Iran, Pasdaran: "Petroliera da 2 mln di barili contro mina a Hormuz: in fiamme" LIVE
La marina dei militari iraniani, secondo quanto riportato su Telegram dall'agenzia iraniana Tasnim: "Ha tentato di attraversare il Golfo ingannando e contando sull'appoggio dell'esercito americano. La conseguenza della disobbedienza delle navi illegali alle normative iraniane nel Golfo di Hormuz è bruciare nel fuoco della fiducia dell'esercito terrorista americano"
in evidenza
"Una petroliera illegale, con oltre 2 milioni di barili di petrolio greggio, che intendeva attraversare il Golfo di Hormuz attraverso una rotta non autorizzata, è stata coinvolta in un incidente a seguito dell'esplosione di una mina, causando un'esplosione e un incendio di vaste proporzioni". Così la Marina dei pasdaran, secondo quanto riportato su Telegram dall'agenzia iraniana Tasnim. "Questa petroliera, disattivando tutti i sistemi di localizzazione e radar, ha tentato di attraversare il Golfo di Hormuz ingannando e contando sull'appoggio dell'esercito americano, noto per il contrabbando e il terrorismo - si legge ancora - Il Golfo di Hormuz è chiuso, e la conseguenza della disobbedienza delle navi illegali alle normative iraniane nel Golfo di Hormuz è bruciare nel fuoco della fiducia dell'esercito terrorista americano".
Donald Trump si è vantato del fatto che il governo americano sia al corrente di ogni mossa dell'Iran, ribadendo la promessa che la guerra "finirà molto, molto presto". Parlando in un comizio al Dalton Municipal Airport, in Georgia, a sostegno dei candidati repubblicani, in vista delle midterm di novembre, il presidente Usa ha detto che "sappiamo tutto quello che fanno. Sentiamo tutto quello che dicono". Si tratta "di informazioni riservate. Sentiamo tutto quello che dicono. Le ho appena declassificate", ha aggiunto: "Stiamo ottenendo ottimi risultati anche con l'Iran. La questione si chiuderà molto, molto presto e loro non avranno mai un'arma nucleare".
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- 7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
- La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Moab, la “madre di tutte le bombe” che Trump potrebbe usare in Iran
Secondo quanto riferisce la Cnn, l'esercito americano sta predisponendo nuovi piani d'attacco in Iran che prevedono il potenziale impiego della Gbu-43/b Massive Ordnance Air Blast Bomb (Moab), meglio nota come la "madre di tutte le bombe". L'utilizzo, indirizzato su infrastrutture energetiche e siti militari, dipende dal possibile ordine del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la ripresa delle operazioni militari prima o dopo le elezioni di metà mandato, fissate per il 3 novembre prossimo.
Moab, la “madre di tutte le bombe” che Trump potrebbe usare in Iran
Vai al contenutoFlotilla, indagati a Roma due ministri israeliani. VIDEO
Media: "Petroliera con 2 mln barili greggio urta mina a Hormuz, nave in fiamme"
Una superpetroliera sarebbe stata colpita dall'esplosione di una mina nello Stretto di Hormuz. E' quanto sostengono media iraniani, che citano informazioni diffuse dai Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. Segnalato un incendio a bordo della nave. Secondo quanto riportato, la petroliera trasportava più di due milioni di barili di greggio. Per i Pasdaran avrebbe tentato una rotta non autorizzata per il transito nello Stretto di Hormuz con il supporto delle forze americane. Nessun riscontro al momento per la versione fornita dai Pasdaran.
Unicef: "Dal cessate il fuoco a Gaza sono morti oltre 340 bambini"
Secondo un portavoce dell'Unicef, gli attacchi israeliani a Gaza hanno causato la morte di oltre 340 bambini e il ferimento di centinaia di altri da quando è entrato in vigore l'accordo di "cessate il fuoco" dell'ottobre 2025. Lo scrive Al-Jazeera. Nel corso di un briefing con la stampa presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra, Ricardo Pires ha dichiarato che gli attacchi contro i palestinesi sono proseguiti "nel contesto del perdurante blocco" della Striscia di Gaza. "Negli ultimi quindici giorni, gli attacchi hanno provocato la morte di cinque bambini e due bambine", ha affermato Pires. "Almeno altri 33 minori hanno riportato gravi ferite". Circa 800.000 bambini a Gaza continuano a essere sfollati; la maggior parte di loro trova rifugio in tende o in edifici non sicuri. Pires ha sottolineato che le condizioni sono destinate a peggiorare nei prossimi mesi invernali, segnando il quarto anno consecutivo in cui i bambini palestinesi si troveranno a vivere in condizioni inabitabili e disumane.
