Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Teheran: uccisi Larijani e Soleimani. Nave Usa verso Medioriente

©Ansa

L'Iran ha confermato l'annuncio dato da Israele. La Cnn ha fatto sapere che una nave da guerra americana starebbe trasportando truppe verso l'area mediorientale. La Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha affermato che "non è il momento giusto per la pace", sottolineando che gli Stati Uniti ed Israele devono essere sconfitti

in evidenza

L'Iran ha confermato che sono stati uccisi sia il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani che il comandante dell'unità Basij Gholamreza Soleimani

Negli attacchi delle ultime ore, l'Iran ha colpito diverse località israeliane: almeno due feriti gravi a Ramat Gan, alla periferia di Tel Aviv.

L'ambasciata statunitense a Baghdad è stata presa di mira da un attacco con droni e razzi: almeno uno ha colpito la sede diplomatica provocando un'esplosione. 

Approfondimenti:

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Due feriti gravi a Ramat Gan (Tel Aviv)

Due persone sono rimaste gravemente ferite alla periferia di Tel Aviv e la stazione ferroviaria di Savidor è stata devastata dall'ultimo lancio di missili dall'Iran. Frammenti di missile sono caduti nel cortile di una scuola a Gerusalemme. Lo riferiscono i soccorritori.

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Guerra Iran, 29 siti Unesco a rischio: dal Palazzo Golestan alle moschee di Esfahan. FOTO

I raid che nei giorni scorsi hanno danneggiato il palazzo Chehel Sotoun di Esfahan e altri monumenti iraniani Patrimonio dell'umanità hanno riacceso l'allarme sui beni culturali che rischiano di finire distrutti nell'escalation del conflitto in Medio Oriente. L'Unesco valuta misure di emergenza insieme ai rappresentanti degli Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo. A rischio sono anche opere in Israele e in Libano

Guerra in Iran, 29 siti Unesco a rischio distruzione: ecco quali sono

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Esplosioni udite su Gerusalemme dopo che Israele ha rilevato lancio missile iraniano

Sono state udite esplosioni su Gerusalemme dopo che Israele ha rilevato il lancio di un missile iraniano.

Giornalisti Afp sentono forti esplosioni a Dubai

Giornalisti dell'Afp hanno sentito diverse forti esplosioni nelle prime ore di mercoledì a Dubai, la metropoli degli Emirati Arabi Uniti, mentre l'Iran continuava a colpire i paesi del Golfo in risposta agli attacchi aerei israeliani e americani. Le difese aeree stanno "rispondendo alle minacce di missili e droni provenienti dall'Iran", hanno dichiarato le autorità locali.

Guerra Iran, cos’è l’ipotesi del "modello Mar Nero" per sbloccare Hormuz

L'alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha detto di aver "parlato con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres per capire se è possibile avere un'iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell'Ucraina". Il riferimento è all’accordo siglato a Istanbul il 22 luglio 2022 per riaprire le esportazioni agricole di Kiev dopo il blocco dei porti causato dall'invasione russa iniziata cinque mesi prima.

Iran, cos’è l’ipotesi del 'modello Mar Nero' per sbloccare Hormuz

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Nuovo allarme a Tel Aviv per un lancio di missili dall'Iran

Un nuovo allarme è scattato in questi minuti a Tel Aviv e nel centro del Paese per un nuovo lancio di missili dall'Iran, il decimo della giornata.

Pasdaran: "Sangue Larijani sarà fonte di onore"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha reagito alla conferma dell'assassinio di Ali Larijani. In una dichiarazione pubblicata dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, le Guardie Rivoluzionarie hanno definito Larijani una "figura illustre, pensatore e politico rivoluzionario" e hanno sottolineato che "il sangue puro di questo grande martire, come quello di altri cari martiri, sarà fonte di onore, forza e risveglio nazionale". "Le Guardie Rivoluzionarie non dimenticheranno di certo la sete di sangue di questo grande martire e di altri martiri", hanno aggiunto i Pasdaran.

Carburanti, quanto è salito il prezzo dall’inizio della guerra in Iran?

Nelle ultime settimane, in seguito all’escalation del conflitto in Medio Oriente, in tutto il mondo si registra un rapido aumento del costo alla pompa di benzina e diesel. Anche di questo si è parlato nella puntata del 16 marzo di "Numeri", approfondimento di Sky TG24

Carburanti, quanto è salito il prezzo con la guerra in Iran?

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Trump: siamo ben oltre il programma previsto

Stretto di Hormuz, ecco perché è difficile tenerlo aperto

Dopo due settimane di operazioni militari, Furia Epica americana e Ruggito del Leone israeliano, emergono diversi punti critici: dallo Stretto di Hormuz sempre più vulnerabile al dossier nucleare iraniano irrisolto. Alcuni erano stati previsti, e forse sottovalutati, dall'amministrazione Trump, altri derivano dalle variabili inevitabili di ogni conflitto.

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Netanyahu agli iraniani: "Uscite e festeggiate"

Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, si è rivolto ai cittadini iraniani dalla base aerea di Kirya a Tel Aviv, in occasione del Capodanno persiano. Tra le altre cose, Netanyahu ha affermato: "Nelle ultime 24 ore abbiamo eliminato due leader terroristi, figure di spicco di questa tirannia. I nostri aerei stanno colpendo terroristi sul campo, sulle strade, nelle piazze. Questo per permettere al coraggioso popolo iraniano di celebrare la Festa del Fuoco. Quindi uscite e festeggiate, e buon Nowruz. Vi guardiamo dall'alto".

L'Iran conferma la morte di Larijani

L'Iran ha confermato la morte di Ali Larijani, il capo del Consiglio supremo della sicurezza. insieme al figlio e al suo vice. Lo riporta la stampa di Teheran. L'Idf aveva rivendicato la sua uccisione dopo un raid su Teheran. 

Iran, Consiglio sicurezza: "Larijani è morto" (2)

In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr, il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale del Paese ha confermato l'assassinio di Larijani, dopo che Israele aveva rivendicato in mattinata l'uccisione dello stesso in attacchi mirati. "Dopo una vita dedicata all'elevazione dell'Iran e della Rivoluzione Islamica, ha finalmente realizzato il suo desiderio a lungo coltivato, ha risposto alla chiamata della verità e ha raggiunto con orgoglio il nobile traguardo del martirio sul fronte del servizio", si legge in una dichiarazione del Consiglio diffusa da Mehr

Forum italiano export, da crisi Hormuz rischio shock per esportazioni Italia

Le dinamiche innescate dalla crisi dello stretto di Hormuz ''rischiano di incidere in modo significativo sulla competitività del made in Italy, in particolare per le filiere agroalimentari'' con un effetto ''shock per l'export italiano''. Lo afferma il Forum italiano dell'export in una nota. ''Il tavolo rappresenta il primo passaggio operativo volto ad affrontare in modo strutturato le ricadute economiche della crisi''. Il rischio di un impatto sistemico sull’export italiano è concreto e riguarda migliaia di imprese'', avverte il presidente, Lorenzo Zurino. 

Iran, Consiglio sicurezza: "Larijani è morto"

"Ali Larijani è stato martirizzato". Lo conferma il Consiglio di Sicurezza iraniano. La notizia è stata rilanciata da Al Jazeera.

Idf: "Colpite squadre di lanciarazzi di Hezbollah nel sud del Libano"

Le Forze di Difesa Israeliane hanno riferito di aver colpito squadre e lanciatori di razzi di Hezbollah nel sud del Libano. Gli attacchi sono avvenuti nell'ambito degli sforzi per contrastare il lancio di decine di razzi e droni da parte di Hezbollah contro il nord di Israele, ha rifeito l'esercito, aggiungendo di aver colpito alcuni militanti e lanciarazzi di Hezbollah prima che potessero aprire il fuoco contro Israele, e altri poco dopo.

Gholamreza Soleimani, chi era il capo dei Basij che sarebbe stato ucciso dall'Idf in Iran

Aveva ricoperto ruoli di primo piano all’interno dell’apparato di sicurezza del Paese e, secondo fonti internazionali, guidava i Basij da circa sei anni. Era sotto sanzioni internazionali per il ruolo avuto nella violenta repressione delle proteste nella Repubblica islamica. Per l'Idf la sua uccisione rappresenta un "duro colpo" per le "strutture di comando e di controllo" di Teheran

Gholamreza Soleimani, chi era il capo dei Basij forse ucciso in Iran

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Iran, Netanyahu: "Morte Larijani offre a Iraniani l'opportunità di rovesciare il regime"

L'operazione, secondo il premier israeliano, mira a indebolire il regime iraniano e a sostenere gli alleati statunitensi nel Golfo. Un processo "non facile" e che "non accadrà tutto in una volta"

Netanyahu: 'Morte Larijani offre l'opportunità di rovesciare regime'

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Baghdad chiede a Teheran transito da Hormuz proprie petroliere

L'Iraq è in contatto con l'Iran per cercare di organizzare il passaggio di alcune delle sue petroliere attraverso lo Stretto di Hormu. Lo ha dichiarato il ministro del petrolio iracheno ai media locali. Membro fondatore dell'Opec, l'Iraq ricava il 90% delle sue entrate di bilancio dalla vendita di petrolio greggio. Prima dello scoppio della guerra il 28 febbraio, l'Iraq esportava il suo petrolio – circa 3,5 milioni di barili al giorno – principalmente dai giacimenti meridionali di Bassora attraverso lo Stretto di Hormuz.

L'Iran ha chiuso lo Stretto, attraverso il quale normalmente transita fino a un quinto del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto prodotti a livello globale, alle navi provenienti dalla maggior parte dei paesi. "Sono in corso contatti con le autorità competenti per autorizzare il passaggio di alcune petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, in modo da poter riprendere le nostre esportazioni", ha dichiarato il ministro del petrolio iracheno Hayan Abdel Ghani all'emittente televisiva locale al-Sharqiya, riferendosi alle navi iraniane. "Dobbiamo fornire loro l'identità di queste navi, il loro nome, la loro affiliazione, chi ne è il proprietario", ha aggiunto.

Wall Street Journal: "Mosca ha intensificato condivisione informazioni intelligence e cooperazione militare"

La Russia ha intensificato la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione militare con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologie avanzate per i droni al fine di agevolare gli attacchi di Teheran contro le forze statunitensi nella regione. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza dei fatti. 

Media: "Russia fornisce all'Iran tecnologia droni e immagini per colpire gli Usa"

La Russia sta ampliando la condivisione di informazioni e la cooperazione militare con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologie avanzate per i droni al fine di supportare Teheran nell'individuazione e nell'attacco delle forze Usa nella regione. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. La tecnologia fornita include componenti di droni Shahed modificati, progettati per migliorare le comunicazioni, la navigazione e il targeting, hanno affermato le fonti. La Russia si è inoltre avvalsa della sua esperienza nell'utilizzo dei droni in Ucraina, offrendo indicazioni tattiche sul numero da impiegare nelle operazioni e sulle altitudini da cui colpire La cooperazione tra Mosca e Teheran si intensificata nelle prime fasi della guerra.

Wall Street Journal: "Mosca aiuta Teheran con foto satellitari e droni"

La Russia avrebbe intensificato la cooperazione militare e di intelligence con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologia avanzata per droni per migliorare la capacità di Teheran di colpire obiettivi statunitensi nella regione. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti informate. Secondo le fonti, Mosca starebbe condividendo dati sui movimenti delle forze militari Usa e dei loro alleati in Medio Oriente, oltre a offrire supporto tecnico e tattico basato sull'esperienza maturata nel conflitto in Ucraina. In particolare, la Russia avrebbe trasferito componenti modificati dei droni Shahed, utilizzati per migliorare comunicazioni, navigazione e precisione dei bersagli, oltre a indicazioni operative su modalità di impiego, numero di velivoli e altitudine degli attacchi. La cooperazione si sarebbe ulteriormente rafforzata nelle prime fasi della guerra in Medio Oriente, con la consegna diretta a Teheran di immagini satellitari ad alta risoluzione, secondo un ufficiale dell'intelligence europea e un diplomatico mediorientale citati dalle fonti. Queste informazioni consentirebbero una maggiore precisione nell'individuazione di obiettivi terrestri e navali, sia in fase di attacco sia nella valutazione dei danni. Secondo analisti, il supporto russo avrebbe contribuito agli attacchi iraniani contro infrastrutture militari statunitensi nel Golfo, inclusi sistemi radar e basi in Giordania, Bahrein, Kuwait e Oman. Le operazioni iraniane, basate su ondate di droni per saturare le difese seguite da attacchi missilistici, ricorderebbero sempre piu' da vicino le tattiche utilizzate da Mosca in Ucraina. Nei giorni scorsi l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha riferito che Mosca nega di fornire intelligence operativa all'Iran, mentre il presidente Donald Trump ha dichiarato di ritenere che la Russia possa aiutare Teheran "in parte". Russia e Iran non hanno un'alleanza militare formale, ma negli ultimi anni hanno rafforzato la cooperazione, con scambi regolari tra delegazioni, programmi congiunti e fornitura reciproca di tecnologia militare. Teheran, in particolare, ha fornito a Mosca droni Shahed utilizzati su larga scala nel conflitto ucraino, mentre la Russia ha successivamente sviluppato versioni più avanzate, ora in parte condivise con l'Iran. Secondo gli analisti, il sostegno russo resta limitato ma significativo, contribuendo a migliorare le capacita' iraniane senza un coinvolgimento diretto su larga scala.

Wall Street Journal: "Russia condivide immagini satelliti"

La Russia sta condividendo immagini satellitari e tecnologia dei droni con l'Iran. Lo scrive il 'Wall Street Journal'. Secondo fonti a conoscenza dei fatti, la Russia ha intensificato la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione militare con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologie avanzate per i droni al fine di agevolare gli attacchi di Teheran contro le forze statunitensi nella regione. La Russia sta cercando di mantenere il suo piu' stretto alleato mediorientale competitivo nella lotta contro la potenza militare di Stati Uniti e Israele e di prolungare una guerra che l'avvantaggia sia militarmente sia economicamente.

Tulsi Gabbard: "Lo decide Trump cos'è minaccia imminente"

"Donald Trump è stato eletto in modo schiacciante dal popolo americano per essere il nostro presidente e comandante in capo. In quanto nostro comandante in capo, è responsabile di determinare cosa sia e non sia una minaccia imminente, e se intraprendere o meno l'azione che ritiene necessaria per proteggere la sicurezza e l'incolumità delle nostre truppe, del popolo americano e del nostro paese". Lo scrive su X la direttrice della National Intelligence americana, Tulsi Gabbard, in risposta alle dimissioni del direttore del Centro antiterrorismo, Joe Kent. "L'Ufficio del direttore dell'Intelligence nazionale è responsabile di aiutare a coordinare e integrare tutte le informazioni di intelligence per fornire al presidente e comandante in capo le migliori informazioni disponibili per informare le sue decisioni. Dopo aver attentamente esaminato tutte le informazioni davanti a sé, il presidente Trump ha concluso che il regime terroristico islamista in Iran rappresentava una minaccia imminente e ha intrapreso un'azione basata su quella conclusione", aggiunge.

