Guerra Iran, Netanyahu: "Teheran non può arricchire uranio e produrre missili balistici"
Il premier israelinao ha ribadito che la guerra durerà "fino a che sarà necessario". Da parte sua, il presidente Usa Trump ha dichiarato che non invierà truppe di terra e ha aggiunto di aver detto allo stesso Netanyah "di non colpire petrolio e gas". "Escalation sconsiderata", ha avvertito il presidente francese Macron
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"Dopo 20 giorni di attacchi, oggi l'Iran non ha la capacità di arricchire uranio né di produrre missili balistici. E continuiamo a colpire". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in conferenza stampa, la seconda da quando è iniziata l'operazione 'Il Ruggito del leone'.
Donald Trump ha assicurato che "non invierà soldati in Iran" in un incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese. Trump ha anche fatto saper di aver detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu "di non colpire petrolio e gas". Poi ha aggiunto: "Gli alleati stanno diventando più disponibili" nel loro impegno sullo stretto di Hormuz, ma "è troppo tardi".
I giacimenti di gas e carburanti continuano a essere obiettivo strategico nella guerra del Golfo, con i raid incrociati che continuano. All'attacco di Israele sul maxi giacimento di gas iraniano di South Pars, uno dei più grandi al mondo, i pasdaran hanno risposto colpendo i siti petroliferi in Qatar - dove è sotto controllo l'incendio che ha provocato vasti danni al grande impianto di Ras Laffan.
Un attacco di un drone ha colpito una delle più importanti raffinerie della compagnia petrolifera del Kuwait, provocando un incendio.. "La Kuwait Petroleum Corporation ha reso noto che una delle sue unità operative presso la raffineria di Mina al-Ahmadi" - si legge in un post su X - "è stata colpita stamani da un attacco di un drone, che ha provocato un incendio circoscritto". Dopo questo raid anche un secondo impianto, sempre nel Kuwait, è stato attaccato.
Un drone si è schiantato anche contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, e "la valutazione dei danni è in corso", ha dichiarato questa mattina il ministero della Difesa saudita.
L'escalation che vede coinvolte "per la prima volta" le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo "è sconsiderata". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice Ue.
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Lagarde ai leader Ue: con guerra in Medio Oriente rischi su inflazione e crescita
Nell'intervento al summit con i leader europei la presidente della Bce Christine Lagarde "ha affermato che la guerra in Medio Oriente ha aumentato significativamente l'incertezza, creando rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica, soprattutto nel breve termine". E' quanto si apprende da fonti a conoscenza della discussione. "L'aumento dei prezzi dell'energia spingerà l'inflazione oltre il 2% nel breve termine e peserà sulla crescita. Gli effetti a medio termine dipenderanno dall'intensità e dalla durata della guerra, nonché dagli effetti indiretti e di secondo ordine dello shock energetico".
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Esplosioni su Gerusalemme dopo rilevamento nuovo missile
Diverse forti esplosioni sono state udite su Gerusalemme nella tarda serata, dopo che Israele ha segnalato un altro lancio di missili iraniani e le sirene antiaeree hanno risuonato in città. Israele ha rilevato diversi lanci iraniani giovedì, tra cui uno poco prima di mezzanotte (23:00 italiane), seguito dalle esplosioni su
Gerusalemme. I servizi di emergenza israeliani del Magen David Adom hanno dichiarato di non aver ricevuto immediatamente alcuna chiamata di emergenza in seguito all'ultimo lancio iraniano
Vertice Ue: "Evitare crisi migratoria analoga a quella del 2015"
"Sulla base degli insegnamenti tratti dalla crisi migratoria del 2015 e al fine di evitare una situazione analoga, l'Ue è pronta a mobilitare pienamente i propri strumenti diplomatici, giuridici, operativi e finanziari per prevenire flussi migratori incontrollati verso l'Ue e preservare la sicurezza in Europa. La sicurezza e il controllo delle frontiere esterne dell'Ue continueranno a essere rafforzati". E' quanto prevede un paragrafo del capitolo Medio Oriente approvato dai leader Ue e parte delle conclusioni del vertice. Il capitolo non era incluso nelle bozze precedenti la riunione di oggi.
Vertice Ue chiede 'moratoria su attacchi a energia e acqua in Medio Oriente'
Il Consiglio Europeo, nelle conclusioni approvate sul Medio Oriente, "chiede una moratoria agli attacchi che colpiscono le infrastrutture energetiche e idriche". Il passaggio non era presente nelle bozze del pre-vertice, allineandosi così al comunicato congiunto dei sette Paesi sulla libertà di navigazione a Hormuz.
Qatar: stop a forniture di gas all'Italia dopo attacco
Carburanti, quanto è salito il prezzo con la guerra in Iran?
Nelle ultime settimane, in seguito all’escalation del conflitto in Medio Oriente, in tutto il mondo si registra un rapido aumento del costo alla pompa di benzina e diesel. Anche di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.
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Vai al contenutoUsa: distrutto impianto di missili balistici iraniano a Karaj
Il Comando centrale americano ha annunciato di aver distrutto l'impianto di missili superficie-superficie a Karaj, a nord-ovest di Teheran. Lo stabilimento veniva utilizzato per "assemblare missili balistici che minacciavano gli americani, i Paesi vicini e il traffico marittimo commerciale", riferisce il Centcom in un post sui social.
Netanyahu: "Guerra può finire prima di quanto si pensi"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di credere che la guerra in Iran potrebbe finire prima di quanto "la gente pensi". "Anch'io credo che questa guerra finirà molto più velocemente di quanto la gente pensi", ha detto in conferenza stampa.
Stretto di Hormuz, ecco perché è difficile tenerlo aperto
Dopo settimane di operazioni militari, Furia Epica americana e Ruggito del Leone israeliano, emergono diversi punti critici: dallo Stretto di Hormuz sempre più vulnerabile al dossier nucleare iraniano irrisolto. Alcuni erano stati previsti, e forse sottovalutati, dall'amministrazione Trump, altri derivano dalle variabili inevitabili di ogni conflitto.
Stretto di Hormuz, ecco perché è difficile tenerlo aperto
Vai al contenutoStrage di bambine in Iran, l'AI non riconosce la foto delle tombe di Minab
Chatbot come Gemini e Grok confondono l'immagine attribuendola avvenuti in anni e luoghi diversi. L'esperimento del Guardian.
Strage di bambine in Iran, l'AI non riconosce la foto delle tombe
Vai al contenutoConsiglio Ue, i leader riuniti a Bruxelles. Macron: "Attacchi al gas in Iran sconsiderati"
I27 si sono ritrovati per un vertice di due giorni che si preannuncia lungo e molto complicato. Tanti i punti all’ordine del giorno, dall'escalation militare in Medio Oriente e la situazione in Iran, alle conseguenze in termini economici ed energetici, con lo scontro focalizzato sul Green Deal. Si parla anche di Ucraina, di agenda strategica per la competitività, del prossimo quadro finanziario pluriennale, di sicurezza e difesa e di migrazione
Consiglio Ue, Macron: 'Attacchi al gas in Iran sconsiderati'
Vai al contenutoNetanyahu: "Israele ha trascinato Trump nella guerra? Una bufala"
"Questa bufala che Israele avrebbe trascinato il presidente Trump... è ridicolo. Come ha detto Trump, c'è sempre un rischio quando si agisce, ma quando c'è una minaccia esistenziale, il rischio molto più grande è quando non si agisce. L'Iran stava spostando sottoterra il programma nucleare e sviluppando missili balistici intercontinentali. La gente dice: ma non li aveva ancora. Quando non si agisce subito il rischio è enorme". Lo ha detto Netanyahu ai giornalisti in una conferenza stampa.
Netanyahu: Israele ora più forte, Iran mai stato così debole
Netanyahu: "Quanto tempo prenderà la guerra? Fino a che sarà necessario"
"Quanto tempo prenderà (la guerra)? Fino a che sarà necessario". Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in conferenza stampa. "In una mano teniamo la spada di Davide, e l'altra è tesa verso la pace. Chi ci porgerà la mano in segno di pace, la stringeremo. A chi ci attaccherà, toglieremo la mano", ha detto il premier.
Israele: "Iran non vicino a collasso, guerra durerà settimane"
Il regime in Iran non è vicino al collasso, la resa di Teheran non è all'ordine del giorno. Lo dicono funzionari della sicurezza Israeliana all'emittente Channel 12 dopo che nella serata di ieri, in una riunione protrattasi fino a dopo mezzanotte, i ministri del gabinetto politico e di sicurezza sono stati informati della situazione. La guerra con l'Iran si protrarra' probabilmente per settimane, aggiungono fonti 'autorevoli' citate da Channel 12. "
Qatar: stop a forniture di gas all'Italia dopo attacco
Netanyahu: "Dopo 20 giorni di raid, Iran non è in grado di arricchire uranio"
"Dopo 20 giorni di attacchi, oggi l'Iran non ha la capacità di arricchire uranio né di produrre missili balistici. E continuiamo a colpire". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in conferenza stampa, la seconda da quando è iniziata l'operazione 'Il Ruggito del leone'.
