Il presidente americano ha definito il cessate il fuoco con l'Iran "debolissimo, attaccato alle macchine per sopravvivere dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato". "Ha l'1% di chance di tenere", ha aggiunto, sottolineando però che una soluzione diplomatica è "molto possibile". Gli Usa, intanto, monitorano le scorte residue di uranio arricchito di Teheran e "a un certo punto" se ne impadroniranno, ha aggiunto ancora il tycoon
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Donald Trump ha definito il cessate il fuoco con l'Iran "debolissimo, attaccato alle macchine per sopravvivere dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato". "Ha l'1% di chance di tenere", ha detto il presidente alla Casa Bianca.
L'Iran intanto ha respinto il piano Usa. "Non mi piace la loro risposta, è totalmente inaccettabile", ha commentato ancora Trump. Gli Usa monitorano le scorte residue di uranio arricchito di Teheran e "a un certo punto" se ne impadroniranno, aggiunge il tycoon. Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian non ha chiuso la porta ai negoziati con gli Stati Uniti: “Riteniamo possibile negoziare, se si raggiungerà saremo fedeli ai nostri impegni", ha assicurato. Ma “l’Iran reagirà se costretto”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei.
Oggi a Bruxelles riunione dei ministri degli Affari esteri Ue. Parigi e Londra presiederanno domani una riunione con i rappresentanti di 40 Paesi sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Gli approfondimenti:
- Iran, la risposta alla proposta Usa per la fine della guerra: dal nucleare a Hormuz
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- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
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- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Laika, nuovi murales contro la 'complicità di Ue e Italia con Israele'
L'azione artistica di Laika prende spunto dall'incontro con "Justice for Palestine", l'iniziativa dei cittadini europei che chiede la sospensione totale dell'accordo di associazione proprio tra Unione Europea e Israele.
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Vai al contenutoWsj, Emirati hanno condotto attacchi militari segreti contro Teheran
Gli Emirati Arabi Uniti avrebbero condotto attacchi militari "segreti" contro l'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti a conoscenza dei fatti. Tra le operazioni il Wsj cita un attacco a una raffineria sull'isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, all'inizio di aprile.
L'Iran pone le condizioni per partecipare ai Mondiali 2026: ecco quali
La Federazione calcistica di Teheran ha elencato 10 punti per andare a giocare negli Stati Uniti, in Canada e in Messico: non rinuncerà ai propri ideali, alla propria cultura e alle proprie convinzioni.
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Vai al contenutoCarburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani
L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato l’impatto su famiglie e imprese italiane dello shock energetico seguito allo scoppio della guerra nel Golfo Persico. Ecco, secondo le stime, a quanto ammonta il conto dei rincari e quali sono i territori più colpiti.
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Vai al contenutoIran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz
L’Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Secondo quanto riporta il Wsj, nella risposta l’Iran ha esposto nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. “Totalmente inaccettabile”, è stato il commento del presidente Usa Donald Trump. Ecco cosa sappiamo.
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Vai al contenutoUsa, nuove sanzioni contro la vendita di petrolio dell'Iran alla Cina
Gli Usa hanno imposto nuove sanzioni contro 12 tra individui ed entità che hanno venduto o contribuito a vendere il petrolio dell'Iran alla Cina. Lo annuncia il dipartimento del Tesoro sul sito definendo le nuove misure parte dell'operazione 'Economic fury'. "Mentre le forze armate iraniane tentano disperatamente di riorganizzarsi, l'operazione "Economic Fury" continuerà a privare il regime dei finanziamenti destinati ai suoi programmi bellici, ai suoi gruppi terroristici e alle sue ambizioni nucleari", ha dichiarato il segretario Scott Bessent.
Oltraggiò statua della Madonna, condannato soldato dell'Idf
L'immagine, proveniente dal villaggio cristiano di Debel, nel sud del Libano, aveva generato una serie di polemiche. Le Idf hanno definito l'episodio "grave", sottolineando l'importanza di rispettare la libertà di religione e di culto e la tutela dei luoghi sacri e dei simboli religiosi di tutte le fedi.
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Vai al contenutoIran, Ghalibaf: 'pronti a rispondere ad ogni aggressione'
Teheran si dice pronta a rispondere ad ogni aggressione. "Le nostre forze armate - scrive su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf - sono pronte a dare una risposta adeguata a qualsiasi aggressione; strategie errate e decisioni sbagliate porteranno sempre a risultati sbagliati: il mondo intero lo ha già capito. Siamo pronti a ogni eventualità; ne rimarranno sorpresi".
Usa sanziona 10 compagnie per sostegno a Teheran
Il dipartimento del Tesoro americano ha annunciato sanzioni verso dieci, tra compagnie e individui, con sede in Medio Oriente, Asia e Europa dell'est, accusati di "facilitare gli sforzi dell'esercito iraniano per procurarsi armi, oltre a materie prime utilizzabili nei droni senza pilota della serie Shahed e nel programma missilistico balistico dell'Iran". E' quanto viene riportato nel sito ufficiale del dipartimento. Tra le aziende colpite la Elite Energy, con sede a Dubai, che avrebbe trasferito milioni di dollari alla Ae International Trad Co Llimited di Hong Kong; e una società bielorussa, la Armory Alliance Llc, coinvolta nella fornitura a Teheran di materiale tecnologico.
Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz
L’Iran non sarebbe in grado di rimuovere le mine che ha disseminato lungo lo Stretto di Hormuz prima della tregua con gli Usa. È quanto riferiscono alcuni ufficiali americani, citati dal New York Times. La messa in sicurezza del corridoio marittimo è necessaria per permetterne la riapertura totale e Donald Trump ha promesso che distruggerà tutte le mine posate tra le sue acque e il suo fondale, assicurando che “non ci vorrà "molto" per "ripulire" lo Stretto. Molto dipenderà da come evolverà il conflitto e dagli eventuali progressi di un negoziato di pace al momento fallito. Anche perché – come emerge dalle stime della Defense Intelligence Agency - l'Iran possiede ancora migliaia di mine navali nel suo arsenale.
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Vai al contenutoIran, "le forze armate pronte a rispondere a qualsiasi aggressione"
"Le nostre forze armate sono pronte a rispondere in modo esemplare a qualsiasi aggressione: strategie sbagliate e decisioni sbagliate avranno sempre un risultato sbagliato, tutto il mondo lo ha già capito. Siamo pronti per tutte le opzioni: rimarranno sbalorditi". Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, dopo che Donald Trump ha detto che la tregua con l'Iran è di fatto appesa a un filo.
Il petrolio chiude a New York in rialzo di oltre il 3% su flop accordo Usa-Iran
I prezzi del petrolio chiudono a New York con solidi rialzi dopo il mancato accordo tra Usa e Iran sulla proposta di pace elaborata da Washington, che prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del greggio mondiale. Il Wti, il riferimento americano, sale del 3,45%, a 98,71 dollari, mentre il Brent guadagna il 3,53%, a 104,87 dollari al barile.
Essere madre e giornalista a Gaza, la storia di Shrouq Aila
Shrouq Aila è una giornalista palestinese che da anni racconta la vita a Gaza. E ha continuato a farlo anche durante la guerra, sotto le bombe. Il 22 ottobre 2023 la sua vita cambia per sempre: il marito Roshdi Sarraj, reporter come lei, viene ucciso in un attacco israeliano. "Noi giornalisti non documentiamo solo la tragedia, ma la viviamo in prima persona", dice. "Essere una reporter è difficile, ma lo è ancora di più crescere mia figlia Dania tra le macerie, senza suo padre, senza una casa".
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Vai al contenutoCrisi in Medioriente, qual è l’impatto economico della guerra?
Conflitti, dazi e crisi energetica. Di fronte a un panorama internazionale così instabile, le imprese italiane accelerano la diversificazione verso mercati finora trascurati. Dal palco di Sky TG24 Live In Roma, i vertici di Simest, Sace, Challenge Network e General Finance tracciano nuove rotte. La parola d’ordine è una sola: “proattività”.
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Vai al contenutoA Hormuz merci ferme per 23,7 miliardi dollari
Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello stretto di Hormuz è il report "Port Infographics" realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo). Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale e il 25% dei fertilizzanti: le tensioni nell'area hanno provocato un calo dell'89% dei transiti giornalieri in pochi mesi, rileva l'analisi di Assoporti e Srm nel sottolineare che le deviazioni delle rotte, ad esempio via Capo di Buona Speranza, comportano un aumento fino a 20 giorni di navigazione aggiuntivi e rincari significativi dei costi. Per l'Onu il persistente blocco di fertilizzanti nello Stretto di Hormuz rischia di causare entro "qualche settimana" una "grave crisi umanitaria". E, lamentano gli operatori riuniti a Tuttofood, rischia di scaricare sulle campagne europee e sui listini dei beni agroalimentari una nuova ondata di rincari, speculazioni e instabilità. "Queste tensioni, con ricadute su energia, imballaggi, packaging e approvvigionamento di alcune materie prime strategiche come i fertilizzanti, stanno incidendo negativamente su tutta la catena del valore agroalimentare" avverte il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, prefigurando il rischio di stagflazione per l'Italia se il conflitto in Iran continuerà. Per il numero uno dell'industria alimentare "ci vorranno molti mesi per tornare a una normalizzazione dei prezzi e degli approvvigionamenti".
