Israele "non colpirà più il giacimento di gas iraniano di South Pars, ma se Teheran dovesse cercare vendetta per l'offensiva di ieri, sperimenterà la forza della punizione statunitense". Lo ha detto Donald Trump dopo il raid dello Stato ebraico sul più importante giacimento di gas del mondo. A questo attacco i Pasdaran hanno risposto colpendo l'impianto di Ras Laffan in Qatar. Colpite anche due raffinerie in Kuwait con attacchi di droni
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I giacimenti di gas e carburanti continuano a essere obiettivo strategico nella guerra del Golfo, con i raid incrociati che continuano. All'attacco di Israele sul maxi giacimento di gas iraniano di South Pars, uno dei più grandi al mondo, i pasdaran hanno risposto colpendo i siti petroliferi in Qatar - dove è sotto controllo l'incendio che ha provocato vasti danni al grande impianto di Ras Laffan. Trump minaccia Teheran: "Distruggeremo il loro giacimento di gas se attaccheranno ancora il petrolio in Qatar".
Un attacco di un drone ha colpito una delle più importanti raffinerie della compagnia petrolifera del Kuwait, provocando un incendio. Lo riferisce l'agenzia Kuna. "La Kuwait Petroleum Corporation ha reso noto che una delle sue unità operative presso la raffineria di Mina al-Ahmadi - si legge in un post su X - è stata colpita stamani da un attacco di un drone, che ha provocato un incendio circoscritto". Dopo questo raid anche un secondo impianto, sempre nel Kuwait, è stato attaccato.
Dopo le dimissioni del capo dell'antiterrorismo Kent, negli Usa tengono banco le dichiarazioni della direttrice dell'intelligence Gabbard, che prima ha smentito la tesi della Casa Bianca sui tentativi dell'Iran di ricostruire i suoi impianti nucleari, poi ha aggiustato il tiro. Secondo il Washington Post, il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra. Per Reuters, Trum, che nella giornata di oggi riceve la premier giapponese Takaichi, valuta l'invio di migliaia di soldati in Medio Oriente.
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Borsa, l'escalation in Medio Oriente spaventa l'Europa: avvio pesante
La guerra in Medio Oriente, dopo l'Asia, mette ko già in avvio anche le Borse europee. Con gli attacchi alle raffinerie e alle infrastrutture di gas, Francoforte cede l'1,45% con il Dax a 23.160 punti. Parigi perde l'1,23% con il Cac 40 a 7.871 punti. Londra cede, invece, lo 0,99% a 10.203 punti.

©IPA/Fotogramma
Iran: "La guerra imposta su di noi colpirà l'economia Usa"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha sostenuto che il conflitto di Usa e Israele contro l'Iran "sta per colpire l'economia statunitense", citando un articolo del Washington Post intitolato "Il Pentagono richiede oltre 200 miliardi di dollari di budget per la guerra contro l'Iran". Secondo il capo della diplomazia di Teheran, "questi 200 miliardi di dollari sono solo la punta dell'iceberg. I cittadini americani comuni possono ringraziare Benyamin Netanyahu e i suoi lacchè al Congresso per la 'tassa Israele First' da mille miliardi di dollari che sta per colpire l'economia statunitense". In un messaggio su X, Araghchi ha definito il conflitto come una "guerra di scelta, imposta sia agli iraniani che agli americani".
Jetten: "Capisco le ragioni della guerra all'Iran ma non ne prendiamo parte"
"La guerra è stata iniziata dagli Usa e Israele per ragioni che posso comprendere, l'Iran è un regime brutale, un rischio per l'intera regione nonché minaccia alla sicurezza dell'Europa. Ma non si tratta di una guerra a cui prendiamo parte". Lo ha detto il premier olandese Rob Jetten arrivando al consiglio europeo. "I Paesi Bassi sono pronti, insieme alla Francia e ad altri, a proteggere i partner europei. Ma al momento non vi è alcuna indicazione chiara che esista una proposta concreta per una missione. Inoltre, al momento la situazione è troppo instabile per avviare una missione nello Stretto di Hormuz. Dobbiamo quindi concentrarci sull'allentamento delle tensioni belliche e poi valutare ulteriori misure che l'Europa possa adottare", ha aggiunto.
