Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Capo del centro antiterrorismo Usa Joe Kent si dimette: “Non sostengo guerra in Iran”

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©Getty

L'alto funzionario ha motivato la sua decisione in un post pubblicato su X. “È chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", si legge sul social

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Si è dimesso il capo del centro per l'antiterrorismo americano Joe Kent. Il motivo delle dimissioni è la guerra che Stati Uniti e Israele hanno iniziato con l’attacco all’Iran dello scorso 28 febbraio. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran”, si legge in un post su X pubblicato da Kent. “L'Iran - prosegue - non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana". (GUERRA IRAN - GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA)

Kent: “Campagna di disinformazione israeliana”

Nella lettera inviata al presidente Trump e riportata come foto in allegato al post su X, Joe Kent comunica le sue dimissioni “con effetto immediato". Poi, rivolgendosi al presidente Trump afferma: “Nel suo primo mandato, lei ha dimostrato di comprendere meglio di qualsiasi presidente moderno come applicare con decisione il potere militare senza trascinarci in guerre senza fine. Lo ha dimostrato uccidendo Qasam Solamani e sconfiggendo l’ISIS. All’inizio di questa amministrazione, alti funzionari israeliani e influenti membri dei media americani hanno messo in atto una campagna di disinformazione che ha completamente minato la sua piattaforma America First e ha alimentato sentimenti favorevoli alla guerra per incoraggiare un conflitto con l’Iran”. 

Invito a Trump: “Può ancora invertire rotta”

Il capo del centro antiterrorismo conclude esplicitando la sua posizione e invitando il numero uno della Casa Bianca a una riflessione: “Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito Gold Star che ha perso la mia amata moglie Shannon in una guerra costruita da Israele, non posso sostenere l’invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non porta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo in vite americane. Prego che lei rifletta su ciò che stiamo facendo in Iran e per conto di chi lo stiamo facendo. È il momento di un’azione coraggiosa. Può invertire la rotta e tracciare un nuovo percorso per la nostra nazione, oppure può permettere che scivoliamo ulteriormente verso il declino e il caos. Lei ha le carte in mano”.

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