Araghchi: "Chi agirà a Hormuz sarà complice aggressione"
"Qualsiasi partecipazione all'aggressione militare statunitense-sionista" nello Stretto di Hormuz "equivarrebbe a complicità nell'aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi, in una telefonata con il ministro degli Esteri gaipponese, Toshimitsu Motegi.
Come funzionano le mine con cui l'Iran minaccia lo stretto di Hormuz
La guerra che sta interessando l'area del Golfo ha fatto registrare una nuova escalation soprattutto nelle acque dello stretto di Hormuz, arteria strategica del traffico commerciale internazionale. I Pasdaran, proprio nelle scorse ore, hanno colpito tre navi cargo e hanno rilanciato la sfida a Stati Uniti e Israele: "Dallo Stretto non passerà un litro di petrolio, preparatevi a pagare 200 dollari per un barile", è stata la minaccia. Ma come agisce l'Iran per alimentare il caos in questa zona?
Come funzionano le mine con cui l'Iran minaccia lo stretto di Hormuz
Vai al contenutoL'Ue potrebbe scortare le navi nello Stretto di Hormuz?
Crosetto: "Nessuna missione a Hormuz senza una tregua"
"Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento approvato oggi da alcune nazioni europee e non, tra cui l'Italia. Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un'iniziativa multilaterale estesa. Siamo consapevoli però dell'importanza per tutti di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz e riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un'iniziativa pacifica e multilaterale per raggiungere questo obiettivo". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.
Usa, stato emergenza per armi a Emirati, Kuwait, Giordania
Il Dipartimento di Stato Usa ha dichiarato lo stato di emergenza per aggirare il Congresso e vendere circa 16 miliardi di dollari di armi agli Emirati Arabi Uniti, al Kuwait e alla Giordania. Lo riporta il New York Times. Il Dipartimento di Stato ha affermato che il segretario di Stato Marco Rubio ha stabilito che "esiste un'emergenza che richiede la vendita immediata" di munizioni, tecnologia anti-drone, missili a medio raggio e sistemi di difesa aerea e missilistica agli alleati mediorientali. L'amministrazione Trump aveva dichiarato un'emergenza simile all'inizio di questo mese per accelerare la vendita di armi a Israele, ricorda il Nyt.
Conte: "No alla partecipazione dell'Italia alla missione per Hormuz"
"Ormai siamo arrivati al livello che le informazioni ce le abbiamo o da Washington o in questo caso da Londra. Da Londra ci vien detto che l'Italia parteciperebbe a questa missione, diciamo assolutamente no". Lo spiega il leader del M5S Giuseppe Conte, rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto cosa pensa della notizia che l'Italia fa parte del gruppo dei sei Paesi che si stanno mobilitando per poter garantire la navigabilità nello stretto di Hormuz. "Trump ha creato questa instabilità, ha fatto questi attacchi illegali. Trump risolve il problema, non chiede a noi di mandare i nostri uomini, le nostre navi, i nostri mezzi", aggiunge arrivando all'Università Statale di Milano per un incontro con gli studenti di UniSi sul referendum.
Trump incontra premier Takaichi: "Ho detto a Netanyahu di non colpire petrolio e gas"
Il presidente Usa ha anche assicurato che non invierà soldati in Iran. "Se avessi intenzione di farlo, certamente non ve lo direi. Ma non sto schierando truppe", ha detto Trump durante l'incontro alla Casa Bianca con la premier giapponese.
Trump: 'Ho detto a Netanyahu di non colpire petrolio e gas'
Vai al contenutoLibano, razzi su nord Israele, due feriti di cui uno grave
Due persone sono rimaste ferite, una delle quali in modo grave, dall'impatto di un razzo lanciato dal Libano su Kiryat Shmona, nel Nord di Israele. Lo hanno riferito i soccorritori, precisando che un 60enne è in gravi condizioni mentre una donna di circa 70 anni è in condizioni moderate.
Trump: "Alleati più disponibili su Hormuz ma è troppo tardi"
"Gli alleati stanno diventando più disponibili" nel loro impegno sullo stretto di Hormuz ma "è troppo tardi". Lo ha detto Donald Trump durante un incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese.
Ok Usa ad armi per oltre 16 miliardi a Stati del Golfo colpiti da Iran
Gli Stati Uniti hanno approvato vendite di armi per oltre 16 miliardi di dollari agli Stati del Golfo colpiti dalla guerra con l'Iran. Lo annuncia il dipartimento di Stato.
Raffineria Haifa colpita da frammento intercettore non da bomba
Le raffinerie di Haifa, come è stato ora autorizzato per la pubblicazione, sono state colpite da un frammento di un intercettore che ha colpito una struttura sul posto e non dal missile a frammentazione lanciato dall'Iran. All'interno dell'edificio erano presenti materiali infiammabili che hanno provocato l'incendio. Tra le 15 e le 20 squadre dei vigili del fuoco stanno operando sul luogo. È stato escluso il rischio di una fuoriuscita di sostanze pericolose. L'Idf ha reso noto che le truppe stanno conducendo operazioni di ricerca e fornendo assistenza ai civili sul posto.
Trump: "Ho detto a Netanyahu di non colpire petrolio e gas"
"Ho detto" al premier israeliano Benjamin Netanyahu "di non colpire petrolio e gas". Lo ha detto Donald Trump.
Trump: "Non invierò soldati in Iran"
Donald Trump ha assicurato che "non invierà soldati in Iran" in un incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese.
Organizzazione marittima internazionale chiede corridoio sicuro
L'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) ha approvato una dichiarazione in cui i Paesi aderenti chiedono l'apertura di "un corridoio navale sicuro" per il traffico commerciale attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, chiuso in larga parte ai transiti dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. La dichiarazione è stata approvata dai Paesi membri del consiglio dell'Imo, incontratisi ieri e oggi a Londra per una riunione di emergenza incentrata sulle conseguenze dello scenario bellico nel Golfo. Teheran fa parte dell'Organizzazione, ma non del Consiglio.
Fonti: eventuale missione su Hormuz che coinvolga l'Italia solo con l'Onu ++
Un eventuale missione che possa coinvolgere diversi Paesi come l'Italia, per garantire la navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz, potrebbe avvenire solo sotto l'egida delle Nazioni Unite. Lo ribadiscono fonti informate della Difesa.
Tajani: "Dichiarazione Londra solo politica, non militare"
"È un documento politico, non un documento militare, per lavorare insieme, per cercare di creare le condizioni per garantire la libertà di circolazione marittima, per lavorare insieme parlando con le varie parti, dando messaggi politici". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tagadà su La7 sulla dichiarazione congiunta su Hormuz firmata con Regno Unito, Francia, Germania, Olanda e Giappone. "Speriamo che non ci sia l'escalation, noi stiamo lavorando per questo anche ad Hormuz. Questo è il senso del documento firmato da alcuni Paesi compresa l'Italia, lavoriamo per garantire la libertà di circolazione marittima, il traffico marittimo deve essere garantito proprio per evitare il peggioramento anche della situazione delle fonti energetiche", ha sottolineato. "Non siamo parte della guerra, e non vogliamo essere parte della guerra".
Raffineria di Haifa colpita da bomba a grappolo lanciata da Iran
È stata autorizzata la pubblicazione della notizia secondo cui un bombardamento proveniente dall'Iran ha causato danni alle raffinerie nella zona di Haifa, in Israele. Si tratterebbe di una bomba a grappolo. Le immagini in tv mostrano una densa colonna di fumo che si leva dal luogo dell'impatto. Il ministro dell'Energia israeliano, Eli Cohen, ha affermato che "non si sono verificati danni significativi alle infrastrutture nello Stato di Israele".
Cnn: colpito F35 Usa. Costretto a atterraggio emergenza
Un aereo F35 statunitense è stato colpito dal fuoco iraniano e costretto a un atterraggio di emergenza in una base americana nell'area. Lo riporta la Cnn Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha riferito all'emittente che il jet stealth di quinta generazione stava "volando una missione di combattimento sull'Iran" quando è stato costretto a un atterraggio di emergenza in una base in Medio Oriente.
Starmer-Rutte-Macron: garantire sicurezza a Hormuz
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha parlato con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e con il presidente francese, Emmanuel Macron. Lo rende noto Downing Street. I leader hanno discusso della situazione in Medio Oriente, compresi i gravissimi attacchi iraniani contro le infrastrutture energetiche del Qatar. "Gli attacchi alle infrastrutture critiche rischiano di spingere la regione in una crisi ancora piu' profonda", hanno convenuto i leader.
