Guerra Iran, Usa a Islamabad: attesa per i colloqui sul cessate il fuoco permanente. LIVE
Secondo media iraniani, qualora le precondizioni poste da Teheran venissero accettate dagli Usa, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l'hotel Serena di Islamabad. Trump attacca sullo stallo a Hormuz accusando il regime di non rispettare gli accordi e minaccia nuovi raid se non si arriverà a un'intesa. Ma anche l'Iran fissa i suoi paletti chiedendo il cessate il fuoco in Libano, dove continuano a cadere le bombe israeliane, e il rilascio degli asset bloccati
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La delegazione americana incaricata dei negoziati con l'Iran è atterrata a Islamabad, in Pakistan. Quella di Teheran, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif per discutere dei prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra (LE COSE DA SAPERE SUI NEGOZIATI). Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall'Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l'hotel Serena di Islamabad. La delegazione ha incontrato ieri sera il comandante dello Stato Maggiore dell'Esercito pakistano, Asim Munir.
Trump attacca Teheran sullo stallo a Hormuz accusando il regime di non rispettare gli accordi e minaccia nuovi raid se non si arriverà a un'intesa. "Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima", avverte. Il vicepresidente Vance, a capo della delegazione americana, incalza: "Non ci prendano in giro, se vogliono giocare noi non ci staremo". Ma anche Teheran fissa i suoi paletti chiedendo il cessate il fuoco in Libano, dove continuano a cadere le bombe israeliane, e il rilascio degli asset iraniani bloccati "prima che inizino i negoziati".
Intanto allarme degli aeroporti europei in una lettera alla Commissione nella quale si afferma che le riserve di cherosene "si stanno esaurendo". Ancora tre settimane, poi gli aerei rischiano di restare a terra. Balzo dell'inflazione Usa anche per effetto del caro energia: la fiducia dei consumatori ai minimi storici.
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Pakistan:"Offriamo consigli, a loro trovare soluzione"
Il Pakistan, che ospita oggi i complessi negoziati Usa-Iran, si propone di consigliare le parti rivali ma sottolinea che la ricerca di una soluzione spetta a Washington e Teheran. Ad affermarlo in un'intervista a NBC News è stato l'ambasciatore del Pakistan negli Stati Uniti, Rizwan Saeed Sheikh. A poche ore dall'avvio dei colloqui a Islamabad, il diplomatico ha espresso la speranza che i colloqui in Pakistan possano rappresentare un evento unico per porre fine alla guerra e risolvere le questioni in sospeso tra le due parti. In qualita' di mediatore, il Pakistan fungerà da piattaforma per "risolvere" altre controversie tra le parti in conflitto, ha dichiarato Sheikh. Ha aggiunto che il suo Paese "forse" offrirà consigli se richiesti, ma altrimenti spetterà a Stati Uniti e Iran "trovare una soluzione".
Media: "Khamenei sfigurato ma lucido, partecipa alle decisioni"
Il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite a viso e gambe riportate nell'attacco aereo che uccise il padre all'inizio della guerra, secondo quanto riferito a Reuters, che lo riporta sul suo sito, da tre persone vicine alla sua cerchia ristretta. Il volto di Khamenei è rimasto sfigurato nell'attacco al complesso della Guida Suprema nel centro di Teheran e ha riportato gravi ferite a una o entrambe le gambe, hanno affermato le tre fonti. Ciononostante, il 56enne si sta riprendendo dalle ferite e mantiene la lucidità mentale, secondo le fonti, che hanno chiesto l'anonimato. Khamenei partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui la guerra e i negoziati con Washington, hanno aggiunto due delle fonti. Reuters aggiunge di non essere stata in grado di verificarle in modo indipendente la notizia. Il luogo in cui si trova Khamenei, le sue condizioni di salute e la sua capacità di governare rimangono in gran parte un mistero per l'opinione pubblica, dato che non sono state pubblicate foto, video o registrazioni audio che lo ritraggano dall'attacco aereo e dalla sua successiva nomina a successore del padre l'8 marzo.