Drone contro seconda raffineria in Kuwait
Un drone ha colpito una seconda raffineria di petrolio in Kuwait, provocando un incendio. Lo riferiscono le autorità locali.
Araghchi: "L'Iran non scenderà a compromessi sulla sua sicurezza"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che l'Iran non scenderà a compromessi sulla propria sicurezza in nessuna circostanza. Lo ha detto ieri sera durante una conversazione telefonica con la ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, che ha condannato l'esecuzione, avvenuta ieri in Iran, del cittadino svedese Kourosh Keivan, accusato di spionaggio per conto di Israele.
Crosetto: "Coalizione di tutte le nazioni per Hormuz, speriamo l'Onu prenda forza"
"La situazione è molto difficile e complessa, perché da una parte gli gli Stati Uniti avevano l'idea di che bastasse decapitare il regime di Teheran per in qualche modo avere delle reazioni che portassero a un cambio della leadership iraniana, mentre invece si stanno rendendo conto che la reazione iraniana preordinata prima è scatenare il caos, quindi portare il conflitto al di fuori dello scontro Iran- Israele- Usa, coinvolgendo tutti i paesi del Golfo, mettendo in crisi tutte le economie del mondo. E poi ha ricordato a tutti la stessa cosa che ricorda il conflitto in Ucraina: le guerre non dipendono dalla forza del più forte ma dalla capacità di resistenza del più debole. E' lo stesso approccio che hanno dimostrato di iraniani, con gruppi divisi che hanno come obbligo quello ormai di creare il caos e questo ha messo in difficoltà la strategia americana, e quindi il resto del mondo". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a Rtl 102.5.
"Se mai dobbiamo fare un convoglio che metta in sicurezza Hormuz - continua - mettiamo insieme una coalizione di tutte le nazioni, in modo tale che l'Iran non percepisca questa cosa come un attacco e sia quindi possibile ripristinare il passaggio a Hormuz. Oggi Guterres è al consiglio europeo e io mi auguro che lo si convinca a intraprendere questa strada e che tutti i leader europei si muovono su questo senso. Speriamo che l'Onu stessa prenda forza".
Iran, colpita in Kuwait la raffineria di Mina Al-Ahmadi
Una delle più grandi raffinerie del Kuwait è stata colpita da un attacco di droni che ha provocato un incendio in una delle sue unità. Lo riportano i media statali. "La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato che una delle unità operative della raffineria di Mina Al-Ahmadi è stata presa di mira da un attacco di droni, causando un incendio localizzato", ha riferito l'agenzia di stampa kuwaitiana, aggiungendo che non ci sono state vittime.
Pechino: "Inaccettabile l'uccisione di Larijani e di altri leader iraniani"
La Cina definisce "inaccettabile" l'uccisione del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, ucciso da Israele, e di altri leader e ha nuovamente chiesto un cessate il fuoco immediato. "Ci siamo sempre opposti all'uso della forza nelle relazioni internazionali. Le azioni volte ad assassinare leader iraniani e ad attaccare obiettivi civili sono ancora più inaccettabili", ha dichiarato durante una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.
Idf: "Uccisi oltre 20 militanti di Hezbollah ieri nel sud del Libano"
Più di 20 militanti di Hezbollah sono stati uccisi ieri durante operazioni di terra nel sud del Libano, secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf). Le forze israeliane si stanno preparando a schierare ulteriori forze nel sud del Libano e ad ampliare ulteriormente la zona cuscinetto per allontanare la minaccia di Hezbollah dal confine, si legge su Times of Israel.
Riad: "La pazienza non è infinita, basta attacchi contro i Paesi vicini"
L'Arabia Saudita sollecita l'Iran a porre fine agli attacchi contro i Paesi del Golfo. Lo riferisce al-Jazeera, che dà notizia di una conferenza stampa tenuta stamani dal ministro degli Esteri della monarchia del Golfo, Faisal bin Farhan Al Saud, all'indomani della riunione a Riad con i capi delle diplomazie di Paesi arabi e islamici. "Il livello di precisione di alcuni attacchi - ha detto - indica qualcosa di premeditato, pianificato, organizzato e ben ponderato".
