Guerra Ucraina, Mosca esorta a evacuare ambasciate a Kiev per parata 9 maggio

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La Russia ha esortato le ambasciate straniere a garantire la "tempestiva evacuazione" del proprio personale e dei propri cittadini da Kiev in caso di un attacco russo sulla città. Scattato il cessate il fuoco unilaterale di Kiev, ma Mosca afferma di aver abbattuto stanotte circa 50 droni ucraini sul territorio russo. Colpita da un raid russo Zaporizhzhia

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Scattato il cessate il fuoco unilaterale di Kiev, ma Mosca afferma di aver abbattuto stanotte circa 50 droni ucraini sul territorio russo. Colpita da un raid russo Zaporizhzhia, secondo le autorità locali. La Russia ha chiesto una tregua per  le celebrazioni della vittoria sulla Germania nazista del 9 maggio, ma  Kiev non ha ancora deciso se aderire al cessate il fuoco proposto da  Mosca, come riporta la Bbc, che cita una fonte all'interno del governo ucraino.

Intanto, Zelensky ha annunciato su X che l'Ungheria ha restituito "i fondi e i beni preziosi della Oschadbank che erano stati sequestrati dai servizi speciali ungheresi a marzo", quando erano anche stati arrestati, "illegalmente" secondo Kiev, "gli addetti al trasporto valori".

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Parlamento Ue, un'opera per i bambini ucraini rapiti durante la guerra

Si chiama "Empty Beds" ed è stata promossa dalla vicepresidente Pina  Picierno che ha voluto accendere i riflettori su una questione ancora  troppo poco discussa: il rapimento dei minori come arma di guerra  durante i conflitti armati. Sono più di 20 mila i bambini ucraini rapiti  dall'inizio del conflitto.

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Zelensky: "Persino la parata di Mosca dipende da noi"

"Ringrazio ogni Stato e leader che ha sostenuto la proposta dell'Ucraina per un cessate il fuoco completo. La Russia ha risposto solo con nuovi attacchi, per tutto il giorno, quasi ogni ora. L'Ucraina risponderà a tono. A seconda della situazione durante la notte e domani, determineremo anche le nostre risposte pienamente giustificate". Lo annuncia su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "La Russia ha ricevuto da noi una chiara proposta sul silenzio delle armi e sulla diplomazia e sa come contattare l'Ucraina o i nostri partner per coordinare i dettagli - aggiunge -. Se la persona a Mosca (Putin, ndr), che non può vivere senza guerra, si preoccupa solo di una parata e nient'altro, è un'altra questione. L'Ucraina è pronta a lavorare per la pace. L'Ucraina cerca di porre fine a questa guerra con dignità. La Russia ha combattuto fino al punto in cui persino la sua principale parata ora dipende da noi. Questo è un segnale chiaro: Basta, è abbastanza". 

Ucraina, la guerra dei soldati robot che conquistano postazioni russe

Droni di terra e robot consentono di operare in situazioni di grande  rischio evitando di mettere in pericolo vite umane: possono essere  pilotati a chilometri di distanza e sono in grado di respingere avanzate  e anche prendere prigionieri tra i nemici. Il progresso tecnologico  dell’industria militare ucraina è stato celebrato dal presidente  Zelensky ma anche dal comandante Zinkevych: “Non avremo mai un vantaggio  numerico sul nemico, dobbiamo ottenere questo vantaggio attraverso la  tecnologia''.

Ucraina, la guerra dei soldati robot che conquistano postazioni russe

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Identificati 45 bimbi ucraini rapiti e portati in Russia e Bielorussia

L’operazione dell’Europol ha coinvolto 40 esperti di intelligence  provenienti da 18 Paesi europei, oltre alla Corte penale internazionale.  Le informazioni raccolte sono state trasmesse alle autorità ucraine per  favorire indagini e ritrovamenti.

Identificati 45 bimbi ucraini rapiti e portati in Russia e Bielorussia

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Mosca esorta a evacuare le ambasciate straniere a Kiev per parata 9 maggio

La Russia ha esortato le ambasciate straniere a garantire la "tempestiva evacuazione" del proprio personale e dei propri cittadini da Kiev in caso di un attacco russo sulla città. Lo ha dichiarato in serata il ministero degli Esteri di Mosca. In una nota indirizzata alle ambasciate straniere, la Russia ha avvertito che avrebbe lanciato un "attacco di rappresaglia" sulla capitale ucraina se l'Ucraina avesse interrotto le commemorazioni del 9 maggio a Mosca, e le ha esortate a "garantire la tempestiva evacuazione del personale delle missioni diplomatiche e di altro tipo, nonché dei cittadini, dalla città di Kiev". 

Chi è Vladimir Solovyov, star della tv russa che ha insultato Meloni

Vladimir Solovyov si è scagliato contro la premier italiana Giorgia Meloni durante il suo programma su Telegram Polnyj Kontakt (Full Contact).  Il conduttore tv ha insultato e offeso la presidente del Consiglio  parlando anche in italiano. L’attacco ha provocato la reazione immediata  dell’Italia, che ha subito convocato l'ambasciatore russo Alexey  Paramonov. Tanti i messaggi di solidarietà indirizzati a Meloni, dal  presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai vari leader politici.  Ma chi è Vladimir Solovyov? Star della tv di Stato russa, re nello  scacchiere della propaganda di Vladimir Putin, è noto per le sue minacce  belliciste contro i Paesi europei. Considerato un megafono dello zar, è  sotto sanzioni da parte dell’Occidente.

