Ingresso dell’Ucraina in Ue, come funziona processo di adesione: regole, tempi, candidati
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Il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea potrebbe presto vedere un’accelerazione. La svolta potrebbe arrivare dopo l’uscita di scena di Viktor Orban e l'ascesa al governo ungherese di Peter Magyar. Da quanto trapela, la proposta di aprire il primo gruppo di capitoli negoziali – per l’Ucraina e per la Moldova - dovrebbe essere presentata dalla Commissione al Consiglio Affari generali del 16 giugno, in modo che poi sulla questione si possa esprimere il summit dei leader in programma il 18 e 19. L’accelerazione ha provocato plausi e critiche. Ma come funziona il processo di adesione all'Ue? Quali sono le regole e i tempi? Quali altri Paesi, oltre all’Ucraina, sono candidati? Ecco qualche risposta
Quello che devi sapere
L’allargamento dell’Ue
L’allargamento dell’Ue è uno dei temi che da tempo tiene banco nelle discussioni dentro e fuori gli Stati membri. Come spiega l’Unione europea, “un allargamento si verifica quando nuovi Paesi aderiscono all'Unione. Questo processo è avvenuto più volte nella storia dell'Ue, trasformando ogni volta sia l'Unione che i Paesi aderenti”. Al momento ci sono una decina di Stati che bussano alle porte dell’Ue. In base a quanto emerso nelle ultime ore, il prossimo mese la Commissione Europea e gli Stati membri dovrebbero aprire il primo gruppo di capitoli negoziali di adesione dell'Ucraina e della Moldova. Nel frattempo, Montenegro e Albania avanzano speditamente nel processo.
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Il processo di adesione
Ma come funziona il processo di adesione? I Trattati Ue stabiliscono che ogni Paese "europeo" può chiedere di aderire all’Unione. Il processo di adesione, come ripete spesso la Commissione, è "basato sul merito" e cioè sui progressi nelle riforme che il Paese intenzionato a diventare membro si impegna a realizzare.
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Le tre fasi del processo di adesione
Il percorso per aderire all’Ue è composto da tre fasi e ognuna di queste richiede l’unanimità per passare a quella successiva.
- Fase 1: candidatura. Per candidarsi, un Paese deve presentare la domanda al Consiglio. La Commissione valuta la capacità di rispettare i criteri di adesione. Il Consiglio, con il via libera di tutti gli Stati membri, può concedere lo status di candidato e aprire i negoziati.
- Fase 2: negoziati di adesione. Il Paese candidato si adegua all'acquis comunitario. La Commissione monitora i progressi e riferisce a Consiglio e Parlamento. I negoziati avvengono tramite conferenze intergovernative che aprono e chiudono i capitoli (detti anche cluster).
- Fase 3: adesione. Conclusi i negoziati, la Commissione valuta la preparazione finale. In caso di esito positivo, si arriva a un trattato di adesione: viene approvato da Commissione, Consiglio e Parlamento Ue e ratificato da tutti gli Stati membri e dal Paese candidato, che prevede anche la data di adesione ufficiale.
I criteri di adesione
Per diventare Stati membri dell'Ue, i Paesi candidati devono soddisfare delle condizioni essenziali che vengono definite criteri di adesione o criteri di Copenaghen del 1993. Nel febbraio del 2020 la metodologia del processo di adesione è stata rivista, semplificando la ripartizione dei gruppi tematici, detti cluster, in sei macro aree (che a loro volta contengono diversi capitoli per un totale di 32). I sei cluster sono:
- Principi fondamentali,
- Mercato interno,
- Competitività e crescita inclusiva,
- Agenda verde e connettività sostenibile,
- Risorse, agricoltura e coesione,
- Relazioni esterne.
La Commissione, su spinta della Francia, ha voluto mettere l'accento sui progressi nello Stato di diritto dei Paesi che aspirano a entrare nell'Unione e introdurre un approccio graduale e reversibile. Per questo si è deciso che il cluster dei Principi fondamentali è sempre il primo ad essere aperto e l'ultimo a essere chiuso, dettando il ritmo dell'intero processo di avanzamento.
