Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Trump attacca di nuovo il Papa: "Qualcuno gli dica che l'Iran ha ucciso 42 mila innocenti"

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©Ansa

Il presidente degli Stati Uniti è tornato a parlare di Leone XIV in un post su Truth, dopo lo scontro dei giorni scorsi. Intanto ieri l’inquilino della Casa Bianca ha rivolto dure critiche alla premier Meloni, causando la risposta del governo italiano e la solidarietà di parte delle opposizioni 

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Non si fermano gli attacchi di Donald Trump al Pontefice. Nella mattina italiana, la notte statunitense, il presidente ha infatti scritto su Truth: "Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l'Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l'Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l'attenzione. L'AMERICA È TORNATA!". Intanto, in una anticipazione di un’intervista a Fox che andrà in onda nel pomeriggio italiano, Trump ha detto che la guerra in Iran è "quasi finita. La considero molto vicina alla fine". Inoltre secondo il presidente “se me ne andassi ora" dall'Iran, a Teheran "ci vorrebbero 20 anni per ricostruire il Paese. E non abbiamo ancora finito”.

Il precedente attacco di Trump al Papa

Non si tratta del primo attacco di Trump a Leone XIV: appena due giorni fa infatti il presidente degli Stati Uniti aveva detto che il Pontefice è “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica — e tutte le altre organizzazioni cristiane — hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose”. Per poi sostenere che "Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump”. Parole a cui il Papa aveva replicato duramente: “Io non ho paura dell'amministrazione Trump", "parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". Aggiungendo poi che “non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui", sottolineando che “non sono un politico", "parlo del Vangelo" secondo il quale "bisogna costruire la pace". "Smettiamola con le guerre!"

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L’attacco a Giorgia Meloni e le reazioni

Ieri invece si è registrato da parte di Donald Trump un attacco senza precedenti contro Giorgia Meloni: il presidente statunitense ha detto di essere “scioccato, pensavo avesse coraggio”. Si è trattato di un affondo senza filtri avvenuto durante una telefonata con il Corriere della Sera, avvenuto dopo l'intervento di Meloni a difesa del pontefice: “È lei ad essere inaccettabile, non le interessa se Teheran ha l'atomica", ha replicato l'inquilino della Casa Bianca, secondo cui gli appelli alla pace fanno il gioco degli ayatollah. L’attacco di Trump a Meloni ha avuto subito ricadute a Roma: dal governo il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto sottolineare che la premier "dice ciò che pensa" e "difenderà sempre l'Italia". Ed ha rimarcato la coerenza nei rapporti con gli Stati Uniti: “Solida alleanza", che allo stesso tempo "non ci impedisce di dire ciò che pensiamo", perché "questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci". Dall'opposizione la segretaria del Pd Elly Schlein ha espresso una "ferma condanna" per le parole su Meloni: "Avversari in Aula ma non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese".  Per il leader M5S Giuseppe Conte, invece, "i nodi vengono al pettine", perché Trump "attacca a destra e a sinistra e la premier è stata ambigua".

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