Libano: il bilancio delle vittime della guerra è oltre 1000
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato oggi che gli attacchi israeliani hanno ucciso 1.001 persone nel Paese dall'inizio - il 2 marzo - della guerra tra Israele e Hezbollah, facendo salire il bilancio di 968 vittime rispetto al giorno precedente. Il nuovo comunicato del Ministero precisa che tra le vittime figurano 79 donne, 118 bambini e 40 operatori sanitari, mentre altre 2.584 persone sono rimaste ferite.
Esplosioni ad Abu Dhabi e Doha
Esplosioni sono udite ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, e a Doha, in Qatar. Lo riferiscono i media regionali.
Idf: colpite navi e centro comando Marina in Mar Caspio
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver colpito diverse navi della Marina iraniana nel Mar Caspio. Nel mirino sono finite "navi equipaggiate con sistemi missilistici, navi di supporto e pattugliatori e un centro di comando portuale dal quale le forze della Marina iraniana controllavano le operazioni navali nel Mar Caspio", si legge in una nota dell'Idf. "Si tratta di uno degli attacchi più significativi" dall'avvio della guerra contro la Repubblica islamica.
Araghchi: "Zero moderazione se colpiti siti energia"
La risposta iraniana a un altro attacco alle sue infrastrutture energetiche "non avra' alcuna moderazione". E' il monito lanciato dal ministro degli Esteri di Teheran, Seyed Abbas Araghchi, su X. "La nostra risposta all'attacco israeliano alle nostre infrastrutture ha impiegato solo una frazione della nostra potenza" ha avvertito "L'unica ragione della moderazione è stata il rispetto della richiesta di de-escalation. Nessuna moderazione se le nostre infrastrutture venissero colpite di nuovo. Qualsiasi fine a questa guerra deve compensare i danni ai nostri siti civili".
Londra annuncia piano a 6 per riapertura di Hormuz, c'è l'Italia
Sei Paesi - Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone - si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran.
Macron: "Aprire strada per de-escalation in Medio Oriente"
"È tempo di aprire una strada verso la de-escalation per ristabilire la stabilità in Medio Oriente. La Francia chiede l'immediata attuazione di una moratoria sugli scioperi contro le infrastrutture civili, siano esse idriche o energetiche. Devono essere ripristinate la libertà e la sicurezza della navigazione". Lo scrive su X, il presidente della Francia, Emmanuel Macron, oggi impegnato al Consiglio europeo dove verrà affrontato anche il tema delle tensioni in Medio Oriente e della posizione Ue.
Guterres: "Usa e Israele cessino la guerra, Iran apra Hormuz"
"Il mio messaggio a Usa e Israele è che è tempo di finire questa guerra che rischia di andare totalmente fuori controllo, con una propagazione sull'economia mondiale che rischia di essere davvero drammatica, specie per i Paesi in via di sviluppo. All'Iran dico: basta con gli attacchi ai tuoi vicini, e apra lo stretto di Hormuz". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres nel punto stampa con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. "È tempo che la diplomazia prevalga, è tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza", ha aggiunto.
Energia. Meloni: siamo al riparo su forniture ma non sui costi
"Noi oggi siamo al riparo dai grandi shock" energetici "per quello che riguarda il tema dell'approvvigionamento perché negli ultimi anni come Italia abbiamo lavorato molto sulla diversificazione delle fonti di energia. Non siamo però al riparo sul tema dei costi, come stiamo vedendo in questi giorni". Cosi' la premier Giorgia Meloni nella puntata di 'Pulp Podcast', il podcast con Fedez e Marra.
Hegsteh: 'porteremo a termine conflitto in onore dei caduti'
"Porteremo a termine questo conflitto, onoreremo il loro sacrificio, il loro sacrificio rende d'acciaio il nostro impegno". Lo ha detto Pete Hegseth riferendosi ai 13 militari americani morti dall'inizio dell'operazione Furia Epica contro l'Iran, con un riferimento particolare alla cerimonia con cui ieri alla Dover Air Force One sono state riportate in patria le salme dei sei militari morti a bordo dell'aereo precipitato in Iraq.
Iran: udite esplosioni vicino aeroporto Erbil in Kurdistan iracheno
Un'esplosione è stata udita nei pressi dell'aeroporto internazionale di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo segnalano giornalisti dell'agenzia Afp riferendo di aver visto fumo appena al di fuori dal perimetro dello scalo. Un testimone ha parlato di due esplosioni analoghe sentite nelle scorse ore.
Starmer-Rutte-Macron: 'serve piano sostenibile su riapertura di Hormuz'
Condanna dei raid dell'Iran contro il Qatar, silenzio sui raid d'Israele e Usa contro giacimenti o impianti di Teheran, sottolineatura "dell'importanza di assicurare la libertà di navigazione e commercio" nello Stretto di Hormuz. Sono i contenuti d'una conversazione a 3 sulla guerra in Medio Oriente fra il premier britannico Keir Starmer, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e il presidente francese Emmanuel Macron. I tre hanno condannato "gli esecrabili attacchi iraniani a infrastrutture strategiche del Qatar", riferisce Downing Street, e su Hormuz hanno ribadito la necessità di "un piano sostenibile" per riaprirlo.
Hegseth: 'servono soldi per uccidere i cattivi'
"Il numero può cambiare. Servono soldi per uccidere i cattivi. Andremo al Congresso per assicurarci che abbiamo i finanziamenti necessari". Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth rispondendo a chi gli chiedeva di commentare le indiscrezioni sulla richiesta di 200 miliardi di dollari al Congresso per finanziare la guerra.
Meloni: Usa erano determinati a trovare un accordo
"Tutte le volte che ho parlato con gli americani erano determinati a trovare un accordo" con l'Iran. Cosi' la premier Giorgia Meloni, nella puntata di 'Pulp Podcast', il podcast con Fedez e Marra. "Con gli iraniani non c'è un dialogo cosi' franco" come con gli americani, ha proseguito Meloni sottolineando che come Italia "possiamo avere un ruolo diplomatico" in questa crisi, "abbiamo buoni rapporti con tantissimi attori che possono fare la differenza, quasi tutti i paesi del Golfo. E due paesi che possono fare la differenza penso che siano la Turchia e l'India, che sono rispettati anche dall'Iran".
Guerra Iran, Macron chiede tregua per festività religiose
Dato che la regione del Medio Oriente "si appresta a entrare in un periodo di festività religiose, ritengo che tutti dovrebbero calmarsi e che i combattimenti dovrebbero cessare, almeno per qualche giorno, per dare un'altra possibilità ai negoziati". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, parlando della guerra in corso in Iran, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles.
"Anche questo - ha aggiunto - è un punto assolutamente fondamentale della nostra agenda. La Francia, quindi, come sempre, auspica un ritorno ai negoziati, al dialogo e alla de-escalation nella regione. Vorrei ribadire che sosteniamo una moratoria sulle infrastrutture civili, il coinvolgimento dei civili in questo conflitto e una rapida de-escalation", ha concluso.
Questa sera inizia la festa dell'Eid al Fitr, che segna la fine del mese di Ramadan e che viene celebrata sia dai sunniti che dagli sciiti.
Due missili iraniani intercettati da batteria greca Patriot in Arabia Saudita
"Questa mattina una batteria (del sistema antimissile) Patriot greca ha abbattuto in Arabia Saudita due missili balistici provenienti dall'Iran e diretti verso alcune raffinerie del Regno dell'Arabia Saudita": lo ha dichiarato il ministro ellenico della Difesa, Nikos Dendias, stando quanto riportano i media greci. La batteria greca di Patriot si trova impiegata in Arabia Saudita dal 2021, nell'ambito di un'iniziativa internazionale di difesa aerea e missilistica integrata a sostegno delle difese aeree del Regno. Stando al Comando militare greco (GEETHA), l'intercettazione è avvenuta nelle prime ore di questa mattina. "La batteria greca ha dimostrato quanto sia efficace e quanta esperienza abbia acquisito in tutto questo tempo", ha spiegato il ministro. "Il continuo aumento del prezzo del petrolio rappresenta una minaccia enorme per il tenore di vita dei greci, degli europei e degli abitanti di tutto il pianeta", ha dichiarato Dendias. "Anche l'aumento dell'inflazione e dei prezzi ci minaccia: la protezione delle raffinerie e degli impianti di produzione petrolifera riveste, in questo contesto, un'enorme importanza", ha concluso il ministro.
Meloni: non ho elementi certi su tesi Usa
"Il punto è che io non ho, non essendo stato al tavolo delle negoziazioni, elementi certi ne' per confermare ne' per confutare quello che dicono gli americani sulla impossibilità di chiudere un accordo con l'Iran e quindi continuo a perseguire questa strada che secondo me e' l'unica tra questi scenari ragionevole, cioe' quella di tentare di chiudere un accordo per cui l'Iran accetta di utilizzare l'uranio solamente a scopi civili e non a scopi militari. Non so dire se ad oggi ci siano ancora queste condizioni, ma chiaramente è quello che con i partner stiamo chiaramente perseguendo, perche' la posizione italiana alla fine è la posizione della quasi totalita' dei paesi europei è quella sulla quale bisogna continuare a cercare di lavorare". Cosi' la premier Giorgia Meloni, nella puntata di 'Pulp Podcast', il podcast con Fedez e Marra.