Capo del centro antiterrorismo Usa Joe Kent si dimette: “Non sostengo guerra in Iran”

L'alto funzionario ha motivato la sua decisione in un post pubblicato su X. “È chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", si legge sul social

Capo centro antiterrorismo Usa si dimette: Non sostengo guerra in Iran

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Guerra Iran, Israele: "Uccisi Larijani e Soleimani"

Idf: "Ucciso comandante Hamas che stava pianificando attacchi imminenti"

Un comandante di Hamas che stava pianificando attacchi "imminenti" contro le truppe è stato ucciso ieri in un raid israeliano nella Striscia di Gaza, secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane e dall'agenzia di sicurezza Shin Bet. L'attacco ha ucciso Younes Mohammed Hussein Alian, identificato dall'esercito e dallo Shin Bet come il capo della forza navale di Hamas nella Striscia di Gaza settentrionale.

Secondo le Idf, Alian stava lavorando per ripristinare le capacità di Hamas nel nord di Gaza e aveva pianificato di condurre attacchi contro le truppe israeliane operanti nella Striscia e nello Stato di Israele nell'immediato futuro. "Il terrorista è stato colpito proprio dopo aver rappresentato una reale minaccia per le truppe dell'Idf", si legge nel comunicato.

United Airlines: "Ripresa voli verso Dubai dall'autunno"

La compagnia aerea americana United Airlines punta a riprendere i collegamenti sospesi verso Tel Aviv gia' in estate e verso Dubai in autunno, dopo l'interruzione dovuta alla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il direttore commerciale Andrew Nocella. Nel corso di una conferenza con analisti, Nocella ha spiegato che gli aeromobili a lungo raggio impiegati su queste rotte sono stati riassegnati a collegamenti domestici ad alta domanda, in particolare tra New York, San Francisco e Los Angeles, mentre i Boeing 757 utilizzati per le tratte verso Israele ed Emirati sono stati temporaneamente messi a terra. Le rotte interessate rappresentavano circa il 2% della capacità complessiva della compagnia, ha precisato il dirigente. Il conflitto, iniziato il 28 febbraio con i raid di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha avuto ripercussioni dirette sul settore aereo, soprattutto a causa dell'impennata dei prezzi del petrolio legata al blocco dello stretto di Hormuz. United, come anche Delta Air Lines e American Airlines, ha stimato in circa 400 milioni di dollari l'aumento dei costi per il carburante dall'inizio della crisi. L'amministratore delegato Scott Kirby ha spiegato che la compagnia adotterà misure di contenimento, tra cui la riduzione della capacità e il taglio dei voli meno redditizi. "A breve termine, per precauzione, questo significa ridurre le capacità ed eliminare le rotte tradizionalmente meno profittevoli", ha detto, aggiungendo che i tagli sono già stati applicati per maggio e giugno e potrebbero proseguire nei mesi successivi. L'obiettivo del gruppo è recuperare integralmente l'aumento dei costi, ha sottolineato Kirby. Nonostante il contesto geopolitico, la compagnia segnala un andamento molto positivo della domanda, con le dieci migliori settimane di sempre in termini di prenotazioni. A Wall Street, il titolo United Airlines ha reagito positivamente alle prospettive, guadagnando circa il 3,5% nelle contrattazioni.

Modi: "Discussa la situazione in Medio Oriente col presidente degli Emirati"

Il premier indiano, Narendra Modi, afferma di aver avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, di aver discusso "della situazione attuale in Medio Oriente" e di aver concordato con lui "sull'importanza di garantire una navigazione sicura e libera attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo riporta l'agenzia Pti. "Abbiamo ribadito la ferma condanna dell'India a tutti gli attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti che hanno causato la perdita di vite innocenti e danni alle infrastrutture civili", ha detto ancora Modi. 

Chi era Ali Larijani, stratega e fedelissimo di Khamenei ucciso dall’Idf

La terza settimana di guerra in Iran è stata segnata dall’uccisione, annunciata dalle forze militari israeliane, di Ali Larijani. Capo della sicurezza nazionale, era un fedelissimo della Guida suprema Ali Khamenei ed era stato eliminato nel primo giorno di attacchi di Usa e Israele. Secondo gli analisti, negli ultimi mesi aveva concentrato nelle sue mani un enorme potere all’interno del regime degli ayatollah.

Chi era Ali Larijani, fedelissimo di Khamenei ucciso dall’Idf

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Pasdaran confermano uccisione comandante Basij: "Vile assassinio"

Le Guardie Rivoluzionarie confermano che il comandante dei Basij, Golam Reza Soleimani, è stato ucciso in un attacco israeliano. In una dichiarazione, i Pasdaran affermano che "questo vile assassinio evidenzia l'importanza e il ruolo dei Basij sul campo di battaglia contro gli Stati Uniti e Israele, soprattutto nella recente guerra".

Erdogan: "Regione trascinata verso tragedia"

"L'intera regione viene trascinata in una tragedia". Questo il messaggio rilanciato questa sera dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha incontrato una delegazione di giornalisti in occasione della cena di fine Ramadan. "Ricordiamo i vostri 275 colleghi uccisi a Gaza da Israele, colpevoli di aver fatto il proprio lavoro. Oggi più che mai il vostro apporto è fondamentale. Il pubblico ha il diritto di accedere a notizie vere e affidabili", ha detto il presidente turco.

Tajani: "A Gaza l'Italia ha fatto tutto il possibile"

"A Gaza abbiamo fatto tutto ciò che era possibile. L'Italia non è la padrona del mondo, noi possiamo fare quello che possiamo". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo a un gruppo di studenti, a Piazza Colonna, che gli

hanno fatto qualche domanda, alla fine di un convegno sulla guerra in Iran a Palazzo Wedekind. "Siamo il paese occidentale che ha accolto il maggior numero di rifugiati da Gaza e ricoverato il maggior numero di bambini feriti, anche con i loro familiari", ha aggiunto il vicepremier.

Direttiva Israele: no approvazione per eliminare figure Iran o Hezbollah

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato all'esercito di eliminare immediatamente qualsiasi figura di spicco iraniana o di Hezbollah non appena le informazioni di intelligence lo consentano, senza attendere la tradizionale approvazione delle catene di comando militari e politiche. Lo riporta Canale 12. Secondo l'emittente israeliana, la direttiva mira a prevenire ritardi nelle attività operative durante la campagna di bombardamenti israelo-americana in corso in Iran e i combattimenti di Israele contro Hezbollah, gruppo sostenuto dall'Iran, in Libano.

Idf: "Troveremo Mojtaba Khamenei e lo neutralizzeremo"

L'esercito israeliano darà la caccia alla nuova guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei. "Non sappiamo nulla di Mojtaba Khamenei, non lo sentiamo, non lo vediamo, ma posso dirvi una cosa: lo rintracceremo, lo troveremo e lo neutralizzeremo", ha detto ai giornalisti il portavoce dell'Idf, Effie Defrin.

Idf: "Colpiti soldati forza Basij in oltre 10 posti di blocco di Teheran"

Le Forze di Difesa Israeliane hanno colpito soldati della milizia Basij, il braccio armato del regime iraniano, in oltre 10 posti di blocco e postazioni a Teheran. Lo ha riferito l'esercito dello Stato Ebraico, secondo cui  fra gli obiettivi c'era una "postazione di emergenza" dei Basij e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, "che in precedenza era servita come squadra di calcio". Gli attacchi contro la forza paramilitare giungono dopo un raid israeliano notturno a Teheran che ha ucciso il comandante dei Basij, Gholamreza Soleimani, insieme al suo vice e a diversi altri alti ufficiali dell'unità, secondo quanto riferito dalle Idf. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi stanno "infliggendo colpi profondi e continui alle capacità dell'unità Basij".

Pasdaran confermano uccisione Soleimani, capo Basij

I pasdaran, i Guardiani della rivoluzione iraniana, hanno confermato l'uccisione del capo della forza paramiltare Basij, Gholamreza Soleimani.

Milizia filo-iraniana Kataeb Hezbollah: "Tutti i militari stranieri lascino l'Iraq"

Il potente gruppo armato Kataeb Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha intimato che ogni "soldato straniero" lasci l'Iraq, secondo quanto affermato dal suo capo della sicurezza. "L'instabilità dell'Iraq è dovuta alla presenza americana nefasta, e la sicurezza non sarà raggiunta finché l'ultimo soldato straniero non lascerà il territorio iracheno", ha dichiarato in un comunicato il nuovo capo della sicurezza del gruppo, Abou Moujahed al-Assaf.

Il gruppo, designato da Washington come "organizzazione terroristica", fa parte di un movimento più ampio noto come Resistenza islamica in Iraq, che rivendica attacchi quotidiani contro interessi statunitensi in Iraq e nella regione e che ha sempre chiesto il ritiro delle truppe americane dal Paese.

Media: "Usa in pressing per un'azione della Siria contro Hezbollah"

Gli Stati Uniti hanno incoraggiato la Siria a considerare l'invio di forze nell'est del Libano per aiutare a disarmare hezbollah, ma Damasco è riluttante a imbarcarsi nella missione perché teme di essere coinvolta nella guerra e di infiammare le tensioni fra le varie sette. Lo riporta Reuters sul proprio sito citando alcune fonti. 

Idf: "Non sappiamo nulla di Mojtaba ma continuiamo a dargli la caccia"

''Non sappiamo nulla di Mojtaba Khamenei, non si vede, non si sente. Ma, come abbiamo dimostrato, continueremo a dare la caccia a chiunque costituisca una minaccia per Israele''. Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin rispondendo a domande di giornalisti. 

Tajani: "A Gaza condizione inaccettabile, speriamo non succeda anche in Libano"

A Gaza "c'è una situazione di guerra, purtroppo una condizione inaccettabile. Adesso dobbiamo stare attenti che non succeda lo stesso in Libano". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo a una delle liceali della scolaresca del "Collegio Uccellis", che si sono avvicinate per porgli qualche domanda di politica internazionale mentre stava tenendo un punto stampa con i giornalisti. "Per questo - ha continuato Tajani - stiamo cercando, e non è facile, di dire a Israele di non attaccare il Libano e ad Hezbollah di non attaccare Israele. Purtroppo ci sono delle situazioni che vanno avanti da decenni. E quindi bisogna cercare di lavorare per la pace, per il dialogo. Non è facile. Adesso vediamo quale può essere un progetto operativo. L'unico che c'è è quello di cui si è parlato negli Stati Uniti, il Board of Peace. Vediamo se si riesce a realizzare con la partecipazione anche dell'Unione europea". 

Wp: "Per Israele i manifestanti iraniani saranno massacrati se protesteranno"

Alti funzionari israeliani hanno comunicato ai diplomatici americani che i manifestanti iraniani verrebbero "massacrati" qualora scendessero in piazza contro il loro governo. Lo riporta il Washington Post citando un cablogramma del Dipartimento di Stato diffuso venerdì dall'ambasciata americana a Gerusalemme, in cui si riferisce che Israele ritiene che il regime iraniano "non cederà" ed è disposto a "combattere fino alla fine". 

Turchia: "Si rischia crisi migratoria di lunga durata"

La guerra in Medio Oriente rischia di creare una "crisi migratoria di lunga durata". Un avvertimento lanciato dal ministro degli Esteri turco, sottolineando la situazione in Libano, dove oltre un milione di persone sono state sfollate dall'inizio del conflitto. "Se la guerra e l'occupazione si estendessero, è possibile che ciò si trasformi in una crisi migratoria di lunga durata, con i rifugiati che cercano rifugio al di fuori dei confini del loro Paese", ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan in una conferenza stampa ad Ankara con la sua omologa canadese.

Tajani: "Noi per diplomazia ma Teheran fermi la corsa all'atomica"

"C'è una guerra in corso, Israele punta a far cadere il regime. Noi non siamo coinvolti nella guerra, ci auguriamo che possa finire il prima possibile, lavoriamo perché possa prevalere la diplomazia e si possa aprire un dialogo e un confronto. Certo l'Iran deve fermare la corsa alla bomba atomica e deve smettere di attaccare paesi che non hanno nulla a che vedere con gli attacchi di Israele e degli Usa... ". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un convegno sulla guerra in Iran, organizzato da 'Il Tempo' a Palazzo Wedekind.

Media: "Utilizzati razzi Katyusha in attacco ambasciata Usa a Baghdad"

Sono stati utilizzati razzi Katyusha nell'attacco di stasera contro l'ambasciata statunitense a Baghdad. Lo hanno riferito i media locali, aggiungendo che i sistemi di difesa aerea C-RAM della sede diplomatica sono stati attivati e le sirene hanno suonato in tutta la "Zona Verde".

Idf: "Raggiungeremo uno a uno gli esponenti del regime iraniano"

''Chiunque abbiamo eliminato del regime iraniano aveva dedicato la sua vita all'obiettivo di distruggere Israele. Li abbiamo eliminati mentre si nascondevano e lo ribadisco: li raggiungeremo uno a uno, non importa dove o quando''. Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin in una dichiarazione. 

Wadephul: "Non è realistico pensare a cambio di regime controllato"

"Non ci sarà una soluzione militare. E l'avere un cambio di regime controllato è, direi, un'idea ipotetica che non è realistica". E' quanto ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, intervenendo ad un evento a Berlino. "Così, per quanto il regime sia un male il caos in Iran non è neanche nel nostro interesse, né nell'interesse della regione e, ovviamente, nell'interesse della popolazione che vive in Iran", ha poi aggiunto. 

Media Iran: "L'Argentina di Milei schierata con Usa ha oltrepassato il limite"

"L'Argentina si è ufficialmente dichiarata nemica dell'Iran e si è schierata con gli Stati Uniti e il regime sionista nell'aggressione militare contro la nostra nazione. Questa è una linea rossa imperdonabile che è stata oltrepassata". Questo il testo apparso domenica in un editoriale del quotidiano iraniano Tehran Times, a firma di Saleh Abidi Maleki, replicato poi da diversi funzionari del regime degli ayatollah e rilanciato oggi dai media argentini. Nell'editoriale - che fa riferimento al discorso pronunciato da Milei lunedì 9 marzo alla Yeshiva University di New York dove si dichiarò "nemico" dell'Iran e affermò di essere "orgoglioso di essere il presidente più sionista del mondo" - si avverte anche che "Teheran non può rimanere indifferente alle posizioni ostili dell'attuale governo argentino". La minaccia iraniana cade nell'anniversario dell'attentato del 17 marzo del 1992 all'ambasciata di Israele che causò 22 morti e che la giustizia argentina attribuisce ad elementi del gruppo libanese Hezbollah. 

Teheran: "Lo Stretto Hormuz non tornerà allo stato pre-guerra"

"La situazione dello Stretto di Hormuz non tornerà al suo status pre-bellico". Lo scrive su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.

Tajani: "Una guerra non ci conviene, l'Iran ha missili e droni a non finire"

"Entrare in guerra per noi è complicato. Perché poi fare la guerra? Credo che il nostro impegno non sia quello, ma sia quello di cercare di trovare stabilità in Medio Oriente, trovare un accordo. E anche dal punto di vista militare non so quanto sia giusto andare a infilarsi in una guerra. Perché? Perché gli iraniani hanno missili e droni a non finire. Abbattere un drone a volte costa tanto". L'ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani parlando della crisi in Medio Oriente in un colloquio con Daniele Capezzone, a Roma. Quindi facendo un esempio di scuola ha aggiunto: "Se loro hanno, diciamo, 10.000 droni e le navi occidentali hanno 1.000 missili, una volta abbattuti 1000 droni, ne rimangano 9.000. Quindi non so quanto sia conveniente anche dal punto di vista militare". 

Trump: "La guerra in Iran sarà finita nel giro di un paio di due settimane"

La guerra in Iran è "una piccola escursione" e sarà finita "nel giro di un paio di settimane". Lo ha detto Donald Trump ad un evento a Capitol Hill in occasione della festa di San Patrizio. "Non ci vorrà molto... Siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia", ha ribadito. 