Chi è Vladimir Solovyov, star della tv russa che ha insultato Meloni

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Ucraina verso l’Ue, le proposte alternative di Germania e Francia

La caduta di Viktor Orban in Ungheria ha aperto nuovi scenari in seno  all’Unione europea, e questo potrebbe cambiare anche le prospettive per  un’eventuale adesione dell’Ucraina al blocco: nei giorni scorsi infatti  la commissaria europea all'Allargamento Marta Kos si è detta ottimista  sul fatto che il cambio di governo a Budapest possa sbloccare l'iter per  l'ingresso di Kiev in Ue. "Non stiamo perdendo tempo nel percorso di  adesione dell'Ucraina all'Ue: siamo ora ottimisti sul fatto che, con il  sostegno del nuovo governo ungherese, il Consiglio sarà presto in grado  di aprire formalmente tutti i gruppi negoziali", ha detto l’esponente  della Commissione in audizione alla commissione Esteri del Parlamento  europeo.

Ucraina verso l’Ue, le proposte alternative di Germania e Francia

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Russia, parate per il Giorno della vittoria ridotte o cancellate

Le limitazioni non riguardano solo Mosca e San Pietroburgo, ma anche  molte altre città, con eventi ridimensionati o cancellati. Stop o  modifiche alle parate sono stati annunciati in diverse zone della  Russia, tra cui Samara, Krasnodar, Kaliningrad, Chuvashia e Kaluga.

Russia, parate per il Giorno della vittoria ridotte o cancellate

Russia, parate per il Giorno della vittoria ridotte o cancellate

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L'Estonia vieta agli stranieri di effettuare donazioni ai partiti del Paese

Il parlamento estone ha approvato oggi, con 50 voti a favore e 22 contrari, una proposta di legge che vieta a cittadini di Paesi terzi di effettuare donazioini a favore dei partiti politici estoni. Secondo quanto affermato dagli autori della proposta, la norma intende rendere più trasparente il finanziamento dei partiti nel Paese, limitando al contempo a Stati esteri di influire sui processi politici dell'Estonia.

A Milano la terza edizione del festival 'Ucraina è Ucraina'

Per il terzo anno consecutivo torna a Milano il Festival della cultura   ucraina “Ucraina è Ucraina”, con una nuova edizione ampliata su due   giornate, dedicate al dialogo tra storia, cultura e contemporaneità.

A Milano la terza edizione del festival 'Ucraina è Ucraina'

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Ambasciata ucraina: "Accettare la Russia alla Biennale è una forma di complicità"

"Il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia è una vergogna per  coloro che lo hanno reso possibile, in aperta violazione dei valori  democratici, della responsabilità morale e della risposta internazionale  fondata su principi nei confronti della brutale guerra della Russia  contro l'Ucraina". E' quanto si legge in una dichiarazione  dell'Ambasciata ucraina in Italia. "Il silenzio e l'ignorare i crimini  della Russia in tempo di guerra cessano di essere una posizione al di  fuori della politica e diventano invece una forma di complicità -  prosegue la nota -. Coloro che si rifiutano di difendere i valori  democratici e la vita umana, scegliendo invece di accomodare  l'aggressore, non proteggono la libertà artistica: servono gli interessi  dell'aggressore, contribuiscono a legittimarne i crimini e ne  diffondono la propaganda, minando al contempo la propria credibilità e  autorità morale". "Non si può ignorare il fatto che la cultura in Russia  sia inseparabile dal suo regime militarista - sottolinea ancora  l'Ambasciata -. Il padiglione russo alla Biennale, con i suoi legami con  il complesso militare-industriale russo e con la leadership politica  del Paese, ne è un'ulteriore prova. La cultura russa alla Biennale di  Venezia è inseparabile dai crimini di guerra della Russia, dal suo  terrore sistematico e dalle politiche volte alla distruzione  dell'identità nazionale ucraina". "Centinaia di artisti e figure  culturali ucraine non potranno mai più presentare le proprie opere al  mondo - si legge ancora nella nota -. Sono stati uccisi dalla Russia sia  sul campo di battaglia sia nelle città pacifiche che la Russia  terrorizza quotidianamente. Migliaia di siti del patrimonio culturale,  musei, teatri, biblioteche, archivi e infrastrutture culturali sono  stati danneggiati o distrutti. Queste perdite vanno ben oltre la  distruzione materiale: fanno parte della deliberata campagna della  Russia per cancellare la cultura ucraina, la memoria storica e il  diritto stesso dell'Ucraina a esistere". "È quindi impossibile  considerare la partecipazione dello Stato aggressore ai principali  eventi culturali internazionali al di fuori del contesto della guerra  che esso stesso ha scatenato", rimarca l'Ambasciata.

