servizio di riserva. Citando un'indagine preliminare, Tsahal afferma che all'arrivo delle truppe sul luogo, si è sviluppata una "rivolta che ha incluso il lancio di pietre contro di loro".

L'esercito afferma che un soldato ha effettuato una "procedura di arresto di un sospetto" che includeva sparare colpi di avvertimento in aria, "seguiti da spari in direzione di uno dei lanciatori di pietre". Il sospetto palestinese, identificato come Ali Hamadneh, 23 anni, è stato portato in ospedale dove è stata dichiarata la sua morte.

Hamadneh, 23 anni, riferisce il ministero palestinese della Sanità su Telegram, riferisce l'Afp, "è arrivato nella struttura medicale in condizioni molto critiche" dopo essere "stato ferito da colpi d’arma da fuoco sparati da coloni".  Secondo un conteggio dell’Afp basato sui dati del ministero palestinese della Sanità, almeno 1.058 palestinesi, tra cui molti combattenti ma anche civili, sono stati uccisi da soldati o coloni israeliani in Cisgiordania dall’inizio della guerra a Gaza. Almeno 46 israeliani, civili e militari, sono stati uccisi nella stessa regione in attacchi palestinesi o durante operazioni militari israeliane, secondo i dati ufficiali israeliani. A eccezione di Gerusalemme Est, annessa da Israele, oltre 500.000 israeliani vivono in Cisgiordania  in colonie che le Nazioni Unite considerano illegali secondo il diritto internazionale. In Cisgiordania vivono circa 3 milioni di palestinesi.

Israele, ironia opposizioni su vittoria rivendicata da Netanyahu

Le opposizioni in Israele hanno attaccato il premier Benjamin Netanyahu dopo il suo messaggio al Paese in cui ha rivendicato di aver ottenuto "risultati storici" nella guerra all'Iran, pur sottolineando che non è ancora finita. "Netanyahu è sotto pressione, perché sa che gli obiettivi della guerra non sono stati raggiunti", ha scritto su X il leader dei Democratici, Yair Golan, ironizzando che "quando si vince, non c'è bisogno di dichiararlo ogni due giorni". Sulla stessa linea il leader di Yesh Atid, Yair Lapid, convinto che "Netanyahu si vanti ancora una volta dei successi dell'esercito, per farci dimenticare il suo totale fallimento". "Non ha raggiunto nessuno degli obiettivi di guerra che lui stesso aveva definito", ha sostenuto. 

Netanyahu: "Israele ha distrutto il principale deposito di armi di Hezbollah"

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno distrutto un arsenale di 150.000 missili e razzi in sei ore. Lo riporta Haaretz. "In Libano si è verificato un cambiamento fondamentale", ha affermato Netanyahu. "Nasrallah si vantava che gli ebrei fossero la ragnatela. È stato eliminato, e con lui il suo vasto arsenale missilistico". Netanyahu ha poi aggiunto che, nonostante i danni significativi che afferma di aver subito, l'organizzazione possiede ancora razzi e le Forze di Difesa israeliane continuano a operare contro di essa. "La campagna di Israele contro Hezbollah continua", ha dichiarato. Durante il suo intervento, Netanyahu ha attaccato i media israeliani, sostenendo che "la propaganda iraniana viene ripresa dai nostri canali mediatici". 

Iran, media: "Khamenei sfigurato ma lucido, partecipa alle decisioni"

Secondo quanto riportato da Reuters, il nuovo leader supremo iraniano si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite al viso e potrebbe aver perso una gamba dopo l'attacco aereo che uccise il padre all'inizio della guerra. Ciononostante, il 56enne "mantiene la lucidità mentale", secondo alcuni fonti citate dall'agenzia

Iran, media: 'Khamenei sfigurato ma lucido, partecipa alle decisioni'

Iran, media: 'Khamenei sfigurato ma lucido, partecipa alle decisioni'

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Media: "Imminente viaggio premier Pakistan a Riad"

Imminente viaggio in Arabia Saudita per il premier pakistano Shehbaz Sharif. Lo ha riferito Tehran Times, precisando che si tratta della seconda volta in un mese. Secondo il quotidiano, lo scopo della visita è discutere i colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti a Islamabad ed esplorare le modalità per raggiungere una pace duratura nella regione.

Iran, esercito smentisce "categoricamente" navi Usa a Hormuz

Le forze armate iraniane hanno smentito categoricamente le dichiarazioni Usa secondo le quali due navi militari hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. "L'affermazione del Centcom riguardo all'avvicinamento e all'ingresso di navi americane nello Stretto di Hormuz è categoricamente smentita", ha dichiarato il portavoce del Comando Centrale Khatam al-Anbiya. "L'iniziativa per il passaggio e il movimento di qualsiasi nave è nelle mani delle forze armate iraniane", ha ribadito. Il Centcom in precedenza aveva affermato che due navi statunitensi "hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e operato nel Golfo Persico nell'ambito di una missione piuù ampia volta a garantire che lo stretto sia completamente libero da mine marine posizionate dai Guardiani della rivoluzione islamica iraniani".

Iran, Trump: “Stiamo bonificando Hormuz come favore ai Paesi che non ne hanno il coraggio”

Il presidente degli Stati Uniti ha scritto su Truth che le operazioni sono un “favore” a Stati come “Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente”. Centcom: “Due navi hanno attraversato lo Stretto per sminarlo”

Trump: “Bonifichiamo Hormuz per i Paesi che non ne hanno il coraggio”

Trump: “Bonifichiamo Hormuz per i Paesi che non ne hanno il coraggio”

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Media Teheran: "Gli Usa avanzano richieste eccessive"

Gli Stati Uniti avanzano "richieste eccessive" riguardo allo Stretto di Hormuz nel quadro dei negoziati diretti a Islamabad. Ad affermarlo sono i media iraniani:  secondo l’agenzia di stampa Fars, "gli Stati Uniti formulano richieste eccessive riguardo allo Stretto" oltre a "richieste inaccettabili su diverse altre questioni". L'agenzia di stampa Tasmin scrive che "la delegazione americana ha ostacolato il progresso dei negoziati con le sue consuete richieste eccessive", sottolineando che la questione dello Stretto di Hormuz "è uno degli argomenti che suscitano forti divergenze".

Qatar: "Da domani riprende navigazione per tutte navi"

Il Qatar ha annunciato "la piena ripresa della navigazione marittima per tutti i tipi di imbarcazioni e navi" dalle 6 alle 18 ora locale di domenica. Nel post su X, il ministero dei Trasporti di Doha ha precisato che la navigazione è consentita anche "per le imbarcazioni autorizzate alla pesca".

Media Teheran: "Usa avanzano richieste eccessive"

Gli Stati Uniti avanzano "richieste eccessive" riguardo allo Stretto di Hormuz nel quadro dei negoziati diretti a Islamabad. Ad affermarlo sono i media iraniani:  secondo l’agenzia di stampa Fars, "gli Stati Uniti formulano richieste eccessive riguardo allo Stretto" oltre a "richieste inaccettabili su diverse altre questioni". L'agenzia di stampa Tasmin scrive che "la delegazione americana ha ostacolato il progresso dei negoziati con le sue consuete richieste eccessive", sottolineando che la questione dello Stretto di Hormuz "è uno degli argomenti che suscitano forti divergenze".

Guerra in Iran e caos voli, cosa sta succedendo e qual è lo scenario per i prossimi mesi

Dopo l’allarme lanciato dall’associazione degli scali europei (Aci Europe) alla Commissione europea, ne abbiamo parlato con Valentina Menin, direttrice generale di Assaeroporti

Netanyahu: "Sotto la mia guida continueremo a combattere l'Iran e i suoi alleati"

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele resta determinato a continuare a combattere l'Iran, nonostante i negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran. "Israele sotto la mia guida continuerà a combattere il regime terroristico iraniano e i suoi alleati, a differenza di Erdogan che li asseconda e ha massacrato i suoi stessi cittadini curdi", ha scritto Netanyahu sui social media. Israele non è presente ai colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad. 

Netanyahu: "Voglio un accordo di pace col Libano che duri per generazioni"

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato che qualsiasi accordo di pace raggiunto con il Libano deve essere un accordo che "durerà per generazioni". "Il Libano ci ha contattato. Nell'ultimo mese, ci ha contattato più volte per avviare colloqui di pace diretti", ha affermato Netanyahu in una dichiarazione televisiva. "Ho dato il mio consenso, ma a due condizioni: vogliamo lo smantellamento delle armi di Hezbollah e vogliamo un vero accordo di pace che duri per generazioni". 

Netanyahu: "Se non avessimo attaccato due volte, avrebbe l'arma nucleare"

Israele ha deciso di entrare in guerra con l'Iran a febbraio perché il paese "era molto vicino a dotarsi di un'arma nucleare" e ad acquisire la capacità di produrre migliaia di missili. A dichiararalo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video. 

Se Israele non avesse attaccato l'Iran due volte nell'ultimo anno, ha affermato, la Repubblica Islamica "avrebbe già avuto un'arma nucleare". Il premier ha affermato che il suo paese era in possesso di informazioni di intelligence lo scorso anno secondo cui l'Iran si stava preparando a trasformare il suo uranio arricchito in un'arma nucleare. "Nel momento stesso in cui abbiamo ricevuto queste informazioni, siamo entrati in azione".

"Solo pochi mesi più tardi sono arrivate nuove informazioni di intelligence secondo cui l'Iran voleva espandere i suoi progetti missilistici e nucleari e nasconderli in profondità nel sottosuolo", ha proseguito per poi annunciare che Israele ha ucciso otto scienziati che si occupavano di armamento nucleare nell'ambito dell''Operazione Leone Ruggente', ha distrutto il reattore ad acqua pesante di Arak e le linee di produzione di centrifughe e di uranio iraniane. "Siamo riusciti a distruggere il suo programma nucleare, a distruggere il suo programma missilistico", ha concluso, secondo quanto riporta il Times of Israel.