Ben Gvir: "L'Ue antisemita. Non fermeremo gli insediamenti"
"Aspettarsi che l'Unione antisemita prenda una decisione morale è come aspettarsi che il sole sorga a occidente". Lo ha scritto il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir su X in merito alla decisione dell'Unione Europea - definita 'antisemita' - di sanzionare coloni violenti che operano in Cisgiordania. "Mentre i nostri nemici attaccano e uccidono gli ebrei, l'Unione Europea cerca di mettere a tacere chi si difende. L'impresa degli insediamenti non si fermerà: continueremo a costruire, piantare, proteggere e insediarci in tutta la Terra d'Israele'', ha aggiunto Ben Gvir, invitando inoltre il ministro della Giustizia israeliano ad avanzare un disegno di legge presentato dal suo partito, 'Potere ebraico', che impedirebbe alle banche di imporre le sanzioni.
Governo Gb sanziona clan familiari iraniani accusati di "azioni ostili"
Il governo britannico ha annunciato oggi nuove sanzioni anti-iraniane nei confronti di gruppi e individui accusati di "attività ostili" condotte o pianificate nel Regno Unito e in altri Paesi stranieri per conto di Teheran. Le misure coinvolgono 12 persone, come si legge in una nota del Foreign Office, e mirano secondo Londra a "scoraggiare attacchi contro dissidenti iraniani all'estero, nonché a colpire fonti di finanziamento destinate ad azioni illecite a favore del regime iraniano". Il pacchetto riguarda in particolare il clan familiare Zindashti, già preso di mira da Usa e Regno Unito nella persona di Naji Ibrahim Sharifi-Zindashti, descritto da Washington come un businessman ma anche un trafficante di droga pronto a mettere a disposizione del potere iraniano i suoi servigi per azioni intimidatorie contro oppositori o figure sgradite a Teheran, minacce e sospetti agguati omicidi in giro per il mondo. Lo stesso clan era stato sanzionato pure dall'Ue nel 2025. Le nuove sanzioni britanniche prendono inoltre di mira 5 membri della ricca famiglia degli Zarringhalam - Farhad, Fazlolah, Mansur, Nasser e Puria - sospettati d'aver finanziato persone "implicate in attività di destabilizzazione" imprecisate nel Regno e altrove.
Trump: "La soluzione diplomatica con l'Iran è ancora possibile"
Donald Trump ritiene che la soluzione diplomatica con l'Iran è ancora possibile. "Molto possibile", ha detto aggiungendo che la leadership di Teheran è "indegna". "E' un terzo livello di leader, gli altri li abbiamo uccisi tutti", ha aggiunto.
Trump: "La tregua ha l'1% di possibilità di sopravvivere"
"Il cessate il fuoco è in terapia intensiva, con una possibilità di sopravvivere dell'1%". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca della tregua con l'Iran.
Trump: "Non sento nessuna pressione, avremo una vittoria totale sull'Iran"
"L'Iran pensa che io senta pressione. Non ho nessuna pressione, avremo una vittoria completa". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca.
Cnn, progressi tra Iran e Usa dipenderanno dall'esito della visita di Trump in Cina
I colloqui tra Stati Uniti e Iran non faranno progressi significativi prima dell'incontro tra il presidente Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping, previsto per la fine di questa settimana. A sostenerlo è una fonte regionale vicina al processo negoziale citata da Cnn, aggiungendo che l'andamento dei colloqui "dipenderà dagli esiti della visita del presidente Trump a Pechino". La fonte ha sottolineato che è "molto probabile" che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarà a Delhi per la riunione dei ministri degli Esteri dei Brics, giovedì e venerdì, gli stessi giorni in cui Trump sarà a Pechino. La presenza di Aragchi alla riunione - ha proseguito la fonte - "è importante", poiché è probabile che partecipino anche i ministri degli Esteri di Arabia Saudita ed Egitto, tra i Paesi che facilitano il dialogo informale tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan. I ministri degli Esteri saudita ed egiziano non hanno ancora confermato la loro partecipazione alla conferenza. "La Cina svolgerà un ruolo importante nel garantire la prosecuzione del dialogo", ha aggiunto la fonte.
Trump: "L'Iran mi ha detto che la sua polvere nucleare è sepolta in profondità"
Donald Trump afferma che l'Iran gli ha comunicato che gli Stati Uniti dovranno estrarre la "polvere nucleare" dai suoi impianti, poiché essa è sepolta a una profondità tale che Teheran non riesce a raggiungerla dopo gli attacchi di giugno. In un'intervista a Fox News il presidente americano ha poi precisato di non sapere, al momento, in che modo gli Stati Uniti potrebbero procedere con la rimozione, precisando che si tratta di una questione che sarà oggetto di ulteriori negoziati.
Libano, Beirut: 2.869 morti dal 2 marzo, più di 8.700 i feriti
In Libano, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah, sono 2.869 i morti dal 2 marzo. E' il bilancio aggiornato che arriva dal ministero della Salute di Beirut, come riporta l'agenzia libanese Nna. I feriti sono 8.730. Il ministero precisa che si tratta del "bilancio complessivo delle vittime dal 2 marzo all'11 maggio".
Trump: "Mi aspetta un grande gruppo di generali per parlare dell'Iran"
Durante un evento alla Casa Bianca per il lancio di un sito dedicato alla salute delle madri, Donald Trump ha chiesto agli ospiti di tenere interventi brevi perché "mi aspetta un grande gruppo di generali per parlare di un bel Paese chiamato Iran". "Anche quello è importante", ha dichiarato il presidente americano.
Trump: "Continueremo la pressione fino all'accordo"
Gli Stati Uniti continueranno a "esercitare pressione" sull'Iran "fino a quando non raggiungerà un accordo". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando a Fox News. "La resa dell'Iran avverrà sicuramente", ha aggiunto
Iran, Trump valuta il ripristino dell'operazione nello Stretto di Hormuz
Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato a Fox News di valutare "il rilancio di Project Freedom ma con un ambito più ampio che non si limiti solo a scortare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz". Il capo della Casa Bianca ha tuttavia chiarito di "non aver ancora preso una decisione definitiva".

©Ansa
Ambasciatore iraniano a Pechino: "Sosteniamo il piano di pace della Cina"
In vista della visita di Donald Trump in Cina questa settimana, Abdolreza Rahmani Fazli, ambasciatore iraniano in Cina, ha scritto su X che l'Iran è pronto a sostenere il piano in quattro punti di Xi per il Golfo. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha annunciato la propria disponibilità a sostenere il piano in quattro punti del Presidente della Repubblica Popolare Cinese, volto a stabilire una sicurezza stabile e uno sviluppo condiviso nella regione del Golfo Persico, questione che è stata altresì sottolineata durante l'incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi", ha scritto.
Libano, oltraggiò statua della Madonna: condannato soldato dell'Idf
E' stato condannato a tre settimane di reclusione in un carcere militare il soldato israeliano che, ritratto in una foto mentre fumava, aveva infilato una sigaretta nella bocca di una statua della Madonna. L'immagine era stata scattata nel villaggio cristiano di Debel, nel sud del Libano, e aveva scatenato polemiche per il presunto oltraggio a simboli religiosi cristiani.
Oltraggiò statua della Madonna, condannato soldato dell'Idf
Vai al contenutoAramco: "La guerra ha scatenato il più grande shock energetico mai visto"
Il capo del colosso petrolifero saudita Aramco ha avvertito che la guerra in Medio Oriente ha scatenato il "più grande shock energetico" mai registrato al mondo, ritenendo che i mercati potrebbero tornare a funzionare normalmente solo nel 2027. "Anche se lo stretto di Hormuz riaprisse oggi, ci vorrebbero ancora mesi perché il mercato si riequilibrasse, e se la sua riapertura fosse ritardata di qualche settimana in più, il ritorno alla normalità si protrarrebbe fino al 2027", ha affermato il ceo del fiore all'occhiello dell'economia saudita, Amin Nasser, durante una conferenza telefonica con gli investitori.
