Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, Pasdaran: "Petroliere da 2 mln di barili contro mine a Hormuz: in fiamme"

©Ansa

Due petroliere in fiamme nello Stretto di Hormuz per l'urto con delle mine. Teheran rivendica il controllo dell'area e avverte: "La conseguenza della disobbedienza delle navi illegali alle normative iraniane nel Golfo di Hormuz è bruciare nel fuoco della fiducia dell'esercito terrorista americano". Trump assicura: "La guerra in Iran finirà presto, non avranno mai un'arma nucleare". Coloni israeliani aggrediscono diplomatici europei a Taybeh in Cisgiordania

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Due petroliere in fiamme nello Stretto di Hormuz per l'urto con delle mine. Teheran ha rivendicato il controllo dell'area e avvertito: "La conseguenza della disobbedienza delle navi illegali alle normative iraniane nel Golfo di Hormuz è bruciare nel fuoco della fiducia dell'esercito terrorista americano".

Coloni israeliani hanno attaccato un gruppo che comprende anche diplomatici europei nei pressi del villaggio palestinese di Taybeh, nei pressi di Ramallah. Sul posto sono presenti diplomatici belgi, polacchi e francesi, tra cui il console francese a Gerusalemme secondo quanto riportato dagli attivisti sul campo e dalla radio militare. I coloni mascherati e muniti di bastoni hanno lanciato pietre contro i veicoli diplomatici. 

Donald Trump si è vantato del fatto che il governo americano sia al corrente di ogni mossa dell'Iran, ribadendo la promessa che la guerra "finirà molto, molto presto". Parlando in un comizio al Dalton Municipal Airport, in Georgia, a sostegno dei candidati repubblicani, in vista delle midterm di novembre, il presidente Usa ha detto che "sappiamo tutto quello che fanno. Sentiamo tutto quello che dicono". E ha aggiunto: "Stiamo ottenendo ottimi risultati anche con l'Iran. La questione si chiuderà molto, molto presto e loro non avranno mai un'arma nucleare".

Intanto, il Presidente del Libano, Joseph Aoun, ha confermato la notizia, riportata da MTV Libano, secondo cui i negoziati tra Libano e Israele, sponsorizzati dagli Stati Uniti, riprenderanno martedì 20 ottobre, probabilmente a Tampa, in Florida.

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Moab, la “madre di tutte le bombe” che Trump potrebbe usare in Iran

Secondo quanto riferisce la Cnn, l'esercito americano sta predisponendo nuovi piani d'attacco in Iran che prevedono il potenziale impiego della Gbu-43/b Massive Ordnance Air Blast Bomb (Moab), meglio nota come la "madre di tutte le bombe". L'utilizzo, indirizzato su infrastrutture energetiche e siti militari, dipende dal possibile ordine del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la ripresa delle operazioni militari prima o dopo le elezioni di metà mandato, fissate per il 3 novembre prossimo.

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Allerta agli abitanti di Riad per una "minaccia aerea ostile", poi revocata

Gli abitanti di Riad hanno ricevuto sui propri telefoni un'allerta che li avvertiva di una "minaccia aerea", in un periodo in cui l'Arabia Saudita è regolarmente bersaglio di attacchi da parte degli Houthi dello Yemen. Lo hanno riferito alcuni giornalisti dell'Afp. "Attenzione, l'area è soggetta a una minaccia aerea ostile; si prega di mantenere la calma e di restare al chiuso o in un rifugio, lontano da porte e finestre": questo è il messaggio apparso sui dispositivi degli abitanti di Riad, prima che l'allerta venisse revocata pochi minuti dopo. Avvisi analoghi sono stati diramati anche in due regioni nel sud del Regno, al confine con lo Yemen.

Hegseth: "Sarà devastata se non abbandonerà ambizioni nucleari"

Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha affermato che l'Iran deve scegliere tra abbandonare le sue ambizioni nucleari o la "devastazione". Durante un evento all'Università del Tennessee, Hegseth ha spiegato che il presidente statunitense Trump è disposto a "garantire che affrontiamo la minaccia epocale rappresentata dall'Iran e dalle sue ambizioni nucleari". "L'Iran deve fare una scelta molto rapidamente: rinunciare a questi vantaggi al tavolo delle trattative o affrontare il tipo di devastazione che l'America può infliggere", ha aggiunto Hegseth.

Yemen, forze governative: respinto secondo attacco Houthi a sud di Taiz

Le forze armate del governo yemenita affermano di aver respinto oggi un secondo attacco degli Houthi sul fronte di Shaqab, "la porta meridionale della città di Taiz", nel sud-ovest dello Yemen. Hanno aggiunto che il risultato è stato ottenuto dopo diverse ore di intensi scontri. Le forze armate hanno dichiarato di aver inoltre lanciato quattro attacchi aerei contro postazioni e armamenti degli Houthi nel fronte nord-occidentale di Taiz, distruggendo armi e uccidendo o ferendo membri della milizia.

Centcom: dirottate 138 navi mercantili nell'ambito del blocco

Le forze statunitensi hanno dirottato 138 navi mercantili "per garantire il rigoroso rispetto" del blocco navale americano dei porti iraniani. Lo ha reso noto il Centcom.

Iran, condannata a morte per un post sui social: la denuncia delle Ong

Le organizzazioni per i diritti umani denunciano la condanna a morte inflitta a Teheran a Najmeh Amini, studentessa di contabilità di 23 anni. La giovane è detenuta nel carcere di Vakilabad, nella città di Mashhad, per blasfemia a causa di un post sui social media. Amini è stata condannata a oltre 12 anni di reclusione e alla pena di morte in due distinti processi.

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Hormuz, Trump e la realtà: cosa sta succedendo nello Stretto

Negli ultimi giorni, il presidente americano si è lasciato andare a dichiarazioni trionfali rispetto alla situazione nello Stretto di Hormuz. Ma la ripresa del traffico petrolifero, favorita da rotte alternative e stratagemmi logistici, non significa che il conflitto sia vicino alla fine: la minaccia iraniana resta concreta e il rischio di una nuova escalation è ancora alto.

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Ambasciatore Usa: "Israele punisca i responsabili dell'attacco a reporter del Washington Post"

L'ambasciatore statunitense, Mike Huckabee, ha chiesto a Israele di processare e incarcerare gli aggressori responsabili dell'attacco dei coloni contro una giornalista del Washington Post. "Attaccare una fotografa è un atto di terrorismo spregevole compiuto da codardi mascherati", ha scritto Huckabee su X, assumendo un tono molto più deciso rispetto a una precedente dichiarazione di Washington. 

Iran, Lavrov in Bahrein per Consiglio cooperazione Golfo

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è arrivato a Manama, dove parteciperà ai colloqui tra il Consiglio di cooperazione del Golfo e la Russia. Lo ha riferito un corrispondente di Interfax. Nel corso dell'incontro i ministri si scambieranno opinioni su questioni di interesse internazionale e regionale, tra cui la situazione nella zona del Golfo Persico, ha affermato in precedenza la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Lavrov terrà anche una serie di incontri bilaterali a margine dell'evento.

Yemen: la guerra torna a stringere l'Arabia Saudita

Dopo mesi di relativa calma, la guerra in Yemen è tornata a intensificarsi. L’avanzata degli Houthi verso Bab al-Mandeb e gli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite hanno spinto Riad a una nuova controffensiva, con il sostegno degli Stati Uniti.

Yemen: la guerra torna a stringere l'Arabia Saudita

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Esplode un deposito di munizioni di un gruppo paramilitare a Baghdad

Una coalizione di paramilitari iracheni ufficialmente integrati nell'esercito ha segnalato l'esplosione di un deposito di munizioni in una delle sue basi a Baghdad. "Un deposito di munizioni è esploso all'interno di una base delle Forze di Mobilitazione Popolare" a Baghdad, "senza vittime segnalate finora", ha dichiarato l'alleanza di gruppi armati, nota anche come Forze di Mobilitazione Popolare. Questa coalizione, inizialmente creata nel 2014 per combattere l'Isis, è stata integrata nell'esercito, ma alcune delle sue fazioni filo-iraniane operano ancora in modo indipendente al suo interno. Durante le prime settimane della guerra in Medio Oriente, le sue basi sono state prese di mira da numerosi e letali raid aerei, attribuiti agli Stati Uniti. Le fazioni alleate con Teheran all'interno di queste forze hanno rivendicato la responsabilità di attacchi contro interessi americani in Iraq e nella regione, in particolare durante la guerra Iran-Iraq. Incendi ed esplosioni presso depositi di munizioni e basi militari in Iraq sono frequenti, sebbene le loro cause vengano raramente rese pubbliche.

Iran, Trump: "Guerra finirà molto rapidamente"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, afferma che la guerra contro l'Iran finirà "molto rapidamente". "Quando finirà, i prezzi della benzina saranno più bassi di prima", ha affermato. Parlando a un comizio nel Kentucky in vista delle elezioni di medio termine statunitensi del mese prossimo, ha affermato che l'"incursione" americana in Iran ha "messo fuori uso la loro capacità nucleare". Ha aggiunto che gli Stati Uniti si stanno attualmente adoperando affinchè la capacità nucleare dell'Iran non venga ripristinata.

