Deroga Usa al petrolio russo, sul mercato oltre 100 milioni di barili della flotta ombra
EconomiaIntroduzione
Gli Stati Uniti hanno concesso una deroga di 30 giorni a tutti i Paesi per acquistare il petrolio russo soggetto a sanzioni e bloccato in mare. Una mossa che per il segretario del Tesoro Scott Bessent serve a stabilizzare i mercati energetici sconvolti dalla guerra in Medio Oriente (LO SPECIALE SULLA GUERRA IN IRAN). Per l'inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev la deroga dovrebbe interessare circa 100 milioni di barili di greggio russo, pari a quasi la produzione mondiale giornaliera. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
La misura
La licenza autorizza la consegna, la vendita e lo scarico di greggio e derivati petroliferi russi caricati su navi entro il 12 marzo. Sarà valida fino alla mezzanotte dell'11 aprile (ora di Washington). L'autorizzazione include anche attività di supporto come ormeggio, salute e sicurezza per gli equipaggi, riparazioni, rifornimento e assicurazione per le navi.
Per approfondire: Iran, esistono vere alternative allo Stretto di Hormuz per il commercio di petrolio?
Il precedente
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva già concesso una deroga di 30 giorni il 5 marzo per l'India, consentendo a Nuova Delhi di acquistare il petrolio russo bloccato in mare.
Per approfondire: Guerra Iran, crolla produzione di petrolio. E Usa autorizzano l'acquisto di quello russo
Il greggio interessato
Secondo i dati della società d'analisi Vortexa, pubblicati da Reuters, circa 7,3 milioni di barili di petrolio di origine russa sono stati stoccati su piattaforme galleggianti, mentre 148,6 milioni di barili si trovano su navi in transito. Per i dati di tracciamento di Lseg e fonti commerciali, fino a 420 mila tonnellate di gasolio e diesel sono stoccate su piattaforme galleggianti.
La flotta ombra
Secondo un report di dicembre del Center for strategic and international studies, dall'inizio delle sanzioni la Russia dispone di una flotta illegale tra le 155 e le 435 petroliere, oltre a navi di supporto fino a un massimo di 591 unità. Questa flotta "ombra" trasporta circa 3,7 milioni di barili al giorno, il 65% del commercio via mare di petrolio russo, per un fatturato annuo tra 87 e 100 miliardi di dollari.
Chi acquista
A beneficiarne saranno innanzitutto i mercati asiatici i cui acquisti di greggio passano nella quasi totalità dallo Stretto di Hormuz. Non a caso, dopo l'annuncio, il vice primo ministro thailandese Phipat Ratchakitprakarn ha detto che il Paese è pronto ad acquistare greggio russo. I maggiori acquirenti dei russi sono Cina e India.
Quanto ci guadagna la Russia
Per il Centre for Research on energy and clean air (Crea), dopo le sanzioni inflitte a Rosneft e Lukoil i volumi di greggio esportato via mare dalle due società tra dicembre 2025 e febbraio 2026 hanno registrato un calo dell'83% su base annua. Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky la deroga frutterà alle casse russe circa 10 miliardi di dollari.
L’obiettivo degli Stati Uniti
Per il segretario al Tesoro Scott Bessent è "una misura, circoscritta e di breve durata che si applica solo al petrolio già in transito e non apporterà significativi benefici finanziari al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione" ma servirà per stabilizzare le fiammate dell'oro nero.
I dubbi di Londra
Il governo britannico resta però convinto della necessità di mantenere ferma la pressione sulla Russia da parte di "tutti gli alleati" dell'Ucraina. Lo ha detto un portavoce di Downing Street, interpellato sull'alleggerimento Usa delle sanzioni sul petrolio di Mosca: "Si tratta di una decisione che spetta ovviamente agli Stati Uniti, ma la nostra posizione è chiara, tutti gli alleati dovrebbero mantenere la pressione sulla Russia e sulle sue risorse di guerra". Un atto doveroso "anche per contrastare il sostegno russo ad atti ostili nel mondo", che secondo i sospetti di Londra potrebbe avere un ruolo dietro le quinte di Mosca pure al fianco dell'Iran.
La posizione dell'Ue
"La decisione unilaterale degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo è molto preoccupante, poiché incide sulla sicurezza europea. Aumentare la pressione economica sulla Russia è fondamentale affinché accetti di avviare negoziati seri per una pace giusta e duratura. L'indebolimento delle sanzioni aumenta le risorse a disposizione della Russia per condurre la guerra di aggressione contro l'Ucraina", ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. "Le nostre sanzioni" sul petrolio russo "e il price cap deciso a livello Ue rimangono validi. Non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia: Mosca non può essere la beneficiaria della guerra in Iran", ha invece dichiarato la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho, parlando alla stampa a Bruxelles. "L'eccezione presentata dagli Stati Uniti è in ogni caso limitata solo petrolio già in viaggio", ha poi aggiunto.
Per approfondire: Guerra Iran, chi vince e chi perde in economia a causa del conflitto