L’Ucraina verso l’Ue, le proposte alternative di Germania e Francia all’adesione di Kiev

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Introduzione

La caduta di Viktor Orban in Ungheria ha aperto nuovi scenari in seno all’Unione europea, e questo potrebbe cambiare anche le prospettive per un’eventuale adesione dell’Ucraina al blocco: nei giorni scorsi infatti la commissaria europea all'Allargamento Marta Kos si è detta ottimista sul fatto che il cambio di governo a Budapest possa sbloccare l'iter per l'ingresso di Kiev in Ue. "Non stiamo perdendo tempo nel percorso di adesione dell'Ucraina all'Ue: siamo ora ottimisti sul fatto che, con il sostegno del nuovo governo ungherese, il Consiglio sarà presto in grado di aprire formalmente tutti i gruppi negoziali", ha detto l’esponente della Commissione in audizione alla commissione Esteri del Parlamento europeo.

Quello che devi sapere

Il futuro del prestito da 90 miliardi

La commissaria Kos ha aggiunto che "solo due settimane fa la Verkhovna Rada (il parlamento ucraino, ndr) ha approvato importanti leggi. Ciò sbloccherà ulteriori 2,7 miliardi di euro di sostegno al bilancio nell'ambito del Fondo per l'Ucraina. Questo è un momento cruciale per stabilizzare il fabbisogno di liquidità dell'Ucraina. La sessione della Rada di fine aprile offre un'ulteriore opportunità per consolidare questo trend positivo". E ancora, "prevediamo che, non appena il petrolio riprenderà a fluire nell'oleodotto Druzhba, cosa che potrebbe accadere questa settimana, saremo in grado di fornire all'Ucraina il prestito di 90 miliardi di euro tanto atteso".

 

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La posizione di Germania e Francia

Tuttavia, a fare da contraltare all’ottimismo della commissaria Kos è arrivata una rivelazione del Financial Times: secondo il quotidiano infatti Germania e Francia avrebbero chiesto che all'Ucraina vengano concessi benefici "simbolici" in una fase di pre-adesione all'Ue, che escluda però i sussidi agricoli di Bruxelles e il diritto di voto. Posizioni che non soddisferebbero le speranze di Kiev di un'adesione accelerata in seguito a un potenziale accordo di pace con la Russia.

 

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No alla modifica del processo di adesione

Da parte sua il presidente ucraino Volodymyr Zelensky auspicherebbe l'adesione all'Unione come uno dei principali vantaggi di qualsiasi accordo di pace con Mosca, sostenendo che il suo Paese dovrebbe entrare a far parte del blocco già nel 2027. Però i principali Stati membri dell'Ue si sono opposti alle proposte della Commissione di abolire il lento e burocratico processo di adesione per garantire a Kiev benefici immediati.

Cosa ha proposto la Commissione

La Commissione europea aveva proposto una sorta di "allargamento inverso": un sistema cioè che prevedeva la concessione all'Ucraina della piena adesione, senza però che questa abbia soddisfatto tutti i criteri dell'Ue. Il Paese avrebbe poi ottenuto gradualmente i benefici finanziari e di altro tipo al raggiungimento di determinati obiettivi in vari settori politici. Tuttavia il rifiuto dei Paesi membri sarebbe stato pressoché unanime.

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Le proposte di Germania e Francia

Secondo i documenti visionati dal Financial Times, la Germania starebbe spingendo per far ottenere all’Ucraina lo status di "membro associato": questo consentirebbe a Kiev di partecipare alle riunioni ministeriali e dei leader, ma senza diritto di voto e senza "applicazione automatica" del bilancio comune dell'Ue. La Francia invece definirebbe questo tipo di adesione intermedia "status di Paese integrato", in base al quale l'accesso alla "politica agricola comune e ai finanziamenti europei, come la politica di coesione, dovrebbe essere posticipato a una fase successiva all'adesione".

Perché si frena sull’adesione di Kiev

Dietro questa divergenza ci sarebbe il timore di molti degli Stati membri dell’Ue, secondo i quali concedere a Kiev - così come eventualmente ad altri candidati - un'adesione accelerata possa mutare profondamente le dinamiche politiche dell’Unione e alterare il valore dell'adesione stessa. Secondo alti funzionari della Commissione comunque il contenuto generale dei documenti sarà "probabilmente" molto simile alla proposta finale dell'Ue all'Ucraina. Inoltre secondo Taras Kachka, vice primo ministro ucraino per l'integrazione europea, "siamo in contatto con Parigi e Berlino e anche con altre capitali: la situazione è in continua evoluzione. Ci sono anche altri documenti in circolazione".

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Il nodo della clausola di difesa

In ogni caso permangono divergenze su entrambi i fronti: se secondo Kiev una sorta di adesione parziale potrebbe essere mal ricevuta dalla popolazione ucraina, stremata da un conflitto che si trascina ormai da oltre quattro anni, dall’altra parte l’attenzione di Parigi e Berlino è concentrata sul momento in cui il Paese diventerà un membro a tutti gli effetti. Anche perché l’adesione completa includerebbe la clausola di difesa reciproca dell'Ue, cruciale per Kiev dato che l'adesione alla Nato è esclusa nel prossimo futuro.

 

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