Emirati Arabi Uniti verso partecipazione a missione Usa per sicurezza Stretto

Gli Emirati arabi uniti potrebbero partecipare alla missione richiesta dagli Stati Uniti per proteggere le navi  nello Stretto di Hormuz, ha spiegato, nel suo intervento a una conferenza organizzata dal Council on Foreign Relations, il consigliere del Presidente emiratino, Anwar Gargash. Gli Emirati al momento, ha aggiunto, non sono in contatto attivo con l'Iran. 

Media: "La Uss Tripoli è salpata da Singapore diretta in Medio Oriente"

La USS Tripoli con a bordo circa 2.200 marines è salpata da Singapore diretta in Medio Oriente. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate. 

Araghchi parla con Guterres: "Onu condanni aggressione"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha esortato le Nazioni Unite a rispettare il proprio obbligo di condannare la campagna militare non provocata condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran e a ritenere responsabili gli aggressori, in conformita' con il Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite. In una conversazione telefonica avvenuta ieri sera - scrive l'agenzia Tasnim - Araghchi e il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, hanno discusso della recente situazione regionale a seguito della guerra di aggressione che gli Stati Uniti e il regime sionista hanno imposto all'Iran. Denunciando l'aggressione militare israelo-americana come una sfacciata violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato che l'ONU e il suo Segretario generale hanno l'obbligo statutario di condannare l'aggressione in modo categorico e inequivocabile e di ritenere gli aggressori responsabili ai sensi del Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite. Araghchi ha inoltre esortato la comunita' internazionale a tenere conto della causa principale dell'insicurezza che affligge la regione e lo Stretto di Hormuz, ovvero l'aggressione militare israelo-americana. Ha spiegato che "la situazione relativa allo Stretto di Hormuz non puo' essere affrontata senza considerare il contesto generale della regione, sottolineando che le interruzioni alla navigazione nello stretto sono causate dalla guerra di aggressione tra Stati Uniti e Israele. Tutti i Paesi e le istituzioni internazionali che hanno a cuore la pace e la sicurezza devono condannare responsabilmente i crimini degli Stati Uniti e di Israele e chiedere la cessazione dell'aggressione militare contro l'Iran", ha affermato Araghchi. Ha inoltre condannato "i brutali attacchi del regime sionista contro il Libano, che hanno causato centinaia di vittime, avvertendo che l'inazione e l'indifferenza di fronte ai crimini israeliani contro la legge in Palestina e in altri Paesi della regione non faranno altro che ampliare la portata dell'aggressione israeliana e aggravare l'insicurezza nella regione e nel mondo".

Idf, in 24 ore colpite 10 postazioni delle forze Basij a Teheran

"Nelle ultime 24 ore è stato eliminato il comandante delle forze Basij e sono state colpite più di 10 loro postazioni a Teheran. Nel corso dell'Operazione 'Il ruggito del Leone', l'Idf ha condotto uno sforzo organizzato e continuo per colpire le guardie rivoluzionarie e l'unità Basij, durante il quale sono stati smantellati centinaia di quartier generali e centri di comando e controllo dell'unità in tutto l'Iran, in particolare a Teheran". Lo rende noto l'Idf, aggiungendo che le forze Basij sono da anni responsabili di attività terroristiche e della repressione violenta contro i civili durante le proteste interne.

Media: "n attacco che ha ucciso Larijani, morti anche il vice e il figlio"

Nell'attacco che ha ucciso Ali Larijani, è morto anche il figlio nonché Ali Banti, vice del capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. Lo ha riferito Iran International, un canale in lingua persiana che trasmette da Londra e associato agli oppositori del regime. 

Von der Leyen sente premier Iraq, grazie per moderazione

"Ho appena avuto una telefonata con il premier iraqueno Mohammed Shià Al Sudani in merito all'attuale situazione della sicurezza. Ho ringraziato il primo ministro per aver incoraggiato la moderazione in questo momento difficile e per aver tenuto il Paese fuori dalla guerra". Lo ha scritto sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Ho inoltre espresso le mie condoglianze per le vite perse a seguito degli attacchi non provocati e inaccettabili contro il territorio iracheno. - scrive ancora la leader Ue - L'UE e' un partner affidabile che continuerà a sostenere la Repubblica dell'Iraq, la sua stabilità e sovranità, nonché la de-escalation in tutta la regione".

Trump: "In Iran abbiamo causato danni che nessuno pensava"

"Nessuna pensava che avremmo potuto causare così tanti danni in poco tempo" in Iran. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che per anni Iran "è stato il bullo del mondo". "Siamo in anticipo sulla tabella di marcia. Oggi è stato un grande giorno" in termini di obiettivi colpiti, ha aggiunto. All'Iran ci vorranno "10 anni per riparare i danni", ha messo in evidenza, precisando che gli Stati Uniti devono rendere l'impatto "più permanente". 

Tajani: "Intervenire in Stretto Hormuz significa di fatto entrare in guerra"

''Noi siamo sempre stati fuori da questa guerra. Intervenire nello Stretto di Hormuz significa entrare di fatto in guerra, che comporta delle conseguenze... ". Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani parlando a un convegno promosso da 'Il Tempo' a palazzo Wedekind. ''Andare a infilarsi in una guerra nello Stretto di Hormuz -ha avvertito- non so quanto sia giusto''.

Trump: "In Iran stiamo facendo bene, non deve avere l'arma nucleare"

"Stiamo facendo molto bene" contro l'Iran, "non potevamo permettere che avesse avuto l'arma nucleare". Lo ha detto Donald Trump in occasione del pranzo per i Friends of Ireland a Capitol Hill in occasione della festa di San Patrizio.

Israele: "Non molto esposti a rincari petrolio con guerra"

Israele "non è molto esposto ai prezzi del petrolio come altri Paesi. Il nostro settore energetico ed elettrico non si basa sul petrolio, ma sul gas naturale". Lo ha detto Shmuel Abramzon, capo economista del ministero delle Finanze israeliano, durante un briefing con la stampa, rispondendo alle domande sulle ripercussioni della guerra con l'Iran.

Capo Hezbollah: "Legittima difesa per liberare Paese"

"Hezbollah e la sua resistenza islamica si trovano in una posizione di legittima difesa" nella lotta "per liberare la terra, rifiutare la resa, proteggere l'esistenza e garantire l'indipendenza del Paese". E' quanto affermato dal segretario generale del gruppo sciita filo-iraniano, Naim Qassem, in un messaggio scritto. Hezbollah il 2 marzo è sceso in campo a fianco dell'Iran contro Israele, riprendendo a lanciare razzi e droni per vendicare l'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei. Lo Stato ebraico ha reagito con una potente campagna di bombardamenti, principalmente sul sud del Libano e a Beirut, che ha fatto finora quasi mille morti e oltre 2mila feriti. Il governo libanese ha condannato l'operato del gruppo sciita, mettendo al bando le sue attività militari e accusandolo di voler portare il collasso il Paese.

Tajani: "Lavoriamo per la diplomazia ma l'Iran fermi l'atomica"

"C'è una guerra in corso, Israele punta a far cadere il regime. Noi non siamo coinvolti nella guerra, ci auguriamo che possa finire il prima possibile, lavoriamo perché possa prevalere la diplomazia e si possa aprire un dialogo e un confronto. Certo l'Iran deve fermare la corsa alla bomba atomica e deve smettere di attaccare paesi che non hanno nulla a che vedere con gli attacchi di Israele e degli Usa, così si isola dal mondo intero". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, interpellato sull'uccisione del capo della sicurezza iraniana e del comandante Soleimani, a margine di un evento del Tempo a Palazzo Wedekind. 

Israele, aumenta tetto del deficit e taglia il Pil 2026 con la guerra in Iran

Il ministero delle Finanze israeliano prevede un aumento del tetto del deficit nel progetto di bilancio 2026. In un briefing con la stampa, il capo economista del ministero delle Finanze, Shmuel Abramzon, ha stimato un aumento del deficit dell'1,2% nel 2026, nel contesto della guerra contro l'Iran e Hezbollah. Questa mattina la Knesset ha votato con 53 voti a favore e 45 contrari a favore della prima lettura del disegno di legge del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che prevede l'innalzamento del tetto del deficit dal 3,9% al 5,1% del Pil e l'aumento della spesa per la difesa. Il disegno di legge passerà ora alla Commissione Finanze, e dovrà superare altre due votazioni per diventare legge. Il ministero delle Finanze ha anche rivisto al ribasso le previsioni di crescita del Pil per il 2026 dello 0,5%, dal 5,2% al 4,7%, a causa delle ripercussioni economiche della guerra. Nonostante la revisione al ribasso delle previsioni di crescita, il governo ha aumentato le stime sul gettito fiscale di circa 11 miliardi di shekel (3,56 miliardi di dollari). Israele è "ben posizionato per fungere da ponte tra l'India e l'Europa, e naturalmente con il Golfo", ha detto Abramzon sottolineando che gli sviluppi del conflitto "possono creare legami economici molto interessanti" per il Paese.

Iraq, nuovo attacco all'ambasciata Usa a Bagdad (2)

In un ristorante di Bagdad, dove i clienti sono rimasti impassibili nonostante le forti esplosioni, un testimone ha riferito di aver visto delle esplosioni in cielo causate dall'intercettazione di proiettili da parte del sistema di difesa aerea dell'ambasciata. Un'altra testimone ha visto un incendio dal suo balcone all'interno del complesso dell'ambasciata. Il funzionario della sicurezza ha anche segnalato un incendio, causato da un drone.

Unicef: "In Libano 350mila bambini sfollati"

"Mentre gli attacchi continuano in Libano, migliaia di famiglie e bambini stanno abbandonando le loro case in preda alla paura e cercano rifugio in centri sovraffollati. Più di 1 milione di persone, fra cui quasi 350.000 bambini, sono sfollate in Libano". Lo scrive Unicef Libano su X. "L'Unicef è sul campo - si legge ancora - per fornire assistenza sanitaria, sostegno psicosociale, acqua potabile e aiuti di emergenza ai bambini e alle famiglie in difficoltà. I bambini in Libano non possono permettersi ulteriori ritardi. Sono necessari interventi immediati per allentare la tensione e impedire che i bambini subiscano ulteriori danni. I bambini devono essere protetti. Adesso".

Iraq, nuovo attacco all'ambasciata Usa a Bagdad

Diverse forti esplosioni sono state udite stasera a Bagdad. Un funzionario della sicurezza ha segnalato un attacco con droni e razzi contro l'ambasciata statunitense. 

La Francia rende omaggio al militare ucciso da un drone ad Erbil

La Francia rende omaggio ad Arnaud Frion, il militare francese ucciso la settimana scorsa nella zona di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Aprendo il consiglio di Difesa all'Eliseo, Emmanuel Macron, ha ricordato il ''maggiore Frion, morto per la Francia in Iraq, nell'ambito di un attacco di droni perpetrata da una milizia pro-iraniana, mentre era impegnato nella lotta al terrorismo, alla lotta contro l'Isis, nella difesa della sovranità irachena e attraverso di essa, alla nostra sicurezza''. "La Nazione - ha aggiunto Macron - rimane al fianco della sua famiglia, dei suoi cari, dei suoi fratelli d'armi". Il capo dello Stato ha quindi rivolto un pensiero ai "nostri militari feriti che sono ancora, per alcuni di essi, sottoposti a cure intensive all'ospedale". Frion, 42 anni, è stato ucciso giovedì scorso da un drone che ha causato il ferimento di sei altri militari francesi, da allora rimpatriati e ricoverati in ospedale. ''La Francia non dimenticherà il prezzo della vita pagato da Arnaud Frion, un prezzo doloroso, quello della nostra sicurezza, della nostra sovranità, della nostra libertà", ha detto da parte sua la ministra della Difesa,Catherine Vautrin, nel corso di una cerimonia questa mattina presso il 7/o battaglione di cacciatori alpini di Varces, in Isère, da dove proveniva il militare ucciso. Davanti al feretro della vittima, coperta dal tricolore francese e da diverse onorificenze, tra cui la Legion d'Onore a lui attribuita a titolo postumo, Vautrin ha evocato il percorso di un soldato esemplare al servizio della Francia. Tra i presenti, anche il capo di stato maggiore dell'Armée de Terre, generale Pierre Schill.  Dall'inizo della guerra in Medio Oriente, il Kurdistan iracheno e Erbil sono stati oggetto di diversi attacchi di droni Shaded, incluso contro la base italiana di Camp Singara, che non ha causato vittime. 

Zelensky: "Oltre 200 esperti ucraini a sostegno della guerra all'Iran"

Sono oltre 200 i militari ucraini, reduci dall'esperienza della guerra anti-droni con la Russia, inviati negli ultimi giorni in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in corso contro la reazione dell'Iran agli attacchi di Usa e Israele. Lo ha rivendicato da Londra il presidente Volodymyr Zelensky, a margine della firma dell'accordo bilaterale di difesa con il premier Keir Starmer - e alla presenza del segretario generale della Nato, Mark Rutte - incentrato sulla produzione di droni e di sistema di difesa dai cosiddetti droni low cost.

Tajani: "Intervenire nello Stretto di Hormuz equivale entrare guerra"

"Noi siamo sempre stati fuori da questa guerra. Intervenire nello Stretto di Hormuz significa entrare di fatto in guerra, che comporta delle conseguenze. Noi come europei abbiamo deciso di rinforzare la missione Aspides e la missione Atlanta. Entrare in guerra per noi è complicato. Andare a infilarsi in una guerra nello Stretto di Hormuz non so quanto sia giusto". A dirlo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato dal direttore de 'Il Tempo' Daniele Capezzone, parlando a un evento organizzato dal quotidiano sulla guerra in Iran.

Tusk: "Polonia non invierà truppe"

La Polonia non ha intenzione di inviare truppe in Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro Donald Tusk, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto agli alleati di inviare navi nello Stretto di Hormuz per proteggere le navi mercantili. Tusk ha affermato che la decisione di Varsavia "si applica alle nostre forze terrestri, aeree e anche navali". La guerra in Medio Oriente non incide direttamente sulla sicurezza della Polonia, ha aggiunto, "i nostri alleati, compresi gli americani, lo capiscono".

Ieri, il ministro degli Esteri Radosław Sikorski aveva anche respinto la richiesta di Trump ai paesi della NATO di schierare navi da guerra per contribuire a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz.

Tajani: "Non ho più parlato con gli americani dell'Iran dopo il 4 marzo"

"Non ho più parlato con gli americani" dopo il colloquio del 4 marzo con il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Lo ha detto interpellato dai cronisti il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando a Palazzo Wedekind per un convegno organizzato dal Tempo. "Ho incontrato oggi il ministro degli Esteri sloveno, abbiamo parlato di Hormuz, ho incontrato il vicepresidente del consiglio del Montenegro, ho incontrato il ministro emiratino che è venuto a parlare di Imec a Trieste, ha fatto un discorso molto duro sull'Iran, loro sono un paese che è attaccato in maniera proditoria e non si capisce perché. Hanno parlato di sei sette settimane, sei sette settimane finiscono a metà aprile". 

Trump: "Macron? Il suo mandato finirà molto presto"

"Beh, molto presto finirà il suo mandato, così vedremo, non so". Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva un commento al fatto che Emmanuel Macron ha rifiutato di far partecipare la Francia alla coalizione per lo stretto di Hormuz, come richiesto dal presidente americano.