Libano, ambasciatore Leiter: "Con Hezbollah no colloqui su tregua"
L'ambasciatore di Israele a Washington, Yechiel Leiter, ha definito il movimento sciita "il principale ostacolo alla pace" tra Israele e Libano, pertanto non si discuterà di cessate il fuoco con Hezbollah. Le sue dichiarazioni giungono in vista dei colloqui previsti per il 14 aprile, sotto l'egida degli Stati Uniti. "Israele si è rifiutato di discutere di un cessate il fuoco con l'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi", ha affermato Leiter, sottolineando che non discuterà di cessate il fuoco con la sua omologa libanese Nada Hammadeh-Muawwad durante i colloqui. L'ufficio del presidente del Libano aveva comunicato prima che gli ambasciatori avevano concordato di incontrarsi per discutere in merito ai negoziati per il cessate il fuoco presso il Dipartimento di Stato in agenda il 14 aprile.
Vance accolto a Islamabad dai ministri degli Esteri e dell'Interno pakistani
Ad accogliere ad Islamabad la delegazione statunitense guidata dal vicepresidente J.D. Vance e accompagnata dall'inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e dal consigliere Jared Kushner sono stati il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, il capo di stato maggiore dell'esercito, il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e il ministro dell'Interno Mohsin Raza Naqvi. L'aereo su cui ha viaggiato la delegazione è atterrato alla base aerea di Nur Khan a Rawalpindi. Secondo quanto confermato dallo stesso ministero degli Esteri pakistano, la delegazione iraniana ha già raggiunto Islamabad per partecipare ai colloqui. La delegazione è guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf e comprende il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, insieme ad altre 14 figure chiave e altri alti funzionari. La delegazione iraniana nel suo complesso conta circa 70 membri, tra cui una squadra di giornalisti e personale di supporto.
Libano, tre morti nei nuovi raid Idf: chiesto stop attacchi a Israele
Beirut e Washington si sarebbero rivolte a Netanyahu per chiedere di sospendere temporaneamente gli attacchi contro Hezbollah in vista dei colloqui diretti Iran-Usa di oggi in Pakistan.
Libano, tre morti nei nuovi raid Idf: chiesto stop attacchi a Israele
Vai al contenutoMedia Iran: se precondizioni Teheran accettate colloqui al via domenica
La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi alle 13 ora locale (le 10 in Italia) il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif per discutere dei prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall'Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l'hotel Serena di Islamabad. La delegazione ha incontrato ieri sera il comandante dello Stato Maggiore dell'Esercito pakistano, Asim Munir.
Media: tre morti in un attacco israeliano nel sud del Libano
Tre persone sono morte in un raid aereo israeliano che ha distrutto un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale libanese Nna citata da Al Jazeera.
Colloqui Iran-Usa in Pakistan, Trump torna a minacciare Teheran
Media: la delegazione Usa è atterrata a Islamabad
La delegazione americana incaricata dei negoziati con l'Iran è atterrata a Islamabad, in Pakistan. Lo riferiscono diversi media internazionali che citano l'agenzia di stampa Reuters.
Cnn: per l'intelligence Usa la Cina si prepara a spedire armi all'Iran
Secondo quanto riportato da Cnn, che cita tre fonti, per l'intelligence statunitense la Cina si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran entro le prossime settimane. Per l'emittente le informazioni di intelligence dimostrano che Teheran potrebbe sfruttare la tregua nei combattimenti per ricostituire le scorte di sistemi d'arma. Due delle fonti hanno riferito alla Cnn che Pechino si avvarrebbe di un Paese terzo per far transitare le armi. Ma un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha smentito: "La Cina non ha mai fornito armi a nessuna delle parti in conflitto: le informazioni in questione sono false". Sarebbe una mossa provocatoria, spiega Cnn, considerando che Pechino ha affermato di aver contribuito a mediare il fragile accordo di cessate il fuoco che ha sospeso la guerra tra Iran e Stati Uniti all'inizio di questa settimana. Il presidente Donald Trump ha inoltre in programma una visita in Cina all'inizio del mese prossimo per colloqui con il presidente cinese Xi Jinping.
Nyt: "Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz"
L'indiscrezione arriva alla vigilia dei negoziati di Islamabad, complicando ulteriormente i colloqui, dato che l'amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto. Intanto, Trump minaccia nuovamente Teheran: "Senza accordo nuovi raid".
