Papa Leone XIV ai governi: "Fermatevi! Ascoltiamo la voce dei bambini. È tempo di pace"

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Durante il rosario per invocare il dono della pace nella basilica vaticana, il pontefice si è rivolto ai leader mondiali: "Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte". Poi ha chiesto di "ascoltare la voce dei bambini". E ancora: "Un'immensa moltitudine di uomini e donne di tanti Paesi diversi ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole"

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"Fermatevi, è il tempo della pace". Questo l'appello di Papa Leone XIV che, durante il rosario per invocare il dono della pace nella basilica vaticana, si è rivolto direttamente ai leader mondiali. "Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte", ha aggiunto il pontefice, dopo essersi presentato a sorpresa sul sagrato della Basilica di San Pietro. A seguito della recita del Santo Rosario per invocare il dono della pace, Leone XIV ha ribadito che "è possibile costruire una pace nuova, è possibile convivere con tutti i popoli di tutte le religioni, di tutte le razze, uniti come fratelli e sorelle in un mondo di pace". Nella sua riflessione durante la preghiera, papa Prevost ha poi ribadito che "basta una briciola di fede per affrontare insieme, come umanità e con umanità, quest'ora drammatica della storia". "La pace ce l'abbiamo tutti nei nostri cuori", ha aggiunto, prima di ringraziare i fedeli in piazza "per aver voluto rispondere a questa chiamata, a questo invito a unirci tutti con la nostra voce, con i nostri cuori a pregare per la pace". 

Il Papa a sorpresa sul sagrato di San Pietro

Dopo il discorso, papa Leone XIV è entrato in basilica per guidare la preghiera del rosario. Accanto all'altare della confessione, vicino alla postazione del Papa, è stata collocata la statua della Beata vergine Maria Regina pacis custodita nella chiesa Regina pacis di Monteverde. "Il nostro essere radunati insieme questa sera a vegliare per la pace vuole esprimere la forza della preghiera della Chiesa davanti alle situazioni di tenebra e di dolore che vorrebbero negare la luce sfolgorante della risurrezione e rigettare nella notte della morte la speranza dell'umanità", ha detto il pontefice. 

Papa Leone XIV: "È il tempo della pace"

"Uniamo le energie morali e spirituali di milioni, miliardi di uomini e donne, di anziani e di giovani che oggi credono nella pace, che oggi scelgono la pace, che curano le ferite e riparano i danni lasciati della follia della guerra", ha ribadito il pontefice. Poi ha aggiunto: "Ricevo tante lettere di bambini dalle zone di conflitto: leggendole si percepisce, con la verità dell'innocenza, tutto l'orrore e la disumanità di azioni che alcuni adulti vantano con orgoglio. Ascoltiamo la voce dei bambini!". Rivolgendosi ai fedeli, papa Leone XIV ha poi sottolineato che "vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle Nazioni, vi è però non meno grande la responsabilità di tutti noi, uomini e donne di tanti Paesi diversi: un'immensa moltitudine che ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole".

Papa Leone XIV: "Torniamo a credere nell'amore, nella moderazione, nella buona politica"

Il pontefice ha poi rimarcato che "la preghiera ci impegna a convertire ciò che resta di violento nei nostri cuori e nelle nostre menti: convertiamoci a un Regno di pace che si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l'amicizia e la cultura dell'incontro". Poi ha lanciato un nuovo appello: "Torniamo a credere nell'amore, nella moderazione, nella buona politica. Formiamoci e giochiamoci in prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace".

Papa Leone XIV: "La guerra divide, la prepotenza calpesta"

Nella preghiera del Santo Rosario, il pontefice ha poi sottolineato che "la guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l'amore solleva. L'idolatria acceca, il Dio vivente illumina". Papa Prevost ha poi ringraziato i fedeli "per avere accolto questo invito, radunandovi qui, presso la tomba di San Pietro, e in tanti altri luoghi del mondo a invocare la pace". Poi ha aggiunto: "Basta un poco di fede, una briciola di fede per affrontare insieme, come umanità e con umanità quest'ora drammatica della storia". 

Papa Leone XIV: "Preghiera non anestetico ma dirompente risposta alla morte"

Il pontefice ha poi rimarcato che "la preghiera non è rifugio per sottrarci alle nostre responsabilità, non è anestetico per evitare il dolore che tanta ingiustizia scatena". Poi ha aggiunto: "E' invece la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte: siamo un popolo che già risorge!". E ancora: "In ognuno di noi, in ogni essere umano, il Maestro interiore insegna infatti la pace, sospinge all'incontro, ispira l'invocazione".

Papa Leone XIV: "Arginiamo il delirio di onnipotenza aggressivo e imprevedibile"

Durante la preghiera, il pontefice ha poi ribadito che "le limitate possibilità umane si congiungono nella preghiera alle infinite possibilità di Dio. Pensieri, parole e opere infrangono, allora, la demoniaca catena del male e si mettono a servizio del Regno di Dio: un Regno in cui non c'è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono". Poi ha aggiunto: "Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo".

Papa leone XIV: "Ascoltiamo bimbi in guerra,denunciano disumanità adulti"

"Ascoltiamo la voce dei bambini!", ha detto il pontefice lanciando un appello nella preghiera per la pace. Poi ha sottolineato che "ricevo tante lettere di bambini dalle zone di conflitto: leggendole si percepisce, con la verità dell'innocenza, tutto l'orrore e la disumanità di azioni che alcuni adulti vantano con orgoglio". E ancora: "Uniamo, dunque, le energie morali e spirituali di milioni, miliardi di uomini e donne, di anziani e di giovani che oggi credono nella pace, che oggi scelgono la pace, che curano le ferite e riparano i danni lasciati della follia della guerra".

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