Media: "Usa chiesero a Siria invio forze in Libano, ma Damasco non accettò"

Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Siria di inviare forze militari nel Libano orientale per contribuire al disarmo di Hezbollah, ma Damasco ha esitato ad intraprendere tale azione per timore di essere trascinata in una guerra in Medio Oriente e di alimentare le tensioni settarie nella regione. Lo scrive il notiziario israeliano Ynet News, citando cinque fonti. L'ipotesi fu discussa per la prima volta tra Stati Uniti e Siria lo scorso anno, hanno aggiunto le fonti.

Washington Post: "Israele promuove rivolta ma ritiene sarebbe massacro"

Israele esorta pubblicamente gli iraniani a ribellarsi, una volta ultimata la campagna di bombardamenti congiunti con gli Usa, ma in privato ritiene che se scendessero in piazza contro il regime verrebbero "massacrati". E' quanto emerge da un cablogramma inviato dall'ambasciata Usa in Israele al dipartimento di Stato, rivelato dal Washington Post. Nel documento, che riferisce valutazioni frutto di incontri con vari funzionari israeliani della sicurezza, si riconosce che il regime iraniano "non sta cedendo" ed è disposto a "combattere fino alla fine". Nonostante questa previsione, Tel Aviv spera ancora in una rivolta popolare in Iran ed è convinta che Washington dovrebbe essere pronto a sostenere i manifestanti qualora scendessero in piazza.

Trump: "Tra non molto stretto di Hormuz sarà sicuro"

Donald Trump è fiducioso nel fatto che "tra non molto" lo stretto di Hormuz sarà sicuro. "Credo che non manchi molto, stiamo martellando la costa, praticamente la costa e il mare, non mancherà molto", ha detto il presidente ai giornalisti nello Studio Ovale, passando poi a lodare i Paesi del Medio Oriente che, a differenza di quelli della Nato, hanno risposto alla sua richiesta di aiuto. "Gli Stati del Medio Oriente, compreso Israele, sono straordinari, ci stanno aiutando moltissimo", ha affermato. 

Trump: "Un altro Vietnam? Io non ho paura di nulla"

"Io non ho paura di nulla": così il presidente americano, Donald Trump, ha risposto alla domanda se possa temere un altro Vietnam nel caso di un'operazione di terra in Iran.

Lituania: "Non invieremo truppe in Medioriente"

"Al momento non stiamo considerando la possibilità di inviare nostri soldati in Medioriente. Non ce n'è bisogno, la Lituania ha già abbastanza sfide da affrontare nella sua regione e su di esse intende concentrarsi". Lo ha affermato il ministro della Difesa lituano, Robertas Kaunas, intrattenendosi con i giornalisti. "La Lituania sta dando un contributo significativo sia alla sicurezza regionale che al rafforzamento dell'Alleanza atlantica attraverso investimenti nella sicurezza. Questo significa che il nostro impegno è già al massimo", ha aggiunto Kaunas. La scorsa settimana, il capo di stato maggiore dell'esercito lituano, Raimundas Vaiksnoras, aveva affermato che la Lituania potrebbe contribuire alle operazioni statunitensi contro l'Iran fornendo supporto logistico alle forze aeree statunitesi, sottolineando tuttavia che la decisione sulla possibilità di una tale opzione dipende esclusivamente dalle scelte del governo lituano. 

Trump: "Soldati Usa in Iran? Non temo un altro Vietnam"

"Non ho paura di un altro Vietnam". Lo ha detto Donal Trump alla Casa Bianca rispondendo ad una domanda sull'eventualità che le truppe americane siano dispiegate in Iran. 

Turchia: "Rischio crisi rifugiati permanente se guerra si allarga"

Un'ulteriore espansione della guerra in Medio Oriente potrebbe creare una crisi di rifugiati "permanente". Questo l'avvertimento del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, mentre il Libano ha reso noto che i bombardamenti israeliani hanno costretto oltre un milione di persone a lasciare le proprie case. "Se la guerra... si espande, c'è la possibilità che si trasformi in una crisi di rifugiati permanente, con i profughi che cercano rifugio al di fuori dei confini dei loro paesi", ha dichiarato Fidan in una conferenza stampa. "Bisogna porre fine a tutto questo il prima possibile".

Trump: "Noi abbiamo aiutato con l'Ucraina, loro no con l'Iran"

"Abbiamo aiutato con l'Ucraina, e loro non ci aiutano con l'Iran, e tutti riconoscono che l'Iran non può avere un'arma nucleare". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, lamentandosi degli alleati Nato con il premier irlandese, Micheal Martin.

Trump: "Incontro con Xi riprogrammato tra 5-6 settimane"

"Stiamo riprogrammando l'incontro, e sembra che si terrà tra circa cinque settimane. Stiamo lavorando con la Cina. Per loro andava bene". Lo ha detto Donald Trump, parlando della sua visita a Pechino prevista per fine marzo, che, ha aggiunto, potrebbe avvenire tra "cinque-sei settimane". Trump ha poi affermato che non vede l'ora di incontrare il leader cinese Xi Jinping e "lui non vede l'ora di incontrare me, credo".

Trump: "Sono deluso da Starmer, non ci ha aiutati"

Il presidente americano, Donald Trump, si è detto "deluso" dal premier britannico, Keir Starmer, per il mancato sostegno all'operazione in Iran. "Non ci ha sostenuto. E penso che sia un grosso errore. Sapete, guadagnano un sacco di soldi con il commercio con gli Stati Uniti. Io l'ho fatto. Mi sono impegnato al massimo, come sapete, non potevano concludere un accordo con Biden, perché non avevano una vera amministrazione in grado di farlo, ma noi abbiamo concluso un accordo. Abbiamo concluso un buon accordo per loro e, francamente, probabilmente non è stato apprezzato", ha aggiunto. "Sono rimasto deluso perché Keir era disposto a inviare due portaerei dopo la nostra vittoria, perché essenzialmente, al momento non c'è alcuna minaccia per le portaerei", ha evidenziato.

Trump: "Sono deluso dalla Nato, non sono felice"

"Sono deluso dalla Nato, per il fatto che spendiamo trilioni di dollari per la Nato. Pensateci, trilioni nel corso degli anni, molti trilioni di dollari. E' uno dei motivi per cui abbiamo deficit e aiutiamo altri paesi e quando loro non ci aiutano, voglio dire, è certamente qualcosa su cui dovremmo riflettere". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. "Non ho bisogno del Congresso per questa decisione, come probabilmente sapete, posso prenderla da solo. Lavorerei con persone molto intelligenti e comunque mi consulterei sempre con il Congresso. Ma non ho bisogno del Congresso per questa decisione", ha spiegato. In merito a una eventuale reazione alla scelta degli alleati Nato, ha risposto: "Al momento non ho nulla in mente, ma devo dire che non sono esattamente entusiasta del fatto che li aiutiamo con l'Ucraina. L'Ucraina sarebbe finita in un giorno se non lo avessimo fatto. Francamente, l'Ucraina sarebbe finita il primo giorno", ha aggiunto.

Trump: "Ero contro l'Iran molto prima che lo fosse Israele"

Donald Trump continua a minimizzare l'idea che Israele abbia influenzato la sua decisione di attaccare l'Iran, definendo il Paese "un partner". "Ero contro l'Iran molto prima ancora di pensare che Israele potesse essere contro l'Iran", ha aggiunto il presidente americano alla Casa Bianca. 

Ministro Esteri turco: "Illegale" l'uccisione Larijani e altri leader

"Gli assassinii politici condotti da Israele, in particolare quelli che colpiscono statisti e politici iraniani, sono attività davvero illegali al di fuori delle normali leggi di guerra". Questa la denuncia del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, commentando l'uccisione di Ali Larijani.

Beirut: "3 soldati libanesi uccisi in raid israeliani"

Tre soldati libanesi sono stati uccisi in due raid aerei israeliani nel sud del Paese. Lo ha reso noto l'esercito libanese, mentre l'Idf sostiene che le sue operazioni non erano dirette contro le truppe di Beirut. "Due soldati sono stati uccisi in un attacco israeliano mentre viaggiavano in motocicletta sulla strada Zibdin-Nabatyieh", nel sud del Libano, si legge nell'ultimo comunicato dell'esercito libanese, mentre in precedenza aveva riferito che un altro soldato era morto a causa delle ferite riportate in un raid contro un'auto e una motocicletta nella stessa zona, attacco che aveva anche ferito altre quattro persone.

Un ufficiale libanese ha dichiarato  che i soldati avevano appena terminato il loro turno di servizio giornaliero, mentre l'esercito israeliano ha affermato di essere "a conoscenza della notizia secondo cui diversi soldati delle forze armate libanesi sarebbero rimasti feriti a seguito di un attacco delle Idf". "L'incidente è sotto inchiesta", ha dichiarato l'esercito, aggiungendo che le forze israeliane stavano operando "contro l'organizzazione terroristica Hezbollah e non contro le forze armate o i civili libanesi".

Trump: "Non ancora pronti a lasciare ma lo faremo presto"

"Se ce ne andassimo ora, ci vorrebbero 10 anni per ricostruire. Ma non siamo ancora pronti ad andarcene, anche se lo faremo nel prossimo futuro. Ce ne andremo praticamente a brevissimo termine, ma al momento sono stati decimati sotto ogni punto di vista. E ripeto, abbiamo ricevuto un grande sostegno dai paesi del Medio Oriente, un grande sostegno, ma non abbiamo ricevuto praticamente alcun sostegno dalla Nato". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Trump: "Non ancora pronti a lasciare ma lo faremo presto"

"Se ce ne andassimo ora, ci vorrebbero 10 anni per ricostruire. Ma non siamo ancora pronti ad andarcene, anche se lo faremo nel prossimo futuro. Ce ne andremo praticamente a brevissimo termine, ma al momento sono stati decimati sotto ogni punto di vista. E ripeto, abbiamo ricevuto un grande sostegno dai paesi del Medio Oriente, un grande sostegno, ma non abbiamo ricevuto praticamente alcun sostegno dalla Nato". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Trump: "La guerra contro l'Iran è finita da tempo, dal primo giorno"

"La guerra contro l'Iran è finita da tempo". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca. "Dal giorno uno", ha aggiunto il presidente americano. 

Casa Bianca: "Da capo antiterrorismo falsità, Iran voleva attaccare Usa"

La Casa Bianca critica Joe Kent, il capo del centro antiterrorismo che si è dimesso perché contrario alla guerra in Iran. "Ci sono molte false affermazioni" nella lettera di Kent, afferma la portavoce Karoline Leavitt. "Lasciatemi parlare di una in particolare, ovvero che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione. Questa è una falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono", ha spiegato sottolineando che "come il presidente ha chiaramente detto, c'erano prove forti che l'Iran avrebbe attaccato gli Stati Uniti". 

Israele agli Usa: "Speriamo in rivolta iraniani anche se saranno massacrati da regime"

Alti funzionari israeliani hanno detto a diplomatici americani di sperare che gli iraniani si rivoltino e scendano in piazza contro il regime, anche se pensano che "le persone saranno massacrate" perché i pasdaran continuano "ad avere il controllo" della situazione. E' quanto scrive il Washington Post che rivela il contenuto di cablogramma, partito dall'ambasciata Usa a Gerusalemme lo scorso venerdì, in cui si riferisce la valutazione degli israeliani riguardo al fatto che "il regime non sta crollando" e che, ad oltre due settimane dall'inizio dell'operazione di Usa e Israele, è pronto a "combattere fino alla fine". 

Nel messaggio, che è la sintesi degli incontri che i diplomatici Usa hanno avuto mercoledì e giovedì della scorsa settimana con funzionari dei ministeri della Difesa e degli Esteri e del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliani, si comunica a Washington la richiesta di Israele di essere pronti a sostenere i dimostranti in caso di nuove proteste. 

Trump: "Ci ricorderemo della Nato che non ci aiuta"

"Quindi tutti sono d'accordo con noi, ma non vogliono aiutare. E noi, sapete, noi come Stati Uniti dobbiamo ricordarcelo, perché pensiamo che sia piuttosto scioccante". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Trump: "La Nato sta facendo un errore stupido sull'Iran"

"La Nato sta facendo un errore stupido" sull'Iran. Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca.

Trump: "Tutti alleati della Nato erano a favore della guerra contro l'Iran"

"Tutti gli alleati della Nato erano favorevoli alla guerra contro l'Iran". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca in un incontro con il premier irlandese Michael Martin nel giorno di San Patrizio. 

Ita Airways estende stop voli per Tel Aviv al 9 aprile, per Dubai al 28 marzo

Alla luce dell'attuale situazione in Medio Oriente, Ita Airways ha esteso la sospensione dei voli da e per Tel Aviv fino al 9 aprile (incluso il volo AZ809 del 10 aprile). La compagnia "è stata costretta, inoltre, ad estendere al 28 marzo la sospensione dei voli da e per Dubai".  Così Ita in una nota, spiegando che gli aeroporti di Dubai stanno riducendo significativamente il numero di voli per ragioni di capacità e le compagnie del gruppo Lufthansa hanno dovuto cancellare tutti i voli nel periodo menzionato. Il gruppo Lufthansa "valuterà" in che misura sarà possibile operare singoli voli nonostante le rigide restrizioni. Le richieste saranno esaminate dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti caso per caso, pertanto "non vi è alcuna garanzia che un volo o l'orario di volo richiesto vengano approvati", fa presente Ita. I passeggeri possono richiedere la riprotezione su un volo alternativo o il rimborso del biglietto, informa la compagnia. 

Kallas: "Unifil scade a breve, capire se i 27 interessati a missione Ue"

"Il mandato Unifil in Libano scade a breve, come sapete, e quindi si verrebbe a creare un vuoto. Ciò non significa che sostituiremo noi Unifil. Dobbiamo capire se c'è interesse a parte di Stati membri a che si organizzi una nostra operazione per aiutare il Libano". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in audizione alla commissione affari esteri del Parlamento Europeo.

Esercito libanese: "Tre soldati uccisi da Israele"

Tre soldati libanesi sono stati uccisi oggi da Israele in un raid aereo nel sud del Paese. Lo riferisce lo Stato maggiore delle forze armate libanesi, citato dall'agenzia governativa libanese Nna. L'attacco ha preso di mira un gruppo di militari libanesi nel distretto di Nabatiye. Cinque sono stati feriti, tre dei quali sono morti a seguito delle ferite riportate. 

Kallas: "La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz"

"La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz. Lavoriamo con i partner del Golfo, con la Giordania, con l'Egitto ma anche con i partner di altre regioni. Cerchiamo di capire che proposte possiamo fare affinché si fermi questa guerra. Siamo tutti d'accordo su una cosa: vogliamo che finisca perché ha un costo troppo elevato per tutti a livello globale". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in audizione alla commissione affari esteri del Parlamento Europeo. 

Libano, ministro: "912 morti in raid Idf dal 2 marzo"

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani hanno ucciso 912 persone e ferito 2.221 nel Paese dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Tra le vittime, ci sono 67 donne, 111 bambini e 38 operatori sanitari.

Marinetraffic: "In tre giorni per Hormuz transitate solo 15 navi"

Negli ultimi tre giorni solo 15 navi sono transitate per lo stretto di Hormuz dove l'attività resta quindi limitata a causa della guerra in corso con l'Iran. E' quanto sottolinea il sito di monitoraggio del traffico navale Marinetraffic. Di queste 8 sono navi cargo portarinfuse, 5 navi cisterna e navi Lpg per il trasporto di gas liquido o sostanze chimiche. L'87% di queste ha percorso la rotta in uscita dal Golfo. 