Media: "Colloqui continueranno questa sera"

Iran e Stati Uniti terranno un altro ciclo di colloqui questa sera a Islamabad, il terzo. Lo ha riferito la tv di Stato iraniana, rilanciata dalla Tass.

Netanyahu: "La guerra ha annientato i programmi nucleari iraniani"

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato che la campagna congiunta israelo-americana contro l'Iran è riuscita ad "annientare" i programmi nucleari e missilistici balistici della Repubblica islamica. "Siamo riusciti a schiacciare il programma nucleare e il programma missilistico", ha affermato Netanyahu in una dichiarazione televisiva, aggiungendo che la guerra contro Teheran ha anche indebolito la leadership iraniana e i suoi alleati regionali. "Volevano strangolarci, e (ora) noi stiamo strangolando loro. Ci hanno minacciato di annientamento, e ora stanno lottando per la sopravvivenza".

Guerra in Iran, trattativa con Usa in salita: i principali nodi del negoziato in Pakistan

Dopo una serie di incontri preliminari, a Islamabad sono iniziati i colloqui tra le delegazioni di Usa e Iran, guidate rispettivamente dal vicepresidente americano JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf. Nonostante l'ottimismo espresso da Pakistan e Stati Uniti, il negoziato per provare a chiudere il conflitto è tutt'altro che semplice, mentre restano i nodi sui quali finora non si è riusciti ad arrivare a un punto d’incontro. Da Hormuz al Libano, fino al ruolo dei proxy e le sanzioni a Teheran: ecco i punti critici.

Guerra Iran-Usa, trattativa in salita: i nodi del negoziato

Guerra Iran-Usa, trattativa in salita: i nodi del negoziato

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Netanyahu: "Grazie a forza hanno chiesto colloqui diretti"

"Grazie alla forza che abbiamo dimostrato, il Libano si è rivolto più volte nell'ultimo mese per avviare colloqui di pace diretti". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un messaggio al Paese, spiegando di aver "approvato questi colloqui a due condizioni: vogliamo ottenere il disarmo di Hezbollah e vogliamo un vero accordo di pace che duri per generazioni". Ieri il presidente libanese Joseph Aoun ha annunciato per la prossima settimana a Washington colloqui diretti tra Libano e Israele.

Netanyahu: "Non è finita ma ottenuti risultati storici"

"La campagna non è ancora finita, ma già ora si può affermare con chiarezza: abbiamo ottenuto risultati storici". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio al Paese. "Abbiamo intrapreso la campagna perché l'Iran era molto vicino al nucleare e alla capacità di produrre centinaia di missili al giorno. Due minacce esistenziali che dovevamo assolutamente eliminare", ha sottolineato. 

Iran, Cina smentisce cessione sistemi difesa aerea a Teheran

La Cina smentisce una notizia della CNN secondo cui si starebbe preparando a inviare nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran, definendola "completamente inventata". "In quanto grande Paese responsabile, la Cina si attiene sempre al diritto internazionale e ai suoi obblighi internazionali e non fornisce mai armi ad alcuna delle parti in conflitto", ha dichiarato l'ambasciata cinese al Times of Israel. "La Cina respinge fermamente la diffusione di informazioni speculative, fuorvianti e false che la prendono di mira". Il documento afferma che, riguardo all'Iran, la Cina "ha costantemente lavorato per promuovere i colloqui di pace e non ha mai gettato benzina sul fuoco. Gli attuali negoziati per il cessate il fuoco non sono stati facili. Ci auguriamo che le parti interessate facciano di più per allentare le tensioni, piuttosto che il contrario".

Agenzia Tasnim: "Forte disaccordo su Hormuz"

"Le eccessive richieste della delegazione americana hanno ostacolato i progressi dei team tecnici nel raggiungimento di un quadro comune per i negoziati. Le consultazioni sono in corso e l'Iran insiste nel preservare i suoi successi militari e sottolinea la necessità di garantire i diritti del suo popolo. Lo Stretto di Hormuz è una delle questioni più importanti che sta causando un forte disaccordo tra iraniani e americani". Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim sui negoziati in corso a Islamabad.

Pasdaran: "Colloqui offuscati da disputa su Hormuz e da richieste eccessive Usa"

Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), i colloqui a Islamabad tra le delegazioni iraniana e statunitense a Islamabad sono stati oscurati da una "grave" disputa sullo Stretto di Hormuz, dopo che le parti hanno raggiunto la fase di scambio delle bozze di testo per un possibile accordo quadro, ma le consuete 'richieste eccessive' della delegazione statunitense hanno ostacolato i progressi", si legge nel rapporto. Lo Stretto di Hormuz è una delle questioni che suscitano forti disaccordi, si legge nel comunicato, che aggiunge che le consultazioni sono in corso, precisa Iran International. 

Papa Leone XIV: "Fare il possibile per evitare le guerre, possiamo costruire la pace"

Durante il rosario per invocare il dono della pace nella basilica vaticana, il pontefice si è rivolto direttamente ai leader mondiali: "Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte". Poi ha aggiunto: "Ascoltiamo la voce dei bambini" e "un'immensa moltitudine di uomini e donne di tanti Paesi diversi ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole"

Papa Leone XIV ai leader mondiali: 'Fermatevi! È il tempo della pace'

Papa Leone XIV ai leader mondiali: 'Fermatevi! È il tempo della pace'

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Iran, posizione massimalista degli Usa getta ombra sui colloqui in Pakistan

I negoziatori statunitensi hanno mantenuto un approccio "massimalista" in questo ciclo di colloqui a Islamabad, con sfiducia e pessimismo a fare da sfondo alle discussioni. Lo afferma la Tv di Stato iraniana citata da Iran International, precisando che un nuovo ciclo di colloqui rappresenterebbe l'ultimo tentativo per stabilire se i colloqui in Pakistan possano contribuire ad avvicinare le posizioni delle due delegazioni. Tuttavia un alto funzionario della Casa Bianca ha dichiarato alla Afp in una breve nota che i colloqui sono in corso, dopo che i media statali iraniani avevano precedentemente riferito che si erano svolti due round e che ne era previsto un terzo. 

Media: "Stallo nei colloqui su controllo Stretto di Hormuz"

I negoziati in corso a Islamabad tra delegazioni americana e iraniana sarebbero in una situazione di stallo sulla questione del controllo dello Stretto di Hormuz. A riferirne è il Financial Times. Una fonte informata sui negoziati ha dichiarato che l'Iran insiste nel mantenere il controllo dello Stretto e minaccia di imporre un pedaggio alle navi, rifiutando le offerte di condivisione del controllo della via navigabile.

Libano, il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani supera quota 2.000

Gli attacchi israeliani in Libano hanno causato la morte di 2.020 persone dall'inizio della guerra tra Hezbollah, gruppo filo-iraniano, e Israele, il 2 marzo scorso, secondo quanto riportato oggi dal ministero della Salute libanese. Il nuovo bilancio comprende 248 donne, 165 bambini e 85 membri del personale medico e di soccorso, oltre a 6.436 feriti. 

Pakistan schiera aerei da guerra in Arabia Saudita

Il Pakistan ha inviato aerei da combattimento e altre forze militari in Arabia Saudita per rafforzare la sicurezza nell'ambito di un patto di difesa tra i due Paesi, l'ha dichiarato il ministero della Difesa saudita. Il ministero della Difesa saudita afferma in un comunicato che aerei da combattimento e velivoli di supporto pakistani sono arrivati alla base aerea Re Abdulaziz, nella provincia orientale del Paese. Il dispiegamento pakistano mira a rafforzare la cooperazione in materia di difesa e a sostenere la sicurezza e la stabilita' regionale e internazionale.

Sale a 18 morti il bilancio dei raid israeliani nel sud del Libano

Sale a 18 il bilancio dei raid israeliani nel sud del Libano. Otto persone sono rimaste uccise nel pomeriggio in attacchi condotti in una città della regione di Sidone. I feriti sono almeno nove, cinque delle quali gravi, ha dichiarato il ministero della Salute. Questa mattina si erano registrati 10 morti, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, negli attacchi israeliani condotti nella regione di Nabatieh. Ieri la presidenza libanese aveva annunciato un incontro martedì a Washington tra rappresentanti libanesi, israeliani e americani "per discutere l'istituzione di una tregua e la data di inizio dei negoziati".

Media: "Delegazioni hanno concluso due round negoziali, un terzo stasera o domani"

Le delegazioni iraniana e statunitense impegnate nei negoziati a Islamabad hanno già concluso due round di trattative. Una terza sessione è probabile che si svolga "stasera o domani". A riferirne è stata la televisione di stato iraniana. "Secondo le informazioni fornite al corrispondente della televisione statale da una persona vicina al team negoziale, un altro ciclo di negoziati probabilmente si terrà questa sera o domani," ha riportato l'emittente statale Irib.

Iran, Trump: “Stiamo bonificando Hormuz come favore ai Paesi che non ne hanno il coraggio”

Il presidente degli Stati Uniti ha scritto su Truth che le operazioni sono un “favore” a Stati come “Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente”. Centcom: “Due navi hanno attraversato lo Stretto per sminarlo”

Trump: “Bonifichiamo Hormuz per i Paesi che non ne hanno il coraggio”

Trump: “Bonifichiamo Hormuz per i Paesi che non ne hanno il coraggio”

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Media Teheran: "Scambiati testi scritti tra delegazioni, conclusa prima fase"

Le delegazioni americana e iraniana a Islamabad hanno scambiato testi scritti riguardanti le questioni in discussione, mentre si è conclusa la prima fase dei negoziati diplomatici in Pakistan. E' quanto riporta l'agenzia iraniana Fars, ripresa dalla Cnn. 

Libano, ministero: "Otto morti in raid Idf nel sud"

E' di otto morti il bilancio di un nuovo raid aereo israeliano nel sud del Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute di Beirut.

Centcom: "Due navi militari passate per Hormuz per sminare"

Due navi della Marina Usa hanno attraversato lo Stretto di Hormuz durante un'operazione di sminamento. Lo ha riferito il Comando Centrale americano (Centcom). La notizia, anticipata da Axios, era stata poi smentita dall'Iran.