Nuovo colloquio tra Araghchi e ministro saudita: "Discussi sviluppi diplomatici"
I ministri degli Esteri di Iran e Arabia Saudita si sono sentiti telefonicamente per la seconda volta in 24 ore, secondo quanto riportato dai media statali iraniani e rilanciato da Cnn. Il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi e il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan, hanno discusso degli "ultimi sviluppi" relativi al processo diplomatico in corso tra Iran e Stati Uniti, ha riferito l'agenzia di stampa statale Irna. L'agenzia di stampa statale saudita ha affermato che bin Farhan ha ricevuto una telefonata da Araghchi oggi e che i due hanno scambiato opinioni sui colloqui tra Stati Uniti e Iran. I due Paesi si sono trovati in un raro momento di scontro durante questo conflitto, quando l'Iran ha colpito l'Arabia Saudita con missili e droni in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani contro il suo territorio.
Israele proroga la chiamata alle armi per 400mila fino al 31 maggio
La Commissione Esteri e Difesa della Knesset ha approvato la proroga della chiamata alle armi per il numero limite di 400.000 riservisti fino al 31 maggio. Lo riporta la stampa locale, sottolineando che il limite precedente, approvato a dicembre, era di 280.000 militari. Dall'inizio della guerra con Hamas nell'ottobre 2023, il governo israeliano ha rinnovato le autorizzazioni alla chiamata alle armi d'emergenza ogni pochi mesi, consentendo alle forze armate di mobilitare rapidamente i riservisti e di mantenerli in servizio più a lungo di quanto consentito in tempi normali.
Israele: "Sanzioni Ue mosse da idee politiche, inaccettabili"
"Israele respinge fermamente la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane. L'Ue ha scelto in modo arbitrario a causa delle sue opinioni politiche e senza alcun fondamento". Lo afferma su X il ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Gideon Sa'ar, in risposta all'intesa raggiunta nel Consiglio Affari Esteri dell'Unione sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti. "Oltraggioso è anche il paragone che l'Ue ha scelto di fare tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas, un'equivalenza morale completamente distorta. Israele ha sempre difeso diritto degli ebrei a stabilirsi nel cuore della nostra patria".
Crisi del Golfo, Teheran respinge il piano di pace americano. VIDEO
Onu, rischio carestia se continua il blocco di Hormuz
Il blocco in corso dei fertilizzanti nello Stretto di Hormuz rischia di scatenare una grave crisi umanitaria entro poche settimane, ha dichiarato il capo di una task force delle Nazioni Unite incaricata di sbloccare il passaggio di questi materiali cruciali. "Abbiamo poche settimane per scongiurare quella che probabilmente sarà una grave crisi umanitaria. Potremmo trovarci di fronte a una crisi che farà precipitare nella fame altri 45 milioni di persone", ha detto Jorge Moreira da Silva all'AFP in un'intervista.
Global Sumud Flotilla: "Abukeshek e Avila rilasciati, vittoria della solidarietà internazionale"
La Global Sumud Flotilla conferma che ''Saif Abukeshek e Thiago Ávila sono stati rilasciati dalla detenzione illegale israeliana dopo essere stati rapiti e aver subito dieci giorni di abusi e torture''.
''Saif - si legge in una nota - ha viaggiato attraverso Atene ed è arrivato a Barcellona nel primo pomeriggio di oggi, ricongiungendosi con sua moglie e i suoi figli. Thiago ha attraversato il confine di Taba e sarà a casa in Brasile con sua moglie e sua figlia entro il pomeriggio di lunedì. Questo è ciò che significa mobilitazione. Il loro rilascio dimostra che una pressione internazionale e politica costante funziona. In questo senso, lo celebriamo. Ma diciamo chiaramente ciò che non cambia. Il rilascio non è libertà. Saif e Thiago tornano a casa mentre 9.500 uomini, donne e bambini palestinesi restano detenuti illegalmente nelle carceri del regime israeliano, sottoposti allo stesso sistema di detenzione illegale, tortura e impunità che i nostri compagni hanno sperimentato per dieci giorni e che i palestinesi subiscono da decenni''.
''Quel sistema ha un volto - sottolinea la Global Sumud Flotilla - Tre detenuti palestinesi recentemente rilasciati hanno descritto le condizioni del dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, detenuto da Israele dal 27 dicembre 2024. Descrivono un uomo quasi irriconoscibile: sotto shock, incapace di parlare correttamente, con le sue urla udibili durante gli abusi. Privato delle cure mediche. Sottoposto a lunghi periodi in catene, perquisizioni corporali degradanti, pestaggi e attacchi con cani. Questa è la realtà per oltre 9.500 palestinesi oggi, molti dei quali senza alcuna prospettiva di rilascio''.
Intesa tra i ministri Ue sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti
Via libera, a quanto si apprende, del Consiglio Affari Esteri alle sanzioni Ue contro i coloni israeliani violenti. L'Ungheria ha tolto il veto finora tenuto fermo contro le misure, sulle quali era necessaria l'unanimità. I 27 ministri degli Esteri hanno quindi raggiunto l'accordo politico. Non ha raggiunto il necessario quorum invece la proposta di imporre dazi ai prodotti degli insediamenti israeliani. L'accordo politico prevede invece anche nuove sanzioni contro Hamas.
Netanyahu fa riunione di sicurezza dopo la risposta di Teheran al piano di Trump
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta tenendo in questo momento una riunione sulla sicurezza nel suo ufficio a Gerusalemme, secondo quanto riferito al Times of Israel dall'ufficio di uno dei partecipanti. L'incontro si svolge dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha respinto la risposta dell'Iran alla sua proposta di cessate il fuoco, e in vista dei colloqui diretti tra Israele e Libano che si terranno a Washington nel corso di questa settimana.
Iran, la stampa rilancia scenari di guerra con Stati Uniti e Israele
La stampa iraniana torna a evocare uno scenario di confronto diretto con Stati Uniti e Israele dopo il recente scambio di proposte sul dossier nucleare, respinto dal presidente Donald Trump. Le prime pagine dei principali quotidiani di Teheran, infatti, oggi sono dominate da toni di preparazioni militare e messaggi di fermezza contro le pressioni esterne.
Il quotidiano 'Kayhan', tra i più influenti e ritenuto un tempo allineato alla defunta Guida Suprema, Ali Khamenei, apre con il titolo "I missili ed i droni del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione sono puntati contro navi e basi nemiche". Ancora più esplicito 'Resalat', sempre di area principalista, che scrive: "La macchina da guerra americana non può resistere alla potente ondata dell'offensiva iraniana nel Golfo". Il quotidiano contiene anche un editoriale che evoca l'ipotesi di una "ritorsione per Beirut", in riferimento all'alleanza con Hezbollah.
Il quotidiano 'Iran' sottolinea in un titolo che "negoziare non significa arrendersi" e che "la palla è ora nel campo di Washington", dopo che Teheran ha inviato la propria risposta agli Stati Uniti tramite intermediari pakistani. Toni sempre marcatamente militari emergono dal quotidiano conservatore 'Hamshahri Tehran', che apre con il tema della "zona di guerra iraniana". Infine, Jam-e Jam parla di "direttive del Comandante", riferendo nuove decisioni attribuite alla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, in vista di un possibile confronto. "Le forze armate sono in attesa dell'ordine di aprire il fuoco", si legge.
Starmer: "Guerra non in linea con nostri interessi"
Il premier britannico Keir Starmer è tornato a difendere la decisione di non entrare nella guerra all'Iran al fianco di Stati Uniti e Israele. "Se avessimo ascoltato i consigli di certe parti, saremmo stati coinvolti in uno scontro con l'Iran e trascinati in una guerra che non è in linea con i nostri interessi", ha detto nel discorso con cui oggi ha rilanciato l'azione del suo governo. "Non permetterò mai che accada", ha assicurato.
Teheran: "No negoziati se Usa non rispettano condizioni"
L'Iran non tratterà con gli Stati Uniti fino a quando Washington non accetterà cinque condizioni chiave. A chiarirlo è stato il generale Mohammad Ali Jafari, ex comandante dei Pasdaran e ora a capo del quartier generale culturale e sociale Baqiyatallah. "Finché la guerra non cesserà su tutti i fronti, le sanzioni non saranno revocate, i fondi bloccati non saranno scongelati, i danni causati dalla guerra non saranno risarciti e non sarà riconosciuto il diritto di sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz, non ci sarà spazio per nessun altro negoziato", ha spiegato il generale, figura di spicco del regime, a quanto riferito dall'agenzia Fars. "Con questo livello di sfiducia verso gli Stati Uniti, è naturale che il team negoziale debba stabilire condizioni che garantiscano tutti i diritti incontestabili dell'Iran", ha aggiunto.