Trump: "Alleati Nato hanno detto no al coinvolgimento"

"Gli Stati Uniti sono stati informati dalla maggior parte dei nostri "alleati" della Nato che non vogliono essere coinvolti nella nostra operazione militare contro il regime terroristico dell'Iran in Medio Oriente, nonostante il fatto che quasi tutti i Paesi siano fortemente d'accordo con ciò che stiamo facendo e che all'Iran non si possa permettere, in alcun modo, di possedere un'arma nucleare". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Non sono sorpreso dalla loro reazione, tuttavia, perché ho sempre considerato la Nato, dove spendiamo centinaia di miliardi di dollari all'anno per proteggere questi stessi Paesi, una strada a senso unico: noi li proteggeremo, ma loro non faranno nulla per noi, in particolare, in caso di bisogno", aggiunge. "Fortunatamente, abbiamo decimato l'esercito iraniano: la loro Marina è stata annientata, la loro Aeronautica è stata annientata, la loro contraerea e i loro radar sono stati eliminati e, forse la cosa più importante, i loro leader, praticamente a ogni livello, sono stati eliminati, per non minacciare mai più noi, i nostri alleati mediorientali o il mondo!", evidenzia ancora il capo della Casa Bianca.

Trump: "Non ci serve e non vogliamo più l'aiuto della Nato"

Grazie ai successi militari che abbiamo ottenuto, non abbiamo più bisogno, né desideriamo, l'assistenza dei Paesi della Nato. Non ne abbiamo mai avuto bisogno!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Lo stesso vale per il Giappone, l'Australia o la Corea del Sud. Anzi, parlando in qualità di presidente degli Stati Uniti d'America, di gran lunga il Paese più potente al mondo, non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno!", aggiunge.

Trump: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Nato in Iran"

Donald Trump continua ad attaccare gli alleati della Nato e in un lungo post su Truth scrive di "non aver più bisogno della loro assistenza militare". "Non fanno nulla per noi, in particolare nel momento del bisogno", ha incalzato il tycoon. "Non ci serve l'aiuto di nessuno", ha detto ancora Trump. 

Iran, negli Usa diesel supera 5 dollari, +38% su 1 mese

Il diesel negli Stati Uniti supera 5 dollari. Negli Usa, infatti, il prezzo medio attuale del gallone di diesel ha registrato un aumento di 6 centesimi rispetto a ieri a 5,04 dollari: il 38% in più rispetto a un mese fa. Lo riferisce il 'Wall Street Journal' che cita i dati dell'AAA, l'associazione automobilistica Usa.  L’ultima volta che i prezzi hanno raggiunto livelli così elevati è stato nel 2022, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina.

La Carolina del Sud e la Florida hanno registrato gli aumenti più consistenti rispetto al mese scorso, con una differenza alla pompa rispettivamente di 1,65 e 1,71 dollari. California, Washington e Hawaii hanno ora prezzi medi del diesel superiori a 6 dollari al gallone. 

I consumatori risentono rapidamente degli alti prezzi del diesel. I negozi di alimentari e altri rivenditori pagano i supplementi sul carburante dei camionisti e trasferiscono tali costi sui consumatori. Le scorte di diesel sono già limitate negli Stati Uniti, in particolare sulla costa orientale.

Crosetto: "La presenza dell'Unifil è la salvezza del Libano"

"I primi a chiederci di rimanere in questa fase per tutelare una possibilità della fine della guerra che sta colpendo il Libano sono gli stessi libanesi e le stesse Nazioni Unite. Gli stessi contingenti si rendono conto del valore di questa missione di pace per far finire anche questa guerra che è in corso. Le alternative sono due: o in qualche modo gli Hezbollah vengono disarmati da una missione multilaterale delle Nazioni Unite o li disarma Israele con la guerra come sta facendo adesso. Non c'è una terza via, per cui la nostra presenza è la salvezza del Libano ed è un modo per evitare una nuova guerra civile che infiamma il Libano, poi magari da lì si trasferisce alla Siria, in Giordania, perché il più grande problema quando scoppiano questi incendi é che vengano spenti il prima possibile non che li si lasci a bruciare altri terreni e ad allargarsi ed è quello che sta facendo la missione Unifil lì". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto in un collegamento con Tg4 “Diario del giorno”.

Fonti Ue: "Navigazione Hormuz tema con Guterres a vertice"

La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz "sarà inevitabilmente un argomento di discussione con il segretario generale delle Nazioni Unite". Lo ha confermato un alto funzionario europeo in vista del vertice europeo di giovedi', a cui parteciperà anche il segretario Onu nel corso di un pranzo di lavoro con i leader. "Come ha giustamente sottolineato lo stesso segretario generale, la possibilità di una soluzione a livello Onu richiederà tempo. Ciò significa che la diplomazia dovrà tornare al centro di questo conflitto. Chiaramente, al momento, non lo è. Ci auguriamo che l'Unione europea, ne sono certo, si adopererà in tal senso a partire da questo incontro", ha specificato la fonte. La questione, ha concluso, "ha ripercussioni sul mondo intero e sull'intera economia, e naturalmente anche sull'Europa".

Crosetto: "L'alternativa è disarmare Hezbollah con missione Onu"

"In questi giorni ciò che ci preme, più della missione Unifil, è garantire la sicurezza delle persone che rappresentano le Nazioni Unite in una missione di pace, che sono i nostri militari e quelli degli altri contingenti. Cosa che finora siamo riusciti a fare". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a 'Diario del Giorno', che sul futuro del Libano aggiunge: "le alternative sono due, o in qualche modo gli Hezbollah vengono disarmati da una missione multilaterale delle Nazioni Unite o li disarma Israele con la guerra, come sta facendo adesso". 

Crosetto: "Militari evacuati da Baghdad la scorsa notte"

"A Baghdad questa notte, tramite e con l'accordo dei nostri servizi di intelligence che ringrazio per la cooperazione con noi, abbiamo fatto" evacuare alcuni nostri militari "in totale sicurezza: sono già usciti dall'Iraq e sono già arrivati in Kurdistan e adesso arriveranno in Turchia e poi rientrano in Italia". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a 'Diario del Giorno', parlando del rientro di altri militari "quasi totalmente da Baghdad". Crosetto ha spiegato che ne saranno fatti rientrare "ancora una parte da Erbil, ancora una parte da Kuwait: quelli che rimangono devono avere la garanzia di sicurezza e di avere qualcosa da fare, tutti gli altri sono stati fatti rientrare e saranno fatti rientrare a breve". 

Macron: "Non parteciperemo a operazioni per aprire Hormuz"

La Francia non parteciperà all'operazione per l'apertura dello Stretto di Hormuz "nel contesto attuale", nonostante gli appelli in tal senso da parte di Donald Trump. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron. "Non siamo parte del conflitto - ha detto Macron - pertanto, la Francia non parteciperà mai all'operazione per l'apertura o la liberazione dello Stretto di Hormuz nel contesto attuale", ha affermato in una nota al termine di una riunione del Consiglio di Sicurezza.

Idf: "In arrivo massiccio attacco missilistico di Hezbollah"

E' allerta massima in Israele per un possibile attacco su vasta scala che Hezbollah si starebbe preparando a lanciare. Secondo Canale 12,  sebbene le valutazioni dell'intelligence indichino che la maggior parte degli attacchi sarà diretta verso la regione settentrionale di Israele, le Idf  precisano che potrebbero esserci lanci di missili anche verso altre aree del Paese e invitano la popolazione a scendere nei rifugi in caso di allarme.

"Si è registrato un aumento dei preparativi da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah per effettuare lanci di razzi contro il territorio dello Stato di Israele nelle prossime ore", ha affermato il portavoce delle Idf, Effie Defrin. Secondo altre fonti citate dall'emittente, l'attacco è previsto intorno alle 19 locali, le 18 in Italia.

Trump al Corriere: "Andiamo alla grande, stiamo stravincendo"

"Andiamo alla grande nella guerra. Stiamo stravincendo". Lo ha detto il presidente Donald Trump in una breve telefonata con il Corriere della Sera, all'indomani del rifiuto da parte di diversi Paesi europei, inclusa l’Italia, di inviare navi per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz. "Francamente, nessuno ha mai visto una cosa del genere, e non ci vorrà molto tempo", ha affermato.

Crosetto: "Su Hormuz auspicio missione multinazionale per sicurezza in ambito Onu"

"I Paesi non hanno detto no a mettere in sicurezza Hormuz. Hanno detto no a una missione che poteva sembrare quasi un ingresso in guerra in quel canale, mentre invece ciò che auspicano tutti i paesi  è una missione multilaterale internazionale che in qualche modo possa garantire la sicurezza a Hormuz. Bisognerebbe che le le Nazioni Unite si mettessero alla testa di questa cosa e poi a quel punto, probabilmente tutte le nazioni ma non soltanto quelle europee, non soltanto quelle della Nato, ma a quel punto anche tutte quelle asiatiche e l'India, parteciperebbero perché  l'impatto energetico di Hormuz è principalmente verso l'Asia. Per noi è un impatto molto forte soltanto per l'aumento dei prezzi conseguente al blocco di Hormuz e per la parte che riguarda il gas liquido che arriva dal Qatar, ma l'impatto principale è quello che stanno subendo l'India, la Cina, cioè l'Asia. Per cui probabilmente una missione che metta in sicurezza Hormuz riuscirebbe a mettere attorno al tavolo d'accordo quasi tutto il mondo, perché non provare a farla?". Lo a detto il ministro della Difesa Guido Crosetto in un collegamento con Tg4 “Diario del giorno”.

Iran, Adm: "Conflitto grande incognita per imprese esportatrici"

"Il conflitto bellico certamente è una grande incognita perche' le imprese che esportavano le proprie merci verso questa area, che ormai è oggetto di guerra, hanno necessità di continuare a esportare le merci e quindi dobbiamo monitorare quello che sta accadendo e dobbiamo sostenerle. Ma questo in realtà lo stiamo vedendo in questi giorni". Il direttore generale dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli, Roberto Alesse, a Napoli in visita alla Direzione territoriale della Campania, risponde ai giornalisti che chiedono dell'incidenza del conflitto sul commercio internazionale, in particolare rispetto alla situazione dello stretto di Ormuz. Invece, rispetto ai dazi "c'è un monitoraggio costante, rispetto a rispetto a una situazione che è molto ondivaga, quella dei dazi", dice Alesse. "Noi abbiamo istituito da circa 3-4 mesi un comitato al quale ci sono anche rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il cui obiettivo è proprio quello di verificare il flusso delle merci in entrata e in uscita - spiega - sui numeri non posso ancora dire nulla perché dobbiamo riferire al governo".

Onu: "Guerra potrebbe portare 45 milioni di persone a livelli fame acuta"

Circa 45 milioni di persone potrebbero affrontare livelli di fame acuta se la guerra in Iran non dovesse finire entro la metà dell'anno. Lo rivela un'analisi del Programma Alimentare Mondiale (Pam) delle Nazioni Unite. Le persone colpite dalla fame si andrebbero ad aggiungere alle altre 318 milioni in tutto il mondo che già affrontano un'insicurezza alimentare acuta – il che significa che non sono in grado di procurarsi cibo sufficiente e che le loro vite o mezzi di sussistenza sono a rischio,

 "Se il conflitto dovesse continuare, scatenerà onde d'urto in tutto il mondo, e le famiglie che già non possono permettersi il prossimo pasto saranno le più colpite", ha dichiarato Carl Skau, vicedirettore esecutivo del Pam. "Senza una risposta umanitaria adeguatamente finanziata, potrebbe significare una catastrofe per milioni di persone già sull'orlo del baratro", ha aggiunto. Il quasi-blocco iraniano dello Stretto di Hormuz ha interrotto le spedizioni di cibo dai centri logistici di Dubai, e le navi devono affrontare enormi deviazioni e costi crescenti a causa degli alti prezzi del petrolio.

 Il conflitto sta avendo ripercussioni in tutto il mondo, con le "persone più vulnerabili del mondo" maggiormente esposte ai suoi effetti a catena, ha affermato l'agenzia.  La crisi è aggravata dai recenti drastici tagli ai bilanci degli aiuti umanitari da parte degli Stati Uniti e di altri governi.  Nel 2025, il PAM ha avuto il 40% in meno di finanziamenti rispetto all'anno precedente, costringendo l'agenzia a ridurre le razioni per i bambini gravemente malnutriti. Skau ha anche fatto riferimento alla situazione in Afghanistan, dove ora solo uno su quattro bambini colpiti può essere assistito.

Iran, Pakistan annulla parata nazionale a causa crisi carburanti

Il Pakistan ha annunciato l'annullamento della parata militare e delle principali celebrazioni della Giornata nazionale del 23 marzo, a causa delle misure di austerità adottate dopo l'impennata dei prezzi del petrolio legata alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. La Giornata del Pakistan, che celebra ogni anno la proclamazione della Repubblica, sarà commemorata in forma ridotta, con una semplice cerimonia di alzabandiera, ha reso noto l'ufficio del primo ministro Shehbaz Sharif. "Alla luce della crisi petrolifera nel Golfo e delle misure di austerità annunciate dal governo, è stato deciso che la parata e le cerimonie associate non si terranno", ha spiegato l'esecutivo in un comunicato. La decisione rientra in un pacchetto di interventi adottati la scorsa settimana per contenere i consumi energetici, tra cui l'introduzione della settimana lavorativa di quattro giorni nella pubblica amministrazione, il ricorso al telelavoro, la chiusura delle scuole e il passaggio alla didattica online. Il Pakistan è fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio e gas dal Golfo e ha risentito dell'aumento dei prezzi dell'energia. Il governo ha inoltre disposto che le navi mercantili cariche di idrocarburi siano scortate dalla marina per garantire la sicurezza delle rotte e la continuità degli approvvigionamenti. L'impennata del prezzo del greggio ha provocato anche forti aumenti dei carburanti alla pompa. Secondo quanto emerso da una riunione guidata dal ministro delle Finanze, il Paese dispone comunque di "scorte sufficienti di greggio e prodotti petroliferi per il mese di marzo", con misure previste per assicurare la continuità delle forniture anche in aprile.

Crosetto: "Missione Hormuz poteva sembrare ingresso guerra"

"Non è che i vari Paesi hanno detto no alla messa in sicurezza di Hormuz, hanno detto no a una missione che poteva sembrare un ingresso in guerra". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo a "Diario del giorno" su Rete 4. 

Abdelatty: "Guerra in corso non deve oscurare la situazione a Gaza"

L'inviato speciale cinese per il Medio Oriente, Chai Jun, è stato ricevuto a Cairo dal ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, il quale, sottolineando i buoni rapporti tra i due Paesi, ha auspicato che le preoccupazioni per il conflitto israelo-iraniano non oscurino quelle, mai sopite, per la situazione a Gaza. L'inviato cinese - riporta una nota del ministero - ha elogiato il ruolo centrale dell'Egitto nel mantenimento della sicurezza e della stabilità nella regione e nel promuovere soluzioni politiche ai vari conflitti che affliggono la regione. Abdelatty ha ribadito l'impegno del Cairo nel favorire una de-escalation e un allargamento del conflitto, condannando gli  "efferati" e "ingiustificabili" attacchi iraniani contro gli Stati arabi. Attacchi - ha proseguito - "che non devono oscurare la catastrofe umanitaria a Gaza", per cui ha auspicato il completamento della fase di transizione e una rapida ricostruzione. 