Estonia: "Necessario non lasciare spazio a Putin per fare calcoli"

"Non possiamo avere paura. La paura è lo strumento che Putin usa contro l'Occidente. Ma la cosa più importante è essere uniti e coordinati in modo da non dare a Putin motivi per fare calcoli, come successo in Ucraina nel 2002. Se Putin avesse saputo che l'aggressione contro l'Ucraina sarebbe durata più di 4 anni, non avrebbe osato attaccare". Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, in un'intervista rilasciata alla televisione di Stato lituana, Lrt.    Tsahkna ha invitato gli alleati europei ad essere realisti e riconoscere che le regole che hanno guidato il mondo dopo la fine della Seconda guerra mondiale stanno cambiando.    "Dobbiamo portare in eredità per il futuro il meglio che abbiamo fatto nel passato. Mi riferisco prima di tutto ai principi di integrità territoriale e sovranità: sono importanti e continueranno ad esserlo anche per i Paesi di dimensioni maggiori. Su questi principi dobbiamo mantenere la nostra unità", ha detto ancora il ministro estone.

Biennale Arte, ambasciatore Russia: "Con Italia ripristino dialogo partendo dalla cultura"

Il ritorno della Federazione Russa alla Biennale Arte è "un messaggio  positivo e costruttivo, innanzitutto di disponibilità a continuare i  nostri scambi culturali con l’Italia, con l’obiettivo anche di arrivare a  un dialogo politico equilibrato nelle nostre relazioni bilaterali". Lo  ha detto all'Adnkronos l'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramanov,  in occasione dell'opening uffciale su invito del padiglione della  Russia alla 61/a Esposizione internazionale d'Arte.  "Il  nostro padiglione fa parte di questi scambi culturali da più di  cent’anni - ha aggiunto Paramanov - E vedo che da parte italiana non c’è  la volontà di interromperli. Non vuole interrompere questo dialogo  culturale, che è importante e consolidato. Dagli scambi culturali si può  poi passare anche a un ripristino più ampio delle relazioni tra i  popoli, nel senso più generale. Serve però un po’ di coraggio, ma anche  buona volontà, e la capacità di tenere conto degli interessi reali, non  di interessi imposti o artificiosi, che non rispecchiano quelli  autentici né della Russia né dell’Italia".

Ucraina, sindaco Mariupol: "Per ricostruzione 20 anni e 14 mld"

Quella di Mariupol e' "la piu' grande tragedia in territorio ucraino" della guerra di invasione russa. Lo ha dichiarato il sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko, intervenuto alla sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni. "Sono 12.500 persone morte tra i cittadini. Inoltre, questa e' la citta' con il maggior numero di sfollati interni, con 350 mila persone che hanno dovuto lasciare la citta' e trasferirsi all'interno del territorio ucraino", ha aggiunto. "Oggi ci prendiamo cura di 200 mila persone di Mariupol, ma il 60% degli edifici della citta' non esiste piu'. L'aviazione russa li ha distrutti", ha precisato Boychenko. La Russia, ha sottolineato, "ha distrutto le nostre vite, i nostri edifici. Il numero esatto delle vittime non e' ancora del tutto noto", ha proseguito. Insieme alle autorita' regionali, ha spiegato Boychenko, sono stati creati 43 centri di supporto alla citta' di Mariupol in 22 citta' ucraine diverse. Il progetto si chiama "I am from Mariupol" e da assistenza medica a persone da varie parti dell'Ucraina, oltre che da Mariupol. "Vogliamo preservare la nostra identita'", ha detto parlando di oltre 200 mila persone e circa 70 mila famiglie assistite. "Quello che vogliamo fare in futuro e' ricostruire Mariupol. Abbiamo un progetto urbanistico e abbiamo calcolato che nella citta' dovrebbero vivere circa 250 mila persone, con venti anni di tempo per la ricostruzione e 14 miliardi di euro necessari. Due mesi di bombe corrispondono a 20 anni di lavoro per la ricostruzione", ha concluso. Nel corso del suo intervento sono state trasmesse immagini della citta' come e' adesso, sotto il controllo russo, e di come l'Ucraina la vorrebbe ricostruire, compreso il Teatro d'arte drammatica, divenuto tristemente famoso per i bombardamenti dell'esercito russo.

Mosca: "Discriminatorio il divieto di Berlino ai simboli della Vittoria sul nazismo"

L'ambasciata russa in Germania ha definito "infondato, discriminatorio e ostile" il divieto imposto dalle autorità berlinesi sull'esposizione di bandiere e simboli russi associati al Giorno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica (8 e 9 maggio) presso i monumenti commemorativi di guerra sovietici. Lo si legge in una dichiarazione della missione diplomatica russa.    "Per ordine delle autorità di Berlino, l'8 e il 9 maggio 2026 sarà nuovamente vietata l'esposizione delle bandiere russa e bielorussa, nonché di simboli indissolubilmente legati alla celebrazione del Giorno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica e alla liberazione della Germania e dell'Europa dal nazismo, presso i monumenti commemorativi sovietici di Treptower Park, Tiergarten e Pankow. Tra questi figurano la Bandiera Rossa della Vittoria, la bandiera e lo stemma dell'Urss, il Nastro di San Giorgio, le uniformi militari storiche e le canzoni e le marce sovietiche degli anni della guerra", ha dichiarato l'ambasciata russa. La rappresentanza diplomatica russa ha definito tali restrizioni "una palese mancanza di rispetto per la memoria dei caduti".    "Nessuna restrizione cambierà il fatto che il popolo sovietico multietnico ha dato un contributo decisivo alla sconfitta della Germania nazista e dei suoi complici europei, pagando un prezzo altissimo", ha concluso l'ambasciata russa.