Media: "Palestinese ucciso da coloni vicino Ramallah"

Un giovane palestinese è morto per colpi d'arma da fuoco sparati da coloni nel villaggio di Deir Jarir, a est di Ramallah, in Cisgiordania. Lo ha riferito il ministero della Salute dell'Anp citato dall'agenzia di stampa Wafa, precisando che la vittima è il 23enne Ali Majed Hamadneh. Il giovane è stato gravemente ferito da proiettili alla schiena e al torace e ne è stato dichiarato il decesso all'ospedale. 

Israele, manifestanti contro guerra a Tel Aviv, Haifa e nel nord

Centinaia di persone si sono radunate a Piazza Habima, nel centro di Tel Aviv, per la settimanale protesta contro la guerra organizzata da associazioni della società civile e per i diritti umani. "Non ci sarà sicurezza senza pace" e "Non vogliamo altre guerre, le nazioni vogliono la pace" sono gli slogan che risuonano secondo Haaretz. Gli organizzatori hanno esortato a scendere in piazza, nella convinzione che "non esista una soluzione militare, né in Iran, né in Libano, né in Palestina". Manifestate sono state indette anche ad Haifa e una cinquantina di attivisti si sono radunati pure nel nord di Israele, la regione più colpita dai razzi di Hezbollah. Ieri la Corte Suprema, rispondendo a una petizione degli organizzatori, ha autorizzato almeno 150 partecipanti ad Haifa e non meno di mille a Tel Aviv, superando i limiti fissati dal Comando del Fronte Interno in tempo di guerra. "Qualora il numero superasse la soglia consentita, la questione sarà lasciata alla discrezione del comandante sul campo, che valuterà i rischi per i manifestanti e per l'ordine pubblico", ha precisato la corte, sottolineando che "ciò non significa necessariamente disperdere la manifestazione". La settimana scorsa, i giudici avevano ammesso almeno 600 manifestanti a Tel Aviv ma la protesta era stata dispersa con la forza dalla polizia poco dopo l'inizio, e in 17 erano stati arrestati e poi rilasciati.

Fonti Pakistan: "Colloqui fino a domani"

Secondo quanto riferito da una fonte pakistana alla CNN, i colloqui tra Stati Uniti e Iran dovrebbero protrarsi fino a notte fonda e forse anche fino a domenica. Oggi a Islamabad sono in corso i colloqui tra Stati Uniti e Iran, con il Pakistan in veste di mediatore. Secondo la fonte, sono presenti anche il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell'esercito, il feldmaresciallo Asim Munir.

Cnn: "In corso colloqui tecnici diretti Iran-Usa" (2)

Al Jazeera conferma che, dopo la pausa per la cena, i colloqui sono ripresi. Secondo l'emittente araba, le parti, pur partite da posizioni massimaliste, hanno fatto "qualche progresso" su questioni come gli attacchi israeliani in Libano, lo scongelamento dei beni iraniani e lo Stretto di Hormuz. 

Libano, ministro Interno: "Impegno per ordine, serve responsabilità"

"Le forze di sicurezza stanno adottando misure per mantenere la sicurezza e l'ordine, proteggere le istituzioni statali e garantire la sicurezza dei cittadini e della capitale, Beirut". Lo ha affermato il ministro dell'Interno libanese Ahmad Hajjar, alla luce della manifestazione nel centro della capitale contro i negoziati diretti con Israele. Come riporta l'Orient Le Jour, c'erano molte bandiere di Hezbollah e del partito Amal tra le decine di manifestanti. Il ministro ha invocato "responsabilità, consapevolezza e unità in questa fase", sottolineando che "l'espressione di opinioni è consentita nel rispetto delle leggi".

Cnn: "In corso colloqui tecnici diretti Iran-Usa"

Dopo la prima fase di colloqui trilaterali faccia a faccia allargata al Pakistan, sono in corso negoziati diretti a due tra Iran e Usa a Islamabad. Lo riferiscono fonti ben informate alla Cnn. Secondo l'agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran, le trattative "si sono spostate su discussioni dettagliate e tecniche su una serie di questioni".

Macron sente bin Salman: "Sostegno al cessate il fuoco anche in Libano"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato su X di avere avuto una "telefonata con il principe ereditario del Regno dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, riguardo alla situazione in Medio Oriente e Vicino Oriente" al quale ha "confermato il suo sostegno al cessate il fuoco, che deve essere pienamente rispettato ed esteso senza indugi anche al Libano. Abbiamo inoltre discusso della necessità di ripristinare nel più breve tempo possibile la piena e sicura libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Marcon ha poi aggiunto che "con l'avvio dei colloqui a Islamabad, abbiamo concordato di mantenere un contatto stretto al fine di contribuire alla de-escalation, garantire la libertà di navigazione e pervenire a un accordo che assicuri pace e sicurezza permanenti nella regione". 

Macron a Pezeshkian: "Rispettare il cessate il fuoco"

Il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha parlato con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. Macron lo ha esortato a cogliere l'opportunità offerta dai colloqui di Islamabad per spianare la strada a una de-escalation duratura. Macron ha sottolineato che l'Iran deve ripristinare al più presto la libertà e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, rimarcando l'importanza del pieno rispetto del cessate il fuoco, anche in Libano.

007 Usa: "Cina invia a Teheran sistemi difesa aerea"

L'intelligence statunitense ritiene che la Cina stia pianificando di inviare nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane. Lo riporta la CNN, citando tre fonti coinvolte nelle valutazioni dell'intelligence. L'emittente americana ha sottolineato che si tratterebbe di una mossa provocatoria, considerando che la Cina ha contribuito a mediare l'accordo di cessate il fuoco. L'intelligence statunitense ha evidenziato come l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco per rifornirsi di determinati sistemi d'arma con l'aiuto di Paesi stranieri. Secondo due fonti che hanno parlato con la CNN, ci sono indicazioni che la Cina stia pianificando un percorso di trasferimento attraverso una terza parte per occultare le sue azioni. Secondo il rapporto, la Cina intende inviare sistemi di difesa aerea chiamati MANPADS, che durante la guerra rappresentavano una minaccia per gli aerei americani che volavano a bassa quota.

Trump: "Abbiamo sistemi sminamento migliori al mondo, Hormuz presto libero"

"Abbiamo il migliore, il più sosfistico equipaggiamento di sminamento del mondo, lo sappiamo, lo stiamo solo mettendo in posizione". Così Donald Trump, intervistato da una giornalista di News Nation, ha espresso la convinzione che lo stretto di Hormuz sarà libero "in un futuro non troppo distante", suggerendo anche che gli Stati Uniti sanno dove sono state piazzate dall'Iran le mine sottomarine nello stretto. Il presidente ha comunque aggiunto che la chiusura di queste settimane ha fatto "vedere alle persone che vi sono alternative al passaggio dello stretto". 

Hezbollah-Amal: "No proteste ora, preservare stabilità"

Hezbollah, insieme al partito Amal, ha esortato i libanesi a non manifestare "in questa fase che il Paese sta attraversando" per preservare la stabilità. Lo riporta Al Jazeera. Decine di manifestanti con bandiere del gruppo sciita filo-iraniano si sono riuniti nel centro di Beirut, per protestare contro i negoziati diretti annunciati con Israele, e hanno bruciato ritratti del premier libanese Nawaf Salam, definendolo un "sionista". Il parlamentare di Hezbollah Hassan Fadlallah ha ribadito l'opposizione del gruppo ai colloqui, definendoli una "flagrante violazione del patto nazionale e della costituzione libanese". E da Teheran, un consigliere del regime iraniano, Ali Akbar Velayati, ha avvertito Salam che "ignorare il ruolo di Hezbollah esporrà il Libano a rischi per la sicurezza irreparabili". Poco dopo il premier, citando "le attuali circostanze interne", ha annunciato il rinvio del suo viaggio negli Usa, previsto la prossima settimana.

Colloquio Macron-Pezeshkian: "Esortato a cogliere opportunità colloqui Islamabad"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avuto un colloquio con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha "esortato a cogliere l'opportunità offerta dai colloqui avviati a Islamabad per aprire la strada a una duratura de-escalation e a un accordo ambizioso che fornisca solide garanzie per la sicurezza nella regione, coinvolgendo tutti i paesi interessati". A riferirne è stato lo stesso Macron, su X. 

"Ho sottolineato la necessità che l’Iran ripristini rapidamente la libertà e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, e la Francia è pronta a contribuire a questo scopo. Ho sottolineato l’importanza del pieno rispetto del cessate il fuoco, anche in Libano. La Francia esprime il suo pieno sostegno alle azioni delle autorità libanesi, le uniche legittimate ad esercitare la sovranità dello Stato e a decidere il destino del Libano".

Qatar: "Non paghiamo Teheran per stop attacchi"

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar afferma che gli attacchi contro qualsiasi Stato del Golfo costituiscono un attacco contro tutti, negando che il Qatar paghi l'Iran per fermare gli attacchi contro il suo territorio. "Il Qatar non paga in cambio della cessazione degli attacchi contro il suo territorio", ha dichiarato Majed al-Ansari in un'intervista televisiva ad 'Al Jazeera', aggiungendo che il Qatar intercetta gli attacchi iraniani. Al-Ansari aggiunge che l'Iran ha attaccato anche obiettivi civili e industriali, nonostante affermi di colpire solo siti militari.

Trump: "I media mentono, Teheran sta perdendo non vincendo"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth Social ha attaccato "i media delle fake news" che "dicono che l'Iran sta 'vincendo' quando, in realtà, tutti sanno che sta perdendo, e sta perdendo alla grande!". "I media delle fake news sono pazzi, o semplicemente corrotti!", prosegue Trump. Poi ha aggiunto: "Gli Stati Uniti hanno completamente distrutto l'esercito iraniano, compresa l'intera Marina e l'Aeronautica, e tutto il resto. La loro leadership è morta!". E infine: "Lo Stretto di Hormuz sarà presto aperto e le navi vuote si stanno dirigendo a tutta velocità verso gli Stati Uniti per caricarsi. Ma, se date retta alle fake news, stiamo perdendo!".

