Benzina e diesel, come funzionano le accise mobili per ridurre il prezzo dei carburanti

Economia
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Introduzione

La premier Giorgia Meloni si dice pronta ad attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, per mitigare i rincari che negli ultimi giorni, sulla scia delle tensioni per la guerra in Medio Oriente (GLI AGGIORNAMENTI LIVE), hanno segnato i prezzi della benzina. La questione potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già nella giornata di martedì 10 marzo. Ecco come funzionerebbe. 

Quello che devi sapere

Come funzionano le accise mobili

La misura è stata introdotta dal governo Meloni nel 2023, andando a modificare una norma del governo del 2007. Viene prevista la possibilità di adottare un taglio delle accise “se il prezzo del carburante aumenta, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento", prendendo a parametro i valori fissati dall’ultimo Documento di Finanza Pubblica (Def). Bisogna però tenere conto anche "dell'eventuale diminuzione" nella media del quadrimestre precedente. Non viene specificata in modo preciso la percentuale di aumento per intervenire, che in passato era stata fissata al 2%. 

 

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Le componenti del prezzo dei carburanti

Sul prezzo della benzina e del diesel, oltre al costo del petrolio e all’IVA al 22%, incide anche l’accisa, una tassa fissa da corrispondere al litro. In sintesi, con il meccanismo delle accise mobili si cercano di utilizzare le maggiori entrate nelle casse pubbliche dovute all’IVA applicata sul costo del petrolio (il cui importo chiaramente sale insieme al prezzo della materia prima) per abbassare l’accisa. In questo modo, il valore del carburante alla pompa dovrebbe più o meno mantenersi sempre stabile, o comunque non subire scossoni particolari. 

 

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Accise mobili solo se prezzi aumentano "in modo stabile"

Non è ancora detto che si attiverà questo meccanismo: la premier precisa che succederà solo “nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile”. Il valore del greggio è schizzato verso l’alto dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran del 28 febbraio e la controffensiva iraniana che si è allargata tra i vari Paesi del Golfo, anche se per il momento la benzina servita dovrebbe essere ancora quella comprata precedentemente. C’è chi parla infatti di speculazione: è per questo che sono già stati potenziati i controlli della Guardia di Finanza per vigilare sulla situazione, nell'ambito di un più ampio dispiegamento di forze "per monitorare l'andamento dei prezzi dell'energia e dei carburanti in generale".

Governo e opposizioni uniti per abbassare il costo dei carburanti

A chiedere al governo di mettere in campo lo strumento delle accise mobili sono state innanzitutto le opposizioni, dal Pd al MoVimento Cinque Stelle. Anche le associazioni a tutela dei consumatori spingono per farlo. 

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L'allarme prezzi del Codacons

Tra chi spinge per attivare il meccanismo c’è ad esempio il Codacons, che alla giornata di oggi, 8 marzo, sottolinea come la benzina in diverse zone d’Italia abbia già superato la soglia di 1,8 euro al litro al self e come il gasolio al servito in autostrada si stia muovendo verso “i 2,6 euro al litro in alcuni impianti".

Il costo di diesel e benzina al self

Nello specifico, secondo i dati diffusi dal Codacons, sono cinque le regioni italiane con la benzina in modalità self sopra gli 1,8 euro: Basilicata (1,812 euro), Calabria (1,820), Sicilia (1,805 euro), Valle d'Aosta (1,807 euro), provincia autonoma di Bolzano (1,819 euro) e provincia autonoma di Trento (1,805 euro). Il prezzo medio del gasolio al self ha invece “raggiunto la soglia psicologica dei 2 euro al litro a Bolzano, 1,992 euro a Trento, 1,989 euro in Calabria, 1,985 euro in Valle d'Aosta, 1,984 euro in Sicilia”, continua l’associazione. 

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Il costo del gasolio in autostrada

Guardando solo alla rete autostradale, “aumenta il numero di impianti che al servito vendono il gasolio sopra i 2,5 euro al litro, con i listini che in alcuni casi viaggiano verso i 2,6 euro al litro come sulla A4 o sulla A28 dove il diesel costa oggi 2,572 euro al litro”, evidenzia il Codacons.

Unc: "Prezzi saliti anche tra sabato e domenica"

A sottolineare un altro dato preoccupante è l'Unc (Unione nazionale consumatori). "Nonostante di domenica i distributori self service non cambino solitamente il prezzo, secondo la nostra elaborazione dei dati Mimit, in Calabria tra sabato e domenica il prezzo del gasolio è schizzato di 2,1 cent al litro, pari a 1 euro e 5 cent per un pieno di 50 litri, regione che detiene il record anche per il maggiore balzo giornaliero della benzina, decollata in 24 ore di 35 centesimi a rifornimento", dice il presidente Massimiliano Dona. 

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Le proposte delle associazioni

Se il Codacons spinge per un abbassamento delle accise di 15 centesimi (come fanno anche le opposizioni), l'Unc chiede invece direttamente "un decreto legge che riduca le accise di 10 centesimi", anche perché - dice - "è dal 2002, ossia 24 anni fa, che i governi stanno studiando questo meccanismo", senza particolari risultati. 

 

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