I Paesi che provano a entrare
Quanti sono, al momento, i Paesi che provano a entrare in Ue? A oggi i Paesi candidati sono nove. Poi c’è un Paese potenzialmente candidato all'adesione, il Kosovo, non riconosciuto da cinque Paesi Ue. Tra i Paesi candidati, Montenegro e Albania sono quelli più “avanti”: il primo potrebbe già aspirare a entrare nell'Unione nel 2028, visto che il Consiglio ha già iniziato a redigere il Trattato di adesione. Poi ci sono la Serbia, la Macedonia del Nord, la Bosnia-Erzegovina, l'Ucraina, la Moldova, la Georgia e la Turchia. Per questi ultimi due Stati, però, il processo è congelato a causa dell'arretramento dello Stato di diritto e l'involuzione politica verso l'Unione.
La situazione di Ucraina e Moldova
Guardando all'Ucraina e alla Moldova, entrambe hanno ottenuto lo status di Paese candidato all'Ue il 23 giugno 2022. Da allora, grazie anche al supporto della Commissione europea, i due Stati hanno messo in atto una serie di riforme. I negoziati di adesione sono stati avviati ufficialmente a giugno 2024. Tuttavia, in realtà non sono mai iniziati a causa del veto imposto dall'Ungheria di Orban all'Ucraina (e di conseguenza alla Moldova che procede di pari passo).
Le tappe dell’Ucraina verso l’Ue
In particolare, quindi, l’Ucraina:
- Ha presentato domanda di adesione all'Ue nel febbraio 2022;
- È diventata un Paese candidato a giugno 2022;
- I negoziati di adesione sono stati avviati a giugno 2024.
I negoziati
Tuttavia, come detto, i negoziati di Ucraina e Moldova di fatto non sono mai iniziati. A bloccarli è sempre stato il veto del premier ungherese Viktor Orban: con la vittoria di Peter Magyar, che ha in programma di incontrare anche il leader ucraino Volodymyr Zelensky, il processo di adesione potrebbe sbloccarsi. Il 16 giugno la proposta di aprire il primo gruppo di capitoli negoziali (anche per la Moldova) dovrebbe essere presentata dalla Commissione al Consiglio Affari generali, mentre il 18 e il 19 è in programma il summit dei leader in cui potrebbe arrivare una decisione.
I tempi di adesione
I tempi, comunque, come spiegato da più parti non saranno brevi. Una volta aperta anche nei fatti la fase dei negoziati, infatti, bisogna analizzare tutti i cluster e assicurarsi che il Paese rispetti i criteri. Una volta chiusa con esito positivo la parte dei negoziati, come visto sopra, l’iter normale prevede che venga redatto e approvato un Trattato di adesione, che contiene la data ufficiale di ingresso in Ue. Un processo che, di solito, richiede diversi anni.
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Si cercano soluzioni per accelerare i tempi
Considerando anche la guerra russa, si prova a cercare soluzioni per accelerare l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Le proposte sarebbero diverse. Berlino, ad esempio, ha proposto di avere Kiev come membro associato dell'Unione. “Il cancelliere Merz ha avanzato una proposta di adesione associata. È la mossa giusta. Dobbiamo ravvivare il dibattito su questo tema, perché l'adesione a pieno titolo all'Unione Europea rimane l'obiettivo principale. Questo vale naturalmente anche per gli Stati dei cosiddetti Balcani occidentali. Ciò significa che offriamo in ogni caso all'Ucraina una soluzione, una via d'uscita. Ma le persone che vivono ora in Albania, in Montenegro, negli Stati dei Balcani occidentali non devono preoccuparsi di vivere nel paese sbagliato. Al contrario, anche loro hanno una prospettiva di adesione e si veda il Montenegro come esempio, lì si sta procedendo a grandi passi”, ha detto il ministro per l'Europa tedesco Gunther Krichbaum. “È chiaro che l'idea alla base è molto buona: di accelerare i tempi con l'Ucraina. Devono far parte dell'Unione Europea perché, come sapete, apportano anche conoscenze e competenze in materia di sicurezza al tavolo europeo. Ma ovviamente, questi processi richiedono tempo. Quindi l'idea è come possiamo accelerare i tempi su diverse questioni”, ha spiegato l'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas.
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