"Penso sia importante gli iraniani capiscano che il regno, ma anche i suoi partner che sono stati attaccati e non solo, hanno capacità e risorse molto significative che, volendo, potrebbero essere messe in campo", ha proseguito nelle dichiarazioni rilanciate dalla tv satellitare. E, ha avvertito, "la pazienza non è infinita".
"Spero capiscano il messaggio della riunione (di Riad) e rivalutino rapidamente (la loro posizione) e pongano fine agli attacchi contro i loro vicini - ha detto il ministro, stando a quanto riportato - Ma dubito abbiano questa saggezza".
Media: "Riaperto il valico di Rafah"
Il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto è stato riaperto. Lo riportano media statali egiziani. Il valico era stato chiuso il 28 febbraio. Secondo Al-Qahera News, emittente vicina ai servizi segreti egiziani, il valico è stato riaperto "in entrambe le direzioni". Video mostrano un piccolo numero di palestinesi, tra cui alcuni che avevano ricevuto cure mediche in Egitto, che si preparano ad attraversare il confine dal lato egiziano per tornare a Gaza e diverse ambulanze in attesa di accogliere pazienti palestinesi provenienti dalla Striscia.
Da alimentari a farmaci, come aumentano i prezzi con la guerra in Iran
Non solo il petrolio. La chiusura dello Stretto di Hormuz, dopo gli attacchi di Usa e Israele all’Iran, sta provocando rincari su una vasta gamma di prodotti che vanno al di là del comparto energetico. Gli aumenti maggiori colpiscono prima di tutto il cibo deperibile. E intanto si registra una carenza del gas elio. Ecco quali sono i settori più colpiti e dove aspettarsi una maggiore crescita dei prezzi.
Da alimentari a farmaci, come aumentano i prezzi con la guerra in Iran
Vai al contenutoPezeshkian: "Con gli attacchi alle infrastrutture dell'energia conseguenze incontrollabili"
Gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane non porteranno alcun vantaggio agli Stati Uniti, a Israele e ai loro alleati, ma "complicheranno invece la situazione e potrebbero portare a conseguenze incontrollabili che coinvolgeranno il mondo intero", ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian sul suo account X.
Media, colpita raffineria saudita in porto sul Mar Rosso
La raffineria Samref del colosso petrolifero Saudi Aramco, situata nel porto di Yanbu sul Mar Rosso, è stata colpita da un attacco aereo oggi, secondo quanto riferito da una fonte del settore a Reuters, si legge sul sito dell'agenzia. La stessa fonte ha aggiunto che l'impatto è stato minimo. L'Iran aveva emesso ieri un avviso di evacuazione per diverse strutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, tra cui la Samref, una joint venture tra Saudi Aramco ed Exxon Mobil. Attualmente Yanbu è l'unico sbocco per l'esportazione di petrolio greggio dai paesi arabi del Golfo, poiché l'Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz.
Iran, media: "Attacco nell'ovest, 12 morti"
L'agenzia iraniana Tasnim accusa Usa e Israele per un attacco che avrebbe colpito una zona residenziale nell'area di Dorud, nell'ovest dell'Iran. L'agenzia, rilancia la tv satellitare al-Jazeera, cita un responsabile locale della sicurezza e parla di 12 morti e 116 feriti.
Qatar: "Danni ingenti a impianti gas di Ras Laffan"
Le autorità del Qatar denunciano nuovamente stamani attacchi dell'Iran contro la zona industriale in cui si trovano siti importanti per la produzione e il trasporto di Gnl. Su X il ministero degli Interni ha confermato un intervento "per un incendio nella zona industriale di Ras Laffan presa di mira dall'Iran" e ha precisato che non risultano vittime. Il ministero della Difesa ha fatto sapere che l'area, a circa 80 chilometri a nord di Doha, è stata attaccata con "missili balistici" lanciati dall'Iran e che ci sono danni. La zona era già finita nel mirino ieri sera.
Conferme anche da QatarEnergy. Oltre all'attacco di ieri alla zona industriale di Ras Laffan, "con danni ingenti alla struttura Pearl Gtl", viene riferito che "diversi" impianti di Gnl "sono stati oggetto di attacchi missilistici" alle prime ore di oggi con "incendi di dimensioni importanti e ulteriori ingenti danni".