Libano, media: raid Idf contro ponte Kinayat, ferito reporter
Le forze armate israeliane hanno nuovamente bombardato il ponte Kinayat sul fiume Litani, nell'area di Qasmiyeh, nel sud del Libano, già colpito il giorno precedente, ferendo leggermente un giornalista. Lo ha riferito l'Orient le Jour, precisando che si tratta del corrispondente di Russia Today, Steve Sweeney, colpito da schegge alla mano e ricoverato in ospedale. Ieri l'Idf ha annunciato piani per bombardare i ponti sul fiume Litani in modo da colpire il trasferimento di uomini e armi da parte di Hezbollah e tagliare le vie di rifornimento del gruppo sciita filo-iraniano. Tre ponti e valichi sono stati presi di mira ieri, andandosi ad aggiungere ai due colpiti il 13 marzo.
Hegseth: nessuna scadenza. Trump deciderà fine guerra
Il Pentagono non ha fissato nessuna scadenza per la fine della guerra in Iran, sarà il presidente Donald Trump a decidere quando gli obbiettivi saranno conseguiti. Lo ha chiarito il segretario alla Difesa, Pete Hegseth in una conferenza stampa. "Non è stata fissata una scadenza precisa", ha detto, "ma siamo in linea con i piani". In questi giorni "sono girate indiscrezioni su cosa che dovremmo o non dovremmo fare", ha proseguito, "abbiamo obbiettivi e il presidente ci ha dato i mezzi per conseguirli". Dunque "spetterà al presidente dire che abbiamo conseguito gli obbiettivi", ha spiegato.
Meloni: tutti gli scenari sono poco rassicuranti
"Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano. Viviamo in un mondo in cui ti trovi a scegliere tra scenari tutti poco rassicuranti". Così la premier Giorgia Meloni nel podcast "Pulp podcast" con Fedez e Mr Marra. "Io non ho elementi per confermare o confutare quello che dicono gli americani sull'Iran e quindi continuiamo a perseguire la strada di tentare di chiudere un accordo con l'Iran per cui vedere se l'Iran accetta di usare solo a scopi civili e non militari". E incalzata ha aggiunto: "Qui il punto non è se ti piace la guerra o la pace".
Hegseth: 'non stiamo scivolando verso una guerra senza fine, stiamo vincendo'
"Parlo agli americani. Sappiamo che i media anti Trump non si fermeranno davanti a nulla per minimizzare i progressi, amplificare i costi e criticare ogni passo. I media vogliono farvi credere che in Iran stiamo precipitando verso un abisso senza fine, verso una forever war o in un pantano. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità". Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth. "Stiamo vincendo in modo deciso e nei nostri termini", ha aggiunto.
Hegseth: familiari dei caduti vogliono che andiamo avanti
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha riferito che i parenti dei caduti in Medio Oriente hanno chiesto di "non fermarsi fino a che il lavoro sarà finito" In Iran. "Onoreremo il loro sacrificio", ha detto Hegseth in una conferenza stampa.
Hegseth: falso che stiamo scivolando in un pantano
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha accusato i media di diffondere "notizie false sul fatto che gli Stati Uniti stanno scivolando verso un abisso senza fine o una guerra infinita, o un pantano". "Niente potrebbe essere piu' lontano dalla verità", ha detto Hegseth in una conferenza stampa. "Epic Fury è diversa" dalle "guerre condotte da politici sconsiderati come Bush, Obama e Biden", ha aggiunto, "questa è mirata con precisione".
Onu, Mattarella: pace e diritti umani sono dimensioni complementari
L'Onu "nasceva per sottrarre ai singoli Stati, non importa quanto potenti, le decisioni fondamentali su pace e sicurezza, immaginando così una nuova stagione del diritto internazionale fondata su tre pilastri: il divieto dell’uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani. In cui pace e diritti umani non costituiscono ambiti distinti, bensì dimensioni complementari di un progetto normativo volto a superare la logica del sistema westfaliano. La pace insomma non coincide con qualsiasi equilibrio ma si realizza in presenza di condizioni di giustizia e di inclusione". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento in occasione della consegna dell’onorificenza accademica di dottore honoris causa conferita dall’Università di Salamanca.
Teheran annuncia 97 arresti, accuse di contatti con Usa e Israele
L'Iran annuncia l'arresto di 97 persone accusate di attività per conto di Usa e Israele. Tra loro, dicono le autorità iraniane, ci sono 13 presunte "spie" fermate nel sudest del Paese. In un comunicato diffuso dalla tv iraniana Irib e rilanciato dall'emittente satellitare al-Jazeera, il ministero dell'Intelligence afferma che le persone arrestate hanno cercato di "creare disordini e preparare omicidi". Il dicastero afferma inoltre di aver smantellato "cinque cellule di mercenari armati" nel sudovest dell'Iran.
Wp, 'Droni non identificati rilevati sulla base dove vivono Rubio e Hegseth'
Droni non identificati sono stati rilevati sopra la base militare dove vivono il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali non è stato ancora possibile stabilire la provenienza dei droni. Le autorità hanno rafforzato la sorveglianza e un inasprimento delle misure di sicurezza considerata anche l'elevata allerta in seguito alla guerra in Iran. I droni sono stati avvistati negli ultimi dieci giorni sulla base di Fort Lesley J. McNair e l'incidente è stato oggetto di un incontro alla Casa Bianca per stabilire come rispondere.
Banca d'Inghilterra lascia tassi invariati al 3,75%, pesa la guerra
Tassi d'interesse invariati al 3,75% nel Regno Unito, secondo le attese. Lo ha deciso oggi la Bank of England (BoE) sullo sfondo di un calo ancora insufficiente dell'inflazione e soprattutto degli allarmi per l'impatto della guerra in Medio Oriente, innescata dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran, sull'economia britannica e globale: a partire dall'impennata dei prezzi dell'energia. Effetti che hanno già provocato, anche a tassi stabili, un aumento medio dei costi dei mutui sull'isola per iniziativa degli istituti bancari privati.
Mattarella: "Crisi gravissima in Medio Oriente e non si vede lo sbocco"
Tocca all'Europa dire di No, "dire di no all'ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità, con la moltiplicazione dei fronti di crisi. Come dimostrano le drammatiche vicende che, a partire dal sanguinoso attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, vedono oggi Iran, Libano, l'intera regione medio-orientale e del Golfo, al centro di un arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni. Dall'assalto russo all'Ucraina in poi si è intensificata la convinzione che l'aggressione possa essere regolarmente praticata nei rapporti internazionali". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una lectio magistralis all'università di Salamanca.
Crosetto: "Pronti al rientro dei militari italiani se inutile la missione in Libano"
"Se ritenessimo inutile la presenza miIitare nostra e dell'Onu sono già pronti dispositivi per riportare in Italia i nostri militari". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto che, intervistato da Rtl 102.5, ha ribadito che sull'ipotesi del ritiro dei 1.300 militari italiani impegnati nella missione Unifil in Libano a cui partecipano anche 11mila stranieri, si deciderà "con le altre nazioni che sono lì con noi". Il rientro dei militari italiani è già avvenuto in Iraq, "dove rimangono una ventina di persone, stiamo vedendo di spostarli in Giordania, ma abbiamo bisogno dell'ok dell'Iraq", ha detto il ministro.
Salvini: "Se l'Iran va avanti a lungo lo sforzo enorme del governo non è sufficiente"
"La riapertura di questo ponte è uno splendido modo per festeggiare il giorno di San Giuseppe, festa del papà, anche perché è il primo giorno in cui automobilisti, lavoratori e camionisti che vi transitano pagheranno di meno benzina e gasolio grazie al taglio delle accise che abbiamo apportato. Sperando che in Iran non vadano avanti troppo a lungo a bombardare, a bloccare le petroliere e ad attaccare le raffinerie perché altrimenti anche l'enorme sforzo del governo fra qualche settimana rischia di non essere sufficiente". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini alla riapertura del ponte sul fiume Nure lungo statale 9 "Via Emilia", al km 254, nel territorio di Pontenure, sul quale - è stato ricordato da Anas - transitano mediamente 18mila veicoli al giorno di cui il 10% costituito da mezzi pesanti.