Iran, Nyt: 'Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz'
Vai al contenutoIran, Cnn: "Cina invierà nuovi sistemi di difesa"
La Cina sta pianificando l'invio di nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane. Lo ha riferito la Cnn che cita fonti dell'intelligence statunitense. L'emittente americana ha sottolineato che si tratta di una mossa provocatoria, considerando il ruolo della Cina nella mediazione dell'accordo di cessate il fuoco. L'intelligence Usa ha evidenziato, inoltre, come l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco per rifornirsi di determinati sistemi d'arma con l'aiuto di paesi stranieri. Secondo due fonti che hanno parlato con la Cnn, vi sono indicazioni che la Cina stia pianificando un percorso di trasferimento attraverso paesi terzi per mascherare le sue azioni. Secondo il rapporto, Pechino starebbe programmando l'invio di sistemi antiaerei Manpads, che durante la guerra rappresentano una minaccia per gli aerei americani in volo a bassa quota.
Media Iran: probabile rinvio al pomeriggio dell'avvio dei negoziati
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad probabilmente subiranno un rinvio. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio, secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Tasnim. Lo riporta la agenzia Mehr su X. Sempre secondo Mehr, le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.
Islamabad, la delegazione iraniana accolta dai ministri degli Esteri e dell'Interno
La delegazione iraniana giunta a Islamabad per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti ospitati dal Pakistan, è stata accolta dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, oltre che dal presidente dell'assemblea nazionale Sardar Ayaz Sadiq, dal capo di stato maggiore dell'Esercito il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e dal ministro dell'Interno Syed Mohsin Raza Naqvi, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri pakistano. La delegazione è guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e comprende il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Secondo i media statali iraniani, la delegazione comprende anche l'ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam, l'alto funzionario della sicurezza Ali Akbar Ahmadian, il vice funzionario della sicurezza Ali Bagheri Kani, il rettore dell'Università della difesa nazionale Esmaeil Ahmadi Moghadam, il governatore della Banca Centrale Naser Hemati e i vice ministri degli Esteri Kazem Gharibabadi, Majid Takht-e Ravanchi, Valiollah Nouri e dal portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, oltre ad altri funzionari e legislatori.
Iran, Ghalibaf: 'Se Usa pronti a vero accordo troveranno disponibilità'
"Se la parte americana sarà pronta a un vero accordo e a riconoscere i diritti della nazione iraniana, troverà anche da parte nostra disponibilità a raggiungere un’intesa". Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media di Teheran a poche ore dai colloqui di Islamabad.
"Tuttavia, nell’attuale conflitto abbiamo dimostrato che, se intendono usare i negoziati come una messa in scena inutile o un’operazione ingannevole, siamo pronti a garantire i nostri diritti facendo affidamento sulla fede in Dio e sulle capacità della nostra nazione - ha precisato Ghalibaf - Purtroppo, la nostra esperienza nei negoziati con gli americani è sempre stata accompagnata da fallimenti e violazioni degli impegni".
Iran, media: costosissimo drone Usa scomparso su stretto Hormuz
Il 9 aprile un drone da ricognizione MQ-4C Triton della Marina statunitense, uno dei droni più costosi della flotta Usa, in pattugliamento nello Stretto di Hormuz, è precipitato da 52.000 piedi. Quando è sceso sotto i 10.000 piedi, il segnale del suo transponder si è perso. Lo scrive Forbes, citando il sistema di tracciamento di volo FlightRadar. Secondo Forbes non c'è conferma ufficiale sul fatto che il drone sia precipitato, sia stato abbattuto da un missile iraniano o se in qualche modo sia riuscito a recuperare e a tornare alla base. Il Triton è un drone di grandi dimensioni, con un'apertura alare superiore a quella di un aereo di linea Boeing 737. Secondo le stime di Forbes, ogni drone Triton è costato all'amministrazione Usa circa 400 milioni di dollari.
NYT: Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz
Secondo quanto riporta il New York Times, che cita funzionari statunitensi, l'Iran non è in grado di individuare e rimuovere le mine nello Stretto di Hormuz, né di riaprire le vie navigabili. L'Iran non è riuscito ad aprire lo Stretto di Hormuz perché non è stato in grado di individuare e rimuovere le mine navali che vi aveva posato, scrive il Nyt. Teheran non ha la capacità di rimuovere le mine una volta individuate, il che complica ulteriormente i colloqui di Islamabad, dato che l'amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto.