Turchia, Fidan vola in Qatar; sul tavolo Difesa, Hormuz e Gaza
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan è atteso domani nella capitale del Qatar, Doha, per una serie di colloqui preparatori a un incontro strategico di alto livello tra i rappresentanti dei due Paesi. Al centro dell'agenda "sicurezza regionale" e "la condotta genocida" di Israele a Gaza, come rivelato dal Ministero degli Esteri turco. Nel corso della visita Fidan esaminerà i preparativi per la dodicesima riunione dell'Alto Comitato Strategico Turchia-Qatar, prevista a Istanbul entro la fine dell'anno sotto la presidenza del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dell'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani. Secondo media turchi vicini al governo gli incontri previsti dovrebbero inoltre riguardare il sostegno della Turchia al Qatar dopo gli attacchi iraniani di marzo e aprile. I due Paesi sono da anni alleati e Ankara ha anche una base militare vicino Doha. Fidan dovrebbe inoltre sottolineare l'importanza del ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, definita "cruciale per la sicurezza regionale e la stabilità economica". Secondo i media turchi Fidan insisterà sulla necessità urgente di porre fine in modo duraturo alle tensioni nel Golfo e di dare vita a incisive iniziative diplomatiche per porre fine allo sterminio dei civili a Gaza e preservare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano di fronte agli attacchi israeliani. Turchia e Qatar hanno istituito una partnership strategica nel 2014 e il loro Alto Comitato Strategico si riunisce annualmente dal 2015. I due Paesi hanno firmato 115 accordi nel corso di 11 riunioni del comitato. A conferma degli eccellenti rapporti tra i due Paesi il fatto che Fidan aveva visitato il Qatar l'ultima volta meno di due mesi fa, il 19 marzo 2026.
Hormuz, Cattani (Farmindustria): "Per ora no carenze farmaci ma timori se perdura crisi"
Nessuna emergenza per i farmaci ad ora, ma timori di un'onda lunga sui prossimi mesi "se questa crisi tra Stati Uniti e Iran dovesse perdurare nell'aumentare gli stati di carenza". Questo il quadro che delinea il presidente di Farmindustria Marcello Cattani parlando del blocco dello stretto di Hormuz. "Oggi non c'è un problema tangibile negli approvvigionamenti. C'è già, però, un problema tangibile nella struttura dei costi delle imprese: quando gli ingredienti attivi aumentano del 100% in due mesi, l'alluminio del 120%, la plastica del 40%, la carta del 35% produrre un antibiotico che ha un valore riconosciuto di un euro e mezzo diventa impossibile" dice. Quanto al mercato farmaceutico, "l'export per ora tiene ed effetti ci sono più dai costi energetici che dagli approvvigionamenti, ma l'attenzione è alta per i prossimi mesi - sottolinea Cattani -. Il 2026 resta per ora in positivo, con per l'export "un trend positivo sopra il +5%. Vedremo come si consoliderà durante l'anno, ma è chiaro che gli effetti economici di questa crisi si iniziano a vedere quantomeno su scala per i Paesi europei in crescita e pil".
Araghchi sente omologo saudita su "sviluppi diplomatici"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo saudita, Faisal bin Farhan. Secondo la nota diffusa da Teheran, nel colloquio i due ministri si sono consultati "sugli ultimi sviluppi relativi ai processi diplomatici in corso tra Iran e Stati Uniti, con la mediazione del Pakistan".
Terra Viva: "Scatta allarme Hormuz su agricoltura tra rincari e speculazioni"
Quello che sta accadendo nello Stretto di Hormuz è un passaggio geopolitico che rischia di scaricare sulle campagne europee una nuova ondata di rincari, speculazioni e instabilità. I fertilizzanti sono sotto scacco, ma le conseguenze si estendono anche a trasporti, logistica, costi di trasformazione e quindi ai prezzi finali di grano, latte, carne e prodotti alimentari. È l'allarme lanciato dal presidente nazionale di Terra Viva, Claudio Risso, in merito all'aumento dei costi di fertilizzanti, mangimi, energia e materie prime agricole, sul quale servono subito misure per tutelare le imprese. "Quando si blocca o si destabilizza uno dei principali snodi energetici mondiali - commenta Risso - gli effetti arrivano immediatamente lungo tutta la filiera agroalimentare". Per l'Associazione cislina dei produttori agricoli il rischio è di rivivere una dinamica già sperimentata durante la crisi russo-ucraina: aumento dei costi di produzione, compressione dei margini per le aziende agricole e nuova spinta inflattiva sui consumatori. "L'agricoltura italiana - denuncia Risso - non può continuare ad essere una sorta di parafulmine di ogni crisi internazionale: le nostre imprese stanno già affrontando gli effetti del cambiamento climatico, della volatilità dei mercati e di una competizione globale spesso priva di regole e reciprocità, ora si aggiunge una nuova tensione geopolitica che rischia di colpire nuovamente il cuore produttivo dell'agroalimentare europeo". Da qui la richesta di Terra Viva a governo e Ue di attivare rapidamente strumenti straordinari di monitoraggio e contenimento delle speculazioni su fertilizzanti ed energia, misure di sostegno per le filiere agricole più esposte, una strategia europea più forte sull'autonomia produttiva e alimentare e investimenti accelerati su energie rinnovabili agricole, economia circolare e produzione nazionale di input strategici.
A Hormuz calano dell'89% transiti, merci ferme per 23,7 miliardi dollar
Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale: le tensioni nell'area hanno provocato un calo dell'89% dei transiti giornalieri in pochi mesi. E' quanto emerge dal nuovo numero del report "Port Infographics" realizzato da Assoporti ed Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo). Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento.
Crosetto: "Italia in missione Hormuz solo se c'è tregua"
"Ho parlato di una missione con Onu o senza Onu per Hormuz perché il problema non è la volontà dell'Onu, basta una nazione per bloccarla in Consiglio di sicurezza. Se sarà così basterà un accordo che metta insieme 30-40 nazioni che vadano anche senza l'Onu". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine del "Mediterranean and Middle East Special Group" della Nato della necessità di riaprire lo stretto di Hormuz. "Se l'Onu non potrà perché è bloccato da qualcuno che non vuole la pace, andranno quelle nazioni", ha aggiunto. "Questo se c'è la tregua, senza tregua non può andare nessuno. Noi non andremo mai".
Libano: 3 morti e 8 feriti in raid, Idf conferma soldato ucciso
E' di almeno tre morti e otto feriti il bilancio dei raid attuati questa mattina dall'esercito israeliano su diverse localita' del sud del Libano, in particolare nel distretto di Nabatiye. Al contempo, le forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato l'uccisione di un soldato ieri nei pressi del confine libanese. Gli attacchi di questa mattina, avvenuti prima degli ordini di evacuazione emessi dall'Idf, hanno visto un drone colpire un veicolo mentre un altro raid ha preso di mira una squadra di paramedici della protezione civile. Le forze israeliane hanno attaccato Kfar Roummane due volte dopo l'ordine di evacuazione e hanno proseguito gli attacchi a Toul. Nel dettaglio, secondo il quotidiano L'Orient Le Jour, un raid aereo israeliano all'alba su Toul (distretto di Nabatiye) ha causato due morti e quattro feriti. Uno dei feriti e' in condizioni critiche, mentre gli altri tre hanno riportato ferite lievi. Secondo la stessa fonte, sempre a Toul, e' stata presa di mira una squadra di soccorso del Comitato Sanitario Islamico, legato a Hezbollah; almeno due soccorritori hanno riportato ferite. Un drone dell'esercito israeliano ha colpito un pick-up sulla strada per Srebbine (distretto di Bint Jbeil), ferendo diverse persone. Un attacco dell'Idf ad Haris (distretto di Bint Jbeil) ha preso di mira un'auto, uccidendo una persona e ferendone un'altra. La vittima e' un giovane di nome Mohammad Darwich, mentre il ferito e' suo fratello, Yahya. Originari di Qobeyate, nella provincia di Akkar, sono stati raggiunti mentre si trovavano a bordo della loro auto. Al momento gli abitanti di Machghara e Qalaya hanno iniziato a evacuare le zone minacciate nella parte occidentale della valle della Bekaa, in seguito agli ordini di evacuazione emessi dall'esercito israeliano. In un'intervista ad al-Arabiya, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha lamentato che la guerra in cui "il Libano e' stato trascinato" da Hezbollah ha portato al "controllo israeliano di 68 villaggi, quasi meta' dell'area a sud del fiume Litani", e a una distruzione "simile a quella vista a Gaza". Infine, l'esercito israeliano ha confermato la morte di un suo soldato, il sergente maggiore (riservista) Alexander Glovanyov, di 47 anni, ucciso "in combattimento vicino al confine libanese" ieri sera. Era "l'autista principale del 6924esimo battaglione trasporti", secondo l'esercito israeliano, che non ha specificato il luogo dell'uccisione. Ieri sera, Hezbollah ha rivendicato la responsabilita' di diversi attacchi, effettuati con droni e razzi su soldati israeliani dispiegati a Bayada (Tiro) e vicino al porto di Naqoura. Dal 2 marzo, gli attacchi israeliani hanno causato la morte di 2.846 persone in Libano, secondo l'ultimo bilancio ministeriale.