Barrot: "Autorità Israele devono arrestare responsabili aggressione in Cisgiordania"

"Il sindaco del comune di Aulnoye-Aymeries è stato violentemente aggredito da coloni estremisti in Cisgiordania. Siamo in contatto con lui. Le autorità israeliane devono assolutamente arrestare i responsabili di questi atti rivoltanti e assicurarli alla giustizia". A scriverlo, su X, è stato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot.  "Devono porre fine con urgenza a queste violenze criminali e garantire la sicurezza della popolazione civile, come sono tenute a fare in virtù del diritto internazionale", conclude.

Lavrov a Manama, prima tappa del tour in Medio Oriente

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov è arrivato a Manama per partecipare al nono dialogo strategico tra la Russia e il Consiglio di Cooperazione del Golfo. Lo riferisce l'agenzia statale russa Tass. Il Bahrein sarà la prima tappa del tour mediorientale del diplomatico russo. Successivamente, Lavrov dovrebbe recarsi a Teheran per consultazioni con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che Lavrov dovrebbe tenere una serie di incontri bilaterali a margine del dialogo Russia-Ccg.

Trump: "L'Iran non può avere armi nucleari, le userebbero se le avessero"

"Abbiamo fatto una piccola incursione nella bellissima Repubblica Islamica dell'Iran: li abbiamo presi a calci nel sedere. Ma quando ho fatto quell'incursione, abbiamo neutralizzato la loro capacità nucleare. Qualcuno ha detto: 'Oh, beh, ne è valsa la pena?'. Io ho risposto: 'Non possono avere armi nucleari, non possono, perché le userebbero'". Lo ha detto Donald Trump in un comizio alla Northern Kentucky University a sostegno dei candidati repubblicani in vista delle midterm. "Comunque, quando ho fatto quell'incursione, andavamo alla grande. Eravamo inarrestabili. Ho detto ai miei collaboratori Scott, Howard, Jameson, Marco, JD: dobbiamo andare in Medio Oriente per un po'. Distruggeremo le armi e potremmo restarci un po' più a lungo, perché ho detto 'distruggiamo tutto'", ha aggiunto il tycoon tra gli appalusi. "L'ho fatto nei tempi previsti. Ho detto che dobbiamo assicurarci che non tornino più'. È quello che stiamo facendo. Finirà molto in fretta. E quando finirà, tra l'altro, i prezzi della benzina scenderanno a livelli inferiori rispetto a prima", ha concluso.

Volo FlyDubai, Trump: 'Dietro il dirottamento c'è l'Iran'

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ritiene che ci sia l'Iran dietro il tentato dirottamento del volo della FlyDubai diretto a Tel Aviv e sventato dal comandante e dai passeggeri. Alla domanda di un giornalista che chiedeva se pensasse che ci fosse dietro Teheran, Trump ha risposto: "Personalmente penso di sì". Il leader Usa non ha fornito altre spiegazioni sul perché di questa convinzione. Intanto, fonti israeliane riferiscono che Israele valutò di abbattere il volo dopo l'aggressione in cabina, facendo decollare caccia poi richiamati quando l'aereo deviò verso l’Arabia Saudita. Ed emerge anche come Israele avesse già ricevuto in anticipo informazioni sul copilota omanita Hamam al-Hammami: ne conosceva la nazionalità e nonostante fosse dell'Oman, Stato con cui lo Stato non intrattiene rapporti (cosa che non gli avrebbe potuto permettere di essere quel volo), gli era stato concesso l'arrivo.

Volo FlyDubai, Trump: 'Dietro il dirottamento c'è l'Iran'

Volo FlyDubai, Trump: 'Dietro il dirottamento c'è l'Iran'

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Parigi: "Israele ponga fine con urgenza alle violenze criminali in Cisgiordania"

"Il sindaco del comune di Aulnoye-Aymeries è stato violentemente aggredito da coloni estremisti in Cisgiordania. Siamo in contatto con lui. Le autorità israeliane devono imperativamente arrestare i responsabili di questi atti rivoltanti e portarli davanti alla giustizia. Devono con urgenza porre fine a queste violenze criminali e garantire la sicurezza delle popolazioni civili in virtù del diritto internazionale". Lo ha affermato su X il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, dopo l'ennesimo episodio di violenza perpetrato da estremisti israeliani in Cisgiordania che ha avuto questa volta come obiettivi alcuni diplomatici europei. Tra gli aggrediti vi è anche Bernard Baudoux, sindaco della città francese Aulnoye-Aymeries.

Libano, Aoun: "Prorogare Unifil nel 2027"

Il Presidente libanese, Joseph Aoun, chiede che la missione di pace Unifil venga prorogata nel 2027. Aoun ha anche annunciato che una delegazione militare libanese parteciperà martedì all'incontro trilaterale con Israele e gli Stati Uniti in Florida. Aoun ha inoltre dichiarato, in un comunicato, che Israele non si è impegnato a rispettare l'accordo quadro mediato dagli Stati Uniti a giugno. Secondo la dichiarazione, la partecipazione all'incontro trilaterale mira a "presentare le richieste del Libano per fermare l'escalation israeliana". Il Presidente libanese ha esplitamente chiesto che le operazioni della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) vengano prorogate fino al 2027. Il suo mandato, attualmente, scade alla fine di quest'anno. "Il Libano accoglierebbe con favore qualsiasi accordo che garantisca una presenza internazionale nel sud, impedisca un vuoto di sicurezza ed eviti uno scenario in cui le forze armate libanesi si trovino a diretto contatto con l'esercito israeliano lungo i territori occupati", aggiunge la dichiarazione.

Cinque esecuzioni in Arabia Saudita per "terrorismo"

L'Arabia Saudita ha giustiziato oggi cinque sauditi con l'accusa di "terrorismo". Lo ha reso noto il ministero dell'Interno. I cinque uomini "hanno commesso crimini terroristici, tra cui l'adesione a un'organizzazione terroristica straniera, l'aver aperto il fuoco in più occasioni contro membri delle forze di sicurezza (...), il possesso di armi (...) nonché il sostegno al finanziamento e all'esecuzione di operazioni terroristiche" all'interno del Regno, ha precisato il ministero. L'Organizzazione euro-saudita per i diritti umani (Esohr) ha denunciato l'esecuzione di "detenuti politici". Secondo l'Ong, uno di loro, Hassan Zaki al-Faraj, è stato condannato per fatti risalenti a quando era minorenne, tra cui la partecipazione a manifestazioni all'età di 14 anni.     Le esecuzioni hanno avuto luogo nella provincia orientale, ricca di petrolio e abitata in gran parte della minoranza sciita saudita, che da tempo denuncia la propria emarginazione in un Paese a maggioranza sunnita.     Da gennaio, il regno ha eseguito 15 condanne a morte per "terrorismo", principalmente nella regione orientale, a fronte delle 40 registrate nel 2025. L'Arabia Saudita specifica raramente la data in cui sono stati commessi i reati contestati ai condannati.

Iran, Usa: 97% navi che tenta attraversare Hormuz ci riesce

Le Forze armate statunitensi hanno affermato che la "stragrande maggioranza" degli attacchi iraniani contro le navi nello Stretto di Hormuz non ha successo. Il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, Tim Hawkins, ha dichiarato a Fox News che il 97% delle imbarcazioni che ha tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz "c'e' riuscito senza essere colpito da un proiettile iraniano". "Le forze armate statunitensi hanno contribuito a fornire una protezione coordinata a migliaia di navi che hanno transitato in sicurezza", ha aggiunto. Hawkins ha definito "ingiustificati" gli attacchi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) contro le navi, aggiungendo che "non stanno raggiungendo il loro obiettivo di chiudere lo Stretto di Hormuz".

Aoun: "Colloqui Libano-Israele riprendono martedì"

Il Presidente del Libano, Joseph Aoun, ha confermato la notizia, riportata da MTV Libano, secondo la quale i negoziati tra Libano e Israele, sponsorizzati dagli Stati Uniti, riprenderanno martedì 20 ottobre, probabilmente a Tampa, in Florida.

Da carburanti a energia, l’impatto della guerra in Iran sugli italiani

Nel corso degli ultimi mesi, dopo l’inizio della guerra all’Iran e il dilagare del conflitto in Medioriente, gli italiani hanno dovuto fare i conti con i rincari in molti settori. Anche l’autunno non lascia ben sperare, con impatti diversi in base a vari fattori. A fare i conti ci hanno pensato Codacons, Cna e Cgia.

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Petrolio, scorte e prezzi: cosa sta succedendo dopo la guerra in Iran

Il G7 ha varato il rilascio di 100 milioni di scorte di barili di petrolio: una decisione che avrà delle conseguenze sui prezzi di benzina e gasolio e anche sulle scorte mondiali. Di questo si è parlato a "Numeri", il programma di Sky TG24 andato in onda il 2 ottobre 2026.