Arabia Saudita, esplosione nell'impianto di Aramco a Riad. VIDEO
L'Italia invia beni di prima necessità all'Unhcr per gli sfollati in Libano
Un aereo partito dalla base di pronto intervento umanitario dell'Onu di Brindisi (Unhrd) con oltre 11.000 articoli di prima necessità, finanziati dal governo italiano, è arrivato oggi a Beirut, per dare possibilità all'Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) e ai suoi partner "di aumentare l'assistenza per le persone sfollate e le comunità colpite in tutto il Paese". Lo si apprende da un comunicato. I nuovi aiuti, un carico di circa 30 tonnellate di beni di prima necessità, tra cui set da cucina, coperte, kit igienici e taniche saranno distribuiti "in stretto coordinamento con le autorità libanesi a famiglie sfollate in tutto il Libano", aggiunge la nota. Dal 2 marzo, ricorda l'Unhcr, oltre un milione di persone sono state costrette a fuggire da villaggi e città del sud del Libano, da alcune aree della valle della Bekaa e dai sobborghi meridionali di Beirut, a causa degli avvertimenti di evacuazione israeliani e i continui bombardamenti. "La maggior parte è fuggita in fretta, lasciando case, lavoro e tutto ciò che possedeva. Molte famiglie sono ancora in movimento alla ricerca di sicurezza e riparo". Il Libano continua ad ospitare il maggior numero di rifugiati pro capite al mondo. "Siamo grati al governo italiano per il suo prezioso sostegno, che consente all'Unchr di rispondere prontamente alle emergenze e di rafforzare i nostri interventi a favore delle popolazioni più vulnerabili", ha dichiarato Anna Leer, rappresentante ad interim dell'Unhcr per l'Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino. Dal Libano, la rappresentante dell'Unhcr Karolina Lindholm Billing ha dichiarato che "l'Italia ha ancora una volta dimostrato una forte solidarietà nei confronti delle persone in fuga e delle comunità che le accolgono in Libano". "Questo ponte aereo riflette la decisione dell'Italia di intensificare immediatamente il proprio impegno umanitario in Libano in un momento critico", ha affermato da parte sua Fabrizio Marcelli, ambasciatore d'Italia in Libano. "Abbiamo inoltre stanziato 10 milioni di euro in risposta al Flash Appeal, combinando questa consegna immediata di aiuti con ulteriore supporto ai partner umanitari sul terreno", ha aggiunto.
Emirati: "Solo oggi intercettati 7 missili e 15 droni"
Gli Emirati Arabi Uniti rendono noto che solo oggi i sistemi di difesa aerea sono stati attiviati per attacchi con "sette missili balistici e 15 droni lanciati dall'Iran". Il ministero della Difesa precisa via X che "dall'avvio della palese aggressione iraniana", dopo l'inizio delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran lo scorso 28 febbraio, negli Emirati la difesa aerea è stata attivata per "attacchi con 334 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.714 droni". Confermato il bilancio che parla di otto morti, tra i quali due uomini delle Forze Armate, e 158 feriti.
Droni non identificati su base dove vivono Rubio e Hegseth, rafforzata la sicurezza
Droni non identificati sono stati avvistati sulla base dell'Esercito a Washington dove Marco Rubio e Pete Hegseth si sono trasferiti nei mesi scorsi a vivere per ragioni di sicurezza. Lo rivela oggi il Washington Post citando fonti informate che spiegano che non è stata determinata la provenienza dei droni, e che l'episodio però ha fatto rafforzare l'allarme per possibili minacce legate all'operazione Furia Epica che gli Usa, al fianco di Israele, hanno lanciato contro l'Iran il 28 febbraio scorso.
Secondo riferito da una delle fonti del Post, diversi droni sono stati avvistati a Fort Lesley J. McNair in una notte degli ultimi dieci giorni, provocando un rafforzamento delle misure di sicurezza ed una riunione alla Casa Bianca per discutere come rispondere. Tra le opzioni valutate, quella di spostare il segretario di Stato e della Difesa, ma per il momento, fonti dell'amministrazione, riferiscono che i segretari non si sono trasferiti.
L'episodio avviene mentre gli Stati Uniti hanno diffuso l'allerta globale per tutte le sedi diplomatiche nel mondo e messo in lockdown diverse basi militari interne a causa di minacce. Questa settimane le basi McGuire-Dix-Lakehurst in New Jersey e MacDill in Florida, hanno innalzato il livello di allarme a Charlie, che indica un attacco o un pericolo possibile, livello inferiore solo al Delta, che scatta di fronte ad un attacco o alla sua previsione certa.

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L'Iran annuncia l'arresto di 97 persone: "Traditori sionisti"
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato l'arresto di 97 persone, definite "traditori sionisti", e l'uccisione di un "noto criminale" durante operazioni in varie parti del Paese. "Questi elementi traditori, che intendevano seminare il caos e commettere omicidi sotto la guida del nemico americano-sionista, sono stati identificati e arrestati", ha affermato il ministero, come riferisce Fars, aggiungendo che durante le operazioni sono state sequestrate armi da fuoco e munizioni. Secondo il comunicato, sono anche state identificate e smantellate anche "cinque cellule mercenarie armate nemiche nella provincia del Khuzestan", regione dell'Iran occidentale sul golfo Persico, e durante queste operazioni "sono state sequestrate dieci potenti bombe artigianali, 2 Kalashnikov e ingenti quantità di munizioni". Il ministero ha dichiarato anche di avere arrestato "13 spie" nel sud est del Paese e distrutto "la pericolosa cellula terroristica di Nematollah Shahbakhsh, noto come Jamuk, in un'operazione congiunta della Direzione Generale dell'Intelligence del Sistan e Baluchistan, del Comando Quds delle Guardie Rivoluzionarie e di Farajah".
Iran, W. Post: "Il Pentagono vuole 200 mld dollari". Per Teheran è "Israel First Tax"
Il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di autorizzare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra contro l'Iran. E' la rivelazione del Washington Post, che cita un funzionario di alto grado dell'Amministrazione Trump, a cui ha presto risposto Teheran con il suo ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.
"Siamo solo a tre settimane da questa guerra per scelta, imposta sia agli iraniani che agli americani - ha scritto su X Araghchi - Questi 200 miliardi di dollari sono la punta dell'iceberg. Gli americani possono ringraziare Benjamin Netanyahu e i suoi scagnozzi al Congresso per la 'Israel First Tax' che sta per colpire l'economia statunitense".
L'obiettivo, scrive il Post citando altre tre fonti, sarebbe aumentare con urgenza la fabbricazione di armamenti cruciali. Uno dei nodi con qualsiasi richiesta, sintetizza il giornale, sarà comunque rappresentato dai limiti alla velocità con cui l'industria della difesa Usa sarà in grado di aumentare la produzione.
Iran: "Continueremo a colpire le infrastrutture energetiche"
L'esercito iraniano ha rinnovato le minacce di distruggere le infrastrutture energetiche della regione qualora venissero nuovamente attaccate durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. "Avvertiamo il nemico che ha commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica dell'Iran, e la risposta è in corso e non è ancora terminata", ha dichiarato il comandante operativo dell'esercito, Khatam Al-Anbiya, in una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa Fars. "Se ciò dovesse ripetersi, gli attacchi successivi contro le vostre infrastrutture energetiche e quelle dei vostri alleati non si fermeranno fino alla loro completa distruzione, e la nostra risposta sarà molto più severa degli attacchi di ieri sera", ha ammonito.
Media: "In fiamme la raffineria di Ras Laffan in Qatar"
Un incendio di vaste proporzioni è divampato nella raffineria di Ras Laffan, in Qatar, dopo l'attacco iraniano di ieri sera. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars pubblicando anche foto satellitari della Nasa che mostrano diversi stabilimenti in fiamme.
Gli Stati del Golfo sollecitano l'Onu per una riunione d'emergenza sugli attacchi
Gli Stati del Golfo chiedono una riunione di emergenza del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite in seguito agli attacchi iraniani contro civili e infrastrutture energetiche in tutto il Medio Oriente. Lo riporta Ynet News, citando documenti visionati da Reuters, nei quali gli attacchi con droni e missili balistici contro Bahrein, Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sono descritti come "una situazione di profonda preoccupazione per la pace e la sicurezza internazionali", con gravi implicazioni per i diritti umani.
Israele: "La guerra continuerà ancora per diverse settimane"
I piani di guerra stanno procedendo come previsto e le Forze di Difesa Israeliane e il Mossad stanno raggiungendo i loro obiettivi. Allo stesso tempo, la valutazione è che la guerra continuerà per diverse settimane. E' quanto emerso nel corso di un briefing sulla guerra con l'Iran e Hezbollah del Consiglio israeliano dei ministri per la sicurezza politica, che si è concluso dopo mezzanotte di ieri.
Macron: "Attacchi al gas sconsiderati, ci sia tregua per le festività"
L'escalation che vede coinvolte "per la prima volta" le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo "è sconsiderata". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice Ue. "Noi difendiamo l'idea di una moratoria sulle infrastrutture civili e sui civili in questo conflitto, nonché di una rapida de-escalation. La regione entra in un periodo di festività religiose, penso che tutti dovrebbero calmarsi e che i combattimenti dovrebbero cessare almeno per qualche giorno per cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati", ha aggiunto.
