Firmando nello Studio Ovale un ordine esecutivo che ridisegna le raccomandazioni federali sui vaccini pediatrici, Donald Trump ha rilanciato un presunto legame tra immunizzazioni e autismo: "Ogni anno sempre più casi, non sappiamo perché". Il provvedimento, voluto dal ministro Robert Kennedy Jr, riduce le dosi consigliate a tutti i bambini e separa il trivalente morbillo-parotite-rosolia. La comunità scientifica esclude qualsiasi nesso causale tra vaccini e autismo
Donald Trump ha firmato nello Studio Ovale un ordine esecutivo che modifica in profondità le raccomandazioni federali sui vaccini pediatrici e, nel farlo, ha rilanciato una delle tesi più contestate dalla scienza: l'esistenza di un legame tra vaccinazioni e autismo. "Ogni anno abbiamo sempre più casi di autismo nei bambini. Non sappiamo ancora perché, ma queste sono raccomandazioni molto buone", ha detto il presidente. Numerosi e ampi studi scientifici, però, non hanno mai trovato prove di un nesso causale tra vaccini e autismo.
La teoria smentita dalla scienza
Il presunto collegamento tra immunizzazioni e disturbi dello spettro autistico è un tema che Trump e il suo ministro della Salute Robert Kennedy Jr sostengono da tempo, nonostante l'assenza di riscontri. Nelle scorse settimane il presidente aveva sollecitato Kennedy ad accelerare la revisione del calendario vaccinale e le ricerche su un'eventuale relazione con l'autismo. La comunità medica internazionale considera la questione chiusa: gli studi condotti su vasta scala escludono qualsiasi rapporto di causa-effetto, e l'ipotesi originaria da cui è nata la teoria è stata da tempo screditata e ritirata.
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Cosa prevede l'ordine esecutivo
Il testo, intitolato "Gold Standard Childhood Vaccine Recommendations", introduce una nuova classificazione dei vaccini pediatrici suddivisa in tre categorie e incarica le agenzie federali di promuoverne l'utilizzo secondo le nuove indicazioni. Tra le misure c'è il superamento della prassi di somministrare più vaccini nella stessa visita: secondo la bozza, "nella misura massima possibile", le vaccinazioni andrebbero effettuate in appuntamenti separati, riducendo il numero di dosi date contemporaneamente.
Il provvedimento punta inoltre a scomporre il vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia (Mmr) in tre somministrazioni distinte, non appena disponibili negli Stati Uniti. Gli esperti hanno però ricordato che il trivalente è sicuro ed efficace e che la sua suddivisione rischia di lasciare i bambini esposti più a lungo a malattie potenzialmente gravi.
Quali vaccini restano raccomandati
Le immunizzazioni contro 11 malattie - tra cui morbillo, parotite, rosolia, difterite, tetano, pertosse, poliomielite e varicella - continuano a essere consigliate per tutti i bambini. Per altre patologie, come epatite A e B, meningococco e la malattia da virus respiratorio sinciziale (Rsv), la vaccinazione sarebbe raccomandata solo per le categorie ad alto rischio o affidata a una decisione condivisa tra genitori e medico. Nella stessa fascia rientrerebbero anche influenza e Covid-19.
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Il ruolo degli Stati
Negli Usa sono i singoli Stati a fissare i requisiti vaccinali per l'accesso alle scuole. L'ordine chiede alle amministrazioni locali di rivedere quelle regole, ma diversi Stati hanno già annunciato che non seguiranno più le indicazioni federali, preferendo quelle dell'American Academy of Pediatrics e di altre grandi organizzazioni mediche. Il provvedimento segue un tentativo analogo del dipartimento della Salute (Hhs) di gennaio, poi bloccato da un giudice dopo il ricorso di varie organizzazioni sanitarie.