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Pilota indiano Flydubai: "Ho perso conoscenza più volte, mi sono detto 'non puoi morire così'"

Il pilota indiano della compagnia Flydubai ha ripercorso oggi la vicenda del volo "traumatizzante", durante il quale, alla fine di settembre, è stato aggredito da un collega che, secondo quanto ricostruito dalle indagini, stava pianificando un attentato suicida in un aeroporto israeliano. "Durante l’incidente ho perso conoscenza più volte", ha raccontato Smit Machchhar nella sua prima intervista televisiva, concessa all’emittente degli Emirati Arabi Uniti Sky News Arabia dalla sua stanza d’ospedale negli Emirati Arabi Uniti. Il 30 settembre, un aereo della Flydubai in volo da Dubai a Tel Aviv aveva dovuto effettuare un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita in seguito all’aggressione del copilota. L’aereo trasportava 174 persone, di cui 166 israeliani. Con la testa e una mano fasciate, Machchhar, acclamato da tutti come un eroe, ha raccontato di essersi ripetuto più volte durante l'aggressione 'Non puoi morire così'.  Il copilota lo aveva colpito con un’ascia di emergenza della cabina di pilotaggio: "Il mio campo visivo si era ridotto a pochi centimetri", ha raccontato il comandante. Pensando inizialmente che si fosse staccato un pezzo del soffitto dell’aereo, ha detto di aver poi ricevuto diversi altri colpi e di essere rimasto ferito alla mano nel tentativo di proteggersi. "Stavo cercando di aprire la porta, perché il comando era proprio vicino a me. Volevo solo far entrare qualcuno che mi aiutasse. E in tutta quella confusione, tra le urla e tutto quello che stava succedendo, ho perso conoscenza",  ha spiegato. "Ma ricordo di essere riuscito ad aprire la porta", ha proseguito. "In quel momento sentivo il sangue, sapete, tutta la mia energia abbandonarmi. Riuscivo a malapena a rimanere cosciente". "Poco dopo, ho sentito il rumore dei motori attenuarsi. E subito dopo, ho sentito l’aereo andare in picchiata", ha proseguito. "Sapete, volo da così tanto tempo che non ho bisogno di guardare gli strumenti per capire cosa sta succedendo". Ha inoltre reso omaggio al pilota di turno, che si trovava a bordo per garantire il volo di ritorno e ha preso i comandi dell’aereo: "È qualcosa che ricorderò fino alla morte". Secondo le conclusioni dell’indagine rese note il 9 ottobre dal procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, il copilota dell’Oman, di 29 anni, aveva in programma di impadronirsi dell’aereo per compiere un attacco suicida contro il terminal passeggeri dell’aeroporto Ben-Gurion, a Tel Aviv. Ispirato dagli attentati dell’11 settembre 2001, ha affermato di aver agito da solo, cosa che gli investigatori stanno ancora cercando di verificare.

Coloni violenti aggrediscono diplomatici europei in Cisgiordania

L'ennesimo episodio di violenza perpetrato da estremisti israeliani in Cisgiordania ha avuto questa volta come obiettivi alcuni diplomatici europei. Una delegazione di  francesi, belgi e polacchi, che sabato mattina si era recata nell'area della cittadina cristiana di Taybeh nei pressi di Ramallah, è stata aggredita da una decina di giovani a volto coperto muniti di bastoni. L'auto del consolato belga di Gerusalemme è stata danneggiata, e attivisti sul posto riportano che tra gli aggrediti vi sono anche Anick Van Calster, la console belga, e Bernard Baudoux, sindaco della città francese Aulnoye-Aymeries. "Eravamo non lontano, stavamo aiutando una famiglia palestinese a cui nella notte hanno rubato le olive di dieci alberi, quando ci hanno allertato di un'aggressione in corso", racconta all'ANSA Amit Orfali, attivista israeliano impegnato in una rete di assistenza agli agricoltori palestinesi presi di mira dai coloni violenti israeliani. "Quando siamo arrivati, sette israeliani a volto coperto e armati di bastoni hanno circondato le nostre auto e ci hanno attaccati, ci hanno chiesto i documenti". In filmati ripresi da Orfali si vede Baudoux accasciato accanto all'auto con targa diplomatica, e gli israeliani a volto coperto - "non i soliti che conosciamo nell'area, erano molto più violenti" - che si avvicinano con le mazze e fare minaccioso, fino a prendere a bastonate anche la sua auto. Nel corso della giornata si  sono registrati numerosi attacchi coordinati di estremisti israeliani volti a bloccare la raccolta delle olive tra i palestinesi in altre aree della Cisgiordania, tra cui Deir Jarir, Jalud, Burqa e Umm Safa. Secondo la Ong Yesh Din, dall'inizio della stagione del raccolto meno di un mese fa sono stati registrati 234 casi di violenza perpetrati dagli israeliani tra gli uliveti. "Il Belgio continuerà a spingere per l'adozione di sanzioni dell'Ue contro i responsabili di queste violenze e coloro che li sostengono'', ha tuonato il ministro degli esteri. Come nel caso della reporter del Washington Post, il premier Netanyahu in una nota ha condannato la violenza, ma "invita alla cautela" sull'accertamento dei fatti, per i quali la polizia ha aperto un'indagine in cui è coinvolto anche il ministero degli Esteri. L'Idf sostiene che la visita diplomatica non era coordinata come vorrebbe la prassi: "il coordinamento è fondamentale per prevenire incidenti di questo tipo", afferma l'esercito. Netanyahu si spinge oltre, parlando del "timore di una campagna coordinata, volta a screditare Israele e i residenti ebrei di Giudea e Samaria ancor prima che i fatti siano stati pienamente chiariti". L'opposizione non usa invece mezzi termini parlando di "terrorismo ebraico sponsorizzato dal governo" nelle parole di Gadi Eizenkot, principale rivale di Netanyahu alle elezioni del 27 ottobre. Intanto, la fotoreporter Heidi Levine aggredita ieri in Cisgiordania, è stata trasferita da Ramallah all'ospedale israeliano Beilinson, dove ha subito un intervento per le diverse lesioni subite. Il Presidente Isaac Herzog le ha telefonato per porgerle le scuse per un aggressione che "non rappresenta né i cittadini né i valori dello Stato di Israele". Anche in questo caso l'indagine aperta non ha portato ancora a nessun fermo. Secondo fonti di sicurezza riportate da Ynet, i responsabili dell'impennata negli attacchi violenti di israeliani in Cisgiordania sono più di una manciata, come farebbe intendere il rango politico. "Stiamo parlando di un nucleo duro di circa 300-500 ragazzi che sono dei veri e proprie selvaggi. Se in passato giustificavano le loro azioni come risposte ad attacchi terroristici palestinesi, oggi la modalità è completamente cambiata, sono assalti proattivi", ha riferito la fonte. 

Superpetroliere in fiamme a Hormuz, nuovo raid sui siti Aramco

La trappola di Hormuz. Due superpetroliere che trasportavano oltre due milioni di barili di petrolio hanno preso fuoco dopo aver urtato delle mine, mentre nelle stesse ore gli attacchi degli Houthi, sostenuti da Teheran, hanno tenuto impegnate le forze saudite nella regione di Riad e nella parte orientale del regno, dove gli impianti petroliferi di Aramco sono stati nuovamente "colpiti da un incendio". In questo contesto esplosivo gli stessi ribelli yemeniti hanno denunciato a loro volta una mattanza dei sauditi nella zona di Taiz e nella provincia di Dhamar con dodici vittime, tra cui tre bambini. È stata la Marina dei Pasdaran, nelle prime ore del mattino, ad annunciare che una "petroliera illegale" con oltre 2 milioni di barili di petrolio greggio, che intendeva attraversare il Golfo di Hormuz in una rotta non autorizzata, era stata coinvolta in un incidente dopo "un'esplosione". Poi nel tardo pomeriggio le stesse Guardie rivoluzionarie hanno riferito che un'altra petroliera che trasportava anch'essa oltre due milioni di barili di petrolio greggio aveva preso fuoco dopo aver urtato anch'essa delle mine sempre a Hormuz. Il tratto di mare che separa le monarchie del Golfo dall'Iran che rivendica il controllo di questa strategica via d'acqua, attraverso la quale transitava un quinto degli idrocarburi mondiali prima della guerra scatenata a fine febbraio da Israele e Usa, è oramai diventato un imbuto mortale per le imbarcazioni che tentano di attraversarlo. Stando al Wall Street Journal, Teheran sta continuando ad appoggiare gli Houthi nello sferrare attacchi sempre più potenti e sofisticati contro l'Arabia Saudita e i suoi alleati yemeniti - come quello della scorsa settimana a Riad che ha causato 13 morti -, stringendo in una morsa a tenaglia il Regno wahabita. Il supporto tecnico ad esempio per il puntamento di attacchi con droni e missili, nonché l'addestramento, l'intelligence e la guida tattica, secondo quanto riferito da fonti informate sui servizi segreti dell'Arabia Saudita e dell'alleanza yemenita anti-Houthi, stanno infiacchendo Riad e la coalizione a guida saudita che fatica a contrastare tale offensiva. I ribelli rivendicano rapide conquiste territoriali in Yemen, controllando la costa sul lato dello stretto di Bab al-Mandeb, un punto strategico per le esportazioni di petrolio saudita. L'emittente pubblica israeliana Kan, che ha citato un diplomatico mediorientale, ha reso noto che Israele avrebbe iniziato a condividere con l'Arabia Saudita, tramite gli Stati Uniti, informazioni di intelligence sulle forze Houthi nello Yemen, mentre Teheran, per bocca del suo capo della diplomazia, Abbas Araghchi, ha proposto un "processo politico" per risolvere il conflitto. A Riad arriva anche il sostegno del Cairo, dopo che il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha chiesto ai legislatori egiziani di autorizzare il sostegno alle difese saudite contro gli attacchi dei ribelli sciiti, qualora il regno lo richiedesse. 

