Nelle ultime settimane, in seguito all’escalation del conflitto in Medio Oriente, in tutto il mondo si registra un rapido aumento del costo alla pompa di benzina e diesel. Anche di questo si è parlato nella puntata del 16 marzo di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
LA GUERRA E LE CONSEGUENZE PER I CARBURANTI
- Una delle conseguenze principali del conflitto in Medio Oriente, con lo Stretto di Hormuz al centro dell’escalation, è che in tutto il mondo stanno continuando a crescere i prezzi dei carburanti. In Italia negli ultimi giorni il gasolio ha raggiunto i massimi da quattro anni. E anche negli Usa il costo alla pompa sta salendo velocemente. Anche di questo si è parlato nella puntata del 16 marzo di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
L’AUMENTO DEI CARBURANTI NEGLI USA
- Gli Stati Uniti sono semi-indipendenti da un punto di vista energetico anche perché sono tra i principali produttori di greggio. Ma nonostante questo anche negli Usa salgono i prezzi alla pompa di benzina. Dal 27 febbraio si registra +25% per la benzina e +33% per il diesel.
CHI CI PERDE E CHI CI GUADAGNA
- Trump ha detto che gli Usa avranno un grande vantaggio economico con l’aumento del costo del petrolio. Una stima recente ha decretato che se il conflitto continua così porterà a enormi profitti per le compagnie petrolifere. Ma allo stesso tempo famiglie e imprese avranno prezzi molto più alti per fare rifornimento.
PREZZO BENZINA, IL CONFRONTO TRA PAESI EUROPEI
- Secondo i dati della Commissione europea, aggiornati a circa una settimana fa, il prezzo medio della benzina nei principali Paesi del Vecchio Continente oscilla notevolmente. La Spagna è la più economica, mentre in Francia e Germania i prezzi sono anche più alti di quelli italiani.
PREZZO DIESEL, IL CONFRONTO TRA PAESI EUROPEI
- Stesso quadro, ma con prezzi ancora più alti alla pompa, si delinea per il diesel. La Germania si conferma come il Paese più caro per costo al litro del carburante.
PREZZO BENZINA ESCLUDENDO LE TASSE
- Interessante vedere il confronto tra Paesi sul prezzo alla pompa escludendo però dal costo totale il peso delle tasse. Così, solo considerando il prezzo industriale del carburante, la Germania si conferma la più cara ma l’Italia avrebbe il prezzo più basso. Quindi significa che nel nostro Paese c’è una maggiore tassazione sul prodotto.
PREZZO DIESEL ESCLUDENDO LE TASSE
- Il quadro si conferma anche per il diesel, con l’Italia che ha il prezzo più basso al netto delle tasse. La Germania già di partenza ha una forbice di più di 30 centesimi al litro in più rispetto al nostro Paese.
L'AUMENTO DEI CARBURANTI IN ITALIA
- Dal 27 febbraio, il giorno prima dell'inizio dei raid in Iran, il costo della benzina è salito del 10% in Italia mentre il diesel è aumentato del 20%.