Ungheria, la regina degli scacchi Judit Polgár rifiuta la presidenza. Ecco chi è

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La leggenda degli scacchi Judit Polgár ha detto no alla proposta del premier Péter Magyar di diventare presidente della Repubblica ungherese. "Non ho la forza di assumermi la responsabilità storica di unire una nazione divisa", ha scritto la campionessa, 49 anni, considerata la più forte scacchista di tutti i tempi. La carica si era resa vacante dopo le dimissioni anticipate di Tamás Sulyok

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Judit Polgár non sarà il prossimo capo dello Stato ungherese. La più grande scacchista di tutti i tempi ha rifiutato la proposta del premier Péter Magyar di candidarsi alla presidenza della Repubblica, a un solo giorno dall'annuncio dell'offerta. "Non sento di avere la forza di assumermi la responsabilità storica di unire una nazione divisa, e quindi non posso accettare questo invito", ha scritto la 49enne sui social, mettendo fine a una candidatura che aveva subito diviso il Paese.

"Non ho la forza di unire una nazione divisa"

Nel messaggio con cui ha declinato l'incarico, Polgár si è detta grata per essere stata pensata per un ruolo di tale rilievo, ma ha spiegato di non sentirsi all'altezza del compito. La campionessa ha comunque assicurato che continuerà a lavorare per gli obiettivi legati alla proposta: "Farò tutto ciò che è in mio potere per sostenere un nuovo presidente, indipendente e riconosciuto", ha aggiunto, indicando la strada di una figura capace di rappresentare gli ungheresi al di là delle divisioni tra i partiti.

La proposta era arrivata da Magyar domenica sera. Il leader conservatore e filoeuropeo aveva indicato nella scacchista la personalità ideale per la massima carica dello Stato, spiegando su Facebook che il Paese "ha bisogno di unità, di pace e di un presidente di cui tutti gli ungheresi possano essere fieri". La scelta di un nome estraneo alla politica rientrava nel piano del premier di smantellare i centri di potere costruiti in sedici anni dall'ex primo ministro Viktor Orbán, dopo la vittoria elettorale schiacciante dello scorso aprile.

Perché la poltrona era vacante

La carica di capo dello Stato si era liberata sabato, quando il presidente uscente Tamás Sulyok ha firmato il diciassettesimo emendamento costituzionale, il provvedimento voluto dal partito di Magyar, Tisza, che ha posto fine in anticipo al suo mandato. Sulyok era stato eletto dal Parlamento nel 2024, durante il governo Orbán. A ricoprire ad interim le funzioni presidenziali è ora la presidente del Parlamento, Ágnes Forsthoffer, mentre governo e aula cercano un successore stabile. Sarà proprio il Parlamento, dove Tisza detiene una maggioranza dei due terzi, a eleggere il nuovo presidente: se avesse accettato, Polgár avrebbe potuto contare sul sostegno compatto del partito del premier.

Dopo il no della campionessa, Magyar ha chiesto ai cittadini di inviare suggerimenti sul nome del prossimo capo dello Stato. Il primo ministro ha ringraziato Polgár per quanto fatto per l'Ungheria, lasciando intendere di voler contare ancora su di lei: "Anche se in una forma diversa, continueremo a contare su di Lei in futuro", ha scritto.

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Chi è Judit Polgár, la regina degli scacchi

Nata a Budapest il 23 luglio 1976, Judit Polgár è universalmente considerata la più forte giocatrice nella storia degli scacchi. È stata il "prodotto" di uno dei più celebri esperimenti pedagogici del Novecento: il padre László, psicologo convinto che "i geni si fanno, non nascono", educò in casa le tre figlie (Susan, Sofia e Judit) puntando tutto sugli scacchi. La più piccola divenne un fenomeno mondiale. Nel 1991, a soli 15 anni, conquistò il titolo di Grande Maestro, la più giovane di sempre a riuscirci, battendo il precedente record di Bobby Fischer. Nel corso della carriera ha sconfitto campioni del mondo del calibro di Garry Kasparov, Anatoly Karpov e Viswanathan Anand, ed è l'unica donna ad aver raggiunto la top ten della classifica mondiale assoluta, arrivando all'ottavo posto nel gennaio 2004. Il suo stile era fondato sull'attacco e sull'iniziativa: non una giocatrice in attesa dell'errore altrui, ma una campionessa che imponeva il proprio ritmo.

Ritiratasi dalle competizioni nel 2015, ha concentrato le sue energie sulla divulgazione con la Fondazione Judit Polgár, creata per promuovere gli scacchi come strumento educativo per i più giovani. Sposata dal 2000 con il veterinario Gusztáv Font e madre di due figli, ha sempre mantenuto un profilo pubblico discreto. Proprio all'inizio di quest'anno Netflix le ha dedicato un documentario, "Queen of Chess", presentato al Sundance.

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Cosa succede ora

Con il rifiuto di Polgár, la ricerca del nuovo presidente riparte da zero. Il Parlamento ha tempo per eleggere il capo dello Stato, che resterà in carica fino all'entrata in vigore della nuova Costituzione o per un massimo di cinque anni. Magyar punta a insediarlo entro il 20 agosto, festa nazionale ungherese.

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