Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Volo FlyDubai, Trump: "Dietro c'è Iran". Media: "Israele era pronto ad abbattere l'aereo"

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©Ansa

Il presidente americano non ha specificato da dove derivi la sua convinzione. Intanto, emergono altri dettagli su quei minuti di terrore: i militari dello Stato ebraico avevano alzato i caccia e valutato l'abbattimento del volo, ma i jet erano stati successivamente richiamati quando il velivolo aveva puntato verso l'Arabia

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ritiene che ci sia l'Iran dietro il tentato dirottamento del volo della FlyDubai diretto a Tel Aviv e sventato dal comandante e dai passeggeri. Alla domanda di un giornalista che chiedeva se pensasse che ci fosse dietro Teheran, Trump ha risposto: "Personalmente penso di sì". Il leader Usa non ha fornito altre spiegazioni sul perché di questa convinzione. Intanto, fonti israeliane riferiscono che Israele valutò di abbattere il volo dopo l'aggressione in cabina, facendo decollare caccia poi richiamati quando l'aereo deviò verso l’Arabia Saudita.

Media: "Israele alzò i caccia, poi li richiamò indietro"

Fonti israeliane hanno riferito a Cbs News che Israele era pronto ad abbattere il volo FlyDubai con tutti i passeggeri a bordo dopo che il copilota omanita aveva aggredito il comandante, facendo decollare i caccia prima di richiamarli mentre l'aereo effettuava un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita. Secondo le stesse fonti, nell'ambito di un protocollo per un potenziale incidente simile all'11 settembre, l'aeronautica israeliana ha cercato di contattare la cabina di pilotaggio dopo che l'aereo ha effettuato una brusca picchiata, ma non ha ricevuto risposta. I caccia sono quindi decollati e Israele ha chiuso il proprio spazio aereo, stando a quanto riportato. Gli aerei da guerra sono stati però richiamati non appena Israele si è reso conto che l'aereo si stava dirigendo verso l'Arabia Saudita. Le stesse fonti hanno aggiunto che, se il volo si fosse avvicinato ulteriormente, Israele avrebbe inviato aerei nello spazio aereo giordano.

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Abbattimento, un'ipotesi tutt'altro che remota

I piloti dell'aeronautica israeliana avrebbero quindi cercato di avvicinarsi il più possibile alla cabina di pilotaggio nel tentativo di stabilire un contatto visivo e valutare la situazione, prima di fare lo stesso con la cabina passeggeri per accertarsi che non vi fossero segnali di panico tra i passeggeri. Dopo aver effettuato il controllo, l'aeronautica israeliana avrebbe aggiornato l'unità di controllo, la quale, secondo le fonti, avrebbe a sua volta contattato il ministro della Difesa e il primo ministro nel caso in cui l'aereo fosse stato dirottato e i terroristi non avessero risposto. In definitiva, la decisione di abbattere l'aereo sarebbe spettata al primo ministro, un esito che, secondo le fonti citate da Cbs News, sarebbe stato preferibile rispetto allo schianto contro l'aeroporto Ben Gurion, il Centro Azrieli di Tel Aviv o un altro "obiettivo di alto valore".

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