Tajani: "No decisioni Ue oggi su misure commerciali Israele"
Teheran: "Dagli Usa richieste irragionevoli, l'Iran reagirà se costretto"
"Gli Stati Uniti continuano a avanzare richieste irragionevoli, ma noi contrastiamo le loro prepotenze": lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei durante la sua conferenza stampa settimanale. "Che gli Stati Uniti - afferma - accettino la proposta dell'Iran o entrino in guerra, noi decideremo di conseguenza. L'Iran combatterà ogni volta che sarà costretto a farlo, oppure ricorrerà alla diplomazia, se ci sarà spazio per farlo". Riferendosi alle notizie secondo cui gli Stati europei stanno per dispiegare navi da guerra per aprire lo Stretto di Hormuz, Baghaei ha affermato che i paesi del mondo dovrebbero agire in modo responsabile. Secondo l'ISNA, ha sottolineato: "Gli europei non dovrebbero soccombere agli atti di arroganza degli Stati Uniti e di Israele e lasciarsi ingannare da loro. Dovrebbero astenersi dal compiere qualsiasi mossa che comprometta i loro interessi, perché qualsiasi intervento nello Stretto di Hormuz o nel Golfo Persico comporterebbe ulteriori complicazioni e un aumento dei prezzi dell'energia".
Pezeshkian: "Negoziato possibile. Se intesa la rispetteremo"
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian non ha chiuso la porta ai negoziati con gli Stati Uniti, dopo che Teheran ha respinto la proposta in 14 punti arrivata da Washington. "La vittoria ottenuta dalle forze armate sul campo di battaglia deve essere completata anche sul piano diplomatico", ha detto a quanto riporta l'agenzia Irna. "Pur nella diffidenza verso il nemico, riteniamo possibile negoziare da una posizione di dignita', saggezza e interesse", ha spiegato. E "se si raggiungera' un accordo che tenga conto delle preoccupazioni della Guida Suprema della Rivoluzione e degli interessi del popolo iraniano, saremo fedeli ai nostri impegni", ha assicurato.
Berlino: "No a dazi sui prodotti degli insediamenti illegali israeliani"
La Germania sostiene "la soluzione dei due Stati" e "come governo federale, siamo anche convinti che solo questa possa garantire la stabilità a lungo termine della regione. Pertanto, non possiamo appoggiare nulla che contribuisca all'instabilità". Lo ha dichiarato il ministro di Stato tedesco per l'Europa Gunther Krichbaum rispondendo a una domanda sulla proposta franco-svedese di introdurre dei dazi restrizioni all'importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti illegali israeliani in Cisgiordania. "Ci impegniamo - ha aggiunto - a proseguire il dialogo diretto con Israele, e a cercare di influenzare il governo e quindi la regione".
Teheran: "Inquinamento a Kharg è dovuto a rilasci da petroliera danneggiata"
Il Dipartimento per l'ambiente iraniano ha attribuito l'inquinamento osservato vicino all'isola di Kharg allo scarico di acque di zavorra contaminate provenienti da una petroliera danneggiata, smentendo le notizie di perdite da oleodotti. Lo scrve l'agenzia iraniana Tasnim.
Iran, Assolombarda: "Da shock Hormuz danno a imprese"
"La geopolitica e' entrata direttamente nell'economia reale, ridimensionando le prospettive di crescita dell'economia globale. Per esempio, il PIL del Quadrilatero di Assolombarda ora e' atteso al +1,0%, contro il +1,6% di gennaio. Ma la geopolitica e' anche entrata nei conti economici delle imprese. Nel 2025 l'interscambio tra le imprese del territorio di Assolombarda e i Paesi del Medio Oriente e' arrivato a 5,3 miliardi di euro, pari al 2,6% del totale. Ma il vero tema sono gli effetti indiretti. Dallo stretto di Hormuz passa circa un quinto del commercio globale di petrolio e gas, di conseguenza la sua chiusura ha generato un vero e proprio shock energetico con importanti ricadute sui prezzi di petrolio e gas". Lo ha detto il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, in occasione della XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo "Prospettive in bilico" in corso presso Assolombarda. Per le imprese questo significa che "programmare e' sempre piu' complicato e le imprese hanno bisogno di fare investimenti di lungo periodo. Questo vale soprattutto per un tessuto economico come il nostro, fatto per il 95% da PMI e fortemente integrato in filiere", ha aggiunto Biffi. Secondo il presidente di Assolombarda "paghiamo l'energia molto piu' degli altri: il PUN medio di aprile in Italia e' stato di 117 /MWh, in Germania e' circa la meta'. E questo succede perche' dipendiamo per circa il 40% del gas". Servono quindi "scelte chiare: accelerare le autorizzazioni, sviluppare le aree idonee e aprire senza pregiudizi al tema del nucleare di nuova generazione", ha concluso Biffi.
Svezia: "Sanzionare ministri Israele favorevoli a insediamenti illegali"
La ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard si è detta "abbastanza ottimista" sulla possibilità che i Ventisette possano raggiungere un accordo sulle "sanzioni contro i coloni estremisti". "Dobbiamo anche procedere con le sanzioni contro i ministri israeliani che stanno promuovendo questi insediamenti" ha poi spiegato al suo arrivo al Consiglio Esteri a Bruxelles. "Dobbiamo fare qualcosa e dobbiamo farlo in fretta. Altrimenti i paesi si sentiranno frustrati e andranno avanti con decisioni nazionali. E questo - ha sottolineato - non fa altro che indebolire l'Unione Europea".
Libano, premier: "Prima Israele accetti nostre richieste poi pace"
Nei colloqui in corso a Washington mediati dagli Stati Uniti, Israele dovrebbe prima accettare le richieste del Libano e solo dopo si potranno avviare trattative per arrivare a un accordo di pace. Lo ha affermato il premier libanese, Nawaf Salam, in un'intervista al quotidiano saudita Al Arabiya, nel rispondere alla domanda se i negoziati con Israele mirassero a un cessate il fuoco o a un accordo di pace. "Sosteniamo la pace, ma questa pace ha delle condizioni. E' una questione che affronteremo in una fase successiva", ha dichiarato Salam, sottolineando che quelli in corso a Washington sono colloqui preliminari, in vista di negoziati piu' sostanziali. Il premier ha precisato che le richieste del Libano sono un cessate il fuoco, il ritiro completo di Israele dal territorio libanese e il rilascio dei prigionieri libanesi detenuti nelle carceri israeliane. "Una volta soddisfatte le richieste libanesi, siamo aperti a discutere le condizioni per la pace in un quadro arabo piu' ampio, perche' cio' ha implicazioni per gli Stati arabi", ha sottolineato Salam. Nell'intervista, il premier libanese ha riconosciuto che il gruppo terroristico Hezbollah, sostenuto dall'Iran, si oppone ai negoziati con Israele, e ha ricordato che il Libano aveva gia' avviato negoziati con Israele nel 1983, ma furono infruttuosi. Hezbollah ha iniziato a combattere contro Israele il 2 marzo, pochi giorni dopo lo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, provocando pesanti raid aerei israeliani e un'intensificazione della presenza terrestre delle Forze di difesa israeliane (Idf) in Libano. Il cessate il fuoco, in vigore da meta' aprile, e' stato violato quasi ogni giorno da entrambe le parti.
Teheran: "Negoziati possibili, se accordo giusto lo rispetteremo"
La Repubblica islamica dell'Iran "pur mantenendo la diffidenza nei confronti del nemico, ritiene possibili i negoziati, da una posizione di dignità, saggezza e opportunità". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un incontro con il comandante e gli alti ufficiali delle forze dell'ordine della Repubblica islamica dell'Iran (Faraja) in cui ha delineato le opzioni strategiche postbelliche dell'Iran. Lo riporta la agenzia Mehr. Il presidente ha aggiunto che, qualora si raggiungesse un accordo in linea con le preoccupazioni della Guida Suprema e gli interessi del popolo iraniano, l'Iran rispetterebbe i propri impegni. Rivolgendosi ai presenti dopo aver ricevuto un briefing sulle prestazioni delle Forze Armate iraniane, Pezeshkian ha affermato che il Paese si trova ora di fronte a tre strade distinte: avviare negoziati con dignità e fermezza per rivendicare i diritti dell'Iran; rimanere in uno stato di né guerra né di pace; oppure proseguire sulla via del conflitto e dello scontro. "La preferenza razionale e logica, fondata sull'interesse nazionale, è che la vittoria conseguita dalle Forze Armate sul campo di battaglia si concretizzi in ambito diplomatico, con l'affermazione dei diritti del popolo iraniano in una posizione di dignità e autorità". Pezeshkian ha inquadrato l'apertura dell'Iran alla diplomazia non come una concessione, bensì come una strategia calcolata.