Media: "Il parlamento dell'Iran valuta una legge per far pagare una tassa alle navi che passano a Hormuz"
Il Parlamento iraniano sta valutando una proposta di legge per la riscossione di pedaggi dalle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia iraniana Isna citando un parlamentare. "Stiamo portando avanti in Parlamento una proposta di legge secondo la quale, qualora lo Stretto di Hormuz venga utilizzato come rotta sicura per il traffico marittimo, il transito di energia e la garanzia della sicurezza alimentare, i Paesi saranno obbligati a pagare pedaggi e tasse alla Repubblica Islamica dell'Iran", ha affermato.
Ministeriale dei Paesi arabi: "L'Iran cessi gli attacchi"
Un comune appello per la cessazione degli attacchi iraniani è giunto dalla riunione consultiva ministeriale tra gli Stati arabi svolta a Riad, dove il ministro egiziano Badr Abdelatty - riferisce il suo dicastero - ha ribadito la solidarietà del suo Paese con quelli del Golfo affermando che "la sicurezza nazionale araba è un pilastro inscindibile della sicurezza nazionale egiziana". Timori sono stati unanimemente espressi per "le gravi ripercussioni politiche, di sicurezza ed economiche che deriverebbero dal protrarsi di questa escalation e dalla minaccia alla sicurezza marittima". All'incontro hanno partecipato i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Kuwait, Qatar, Libano, Siria, Turchia, Pakistan e Azerbaigian.
Kallas: "L'Ue lavora con l'Onu per il passaggio di navi da Hormuz"
L'Ue sta lavorando "a stretto contatto" con le Nazioni Unite per trovare una soluzione che garantisca il passaggio sicuro per le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, "perché è davvero un problema, specialmente per l'Asia e l'Africa, che il petrolio, il gas, ma anche i fertilizzanti e il cibo non si muovano" attraverso la via d'acqua. Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, entrando alla riunione del Consiglio europeo, nel corso della quale i leader Ue incontreranno il segretario generale dell'ONu Antonio Guterres.
"Gli attacchi dell'Iran alle infrastrutture energetiche del Qatar creano ulteriore caos. Ed è chiaro che abbiamo bisogno di un'uscita da questa guerra, non di un'escalation. Ed è per questo che ho anche svolto contatti diplomatici con l'Iran, per trovare diverse soluzioni", spiega, sottolineando che l'importante, per l'Ue, è vedere la fine della guerra. "Vediamo decisamente il caos che sta causando in Medio Oriente, ma anche le ramificazioni che ha per il resto del mondo. L'85% del petrolio e del gas che transita attraverso lo Stretto di Hormuz va in Asia, e lì vediamo già problemi. Lo stesso vale per i fertilizzanti di cui hanno bisogno i paesi africani. Ad esempio, il 54% dei fertilizzanti destinati al Sudan arriva attraverso lo Stretto di Hormuz. Quindi stiamo lavorando con i nostri partner del Golfo, anche con Egitto, Giordania, per trovare davvero una soluzione affinché le parti possano porre fine a questa guerra".
Missili contro Israele, tre esplosioni a Tel Aviv
Tre esplosioni sono state udite a Tel Aviv dopo un allarme missilistico iraniano. L'esercito israeliano aveva annunciato poco prima di aver "identificato missili lanciati dall'Iran in direzione del territorio dello Stato di Israele" e aggiunto che la difesa antiaerea era stata attivata per intercettarli. Secondo i dati pubblicati dall'esercito israeliano, il lancio di missili dall'Iran, che ha colpito il centro di Israele, è il sesto dalla mezzanotte verso il territorio israeliano.
Kallas: "La guerra in Iran non ha una base di diritto internazionale"
"Non c'è una base di diritto internazionale per la guerra in Iran". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al vertice dei leader, ricordando che l'uso della forza è previsto nel caso dell'autodifesa e di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "Poiché al momento non esiste nulla del genere, i Paesi dell'Ue non hanno alcuna intenzione di entrare in guerra", ha sottolineato. All'ultimo consiglio Esteri "i ministri sostenevano che non fossimo stati consultati" e alcuni "affermavano addirittura che avessimo cercato di convincere le parti a non scatenare questa guerra, di cui non conosciamo gli obiettivi".
Iran, Metsola: "Continuamo a chiedere una de-escalation, si trovi una soluzione"
Per quanto riguarda la crisi iraniana, "continueremo a chiedere una de-escalation. Quello che abbiamo visto accadere questa mattina, nelle ultime ore, ha un impatto diretto sulla regione, ma anche sull’Europa, e non solo in termini di sicurezza, ma anche per quanto riguarda l’aumento dei prezzi che osserviamo nelle fonti energetiche da cui dipendiamo. Questo è ciò su cui continueremo a insistere e speriamo che si trovi una soluzione". Lo ha detto la presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, arrivando al Consiglio europeo.
Rutte: "Hormuz deve riaprire, gli alleati troveranno una via d'uscita"
"Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, tutti gli alleati concordano sul fatto che non può rimanere chiuso, deve riaprire il prima possibile, è fondamentale per l'economia mondiale". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso di un punto stampa col presidente romeno. "Gli alleati stanno discutendo intensamente tra loro, con gli Stati Uniti e tra di loro, sul modo migliore per affrontare questa enorme sfida di sicurezza. Sono fiducioso che gli alleati, come sempre, faranno tutto il possibile a sostegno del nostro interesse comune, quindi troveremo una via d'uscita", ha aggiunto.

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Riad: "Drone ha colpito la raffineria Samref nel porto di Yanbu"
Un drone si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, e "la valutazione dei danni è in corso", ha dichiarato questa mattina il ministero della Difesa saudita. Il ministero aveva precedentemente affermato di aver intercettato un missile balistico diretto al porto della città. La raffineria Samref è di proprietà del colosso petrolifero saudita Aramco e della Mobil Yanbu Refining Company Inc., una filiale di ExxonMobil.
Tajani: "Rafforzare missione Aspides, gli altri Stati Ue partecipino"
"Noi lo abbiamo già detto: continueremo a garantire la sicurezza del trasporto marittimo attraverso le missioni Aspides e Atalanta, nell'area di Suez, del Golfo e oltre lo Stretto di Hormuz, lungo le rotte interessate dalla pirateria. Questo impegno proseguira'". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine del pre-vertice Ue del Partito popolare europeo. "Siamo anche favorevoli al rafforzamento della missione Aspides e chiediamo ad altri Paesi di parteciparvi. Italia, Grecia e Francia stanno gia' facendo la loro parte; chiediamo che anche altri Stati europei contribuiscano", ha aggiunto.
Sanchez: "Guerra all'Iran illegale, c'è chi la usa contro il Green Deal"
"L'Europa si basa su multilateralismo, diritto internazionale, pace. Dal primo minuto abbiamo condannato la guerra in Iran, abbiamo detto che la guerra è illegale". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez arrivando al Consiglio europeo annunciando che Madrid nelle prossime ore metterà in campo misure di emergenza e strutturali contro la crisi energetica e nel solco della transizione. "Ci sono governi In Ue che stanno utilizzando questa crisi energetica per cercare di indebolire la politica climatica. La Spagna può dimostrare che le rinnovabili stanno permettendo si soffrire un minor impatto della guerra", ha spiegato.
Iran, South Pars: il sito petrolifero che Trump vuole distruggere
Il giacimento rappresenta la più grande riserva di gas naturale al mondo. Alcuni impianti sul lato iraniano sono stati colpiti in un attacco aereo attribuito a Israele con il via libera degli Stati Uniti. Il presidente americano ha minacciato la completa distruzione dell'area.
Iran, South Pars: il sito petrolifero che Trump vuole distruggere
Vai al contenutoMedia Israele: "Trump era a conoscenza dell'attacco agli impianti petrolchimici"
Israele ribadisce che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump fosse a conoscenza dell'attacco contro gli impianti petrolchimici nel sud dell'Iran, che trasportano gas al gigantesco giacimento nel Golfo Persico. Lo scrive Ynet News.
Borsa, l'escalation in Medio Oriente spaventa l'Europa: avvio pesante
La guerra in Medio Oriente, dopo l'Asia, mette ko già in avvio anche le Borse europee. Con gli attacchi alle raffinerie e alle infrastrutture di gas, Francoforte cede l'1,45% con il Dax a 23.160 punti. Parigi perde l'1,23% con il Cac 40 a 7.871 punti. Londra cede, invece, lo 0,99% a 10.203 punti.

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Iran: "La guerra imposta su di noi colpirà l'economia Usa"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha sostenuto che il conflitto di Usa e Israele contro l'Iran "sta per colpire l'economia statunitense", citando un articolo del Washington Post intitolato "Il Pentagono richiede oltre 200 miliardi di dollari di budget per la guerra contro l'Iran". Secondo il capo della diplomazia di Teheran, "questi 200 miliardi di dollari sono solo la punta dell'iceberg. I cittadini americani comuni possono ringraziare Benyamin Netanyahu e i suoi lacchè al Congresso per la 'tassa Israele First' da mille miliardi di dollari che sta per colpire l'economia statunitense". In un messaggio su X, Araghchi ha definito il conflitto come una "guerra di scelta, imposta sia agli iraniani che agli americani".