Biennale, Micallef: "No palchi europei per propaganda russa"

"La mia posizione rimane invariata. La cultura europea e i palcoscenici europei non devono mai essere utilizzati per la propaganda russa. Questa e' una posizione ferma, un impegno fermo. Abbiamo espresso la nostra posizione in modo molto chiaro a questo proposito. Non ci sara' alcun sostegno europeo all'utilizzo dei palcoscenici per la propaganda". Lo ha detto il commissario Ue all'equita' intergenerazionale, la gioventu', la cultura e lo sport, Glenn Micallef a margine della 171 sessione plenaria del Comitato delle Regioni al Parlamento europeo.

F-16 portoghese decolla dall'Estonia e intercetta due velivoli russi

Un velivolo F-16M dell'Aeronautica Militare portoghese è decollato in allerta (scramble, ndr) dalla base aerea di Ämari, in Estonia, per identificare e scortare un Su-27 Flanker e un An-12 Cub russi. Si è trattato del sesto intervento di intercettazione del distaccamento dal 1 aprile nell'ambito della missione "Air Policing 2026" potenziata della Nato. Lo fa sapere il comando aereo dell'Alleanza.

Mattarella: "Futuro dipende da noi,vale anche di fronte guerre"

"Quel che ha fatto seguito alla tragedia di 50 anni or sono conferma che il futuro dipende da noi, che l'esito della storia non e' mai scontato, ma e' affidato alla responsabilita' e alle scelte di persone e comunita'. Un insegnamento, qui manifestato in Friuli, che vale sempre, anche oggi di fronte alle guerre, agli squilibri crescenti del mondo alle volonta' di sopraffazione". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia in occasione del 50mo anniversario del terremoto in Friuli Venezia Giulia.

Ucraina, media: "Zelensky non ha ancora deciso su tregua V-Day"

L'Ucraina non ha ancora preso una decisione in merito al cessate il fuoco proposto da Mosca per l'8 e il 9 maggio, in occasione del Giorno della Vittoria. Lo riporta la Bbc, citando una fonte all'interno del governo ucraino. Il quotidiano ucraino in lingua inglese Kyiv Independent aveva riportato che un "alto funzionario ucraino" rimasto anonimo ha affermato che l'Ucraina "non vede alcun motivo per osservare un cessate il fuoco durante la parata" militare prevista a Mosca in Piazza Rossa il 9 maggio. "Il presidente non ha ancora preso una decisione definitiva riguardo al 9 maggio. Sta valutando la situazione giorno per giorno, il che significa che se attaccano oggi, lo faremo anche noi domani", ha dichiarato la fonte della Bbc. Le autorita' russe hanno dichiarato un cessate il fuoco per l'8 e il 9 maggio e hanno minacciato di lanciare un attacco missilistico sul centro di Kiev se l'Ucraina avesse tentato di interrompere le celebrazioni per l'anniversario del Giorno della Vittoria. In risposta, Zelensky ha annunciato un cessate il fuoco a partire dal oggi e ha promesso azioni "speculari" in caso di violazione del cessate il fuoco.

Tensione davanti al Padiglione di Mosca alla Biennale

Tensione davanti al Padiglione russo alla Biennale di Venezia nel giorno dell'apertura ufficiale su invito. Grande schieramento di polizia e manifestanti, alcuni con le bandiere ucraine, che gridano "Russia Stato terrorista" e mostrano cartelli con scritte contro Mosca.    Dentro il Padiglione al piano superiore durante un'esibizione un giovane ha lanciato verso il pubblico il contenuto di una bottiglia di latte e ha scaraventato contro il muro una fetta di parmigiano, ma è stao subito bloccato dalle forze dell'ordine.