Iran, Teheran: "Nuova azione Hormuz complicherebbe situazione"
Sono stati gli Usa e non l'Iran a provocare problemi nello stretto di Hormuz e qualsiasi nuova azione complicherebbe ulteriormente la situazione. A chiarirlo e' stato il portavoce e del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, in una conferenza stampa a Teheran. "Lo Stretto di Hormuz era aperto", ha ricordato, "e' stata l'aggressione degli Stati Uniti a provocare il blocco". E ora "qualsiasi intervento nelle questioni relative allo Stretto di Hormuz non fara' altro che complicare ulteriormente la situazione".
Bce, de Guindos: "Tassi? Serve chiarezza su conflitto in Iran"
"Credo che dobbiamo aspettare prima di decidere la prossima mossa sui tassi d'interesse. Abbiamo bisogno di maggiore chiarezza sul conflitto in Iran. Avremo nuove proiezioni a giugno. Vediamo i dati. La mia impressione e' che i dati sulla crescita nelle prossime settimane non saranno positivi". Lo ha detto Luis de Guindos, vicepresidente della Bce, intervistato dal Financial Times. "Bisogna tenere presente che uno shock energetico - ha aggiunto - si riflette solitamente sugli indicatori di inflazione molto piu' rapidamente che su quelli di crescita. Per questo motivo, raccomando prudenza: l'impatto sulla crescita diventera' molto piu' evidente nelle prossime settimane. E abbiamo bisogno di maggiore chiarezza riguardo al conflitto".
Iran, telefonate Araghchi con Abdelatty e Berendsen
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto conversazioni telefoniche con gli omologhi egiziano, Badr Abdelatty, e olandese, Tom Berendsen, con i quali ha discusso gli "ultimi sviluppi regionali e diplomatici". Lo riferisce l'agenzia Irna. In particolare, Araghchi e Abdelatty hanno discusso "i processi diplomatici in corso tra Iran e Stati Uniti".
Teheran: "La nostra risposta alla proposta Usa è generosa e razionale"
"Le proposte dell'Iran in risposta alla proposta degli Stati Uniti di porre fine alla guerra in corso sono generose e razionali e vanno a beneficio della regione e del mondo". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, aggiungendo: "Non abbiamo chiesto alcun privilegio, ma solo il rispetto dei legittimi diritti dell'Iran". Baghaei ha poi illustrato le richieste dell'Iran contenute nella sua proposta, che includono "la fine della guerra in tutta la regione, la fine del blocco navale imposto agli Stati Uniti, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz (sotto controllo iraniano)". "Queste richieste sono eccessive per l'Iran?", ha chiesto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.
Mimit, prezzi carburanti stabili, benzina a 1,930 euro al litro
I prezzi dei carburanti sono sostanzialmente stabili questa mattina: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,930 al litro per la benzina (invariato su ieri) e 2,007 euro al litro per il gasolio (era 2,009 euro ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,000 euro al litro per la benzina e 2,078 euro al litro per il gasolio.
Teheran: "Usa irresponsabili. Noi ci stiamo difendendo"
L'Iran e' tornato ad accusare gli Stati Uniti di agire in modo "irresponsabile" sul piano internazionale. "L'Iran ha dimostrato di essere una potenza responsabile nella regione e, allo stesso tempo, non siamo aggressori, ma difensori. Basta guardare le nostre azioni", haa detto il portavoce del ministero degli Esteri, ERsameil Baqaei, in una conferenza stampa di cui danno conto diversi media iraniani. "Siamo stati noi a invadere gli Stati Uniti a migliaia di chilometri di distanza? Siamo stati noi a massacrare 170 innocenti in un solo giorno? Siamo noi che nel mondo occidentale ci comportiamo da prepotenti nei confronti di Cuba, del Venezuela e di altri paesi? Siamo stati noi a commettere due volte un crimine cosi' grave nel corso di un processo diplomatico?", ha chiesto retoricamente. "L'attacco a un Paese, la distruzione delle sue infrastrutture, l'assassinio del leader e dei cittadini di un paese, non sono forse atti irresponsabili?", ha insistito.
Media: "Raid israeliani sul sud del Libano, due vittime"
Un raid aereo israeliano sulla città di Abba, avvenuto questa mattina, ha causato due morti e cinque feriti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa libanese Nna. Lo scrive Al Jazeera, secondo cui gli aerei da guerra hanno ripreso i raid sulla città di Kfar Remman, anch'essa nel Libano meridionale, per la seconda volta in meno di un'ora
Teheran: "Da noi proposta ragionevole. Da Usa ingiusta"
L'Iran ha difeso la decisione di respingere la bozza di memorandum di intesa in 14 punti con gli Stati Uniti. "Tutto cio' che abbiamo proposto nel testo era ragionevole e generoso. Non solo per gli interessi nazionali dell'Iran, ma per il bene e il progresso della regione e del mondo. Le parti americane continuano a insistere sulle loro richieste ingiuste", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani. "Non abbiamo rivendicato alcun vantaggio, l'unica cosa che abbiamo rivendicato sono i diritti legittimi dell'Iran", ha assicurato. Dunque, ha spiegato, "combatteremo ogni volta che sara' necessario e ogni volta che lo riterremo opportuno useremo l'arma della diplomazia per far valere i diritti del popolo iraniano". L'Iran, ha sottolineato Baqaei, "partecipa ai processi diplomatici in buona fede, mentre gli Stati Uniti si sono rivelati ripetutamente inaffidabili" come dimostrato con il ririto dall'accordo Jcpoa nel 2018 e gli attacchi aerei mentre erano in corso negoziati, a giugno del 2025 e di nuovo a febbraio di quest'anno.
Teheran respinge il piano statunitense: "Richieste eccessive"
L'Iran ha inviato ieri la sua risposta alla proposta statunitense, che non è stata accettata da Washington. Tasnim riferisce che la risposta dell'Iran include la necessità di porre immediatamente fine alla guerra e al blocco navale statunitense, la garanzia che l'Iran non sarà attaccato nuovamente, la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei beni iraniani congelati, la fine della guerra su tutti i fronti nella regione e la gestione da parte dell'Iran dello Stretto di Hormuz.
Teheran: "Abbattuto drone nemico, non c'è un vero cessate il fuoco"
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver abbattuto un "drone del nemico aggressivo" nel sud-ovest del paese, durante l'attuale cessate il fuoco con gli Stati Uniti. "Non è stato stabilito un vero e proprio cessate il fuoco tra l'Iran e gli Stati Uniti. Inoltre, non vi è alcuna prospettiva chiara di un accordo tra i due paesi", ha affermato ieri il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento, Ebrahim Rezaei. Secondo Tasnim, ha anche aggiunto che Teheran non permetterà che venga stabilita alcuna linea di collegamento tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti nella regione. "Il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti hanno scelto la strada sbagliata, mentre alcuni paesi della regione si sono resi conto dei propri errori e hanno inviato messaggi all'Iran", ha affermato.
Iran, autorità elettrica: uffici riducano consumi del 30%
Uffici e banche in Iran dovranno ridurre del 30% il consumo di elettricita' a Teheran, per fare fronte alle ripercussioni della guerra e della chiusura dello stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia Tasnim citando il vicepresidente della societa' di distribuzione elettrica di Teheran. I condizionatori dovranno essere spenti alle 13:00 per tagliare i consumi.
Iran, Seul condanna attacco a mercantile a Hormuz: "Risponderemo"
La presidenza sudcoreana ha condannato con la massima fermezza l'attacco subito questo mese nello Stretto di Hormuz, bloccato dall'Iran, contro una nave mercantile di una compagnia di navigazione coreana, e ha annunciato una risposta non appena verrà identificata la responsabilità dell'attacco. Esperti sudcoreani hanno condotto un'indagine forense preliminare sui danni alla parte posteriore sinistra della nave, ha dichiarato ai giornalisti un alto funzionario presidenziale. L'attacco ha provocato un incendio nella sala macchine dell'imbarcazione.