Pezeshkian: "La delegazione a Islamabad negozierà con coraggio"

La delegazione iraniana a Islamabad negozierà con coraggio. A scriverlo, su X, è stato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "La delegazione iraniana di alto livello giunta in Pakistan è, con tutte le sue forze, la custode degli interessi dell'Iran e, proprio in questo spirito, negozierà con coraggio". "In ogni caso, il nostro impegno a favore del popolo non subirà alcuna pausa e, qualunque sia l'esito dei negoziati, il governo resterà fermamente al fianco del popolo", si legge.

Casa Bianca conferma: "In corso colloqui con Teheran con mediazione Pakistan" (3)

Il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha espresso il suo sostegno ai negoziatori iraniani in Pakistan, affermando che la delegazione "negozierà con coraggio" in difesa degli interessi del Paese. "In ogni caso, il nostro servizio al popolo non si fermerà nemmeno per un istante e, qualunque sia l'esito dei negoziati, il governo resterà al fianco del popolo", ha scritto Pezeshkian su X.

Casa Bianca conferma: "In corso colloqui con Teheran con mediazione Pakistan" (2)

 I colloqui trilaterali si stanno svolgendo faccia a faccia tra Stati Uniti, Pakistan e Iran, ha dichiarato il funzionario della Casa Bianca in un comunicato stampa rivolto ai giornalisti al seguito della delegazione statunitense. Il vicepresidente JD Vance guida la delegazione statunitense, insieme all'inviato speciale Steve Witkoff e al genero del presidente, Jared Kushner. Secondo un elenco fornito dalla Casa Bianca, anche due dei principali consiglieri di Vance, il suo consigliere per la sicurezza nazionale Andrew Baker e il consigliere speciale per gli affari asiatici Michael Vance, partecipano ai colloqui. Secondo l'agenzia di stampa statale Tasnim, la delegazione iraniana a Islamabad e' composta da 71 persone, tra cui negoziatori, esperti, rappresentanti dei media e personale di sicurezza. Gli Stati Uniti hanno inoltre portato a Islamabad "un gruppo completo di esperti statunitensi nelle aree tematiche pertinenti", ha affermato un funzionario della Casa Bianca, insieme ad "ulteriori esperti" a sostegno dei colloqui provenienti da Washington

Casa Bianca conferma: "In corso colloqui con Teheran con mediazione Pakistan"

Con una dichiarazione diffusa ai giornalisti al seguito della delegazione Usa, fonti della Casa Bianca confermano che sono in corso colloqui trilaterali tra Stati Uniti e Iran con la medizione del Pakistan. Si ricorda inoltre che nella delegazione, guidata dal vice presidente JD Vance insieme all'inviato speciale Steve Witkoff e al genero di Donald Trump, Jared Kushner, vi sono anche i principali consiglieri di Vance, il suo consigliere per la Sicurezza Naizonale, Andrew Baker, e il consigliere speciale per l'Asia, Michael Vance, che stanno partecipando ai colloqui.

 Infine si sottolinea che gli Stati Uniti hanno portato ad Islamabad "un folto gruppo di esperti americani sulle aree più rilevanti in oggetto", mentre "altri esperti" stanno fornendo sostegno tecnico ai colloqui da Washington. 

Libano, premier Nawaz Salam annuncia il rinvio della visita negli Usa "alla luce della situazione interna"

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato di aver rinviato il suo viaggio negli Stati Uniti, previsto per la prossima settimana. "Alla luce dell’attuale situazione interna, e al fine di adempiere pienamente al mio dovere di salvaguardare la sicurezza dei libanesi e la loro unità, ho deciso di rinviare il mio viaggio alle Nazioni Unite e negli Stati Uniti per seguire l’operato del governo da Beirut", ha affermato Nawaf Salam su X.

Washington: "Colloqui Islamabad sono stati a 3 e diretti"

A Islamabad si sono tenuti colloqui diretti a tre tra Stati Uniti, Pakistan e Iran. Lo ha riferito un alto funzionario della Casa Bianca, secondo il quale le parti hanno tenuto colloqui diretti di persona, una novità rispetto alla prassi recente che ha visto i delegati di Washington e Teheran dialogare solo tramite un mediatore, seduti in stanze separate. La delegazione statunitense comprendeva il vicepresidente JD Vance, l'inviato statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, ha precisato la Casa Bianca. Non è stato specificato chi, tra i rappresentanti iraniani e pakistani, abbia partecipato.

Wsj: "Due cacciatorpedinieri Usa hanno attraversato Hormuz"

Sono due cacciatorpedinieri lanciamissili le navi della Marina Usa che oggi hanno passato lo stretto di Hormuz, secondo tre fonti Usa citate dal Wall Street Journal, segnando il primo passaggio di navi da guerra americane dall'inizio del conflitto con l'Iran sei settimane fa. Secondo le fonti non ci sono stati problemi per quella che viene descritta come una missione per la libertà di navigazione, dal momento che le navi non scortavano navi commerciali. In precedenza Axios aveva diffuso la notizia del passaggio delle navi americane, specificando che questo non era stato coordinato con le autorità di Teheran.  Mentre le fonti diffondevano queste notizie, Donald Trump ha pubblicato su Truth un post in cui annuncia che "stiamo avviando il processo di sgombro dello stretto di Hormuz", sottolineando che si tratta di "un favore" a Paesi come la Cina, il Giappone e la Francia "che non hanno il coraggio o la volontà di fare da soli questo lavoro". Nello stesso post, pubblicato praticamente mentre le delegazioni americane ed iraniane si stavano per sedere per il primo faccia a faccia in decenni, Trump ha insistito nel dire che l'Iran "sta perdendo alla grande", riconoscendo però la minaccia delle mine iraniane nello stretto. "L'unica cosa che hanno è la minaccia che una nave possa incappare in una delle loro mine sottomarine", ha scritto.  Intanto, i media iraniani hanno negato che le navi Usa abbiano attraversato lo stretto, riferendo di un episodio in cui una nave sarebbe ritornata indietro dopo che le forze iraniani avevano minacciato un attacco entro 30 minuti dall'attraversamento dello stretto. Ma le fonti americane citate da Axios negano di aver ricevuto questo avvertimento.

Tajani: "Italia e Europa impegnati per evitare escalation"

"Speriamo che il dialogo tra gli americani e iraniani possa portare risultati positivi. Ieri ho parlato a lungo con il ministro degli esteri egiziano che e' uno dei paesi che favorisce il confronto, lunedì sarò a Beirut anche per incoraggiare il dialogo tra libanesi ed israeliani perchè possa cessare anche la guerra in quella parte di Medio Oriente". L'ha detto il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani a margine di un convegno dal titolo "Diplomazia Culturale - Il valore strategico tra istituzioni, impresa e relazioni internazionali" in corso a Vicenza. "Certamente va disarmata Hezbollah, ma dobbiamo anche fare in modo che non ci siano altri bombardamenti che colpiscono la popolazione civile - ha poi proseguito - Abbiamo fiducia in Auon, abbiamo fiducia nel governo libanese, abbiamo fiducia nelle forze armate regolari libanesi. È una situazione complicata pero' l'Italia insieme all'Unione Europea svolge un'azione per cercare di evitare un'escalation, quindi evitare che dall'Iran e Gaza si arrivi anche all'intero Libano oltre ai paesi del Golfo, quindi la nostra azione politica e diplomatica punta proprio a cercare di favorire ogni occasione di dialogo e il rafforzamento delle istituzioni come il governo libanese e la presenza di Aoun".

Rubio revoca visti a famiglia vicepresidente Iran

l Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha dichiarato di aver revocato i permessi di soggiorno a diverse persone legate all'ex Vicepresidente iraniana per le donne e gli affari familiari, Masoumeh Ebtekar. In un post su X, Rubio ha annunciato di aver revocato i visti del figlio di Ebtekar, Eissa Hashemi, insieme a quelli della moglie e del figlio, affermando che "non avrebbero mai dovuto beneficiare dello straordinario privilegio di vivere nel nostro Paese". Gli individui sono attualmente sotto la custodia dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense, in attesa di essere deportati, ha dichiarato Rubio. La decisione giunge dopo che, all'inizio di questo mese, Rubio ha revocato il permesso di soggiorno a diverse donne iraniane, sostenendo che fossero parenti del defunto generale iraniano Qassem Soleimani. I media iraniani hanno riportato le dichiarazioni della figlia di Soleimani, Zeinab Soleimani, la quale ha negato che le due donne arrestate avessero alcun legame con il defunto leader della Forza Quds.

Boris Johnson: "Errore Usa non aver previsto blocco Hormuz"

Gli Stati Uniti, "l'alleato più importante" dell'Italia e della Gran Bretagna, hanno commesso "un errore" in Medio Oriente, con l'attacco all'Iran. "Non avevano previsto che avrebbero chiuso lo stretto di Hormuz". Qualcuno avrebbe dovuto dire a Trump: "Se lo fai chiuderanno Hormuz, ci sara' una crisi economica globale". "Avremmo dovuto dire: hai fatto un errore" nel Golfo "ma ti aiuteremo a uscirne se ci aiuti a sistemare l'Ucraina". A parlare della situazione geopolitica, dal palco del teatro Rossetti di Trieste di fronte a una platea esaurita, è l'ex premier britannico Boris Johnson. L'occasione e' l'incontro "Darkest Hours. I tempi più difficili" nell'ambito del Link Media Festival. "Nella prima e nella seconda guerra del Golfo - ha sostenuto nel dialogo con l'editorialista del gruppo Nem Marco Zatterin - Stati Uniti e Gran Bretagna erano allineati, c'era una strategia" contro Saddam Hussein. Ora invece - ha spiegato Johnson - non sembra esserci una strategia. L'ex premier definisce la Nato "preziosa" e sostiene che l'Europa e la Gran Bretagna "non spendono abbastanza per la propria difesa". Putin - ha aggiunto - "non mi e' mai piaciuto" e, richiamando i romanzi di Arthur Conan Doyle con protagonista Sherlock Holmes, lo paragona all'antagonista Moriarty. Un passaggio ancora sull'Iran, un "regime - ha precisato - spietato e assassino. Una volta ho dovuto negoziare" con loro "ed e' stato sconvolgente, sono negoziatori brillanti, mentono". Focus, infine, sulla situazione in Israele e a Gaza: l'attacco "del 7 ottobre 2023 e' stato istigato dall'Iran per fermare gli accordi di Abramo" ha detto, aggiungendo che gli esponenti di Hamas "sono burattini" nelle mani dell'Iran, mentre "Netanyahu e' spietato" nel perseguire i suoi obiettivi.