Ministri Ucraina, Polonia e Baltici: la Russia usa la cultura per ripulirsi

"I valori di libertà, dignità umana e democrazia sono gli stessi che l'aggressione russa cerca di distruggere. Uno Stato che muove una guerra di aggressione non può presentarsi come rappresentante della cultura. Riaffermiamo il nostro sostegno alla libertà artistica e di espressione, ma questa libertà non deve essere strumentalizzata per 'ripulire' i crimini di Stato o conferire legittimità all'aggressione": così la ministra della Cultura dell'Ucraina Tetiana Berezhna, in un evento alla Biennale Arte alla presenza dei ministri della Cultura di Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia, che hanno condiviso il 'no' alla presenza di Mosca. "Chiediamo alla Federazione Russa di porre immediatamente fine alla sua guerra di aggressione e di impegnarsi in sforzi genuini con la comunità internazionale per il ripristino di una pace globale, giusta e duratura che rispetti pienamente la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti, compresi il mare territoriale e i diritti delle persone. Riaffermiamo il nostro impegno verso le sanzioni europee e internazionali imposte alla Russia. La partecipazione a eventi culturali internazionali non è esente da questo onere", ha sottolineato la ministra ucraina Berezhna.      "Al contrario, proprio tali piattaforme non devono essere utilizzate per aggirare le conseguenze politiche e morali delle azioni della Russia. A questo proposito, chiediamo l'attuazione di misure restrittive mirate contro individui, inclusi esponenti della cultura e funzionari, che sostengono apertamente la guerra o sono attivamente coinvolti nella propaganda di Stato", ha aggiunto. "L'aggressore non può essere premiato con la partecipazione ai più prestigiosi eventi culturali mondiali, inclusa la Biennale, finché continua la sua guerra brutale e deve ancora risarcire i danni causati. La Biennale è stata a lungo uno spazio per affermare la nostra comune umanità attraverso l'arte. Quella libertà è incompatibile con la presenza di uno Stato che distrugge sistematicamente la nostra cultura e le vite di intere nazioni. Chiediamo alla comunità internazionale di stare con l'Ucraina".    Le ha fatto eco la ministra della Cultura e del Patrimonio della Polonia, Marta Tsiolkowska: "Può uno Stato che distrugge il patrimonio di un'altra nazione presentarsi sui palcoscenici più prestigiosi della cultura globale? La nostra risposta è chiara: NO. Non si tratta di chiudere lo spazio al dialogo, ma di garantire che la cultura non venga usata per legittimare la violenza. La presenza della Russia alla Biennale non è un gesto artistico naturale: è un tentativo di 'ripulire' la propria immagine e coprire la violenza con l'estetica. È un classico meccanismo di propaganda. Non possiamo permettere che l'aggressore riconquisti un'innocenza simbolica. Dobbiamo sostenere gli artisti ucraini che creano sotto le bombe. La cultura ucraina oggi non è solo una testimone della storia, la scrive. È un atto di resistenza. Se restiamo in silenzio oggi, dicendo che questo non è un luogo per la politica, lasceremo spazio alla politica peggiore, quella costruita sulla violenza e sulle bugie. La cultura deve rimanere uno spazio di libertà".    Anche per la Lituania "lo spazio culturale non deve essere sottomesso all'aggressione. La nostra presenza qui è un segno di solidarietà. La nostra esperienza storica sotto l'occupazione sovietica ci permette di riconoscere presto i meccanismi di repressione culturale e di rispondere senza permettere che i riferimenti alla 'libertà artistica' oscurino la propaganda. Sosteniamo lo sviluppo di un quadro internazionale per la ripresa culturale dell'Ucraina, documentando i crimini culturali e assicurando finanziamenti a lungo termine per il restauro. Al centro di questi sforzi ci sono le persone: il capitale umano dell'Ucraina".       Per l'Estonia, "gli aggressori devono essere isolati. Ecco perché le sanzioni non sono gesti opzionali, ma obblighi vincolanti. La libertà artistica non può e non deve essere usata per ripulire i crimini di guerra".     Infine la Lettonia, che attraverso la ministra della Cultura Agnes Lāce aveva firmato la lettera - sostenuta da 23 ministri della Cultura europei - contro la partecipazione russa alla Biennale di Venezia - questione che sarà discussa a Bruxelles il 12 maggio - ha sottolineato che "la Russia usa la Biennale come uno strumento di 'soft power', pensando che saremmo rimasti in silenzio. Ma non lo saremo. Siamo qui per la libertà, siamo qui per l'Ucraina. Verremo visti e ascoltati. C'è un movimento di artisti lettoni, lituani ed estoni che sostiene la libertà dell'Ucraina. Slava Ukraini!".

Sindaco Mariupol: "Distrutta in due mesi, serviranno vent'anni"

Quella di Mariupol è "la più grande tragedia che abbia colpito il territorio ucraino. Tra i cittadini di Mariupol sono morte 12.500 persone. Inoltre, questa è la città più grande quando si parla di sfollati interni: 350.000 hanno dovuto lasciare la città per il territorio ucraino e oggi ci prendiamo cura di 200.000 persone che rimangono a Mariupol. Il 60% degli edifici e della città di Mariupol non esiste più. L'aviazione russa l'ha distrutta. Quindi il 1° marzo" 2022 "la città era già circondata e sotto assedio. La Russia voleva assaltare e distruggere la città con l'aviazione, passo dopo passo, edificio dopo edificio. Hanno distrutto le nostre vite, i nostri edifici".   Lo ha dichiarato Vadym Bojčenko, sindaco di Mariupol, in audizione alla Commissione Sviluppo regionale del Parlamento europeo.       "Insieme alle autorità regionali - ha aggiunto - abbiamo creato 43 centri in 22 città ucraine per sostenere gli abitanti di Mariupol e tutta la regione di Donetsk. Forniamo loro assistenza medica. Ci sono centri per le famiglie, centri ricreativi, asili per quasi 200.000 persone e quasi 70.000 famiglie. Ecco com'è Mariupol oggi". Il primo cittadino ha poi stimato in "14 miliardi di euro" e "vent'anni di ricostruzione" il tempo e le risorse necessarie a ricostruire la città distrutta in "due mesi di bombardamenti".

