Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Libano, nuovi raid Idf: chiesto stop attacchi a Israele

Mondo
©Ansa

Beirut e Washington si sarebbero rivolte a Netanyahu per chiedere di sospendere temporaneamente gli attacchi contro Hezbollah in vista dei colloqui diretti Iran-Usa in Pakistan. Secca la risposta di Tel Aviv: "Nessun negoziato con Hezbollah"

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Sale a 18 il bilancio dei raid israeliani nel sud del Libano. Otto persone sono rimaste uccise nel pomeriggio in attacchi condotti in una città della regione di Sidone. I feriti sono almeno nove, cinque delle quali gravi, ha dichiarato il ministero della Salute. Questa mattina si erano registrati 10 morti, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, negli attacchi israeliani condotti nella regione di Nabatieh. Ieri la presidenza libanese aveva annunciato un incontro martedì a Washington tra rappresentanti libanesi, israeliani e americani "per discutere l'istituzione di una tregua e la data di inizio dei negoziati".

Netanyahu: "Accordo di pace deve durare generazioni"

In serata il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato che qualsiasi accordo di pace raggiunto con il Libano deve essere un accordo che "durerà per generazioni". "Il Libano ci ha contattato. Nell'ultimo mese, ci ha contattato più volte per avviare colloqui di pace diretti - ha affermato Netanyahu in una dichiarazione televisiva -. Ho dato il mio consenso, ma a due condizioni: vogliamo lo smantellamento delle armi di Hezbollah e vogliamo un vero accordo di pace che duri per generazioni". 

I raid

Continuano dunque i raid di Israele sul Libano nel primo giorno di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad. I media statali hanno riportato incursioni in oltre una dozzina di località. Il ministero ha affermato che tre attacchi mortali hanno colpito località nel distretto di Nabatiyeh e provocato la morte, tra gli altri, di un membro della protezione civile libanese e due paramedici del Comitato sanitario islamico affiliato a Hezbollah, denunciando quello che ha definito un attacco "sistematico" di Israele contro gli operatori dei servizi di emergenza. I media libanesi, inoltre, hanno riportato che questa mattina un raid aereo israeliano nel Sud del Libano ha provocato tre vittime nella città di Mayfadoun, sempre nel distretto di Nabatiyeh, dove un edificio residenziale è stato colpito e distrutto, secondo quanto riferito dall'Agenzia nazionale di stampa (Nna). Fonti locali riportano inoltre di altri attacchi israeliani contro le città di Haris e Toul, sempre nel Sud del Libano. Due bombardamenti sono stati segnalati anche ad Al-Kafour, nella provincia di Nabatiyeh.

Israele: "Colpiti oltre 200 obiettivi"

Dal canto suo, l'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito oltre 200 obiettivi legati al gruppo islamista Hezbollah nelle ultime 24 ore, a pochi giorni dai colloqui previsti a Washington tra Israele e Beirut. "Nelle ultime 24 ore, l'esercito ha colpito oltre 200 obiettivi di Hezbollah in Libano", si legge in un comunicato militare, "l'aeronautica israeliana continua i suoi attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah e sta supportando le forze di terra che operano nel Libano meridionale". 

Beirut e Washington chiedono sospensione temporanea

In territorio israeliano sono invece scattate le sirene antiaeree che avvertono di un sospetto attacco con droni di Hezbollah contro le comunità vicine al confine con il Libano. Gli allarmi sono stati uditi nella città settentrionale di Kiryat Shmona e nelle comunità circostanti. Secondo l'agenzia libanese Nna, Hezbollah ha annunciato, in una serie di comunicati, che la 'Resistenza Islamica' ha preso di mira infrastrutture dell'esercito israeliano nell'insediamento di Admet, attaccando con droni, e infrastrutture dell'esercito israeliano negli insediamenti di Sha'ar Yeshuv, Hagoshrim, Neot Mordechai, Dafna, Kiryat Shmona, Metula, Misgav Am e Safed, con lanci di razzi. Un gruppo di soldati israeliani all'interno di un'abitazione nella città di Shomera, è stato colpiti da un drone. Al contempo, secondo quanto riportato da Axios, Beirut e Washington avrebbero chiesto una sospensione temporanea degli attacchi contro Hezbollah. Sempre Axios ha citato due fonti secondo le quali Beirut e Washington si sarebbe rivolte a Israele per chiedere di sospendere temporaneamente gli attacchi contro Hezbollah in vista di colloqui diretti Iran-Usa in Pakistan (SEGUI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA), come riportato anche dall'agenzia stampa Tasnim. 

Ambasciatore Israele: "Con Hezbollah no colloqui su tregua"

A stretto giro, l'ambasciatore di Israele a Washington, Yechiel Leiter, ha definito il movimento sciita "il principale ostacolo alla pace" tra Israele e Libano, pertanto non si discuterà di cessate il fuoco con Hezbollah. Le sue dichiarazioni giungono in vista dei colloqui previsti per il 14 aprile, sotto l'egida degli Stati Uniti. "Israele si è rifiutato di discutere di un cessate il fuoco con l'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi", ha affermato Leiter, sottolineando che non discuterà di cessate il fuoco con la sua omologa libanese Nada Hammadeh-Muawwad durante i colloqui. L'ufficio del presidente del Libano aveva comunicato prima che gli ambasciatori avevano concordato di incontrarsi per discutere in merito ai negoziati per il cessate il fuoco presso il Dipartimento di Stato in agenda il 14 aprile.

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