Media Iran: "Negoziati con gli Usa passati alla fase di colloqui tecnici"

I colloqui tra Iran e Stati Uniti, iniziati questo pomeriggio a livello politico, sono entrati ora in una nuova fase che coinvolge tecnici ed esperti, con la partecipazione delle commissioni specialistiche delle due parti: lo ha riportato l'agenzia iraniana Irna. I colloqui proseguono e le due parti hanno sottolineato la necessità di continuare le riunioni tecniche per finalizzare le questioni ancora in sospeso. Durante i negoziati, l'Iran ha insistito su un cessate il fuoco totale in Libano. Gli Stati Uniti hanno inoltre accettato di avviare studi tecnici sull'attuazione dei meccanismi per il rilascio dei beni iraniani; tuttavia, le due parti hanno concordato che la questione richiede discussioni più precise a livello di esperti, ha aggiunto Irna.

Guerra in Iran, trattativa con Usa in salita: i principali nodi del negoziato in Pakistan

Guerra Iran-Usa, trattativa in salita: i nodi del negoziato

Guerra Iran-Usa, trattativa in salita: i nodi del negoziato

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Teheran: "Nave Usa torna indietro prima di passare dallo Stretto dopo avvertimento unità iraniane"

È tornato indietro, secondo la televisione iraniana Irib, un cacciatorpediniere americano che stava per passare dallo Stretto di Hormuz dopo aver ricevuto un avvertimento di una unità della marina iraniana secondo cui se avesse proseguito la sua rotta entro 30 minuti sarebbe stata colpita.

Teheran smentisce che navi Usa abbiano varcato Hormuz

Un alto funzionario militare iraniano ha smentito l'articolo di Axios secondo il quale alcune navi statunitensi avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'emittente iraniana Irib.

Media: "A Islamabad primo faccia a faccia tra Usa e Iran dal 1979"

Secondo una fonte pakistana, si stanno svolgendo colloqui trilaterali faccia a faccia a Islamabad tra il vicepresidente statunitense JD Vance, l'inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, il cognato di Trump Jared Kushner, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il capo dell'esercito pakistano. Lo riporta Al Arabiya citando la Reuters. Se confermati, secondo la Cnn, sarebbero i primi colloqui diretti tra Usa e Iran dalla fondazione della Repubblica islamica.

Colloquio Macron-Bin Salman: "Contribuire a de-escalation"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, con il quale ha concordato di "rimanere in stretto contatto" per "contribuire alla de-escalation" in Medio Oriente, mentre in Pakistan sono iniziati i negoziati tra Iran e Stati Uniti. "Con l'avvio dei colloqui a Islamabad, abbiamo concordato di rimanere in stretto contatto per contribuire alla de-escalation, alla libertà di navigazione e alla conclusione di un accordo che garantisca pace e sicurezza durature nella regione", ha scritto il leader francese su X, dopo aver parlato con il suo omologo. "Ho ribadito il mio sostegno al cessate il fuoco, che deve essere pienamente rispettato ed esteso senza indugio al Libano", ha aggiunto Macron, "abbiamo discusso della necessita' di ripristinare al più presto la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Il fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è entrato nel suo quarto giorno oggi, con l'arrivo a Islamabad del vicepresidente statunitense JD Vance, accompagnato da una delegazione iraniana, per negoziati il cui formato - diretto o indiretto - non è stato specificato.

Idf: "Colpiti 200 obiettivi Hezbollah nelle ultime 24 ore"

L'Idf rivendica di aver colpito 200 obiettivi di Hezbollah in Libano nelle ultime 24 ore, fra cui infrastrutture e postazioni per il lancio di razzi. "Le forze aeree continuano a colpire infrastrutture di Hezbollah e ad assistere l'attività delle forze di terra che operano nel sud del Libano", si legge in un comunicato diffuso dalle forze israeliane. Da mercoledì notte non ci sono stati raid contro Beirut.

Trattativa in salita, i principali nodi del negoziato

Nonostante l'ottimismo espresso da Pakistan e Stati Uniti, il negoziato a Islamabad per provare a chiudere la guerra in Iran si profila come tutt'altro che semplice, mentre restano i nodi sui quali finora non si è riusciti ad arrivare a un punto d'incontro. * LIBANO - Come sottolineato dalla Bbc, il più recente ostacolo nelle trattative è la campagna israeliana contro Hezbollah, che minaccia di far deragliare i colloqui ancor prima che abbiano inizio. Sebbene il Pakistan stia tentando di persuadere Teheran ad abbandonare il punto sulla tregua in Libano come precondizione per le trattative, la Repubblica islamica insiste che per avviare i colloqui sia necessario prima raggiungere il cessate il fuoco nel Paese dei cedri, un punto escluso categoricamente da Israele che tuttavia sembra aver ridotto il ritmo degli attacchi. Resta da vedere se questa moderazione sarà sufficientemente discreta da soddisfare l'Iran. * LO STRETTO DI HORMUZ - Attraversato solo da un numero esiguo di navi dall'inizio della tregua. Trump afferma che l'Iran sta "facendo un pessimo lavoro" nel consentire il passaggio delle navi, sottolineando che "questo non è l'accordo raggiunto". Il decalogo di richieste iraniane prevede il controllo di Teheran sul braccio di mare, anche attraverso il sistema di "pedaggio" introdotto dall'inizio della guerra. Ma le difficoltà restano, soprattutto per la presenza di mine nello stretto. * NUCLEARE - Trump ha affermato di aver lanciato l'operazione Epic Fury anche per garantire che l'Iran "non possa mai avere l'atomica", arma che Teheran sostiene di non aver mai cercato di costruire rivendicando il diritto di arricchire l'uranio per scopi civili. La proposta iraniana in 10 punti, che Trump ha definito "una base praticabile su cui negoziare", include la richiesta di riconoscimento internazionale dei diritti di arricchimento dell'uranio. Secondo quanto riferito, il piano di Trump in 15 punti chiederebbe invece all'Iran di "porre fine a qualsiasi arricchimento dell'uranio sul territorio iraniano". * I PROXY REGIONALI - Washington vuole che l'Iran tagli il suo sostegno finanziario alla rete di alleati (Hezbollah in Libano, Houthi in Yemen, Hamas a Gaza e le milizie in Iraq) che ha conferito a Teheran un'influenza regionale, permettendole di esercitare quella che viene spesso definita "difesa avanzata" nelle sue lunghe dispute con Israele e gli Stati Uniti. Tuttavia, al momento non ci sono segnali che l'Iran sia pronto a rinunciare ai suoi alleati. * SANZIONI, ASSET CONGELATI E RIPARAZIONI - L'Iran chiede la revoca di tutte le sanzioni statunitensi e internazionali come parte di qualsiasi accordo. Venerdì, il presidente del Parlamento e negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che circa 120 miliardi di dollari di beni iraniani congelati devono essere sbloccati prima dell'inizio dei negoziati, sostenendo che fosse parte delle misure precedentemente concordate nella tregua. Ma mentre si rincorrono indiscrezioni e smentite, sembra altamente improbabile che l'amministrazione Trump sia disposta a fare una concessione così sostanziale solo per avviare i colloqui. L'Iran insiste inoltre sulla richiesta di riparazioni di guerra.

Teheran: "In contatto con Beirut per assicurarci rispetto cessate il fuoco su tutti i fronti"

Il ministero degli Esteri iraniano ha reso noto che il paese è in contatto con le autorità libanesi per assicurarsi che gli impegni relativi al cessate il fuoco siano rispettati su tutti i fronti. A riferirne è stato da Islamabad un portavoce citato dalla televisione statale: "Siamo in continuo contatto con Beirut per assicurarci che gli impegni sul cessate il fuoco siano rispettati su tutti i fronti" ha affermato il portavoce, secondo quanto riporta l'emittente libanese LBCI.

Media: "Navi della Marina Usa attraversano Hormuz per la prima volta"

"Diverse navi" della Marina statunitense hanno attraversato in queste ore lo Stretto di Hormuz: lo indica su X Barack Ravid, giornalista di Axios, citando un funzionario Usa. Il movimento, aggiunge, "non è stato coordinato con l'Iran", ed è la prima volta che una mossa di questo tipo avviene dall'inizio della guerra.

Iran: media Teheran: "Iniziati colloqui dopo progressi e riduzione attacchi a Libano"

I media iraniani riferiscono che sono iniziati in Pakistan i negoziati per mettere fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti. Le agenzia Fars e Tasnim indicano che "è stato deciso di avviare i negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad", citando "i progressi compiuti durante i colloqui e la riduzione degli attacchi da parte del regime sionista nel sud di Beirut, in Libano". Non viene specificato né l'ordine del giorno, né se i colloqui sono diretti o indiretti. Anche le agenzie di stampa iraniane Mehr e Isna hanno pubblicato la stessa informazione dopo che il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, che ha incontrato separatamente le due delegazioni, ha annunciato l'inizio dei colloqui.

Trump loda Allah in un post: "Tutti i leader dell'Iran sono morti"

"L'Iran sta perdendo alla grande! La sua Marina non esiste più, la sua Aviazione è stata spazzata via, il suo apparato antiaereo è inesistente, i radar sono fuori uso; le loro fabbriche di missili e droni sono state in gran parte annientate e, cosa ancora più importante, i loro 'leader' di lunga data non sono più tra noi: lode ad Allah!". Lo scrive Donald Trump su Truth.