Netanyahu: "Servono prove serie su attacco a diplomatici"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sollevato dubbi sulla responsabilità dei coloni nell'aggressione ai diplomatici europei a Taybeh, in Cisgiordania, denunciando "timori di una campagna coordinata, volta a screditare Israele e i residenti ebrei in Giudea e Samaria proprio durante il periodo della raccolta delle olive". "I filmati diffusi mostrano individui a volto coperto che affrontano un veicolo diplomatico. Altre immagini ritraggono un finestrino infranto e una persona a terra. Tali elementi, presi singolarmente, non chiariscono l'esatta dinamica degli eventi ne' le responsabilità dei singoli individui. La vicenda è attualmente oggetto di indagine", ha sottolineato l'ufficio del premier.

Idf: "Uccisi a Gaza 4 terroristi di Hamas negli ultimi 3 giorni"

Il portavoce dell'Idf riferisce di avere ucciso negli ultimi tre giorni, in raid distinti nella Striscia di Gaza, quattro terroristi di Hamas: sono Abd al-Jawad Juda; Ubaida Suhail Hamad Murtaja, Adham Khalil Mohammed Marouf e Mahmoud Khaled Mohammed Madhoun. ''I terroristi promuoverano attacchi contro le truppe dell'Idf ed erano convolti nella riabilitazione delle capacità militari di Hamas'', riporta l'Idf, secondo cui Marouf si era inoltre infiltrato in Israele durante l'attacco del 7 ottobre 2023.

Sindaco francese aggredito: "Attacco dimostra che governo israeliano è tollerante verso coloni"

"Credo che se i coloni si comportano così ci sia una tolleranza da parte del governo israeliano". È quanto ha detto all'Afp Bernard Baudoux, il sindaco della cittadina del nord del Francia Aulnoye-Aymeries, che è stato aggredito oggi dai coloni israeliani che hanno attaccato un convoglio di diplomatici europei impegnati in una visita di solidarietà al villaggio di Taybeh.

Pasdaran: "Un'altra petroliera a fuoco dopo aver urtato mine nello Stretto di Hormuz"

Un'altra petroliera che trasportava oltre due milioni di barili di petrolio greggio ha preso fuoco dopo aver urtato delle mine nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono le Guardie Rivoluzionarie iraniane. L'Iran rivendica il controllo di questa strategica via d'acqua, attraverso la quale transitava un quinto degli idrocarburi mondiali prima della guerra scatenata a fine febbraio dagli attacchi israeliani e americani contro Teheran. L'Iran prende regolarmente di mira le navi che si avventurano nello stretto senza la sua autorizzazione. Mentre un numero crescente di petroliere transita nello stretto per lasciare il Golfo sotto scorta americana, gli attacchi sono ripresi con rinnovata intensità negli ultimi giorni, poiché gli analisti ritengono che la Repubblica Islamica cerchi di dimostrare che la sua capacità di interrompere il traffico marittimo rimane intatta. "Una superpetroliera che trasportava oltre due milioni di barili di petrolio greggio, nel tentativo di attraversare illegalmente lo Stretto di Hormuz, ha urtato una mina, provocando un'esplosione e un grave incendio", hanno detto stamattina i Pasdaran in un comunicato stampa, senza specificare l'esatta zona dell'incidente. In seguito, hanno annunciato che "una seconda superpetroliera è stata avvolta dalle fiamme dopo aver urtato una mina", aggiungendo che anche questa trasportava oltre due milioni di barili di petrolio greggio.

Iran, Lancellotta (Fdi): "Fermiamo condanna a morte Najmeh Amini"

"La condanna a morte di Najmeh Amini è l'ennesimo atto di violenza del regime di Teheran contro la liberta' delle donne. Sentenze come questa, emesse per un semplice post sui social, dimostrano la brutalità del fondamentalismo islamico di fronte al quale l'Occidentenon può restare in silenzio. Non tolleriamo più l'ipocrisia di una sinistra muta davanti a queste barbarie. Il grido d'aiuto di Najmeh dal carcere di Vakilabad - 'Non sono un'eroina, voglio solo che la mia voce sia ascoltata' - impone una risposta ferma". Così Elisabetta Lancellotta, deputata di Fratelli d'Italia. "L'Italia e l'Europa si attivino subito per fermare l'esecuzione di questa ragazza di 23 anni e di tutte le donne iraniane che lottano per i propri diritti. Da parte nostra continua l'impegno per la difesa delle liberta' e dei diritti di tutte le donne", conclude.

Al-Sisi "pronti a difendere Riad se richiesto", domani seduta straordinaria parlamento egiziano

Il Parlamento egiziano si riunirà domani in seduta straordinaria su richiesta del presidente per decidere in merito a un’eventuale assistenza alla difesa dell’Arabia Saudita, qualora quest’ultima la richiedesse a fronte degli attacchi degli Houthi dello Yemen. La Camera dei rappresentanti "terrà domani una seduta straordinaria in risposta all’appello del presidente Abdel Fattah al-Sisi", è stato annunciato.  Intervenendo durante una cerimonia di consegna dei diplomi presso l’accademia militare egiziana, al-Sisi ha affermato che l’Egitto "non sta cercando un ruolo da svolgere" nei conflitti regionali, ma ha aggiunto che sarebbe "inconcepibile" per il Cairo restare a guardare mentre l’Arabia Saudita subisce "danni o vede minacciate la propria sicurezza e stabilità". "L’Egitto, naturalmente, seguendo le direttive di Sua Maestà il re Salman e del principe ereditario Mohammed bin Salman, adotterà qualsiasi misura necessaria per proteggervi o difendervi", ha affermato.

Belgio condanna attacco a diplomatici: "Sanzioni a coloni"

Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha condannato l'attacco di coloni a diplomatici europei a Taybeh, in Cisgiordania, sottolineando su X che "questa violenza e' inseparabile dalla politica illegale degli insediamenti israeliani". "Il Belgio condanna l'espansione delle colonie e i tentativi di espellere con la forza i palestinesi dalle loro terre", ha aggiunto sottolineando che "continuera' a spingere affinche' l'Unione europea adotti sanzioni contro i responsabili di tali violenze e coloro che li sostengono". "In quanto potenza occupante, le autorita' israeliane devono proteggere i palestinesi, garantire la sicurezza di diplomatici e giornalisti e assicurare i responsabili alla giustizia. L'impunita' dei coloni violenti deve finire", ha affermato Prevot.

Sa'ar condanna violenza "rivoltosi" su diplomatici

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha condannato l'aggressione dei coloni ai danni di diplomatici europei a Taybeh in Cisgiordania, indicando in "rivoltosi" i responsabili.

Houthi: "Attacchi sauditi hanno provocato 12 vittime, 3 bambini"

I raid sauditi iniziati durante la notte hanno provocato la morte di almeno 12 persone in Yemen, tra cui tre bambini, secondo quanto riferiscono gli Houthi. L'agenzia di stampa del gruppo, sostenuto dall'Iran, ha reso noto che oggi gli aerei da guerra sauditi hanno colpito "abitazioni civili" nel governatorato di Taiz, uccidendo nove persone e ferendone 16; l'agenzia ha inoltre aggiunto che vi sono ancora persone intrappolate sotto le macerie. In precedenza, la stessa fonte aveva segnalato attacchi notturni nella provincia di Dhamar, che hanno causato la morte di tre bambini e il ferimento di altre 17 persone. Secondo quanto riferito, i raid sono stati condotti "utilizzando bombe a grappolo, armi bandite a livello internazionale".

Ministro Esteri belga: "Nostro convoglio attaccato, palestinesi fronteggiano ogni giorno questa violenza"

"Un sindaco francese è stato aggredito e un veicolo belga danneggiato. Il nostro team sta bene. I palestinesi affrontano ogni giorno questa violenza". Così il ministro degli Esteri belga, Maxime Prevot, condanna "nei modi più forti' l'aggressione da parte di coloni israeliani ad un convoglio di diplomatici europei in Cisgiordania. "I coloni attaccano anche i giornalisti che fanno il loro lavoro e i diplomatici; raccogliere olive, trasmettere notizie o svolgere il proprio lavoro diplomatico non dovrebbe mettere nessun a rischio di attacco", aggiunge su X il ministro belga che afferma che "come potenza occupante le autorità israeliane devono proteggere i palestinesi, garantire la sicurezza di diplomatici e giornalisti e portare i responsabili di fronte alla giustizia".  "L'impunità per i coloni deve finire", aggiunge spiegando che il Belgio "continuerà a fare pressioni per sanzioni contro i responsabili di queste violenze e contro chi li sostiene". "Questa violenza non può essere separata dalla politica illegale di Israele sugli insediamenti - conclude - Il Belgio condanna l'espansione degli insediamenti e i tentativi di costringere con la forza i palestinesi a lasciare la loro terra. L'occupazione dei territori palestinesi deve finire".

Sa'ar: "Condanno attacco a Taybeh, in contatto con ambasciatori dei Paesi coinvolti"

''Condanno fermamente i gravi atti di violenza commessi da rivoltosi israeliani nell'area di Taybeh. Il ministero degli Esteri è in contatto con gli ambasciatori dei Paesi coinvolti, al fine di fornire assistenza alle forze dell'ordine nell'identificare gli aggressori e assicurarli alla giustizia''. Lo scrive su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar. ''Senza sminuire la gravità dell'accaduto, è spiacevole che la visita non sia stata preventivamente coordinata con l'Idf. Tale coordinamento avrebbe potuto contribuire a garantire la sicurezza dei visitatori'', ha aggiunto Sa'ar.