ITA Airways, voli extra Delhi per il rientro di connazionali

ITA Airways ha programmato due frequenze addizionali tra Roma Fiumicino e Delhi nelle date del 24 e 25 marzo prossimo. La decisione, spiega una nota, fa seguito alle segnalazioni ricevute dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con cui la Compagnia è costantemente in contatto, relative all'alto numero di connazionali temporaneamente bloccati in India a causa degli effetti del conflitto in Medio Oriente sugli spazi aerei e sugli hub aeroportuali della regione. Questi gli orari dei due voli aggiuntivi con partenza da Roma Fiumicino (FCO) e arrivo a Delhi (DEL):il primo, il 24 marzo, partirà alle 17:40 (ora italiana) per atterrare nella capitale indiana alle 05:55 (ora locale);il secondo, il 25 marzo, partirà alle 17:35 (ora italiana) per atterrare nella capitale indiana alle 05:35 (ora locale). Questi invece gli orari dei due voli aggiuntivi con partenza da Delhi e arrivo a Roma Fiumicino:il primo, il 25 marzo, partirà da DEL alle 08.25 locali per atterrare a FCO alle 13:00 (ora italiana); il secondo, il 26 marzo, partirà da DEL alle 07:35 locali per atterrare a FCO alle 11:55 (ora italiana). "Compatibilmente con l'evoluzione dello scenario geopolitico nella regione - conclude la nota della compagnia -, ITA Airways continua ad operare i collegamenti diretti verso l'Asia, nonché a valutare l'opportunità di rafforzare i propri operativi al fine di contribuire al rientro dei connazionali presenti nell'area".

Crosetto: "Guerra finirà presto? Ce lo auguriamo tutti"

"Che la guerra possa finire a breve (come ha detto Trump, ndr) io lo spero, me lo auguro, ce lo auguriamo tutti, non abbiamo bisogno di un'altra guerra che duri un tempo indeterminato. Ma gli elementi per decidere quando finirà non ce l'ha nessuno, ce l'hanno solo le tre nazioni che sono sul campo, cioè gli Stati Uniti, Israele e l'Iran stessa". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato da Rete 4.

Macron: "Pronti a scortare navi ad Hormuz quando la situazione sarà 'più calma"

La Francia è pronta a partecipare a missioni di ''scorta'' delle navi nello stretto di Hormuz quando la situazione sarà "più calma": lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron. 

Media: "Israele aiuterà gli Usa per riaprire lo Stretto di Hormuz"

Un alto funzionario politico ha rivelato oggi che una delle opzioni sul tavolo è che Israele aiuti gli Stati Uniti nello sforzo di riaprire lo Stretto di Hormuz, rimuovendo così uno dei principali pesi che gravano sugli Usa. Lo riferisce Channel 12.  L'obiettivo dell'operazione nello Stretto di Hormuz sarebbe anche quello di privare un eventuale nuovo regime iraniano, qualora dovesse emergere, della leva per minacciare il mondo con la chiusura dello stretto e l'aumento dei prezzi del petrolio. Tra le misure in esame vi è la creazione di oleodotti alternativi, che trasporterebbero il petrolio aggirando lo Stretto, riducendone così in modo significativo l'importanza strategica. 

Meloni: "Italia non partecipa all'attacco e non intende partecipare"

"L’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation”. Lo ha ribadito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Pulp Podcast, il format di Fedez e Mr. Marra. “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci”, ha indicato la premier, secondo quanto riporta un comunicato del programma (la puntata sarà disponibile da giovedì alle 13). Tra le criticità citate da Meloni - si legge nel comunicato - anche le difficoltà delle Nazioni Unite, che secondo la premier non riescono più a svolgere pienamente il ruolo di garante dell’ordine internazionale. Ancora, per Meloni l'influenza statunitense sulla politica europea è legata anche alla dipendenza europea sul piano della sicurezza. “Se chiedi a qualcuno di farsi carico della tua sicurezza, non lo fa gratis”, ha spiegato. Per questo la premier ha ribadito la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea, soprattutto nei settori della difesa, dell’energia e delle materie prime. “Per anni abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per le materie prime”. Secondo Meloni, gli shock degli ultimi anni – dalla pandemia alla guerra in Ucraina fino alla crisi in Medio Oriente – hanno reso evidente la necessità di costruire una maggiore capacità di autonomia economica e strategica dell’Europa.

Macron: "Navi Francia a Hormuz quando sarà più calma"

La Francia parteciperà a scorte militari nello Stretto di Hormuz quando la situazione "sarà più calma", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron. 

Iran, Croce Rossa: "Allarmante numero vittime civili nel Paese"

L'elevato numero di vittime in Iran è "allarmante", secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr). In una dichiarazione, il capo della delegazione del Cicr in Iran, Vincent Cassard, ha parlato del devastante costo umanitario della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Sto assistendo alla forte pressione che la recente escalation delle ostilità ha esercitato sulla popolazione iraniana, che teme per la propria vita, per la sicurezza dei propri cari e per il proprio sostentamento", si legge nella nota di Cassard rilanciata dal Guardian. "L'elevato numero di vittime è allarmante. Le infrastrutture civili sono state colpite e molte case sono state gravemente danneggiate dalle ostilita'", continua. Il rappresentante del Cicr racconta che "la vita quotidiana a Teheran è stata profondamente sconvolta: i bambini non vanno a scuola e molte attività commerciali hanno temporaneamente chiuso per precauzione a causa degli attacchi in corso". "Normalmente, questo è un periodo in cui le citta' di tutto l'Iran sono piene di entusiasmo, con le famiglie che si preparano per Nowruz, il Capodanno iraniano. Quest'anno, tuttavia, le famiglie si riuniscono per i funerali invece che per i festeggiamenti", denuncia Cassard. "Le immagini che abbiamo visto provenienti da scuole, ospedali e strutture della Mezzaluna Rossa iraniana (Ircs) colpite dai combattimenti esemplificano il prezzo altissimo che i civili stanno pagando a causa delle ostilità. Il diritto internazionale umanitario è chiaro: i civili e le infrastrutture civili devono essere risparmiati dagli attacchi. Il personale medico e i soccorritori, così come i mezzi di trasporto e le strutture sanitarie e il personale umanitario, devono essere rispettati e protetti", conclude.

Capo del centro antiterrorismo Usa Joe Kent si dimette: “Non sostengo guerra in Iran”

L'alto funzionario ha motivato la sua decisione in un post pubblicato su X. “È chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", si legge sul social

Capo centro antiterrorismo Usa si dimette: Non sostengo guerra in Iran

Capo centro antiterrorismo Usa si dimette: Non sostengo guerra in Iran

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Iran, Netanyahu: "Morte Larijani offre a Iraniani l'opportunità di rovesciare il regime"

L'operazione, secondo il premier israeliano, mira a indebolire il regime iraniano e a sostenere gli alleati statunitensi nel Golfo. Un processo "non facile" e che "non accadrà tutto in una volta"

Netanyahu: 'Morte Larijani offre l'opportunità di rovesciare regime'

Netanyahu: 'Morte Larijani offre l'opportunità di rovesciare regime'

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Hezbollah nega presenza in Kuwait dopo arresto presunti membri

Hezbollah ha negato di avere membri in Kuwait, all'indomani dell'annuncio dell'arresto nel Paese del Golfo per un "piano di sabotaggio" di 14 kuwaitiani e due libanesi, ritenuti affiliati al gruppo sciita filo-iraniano. "Hezbollah nega categoricamente le accuse e le contestazioni mosse dal ministero degli Interni kuwaitiano", ha dichiarato in un comunicato il gruppo, definendo le accuse "prive di fondamento". "Non ci sono cellule, membri o reti di Hezbollah in Kuwait".

Idf, non intendiamo colpire esercito e popolazione libanesi

''Idf è a conoscenza della notizia secondo cui diversi soldati delle forze armate libanesi sono rimasti feriti a seguito di un nostro attacco nella zona di Froun, nel Libano meridionale. L'incidente è oggetto di indagine. Sottolineiamo che Idf opera contro l'organizzazione terroristica Hezbollah e non contro le forze armate Libanesi o i civili libanesi''. Lo riferisce il portavoce militare israeliano in una nota.

Inviato Londra a negoziati Ginevra: "Ultima offerta Teheran era sufficiente per evitare guerra"

L'inviato della Gran Bretagna all'ultimo round di negoziati fra Stati Uniti e Iran, due giorni prima dell'inatteso inizio dell'attacco di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, il Consigliere per la sicurezza nazionale Johathan Powell, aveva considerato l'offerta formulata da Teheran sul suo programma nucleare come "sorprendente" e sufficiente per evitare un intervento militare, rende noto il Guardian. Powell era convinto che a Ginevra fossero stati fatti progressi. 

L'inviato di Londra, con una grande esperienza di mediatore, accompagnato da un esperto dell'ufficio del governo britannico, si trovava nell'edificio della residenza dell'ambasciatore dell'Oman a Cologny come consigliere, probabilmente perché Jared Kushner e Steve Witkoff non avevano le competenze tecniche sul dossier. Per questo i due inviati speciali della Casa Bianca avevano anche invitato il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi.  

"I britannici sono rimasti sorpresi da quello che gli iraniani hanno messo sul tavolo. Non era ancora un accordo completo, ma c'erano dei progressi ed è improbabile che fosse l'offerta finale dell'Iran. I britannici si aspettavano che il successivo round di negoziati proseguisse sulla base dei progressi registrati a Ginevra", ha spiegato una fonte citata dal quotidiano britannico. Il successivo round di colloqui, che avrebbe dovuto svolgersi a Vienna il due marzo, non si è mai tenuto. 

Cisgiordania, soldati attaccati da coloni mentre evacuavano avamposto

Alcuni coloni hanno lanciano pietre contro soldati israeliani che operavano nell'area per evacuare un avamposto vicino a Hebron. Un soldato è rimasto  ferito alla testa da una pietra e alcuni sospettati sono stati arrestati. Lo riportano i media israeliani. ''L'evacuazione è stata effettuata in seguito a un ordine di sicurezza firmato dal Comando Centrale, a causa di attività criminali e gravi episodi di violenza provenienti dalla zona, che compromettono la stabilità e la sicurezza della regione'', ha confermato in una nota il portavoce dell'Idf. 

Netanyahu: "Ora alleanze in Medio Oriente che sembravano immaginarie prima"

"Si stanno creando alleanze con alcuni Stati che fino a poco fa sembravano immaginarie. È un nuovo Medio Oriente, ma non come quello di Peres, una visione irrealistica che guardava al mondo con occhiali rosa". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso della riunione di governo. Lo riportano Channel 12. 

Accuse Trump a Teheran per raid scuola basate su informazioni subito smentite

Il tentativo di Donald Trump di scaricare sull'Iran la responsabilità del raid sulla scuola elementare, che ha ucciso almeno 175 persone, in maggioranza bambini, si è basata su un'iniziale valutazione dell'intelligence Usa che ipotizzzava che il missile non fosse un Tomahawk perché nelle prime immagini le sue 'alette' apparivano troppo in basso. Ma già nelle 24 ore successive al terribile bombardamento di Minab, la Cia ammetteva che la sua prima valutazione era errata: dall'analisi di altri video, presi da altre angolazioni, il missile responsabile della strage appariva essere un Tomahawk, scrive oggi il Guardian citando una fonte informata. 

Nonostante questo, Trump ha continuato per giorni a sollevare la possibilità che l'Iran fosse responsabile del bombardamento, arrivando anche a ventilare un uso da parte di Teheran di un Tomahawk, missile in dotazione solo degli Usa e di alcuni stretti alleati, come Regno Unito, Australia e Giappone. Ed ha continuato a farlo anche dopo che l'inchiesta del Pentagono è arivata alle stesse conclusioni della Cia, cioè che la strage è stata provocata da un Tomahawk sparato dagli Usa che avrebbe usato informazioni di intelligence datate. 

"Dare a Trump delle informazioni preliminari è pericoloso perché può trasformarlo in un completo imbarazzo", è il commento di un ex funzionario dell'intelligence che consiglia ai suoi colleghi di evitare di fornire al presidente delle valutazioni non completamente confermato "sapendo quanto sia difficile per lui correggere il tiro". 

Netanyahu: "Morte Larijani offre a iraniani l'opportunità di rovesciare regime"

''Abbiamo eliminato Ali Larijani, il boss dei Guardiani della Rivoluzione, il gruppo di gangster che de facto governa l'Iran e insieme a lui anche il capo della Forza Basij che diffonde il terrore tra la popolazione iraniana''. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video. ''Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e stiamo indebolendo questo regime nella speranza di dare al popolo iraniano la possibilità di rovesciarlo. Non accadrà tutto in una volta, non sarà facile. Ma se persevereremo, daremo loro la possibilità di prendere in mano il proprio destino". 

Il capo del centro per l'antiterrorismo Usa si dimette per la guerra in Iran

Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si dimette. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", afferma Kent in una nota pubblicata sul suo account su X. 

British Airways sospende alcuni voli per Medio Oriente fino giugno

British Airways ha annunciato la sospensione dei voli per Amman, Bahrein, Dubai e Tel Aviv fino al 31 maggio compreso "a causa della persistente incertezza in Medio Oriente". Il servizio invernale per Abu Dhabi riprenderà il 25 ottobre, come precedentemente annunciato, mentre i voli per Riyadh e Jeddah, in Arabia Saudita, continueranno a operare regolarmente, ha dichiarato la compagnia aerea in una nota. I voli per Doha rimangono sospesi fino al 30 aprile. L'aeroporto di Dubai è stato preso di mira ieri da un attacco di droni, che ha causato un incendio in un serbatoio di carburante, portando a una breve sospensione del traffico aereo, già gravemente compromesso dall'inizio del conflitto.

Netanyahu: "Israele potenza immensa, avanti con determinazione"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato la popolazione a ignorare i "canali di pessimismo", elogiando l'attuale forza del Paese ed esortando ad andare avanti con determinazione. "Ora siamo una potenza immensa, quasi globale, che combatte fianco a fianco con il nostro amico, la superpotenza mondiale", ha affermato in un videomessaggio, annunciando l'uccisione di Ali Larijani, segretario del consiglio nazionale di sicurezza iraniano, e di Gholamreza Soleimani, comandante dei paramilitari Basij. La leadership e la determinazione dell'opinione pubblica sono fondamentali per la vittoria: "Determinazione, determinazione, determinazione. Determinazione dei leader, dei comandanti e del popolo", ha sottolineato Netanyahu. 

Meloni: "Italia non partecipa ad attacco, vogliamo favorire de-escalation"

Il conflitto in Medio Oriente è uno dei temi affrontati dalla premier Giorgia Meloni nell'intervista a 'Pulp Podcast' che sarà pubblicata giovedì alle 13. La presidente del Consiglio ha chiarito la posizione dell’Italia rispetto all’attacco contro l’Iran. “L’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation”, ha dichiarato Meloni, evidenziando inoltre come la crisi attuale si inserisca in un contesto più ampio di indebolimento delle istituzioni internazionali. “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci”. Tra le criticità citate dalla premier anche le difficoltà delle Nazioni Unite, che secondo Meloni non riescono più a svolgere pienamente il ruolo di garante dell’ordine internazionale. 

In tal senso, Fedez e Mr. Marra hanno affrontato insieme alla presidente del Consiglio anche il rapporto tra Europa e Stati Uniti, riconoscendo l’influenza americana sulla politica europea negli ultimi decenni. Secondo Meloni, questa dinamica è legata anche alla dipendenza europea sul piano della sicurezza, mandando anche un messaggio a chi contesta gli investimenti per la difesa comunitaria. “Se chiedi a qualcuno di farsi carico della tua sicurezza, non lo fa gratis”, ha specificato Meloni. Per questo la premier ha ribadito la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea, soprattutto nei settori della difesa, dell’energia e delle materie prime. “Per anni abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per le materie prime”. Secondo Meloni, gli shock degli ultimi anni - dalla pandemia alla guerra in Ucraina fino alla crisi in Medio Oriente - hanno reso evidente la necessità di costruire una maggiore capacità di autonomia economica e strategica dell’Europa.