Trump: "L'unica risorsa che ha l'Iran è la minaccia di mine ad Hormuz"

"L'unica risorsa che resta all'Iran è la minaccia che una nave possa 'imbattersi' in una delle loro mine marine; mine che, per inciso, sono rimaste orfane, dato che tutte le loro 28 imbarcazioni posamine giacciono anch'esse sul fondo del mare". Lo scrive Donald Trump su Truth in un lungo post sulla guerra contro Teheran.

Trump: "Bonifichiamo Hormuz per i nostri alleati, non avevano il coraggio"

"Stiamo ora avviando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz, come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente". Lo ha scritto Donald Trump su Truth tornando ad attaccare gli alleati degli Stati Uniti.

Media Teheran: "Iniziati i colloqui tra Iran e Usa a Islamabad"

I negoziati tra l'Iran e gli Usa sono iniziati a Islamabad. Lo riferiscono diversi media iraniani tra cui Irna e Mehr.

Media Teheran: "Iniziati i colloqui tra Iran e Usa a Islamabad"

I negoziati tra l'Iran e gli Usa sono iniziati a Islamabad. Lo riferiscono diversi media iraniani tra cui Irna e Mehr.

Trump: "Iran nazione in fallimento, esistono alternative a Hormuz"

Il presidente americano Donald Trump ha definito l’Iran "una nazione in fallimento" e ha affermato che i colloqui tra le due parti sono già in corso. Interpellato da Newsnation sulla buona fede di Teheran nei negoziati, Trump ha dichiarato: "Ve lo farò sapere in un periodo di tempo molto breve, non ci vorrà molto". Il presidente ha inoltre sostenuto che lo Stretto di Hormuz tornerà operativo "in un futuro non troppo lontano", aggiungendo che esistono "altre alternative" per le rotte energetiche globali. "Guardate i grandi mari del mondo: molte navi stanno andando verso gli Stati Uniti per caricare petrolio, ne abbiamo in abbondanza", ha concluso.

Fonti Usa a Cbs: "Nessun accordo sulle linee rosse di Teheran"

"Nessun accordo da parte degli Stati Uniti sulle' linee rosse' dell'Iran'. È quanto riferisce Cbs news citando una fonte Usa, dopo che i media iraniani hanno riportato che la delegazione di Teheran ad Islambad ha trasmesso ha già trasmesso lal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif le proprie proposte e le "linee rosse", in particolare quattro condizioni considerate non negoziabili per un eventuale accordo nei colloqui con gli Stati Uniti. Tra le richieste avanzate figurano il mantenimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz, il pieno risarcimento per i danni di guerra, lo sblocco senza condizioni degli asset iraniani congelati all’estero e un cessate il fuoco "duraturo e concreto" in tutta la regione.

Media: "Teheran trasmette 4 linee rosse per accordo con Usa"

L’Iran ha delineato quattro condizioni considerate non negoziabili per un eventuale accordo nei colloqui con gli Stati Uniti ad Islamabad. Lo riportano i media statali iraniani, secondo cui la delegazione di Teheran ha già trasmesso le proprie proposte e le "linee rosse" al primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Tra le richieste avanzate figurano il mantenimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz, il pieno risarcimento per i danni di guerra, lo sblocco senza condizioni degli asset iraniani congelati all’estero e un cessate il fuoco "duraturo e concreto" in tutta la regione.

Urso: "Ripercussioni significative su trasporto aereo se Hormuz non riapre"

Se lo stretto di Hormuz non dovesse riaprire entro un mese "le ripercussioni sarebbero significative, certamente sull'approvvigionamento del carburante necessario al trasporto aereo, ma anche sul sistema economico e produttivo europeo e italiano. Lavoriamo affinché dal cessate il fuoco possa uscire presto un vero e proprio accordo che consenta la più veloce riapertura del traffico marittimo, è questa la priorità. Tutti lavorano affinché ci sia una soluzione a breve, non possiamo permetterci che il conflitto prosegua perché le conseguenze sarebbero significative". Lo dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’iniziativa sul valore dell’export del Made in Italy, a Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Urso: "Ci auguriamo conclusione positiva negoziati in corso"

"In queste difficili settimane l'Italia si è mossa sempre insieme agli altri partner europei con una coesione di intenti assolutamente necessaria e in raccordo anche con altri Paesi della nostra sfera occidentale, affinché si comprenda che questo nuovo conflitto deve cessare il prima possibile. Ci auguriamo che i negoziati iniziati abbiano una conclusione positiva affinché non ci siano conseguenze per le popolazioni civili, principali vittime di questa guerra, e per le condizioni economiche e sociali dei Paesi vicini che stanno pagando a caro prezzo le ritorsioni ingiustificate del regime iraniano". Lo dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’iniziativa sul valore dell’export del Made in Italy, a Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Teheran a Beirut: "Ignorare il ruolo di Hezbollah è rischio irreparabile"

"Il primo ministro libanese Nawaf Salam dovrebbe sapere che ignorare il ruolo della resistenza e di Hezbollah esporrà il Libano a rischi irreparabili per la sua sicurezza", ha dichiarato su X Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Suprema dell'Iran per gli affari internazionali, sottolineando: "La stabilità del Libano dipende solo dalla sinergia tra il governo e la resistenza". Una delegazione libanese incontrerà funzionari israeliani a Washington per colloqui sulla fine della guerra di Israele contro il Libano e sul futuro di Hezbollah, sostenuto dall'Iran. Il primo ministro libanese ha ordinato all'esercito di rafforzare il controllo su Beirut e ha chiesto la messa al bando delle attività armate di Hezbollah.

Guerra in Iran e caos voli, cosa sta succedendo e qual è lo scenario per i prossimi mesi

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Beirut: "Dieci persone uccise nei raid di Israele nel sud del Libano"

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che dieci persone, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, sono state uccise oggi da raid israeliani nel sud del Libano, mentre i media statali hanno riportato incursioni in oltre una dozzina di località. Il ministero ha affermato che tre attacchi mortali hanno colpito località nel distretto di Nabatiyeh e provocato la morte, tra gli altri, di un membro della protezione civile libanese e due paramedici del Comitato sanitario islamico affiliato a Hezbollah, denunciando quello che ha definito un attacco "sistematico" di Israele contro gli operatori dei servizi di emergenza.

Teheran: "Non rinunceremo ai nostri diritti nei colloqui con Usa"

La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato che l'Iran terrà colloqui con gli Stati Uniti, pur rimanendo pronto a ricorrere alla difesa. "Non rinunceremo ai nostri diritti", ha aggiunto. "Non ci fidiamo dell'altra parte e pertanto la delegazione iraniana affronterà i negoziati con la massima cautela", ha concluso, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.

Pakistan: Sharif e Vance si sono incontrati prima dei colloqui Usa-Iran

Il governo di Islamabad ha annunciato che il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif e il vice presidente statunitense JD Vance si sono incontrati oggi prima dei colloqui previsti tra una delegazione americana e una iraniana nella capitale pachistana. "Con l'inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha incontrato" il vice presidente Usa JD Vance, afferma in un comunicato il governo pachistano, secondo cui il premier di Islamabad "ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione".

Media: Usa smentiscono concessioni su beni Teheran

Gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato.Lo ha detto un alto funzionario statunitense alla Cbs News, smentendo le notizie diffuse dai media. Secondo la fonte, anche se il vicepresidente JD Vance ha avuto un incontro bilaterale con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, i negoziati non sono ancora iniziati e non sono stati discussi gli accordi.

Media: la delegazione iraniana si riunisce prima dell'incontro con gli Usa

Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, la delegazione negoziale iraniana si è riunita presso la sede dei colloqui prima dell'incontro con gli Stati Uniti. Lo riporta Iran International. La televisione di stato iraniana aveva precedentemente affermato che la delegazione avrebbe incontrato il primo ministro pakistano per discutere una proposta di piano, mentre i dettagli di eventuali colloqui con gli Stati Uniti sarebbero stati definiti in seguito.

Premier Pakistan incontra Vance "I colloqui sono iniziati"

I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti sono iniziati. Lo ha annunciato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif dopo aver incontrato a Islamabad il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. "Con l'inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha avuto un incontro con Sua Eccellenza JD Vance, vice presidente degli Stati Uniti d'America", si legge nella dichiarazione. "Il primo ministro ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione".

Media: gli Usa hanno accettato lo sblocco di beni iraniani in Qatar

Gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere. Lo ha detto una fonte iraniana di alto livello alla Reuters online, accogliendo la mossa come un segno di "serietà" nel raggiungere un accordo con Washington nei colloqui di Islamabad. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato alcun commento pubblico sulla questione dello sblocco dei beni. La fonte ha dichiarato a Reuters che lo sblocco dei beni è "direttamente collegato alla garanzia del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz", che si prevede sarà un punto chiave dei colloqui.

Media: delegazione Teheran incontra premier Sharif

La delegazione iraniana, guidata dal presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e alla presenza del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Lo riferisce l'agenzia stampa iraniana Tasnim, precisando che la delegazione di Theran discute con Sharif della "violazione degli impegni assunti dagli Stati Uniti" e deciderà in seguito se avviare o meno i negoziati con la controparte giunta a Islamabad.

La delegazione iraniana ha incontrato il primo ministro pakistano

La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana.

Iran: accordo se interessi Usa anteposti a quelli Israele

Per l'Iran un accordo è "probabile" se nei negoziati odierni in Pakistan gli Stati Uniti antepongono i propri interessi a quelli di Israele. "Se negozieremo a Islamabad con i rappresentanti di 'America First', è probabile che raggiungeremo un accordo che andrà a beneficio di entrambe le parti e del mondo", ha scritto il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, su X, poche ore prima dell'inizio dei negoziati tra le delegazioni statunitense e iraniana nella capitale pakistana.