Russia, V-Day: Patriarca benedice soldati che sfileranno a Mosca

Il Patriarca di Mosca Kirill ha celebrato la divina liturgia nella cattedrale delle Forze Armate russe, vicino Mosca, benedicendo i partecipanti alla parta del 9 maggio prevista sulla Piazza Rossa, nell'81esimo anniversario della vittoria dell'Urss di Stalin sulla Germania nazista. Oltre al personale militare della parata, alla liturgia hanno partecipato il ministro della Difesa Andrei Belousov, il suo vice Viktor Goremykin e rappresentanti dei comandi militari centrali, come riporta la Tass. Kirill, ha fatto sapere il ministero della Difesa, si e' rivolto ai partecipanti alla parata, al personale militare e ai fedeli presenti nella cattedrale con un sermone e congratulazioni in onore del Giorno della vittoria in quella che la Russia chiama la Grande Guerra Patriottica del 1941-1945. Complice anche la Chiesa ortodossa, sotto Vladimir Putin il Gorno della Vittoria - 'Den Pobedy' in russo - e' diventato una sorta di culto religioso. I vertici della Chiesa sono stati chiari nel respingere le leggende sulla conversione e il pentimento di Stalin sul finire della sua vita, ma non hanno contrastato la lettura dell'esperienza sovietica in chiave positiva. Il Patriarca ha definito la vittoria dell'Armata Rossa su Hitler come un "miracolo di Dio". Per il 70esimo anniversario, nel 2015, dal monte Athos e' stata portata in Russia l'arca con la mano destra di san Giorgio il Vittorioso e l'icona del Grande Martire, protettore di Mosca, esposta alla venerazione dei fedeli per due mesi anche a San Pietroburgo e in altre dodici citta' del Paese. In passato, sempre Kirill ha dichiarato che "non ci sarebbe la Russia moderna oggi, se non fosse stato per l'impresa delle generazioni precedenti, che negli anni Venti-Trenta non si limitarono ad arare la terra, ma crearono l'industria, la scienza e il potere di difesa del Paese". "Glorificato e messo al centro dell'autocoscienza di massa russa, in nome del Den Pobedy si e' finito per giustificare le repressioni staliniane, le vittime di collettivizzazione, industrializzazione e guerra, diventate sacrifici necessari per la salvezza del Paese", ha denunciato in passato uno dei maggiori sociologi russi, Lev Gudkov.

Russia: Slovacchia non rivela l'itinerario di Fico per Mosca

 Il ministero degli Esteri slovacco non rivelera' l'itinerario del primo ministro Robert Fico per recarsi a Mosca il 9 maggio in occasione della Festa della Vittoria per motivi di sicurezza. Lo riferisce la testata Denni'k N. "Per ragioni di sicurezza", il ministro degli Esteri slovacco Juraj Blanar "non ha voluto dire, dopo la riunione di governo, quale rotta avrebbe percorso Fico per Mosca", si legge in un comunicato stampa. Al momento Lituania, Lettonia, Estonia e Polonia hanno gia' detto che negheranno il permesso di sorvolo sui loro cieli all'aereo governativo slovacco.

Ucraina, Zelensky: "Ungheria ha restituito i fondi di Oschadbank"

Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che l'Ungheria ha restituito denaro contante e oro sequestrati ai dipendenti di una banca statale ucraina a marzo, nel contesto di una disputa politica. "Un passo importante nelle relazioni con l'Ungheria: oggi sono stati restituiti i fondi e i beni di valore della Oschadbank sequestrati dai servizi segreti ungheresi a marzo di quest'anno", ha dichiarato Zelensky in un comunicato diffuso sui social media. L'annuncio segna un ulteriore disgelo nei rapporti tra Kiev e Budapest dopo la sconfitta elettorale di Viktor Orba'n, il premier nazionalista e filo-Cremlino, avvenuta ad aprile. "Sono grato all'Ungheria per il suo approccio costruttivo e per il suo gesto civile", ha aggiunto il leader ucraino. Kiev aveva accusato Budapest di sequestro di persona per la detenzione di sette dipendenti della Oschadbank che transitavano attraverso l'Ungheria con 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e nove chilogrammi di lingotti d'oro, anch'essi sequestrati. Budapest ha rilasciato i dipendenti della banca il giorno successivo, in seguito alle proteste di Kiev, ma ha trattenuto il denaro e l'oro fino all'annuncio di mercoledi'. L'Ucraina ha affermato che la banca stava effettuando un trasferimento di routine nel rispetto di tutte le leggi vigenti, mentre l'Ungheria ha dichiarato che i dipendenti erano stati arrestati nell'ambito di un'indagine per riciclaggio di denaro. L'incidente ha scatenato accesi scambi di battute tra i due Paesi vicini, che si sono spesso scontrati a causa di quella che l'Ucraina considera la vicinanza di Orban a Mosca nel contesto dell'invasione russa. Le relazioni si sono notevolmente distese dopo l'elezione del leader dell'opposizione Peter Magyar, che ha annunciato l'intenzione di incontrare Zelensky. Orban, destituito dopo 16 anni al potere, aveva ripetutamente utilizzato il diritto di veto dell'Ungheria per bloccare gli aiuti finanziari dell'Ue all'Ucraina e le sanzioni contro la Russia.