Golan: "Anche terrorismo ebraico va combattuto"

"Il terrorismo ebraico deve essere combattuto con il pugno di ferro, esattamente come viene combattuto quello palestinese". Lo ha affermato Yair Golan, leader dei Democratici, dopo l'aggressione di coloni ai danni di un gruppo di diplomatici europei a Taybeh, in Cisgiordania. Per il leader della sinistra israeliana, "è necessario ripristinare la detenzione amministrativa nei confronti dei pericolosi attivisti del terrorismo ebraico, nel rispetto della legge, occorre smantellare i centri del terrorismo, evacuare gli avamposti illegali, arrestare i responsabili delle violenze e sottoporli a processo". "Non esiste immunita' per i terroristi ebrei. Non si puo' scendere a compromessi con la violenza nazionalista. La legge israeliana deve valere per tutti", ha sottolineato Golan. Un gruppo di coloni a volto coperto ha aggredito diplomatici di Francia, Belgio e Polonia che erano in visita nella zona durante la raccolta delle olive. Colpito anche Bernard Baudoux, sindaco della citta' di Aulnoye-Aymeries, nel nord della Francia.

Idf: "Visita diplomatici a Taybeh non era coordinata, aperta un'indagine"

L'Idf "condanna fermamente il grave atto di violenza avvenuto nell'area di Taybeh, nel corso del quale alcuni rappresentanti diplomatici sono stati aggrediti da rivoltosi israeliani". Secondo una nota del portavoce, la polizia e l'Idf sono in loco ora nell'ambito dell'indagine aperta. "La visita del consolato non era stata coordinata con l'esercito - sostiene l'Idf - e tale coordinamento è fondamentale per prevenire incidenti di questo tipo". "Secondo un accertamento preliminare, al momento dell'aggressione non erano presenti soldati sul posto. Tutte le circostanze legate all'episodio saranno oggetto di esame", aggiunge l'Idf. 

Arabia Saudita, intercettati droni su Riad e altre regioni

La difesa saudita ha riferito di aver intercettato quattro droni lanciati dai ribelli yemeniti Houthi su Riad e altre regioni del Regno wahabita. "Nelle ultime ore abbiamo intercettato e distrutto quattro droni nelle regioni di Riad, della Provincia Orientale e al sud", ha scritto su X Turki al-Malki, portavoce della coalizione a guida saudita che combatte contro i ribelli filo-iraniani. 

Polizia apre indagine su aggressione coloni a diplomatici

La polizia israeliana ha riferito di aver avviato un'indagine sull'aggressione ai danni di diplomatici europei da parte di coloni nel villaggio di Taybeh, in Cisgiordania. "Dopo aver ricevuto i filmati, la polizia ha aperto un'indagine; è stato inoltre informato il ministero degli Esteri, al fine di rintracciare le vittime, raccogliere le testimonianze e identificare i sospettati, affinché possano essere assicurati alla giustizia", ha affermato la polizia, ribadendo la condanna di "ogni forma di violenza". Secondo quanto denunciato dal giornalista Doron Kadosh della Radio Militare israeliana, un gruppo di diplomatici di Francia, Belgio e Polonia sono stati aggrediti da coloni a volto coperto mentre si trovavano nel villaggio di Taybeh per la raccolta delle olive. Un filmato, postato su X, mostra l'auto del consolato belga con un finestrino spaccato da una sassata e in un filmato si vede un diplomatico con la fascia francese per terra, appoggiato alla macchina, dopo essere stato presumibilmente aggredito. 

Figlia reporter Wp: "Coloni le hanno quasi staccato un dito"

I coloni che hanno aggredito la fotoreporter del Washington Post, Heidi Levine, le hanno quasi staccato un dito. E' quanto denunciato dalla figlia Ashley Milner all'Associated Press, sottolineando che un dito della mano sinistra di sua madre è stato tagliato fino all'osso, tanto che un tendine era visibile ed era quasi completamente staccato dalla mano. La madre è stata sottoposta a un intervento chirurgico e ha riportato diverse lesioni, tra cui la frattura di costole e vertebre. 

Cisgiordania, coloni israeliani aggrediscono una delegazione di diplomatici europei

L'attacco è avvenuto nei pressi del villaggio palestinese di Taybeh, vicino a Ramallah. Secondo attivisti e media israeliani, tra i presenti c'erano rappresentanti di Belgio, Polonia e Francia, incluso il console francese a Gerusalemme.

Cisgiordania, coloni israeliani aggrediscono diplomatici europei

Cisgiordania, coloni israeliani aggrediscono diplomatici europei

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Coloni israeliani aggrediscono diplomatici europei a Taybeh in Cisgiordania

Coloni israeliani hanno attaccato un gruppo che comprende anche diplomatici europei nei pressi del villaggio palestinese di Taybeh, nei pressi di Ramallah. Sul posto sono presenti diplomatici belgi, polacchi e francesi, tra cui il console francese a Gerusalemme secondo quanto riportato dagli attivisti sul campo e dalla radio militare. I coloni mascherati e muniti di bastoni hanno lanciato pietre contro i veicoli diplomatici. 

Iran, Leoni (Fi): "Libertà per Najmen Amini e i giovani ingiustamente perseguitati"

"Oggi, insieme a tantissime ragazze e tantissimi ragazzi di Forza Italia Giovani, abbiamo manifestato davanti all’Ambasciata dell’Iran a Roma per esprimere la nostra solidarietà a Najmeh Amini, 23enne condannata a morte dal regime iraniano per un post sui social. Ci uniamo all’appello del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per la sospensione della condanna a morte di Najmeh e chiediamo libertà per lei e per tutte le ragazze e i ragazzi iraniani ingiustamente perseguitati, torturati e imprigionati dal regime degli Ayatollah". Lo afferma Simone Leoni, segretario di Forza Italia Giovani.

"La pena di morte -aggiunge- è una barbarie che deve finire. Per questo siamo orgogliosi dell’impegno di Tajani e del Governo italiano in sede Onu per ottenere una moratoria universale sulla pena capitale. Forza Italia Giovani continuerà a essere al fianco del popolo iraniano nella sua battaglia per la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti umani".

Araghchi: "Processo politico per risolvere il conflitto tra sauditi e Houthi"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran sostiene un "processo politico" per risolvere il conflitto tra l'Arabia Saudita e i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran. "Sosteniamo un processo politico inclusivo e globale come unica via concreta e sostenibile per risolvere la questione", ha affermato Araghchi durante un discorso tenuto presso l'Organizzazione per la cooperazione islamica a Baghdad. 

Iran, condannata a morte per un post sui social: la denuncia delle Ong

Najmeh Amini, studentessa detenuta nel carcere di Vakilabad a Mashhad, ha ricevuto anche una condanna a oltre 12 anni di reclusione per accuse legate alla sicurezza nazionale e alla propaganda contro il regime. Arrestata durante le proteste di gennaio, la giovane ha lanciato un appello alla comunità internazionale da una registrazione audio diffusa dal carcere.

Iran, condannata a morte per un post sui social: la denuncia delle Ong

Iran, condannata a morte per un post sui social: la denuncia delle Ong

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Cinque morti in raid Israele su Gaza, tra loro un bambino

Almeno cinque palestinesi, tra cui un bambino di nove anni e un agente di polizia, sono stati uccisi oggi in nuovi attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, secondo fonti mediche e soccorritori locali. Il bilancio dei morti dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, un anno fa, ha cosi' superato quota 1.500. A Gaza City, un missile lanciato da un drone ha ucciso Majed Ahmed al Sabagh, colpendo un gruppo di persone dietro la scuola Fahd, nel quartiere di Tuffah, ha riferito una fonte dell'ospedale Shifa. Nello stesso quartiere, un altro missile ha ucciso due persone davanti a una clinica, identificate come Abdulah Mohamed Khamis ed Emad Mohamed Zayed. A Deir al Balah, nel centro della Striscia, Mohamed Riyad Abu Hamad, nove anni, è morto in un attacco vicino alla vecchia sede del Comitato egiziano, secondo una fonte dell'ospedale Al Aqsa.

Axios: "Usa sospendono raid contro missili e droni iraniani a Hormuz"

La Casa Bianca ha sospeso quasi completamente gli attacchi contro i missili antinave iraniani e le piattaforme di lancio dei droni nell'area dello Stretto di Hormuz, per evitare un'escalation del conflitto prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Lo riferisce il sito di Axios, citando un funzionario statunitense, secondo cui la pausa nei raid avrebbe incoraggiato Teheran a intensificare gli attacchi per far salire i prezzi del petrolio e aumentare la pressione sul presidente Donald Trump. La sospensione riguarda le operazioni contro le capacità iraniane di attacco nell'area dello Stretto, mentre Washington continua a esercitare pressioni economiche e navali su Teheran. Secondo Axios, l'amministrazione statunitense teme che gli attacchi iraniani possano spingere le compagnie di navigazione a evitare il passaggio marittimo, riducendo i flussi di petrolio e provocando un forte aumento dei prezzi. Venerdì, il comandante del Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper, ha affermato che le milizie sostenute dall'Iran, tra cui Hezbollah, Hamas e gruppi sciiti iracheni, stanno restituendo risorse finanziarie ai Guardiani della rivoluzione iraniani (Irgc), tradizionalmente loro finanziatori, per aiutarli a far fronte alle difficoltà economiche. Cooper ha attribuito la pressione finanziaria sul Paese al blocco navale statunitense e alle sanzioni, sostenendo che avrebbero causato perdite per 25 miliardi di dollari nelle entrate petrolifere iraniane.