©Ansa
Notte di allarmi su Israele, le sirene suonano sei volte
Questa mattina le sirene d'allarme hanno suonato sei volte in Israele, avvertendo dei lanci di missili dall'Iran. La prima sirena è suonata intorno alle 3,15 locali nell'area di Tel Aviv, seguita da altri tre allarmi. Intorno alle 6,50, l'esercito ha segnalato un altro lancio di missili su Tel Aviv. Alle 7,32, una sesta ondata di missili è stata lanciata verso Haifa, la città costiera settentrionale che ospita la più grande raffineria di petrolio del Paese e altre infrastrutture critiche. Il servizio di emergenza Maden David Adom non ha segnalato feriti nè danni significativi, ma non è dato sapere se qualcuno dei missili abbia colpito infrastrutture critiche o militari, poichè la censura israeliana vieta la pubblicazione di queste informazioni.
Ali Larijani, l’uomo che contava
Il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale è l’anello di congiunzione tra tre mondi: religioso, politico e militare. Ecco perché Larijani era uno degli uomini "ponte".
Ali Larijani, l’uomo che contava
Vai al contenutoTrump: "Israele non colpirà più il giacimento di South Pars"
Israele non colpirà più il giacimento di gas iraniano di Souith Pars, ma se Teheran dovesse cercare vendetta per l'offensiva di ieri, sperimenterà la forza della punizione statunitense. Lo ha assicurato Donald Trump all'indomani del raid dello Stato ebraico sul più importante giacimento di gas del mondo. "Spinto dalla rabbia per quanto accaduto in Medio Oriente" ha scritto il presidente Usa su Truth, "Israele ha attaccato violentemente un importante impianto, il giacimento di gas di South Pars in Iran. Una sezione relativamente piccola dell'intero impianto e' stata colpita". "Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo attacco" ha aggiunto Trump smentendo quanto poco prima affermato da fonti della sua amministrazione, "e il Qatar non è stato in alcun modo coinvolto, nè aveva idea che sarebbe accaduto. Sfortunatamente, l'Iran non era a conoscenza di questo, nè di alcun altro fatto rilevante relativo all'attacco a South Pars, e ha ingiustificatamente e slealmente attaccato una parte dell'impianto di gas naturale liquefatto del Qatar". "ISRAELE NON EFFETTUERA' ULTERIORI ATTACCHI contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l'Iran non decida imprudentemente di attaccare un Paese innocente, in questo caso il Qatar" ha ammonito il Presidente, "In tal caso, gli Stati Uniti d'America, con o senza l'aiuto o il consenso di Israele, faranno esplodere l'intero giacimento di gas di South Pars con una potenza e una forza che l'Iran non ha mai visto prima". "Non voglio autorizzare questo livello di violenza e distruzione a causa delle implicazioni a lungo termine che avrà sul futuro dell'Iran, ma se il deposito di gnl del Qatar verrà nuovamente attaccato, non esiterò a farlo" ha concluso Trump.
Iran, impiccate 3 persone condannate per omicidio poliziotti durante ultimi disordini
L'Iran ha giustiziato oggi tre persone condannate per l'omicidio di agenti di polizia e per aver condotto operazioni a favore degli Stati Uniti e di Israele durante i disordini di inizio anno, ha annunciato la magistratura. "Tre individui condannati per i disordini di Dey (gennaio), con l'accusa di omicidio e azioni operative a favore del regime sionista e degli Stati Uniti sono stati impiccati questa mattina", si legge sul sito web Mizan Online.
Qatar, sotto controllo tutti incendi provocati da attacco
Tutti gli incendi scoppiati in Qatar nel più grande sito al mondo di produzione di GNL dopo un attacco iraniano sono "sotto controllo". Lo ha dichiarato il Ministero dell'Interno. "La Difesa Civile ha controllato completamente tutti gli incendi nella zona industriale di Ras Laffan," ha detto la fonte, aggiungendo che non sono stati segnalati feriti e che le operazioni di raffreddamento e sicurezza sono in corso.
Arabia, ci riserviamo il diritto di reagire militarmente contro l'Iran
L'Arabia Saudita ha dichiarato oggi di "riservarsi il diritto" di reagire militarmente contro l'Iran, che prende regolarmente di mira il Paese con droni e missili. "Ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni militari se necessario", ha affermato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che "il Regno non cederà alle pressioni; al contrario, tali pressioni si ritorceranno contro coloro che le esercitano".