Carburanti, Staffetta: i prezzi scendono ancora
Prosegue da oltre un mese il calo del prezzo del gasolio alla pompa, ormai poco al di sopra dei due euro al litro, mentre la benzina sembra essersi assestata intorno a 1,93, dopo il rialzo delle accise di inizio maggio. Nel fine settimana le aliquote sono state prorogate al livello attuale fino al 22 maggio, con decreto del ministero dell’Economia che ha dato attuazione alla norma del 2007 sull’accisa mobile. Tornano intanto a salire con una certa forza le quotazioni dei prodotti raffinati. Questa mattina 11 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,930 euro/litro (-4 millesimi rispetto a venerdì), gasolio a 2,007 euro/litro (-18). Il Gpl è a 0,815 euro/litro (-2), il metano a 1,568 euro/kg (-1). In autostrada, la benzina self è a 2,000 euro (invariato), il diesel a 2,078 euro (-15), il Gpl a 0,921 euro (-4) e il metano a 1,598 euro (invariato). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha ridotto di tre centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio. Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,932 euro/litro (compagnie 1,935, pompe bianche 1,927), diesel self service a 2,011 euro/litro (compagnie 2,012, pompe bianche 2,008). Benzina servito a 2,069 euro/litro (compagnie 2,109, pompe bianche 1,995), diesel servito a 2,151 euro/litro (compagnie 2,191, pompe bianche 2,077). Gpl servito a 0,822 euro/litro (compagnie 0,834, pompe bianche 0,808), metano servito a 1,568 euro/kg (compagnie 1,569, pompe bianche 1,567), Gnl 1,468 euro/kg (compagnie 1,483 euro/kg, pompe bianche 1,457 euro/kg). Sulla benzina self service Eni è a 1,944 euro/litro (2,149 il servito); IP a 1,936 (2,102 servito); Q8 a 1,929 (2,097 servito); Tamoil a 1,922 (2,000 servito); sul gasolio self service Eni è a 1,997 (2,215 servito); IP a 2,026 (2,193 servito); Q8 a 2,015 (2,191 servito) e Tamoil a 2,005 (2,091 servito).
Netanyahu: "Israele unico Paese che protegge cristiani nella regione"
''Israele è l'unico Paese in Medio Oriente che protegge i cristiani, che li valorizza, che abbraccia il cristianesimo'', l'unico luogo nella regione in cui i cristiani hanno "prosperato", mentre nei paesi arabi confinanti "sono stati schiacciati, annientati, a volte massacrati". Così il primo ministro israeliano Benjami Netanyahu ha commentato, in una intervista alla Cbs, la recente crescente violenza contro la comunità cristiana in Israele. Netanyahu ha definito i recenti attacchi anticristiani come "aberrazioni" isolate, i cui autori sono stati puniti, esaltando i valori e la storia condivisi da Israele con i cristiani e il cristianesimo. Il premier israeliano ha aggiunto che la popolazione di Betlemme, luogo di nascita di Gesù in Cisgiordania, era composta per l'80% da cristiani quando era sotto il controllo israeliano, mentre da quando è passata sotto il controllo dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) è diventata "20% cristiana e 80% musulmana". I recenti attacchi contro i cristiani, quindi, ''sono eventi che contrastano con i nostri valori, con il nostro rispetto per il cristianesimo". E ha specificato che ''quel soldato che ha distrutto un crocifisso, è in prigione . Quel tizio che ha aggredito una suora, è sotto processo''. Netanyahu ha concluso affermando che ''Israele è l'unico Paese in Medio Oriente che protegge i cristiani, che li valorizza, che abbraccia il cristianesimo. Abbiamo radici comuni. Le apprezziamo. C'è un tentativo non solo di falsificare la nostra storia comune, ma anche di falsificare gli eventi attuali, di aggrapparsi a queste aberrazioni e fingere che questa sia la politica israeliana. E' ridicolo''.
Iran, petroliera maltese ha attraversato Stretto di Hormuz
Una petroliera maltese con un carico di greggio iracheno diretto in Vietnam ha attraversato lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta designata dall'Iran. Lo riferisce l'agenzia stampa Tasnim. Secondo Reuters, nelle scorse ore tre petroliere hanno attraversato lo Stretto con i localizzatori spenti.
Media: "Petroliera Agios uscita ieri da Hormuz spegnendo il tracciamento"
La Agios Fanourios e una seconda petroliera, la Kiara M, hanno lasciati ieri il Golfo Persico spegnendo i sistemi di tracciamento. Lo scrive Sky News citando dati Kepler. Inoltre La Agios Fanourios sarebbe riuscita a passare dopo aver fallito il passaggio attraverso lo stretto in almeno due precedenti tentativi, da quando ha caricato greggio Basrah Medium il 17 aprile. Le due petroliere hanni a bordo complessivamente quattro milioni di barili provenienti dall'Iraq. Le navi stanno disattivando i sistemi di tracciamento per evitare attacchi iraniani, ma l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, sottolinea Sky News, ha invece affermato che la nave ha utilizzato la rotta designata attraverso lo stretto. I dati, pubblicati oggi, mostrano che una terza petroliera, con a bordo altri due milioni di barili, ha lasciato lo stretto mercoledì. La VLCC Basrah Energy trasportava greggio dal terminale Zirku della Abu Dhabi National Oil Co (Adnoc).
Borsa: l'Europa apre debole con i timori per il Medio Oriente
Avvio debole per le Borse europee. Sui mercati tornano i timori di una escalation del conflitto tra Iran e Stati Uniti, dopo che Donald Trump ha considerato non soddisfacente la proposta di Teheran per un piano di pace. Uno scenario che alimenta il rally del petrolio e del gas, mentre i titoli di Stato sono in lieve rialzo. Attesa per il voto del Senato americano per la nomina di Kevin Warsh a Governatore della Fed. In calo Parigi (-0,53%), sale Londra (+0,24%), poco mossa Francoforte (-0,02%).
Borsa Milano, primi scambi -0,06%, bene St ed energetici
Piazza Affari apre incerta oscillando sulla parita'. I mercati si muovono incerti e con nervosismo dopo che Donald Trump ha definito "inaccettabile" la risposta dell'Iran all'ultima proposta di pace statunitense, facendo crescere il timore che il conflitto si protragga, lasciando paralizzato il traffico a Hormuz. Sul fronte russo, Vladimir Putin si e' dichiarato aperto a una risoluzione del conflitto in Ucraina, e ha indicato Gerhard Schroder come possibile negoziatore. L'indice Ftse Mib apre a +0,07% a quota 49.295 per poi girare in terreno negativo a -0,06%. Sul listino St corre con i chip asiatici a +3,67%. In luce Diasorin +2,53% in scia ai conti positivi. In rialzo gli energetici con Eni +1,38%, Saipem +2,32%. Nell'automotive giu' Ferrari -1,4% e Stellantis -0,8%. In evidenza Tenaris +1,1%, dopo la notizia dell'acquisto della totalita' di Artrom Steel Tubes, produttore rumeno di tubature in acciaio, per 86 milioni di euro. Nel settore del credito Univredit -0,51%, Intesa Sp -0,8%, Mps -0,12%.
Borsa, l'Asia chiude in ordine sparso, lente sul Medio Oriente
Le Borse asiatiche chiudono in ordine sparso con i timori di una ripresa delle ostilità tra Iran e gli Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump ha infatti considerato non soddisfacente la proposta di Tehran per un piano di pace. Uno scenario che alimenta la tensione sul prezzo del petrolio e del gas. Sotto i riflettori anche gli investimenti sull'intelligenza artificiale che spinge i titoli del comparto tecnologico. In calo Tokyo (-0,47%). Sul fronte dei cambi lo yen si attesta a 157,04 sul dollaro, ed è stabile sull'euro, a 184,72. A contrattazioni ancora in corso poco mossa Hong Kong (-0,01%), in rosso Mumbai (-1,15%). Vola Seul (+4,3%), bene la Cina con Shanghai (+0,95%) e Shenzhen (+1,49%). Sul fronte macroeconomico in arrivo dagli Stati Uniti i dati sulle vendite delle case esistenti e l'asta Treasury a 3 anni per 58 miliardi di dollari. Attesa per la votazione del Senato americano per la nomina di Kevin Warsh a Governatore della Fed.
Iran, giustiziato un uomo sospettato di spiare per Mossad e Cia
Un uomo sospettato di spionaggio per i servizi segreti israeliani e americani e' stato giustiziato in Iran. Lo ha annunciato Mizan, il quotidiano della magistratura della Repubblica Islamica. Erfan Shakourzadeh "e' stato impiccato per aver collaborato con i servizi segreti statunitensi e con il Mossad", si legge su Mizan, secondo il quale l'uomo lavorava per "una delle organizzazioni scientifiche del Paese attive nel settore spaziale" e aveva "consapevolmente" trasmesso informazioni classificate alla Cia e al Mossad. Gli arresti e le esecuzioni, in particolare quelli legati a casi di spionaggio, sono aumentati in Iran dopo l'attacco israelo-statunitense dello scorso 28 febbraio. La scorsa settimana, tre uomini sono stati impiccati per il loro presunto coinvolgimento nelle proteste che hanno scosso il Paese tra dicembre e gennaio. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, l'Iran e' il Paese che ricorre piu' frequentemente alla pena di morte dopo la Cina. Le autorita' di Teheran hanno giustiziato almeno 1.639 persone nel 2025, il massimo dal 1989, secondo i dati delle Ong Iran Human Rights e Together Against the Death Penalty.
