Mattarella in Spagna: "L'Europa deve saper dire no all'ampliamento dei conflitti"

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Il Capo dello Stato ha ricevuto il dottorato honoris causa cconferito dall’Università di Salamanca. Nel suo discorso durante la cerimonia, il presidente della Repubblica ha rimarcatao che "l'Europa deve proporre una visione alternativa alla legge del più forte"

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"L’Europa deve saper dire di no all’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità, con la moltiplicazione dei fronti di crisi". A dirlo è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo durante la cerimonia di consegna del dottorato Honoris Causa a Salamanca, in Spagna. Durante il suo discorso, il Capo dello Stato ha rimarcato che "oggi non sembrano prevalere i tre pilastri del divieto dell’uso della forza, del principio di sovrana eguaglianza degli Stati e della promozione universale dei diritti umani". Alla cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica era presente anche Re Felipe. Secondo l'ateneo, che ha descritto i motivi del conferimento, Mattarella "crede nell'umanesimo, nell'europeismo e nella concordia tra i popoli".  

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La cerimonia di consegna

Alla cerimonia, nella storica sede dell'ateneo all'interno della Sala Paraninfo delle Scuole Minori, era presente anche re Felipe VI, giunto appositamente da Madrid. Dopo un breve colloquio, il presidente della Repubblica e il sovrano spagnolo hanno fatto una passeggiata nel centro storico di Salamanca. Mattarella si è poi fermato a salutare una delegazione di studenti italiani dell'Università della cittadina spagnola: sono circa 450 i giovani che partecipano a Salamanca al progetto Erasmus.

Mattarella: "L'Europa proponga una visione alternativa alla legge del più forte"

Parlando della guerra in Medio Oriente, il presidente della Repubblica ha parlato dell'attuale "arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni". E ha aggiunto: "Dall'assalto russo all’Ucraina in poi si è intensificata la convinzione che l’aggressione possa essere regolarmente praticata nei rapporti internazionali". Per Mattarella, "prendere atto dei cambiamenti in corso e non limitarsi a subirli significa avere il coraggio di proporre una visione alternativa alla mera legge di chi appare più forte. È la strada che l’Europa può e deve percorrere".

Mattarella: "Spagna e Italia assi portanti della cultura europea"

Le relazioni tra Spagna e Italia rappresentano uno degli assi portanti nella formazione della cultura europea come la conosciamo oggi", ha detto Mattarella durante la cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica. "Lungo un arco temporale che si estende dall’antichità romana fino all’età contemporanea, i nostri Paesi hanno condiviso strutture istituzionali, modelli culturali e dinamiche politiche che ne hanno profondamente influenzato la rispettiva evoluzione storica", ha aggiunto. Una relazione "profonda, che ha inciso, al di là del rapporto tra gli Stati, sulle società dei nostri popoli, nelle quali dimensioni politiche, culturali, religiose e intellettuali si sono costantemente intrecciate e vicendevolmente influenzate", ha ribadito il Capo dello Stato.

Mattarella: "Senza Spagna e Italia non si può comprendere l'Europa"

Per Mattarella, "senza la Spagna e l’Italia non si può comprendere l’Europa". Poi ha aggiunto: "Le Università di Napoli, Salamanca, Bologna, Valladolid non furono realtà isolate ma nodi di un sistema sovranazionale di circolazione di docenti e studenti, nella comune lingua latina, contribuendo alla diffusione di valori condivisi: l’idea di una razionalità ordinatrice, il primato del diritto, la centralità della riflessione teologica e filosofica, il riconoscimento di un sapere strutturato secondo metodi rigorosi come la lectio e la disputatio". Per il presidente della Repubblica, "è in questi centri che avviene la formazione di un’élite intellettuale europea, consapevole di appartenere a una medesima res publica christiana".

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Mattarella: "Il fondamento dell'Europa? Sta nella dignità umana e nei valori civili"

Nel suo intervento, il presidente della Repubblica ha poi affrontato anche la questione dei valori dell'Europa che "trova il suo fondamento nella dignità umana, nella solidarietà, nei valori civili", ha precisato. Citando Maria Zambrano, che scrisse “La nostra anima è attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono più grandi dei rami che vedono la luce”, Mattarella ha poi rimarcato che "in queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea".

Mattarella: "La pace si realizza con giustizia e inclusione"

Il presidente ha poi invitato a "ritrovare l'ambizione dei leader che nel 1951 nel preambolo del Trattato della Comunità del carbone e dell’acciaio" parlarono del "mantenimento di relazioni pacifiche". Per il Capo dello Stato l'Europa "nasceva per sottrarre ai singoli Stati – non importa quanto potenti – le decisioni fondamentali su pace e sicurezza, immaginando così una nuova stagione del diritto internazionale fondata su tre pilastri: il divieto dell’uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani". Un'organizzazione "in cui pace e diritti umani non costituiscono ambiti distinti, bensì dimensioni complementari di un progetto normativo volto a superare la logica del sistema westfaliano". Secondo Mattarella, "la pace insomma non coincide con qualsiasi equilibrio ma si realizza in presenza di condizioni di giustizia e di inclusione".

Mattarella: "Le continue violazioni dei diritti umani fanno riemergere un'insofferenza"

Parlando dell'attuale situazione geopolitica mondiale, il presidente della Repubblica ha poi sottolineato che "la frequenza di violazioni sistematiche dei diritti umani, favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite, affievolisce l’efficacia dell’ordine internazionale e dei suoi principi". Una condizione che "vede il riemergere di una insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati. Questo avviene in nome di un presunto sovranismo assoluto". Secondo Mattarella oggi si "assiste alla delegittimazione delle Corti Internazionali e dei loro giudici, negando il valore del diritto internazionale, rimuovendo la storica scelta di civiltà di predisporre autorità preposte a verificarne il rispetto e a sanzionarne le violazioni".

Mattarella agli studenti: "La conoscenza è il vento che non conosce confini"

Rivolgendosi a studenti e studentesse dell'università di Salamanca, il presidente della Repubblica ha sottolineato che "l'orizzonte non può essere quello di un mondo con barriere di ogni genere che vi impediscano di scegliere, di incontrarvi, di conoscere, di essere liberi". E, parlando della libertà, ha sottolineato: "L'emergere di conclamate questioni di sicurezza, i soprassalti di chiusure identitarie, la pongono a rischio. Libertà è stata una conquista resa possibile e consolidata grazie al coraggio e alla visione dei padri d’Europa". Per il capo dello Stato, "preservare e trasmettere gli spazi di libertà è compito di ogni generazione" e "oggi è il compito che vi viene trasmesso". Poi ha concluso: "Nella conoscenza troverete strumenti per esercitare l’indispensabile spirito critico: vi darà la forza di essere quel vento che non conosce confini, come è proprio alla conoscenza. Il vento di cui il mondo ha bisogno".

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