Gli Houthi rilasciano 159 combattenti filo-governativi

Gli Houthi dello Yemen hanno annunciato oggi la liberazione di 159 membri delle forze governative, detenuti dall'inizio della ripresa delle ostilità a luglio, nell'ambito di un'amnistia. Si tratta di persone che si erano "arrese volontariamente, senza opporre resistenza", durante l'offensiva condotta dagli Houthi nell'ovest del Paese, ha dichiarato Abdelkader al-Mourtada, uno dei responsabili del movimento filo-iraniano, nel corso di una conferenza stampa a Sanaa. Anche il governo yemenita, che sta cercando di respingerli con il sostegno dell'Arabia Saudita, aveva annunciato una misura di amnistia a favore dei combattenti Houthi, senza tuttavia fornire cifre. Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha confermato in un comunicato che "159 persone, detenute di recente nel contesto del conflitto", sono state rilasciate "unilateralmente" dagli Houthi; l'organizzazione ha inoltre precisato di aver verificato lo stato di salute dei detenuti. "Il Cicr non ha avuto alcun ruolo nel determinare l'identità o il numero delle persone che sarebbero state liberate", ha specificato. Secondo Abdelkader al-Mourtada, altri 323 prigionieri erano già stati rilasciati a settembre, dopo essersi arresi nel governatorato di Hodeida (nell'ovest).

Erdogan: "Nuova piattaforma galleggiante nel Mar Nero apre nuova stagione per gas"

La Turchia apre un nuovo capitolo nella propria storia energetica con l'invio della piattaforma di produzione galleggiante Osman Gazi nel Mar Nero. Lo ha dichiarato il presidente Recep Tayyip Erdogan in un videomessaggio riportato da Anadolu. "Oggi apriamo una pagina del tutto nuova nella nostra storia energetica. Stiamo inviando la Osman Gazi - che è, a tutti gli effetti, un impianto industriale galleggiante - verso la sua postazione operativa nel Mar Nero", ha affermato Erdogan. Il presidente ha descritto la piattaforma come il primo impianto di produzione della "Patria Blu" (Mavi Vatan), la visione marittima della Turchia nell'ambito dell'iniziativa denominata "Secolo della Turchia". "La Osman Gazi è la prima 'fabbrica' della Patria Blu, il corrispettivo marittimo della nostra visione per il 'Secolo della Turchia'", ha dichiarato. Dotata di 21 diverse unità, la piattaforma si occuperà di trattare il gas naturale estratto dai giacimenti del campo di Sakarya, per poi trasportarlo a Filyos attraverso condotte sottomarine, ha spiegato Erdogan. "La produzione di gas naturale nel Mar Nero raddoppierà, raggiungendo i 20 milioni di metri cubi al giorno; a partire dal 2027, una famiglia su tre utilizzerà il nostro gas naturale di produzione nazionale", ha aggiunto. Il ministro dell'Energia e delle Risorse Naturali, Alparslan Bayraktar, è intervenuto durante una cerimonia presso il porto di Filyos, in occasione della partenza della piattaforma galleggiante Osman Gazi verso la sua destinazione operativa nel giacimento di Sakarya.Bayraktar ha sottolineato che la piattaforma porterà la produzione giornaliera del giacimento a 20 milioni di metri cubi entro il 2027, definendo la Osman Gazi il primo impianto galleggiante della Turchia dedicato al trattamento del gas naturale. "Il nostro obiettivo è accendere la fiamma del giacimento di Sakarya nella torcia della Osman Gazi prima della fine di quest'anno", ha affermato.

Quattro morti palestinesi in attacchi Idf a Gaza

Almeno un palestinese è rimasto ucciso e un altro ferito dopo che alcuni droni israeliani hanno colpito un veicolo a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferisce al Jazeera, citando fonti dei servizi di ambulanza ed emergenza dell'enclave. Da questa mattina, altri quattro palestinesi sono stati uccisi nella Striscia in seguito ad attacchi condotti da droni israeliani.

Houthi annunciano liberazione 159 militari

Gli Houthi dello Yemen hanno annunciato la liberazione di 159 membri delle forze governative, detenuti dall'inizio della ripresa delle ostilità a luglio. Si tratta di persone che si erano "arrese volontariamente, senza opporre resistenza", durante l'offensiva condotta dagli Houthi nell'ovest del Paese, ha dichiarato Abdelkader al-Mourtada, uno dei responsabili del movimento filo-iraniano, nel corso di una conferenza stampa a Sanaa. Dopo aver preso il controllo della capitale Sanaa nel 2014 e, successivamente, di ampie zone del nord del Paese, a settembre gli Houthi si sono impadroniti della costa occidentale, annunciando contestualmente un'amnistia per i combattenti che avessero deposto le armi. Anche il governo yemenita, che sta cercando di respingerli con il sostegno dell'Arabia Saudita, aveva annunciato una misura di amnistia a favore dei combattenti Houthi, senza tuttavia fornire cifre. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha confermato in un comunicato che "159 persone, detenute di recente nel contesto del conflitto", sono state rilasciate "unilateralmente" dagli Houthi; l'organizzazione ha inoltre precisato di aver verificato lo stato di salute dei detenuti. "Il Cicr non ha svolto alcun ruolo nel determinare l'identità o il numero delle persone che sarebbero state rilasciate", ha specificato l'ente. Secondo Abdelkader al-Mourtada, altri 323 prigionieri erano già stati liberati a settembre, dopo essersi arresi nel governatorato di Hodeida (nell'ovest del Paese). Nonostante i raid quotidiani dell'aviazione saudita, i combattimenti in Yemen proseguono senza cambiamenti significativi lungo le linee del fronte, secondo quanto riferito da fonti militari. Gli Houthi conducono parallelamente attacchi contro infrastrutture aeroportuali ed energetiche in Arabia Saudita; uno di questi, il 10 ottobre, ha causato 13 morti.

In Cisgiordania coloni aggrediscono palestinesi, Idf invia forze a Beit Lid

L'Idf riferisce di aver inviato forze nei pressi del villaggio palestinese di Beit Lid, nel nord della Cisgiordania, ''in seguito alla segnalazione di scontri tra alcuni civili israeliani e diversi palestinesi nella zona in cui è rimasto ferito un israeliano''. Secondo quanto riportato da Ynet, un gruppo di coloni è arrivato nella zona per impedire la raccolta delle olive aggredendo palestinesi e attivisti che li accompagnavano. Vi è inoltre il sospetto che i coloni abbiano rubato un veicolo che è stato poi coinvolto in un incidente che ha provocato almeno un ferito. L'Idf riferisce che ulteriori dettagli verranno in seguito.

Sisi: "Faremo di tutto per proteggere l'Arabia Saudita"

L'Egitto è pronto ad adottare qualsiasi misura richiesta dall'Arabia Saudita per difendere la sicurezza e la sovranità del Regno. Lo ha detto presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e lo riporta l'agenzia di stampa turca Anadolu. "Adotteremo ogni misura necessaria per proteggere l'Arabia Saudita", ha dichiarato, aggiungendo che, qualora venisse richiesto, convocherebbe il Parlamento in seduta d'emergenza per autorizzare un simile intervento. "Siamo fermamente impegnati a proteggere e difendere i territori dei nostri fratelli nel Golfo", ha aggiunto.

Tre civili uccisi in attacchi Houthi a Taiz nello Yemen

Tre civili sono stati uccisi e altri cinque sono rimasti feriti in seguito ad attacchi Houthi a Taiz, una città nel sud-ovest dello Yemen. A renderlo noto è l'Ufficio per gli affari dell'assedio della città e lo riporta Al Jazeera. In precedenza, le forze governative yemenite avevano dichiarato di aver respinto attacchi dei ribelli Houthi, durati oltre otto ore, nel sud-est della provincia di Taiz. 

Pezeshkian: "L'Iran punta a progressi tecnologici tali che nessun nemico osi attaccare"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che i recenti traguardi raggiunti dall'Iran in ambito di "tecnologie avanzate, inclusa la produzione di missili, dimostrano le preziose capacità delle risorse umane e del potenziale scientifico del Paese". Pezeshkian ha parlato a Islamshahr, vicino a Teheran, durante la cerimonia di inaugurazione di alcuni istituti scolastici locali, come riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, scrive al Jazeera. "Possiamo tuttavia fare molto meglio rispetto alla situazione attuale, portando l'Iran in una posizione tale che nessun nemico osi attaccarlo", ha affermato rivolgendosi ai presenti. "L'istruzione svolge un ruolo fondamentale nella formazione di persone competenti, necessarie per raggiungere questo obiettivo", ha detto. 

Iran

©Ansa

Media: "Erede di Sinwar ferito in un raid di Israele a Gaza di inizio mese"

Ali al-Amoudi, esponente di alto livello di Hamas nella Striscia di Gaza, è rimasto ferito due settimane fa in un'operazione delle forze israeliane (Idf). Lo afferma una fonte di alto livello di Hamas citata da Asharq Al-Awsat, precisando che viene assistito in un "luogo sicuro" ed è in "buone condizioni" dopo il raid che ha preso di mira l'appartamento in cui si trovava.

Lo scorso 3 ottobre media palestinesi riferivano di cinque persone - fra le quali quattro donne - morte in un attacco aereo attribuito a Israele che aveva colpito un edificio a ovest di Gaza City. E le forze israeliane (Idf) confermavano un'operazione nel "tentativo di eliminare il terrorista Ali Ahmed Al-Amoudi", descritto come il numero due dell'ufficio politico di Hamas a Gaza, braccio destro del defunto leader del gruppo Yahya Sinwar e oggi esponente di più alto livello di Hamas nell'enclave palestinese.