Filorussi: 2 morti per attacchi di artiglieria ucraini nel Kherson

Due civili sono stati uccisi da attacchi di artiglieria dell'esercito ucraino su Alyoshki, nella regione ucraina sotto controllo russo di Kherson. Lo ha dichiarato il capo dell'amministrazione filorussa, Vladimir Saldo. "Gli attacchi di artiglieria su Alyoshki hanno ucciso una donna nata nel 1969 e un uomo nato nel 1949", ha scritto Saldo su Telegram. Attacchi di droni hanno danneggiato anche infrastrutture a Novaya Mayachka, Novokamenka, Petropavlovka e Suvorovo, ha aggiunto il governatore.

Politecnico di Torino, 150 borse di studio per studenti da Paesi in guerra

Il Politecnico di Torino annuncia un bando speciale di 150 borse di studio da mille euro l'una per studenti e studentesse provenienti da Paesi nei quali sono in corso conflitti armati. Sono inoltre previste proroghe di quindici giorni dei termini per il pagamento della terza rata, per i colloqui necessari a richiedere borse di studio per i dottorati e per la presentazione delle domande di ammissione online per le Lauree magistrali.     Tra le misure previste vi è anche la cosiddetta neutralizzazione dell'anno accademico: il periodo in cui si verifica lo scoppio del conflitto nel Paese d'origine dello studente o della studentessa non viene conteggiato ai fini della progressione della carriera didattica. Vengono anche potenziati i servizi di supporto psicologico (Spazio di Ascolto) e amministrativo (Immigration Desk).     Le borse di studio, del valore complessivo di 150mila euro, sono state finanziate attraverso il Fondo di solidarietà di Ateneo stanziato dal Consiglio di Amministrazione. Sessantasei sono destinate agli studenti che frequentano un corso di laurea e ottantaquattro agli iscritti a una Laurea magistrale. I richiedenti devono essere iscritti con carriera attiva all'anno accademico 2025/26, possedere specifici requisiti di merito ed essere provenienti da uno dei Paesi individuati dalla Commissione Contribuzione Studentesca. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 15 maggio.     "Con questa iniziativa il Politecnico di Torino conferma il proprio impegno nel promuovere un'università inclusiva e attenta alle dinamiche globali - dichiara il Rettore Stefano Corgnati - Garantire il diritto allo studio anche in contesti di forte instabilità significa investire nel futuro e nel valore della conoscenza come strumento di dialogo e sviluppo". 

A Milano la terza edizione del festival 'Ucraina è Ucraina'

Per il terzo anno consecutivo torna a Milano il Festival della cultura  ucraina “Ucraina è Ucraina”, con una nuova edizione ampliata su due  giornate, dedicate al dialogo tra storia, cultura e contemporaneità.

A Milano la terza edizione del festival 'Ucraina è Ucraina'

A Milano la terza edizione del festival 'Ucraina è Ucraina'

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Kiev: Mosca ha violato il cessate il fuoco

Zelensky: Mosca ha violato tregua, agiremo di conseguenza

"La scelta della Russia rappresenta un evidente disprezzo per il cessate il fuoco e per la salvaguardia delle vite umane". Lo scrive su X il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky. "L'Ucraina ha affermato che avrebbe agito di conseguenza, tenendo conto dei continui appelli della Russia per un cessate il fuoco durante la parata di Mosca. È ovvio a qualsiasi persona di buon senso che una guerra su vasta scala e l'uccisione quotidiana di persone non siano il momento adatto per 'celebrazioni' pubbliche. Sulla base dei rapporti serali delle nostre forze armate e dell'intelligence, decideremo le nostre prossime azioni".

Media: droni russi su un asilo nido a Sumy, in corso operazioni di salvataggio'

"Le forze russe hanno colpito un asilo nido nella parte centrale di Sumy con due droni d'attacco". Lo riferisce Artem Kobzar, sindaco ad interim di Sumy, ripreso da Ukrainska Pravda. Mentre le operazioni di salvataggio sono in corso, le informazioni su eventuali vittime e feriti sono ancora in fase di verifica. Oleh Hryhorov , capo dell'amministrazione militare dell'oblast di Sumy, ha inoltre esortato i residenti a rimanere in luoghi sicuri perché l'attacco è ancora in corso.

Ambasciatore Russia alla Biennale: Italia bersaglio di brutali diktat Ue

"C'è qualcosa di veramente morboso e irrazionale nell'ossessione dell'Ue di perseguitare la cultura e l'arte russa attraverso sanzioni e ogni sorta di restrizione". Così su Facebook l'ambasciatore della Russia in Italia A.V. Paramonov che oggi ha inaugurato il padiglione russo della Biennale. "È molto deplorevole che la leadership italiana, così come la Direzione della Biennale, siano diventate bersaglio di inaccettabili e brutali diktat e pressioni da parte dell'Ue i cui burocrati grigi e senza volto hanno fatto di tutto per abbassare la 'cortina di ferro' e impedire qualsiasi scambio tra i paesi Ue e la Russia".

Ucraina, raid russi prima e dopo la tregua di Kiev

Mosca, l'esercito ucraino attacca un edificio amministrativo di Energodar

Le forze armate ucraine hanno nuovamente attaccato un edificio amministrativo di Energodar. L'attacco è avvenuto dopo l'annuncio del cessate il fuoco da parte di Kiev. La centrale nucleare di Zaporizhzhia non è stata attaccata, ha dichiarato a Tass la responsabile dell'ufficio stampa dell'impianto, Evgeniya Yashina. "Gli attacchi alla città continuano. Ci sono stati ulteriori attacchi a un edificio amministrativo e agli edifici residenziali", ha affermato Yashina. 