Trump: "Altri colloqui? Non lo so, parlano da 47 anni"
Il presidente Donald Trump non sa se ci saranno altri colloqui con l'Iran, dopo quello che comincerà nelle prossime ore a Islamabad, in Pakistan e al quale parteciperà, come capo della delegazione americana, il vicepresidente JD Vance. "Altri colloqui? Non lo so, non posso dirvelo. Devo vedere cosa succede domani. Hanno parlato per 47 anni con altri presidenti e noi non stiamo parlando molto", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.
Guerra Iran-Usa, cosa sapere sui negoziati in Pakistan
Guerra Iran-Usa, cosa sapere sui negoziati in Pakistan
Vai al contenutoWsj: Teheran ha ancora migliaia di missili balistici
L'Iran possiede ancora migliaia di missili balistici che potrebbe utilizzare recuperando lanciatori attualmente sepolti in strutture sotterranee. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti dell'intelligence Usa. Sebbene metà dei lanciatori missilistici iraniani siano stati distrutti o danneggiati, molti possono essere riparati e recuperati dai siti sotterranei, sostengono le fonti citate dal WSJ. Funzionari statunitensi e israeliani affermano inoltre che, pur possedendo ora la metà dei missili rispetto a prima della guerra, l'Iran ha ancora migliaia di missili balistici a medio e corto raggio che può recuperare dai nascondigli o dissotterrare dal sottosuolo. Secondo alcuni funzionari statunitensi l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco in corso per ricostituire i propri arsenali missilistici.
Iran, il blocco di Internet ha raggiunto le 1000 ore
Il blocco di Internet in Iran raggiunge le 1.000 ore. Lo rileva l'organizzazione di monitoraggio della sicurezza informatica NetBlocks. Il blocco di Internet in Iran, imposto dalle autorità, ha superato le 1.000 ore, ovvero quasi 42 giorni, sottolinea Netblocks, il livello più lungo mai registrato in un intero Paese.
Iran: delegazione Teheran a Islamabad composta da 71 persone
La delegazione iraniana a Islamabad per i colloqui con gli Usa è composta da 71 persone. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Tasnim rilanciata dall'emittente panaraba Al Jazeera. La delegazione di Teheran è composta da 71 persone, tra cui la principale delegazione negoziale, consulenti esperti, rappresentanti dei media, nonché team diplomatici e di sicurezza. Il team negoziale è guidato dal presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf. Secondo Tasnim, tra gli altri negoziatori presenti a Islamabad ci sono il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati, il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale Ali Akbar Ahmadian, il Vice Ministro degli Affari Esteri Kezem Gharibabadi e il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei.
Israele: 'Nessuna trattativa per cessate il fuoco con Hezbollah'
Israele ha accettato di avviare colloqui di pace formali con il Libano martedì prossimo a Washington, ma Hezbollah non prenderà parte alla trattativa. Lo ha detto l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti. "Israele si è rifiutato di discutere un cessate il fuoco con l'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi", ha dichiarato l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Leiter. Stando a una dichiarazione dell'ufficio del presidente libanese, i colloqui previsti per martedì, mediati dagli Stati Uniti, dovrebbero vertere su un cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Libano.
Segretario alla Difesa Biden: 'Le purghe di Hegseth sono inquietanti'
Il Segretario alla Difesa di Biden ha accusato l'attuale capo del Pentagono, Pete Hegseth di "epurazioni inquietanti" di alti ufficiali militari. "Erano le persone migliori disponibili per ricoprire quelle posizioni e, quando escono di scena, portano con sé un'incredibile quantità di esperienza e una solida capacità di leadership, è questo che mi preoccupa", ha detto Lloyd Austin in un'intervista ad Abc News, la sua prima da quando ha lasciato l'incarico. Le osservazioni arrivano ad una settimana dal siluramento del capo maggiore dell'esercito, il generale Randy George, un leader militare ampiamente rispettato e nominati da Joe Biden. Da quando ha assunto la guida del Pentagono, Hegseth ha licenziato più di una decina di alti ufficiali militari, tra cui il capo della defense intelligence agency, il capo delle operazioni navali e il vice capo di stato maggiore dell'aeronautica. Quanto alla guerra in Iran, Austin ha sostenuto che un cambio di regime sarebbe possibile soltanto con l'invio di truppe di terra.