Direttore Centro antiterrorismo Usa lascia per protesta

Joe Kent, direttore Centro nazionale antiterrorismo americano, lascia l'incarico per protesta contro la guerra in Iran. "Dopo un'attenta riflessione, ho deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di direttore del Centro nazionale antiterrorismo, con effetto immediato. Non posso, in coscienza, sostenere la guerra in corso in Iran", scrive nella lettera di dimissioni. "L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è evidente che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni esercitate da Israele e dalla sua potente lobby americana. E' stato un onore servire sotto la guida del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e del direttore generale dell'Intelligence, Tulsi Gabbard, e guidare i professionisti del Centro nazionale antiterrorismo", conclude Kent.

Netanyahu su Larijani: "Aiutiamo popolo rovesciare regime" (2)

Netanyahu, nel messaggio video, ha riconosciuto che il rovesciamento del regime iraniano "non accadrà subito, non sarà facile. Ma se persisteremo... daremo (al popolo iraniano) la possibilità di prendere in mano il proprio destino".

Sirene in centro Israele, Gerusalemme e Cisgiordania

E' stato identificato il lancio di missili dall'Iran contro Israele e sirene sono risuonate nel centro del Paese, nella zona di Gerusalemme e in Cisgiordania.

Usa autorizzano trasporto petrolio russo su navi associate ai militari a Teheran (2)

Lo scorso sei marzo, il dipartimento della Giustizia aveva avviato un procedimento giudiziario per recuperare più di 15 milioni di dollari da Mohammadi Hossein Shamkhani, figlio di un consigliere di punta del leader supremo iraniano ucciso il 28 febbraio scorso, a capo della rete di navi associate a questo traffico, accusando la famiglia di voler usare tali proventi per alimentare la macchina dei Guardiani della rivoluzione, organizzazione inserita nell'elenco dei gruppi del terrorismo negli Usa.  

La 'flotta Shamkani' è stata presa di mira con le sanzioni introdotte lo scorso luglio contro una cinquantina di individui ed entità, e più di 50 navi associate alla rete. Il segretario del Tesoro Usa Scott Bessent aveva detto allora che la flotta dimostrava "l'immensa ricchezza accumulata dal regime con i suoi comportamenti pericolosi".  Gli Stati Uniti erano invece riusciti a bloccare con le misure restrittive adottate contro Russia e Iran quasi mille navi. 

"Qualsiasi passo che legittimi questa flotta è un grande risultato per la Russia e per l'Iran. La sospensione provvisoria inevitabilmente offre benefici al sistema più ampio di navi e intermediari che spostano petrolio sanzionato in giro per il mondo", ha commentato Robin Brooks, della Brookings Institution. 

Netanyahu su Larijani: "Aiutiamo popolo rovesciare regime"

"Abbiamo eliminato Ali Larijani e il comandante dei Basij. Stiamo indebolendo questo regime nella speranza di dare al popolo iraniano la possibilità di rovesciarlo". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, confermando l'uccisione del segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani.

Iran: "Confiscare i beni di chi collabora con Usa e Israele"

Il capo della Magistratura iraniana, Gholam Hossein Mohseni Ejei, ha affermato che i beni di individui che collaborano con Stati Uniti e Israele saranno confiscati, rinnovando l'invito ai tribunali ad accelerare i processi che riguardano imputati accusati di minacciare la sicurezza. "I beni degli elementi che collaborano con il nemico aggressore, sia all'estero che all'interno del Paese, saranno confiscati in conformità alla legge sulla confisca, e l'iter e la risoluzione dei casi che coinvolgono elementi accusati di minacciare la sicurezza del popolo saranno accelerati", ha affermato Ejei in un messaggio condiviso su X. 

Usa autorizzano trasporto petrolio russo su navi associate ai militari a Teheran

Per controllare i prezzi del petrolio in rapida ascesa e stabilizzare il mercato globale dell'energia, gli Stati Uniti non hanno solo sospenso le sanzioni contro il petrolio russo già imbarcato prima del 12 marzo. La scorsa settimana il dipartimento del Tesoro ha anche autorizzato navi di compagnie associate ai militari a Teheran a trasportare e vendere tale petrolio. Basta che, alla data di giovedì scorso, ce lo avessero in pancia. La liberatoria interessa anche gli armatori, i broker e gli assicuratori. 

Le navi 'liberate' sono parte di quella che viene chiamata la 'flotta fantasma', cargo usati da tempo da Paesi come la Russia, l'Iran e il Venezuela di Maduro, per aggirare le sanzioni. Ma ora Washington ha bisogno di queste stesse navi per calmierare il prezzo del petrolio, aumentato del 40 per cento dall'inizio della guerra lo scorso 28 febbraio. 

Fra le petroliere esentate dalle misure restrittive, c'è la Myra, ha scoperto il New York Times sulla base dei dati di Kpler, la compagnia di analisi sui mercati globali dell'energia considerata più affidabile. La Myra era una delle cinquanta navi colpite dalle sanzioni introdotte negli Stati Uniti lo scorso luglio, perché coinvolte nel trasporto di petrolio dalla Russia e dall'Iran. 

Saar: "Su Larijani una taglia di 10 milioni. L'abbiamo fatto gratis"

"Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro Ali Larijani. Hanno messo sulla sua testa una taglia di 10 milioni di dollari. Noi l'abbiamo fatto gratis", lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar commentando l'uccisione stanotte in un raid dell'aviazione di Israele del segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano e leader de facto del Paese.

Netanyahu: "Aiutiamo amici Usa nel Golfo e diamo speranza a iraniani"

"Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e indebolendo il regime (di Teheran, ndr) nella speranza di dare al popolo iraniano l'opportunità di rimuoverlo''. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo l'uccisione, confermata dal ministro della Difesa Israel Katz, di Ali Larijani.

La rimozione del regime ''non avverrà subito, non sarà facile. Ma se persevereremo in questo, daremo loro l'opportunità di prendere in mano il proprio destino", ha aggiunto Netanyahu, citato da Ynet.

Saar: "Mojtaba Khamenei, si faccia vedere, è imbarazzante"

"Si faccia vedere, è imbarazzante" che non si mostri al mondo. Così il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar si è rivolto alla Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, esortandolo a farsi vedere. Parlando in una conferenza stampa, ha detto: "Può continuare a nascondersi ma deve mostrare il suo volto, perché sta iniziando a essere imbarazzante".

L'Iran confisca centinaia di dispositivi Starlink

Il Ministero dell'Intelligence iraniano afferma in un comunicato di aver confiscato "centinaia di dispositivi Starlink inviati dal nemico", riferendosi a Stati Uniti e Israele. Lo riporta la Bbc citando media iraniani. Nella nota Teheran ricorda che, secondo la legge, acquisire e utilizzare Starlink è un "crimine" e che durante la guerra chiunque lo faccia sarà punito con la "pena più severa". L'utilizzo di Starlink in Iran è punibile con una pena detentiva fino a due anni, sottolinea il media britannico, ricordando che è nel Paese è in vigore un'interruzione di internet dall'inizio della guerra, ma i residenti più esperti di tecnologia stanno utilizzando i dispositivi Starlink di SpaceX e condividendo le proprie connessioni con altri. 

Media: "In raid israeliani uccisi 300 Basij"

Nei raid israeliani della scorsa notte sarebbero stati uccisi 300 membri della milizia Basij. Lo sostiene Iran international, sito vicino all'opposizione, dopo che Israele ha rivendicato la morte del capo dei miliziani, Gholamreza Soleimani, del suo vice e di altre figure di leadership. Secondo lo stesso media, nei raid sarebbero stati colpiti diversi centri di comando e della logistica, tra cui un sito con centinaia di veicoli. 

Oxford Economics: "Una probabilità su 6 recessione economia globale"

C'è una probabilità su sei che l'economia globale vada in recessione quest'anno a causa della guerra contro l'Iran. E' quanto emerge da un'indagine sui rischi globali condotta da Oxford Economics. Tuttavia “nel complesso, le imprese continuano a prevedere un solido ritmo di espansione globale nel prossimo anno”, sottolinea l'analista Jamie Thompson.  “La crescita prevista per il 2026 si è indebolita solo leggermente, con un ribasso di 0,2 punti percentuali rispetto alle aspettative medie dall'inizio della guerra". Decisamente meno del ribasso di 1,3 punti percentuali registrato nelle stime dopo l'invasione russa dell'Ucraina, si osserva. Sul fronte degli Usa c'è la percezione che possa trovarsi esposta al riscio di ricadute negative. “Ci sono segnali che l’economia statunitense sia vista sempre più come una potenziale vittima della guerra”, ha aggiunto Thompson. “Prima dello scoppio della guerra, più di tre quarti degli intervistati ritenevano che l'eccezione degli Stati Uniti fosse destinata a continuare ma questa cifra è scesa significativamente nell’ultima settimana" e solo poco più della metà delle imprese intervistate si aspettano che gli Usa restino l’economia del G7 con la crescita più elevata nel 2026. 

Ali Larijani, l’uomo che conta

Il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale è l’anello di congiunzione tra tre mondi: religioso, politico e militare. L'approfondimento su Sky TG24 Insider.

Ali Larijani, l’uomo che conta

Ali Larijani, l’uomo che conta

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Merz riceva Metsola a Berlino, Consiglio Ue e guerre all'ordine del giorno

Il consiglio europeo di giovedì prossimo,  la competitività in Europa, la guerra in Iran, la guerra in Ucraina. Sono i temi elencati dal cancelliere tedesco Friedrich Merz ricevendo in cancelleria a Berlino la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. "È una settimana importante", ha affermato Metsola in una breve dichiarazione all'ingresso,  soffermandosi sull'esigenza di "rafforzare l'Europa", puntando sulla "sfida dell'autonomia strategica". 

Saar: "Iraniani più sicuri dopo morte di Larijani e Soleimani"

"Gli iraniani oggi sono piì sicuri, dopo che l'Idf ha fatto fuori il comandante delle forze Basij Soleimani, il suo vice, e il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale Ali Larijani'. E' quanto ha scritto in un post il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar che oggi in una conferenza stampa ha ricordato come le forze Basij sono state responsabili "della brutale repressione del popolo iraniano" e che sia Soleimani che Larijani erano sotto sanzioni Usa. 

Varsavia: "Non manderemo l'esercito in Iran"

"La Polonia non manderà i suoi soldati in Iran, il conflitto in corso in quella parte del mondo, nel Medio Oriente, non ci riguarda direttamente". Lo ha dichiarato  il premier polacco Donald Tusk prima della seduta dell'esecutivo di Varsavia. "La Polonia ha altri compiti all'interno della Nato. Questo vale sia per le nostre forze terrestri che aeree e navali, che sono ancora - direi - in costruzione. Ciò che abbiamo a nostra disposizione quando si tratta del mare deve servire alla sicurezza del Mar Baltico. I nostri alleati, compresi gli americani, lo capiscono molto bene" ha detto Tusk. 

Nuovo allarme a Tel Aviv per il lancio di missili dall'Iran

Nuovo allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele per un lancio di missili dall'Iran. 

Gholamreza Soleimani, chi era il capo dei Basij forse ucciso in Iran

Aveva ricoperto ruoli di primo piano all’interno dell’apparato di sicurezza del Paese e, secondo fonti internazionali, guidava i Basij da circa sei anni. Era sotto sanzioni internazionali per il ruolo avuto nella violenta repressione delle proteste nella Repubblica islamica. Per l'Idf la sua uccisione rappresenta un "duro colpo" per le "strutture di comando e di controllo" di Teheran.

Gholamreza Soleimani, chi era il capo dei Basij forse ucciso in Iran

Gholamreza Soleimani, chi era il capo dei Basij forse ucciso in Iran

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Chi era Ali Larijani, fedelissimo di Khamenei forse ucciso dall’Idf

La terza settimana di guerra in Iran è stata segnata dall’uccisione, annunciata dalle forze militari israeliane, di Ali Larijani. Capo della sicurezza nazionale, era un fedelissimo della Guida suprema Ali Khamenei ed era stato eliminato nel primo giorno di attacchi di Usa e Israele. Secondo gli analisti, negli ultimi mesi aveva concentrato nelle sue mani un enorme potere all’interno del regime degli ayatollah.

Chi era Ali Larijani, fedelissimo di Khamenei forse ucciso dall’Idf

Chi era Ali Larijani, fedelissimo di Khamenei forse ucciso dall’Idf

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L'Onu chiede un'indagine sul raid che ha colpito un centro medico a Kabul

La tragica esplosione avvenuta ieri sera in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti a Kabul "deve essere oggetto di un'indagine tempestiva, indipendente e trasparente, e i responsabili devono essere chiamati a risponderne in conformità con gli standard internazionali": lo ha detto oggi a Ginevra il portavoce dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani  Thameen Al-Kheetan. I risultati di tale indagine - ha aggiunto - devono essere resi pubblici. Le vittime e le loro famiglie hanno diritto a un risarcimento. 

Iran, cos’è l’ipotesi del 'modello Mar Nero' per sbloccare Hormuz

L'alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha detto di aver "parlato con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres per capire se è possibile avere un'iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell'Ucraina". Il riferimento è all’accordo siglato a Istanbul il 22 luglio 2022 per riaprire le esportazioni agricole di Kiev dopo il blocco dei porti causato dall'invasione russa iniziata cinque mesi prima.

Iran, cos’è l’ipotesi del 'modello Mar Nero' per sbloccare Hormuz

Iran, cos’è l’ipotesi del 'modello Mar Nero' per sbloccare Hormuz

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Iran, l'ambasciatore a Mosca nega che Mojtaba Khamenei sia in Russia

L'ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha smentito che la nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, si trovi in Russia per ricevere cure mediche dopo essere stato ferito nel raid israelo-americano del 28 febbraio in cui è stato ucciso il padre, Ali Khamenei, e altri cinque membri della sua famiglia. Lo riporta l'agenzia di stampa Tass.

Ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva risposto con un ''no comment'' a una domanda sul trasferimento di Mojtaba Khamenei in Russia per cure. 

Presidente del parlamento iraniano: "Lo stretto di Hormuz non sarà più come prima"

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che la situazione dello Stretto di Hormuz, il canale da cui passa circa un quinto delle esportazioni di petrolio a livello mondiale, non tornerà più alle condizioni di prima del conflitto tra Usa e Israele e Iran. Gli accordi legali e di navigazione nello Stretto di Hormuz non torneranno più alle condizioni del passato, poiché "la sicurezza che c'era prima non esiste più", ha detto Ghalibaf, come riferisce PressTv, mentre dopo l'inizio del conflitto, Teheran ha quasi completamente bloccato lo stretto, il traffico marittimo nell'area si è sostanzialmente ridotto e sono stati riportati attacchi a imbarcazioni. Ghalibaf ha sostenuto che il blocco dello Stretto non è una decisione dell'Iran ma una necessità difensiva dettata dal conflitto. "Non abbiamo mai avuto intenzione di colpire gli Stati vicini", ha dichiarato, "ma quando vengono lanciati missili contro di noi, è nostro diritto rispondere. Molte navi non navigano più perché le condizioni non lo consentono". 