Jetten: "Capisco le ragioni della guerra all'Iran ma non ne prendiamo parte"
"La guerra è stata iniziata dagli Usa e Israele per ragioni che posso comprendere, l'Iran è un regime brutale, un rischio per l'intera regione nonché minaccia alla sicurezza dell'Europa. Ma non si tratta di una guerra a cui prendiamo parte". Lo ha detto il premier olandese Rob Jetten arrivando al consiglio europeo. "I Paesi Bassi sono pronti, insieme alla Francia e ad altri, a proteggere i partner europei. Ma al momento non vi è alcuna indicazione chiara che esista una proposta concreta per una missione. Inoltre, al momento la situazione è troppo instabile per avviare una missione nello Stretto di Hormuz. Dobbiamo quindi concentrarci sull'allentamento delle tensioni belliche e poi valutare ulteriori misure che l'Europa possa adottare", ha aggiunto.
Drone contro seconda raffineria in Kuwait
Un drone ha colpito una seconda raffineria di petrolio in Kuwait, provocando un incendio. Lo riferiscono le autorità locali.
Araghchi: "L'Iran non scenderà a compromessi sulla sua sicurezza"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che l'Iran non scenderà a compromessi sulla propria sicurezza in nessuna circostanza. Lo ha detto ieri sera durante una conversazione telefonica con la ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, che ha condannato l'esecuzione, avvenuta ieri in Iran, del cittadino svedese Kourosh Keivan, accusato di spionaggio per conto di Israele.
Crosetto: "Coalizione di tutte le nazioni per Hormuz, speriamo l'Onu prenda forza"
"La situazione è molto difficile e complessa, perché da una parte gli gli Stati Uniti avevano l'idea di che bastasse decapitare il regime di Teheran per in qualche modo avere delle reazioni che portassero a un cambio della leadership iraniana, mentre invece si stanno rendendo conto che la reazione iraniana preordinata prima è scatenare il caos, quindi portare il conflitto al di fuori dello scontro Iran- Israele- Usa, coinvolgendo tutti i paesi del Golfo, mettendo in crisi tutte le economie del mondo. E poi ha ricordato a tutti la stessa cosa che ricorda il conflitto in Ucraina: le guerre non dipendono dalla forza del più forte ma dalla capacità di resistenza del più debole. E' lo stesso approccio che hanno dimostrato di iraniani, con gruppi divisi che hanno come obbligo quello ormai di creare il caos e questo ha messo in difficoltà la strategia americana, e quindi il resto del mondo". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a Rtl 102.5.
"Se mai dobbiamo fare un convoglio che metta in sicurezza Hormuz - continua - mettiamo insieme una coalizione di tutte le nazioni, in modo tale che l'Iran non percepisca questa cosa come un attacco e sia quindi possibile ripristinare il passaggio a Hormuz. Oggi Guterres è al consiglio europeo e io mi auguro che lo si convinca a intraprendere questa strada e che tutti i leader europei si muovono su questo senso. Speriamo che l'Onu stessa prenda forza".
Iran, colpita in Kuwait la raffineria di Mina Al-Ahmadi
Una delle più grandi raffinerie del Kuwait è stata colpita da un attacco di droni che ha provocato un incendio in una delle sue unità. Lo riportano i media statali. "La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato che una delle unità operative della raffineria di Mina Al-Ahmadi è stata presa di mira da un attacco di droni, causando un incendio localizzato", ha riferito l'agenzia di stampa kuwaitiana, aggiungendo che non ci sono state vittime.
Pechino: "Inaccettabile l'uccisione di Larijani e di altri leader iraniani"
La Cina definisce "inaccettabile" l'uccisione del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, ucciso da Israele, e di altri leader e ha nuovamente chiesto un cessate il fuoco immediato. "Ci siamo sempre opposti all'uso della forza nelle relazioni internazionali. Le azioni volte ad assassinare leader iraniani e ad attaccare obiettivi civili sono ancora più inaccettabili", ha dichiarato durante una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.
Idf: "Uccisi oltre 20 militanti di Hezbollah ieri nel sud del Libano"
Più di 20 militanti di Hezbollah sono stati uccisi ieri durante operazioni di terra nel sud del Libano, secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf). Le forze israeliane si stanno preparando a schierare ulteriori forze nel sud del Libano e ad ampliare ulteriormente la zona cuscinetto per allontanare la minaccia di Hezbollah dal confine, si legge su Times of Israel.
Riad: "La pazienza non è infinita, basta attacchi contro i Paesi vicini"
L'Arabia Saudita sollecita l'Iran a porre fine agli attacchi contro i Paesi del Golfo. Lo riferisce al-Jazeera, che dà notizia di una conferenza stampa tenuta stamani dal ministro degli Esteri della monarchia del Golfo, Faisal bin Farhan Al Saud, all'indomani della riunione a Riad con i capi delle diplomazie di Paesi arabi e islamici. "Il livello di precisione di alcuni attacchi - ha detto - indica qualcosa di premeditato, pianificato, organizzato e ben ponderato".
"Penso sia importante gli iraniani capiscano che il regno, ma anche i suoi partner che sono stati attaccati e non solo, hanno capacità e risorse molto significative che, volendo, potrebbero essere messe in campo", ha proseguito nelle dichiarazioni rilanciate dalla tv satellitare. E, ha avvertito, "la pazienza non è infinita".
"Spero capiscano il messaggio della riunione (di Riad) e rivalutino rapidamente (la loro posizione) e pongano fine agli attacchi contro i loro vicini - ha detto il ministro, stando a quanto riportato - Ma dubito abbiano questa saggezza".
Media: "Riaperto il valico di Rafah"
Il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto è stato riaperto. Lo riportano media statali egiziani. Il valico era stato chiuso il 28 febbraio. Secondo Al-Qahera News, emittente vicina ai servizi segreti egiziani, il valico è stato riaperto "in entrambe le direzioni". Video mostrano un piccolo numero di palestinesi, tra cui alcuni che avevano ricevuto cure mediche in Egitto, che si preparano ad attraversare il confine dal lato egiziano per tornare a Gaza e diverse ambulanze in attesa di accogliere pazienti palestinesi provenienti dalla Striscia.
Da alimentari a farmaci, come aumentano i prezzi con la guerra in Iran
Non solo il petrolio. La chiusura dello Stretto di Hormuz, dopo gli attacchi di Usa e Israele all’Iran, sta provocando rincari su una vasta gamma di prodotti che vanno al di là del comparto energetico. Gli aumenti maggiori colpiscono prima di tutto il cibo deperibile. E intanto si registra una carenza del gas elio. Ecco quali sono i settori più colpiti e dove aspettarsi una maggiore crescita dei prezzi.
Da alimentari a farmaci, come aumentano i prezzi con la guerra in Iran
Vai al contenutoPezeshkian: "Con gli attacchi alle infrastrutture dell'energia conseguenze incontrollabili"
Gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane non porteranno alcun vantaggio agli Stati Uniti, a Israele e ai loro alleati, ma "complicheranno invece la situazione e potrebbero portare a conseguenze incontrollabili che coinvolgeranno il mondo intero", ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian sul suo account X.
Media, colpita raffineria saudita in porto sul Mar Rosso
La raffineria Samref del colosso petrolifero Saudi Aramco, situata nel porto di Yanbu sul Mar Rosso, è stata colpita da un attacco aereo oggi, secondo quanto riferito da una fonte del settore a Reuters, si legge sul sito dell'agenzia. La stessa fonte ha aggiunto che l'impatto è stato minimo. L'Iran aveva emesso ieri un avviso di evacuazione per diverse strutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, tra cui la Samref, una joint venture tra Saudi Aramco ed Exxon Mobil. Attualmente Yanbu è l'unico sbocco per l'esportazione di petrolio greggio dai paesi arabi del Golfo, poiché l'Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz.
Iran, media: "Attacco nell'ovest, 12 morti"
L'agenzia iraniana Tasnim accusa Usa e Israele per un attacco che avrebbe colpito una zona residenziale nell'area di Dorud, nell'ovest dell'Iran. L'agenzia, rilancia la tv satellitare al-Jazeera, cita un responsabile locale della sicurezza e parla di 12 morti e 116 feriti.
Qatar: "Danni ingenti a impianti gas di Ras Laffan"
Le autorità del Qatar denunciano nuovamente stamani attacchi dell'Iran contro la zona industriale in cui si trovano siti importanti per la produzione e il trasporto di Gnl. Su X il ministero degli Interni ha confermato un intervento "per un incendio nella zona industriale di Ras Laffan presa di mira dall'Iran" e ha precisato che non risultano vittime. Il ministero della Difesa ha fatto sapere che l'area, a circa 80 chilometri a nord di Doha, è stata attaccata con "missili balistici" lanciati dall'Iran e che ci sono danni. La zona era già finita nel mirino ieri sera.
