Usa, rifornimento auto sempre più caro con la guerra in Iran: gli aumenti dei prezzi
EconomiaGli ultimi dati economici non sorridono alla Casa Bianca: la crescita si ferma al +0,7%, mentre inflazione e prezzi dell’energia sono in netto rialzo. Un problema per il presidente Donald Trump, che nella campagna elettorale del 2024 aveva promesso di dimezzare i costi e ora potrebbe dover affrontare questo tema nella campagna elettorale di midterm. Di questo si è parlato nella puntata del 13 marzo di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
Una crescita al ribasso di appena lo 0,7% e un'inflazione in rialzo al 3,1%. Gli ultimi dati macroeconomici raffreddano le residue speranze di taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, tracciando un quadro complesso dell'economia Usa su cui incombono le ombre della guerra in Iran (LO SPECIALE) e l'impennata dei prezzi del petrolio, vicini ai 100 dollari al barile. Di questo si è parlato nella puntata del 13 marzo di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
Le difficoltà di Trump
La situazione attuale sta mettendo in seria difficoltà il presidente Donald Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di abbassare i costi dell’energia. Anche a causa della guerra in Iran, la realtà pare essere tutt’altra: da inizio 2025 le bollette sono aumentate del 6,9%, con i prezzi della benzina schizzati addirittura del 15%.
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I prezzi
Guardando più in dettaglio quest’ultimo dato, si evince che i prezzi di benzina e diesel sono lievitati addirittura del 22% e del 32% in appena due settimane. Un aumento non da poco per tutti i possessori di auto a carburante, mentre più contenuti sono stati invece i rincari per coloro che hanno auto elettriche, i cui costi sono cresciuti del 5%.
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Le differenze di prezzi
I prezzi della benzina, però, non sono uniformi in tutti gli Stati Uniti: la media nazionale è di 3,63 dollari al gallone (circa 4 litri), in Florida nei pressi di Palm Beach (dove si trova Mar-A-Lago, dimora del presidente) il costo è vicino ai 4 dollari. Un tema che potrebbe fare la differenza nella campagna elettorale di midterm.
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L’inflazione nei consumi
Le notizie non sono incoraggianti nemmeno sul fronte dell'inflazione: l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (Pce), la misura su cui la Fed valuta l'inflazione di fondo nell'economia, è salito, nella componente core priva di energia e alimentari, dello 0,4% a gennaio su base congiunturale (stesso passo di dicembre), ma del 3,1% su base annua, lo 0,1% in più sulle previsioni. Gli ordini di beni durevoli, quali mezzi di trasporto, elettrodomestici e computer, sono invece rimasti stabili a gennaio: un risultato nettamente inferiore alle stime di un rialzo dell'1,3%, pur se in miglioramento rispetto al calo dello 0,9% di dicembre.