Introduzione
Non solo il petrolio. La chiusura dello Stretto di Hormuz, dopo gli attacchi di Usa e Israele all’Iran, sta provocando rincari su una vasta gamma di prodotti che vanno al di là del comparto energetico. Gli aumenti maggiori colpiscono prima di tutto il cibo deperibile. E intanto si registra una carenza del gas elio. Ecco quali sono i settori più colpiti e dove aspettarsi una maggiore crescita dei prezzi.
Quello che devi sapere
I prodotti deperibili
Come avevamo anticipato in un’analisi di alcuni giorni fa, il settore agroalimentare italiano sta vivendo una crisi legata alla guerra in Iran. E questo anche perché Paesi come Emirati Arabi e Arabia Saudita importano molto made in Italy e, lo stallo attuale, incide parecchio su questi mercati che, per l'Italia, sono diventati strategici. Prosecco, mele e, in generale, i prodotti deperibili sono i più colpiti. "Laddove la situazione non dovesse ritornare a una forma di normalità, rischiamo di perdere circa 2 miliardi in termini di valore, a livello nazionale, per quanto riguarda le esportazioni, soprattutto per quanto riguarda tutti i prodotti deperibili”, aveva detto il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, già il 10 marzo scorso.
Per approfondire:
I fertilizzanti
C'è poi il tema dei fertilizzanti e dell'urea agricola, cioè il concime chimico più diffuso al mondo, con il 46% di azoto, utilizzato nei terreni per la sua capacità di sviluppare ammoniaca. In molte aree del mondo, è proprio l’urea a garantire raccolti abbondanti di grano e cereali. Ma proprio dallo stretto di Hormuz assano enormi quantità di fertilizzanti. Così, dopo i primi effetti sui costi, si teme ora una pressione sempre maggiore sui prezzi della filiera dei cereali (e non solo).
L’elio e l’alluminio
Ma ci sono problemi anche per l'elio che, per oltre un quarto del totale globale, arriva dal Qatar e transita attraverso lo Stretto di Hormuz. I problemi sui trasporti si sono già riflessi sui prezzi. C'è poi da considerare che l’elio si usa anche per i chip e che la sua penuria renderà smartphone e computer più costosi entro la fine del 2026. L’elio è poi utilizazto in medicina per raffreddare le macchine per la risonanza magnetica.
Anche i prezzi dell’alluminio sono cresciuti, per i dazi imposti da Donald Trump. c'è però da considerare che il 20% di questo materiale proviene proprio dal Medio Oriente. E quindi ci potrebbero essere ulteriori rincari.
Le materie plastiche
E si registra un balzo in avanti anche dei prezzi delle materie plastiche, come certificato da Coldiretti, secondo cui i fornitori "hanno già annunciato corposi aumenti di prezzi per i prossimi ordini collegati all'incremento delle materie prime derivate appunto dai prodotti secondari della raffinazione del petrolio". Il conseguente aumento del costo dei packaging si tradurrà nell'aumento dei prezzi alimentari.
Farmaci
Ma anche il settore dei farmaci è stato toccato dal conflitto. "C’è preoccupazione medio-alta. Stiamo già notando un aumento dei prezzi del trasporto che si tradurrà in un quasi certo aumento dei costi”, per i produttori di farmaci, diceva, già il 10 marzo, Riccardo Zagaria, Ceo di Doc Pharma, uno dei principali operatori italiani nel mercato farmaceutico off-patent.
I biglietti aerei
Sul fronte dei trasporti, ad essere colpiti, dall'inizio della guerra in Iran, sono anche e soprattutto gli spostamenti in aereo. Il prezzo del carburante degli aerei è raddoppiato, in concomitanza con le interruzioni di alcune delle principali rotte di navigazione al mondo, con conseguenti aumenti anche sui biglietti.
Le mosse a tutela dei consumatori
Intanto, è arrivato un esposto del Codacons in 104 Procure italiane contro le speculazioni sui prezzi con forti rincari in numerosi settori, dopo lo scoppio della guerra in Iran. "Negli ultimi giorni si segnalerebbe un significativo aumento dei prezzi in molteplici filiere produttive, tra cui quella energetica, agricola, alimentare e industriale", scrive l'associazione, riportando i dati degli aumenti dei carburanti.
Per approfondire:
Prezzo benzina e diesel, governo valuta bonus carburante e sgravi per imprese. Le ipotesi