Teheran agli Usa: "Nomi delle bombe non contano, sono stati i nostri missili a cambiare gli equilibri"

"Nomi e dimensioni delle bombe non hanno importanza!". Lo scrive in un post su X Majid Ibn al-Reza, ministro della Difesa ad interim del governo iraniano, in quello che appare come un messaggio per Donald Trump e gli Stati Uniti dopo che la Cnn ha riportato che gli Usa starebbero valutando la possibilità di impiegare la 'madre di tutte le bombe' (Moab) per colpire infrastrutture energetiche e siti associati al programma nucleare dell'Iran qualora il tycoon dovesse ordinare la ripresa delle operazioni contro la  Repubblica islamica.

"Le vostre bombe esploderanno altrove: nella vostra reputazione a livello globale, nell'economia americana e anche nei vostri calcoli elettorali", incalza al-Reza, a pochi giorni dal voto di Midterm negli Usa, come rilancia la tv satellitare al-Jazeera. E aggiunge: "E' stata la nostra potenza missilistica ad aver cambiato gli equilibri". 

Ukmto: "Petroliera colpita da Rpg al largo della costa saudita"

Nuova segnalazione di Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations) su quanto avvenuto nelle scorse ore al largo della costa saudita. In un nuovo avviso diffuso via X Ukmto riferisce di aver ricevuto informazioni di un "incidente" avvenuto ieri a 78 miglia nautiche a nordest di Al Jubayl, in Arabia Saudita, precisando che il comandante di una petroliera ha riportato di un attacco con "un Rpg" lanciato da una "piccola" unità navale, che ha provocato danni. Nessuna conseguenza per l'equipaggio, si legge.

In precedenza Ukmto segnalava una petroliera colpita ieri da "un proiettile di origine ignota" a 68 miglia nautiche a nordest di Al Jubayl precisando che l'equipaggio è stato trasferito.

Media, palestinese ucciso in raid con drone israeliano

Un palestinese è stato ucciso in un attacco condotto da un drone israeliano nella parte orientale di Gaza City. Lo riferiscono i giornalisti di Al Jazeera sul posto, citando una fonte dell'ospedale al-Shifa. L'emittente ha precisato che ulteriori informazioni saranno diffuse non appena disponibili. 

Fotografa del Wp aggredita da coloni, ha 4 vertebre fratturate

La fotoreporter del Washington Post, Heidi Levine, ha riportato quattro vertebre fratturate, una costola rotta e ferite su tutto il corpo dopo essere stata aggredita da coloni israeliani mentre documentava la raccolta delle olive ad Abu Falah, vicino a Ramallah, in Cisgiordania. Lo ha riferito il quotidiano americano. Secondo una fonte vicina alla fotografa citata dall'Efe, Levine sarà operata questa mattina all'ospedale Beilinson, in Israele. L'aggressione è avvenuta ieri, mentre la giornalista seguiva la raccolta insieme ad altri reporter e attivisti. Circa cinquanta coloni, perlopiù giovani vestiti di nero e con il volto coperto, hanno iniziato a lanciare pietre con le fionde e ad attaccare i presenti con mazze. Levine ha raccontato da un letto d'ospedale a Ramallah di essere caduta a terra e di essere stata colpita ripetutamente per circa dieci minuti. Il giubbotto antiproiettile e il casco con la scritta "Press" hanno attutito i colpi. I coloni le hanno rubato macchine fotografiche, passaporto, telefono e portafoglio. 

Iran, Axios: "Stop Usa a raid contro missili iraniani a Hormuz"

La Casa Bianca ha sospeso gli attacchi contro i missili e i droni iraniani nello Stretto di Hormuz per evitare un'escalation prima delle elezioni. Lo riferisce Axios, citando un funzionario americano. Secondo la fonte, la sospensione dei raid ha incoraggiato Teheran a intensificare gli attacchi per far salire i prezzi del petrolio ed esercitare pressioni sul presidente Donald Trump. 

Iran: "Sono i nostri missili e non le bombe Usa a fare la differenza"

Sono i missili iraniani, non le bombe statunitensi, a determinare gli equilibri sulla scena internazionale: lo ha affermato oggi il ministro iraniano della Difesa ad interim, Majid Ebn-e Reza, in un post sul suo profilo X. "Le vostre bombe esploderanno altrove: nella vostra reputazione globale, nell'economia statunitense e persino nei vostri calcoli elettorali!", ha scritto, sottolineando: "È la nostra potenza missilistica ad aver cambiato gli equilibri e ad avervi ridotti al punto in cui, ormai, non vi resta che dire: Agli ordini!". Le sue osservazioni giungono in seguito all'annuncio da parte degli Stati Uniti di aver elaborato nuovi piani di attacco che prevedono, tra l'altro, l'impiego della cosiddetta "Madre di tutte le bombe" contro l'Iran. 

Hormuz, Trump e la realtà: cosa sta succedendo nello Stretto

Negli ultimi giorni, il presidente americano si è lasciato andare a dichiarazioni trionfali rispetto alla situazione nello Stretto di Hormuz. Ma la ripresa del traffico petrolifero, favorita da rotte alternative e stratagemmi logistici, non significa che il conflitto sia vicino alla fine: la minaccia iraniana resta concreta e il rischio di una nuova escalation è ancora alto.

Hormuz, Trump e la realtà: cosa sta succedendo nello Stretto

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Lagarde: "Incertezza prospettive a medio termine per la guerra in Mo, rischi crescita al ribasso"

"Le prospettive a medio termine sono caratterizzate dall'incertezza riguardo all'intensità e alla durata del conflitto in Medio Oriente, nonché alle modalità con cui gli shock che ne derivano potrebbero propagarsi all'economia. I rischi per la crescita sono orientati al ribasso". Lo ha affermato la presidente della Bce Christine Lagarde intervenendo al Comitato internazionale monetario e finanziario del Fondo monetario internazionale che si è riunito a Bangkok. 

Iran, a Baghdad la riunione dell'Oci. Araghchi arrivato nella capitale irachena

Si aprono oggi a Baghdad i lavori della riunione di ministri degli Esteri dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oci). Nella capitale irachena è arrivato il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, che ha in agenda bilaterali a margine del summit, come riporta l'agenzia ufficiale iraniana Irna senza altri dettagli. Al centro della riunione, che si concluderà domani, gli sviluppi nella regione.

Moab, la “madre di tutte le bombe” che Trump potrebbe usare in Iran

Secondo quanto riferisce la Cnn, l'esercito americano sta predisponendo nuovi piani d'attacco in Iran che prevedono il potenziale impiego della Gbu-43/b Massive Ordnance Air Blast Bomb (Moab), meglio nota come la "madre di tutte le bombe". L'utilizzo, indirizzato su infrastrutture energetiche e siti militari, dipende dal possibile ordine del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la ripresa delle operazioni militari prima o dopo le elezioni di metà mandato, fissate per il 3 novembre prossimo.

Moab, la “madre di tutte le bombe” che Trump potrebbe usare in Iran

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Flotilla, indagati a Roma due ministri israeliani. VIDEO

Media: "Petroliera con 2 mln barili greggio urta mina a Hormuz, nave in fiamme"

Una superpetroliera sarebbe stata colpita dall'esplosione di una mina nello Stretto di Hormuz. E' quanto sostengono media iraniani, che citano informazioni diffuse dai Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. Segnalato un incendio a bordo della nave. Secondo quanto riportato, la petroliera trasportava più di due milioni di barili di greggio. Per i Pasdaran avrebbe tentato una rotta non autorizzata per il transito nello Stretto di Hormuz con il supporto delle forze americane. Nessun riscontro al momento per la versione fornita dai Pasdaran.

Unicef: "Dal cessate il fuoco a Gaza sono morti oltre 340 bambini"

Secondo un portavoce dell'Unicef, gli attacchi israeliani a Gaza hanno causato la morte di oltre 340 bambini e il ferimento di centinaia di altri da quando è entrato in vigore l'accordo di "cessate il fuoco" dell'ottobre 2025. Lo scrive Al-Jazeera. Nel corso di un briefing con la stampa presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra, Ricardo Pires ha dichiarato che gli attacchi contro i palestinesi sono proseguiti "nel contesto del perdurante blocco" della Striscia di Gaza. "Negli ultimi quindici giorni, gli attacchi hanno provocato la morte di cinque bambini e due bambine", ha affermato Pires. "Almeno altri 33 minori hanno riportato gravi ferite". Circa 800.000 bambini a Gaza continuano a essere sfollati; la maggior parte di loro trova rifugio in tende o in edifici non sicuri. Pires ha sottolineato che le condizioni sono destinate a peggiorare nei prossimi mesi invernali, segnando il quarto anno consecutivo in cui i bambini palestinesi si troveranno a vivere in condizioni inabitabili e disumane. 