Araghchi a Wadephul: "Su colloqui completa sfiducia"

Il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi affronta i negoziati con gli Stati Uniti in Pakistan in condizioni di "completa sfiducia". Questa la posizione espressa dal capo della diplomazia iraniana durante una telefonata con il suo omologo tedesco Johann Wadephul, come riportato dall'agenzia stampa Mehr. Araghchi ha affermato che il suo Paese "combatterà con tutte le sue forze per garantire gli interessi e i diritti del popolo iraniano", citando le ripetute violazioni delle promesse e i "tradimenti della diplomazia" da parte degli Stati Uniti come motivazione alla sua valutazione.

La delegazione iraniana arriva nella sede dei colloqui

La delegazione iraniana è arrivata all'hotel Serena di Islamabad. Lo scrive il Teheran Times su X che pubblica un video dell'arrivo. L'agenzia di stampa iraniana Isna riferisce che la delegazione iraniana incontrerà il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Sharif e i funzionari del suo governo stanno mediando i colloqui per il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. 

Media: delegazione cinese attesa a Islamabad per facilitare il negoziato

Una fonte del ministero degli Esteri pakistano ha riferito ad Al-Araby Al-Jadeed che una delegazione cinese arriverà oggi a Islamabad per assistere il mediatore pakistano nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Pechino potrebbe offrire garanzie qualora le due parti raggiungessero un accordo, scrive il media panarabo basato a Londra. All'inizio della settimana, il New York Times aveva riportato - citando tre funzionari iraniani anonimi - che Teheran aveva accettato il cessate il fuoco anche grazie a un intervento all'ultimo minuto della Cina, che ha esortato la Repubblica islamica a mostrare flessibilità e a ridurre le tensioni per evitare che la situazione in Medio Oriente sfuggisse di mano. I funzionari cinesi non hanno descritto pubblicamente il coinvolgimento di Pechino negli sforzi di dialogo: interpellata mercoledì sulla possibilità che la Cina avesse contribuito a persuadere l'Iran ad accettare l'accordo, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, non ha né confermato né smentito il suo coinvolgimento, affermando solo in generale che la Cina avrebbe continuato a "mantenere la comunicazione con tutte le parti e a lavorare per allentare le tensioni e raggiungere un cessate il fuoco globale".

Media: Khamenei avrebbe perso una gamba nell'attacco

La nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, potrebbe aver perso una gamba nel raid Usa-Israele dello scorso 28 febbraio, in cui il padre è rimasto ucciso. A riferirlo è una fonte coinvolta nelle valutazioni dell'intelligence statunitense, citata dalla Reuters, affermando che Khamenei "ha molto probabilmente perso una gamba". Una delle altre fonti citate dall'agenzia ha osservato che potrebbero essere diffuse foto di Khamenei entro uno o due mesi, sottolineando che c'è la possibilità che la Guida Suprema appaia in pubblico entro quel periodo.

Media: tra Iran e Usa a Islamabad negoziati di più alto livello dal 1979

I colloqui diplomatici statunitensi e iraniani a Islamabad sono i negoziati di più alto livello tra Teheran e Washington dalla Rivoluzione islamica del 1979. Lo mettono in luce numerosi media internazionali. Saranno anche i primi negoziati ufficiali faccia a faccia dal 2015, spiega Al Jazeera, ricordando che in quell'anno fu raggiunto un accordo sullo sviluppo nucleare iraniano. Il presidente Trump ha poi annullato l'accordo sul nucleare nel 2018, durante il suo primo mandato. Nello stesso anno, la allora Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, vietò ulteriori colloqui diretti. Khamenei è stato ucciso in un attacco israelo-americano all'inizio della guerra sei settimane fa.

Funzionario: convincere Teheran al ritiro precondizioni

Il Pakistan, in qualità di mediatore tra Usa e Iran, sta tentando di convincere Teheran ad abbandonare le sue precondizioni per avviare i negoziati con un nuovo spirito. Lo ha riferito un funzionario pakistano sotto anonimato al quotidiano qatarino Al-Araby Al-Jadeed, mentre le delegazioni iraniane e statunitensi sono arrivate a Islamabad. Secondo quanto riportato dalla stessa fonte, la delegazione iraniana continua a insistere affinché gli Stati Uniti dichiarino il loro impegno su tutti i punti del cessate il fuoco temporaneo prima di iniziare i colloqui diretti. Il funzionario pakistano ha osservato che ci sono stati segnali positivi da parte dell'Iran.

Delegazione Iran porta con sè foto e oggetti dei bambini uccisi a Minab

La delegazione negoziale iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad portando con sé fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab "come prova dei crimini di guerra americani". Lo scrive la agenzia di stampa iraniana Tasnim su X. Ghalibaf sul suo account X pubblica una foto in cui lo si vede all'interno di un aereo intento a osservare in silenzio le foto di quattro bambini appoggiati su altrettanti zainetti messi su una fila di sedili. Accanto ad ogni immagine c'è un fiore bianco. "I miei compagni di volo #Minab168" scrive Ghalibaf, riferendosi alle 168 vittime morte nel bombardamento della scuola femminile a Minab, in Iran.

Pakistan:"Offriamo consigli, a loro trovare soluzione"

Il Pakistan, che ospita oggi i complessi negoziati Usa-Iran, si propone di consigliare le parti rivali ma sottolinea che la ricerca di una soluzione spetta a Washington e Teheran. Ad affermarlo in un'intervista a NBC News è stato l'ambasciatore del Pakistan negli Stati Uniti, Rizwan Saeed Sheikh. A poche ore dall'avvio dei colloqui a Islamabad, il diplomatico ha espresso la speranza che i colloqui in Pakistan possano rappresentare un evento unico per porre fine alla guerra e risolvere le questioni in sospeso tra le due parti. In qualita' di mediatore, il Pakistan fungerà da piattaforma per "risolvere" altre controversie tra le parti in conflitto, ha dichiarato Sheikh. Ha aggiunto che il suo Paese "forse" offrirà consigli se richiesti, ma altrimenti spetterà a Stati Uniti e Iran "trovare una soluzione".

Media: "Khamenei sfigurato ma lucido, partecipa alle decisioni"

Il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite a viso e gambe riportate nell'attacco aereo che uccise il padre all'inizio della guerra, secondo quanto riferito a Reuters, che lo riporta sul suo sito, da tre persone vicine alla sua cerchia ristretta. Il volto di Khamenei è rimasto sfigurato nell'attacco al complesso della Guida Suprema nel centro di Teheran e ha riportato gravi ferite a una o entrambe le gambe, hanno affermato le tre fonti. Ciononostante, il 56enne si sta riprendendo dalle ferite e mantiene la lucidità mentale, secondo le fonti, che hanno chiesto l'anonimato. Khamenei partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui la guerra e i negoziati con Washington, hanno aggiunto due delle fonti. Reuters aggiunge di non essere stata in grado di verificarle in modo indipendente la notizia. Il luogo in cui si trova Khamenei, le sue condizioni di salute e la sua capacità di governare rimangono in gran parte un mistero per l'opinione pubblica, dato che non sono state pubblicate foto, video o registrazioni audio che lo ritraggano dall'attacco aereo e dalla sua successiva nomina a successore del padre l'8 marzo. 

Libano, ambasciatore Leiter: "Con Hezbollah no colloqui su tregua"

L'ambasciatore di Israele a Washington, Yechiel Leiter, ha definito il movimento sciita "il principale ostacolo alla pace" tra Israele e Libano, pertanto non si discuterà di cessate il fuoco con Hezbollah. Le sue dichiarazioni giungono in vista dei colloqui previsti per il 14 aprile, sotto l'egida degli Stati Uniti. "Israele si è rifiutato di discutere di un cessate il fuoco con l'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi", ha affermato Leiter, sottolineando che non discuterà di cessate il fuoco con la sua omologa libanese Nada Hammadeh-Muawwad durante i colloqui. L'ufficio del presidente del Libano aveva comunicato prima che gli ambasciatori avevano concordato di incontrarsi per discutere in merito ai negoziati per il cessate il fuoco presso il Dipartimento di Stato in agenda il 14 aprile.

Vance accolto a Islamabad dai ministri degli Esteri e dell'Interno pakistani

Ad accogliere ad Islamabad la delegazione statunitense guidata dal vicepresidente J.D. Vance e accompagnata dall'inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e dal consigliere Jared Kushner sono stati il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, il capo di stato maggiore dell'esercito, il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e il ministro dell'Interno Mohsin Raza Naqvi. L'aereo su cui ha viaggiato la delegazione è atterrato alla base aerea di Nur Khan a Rawalpindi.  Secondo quanto confermato dallo stesso ministero degli Esteri pakistano, la delegazione iraniana ha già raggiunto Islamabad per partecipare ai colloqui. La delegazione è guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf e comprende il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, insieme ad altre 14 figure chiave e altri alti funzionari. La delegazione iraniana nel suo complesso conta circa 70 membri, tra cui una squadra di giornalisti e personale di supporto.

Libano, tre morti nei nuovi raid Idf: chiesto stop attacchi a Israele

Beirut e Washington si sarebbero rivolte a Netanyahu per chiedere di sospendere temporaneamente gli attacchi contro Hezbollah in vista dei colloqui diretti Iran-Usa di oggi in Pakistan.

Libano, tre morti nei nuovi raid Idf: chiesto stop attacchi a Israele

Libano, tre morti nei nuovi raid Idf: chiesto stop attacchi a Israele

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Media Iran: se precondizioni Teheran accettate colloqui al via domenica

La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi alle 13 ora locale (le 10 in Italia) il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif per discutere dei prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall'Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l'hotel Serena di Islamabad. La delegazione ha incontrato ieri sera il comandante dello Stato Maggiore dell'Esercito pakistano, Asim Munir.

Media: tre morti in un attacco israeliano nel sud del Libano

Tre persone sono morte in un raid aereo israeliano che ha distrutto un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale libanese Nna citata da Al Jazeera. 