Conferme anche da QatarEnergy. Oltre all'attacco di ieri alla zona industriale di Ras Laffan, "con danni ingenti alla struttura Pearl Gtl", viene riferito che "diversi" impianti di Gnl "sono stati oggetto di attacchi missilistici" alle prime ore di oggi con "incendi di dimensioni importanti e ulteriori ingenti danni".

©Ansa
Notte di allarmi su Israele, le sirene suonano sei volte
Questa mattina le sirene d'allarme hanno suonato sei volte in Israele, avvertendo dei lanci di missili dall'Iran. La prima sirena è suonata intorno alle 3,15 locali nell'area di Tel Aviv, seguita da altri tre allarmi. Intorno alle 6,50, l'esercito ha segnalato un altro lancio di missili su Tel Aviv. Alle 7,32, una sesta ondata di missili è stata lanciata verso Haifa, la città costiera settentrionale che ospita la più grande raffineria di petrolio del Paese e altre infrastrutture critiche. Il servizio di emergenza Maden David Adom non ha segnalato feriti nè danni significativi, ma non è dato sapere se qualcuno dei missili abbia colpito infrastrutture critiche o militari, poichè la censura israeliana vieta la pubblicazione di queste informazioni.
Ali Larijani, l’uomo che contava
Il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale è l’anello di congiunzione tra tre mondi: religioso, politico e militare. Ecco perché Larijani era uno degli uomini "ponte".
Ali Larijani, l’uomo che contava
Vai al contenutoTrump: "Israele non colpirà più il giacimento di South Pars"
Israele non colpirà più il giacimento di gas iraniano di Souith Pars, ma se Teheran dovesse cercare vendetta per l'offensiva di ieri, sperimenterà la forza della punizione statunitense. Lo ha assicurato Donald Trump all'indomani del raid dello Stato ebraico sul più importante giacimento di gas del mondo. "Spinto dalla rabbia per quanto accaduto in Medio Oriente" ha scritto il presidente Usa su Truth, "Israele ha attaccato violentemente un importante impianto, il giacimento di gas di South Pars in Iran. Una sezione relativamente piccola dell'intero impianto e' stata colpita". "Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo attacco" ha aggiunto Trump smentendo quanto poco prima affermato da fonti della sua amministrazione, "e il Qatar non è stato in alcun modo coinvolto, nè aveva idea che sarebbe accaduto. Sfortunatamente, l'Iran non era a conoscenza di questo, nè di alcun altro fatto rilevante relativo all'attacco a South Pars, e ha ingiustificatamente e slealmente attaccato una parte dell'impianto di gas naturale liquefatto del Qatar". "ISRAELE NON EFFETTUERA' ULTERIORI ATTACCHI contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l'Iran non decida imprudentemente di attaccare un Paese innocente, in questo caso il Qatar" ha ammonito il Presidente, "In tal caso, gli Stati Uniti d'America, con o senza l'aiuto o il consenso di Israele, faranno esplodere l'intero giacimento di gas di South Pars con una potenza e una forza che l'Iran non ha mai visto prima". "Non voglio autorizzare questo livello di violenza e distruzione a causa delle implicazioni a lungo termine che avrà sul futuro dell'Iran, ma se il deposito di gnl del Qatar verrà nuovamente attaccato, non esiterò a farlo" ha concluso Trump.
Iran, impiccate 3 persone condannate per omicidio poliziotti durante ultimi disordini
L'Iran ha giustiziato oggi tre persone condannate per l'omicidio di agenti di polizia e per aver condotto operazioni a favore degli Stati Uniti e di Israele durante i disordini di inizio anno, ha annunciato la magistratura. "Tre individui condannati per i disordini di Dey (gennaio), con l'accusa di omicidio e azioni operative a favore del regime sionista e degli Stati Uniti sono stati impiccati questa mattina", si legge sul sito web Mizan Online.
Qatar, sotto controllo tutti incendi provocati da attacco
Tutti gli incendi scoppiati in Qatar nel più grande sito al mondo di produzione di GNL dopo un attacco iraniano sono "sotto controllo". Lo ha dichiarato il Ministero dell'Interno. "La Difesa Civile ha controllato completamente tutti gli incendi nella zona industriale di Ras Laffan," ha detto la fonte, aggiungendo che non sono stati segnalati feriti e che le operazioni di raffreddamento e sicurezza sono in corso.
Arabia, ci riserviamo il diritto di reagire militarmente contro l'Iran
L'Arabia Saudita ha dichiarato oggi di "riservarsi il diritto" di reagire militarmente contro l'Iran, che prende regolarmente di mira il Paese con droni e missili. "Ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni militari se necessario", ha affermato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che "il Regno non cederà alle pressioni; al contrario, tali pressioni si ritorceranno contro coloro che le esercitano".
FBI indaga ex funzionario Kent, dopo dimissioni per guerra
Il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha avviato un'indagine formale nei confronti di Joe Kent, ex direttore del National Counterterrorism Center. L'ipotesi di reato riguarda una possibile diffusione di informazioni classificate, in un fascicolo aperto già prima delle dimissioni rassegnate dal funzionario all'inizio di questa settimana. L'uscita di scena di Kent matura in un clima di profonda tensione con il Presidente Donald Trump, originata da divergenze strategiche sulla gestione del conflitto con l'Iran. Fonti vicine al dossier confermano che l'attività investigativa era già in corso nel momento in cui Kent ha ufficializzato il proprio disimpegno, motivato dal disaccordo con la linea politica della Casa Bianca. L'amministrazione ha reagito con durezza, etichettando l'ex direttore come una figura "sleale e inaffidabile". Secondo diversi analisti, l'offensiva verbale e l'avvio delle procedure legali potrebbero configurarsi come un tentativo di screditare Kent a seguito della sua rottura pubblica con l'esecutivo. Nella lettera di dimissioni, Kent ha espresso posizioni nette che mettono in discussione i presupposti dell'attuale strategia militare. Il funzionario ha affermato che l'Iran "non rappresentava una minaccia imminente" per la sicurezza nazionale, attribuendo la scelta di colpire il Paese alla pressione esercitata da Israele. Tale posizione ha esacerbato le divisioni interne al Partito Repubblicano, già frammentato sulla gestione degli equilibri in Medio Oriente. Nonostante le critiche alla strategia attuale, in recenti interventi pubblici Kent ha tenuto a ribadire la propria vicinanza alle precedenti linee d'azione dell'amministrazione Trump.
Trump: "Distruggeremo giacimento gas Iran se Teheran attaccherà di nuovo sito Qatar"
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar.
Impennata del greggio Brent, aumento di oltre il 5%
Il greggio Brent ha registrato un'impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente, dopo che l'Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia per un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.
Qatar, nuovo attacco iraniano contro il principale impianto di gas
Il Qatar ha segnalato oggi un attacco missilistico iraniano e ulteriori danni significativi al suo principale impianto di gas, già colpito ieri. "Lo Stato del Qatar è stato preso di mira da missili balistici lanciati dall'Iran, che hanno colpito la città industriale di Ras Laffan causando danni", ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariota su X. "La raffineria è stata nuovamente colpita da un missile; sta bruciando", ha riferito da parte sua la televisione di stato iraniana su Telegram. La compagnia energetica statale QatarEnergy ha segnalato nuovi incendi e "danni considerevoli" presso il principale sito di produzione di gas naturale liquefatto (gnl). Due dei tre incendi scoppiati oggi sono stati completamente spenti dalle forze di protezione civile del Qatar, secondo il Ministero dell'Interno del Paese del Golfo. Non sono state segnalate vittime.
Qatar segnala danni sito gas dopo attacco missili iraniani
Il Qatar ha riferito di un attacco missilistico iraniano e danni al suo principale impianto di gas, colpito mercoledì. "Lo Stato del Qatar è stato bersaglio di missili balistici lanciati dall'Iran, che hanno colpito la citta' industriale di Ras Laffan
e causato danni", ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariote su X. L'Iran aveva minacciato di attaccare le infrastrutture energetiche nel Golfo in rappresaglia per gli attacchi israelo-americani contro le propriestrutture.
Prezzi del petrolio alle stelle per paura escalation
I prezzi del petrolio hanno continuato la loro tendenza al rialzo, alimentati dagli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran e Qatar, mentre i mercati azionari di Seul e Tokyo sono scambiati in calo. Alle 00:30 GMT, un barile di West Texas Intermediate (WTI), il punto di riferimento del mercato statunitense, era in aumento del 3,56% a 99,75 dollari nelle scambi mattutini asiatiche. Contemporaneamente, un barile di North Sea Brent, il punto di riferimento del mercato mondiale, è aumentato del 4,04% a 111,73 dollari. I mercati sono oscillati con lo sviluppo del conflitto in Medio Oriente, allarmati da attacchi alle infrastrutture energetiche che probabilmente interromperanno l'approvvigionamento di petrolio greggio.