Hormuz

Media: "Nuovi raid di Israele nella periferia sud di Beirut"

Almeno tre raid aerei israeliani sono stati condotti stamani nella periferia sud di Beirut. Lo riferiscono le fonti sul posto e l'agenzia governativa Nna. Le fonti affermano che è stato colpito il quartiere di Jamus e la strada che conduce all'ospedale Bahman, vicino alla sede del Consiglio superiore sciita, massima istituzione religiosa degli sciiti libanesi. 

Netanyahu e Herzog augurano felice Nowruz: "Sarà un anno di libertà"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Isaac Herzog hanno inviato un videomessaggio al ''coraggioso popolo iraniano'' per augurare un ''felice Nowruz'' in occasione del Capodanno persiano. "Al coraggioso popolo iraniano, auguro, come ogni anno, un felice periodo di festività, a cominciare dalla Festa delle Luci", ha affermato Netanyahu nel video condiviso sui canali social. Questa festività, ha proseguito il premier israeliano, “riflette la profonda convinzione del popolo iraniano che la luce trionferà sulle tenebre e che il bene prevarrà sul male. Quest'anno, la festività assume un significato speciale. Celebratela con i vostri amici, le vostre famiglie e le persone care''. Netanyahu ha aggiunto: ''colgo l'occasione per augurarvi un felice Nowruz, un anno di libertà e un nuovo inizio pieno di speranza per tutti voi, miei cari amici".

Anche il presidente israeliano Isaac Herzog ha rivolto i suoi "cordiali auguri" al popolo iraniano in vista di Charshanbeh Suri, la prima festività di Nowruz, che inizia questa sera. "Al popolo iraniano, in qualità di presidente di Israele, invio i miei più calorosi auguri per la Festa del Fuoco, Charshanbeh Suri", ha affermato Herzog in un videomessaggio. ''Che questa Festa del Fuoco, un'antica e unica tradizione del vostro popolo, vi porti i migliori auguri, calore, felicità e il cambiamento che tanto meritate. Vi meritate di meglio. Vi meritate un cambiamento. Vi meritate il bene. Spero che questo Charshanbeh Suri porti con sé un vero cambiamento: un cambiamento nella regione, un cambiamento in Iran, un cambiamento per il futuro dei nostri figli'', ha sottolineato Herzog.

Stretto di Hormuz, ecco perché è difficile tenerlo aperto

Dopo due settimane di operazioni militari, Furia Epica americana e Ruggito del Leone israeliano, emergono diversi punti critici: dallo Stretto di Hormuz sempre più vulnerabile al dossier nucleare iraniano irrisolto. Alcuni erano stati previsti, e forse sottovalutati, dall'amministrazione Trump, altri derivano dalle variabili inevitabili di ogni conflitto.

Stretto di Hormuz, ecco perché è difficile tenerlo aperto

Stretto di Hormuz, ecco perché è difficile tenerlo aperto

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Iran, Tajani: "Non siamo parte della guerra". VIDEO

Teheran, sequestrati centinaia di sistemi Starlink inviati dai nemici

Il controspionaggio iraniano ha sequestrato centinaia di sistemi Starlink che sarebbero stati fatti arrivare da Israele e Stati Uniti. Lo riporta l'agenzia Tasnim. I sistemi di connessione satellitare, prodotti da Elon Musk, sono stati "inviati dal nemico americano-sionista", si legge. Sono stati "individuati e sequestrati nel corso di un'operazione su scala nazionale" in cui è stata utilizzata "un'ampia gamma di strumenti tecnologici" per identificarne la posizione e "porre sotto sorveglianza e controllo le attività criminali dei loro utenti". L'agenzia ricorda che "secondo la legge, l'acquisto e l'uso dei sistemi illegali Starlink costituiscono un reato punibile, in tempo di guerra, con pene severe per i responsabili". 

Salvini: "Nessuna nave italiana, non siamo in guerra con l'Iran"

"Donald Trump è partito con un conflitto di cui ci ha avvisato a guerra iniziata e quindi l'Italia non è in guerra con l'Iran, non è in guerra con la Russia e sta lavorando per porre fine a questo e ad altri conflitti, perché prima di aprire un nuovo fronte di guerra bisogna analizzare bene le conseguenze, e quindi non ci chiedano navi da guerra perché non voglio mandare i nostri ragazzi in guerra e non voglio avvicinarla a una terza guerra mondiale". Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, stamani a Milano a margine di un sopralluogo alle case Aler di via Giambellino, commentando le critiche del presidente Usa Donald Trump sul mancato supporto nel Golfo alle forze Nato. 

Media: "Khamenei ha respinto le proposte per ridurre le tensioni con gli Usa"

Il leader supremo iraniano, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ha respinto le proposte di riduzione delle tensioni o di cessate il fuoco con gli Stati Uniti, presentate a Teheran da due Paesi intermediari. Lo scrive Reuters sul suo sito citando un alto funzionario iraniano, che ha chiesto di rimanere anonimo. Il funzionario ha affermato che la Guida Suprema ha dichiarato che non è "il momento giusto per la pace finché gli Stati Uniti e Israele non saranno messi in ginocchio, non avranno accettato la sconfitta e non avranno pagato un risarcimento". 

Mojtaba Khamenei: "Non è momento giusto per pace"

La Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, durante una riunione ha affermato che "non è il momento giusto per la pace", sottolineando che gli Stati Uniti edIsraele devono essere sconfitti e risarcire la Repubblica islamica per i danni di guerra. Lo ha riferito un funzionario iraniano di alto rango alla Reuters, secondo quanto riferito da al-Arabiya.

Messaggio scritto di Larijani pubblicato sui social

I profili di X e Telegram di Ali Larijani, segretario del consiglio di sicurezza dell'Iran, hanno pubblicato una nota scritta a lui attribuito dopo che Israele aveva dichiarato di averlo colpito e ucciso in un raid notturno su Teheran. Il messaggio di Larijani, ritenuto il funzionario più influente della Repubblica islamica, riguarda la cerimonia funebre per dei soldati della Marina iraniana. "Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana e questi martiri costituiranno per molti anni le fondamenta dell'Esercito della Repubblica Islamica nella struttura delle forze armate", si legge nel testo. 

Media: negoziatore Netanyahu ammette colloqui con governo libanese

L'ex ministro e negoziatore israeliano Ron Dermer ha ammesso con Ynet per la prima volta di essere tornato a lavorare per Benjamin Netanyahu e di essere stato incaricato di condurre i negoziati con il governo libanese. "Mi ha chiesto di intervenire", ha dichiarato l'ex ministro, che si era ritirato dalla vita pubblica in novembre dopo i negoziati per l'accordo di pace a Gaza. Dermer ha raccontato di aver iniziato a "fare progressi con il Libano" verso un accordo politico: "È possibile parlare di un potenziale accordo di pace ma affinché un'intesa venga attuata Hezbollah dovrà essere disarmato. Non sacrificheremo la nostra sicurezza".

Media Israele: Katz conferma l'uccisione di Larijani

Il media israeliano Ynet ha avuto la conferma dal ministro della Difesa Israel Katz che il potente segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani è stato ucciso nell'attacco notturno dell'Idf a Teheran. Larijani era considerato l'uomo più influente del regime iraniano, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica. È inoltre ritenuto ampiamente responsabile della brutale repressione delle proteste in Iran dello scorso gennaio.

Media Teheran: tra poco messaggio di Larijani

Sarà diffuso a breve un messaggio di Ali Larijani, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano preso di mira da un attacco israeliano la notte scorsa. Lo ha riferito l'agenzia Tasnim. 

Ukmto: colpita petroliera negli Emirati. Lievi danni

Una petroliera all'ancora vicino a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, è stata colpita da un proiettile. Lo riferisce l'agenzia di sicurezza marittima britannica Ukmto. Secondo l'agenzia, la nave ha riportato solo "lievi danni strutturali riportati" e non c'è "nessun ferito tra l'equipaggio" cosi' come non si registra "nessun impatto ambientale".

Idf: ucciso in Iran il capo dei Basij Gholamreza Soleimani

"L'aeronautica Militare israeliana, agendo sulla base delle informazioni di intelligence ha preso di mira ed eliminato Gholamreza Soleimani, che da sei anni operava come comandante dell'unità Basij, le forze che fanno parte dell'apparato armato del regime iraniano". Lo comunica l'Idf aggiungendo che durante le proteste interne in Iran, in particolare nei periodi più recenti in cui le manifestazioni si sono intensificate, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione.

Idf: raid contro Larijani, non chiaro se ucciso o ferito

Raid israeliano nella notte contro Ali Larijani, il capo del Consiglio di sicurezza iraniano. Lo hanno riferito le Forze di difesa israeliane, secondo cui al momento non è chiaro se Larijani sia rimasto ucciso o ferito.

Onu:Le Nazioni Unite hanno esortato Israele a fermare immediatamente

Le Nazioni Unite hanno esortato Israele a fermare immediatamente la drastica espansione degli insediamenti in Cisgiordania, paventando una "pulizia etnica" a fronte di oltre 36mila palestinesi sfollati in un solo anno, numero record. Un nuovo rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, relativo ai 12 mesi fino al 31 ottobre 2025, avverte che la rapida espansione degli insediamenti illegali e l'annessione di ampie porzioni della Cisgiordania da parte di Israele stanno causando spostamenti di popolazione "senza precedenti".

Salvini su Hormu: "Usa non ci hanno coinvolti, Italia fa i propri interessi"

"Trump chiede aiuto sullo stretto di Hormuz? E' giusto fare gli interessi nazionali. Trump ci ha coinvolto quando è stato attaccato l'Iran? No, non mi sembra, ci ha avvisato a cose fatte. Spero che Usa e Israele, quando hanno scatenato" questo conflitto "hanno esaminato tutto" quello ne sarebbe conseguito. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Rtl 102.5. "Non è una nostra guerra, non siamo in guerra contro la Russia o contro l'Iran", ha aggiunto, "mandare navi da guerra in zona di guerra significherebbe avvicinarsi al terzo conflitto mondiale. Quindi, bene la prudenza del governo". 

Idf chiede evacuazione aree a Sud fiume Zahrani

Le forze armate israeliane hanno diramato un avviso di evacuazione per i libanesi residenti nell'area a Sud del fiume Zahrani in vista di un'imminente operazione contro Hezbollah. "I raid sono in corso poiché le Forze di Difesa Israeliane (Idf) stanno operando con grande forza nella zona. Pertanto, per la vostra sicurezza, ribadiamo il nostro appello a evacuare immediatamente le vostre case e a dirigervi direttamente a nord del fiume Zahrani", si legge nel comunicato delle Idf, "chiunque si trovi vicino a membri, strutture o armi di Hezbollah mette a rischio la propria vita".

Iraq stringe accordo per attraversamento Stretto Hormuz

L'Iraq ha stretto un accordo con l'Iran che consente alle sue petroliere di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il ministro del Petrolio iracheno, Hayan Abdul-Ghani. Ieri il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva affermato che il cruciale passaggio marittimo era "aperto ma chiuso per i nemici". 

Forti esplosioni a Teheran

Forti esplosioni sono state udite a Teheran. Lo riferiscono giornalisti dell'Afp.

Una petroliera colpita al largo tra Emirati e Oman: danni lievi e nessun ferito

L'Autorità britannica per le operazioni marittime commerciali (Ukmto) ha riferito che una petroliera è stata colpita a est di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, al largo della costa confinante con l'Oman, da un'arma non identificata. Secondo il rapporto, i danni sono stati lievi e nessun membro dell'equipaggio è rimasto ferito. Lo riporta il media israeliano Ynet.

Teheran: "Arrestatate 10 spie straniere"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato l'arresto di 10 "spie straniere", mentre la guerra con Israele e gli Stati Uniti continua. "Dieci elementi mercenari e traditori sono stati identificati e arrestati", ha dichiarato l'organizzazione di intelligence delle Guardie nella provincia nord-orientale di Razavi Khorasan, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Isna, senza specificarne la nazionalità. Le Guardie hanno affermato che quattro di loro stavano raccogliendo informazioni "su siti sensibili e infrastrutture economiche", mentre gli altri erano collegati a un "gruppo terroristico monarchico".

Media: missili caduti a pochi metri da ufficio Netanyahu

Missili iraniani sono caduti a pochi metri dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. A sostenerlo è l'agenzia Tass che cita la tv iraniana Snn.

Axios: Witkoff informerà un gruppo bipartisan di senatori Usa sull'Iran

L'inviato statunitense Steve Witkoff ha in programma di informare un piccolo gruppo bipartisan di senatori sulla guerra in Iran in un incontro riservato nel pomeriggio di oggi. Lo anticipa Axios, citando tre fonti a conoscenza della vicenda. I senatori vogliono informazioni sulle prossime mosse del presidente Trump in Iran, sulle prospettive di una soluzione diplomatica e sulle opzioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz. C'è anche un forte interesse per i dettagli su eventuali canali di comunicazione tra l'amministrazione Usa e i funzionari iraniani. L'incontro è stato organizzato dalla senatrice Joni Ernst (repubblicana dell'Iowa), presidente della sottocommissione per le minacce e le capacità emergenti della Commissione per i servizi armati del Senato.    A inizio mese, dopo l'inizio degli attacchi statunitensi, il segretario di Stato Marco Rubio e il direttore della Cia John Ratcliffe hanno informato i leader della Camera e del Senato in conformità con il War Powers Act. Mercoledì, la Commissione per le relazioni estere del Senato dovrebbe ascoltare due funzionari del Bureau of Intelligence and Research del Dipartimento di Stato, Armin Blome e Steve Galpern.

Macron convoca per oggi un nuovo consiglio di difesa sulla situazione in Medio Oriente

Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per oggi pomeriggio un nuovo consiglio di difesa e sicurezza nazionale "sulla situazione in Iran e in Medio Oriente". Lo ha annunciato il Palazzo dell'Eliseo. Questo nuovo consiglio di difesa, che riunisce ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza - l'ultima riunione si è tenuta il 10 marzo - arriva mentre Donald Trump sta facendo pressione sulla Francia affinché risponda positivamente alla sua richiesta di assistenza per la sicurezza dello Stretto di Hormuz

Esplosioni a Dubai e a Doha dopo allarme missili

Diverse esplosioni hanno scosso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti e Doha, nel Qatar. Lo riportano i giornalisti dell'AFP presenti sul posto. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha riferito di aver intercettato un attacco missilistico, mentre a Dubai le esplosioni sono seguite a un allarme diramato tramite cellulare che invitava i residenti a "cercare immediatamente riparo" a causa di "potenziali minacce missilistiche". 

Raid di Israele su Libano, colpiti 3 quartieri a Beirut

Raid di Israele a Beirut in tre quartieri della capitale del Libano. Lo confermano i media statali libanesi. "Una serie di raid e bombardamenti di artiglieria hanno preso di mira le città meridionali all'alba", riferisce l'agenzia nazionale di stampa libanese. "Aerei da guerra israeliani hanno colpito le zone di Kafaat e Haret Hreik. In un altro raid è stato colpito un appartamento residenziale ai piani superiori di un edificio situato alla fine di Venice Street, nel quartiere di Doha Aramoun"

Attacco con missili da Teheran, sirene in Israele

Le sirene suonano nella notte in tutto il centro di Israele per una serie di attacchi missilistici lanciati dall'Iran. Da una prima verifica, come riferisce The Jerusalem Post, non sono state segnalate vittime né feriti gravi. Il personale sanitario è intervenuto per soccorrere diverse persone rimaste contuse o in preda all'ansia mentre si stavano dirigendo verso i rifugi. 

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