FBI indaga ex funzionario Kent, dopo dimissioni per guerra
Il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha avviato un'indagine formale nei confronti di Joe Kent, ex direttore del National Counterterrorism Center. L'ipotesi di reato riguarda una possibile diffusione di informazioni classificate, in un fascicolo aperto già prima delle dimissioni rassegnate dal funzionario all'inizio di questa settimana. L'uscita di scena di Kent matura in un clima di profonda tensione con il Presidente Donald Trump, originata da divergenze strategiche sulla gestione del conflitto con l'Iran. Fonti vicine al dossier confermano che l'attività investigativa era già in corso nel momento in cui Kent ha ufficializzato il proprio disimpegno, motivato dal disaccordo con la linea politica della Casa Bianca. L'amministrazione ha reagito con durezza, etichettando l'ex direttore come una figura "sleale e inaffidabile". Secondo diversi analisti, l'offensiva verbale e l'avvio delle procedure legali potrebbero configurarsi come un tentativo di screditare Kent a seguito della sua rottura pubblica con l'esecutivo. Nella lettera di dimissioni, Kent ha espresso posizioni nette che mettono in discussione i presupposti dell'attuale strategia militare. Il funzionario ha affermato che l'Iran "non rappresentava una minaccia imminente" per la sicurezza nazionale, attribuendo la scelta di colpire il Paese alla pressione esercitata da Israele. Tale posizione ha esacerbato le divisioni interne al Partito Repubblicano, già frammentato sulla gestione degli equilibri in Medio Oriente. Nonostante le critiche alla strategia attuale, in recenti interventi pubblici Kent ha tenuto a ribadire la propria vicinanza alle precedenti linee d'azione dell'amministrazione Trump.
Trump: "Distruggeremo giacimento gas Iran se Teheran attaccherà di nuovo sito Qatar"
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar.
Impennata del greggio Brent, aumento di oltre il 5%
Il greggio Brent ha registrato un'impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente, dopo che l'Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia per un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.
Qatar, nuovo attacco iraniano contro il principale impianto di gas
Il Qatar ha segnalato oggi un attacco missilistico iraniano e ulteriori danni significativi al suo principale impianto di gas, già colpito ieri. "Lo Stato del Qatar è stato preso di mira da missili balistici lanciati dall'Iran, che hanno colpito la città industriale di Ras Laffan causando danni", ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariota su X. "La raffineria è stata nuovamente colpita da un missile; sta bruciando", ha riferito da parte sua la televisione di stato iraniana su Telegram. La compagnia energetica statale QatarEnergy ha segnalato nuovi incendi e "danni considerevoli" presso il principale sito di produzione di gas naturale liquefatto (gnl). Due dei tre incendi scoppiati oggi sono stati completamente spenti dalle forze di protezione civile del Qatar, secondo il Ministero dell'Interno del Paese del Golfo. Non sono state segnalate vittime.
Qatar segnala danni sito gas dopo attacco missili iraniani
Il Qatar ha riferito di un attacco missilistico iraniano e danni al suo principale impianto di gas, colpito mercoledì. "Lo Stato del Qatar è stato bersaglio di missili balistici lanciati dall'Iran, che hanno colpito la citta' industriale di Ras Laffan
e causato danni", ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariote su X. L'Iran aveva minacciato di attaccare le infrastrutture energetiche nel Golfo in rappresaglia per gli attacchi israelo-americani contro le propriestrutture.
Prezzi del petrolio alle stelle per paura escalation
I prezzi del petrolio hanno continuato la loro tendenza al rialzo, alimentati dagli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran e Qatar, mentre i mercati azionari di Seul e Tokyo sono scambiati in calo. Alle 00:30 GMT, un barile di West Texas Intermediate (WTI), il punto di riferimento del mercato statunitense, era in aumento del 3,56% a 99,75 dollari nelle scambi mattutini asiatiche. Contemporaneamente, un barile di North Sea Brent, il punto di riferimento del mercato mondiale, è aumentato del 4,04% a 111,73 dollari. I mercati sono oscillati con lo sviluppo del conflitto in Medio Oriente, allarmati da attacchi alle infrastrutture energetiche che probabilmente interromperanno l'approvvigionamento di petrolio greggio.