Mosca: "L'esercito ucraino attacca un edificio amministrativo di Energodar"

Le forze armate ucraine hanno nuovamente attaccato un edificio amministrativo di Energodar. L'attacco è avvenuto dopo l'annuncio del cessate il fuoco da parte di Kiev. La centrale nucleare di Zaporizhzhia non è stata attaccata, ha dichiarato a Tass la responsabile dell'ufficio stampa dell'impianto, Evgeniya Yashina. "Gli attacchi alla città continuano. Ci sono stati ulteriori attacchi a un edificio amministrativo e agli edifici residenziali", ha affermato Yashina. 

Mosca: "Furia neonazista di Kiev si intensifica in vista del 9 maggio"

Mosca ha denunciato quella che ha definito la "furia neonazista" di Kiev condannando un bombardamento compiuto dalle forze ucraine nella notte sulla Crimea occupata dai russi, che secondo le autorità locali ha provocato cinque morti nella città di Dzhankoy. "Questo è un atto di terrorismo del regime di Kiev, la cui furia neonazista si è intensificata in vista del 9 maggio", ha detto alla Tass la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, riferendosi all'anniversario della vittoria sul nazifascismo nella cosiddetta Grande Guerra Patriottica, che verrà celebrato sabato. 

Zelensky: "La linea del fronte è sempre lì, dove sono i nostri soldati"

"Qualunque cosa accada, la linea del fronte e le posizioni dell'Ucraina sono sempre lì dove si trovano i nostri soldati". A dirlo, in un post su X, è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Grazie a ogni nostro guerriero, a tutte le brigate da combattimento, che fanno il massimo per distruggere l'occupante e difendere l'Ucraina", ha aggiunto il leader di Kiev.

Kiev: "La Russia ha violato tregua. Lanciati 108 droni"

L'Ucraina ha accusato la Russia di avere violato il cessate il fuoco proclamato da Kiev a partire dalla mezzanotte scorsa. "Gli attacchi russi, con l'impiego di 108 droni e 3 missili, sono proseguiti per tutta la notte, compresi i bombardamenti mattutini su Kharkiv e Zaporizhzhia", ha scritto su X il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha. "Mosca ha ignorato ancora una volta un appello realistico ed equo a porre fine alle ostilità, sostenuto da altri Stati e organizzazioni internazionali. Ciò dimostra che la Russia rifiuta la pace e che i suoi falsi appelli a un cessate il fuoco il 9 maggio non hanno nulla a che vedere con la diplomazia", ha proseguito. "A Putin interessano solo le parate militari, non le vite umane. Un simile atteggiamento richiede una pressione forte e crescente sul regime russo, comprese nuove ondate di sanzioni, l'isolamento, l'assunzione di responsabilità per i crimini russi e un maggiore sostegno all'Ucraina in tutti i settori", ha assicurato.

Kiev: "La Russia ha violato il cessate il fuoco, rifiutano la pace"

Kiev ha dichiarato che la Russia ha violato il cessate il fuoco unilaterale richiesto dall'Ucraina attaccando città ucraine con 108 droni da combattimento e tre missili. "Questo dimostra che la Russia rifiuta la pace e che i suoi falsi appelli al cessate il fuoco del 9 maggio non hanno nulla a che fare con la diplomazia. A Putin interessano solo le parate militari, non le vite umane", ha scritto sui social media il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga, riferendosi all'appello unilaterale del Cremlino per la cessazione delle ostilità durante la parata militare per la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale del 9 maggio. 

Guerra e spese Nato per la Difesa, cos’è il “defence-washing” e cosa succede in Ue

Il governo italiano vorrebbe inserire i fondi contro il caro-energia nelle spese militari, per cui è possibile scostarsi dal tetto del 3% del deficit fissato dall'Ue, ma Bruxelles ha negato questa possibilità. Diversi altri Stati europei hanno però già fatto rientrare finanziamenti di vario tipo nell'alveo delle risorse per la Difesa, anche per raggiungere una spesa di almeno del 2% del Pil in spese militari, come chiede la Nato. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" andata in onda il 5 maggio

Spese per la Difesa, cos’è il defence-washing e cosa succede in Ue

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Mosca: 53 droni ucraini distrutti stanotte su Russia e Mar Nero

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto stanotte 53 droni ad ala fissa ucraini "sui territori delle regioni di Belgorod, Bryansk e Kursk, sulla regione di Mosca, sulla Repubblica di Crimea e sulle acque del Mar Nero". Lo riporta l'agenzia di stampa Tass. 

Kiev denuncia attacco russo durante cessate il fuoco unilaterale

Il comandante militare della regione di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov, ha denunciato un attacco russo contro attrezzature industriali nella zona, mentre Kiev annunciava l'osservanza di un cessate il fuoco unilaterale a partire dalla mezzanotte. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che Kiev risponderà "simmetricamente" a qualsiasi violazione del cessate il fuoco, mentre la Russia stessa chiede una tregua per le celebrazioni della vittoria sulla Germania nazista del 9 maggio.

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