©Ansa
Media: "Israele supporta Riad contro gli Houthi tramite gli Usa"
Israele ha iniziato a condividere con l'Arabia Saudita, tramite gli Stati Uniti, informazioni di intelligence sulle forze Houthi in Yemen, sostenute dall'Iran. Lo ha riferito l'emittente pubblica israeliana Kan, citando un diplomatico mediorientale. La notizia è ripresa da Iran International. Secondo Kan, l'Arabia Saudita ha richiesto l'assistenza degli Stati Uniti; Washington ha quindi trasmesso la richiesta a Israele, che ha iniziato a fornire informazioni di intelligence, considerando gli Houthi una minaccia più ampia a livello regionale. Una fonte estera informata sui fatti ha riferito a Kan che alcuni rappresentanti statunitensi, in visita di recente in Israele, hanno dichiarato nel corso di colloqui al Cairo che Israele potrebbe fornire all'Arabia Saudita un'ampia mole di informazioni di intelligence, basate in parte sull'esperienza maturata dall'esercito israeliano nel confronto con gli Houthi. Stando a quanto riportato, tali informazioni di intelligence sono finalizzate principalmente a garantire la libertà di navigazione attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. Le discussioni si sono svolte mentre il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman incontrava al Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Secondo Kan, ai colloqui sulla sicurezza hanno partecipato anche rappresentanti del Comando centrale degli Stati Uniti (US Central Command), i quali hanno proposto un meccanismo regionale congiunto per aiutare l'Arabia Saudita a fronteggiare gli Houthi.
Media Iran: "Nuovi incendi negli impianti Aramco in Arabia orientale"
"Aramco è ancora nel mirino. Fonti dei media hanno riferito che gli impianti petroliferi di Aramco, situati nella parte orientale dell'Arabia Saudita, sono stati nuovamente colpiti da un incendio". Lo scrive su Telegram l'agenzia iraniana Fars. "Nelle prime ore di questa mattina, sono stati uditi diversi scoppi nella zona di Dammam, nella parte orientale dell'Arabia Saudita".
Global Sumud Flotilla: "Ora i governi devono scegliere da che parte stare"
"C'è un momento in cui le istituzioni e i governi sono obbligati a scegliere da che parte stare. Quel momento è adesso. La procura di Roma ha messo nero su bianco i nomi dell'intera catena di comando israeliana responsabile delle violenze subite dagli attivisti della Global Sumud Flotilla". Lo sottolinea in una nota la Global Sumud Italia riguardo all'inchiesta della procura di Roma. "Si attendono ora risposte chiare e condanne formali dalle istituzioni e dai governi: sanzionare Israele, imporre un embargo militare totale, rompere gli accordi di cooperazione e sospendere ogni forma di collaborazione diplomatica, economica e scientifica per le violazioni commesse", prosegue. "La magistratura italiana sta facendo ciò che la politica europea si ostina a non fare: chiamare in causa le responsabilità dei vertici israeliani. La politica - ora più che mai - non può più tentennare, e invocare l'immunità diplomatica o la ragion di Stato per giustificare il proprio silenzio e la propria complicità. Ci si aspetta ora la risposta di Bruxelles e Roma", riporta la delegazione italiana della Global Sumud Flotilla.
Netanyahu a Obama: "Non siamo occupanti stranieri, la Giudea è la nostra patria"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, in un video diffuso oggi e rivolgendosi all'ex presidente statunitense Barack Obama, che "il popolo ebraico non è un occupante straniero". Ieri, a Belfast, Obama aveva ricordato che "per millenni il popolo ebraico è stato oppresso, discriminato, ucciso". "Comprensibilmente, hanno cercato rifugio in un luogo con cui avevano legami storici. Questo è innegabile. È altrettanto innegabile che abbiano sottratto la terra ad altre persone. Quelle persone sono state espulse", ha aggiunto Obama riferendosi ai palestinesi. "E quelle persone hanno detto, comprensibilmente: questa è un'ingiustizia e voglio riavere la mia terra".
"Il popolo ebraico non è un occupante straniero nella terra dei propri antenati", ha risposto Netanyahu nel video di venerdì. "La nostra storia non è un'impresa coloniale. La nostra terra non è una terra rubata. È la nostra patria. Si chiama Giudea", ha aggiunto, utilizzando un termine biblico per indicare la parte meridionale della Cisgiordania, conquistata da Israele nel 1967. Nel video, il primo ministro israeliano ha definito "deplorevoli" le affermazioni di Obama.
