Petrolio, scorte e prezzi dei carburanti: cosa sta succedendo dopo la guerra in Iran
Ieri il G7 ha varato il rilascio di 100 milioni di scorte di barili di petrolio: una decisione che avrà delle conseguenze sui prezzi di benzina e gasolio e anche sulle scorte mondiali. Di questo si è parlato a "Numeri", il programma di Sky TG24 andato in onda il 2 ottobre 2026
IL RILASCIO DELLE SCORTE
- Nella giornata di ieri il G7 ha varato il rilascio di 100 milioni di scorte di barili di petrolio. Una scelta, quella annunciata da Macron, che trova gli USA d’accordo visto che da Washington erano arrivate critiche sull’uso delle riserve da parte dei principali Paesi europei. Di questo si è parlato nella puntata di “Numeri”, il programma di Sky TG24 andato in onda il 2 ottobre 2026.
L’AUMENTO DEI PREZZI DEI BARILI
- Dall’inizio della guerra in Iran i prezzi di benzina e gasolio sono notevolmente aumentati, attestandosi rispettivamente poco sopra i 2 euro e i 2,2 euro.
GLI SCONTI
- Ad oggi diverse pompe di benzina hanno iniziato ad applicare sconti e sono circa una su tre ad applicarli: gli sconti di Eni sono presenti su quasi tutto il territorio nazionale; per Ip e Q8 sono in circa un terzo mentre Esso è ancora alla fase iniziale. Tamoil, invece, lo ha appena annunciato e l’adeguamento è in corso.
L’ULTERIORE AGEVOLAZIONE ENI
- Eni inoltre ha annunciato uno sconto carburanti extrarete del 20% fino al 31 ottobre per tutti quei veicoli a uso agricolo e per la pesca.
IL CALO DELLE SCORTE DEGLI USA
- La decisione dell’Europa di rilasciare parte delle sue riserve strategiche fa sicuramente felici gli Stati Uniti, che da febbraio sono stati il Paese che ha visto le sue riserve scendere di più, di circa il 32%.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE AIE
- Il presidente dell’AIE Faith Birol lo aveva detto chiaramente alcuni giorni fa, sottolineando come una parte importante dei barili fosse ancora nelle riserve.
QUANTI MILIONI DI RISERVE DI BARILI SONO STATI RILASCIATI
- Da marzo, secondo alcune fonti, sarebbero stati rilasciati a livello mondiale 400 milioni di barili di petrolio.
L’EFFETTIVO RILASCIO
- Di questi, però, 260 milioni sarebbero stati effettivamente rilasciati, mentre 140 milioni ancora no.
DA DOVE VENGONO
- Dei 260 milioni rilasciati 172 milioni proverrebbero dagli USA; circa 60 milioni dal Giappone e 12 milioni, invece, dalla Corea del Sud. Resta una parte residuale di Paesi, che hanno inviato, invece, scorte più piccole.
QUANTI NE HA RILASCIATI L’UNIONE EUROPEA
- Tra questi c’è l’Unione europea, che ha rilasciato da marzo circa 35 milioni di barili.
L’AUMENTO DEL PREZZO DEL GAS
- In aumento anche il prezzo del gas, che per i clienti vulnerabili ha raggiunto 1,6 euro al metro cubo nel mese di settembre 2026: è il prezzo più alto degli ultimi anni, superiore anche a quello di dicembre 2022, successivo all’invasione dell’Ucraina.
IL COSTO NEL CONTINENTE NEGLI ULTIMI ANNI
- Questo nonostante il prezzo del gas in Europa sia ai minimi, 74 euro al megawattora contro i 340 del 2022.
IL RUOLO DEI BONUS
- La ragione è legata ai bonus di allora, che alleviavano il costo totale arrivando addirittura a far pagare lo Stato, che sborsava 9 centesimi a metro cubo di tasse e oneri. Oggi, in assenza di bonus, gli oneri vengono a costare circa 45 centesimi.