Colloqui Iran-Usa in Pakistan, Trump torna a minacciare Teheran

Media: la delegazione Usa è atterrata a Islamabad

La delegazione americana incaricata dei negoziati con l'Iran è atterrata a Islamabad, in Pakistan. Lo riferiscono diversi media internazionali che citano l'agenzia di stampa Reuters.

Cnn: per l'intelligence Usa la Cina si prepara a spedire armi all'Iran

Secondo quanto riportato da Cnn, che cita tre fonti, per l'intelligence statunitense la Cina si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran entro le prossime settimane. Per l'emittente le informazioni di intelligence dimostrano che Teheran potrebbe sfruttare la tregua nei combattimenti per ricostituire le scorte di sistemi d'arma. Due delle fonti hanno riferito alla Cnn che Pechino si avvarrebbe di un Paese terzo per far transitare le armi. Ma un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha smentito: "La Cina non ha mai fornito armi a nessuna delle parti in conflitto: le informazioni in questione sono false".  Sarebbe una mossa provocatoria, spiega Cnn, considerando che Pechino ha affermato di aver contribuito a mediare il fragile accordo di cessate il fuoco che ha sospeso la guerra tra Iran e Stati Uniti all'inizio di questa settimana. Il presidente Donald Trump ha inoltre in programma una visita in Cina all'inizio del mese prossimo per colloqui con il presidente cinese Xi Jinping.

Nyt: "Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz"

L'indiscrezione arriva alla vigilia dei negoziati di Islamabad, complicando ulteriormente i colloqui, dato che l'amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto. Intanto, Trump minaccia nuovamente Teheran: "Senza accordo nuovi raid".

Iran, Nyt: 'Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz'

Iran, Nyt: 'Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz'

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Iran, Cnn: "Cina invierà nuovi sistemi di difesa"

La Cina sta pianificando l'invio di nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane. Lo ha riferito la Cnn che cita fonti dell'intelligence statunitense. L'emittente americana ha sottolineato che si tratta di una mossa provocatoria, considerando il ruolo della Cina nella mediazione dell'accordo di cessate il fuoco. L'intelligence Usa ha evidenziato, inoltre, come l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco per rifornirsi di determinati sistemi d'arma con l'aiuto di paesi stranieri. Secondo due fonti che hanno parlato con la Cnn, vi sono indicazioni che la Cina stia pianificando un percorso di trasferimento attraverso paesi terzi per mascherare le sue azioni. Secondo il rapporto, Pechino starebbe programmando l'invio di sistemi antiaerei Manpads, che durante la guerra rappresentano una minaccia per gli aerei americani in volo a bassa quota.

Media Iran: probabile rinvio al pomeriggio dell'avvio dei negoziati

I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad probabilmente subiranno un rinvio. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio, secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Tasnim. Lo riporta la agenzia Mehr su X. Sempre secondo Mehr, le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti. 

Islamabad, la delegazione iraniana accolta dai ministri degli Esteri e dell'Interno

La delegazione iraniana giunta a Islamabad per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti ospitati dal Pakistan, è stata accolta dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, oltre che dal presidente dell'assemblea nazionale Sardar Ayaz Sadiq, dal capo di stato maggiore dell'Esercito il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e dal ministro dell'Interno Syed Mohsin Raza Naqvi, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri pakistano. La delegazione è guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e comprende il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Secondo i media statali iraniani, la delegazione comprende anche l'ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam, l'alto funzionario della sicurezza Ali Akbar Ahmadian, il vice funzionario della sicurezza Ali Bagheri Kani, il rettore dell'Università della difesa nazionale Esmaeil Ahmadi Moghadam, il governatore della Banca Centrale Naser Hemati e i vice ministri degli Esteri Kazem Gharibabadi, Majid Takht-e Ravanchi, Valiollah Nouri e dal portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, oltre ad altri funzionari e legislatori. 

Iran, Ghalibaf: 'Se Usa pronti a vero accordo troveranno disponibilità'

"Se la parte americana sarà pronta a un vero accordo e a riconoscere i diritti della nazione iraniana, troverà anche da parte nostra disponibilità a raggiungere un’intesa". Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media di Teheran a poche ore dai colloqui di Islamabad. 

"Tuttavia, nell’attuale conflitto abbiamo dimostrato che, se intendono usare i negoziati come una messa in scena inutile o un’operazione ingannevole, siamo pronti a garantire i nostri diritti facendo affidamento sulla fede in Dio e sulle capacità della nostra nazione - ha precisato Ghalibaf - Purtroppo, la nostra esperienza nei negoziati con gli americani è sempre stata accompagnata da fallimenti e violazioni degli impegni".

Iran, media: costosissimo drone Usa scomparso su stretto Hormuz

Il 9 aprile un drone da ricognizione MQ-4C Triton della Marina statunitense, uno dei droni più costosi della flotta Usa, in pattugliamento nello Stretto di Hormuz, è precipitato da 52.000 piedi. Quando è sceso sotto i 10.000 piedi, il segnale del suo transponder si è perso. Lo scrive Forbes, citando il sistema di tracciamento di volo FlightRadar. Secondo Forbes non c'è conferma ufficiale sul fatto che il drone sia precipitato, sia stato abbattuto da un missile iraniano o se in qualche modo sia riuscito a recuperare e a tornare alla base. Il Triton è un drone di grandi dimensioni, con un'apertura alare superiore a quella di un aereo di linea Boeing 737. Secondo le stime di Forbes, ogni drone Triton è costato all'amministrazione Usa circa 400 milioni di dollari. 

NYT: Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz

Secondo quanto riporta il New York Times, che cita funzionari statunitensi, l'Iran non è in grado di individuare e rimuovere le mine nello Stretto di Hormuz, né di riaprire le vie navigabili. L'Iran non è riuscito ad aprire lo Stretto di Hormuz perché non è stato in grado di individuare e rimuovere le mine navali che vi aveva posato, scrive il Nyt. Teheran non ha la capacità di rimuovere le mine una volta individuate, il che complica ulteriormente i colloqui di Islamabad, dato che l'amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto.

Trump: "Altri colloqui? Non lo so, parlano da 47 anni"

Il presidente Donald Trump non sa se ci saranno altri colloqui con l'Iran, dopo quello che comincerà nelle prossime ore a Islamabad, in Pakistan e al quale parteciperà, come capo della delegazione americana, il vicepresidente JD Vance. "Altri colloqui? Non lo so, non posso dirvelo. Devo vedere cosa succede domani. Hanno parlato per 47 anni con altri presidenti e noi non stiamo parlando molto", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti. 

Guerra Iran-Usa, cosa sapere sui negoziati in Pakistan

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Wsj: Teheran ha ancora migliaia di missili balistici

L'Iran possiede ancora migliaia di missili balistici che potrebbe utilizzare recuperando lanciatori attualmente sepolti in strutture sotterranee. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti dell'intelligence Usa. Sebbene metà dei lanciatori missilistici iraniani siano stati distrutti o danneggiati, molti possono essere riparati e recuperati dai siti sotterranei, sostengono le fonti citate dal WSJ. Funzionari statunitensi e israeliani affermano inoltre che, pur possedendo ora la metà dei missili rispetto a prima della guerra, l'Iran ha ancora migliaia di missili balistici a medio e corto raggio che può recuperare dai nascondigli o dissotterrare dal sottosuolo. Secondo alcuni funzionari statunitensi l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco in corso per ricostituire i propri arsenali missilistici.

Iran, il blocco di Internet ha raggiunto le 1000 ore

Il blocco di Internet in Iran raggiunge le 1.000 ore. Lo rileva l'organizzazione di monitoraggio della sicurezza informatica NetBlocks. Il blocco di Internet in Iran, imposto dalle autorità, ha superato le 1.000 ore, ovvero quasi 42 giorni, sottolinea Netblocks, il livello più lungo mai registrato in un intero Paese.

Iran: delegazione Teheran a Islamabad composta da 71 persone

La delegazione iraniana a Islamabad per i colloqui con gli Usa è composta da 71 persone. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Tasnim rilanciata dall'emittente panaraba Al Jazeera. La delegazione di Teheran è composta da 71 persone, tra cui la principale delegazione negoziale, consulenti esperti, rappresentanti dei media, nonché team diplomatici e di sicurezza. Il team negoziale è guidato dal presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf. Secondo Tasnim, tra gli altri negoziatori presenti a Islamabad ci sono il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati, il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale Ali Akbar Ahmadian, il Vice Ministro degli Affari Esteri Kezem Gharibabadi e il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. 

Israele: 'Nessuna trattativa per cessate il fuoco con Hezbollah'

Israele ha accettato di avviare colloqui di pace formali con il Libano martedì prossimo a Washington, ma Hezbollah non prenderà parte alla trattativa. Lo ha detto l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti. "Israele si è rifiutato di discutere un cessate il fuoco con l'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi", ha dichiarato l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Leiter. Stando a una dichiarazione dell'ufficio del presidente libanese, i colloqui previsti per martedì, mediati dagli Stati Uniti, dovrebbero vertere su un cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Libano.

Segretario alla Difesa Biden: 'Le purghe di Hegseth sono inquietanti'

Il Segretario alla Difesa di Biden ha accusato l'attuale capo del Pentagono, Pete Hegseth di "epurazioni inquietanti" di alti ufficiali militari.    "Erano le persone migliori disponibili per ricoprire quelle posizioni e, quando escono di scena, portano con sé un'incredibile quantità di esperienza e una solida capacità di leadership, è questo che mi preoccupa", ha detto Lloyd Austin in un'intervista ad Abc News, la sua prima da quando ha lasciato l'incarico. Le osservazioni arrivano ad una settimana dal siluramento del capo maggiore dell'esercito, il generale Randy George, un leader militare ampiamente rispettato e nominati da Joe Biden.    Da quando ha assunto la guida del Pentagono, Hegseth ha licenziato più di una decina di alti ufficiali militari, tra cui il capo della defense intelligence agency, il capo delle operazioni navali e il vice capo di stato maggiore dell'aeronautica. Quanto alla guerra in Iran, Austin ha sostenuto che un cambio di regime sarebbe possibile soltanto con l'invio di truppe di terra.

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