Gholamreza Soleimani, chi era il capo dei Basij che sarebbe stato ucciso dall'Idf in Iran
MondoAveva ricoperto ruoli di primo piano all’interno dell’apparato di sicurezza del Paese e, secondo fonti internazionali, guidava i Basij da circa sei anni. Era sotto sanzioni internazionali per il ruolo avuto nella violenta repressione delle proteste nella Repubblica islamica. Per l'Idf la sua uccisione rappresenta un "duro colpo" per le "strutture di comando e di controllo" di Teheran
L'Idf ha confermato che il comandante delle forze Basij del regime iraniano, Gholamreza Soleimani, è stato eliminato dall'aviazione israeliana in un attacco a Teheran, insieme ad altri ufficiali, mentre si trovavano in un accampamento di comando mobile a Teheran allestito in seguito alla distruzione del loro quartier generale. Contemporaneamente, anche il vicecomandante dei Basij, Qassem Quraishi, è stato eliminato in un attacco a Shiraz. Lo riporta Ynet citando fonti militari. Al momento non sono arrivati commenti ufficiali da Teheran sulla conferma delle morti dei comandanti Basij né sulle circostanze dei raid (GUERRA IRAN, TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA).
Chi era Gholamreza Soleimani
Nato nel 1964 in Iran, Soleimani aveva ricoperto ruoli di primo piano all’interno dell’apparato di sicurezza del Paese e, secondo fonti internazionali, guidava i Basij da circa sei anni. La milizia Basij, parte dei Guardiani della Rivoluzione, è nota soprattutto per la sua funzione di milizia volontaria al servizio del regime e per il suo ruolo nella volenta repressione delle proteste interne in Iran. Si ritiene che siano responsabili della morte di molti civili iraniani.
Le sanzioni ricevute da Unione europea e Stati Uniti
Soleimani era sotto sanzioni internazionali per il ruolo avuto nella violenta repressione delle proteste nella Repubblica islamica. In particolare, in occasione delle manifestazioni del novembre 2019, i Basij erano stati accusati di aver usato la forza contro civili disarmati, causando centinaia di morti e feriti. L'Unione europea ha sanzionato Soleimani nel 2021, mentre enti come il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo avevano accusato di violazioni dei diritti umani e repressione del dissenso, comprese le proteste post-elettorali del 2009. Era un acceso difensore del governo iraniano ed elogiava spesso la resilienza nazionale. L'uccisione di Soleimani rappresenta un "duro colpo" per le "strutture di comando e di controllo" dell'Iran, affermano le Idf in una nota. L'impegno delle forze israeliane, prosegue il comunicato, è quello di "continuare ad agire con la forza" contro i comandanti iraniani.
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