Gaza

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Media: "Israele supporta Riad contro gli Houthi tramite gli Usa"

Israele ha iniziato a condividere con l'Arabia Saudita, tramite gli Stati Uniti, informazioni di intelligence sulle forze Houthi in Yemen, sostenute dall'Iran. Lo ha riferito l'emittente pubblica israeliana Kan, citando un diplomatico mediorientale. La notizia è ripresa da Iran International. Secondo Kan, l'Arabia Saudita ha richiesto l'assistenza degli Stati Uniti; Washington ha quindi trasmesso la richiesta a Israele, che ha iniziato a fornire informazioni di intelligence, considerando gli Houthi una minaccia più ampia a livello regionale. Una fonte estera informata sui fatti ha riferito a Kan che alcuni rappresentanti statunitensi, in visita di recente in Israele, hanno dichiarato nel corso di colloqui al Cairo che Israele potrebbe fornire all'Arabia Saudita un'ampia mole di informazioni di intelligence, basate in parte sull'esperienza maturata dall'esercito israeliano nel confronto con gli Houthi. Stando a quanto riportato, tali informazioni di intelligence sono finalizzate principalmente a garantire la libertà di navigazione attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. Le discussioni si sono svolte mentre il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman incontrava al Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Secondo Kan, ai colloqui sulla sicurezza hanno partecipato anche rappresentanti del Comando centrale degli Stati Uniti (US Central Command), i quali hanno proposto un meccanismo regionale congiunto per aiutare l'Arabia Saudita a fronteggiare gli Houthi. 

Media Iran: "Nuovi incendi negli impianti Aramco in Arabia orientale"

"Aramco è ancora nel mirino. Fonti dei media hanno riferito che gli impianti petroliferi di Aramco, situati nella parte orientale dell'Arabia Saudita, sono stati nuovamente colpiti da un incendio". Lo scrive su Telegram l'agenzia iraniana Fars. "Nelle prime ore di questa mattina, sono stati uditi diversi scoppi nella zona di Dammam, nella parte orientale dell'Arabia Saudita". 

Global Sumud Flotilla: "Ora i governi devono scegliere da che parte stare"

"C'è un momento in cui le istituzioni e i governi sono obbligati a scegliere da che parte stare. Quel momento è adesso. La procura di Roma ha messo nero su bianco i nomi dell'intera catena di comando israeliana responsabile delle violenze subite dagli attivisti della Global Sumud Flotilla". Lo sottolinea in una nota la Global Sumud Italia riguardo all'inchiesta della procura di Roma. "Si attendono ora risposte chiare e condanne formali dalle istituzioni e dai governi: sanzionare Israele, imporre un embargo militare totale, rompere gli accordi di cooperazione e sospendere ogni forma di collaborazione diplomatica, economica e scientifica per le violazioni commesse", prosegue. "La magistratura italiana sta facendo ciò che la politica europea si ostina a non fare: chiamare in causa le responsabilità dei vertici israeliani. La politica - ora più che mai - non può più tentennare, e invocare l'immunità diplomatica o la ragion di Stato per giustificare il proprio silenzio e la propria complicità. Ci si aspetta ora la risposta di Bruxelles e Roma", riporta la delegazione italiana della Global Sumud Flotilla. 

Netanyahu a Obama: "Non siamo occupanti stranieri, la Giudea è la nostra patria"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, in un video diffuso oggi e rivolgendosi all'ex presidente statunitense Barack Obama, che "il popolo ebraico non è un occupante straniero". Ieri, a Belfast, Obama aveva ricordato che "per millenni il popolo ebraico è stato oppresso, discriminato, ucciso". "Comprensibilmente, hanno cercato rifugio in un luogo con cui avevano legami storici. Questo è innegabile. È altrettanto innegabile che abbiano sottratto la terra ad altre persone. Quelle persone sono state espulse", ha aggiunto Obama riferendosi ai palestinesi. "E quelle persone hanno detto, comprensibilmente: questa è un'ingiustizia e voglio riavere la mia terra".

"Il popolo ebraico non è un occupante straniero nella terra dei propri antenati", ha risposto Netanyahu nel video di venerdì. "La nostra storia non è un'impresa coloniale. La nostra terra non è una terra rubata. È la nostra patria. Si chiama Giudea", ha aggiunto, utilizzando un termine biblico per indicare la parte meridionale della Cisgiordania, conquistata da Israele nel 1967. Nel video, il primo ministro israeliano ha definito "deplorevoli" le affermazioni di Obama.

Media: "Israele supporta Riad contro gli Houthi tramite gli Usa"

Israele ha iniziato a condividere con l'Arabia Saudita, tramite gli Stati Uniti, informazioni di intelligence sulle forze Houthi in Yemen, sostenute dall'Iran. Lo ha riferito l'emittente pubblica israeliana Kan, citando un diplomatico mediorientale. La notizia è ripresa da Iran International.    Secondo Kan, l'Arabia Saudita ha richiesto l'assistenza degli Stati Uniti; Washington ha quindi trasmesso la richiesta a Israele, che ha iniziato a fornire informazioni di intelligence, considerando gli Houthi una minaccia più ampia a livello regionale.    Una fonte estera informata sui fatti ha riferito a Kan che alcuni rappresentanti statunitensi, in visita di recente in Israele, hanno dichiarato nel corso di colloqui al Cairo che Israele potrebbe fornire all'Arabia Saudita un'ampia mole di informazioni di intelligence, basate in parte sull'esperienza maturata dall'esercito israeliano nel confronto con gli Houthi. Stando a quanto riportato, tali informazioni di intelligence sono finalizzate principalmente a garantire la libertà di navigazione attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb.    Le discussioni si sono svolte mentre il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman incontrava al Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Secondo Kan, ai colloqui sulla sicurezza hanno partecipato anche rappresentanti del Comando centrale degli Stati Uniti (US Central Command), i quali hanno proposto un meccanismo regionale congiunto per aiutare l'Arabia Saudita a fronteggiare gli Houthi.

Wsj: "Sostegno Iran dietro i più sofisticati attacchi Houthi contro i sauditi"

Il sostegno iraniano ha aiutato gli Houthi a sferrare gli attacchi più potenti e sofisticati finora contro l'Arabia Saudita e i suoi alleati yemeniti, fornendo supporto per il puntamento di attacchi con droni e missili, nonché addestramento, intelligence e guida tattica, secondo quanto riferito da fonti informate sui servizi segreti dell'Arabia Saudita e dell'alleanza yemenita anti-Houthi. Lo scrive il Wall Street Journal.    L'assistenza fornita ha contribuito all'offensiva degli Houthi, che ha portato a rapidi guadagni territoriali in Yemen. Il gruppo militante ora controlla la costa sul suo lato dello stretto di Bab al-Mandeb, un punto strategico per le esportazioni di petrolio saudita, e ha lanciato attacchi contro petroliere, impianti energetici e aeroporti sauditi, tra cui un attacco che ha causato almeno 13 morti lo scorso fine settimana a Riad.    Le tattiche degli Houthi si sono rivelate più sofisticate rispetto ai precedenti scontri, combinando assalti di fanteria con attacchi missilistici e con droni, inclusi droni a visione in prima persona guidati da cavi in fibra ottica, il che suggerisce un addestramento da parte dell'Iran, ha affermato una fonte delle forze che si oppongono ai militanti. Ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie erano in prima linea a coordinare gli attacchi con droni e missili, secondo un funzionario.

Wsj: "Hezbollah chiede a Beirut restituzione esplosivo sequestrato"

Hezbollah ha comunicato alle autorità di sicurezza libanesi di volere la restituzione di oltre 450 chilogrammi di esplosivo sequestrati la scorsa settimana, dando vita a un insolito scontro pubblico con un governo che si è impegnato a smilitarizzare il gruppo militante sostenuto dall'Iran. Lo scrive il Wall Street Journal.    La richiesta giunge dopo che il governo ha intercettato un veicolo carico di armi e ha arrestato i due conducenti. Hezbollah ha poi dichiarato apertamente di essere il proprietario del camion e del carico e che i suoi funzionari li rivolevano indietro.    Secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza, il camion, che trasportava esplosivo plastico C-4 e Tnt, era in viaggio dalla storica roccaforte di Hezbollah nella valle della Bekaa verso la zona di Beirut. Hassan Fadlallah, membro del parlamento libanese di Hezbollah, ha affermato che il gruppo intendeva utilizzare gli esplosivi per sostenere il suo scontro con le truppe israeliane che occupano ampie zone del Libano meridionale. Ha criticato il governo libanese per aver ostacolato gli sforzi di Hezbollah nella lotta contro Israele e per aver reso pubblica la notizia del sequestro. Il primo ministro libanese Nawaf Salam e il presidente Joseph Aoun hanno fatto del disarmo di Hezbollah un obiettivo politico prioritario sin dal loro insediamento lo scorso anno. "Nessuna indulgenza, nessuna chiusura", ha dichiarato Salam annunciando il sequestro degli esplosivi. "Comprendo la preoccupazione dei cittadini libanesi in seguito alle notizie sul sequestro di questo camion e del materiale che trasportava, soprattutto perché l'esplosivo C-4 è stato utilizzato in diversi noti assassinii politici nella storia moderna del Libano".

Trump: "La guerra in Iran finirà presto, non avranno mai un'arma nucleare"

Donald Trump si è vantato del fatto che il governo americano sia al corrente di ogni mossa dell'Iran, ribadendo la promessa che la guerra "finirà molto, molto presto". Parlando in un comizio al Dalton Municipal Airport, in Georgia, a sostegno dei candidati repubblicani, in vista delle midterm di novembre, il presidente Usa ha detto che "sappiamo tutto quello che fanno. Sentiamo tutto quello che dicono".    Si tratta "di informazioni riservate. Sentiamo tutto quello che dicono. Le ho appena declassificate", ha aggiunto: "Stiamo ottenendo ottimi risultati anche con l'Iran. La questione si chiuderà molto, molto presto e loro non avranno mai un'arma nucleare".

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