Media: "Israele supporta Riad contro gli Houthi tramite gli Usa"
Israele ha iniziato a condividere con l'Arabia Saudita, tramite gli Stati Uniti, informazioni di intelligence sulle forze Houthi in Yemen, sostenute dall'Iran. Lo ha riferito l'emittente pubblica israeliana Kan, citando un diplomatico mediorientale. La notizia è ripresa da Iran International. Secondo Kan, l'Arabia Saudita ha richiesto l'assistenza degli Stati Uniti; Washington ha quindi trasmesso la richiesta a Israele, che ha iniziato a fornire informazioni di intelligence, considerando gli Houthi una minaccia più ampia a livello regionale. Una fonte estera informata sui fatti ha riferito a Kan che alcuni rappresentanti statunitensi, in visita di recente in Israele, hanno dichiarato nel corso di colloqui al Cairo che Israele potrebbe fornire all'Arabia Saudita un'ampia mole di informazioni di intelligence, basate in parte sull'esperienza maturata dall'esercito israeliano nel confronto con gli Houthi. Stando a quanto riportato, tali informazioni di intelligence sono finalizzate principalmente a garantire la libertà di navigazione attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. Le discussioni si sono svolte mentre il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman incontrava al Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Secondo Kan, ai colloqui sulla sicurezza hanno partecipato anche rappresentanti del Comando centrale degli Stati Uniti (US Central Command), i quali hanno proposto un meccanismo regionale congiunto per aiutare l'Arabia Saudita a fronteggiare gli Houthi.
Wsj: "Sostegno Iran dietro i più sofisticati attacchi Houthi contro i sauditi"
Il sostegno iraniano ha aiutato gli Houthi a sferrare gli attacchi più potenti e sofisticati finora contro l'Arabia Saudita e i suoi alleati yemeniti, fornendo supporto per il puntamento di attacchi con droni e missili, nonché addestramento, intelligence e guida tattica, secondo quanto riferito da fonti informate sui servizi segreti dell'Arabia Saudita e dell'alleanza yemenita anti-Houthi. Lo scrive il Wall Street Journal. L'assistenza fornita ha contribuito all'offensiva degli Houthi, che ha portato a rapidi guadagni territoriali in Yemen. Il gruppo militante ora controlla la costa sul suo lato dello stretto di Bab al-Mandeb, un punto strategico per le esportazioni di petrolio saudita, e ha lanciato attacchi contro petroliere, impianti energetici e aeroporti sauditi, tra cui un attacco che ha causato almeno 13 morti lo scorso fine settimana a Riad. Le tattiche degli Houthi si sono rivelate più sofisticate rispetto ai precedenti scontri, combinando assalti di fanteria con attacchi missilistici e con droni, inclusi droni a visione in prima persona guidati da cavi in fibra ottica, il che suggerisce un addestramento da parte dell'Iran, ha affermato una fonte delle forze che si oppongono ai militanti. Ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie erano in prima linea a coordinare gli attacchi con droni e missili, secondo un funzionario.
Wsj: "Hezbollah chiede a Beirut restituzione esplosivo sequestrato"
Hezbollah ha comunicato alle autorità di sicurezza libanesi di volere la restituzione di oltre 450 chilogrammi di esplosivo sequestrati la scorsa settimana, dando vita a un insolito scontro pubblico con un governo che si è impegnato a smilitarizzare il gruppo militante sostenuto dall'Iran. Lo scrive il Wall Street Journal. La richiesta giunge dopo che il governo ha intercettato un veicolo carico di armi e ha arrestato i due conducenti. Hezbollah ha poi dichiarato apertamente di essere il proprietario del camion e del carico e che i suoi funzionari li rivolevano indietro. Secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza, il camion, che trasportava esplosivo plastico C-4 e Tnt, era in viaggio dalla storica roccaforte di Hezbollah nella valle della Bekaa verso la zona di Beirut. Hassan Fadlallah, membro del parlamento libanese di Hezbollah, ha affermato che il gruppo intendeva utilizzare gli esplosivi per sostenere il suo scontro con le truppe israeliane che occupano ampie zone del Libano meridionale. Ha criticato il governo libanese per aver ostacolato gli sforzi di Hezbollah nella lotta contro Israele e per aver reso pubblica la notizia del sequestro. Il primo ministro libanese Nawaf Salam e il presidente Joseph Aoun hanno fatto del disarmo di Hezbollah un obiettivo politico prioritario sin dal loro insediamento lo scorso anno. "Nessuna indulgenza, nessuna chiusura", ha dichiarato Salam annunciando il sequestro degli esplosivi. "Comprendo la preoccupazione dei cittadini libanesi in seguito alle notizie sul sequestro di questo camion e del materiale che trasportava, soprattutto perché l'esplosivo C-4 è stato utilizzato in diversi noti assassinii politici nella storia moderna del Libano".
Trump: "La guerra in Iran finirà presto, non avranno mai un'arma nucleare"
Donald Trump si è vantato del fatto che il governo americano sia al corrente di ogni mossa dell'Iran, ribadendo la promessa che la guerra "finirà molto, molto presto". Parlando in un comizio al Dalton Municipal Airport, in Georgia, a sostegno dei candidati repubblicani, in vista delle midterm di novembre, il presidente Usa ha detto che "sappiamo tutto quello che fanno. Sentiamo tutto quello che dicono". Si tratta "di informazioni riservate. Sentiamo tutto quello che dicono. Le ho appena declassificate", ha aggiunto: "Stiamo ottenendo ottimi risultati anche con l'Iran. La questione si chiuderà molto, molto presto e loro non avranno mai un'arma nucleare".