Iran, Hormuz: domani riunione ministri Difesa Gb e Francia con 40 Paesi
Il ministro della Difesa britannico John Healey e quella francese Catherine Vautrin terranno domani una riunione in collegamento video con i rappresentanti di 40 Paesi sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il ministero della Difesa britannico in una nota. "Il ministro della Difesa John Healey, membro del Parlamento, copresiederà una riunione di oltre 40 nazioni, insieme alla sua omologa francese, la ministra Catherine Vautrin, per il primo incontro dei ministri della Difesa della missione multinazionale", si legge in una nota del ministero della Difesa britannico. L'obiettivo è quello di discutere i piani per ripristinare i flussi commerciali nello Stretto di Hormuz.
Media Iran: "Petroliera passa Hormuz usando rotta indicata da forze armate Teheran"
Una petroliera Vlcc (Very Large Crude Carrier) che trasportava greggio iracheno ha attraversato lo stretto di Hormuz ieri, utilizzando una rotta designata dalle forze armate iraniane. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim News, affiliata ai pasdaran. Secondo Tasnim si tratta della Agios Fanourios che, dopo aver lasciato lo stretto, si trova ora nel Golfo dell'Oman, diretta al porto vietnamita di Nghi Son.
Oro: prezzo in forte calo a 4.666 dlr dopo Trump su Iran
L'oro scivola dopo che il presidente Donald Trump ha definito "inaccettabile" la risposta dell'Iran all'ultima proposta di pace statunitense. Le due parti mantengono il fragile cessate il fuoco ma cresce il timore che il conflitto si protragga, lasciando paralizzato il traffico a Hormuz. I prezzi dell'oro sono scesi sotto i 4.700 dollari l'oncia (a 4.666), restituendo parte dei guadagni della scorsa settimana.
Il prezzo del gas apre in rialzo a 44,91 euro
Avvio in rialzo per il prezzo del gas mentre si guarda al Medio Oriente, con i timori di un inasprimento delle tensioni tra Usa e Iran. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un aumento dell'1,7% a 44,91 euro al megawattora.
Prezzo petrolio in rialzo, Wti scambiato a 99,77 dollari
Prezzo del petrolio in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a giugno passa di mano a 99,77 dollari al barile con una crescita del 4,56% mentre il Brent con consegna a luglio è scambiato a 105,31 dollari al barile con un avanzamento del 3,97%.
Iran, media: "Uomo giustiziato per spionaggio a favore Cia e Mossad"
L'Iran ha giustiziato un uomo condannato per spionaggio a favore del Mossad e dei servizi segreti statunitensi. Lo riferisce l'agenzia di stampa Mizan, organo ufficiale della magistratura iraniana, precisando che Erfan Shakourzadeh aveva lavorato presso un'organizzazione scientifica coinvolta in attività satellitari e che aveva condiviso informazioni scientifiche classificate con servizi di intelligence stranieri. L'organizzazione per i diritti umani Iran Human Rights Society ha aggiunto che Shakourzadeh, laureato in ingegneria aerospaziale di 29 anni, era stato arrestato l'anno scorso e costretto a confessare.
Kallas: "Sosteniamo soluzione diplomatica tra Iran e Usa"
In Medio oriente la prima cosa "e' fermare la guerra, aprire lo Stretto di Hormuz e li', ovviamente, gli americani e l'Iran stanno negoziando tra loro, e li' possiamo solo sostenerli, ma non possiamo davvero raggiungere un accordo per loro conto". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas, arrivando al Consiglio esteri. "Come ho detto, sosteniamo la soluzione diplomatica e siamo in contatto anche con i Paesi che mediano tra le due parti. - ha proseguito Kallas - Siamo inoltre in contatto con i Paesi del Golfo, perche' condividiamo le stesse preoccupazioni".
Kallas: "Mi aspetto intesa su sanzioni coloni violenti"
"Mi aspetto un accordo politico sulle sanzioni contro i coloni violenti; spero che riusciremo ad arrivarci". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. Le sanzioni nei confronti dei coloni violenti israeliani sono state a lungo bloccate al veto dell'Ungheria di Viktor Orban. "Ci sono delle proposte avanzate dagli Stati membri, ma richiedono, come sapete, l'unanimita' o una maggioranza qualificata in casi in cui in realta' non la abbiamo", ha poi aggiunto. "Al momento, dopo averlo verificato venerdì con gli ambasciatori, sembra che non disponiamo della maggioranza necessaria per approvare queste misure", ha detto Kallas a proposito della proposta franco-svedese. "E ci sono altre proposte avanzate dagli Stati membri che richiedono però l'unanimità o la maggioranza qualificata in casi in cui, di fatto, non ce l'abbiamo. Vediamo quindi se gli Stati membri sono disposti a muoversi in questi casi".
Netanyahu: "Israele protegge i cristiani, abbiamo radici comuni"
Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha minimizzato una serie di recenti episodi anticristiani, definendoli "aberrazioni" isolate i cui responsabili sono stati puniti o in cui l'errore è stato corretto, esaltando i valori e la storia condivisi da Israele con i cristiani e il cristianesimo. L'ha fatto durante un'intervista a "60 Minutes" della Cbs. Lo riporta il Times of Israel specificando che le dichiarazioni compaiono in una parte dell'intervista non registrata, che non è stata trasmessa ed è riportata solo nella trascrizione integrale della Cbs. Nell'intervista è stato chiesto al premier di commentare una serie di recenti incidenti che hanno danneggiato le relazioni di Israele con i cristiani, tra cui il divieto di accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro per il Patriarca latino di Gerusalemme a Pasqua, la distruzione di una statua di Gesù da parte di un soldato delle Forze di Difesa Israeliane in Libano e l'attacco a una suora nella Città Vecchia di Gerusalemme. Davanti all'ipotesi che gli episodi celino un trend di ostilità verso i cristiani, Netanyahu ha risposto definendolo una "incredibile invenzione". Il premier ha affermato che Israele è l'unico luogo nella regione in cui i cristiani hanno "prosperato", mentre nei Paesi arabi confinanti "sono stati schiacciati, repressi, a volte massacrati". "Israele è l'unico Paese in Medio Oriente che protegge i cristiani, che li valorizza, che abbraccia il cristianesimo. Abbiamo radici comuni. Le apprezziamo. C'è un tentativo non solo di falsificare la nostra storia comune, ma anche di falsificare gli eventi attuali, di aggrapparsi a queste, sapete, queste aberrazioni, e fingere che questa sia la politica israeliana. È ridicolo", ha concluso.
Iran, la premio Nobel Narges Mohammadi trasferita in ospedale
Concessa la sospensione della pena su cauzione a seguito del parere dell'Organizzazione di Medicina legale, composta da professionisti nominati dal governo di Teheran. Ma per la Fondazione dell'avvocata iraniana bisogna "garantire che non torni mai più in carcere per scontare i 18 anni rimanenti della sua pena".
Iran, la premio Nobel Narges Mohammadi trasferita in ospedale
Vai al contenutoNetanyahu: "Su errori 7/10 mia responsabilità, ma anche di tutti gli altri vertici"
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha riconosciuto di avere una certa responsabilità per gli errori che hanno permesso l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma afferma che "tutti", dal vertice alla base, ne sono responsabili e che il "vero problema" è ciò che è accaduto dopo quell'attacco e non ciò che lo ha preceduto. In un'intervista con "60 Minutes" della CBS su come mai tutti coloro che erano responsabili della sicurezza durante l'attentato si siano dimessi o siano stati licenziati tranne lui, Netanyahu afferma che alcuni se ne sono andati perché il loro mandato era scaduto e che solo uno o due "hanno affermato di assumersi la responsabilità, ma non è chiaro qual è la loro responsabilità". Le osservazioni di Neatanyahu sono state espresse 'off the record' e appaiono solo nella trascrizione integrale della CBS. "Analizziamo la gerarchia politica, quella militare, quella della sicurezza. Analizziamo tutti, perché ognuno ha una qualche responsabilità. Sì, dall'alto, dal primo ministro in giù", afferma, ribadendo poi la sua proposta di istituire una commissione d'inchiesta di nomina politica anziché una commissione d'inchiesta statale, la più alta forma di inchiesta del paese, che si è rifiutato di creare. I sondaggi hanno costantemente indicato che una netta maggioranza di israeliani sostiene una commissione statale, e lo stesso Netanyahu si era espresso a favore di un'inchiesta sulla condotta del precedente governo nel 2022. Tuttavia, il governo si è ostinatamente rifiutato di prenderla in considerazione e non ha ancora approvato alcuna inchiesta, a oltre due anni e mezzo dal giorno più tragico per gli ebrei dall'Olocausto. "Ma credo - ha aggiunto Netanyahu - che il vero punto sia che questo vale fino al 7 ottobre. E dopo? Era chiaramente mia responsabilità liberare Israele da questo orribile cappio di morte che gli iraniani ci avevano teso. E lo abbiamo fatto, sistematicamente e con grande risolutezza, intervenendo su ognuno di questi sette fronti, uno dopo l'altro, e respingendo l'ondata di terrore".
Wall Sreet: future in lieve calo, Dow Jones -0,21%
A Wall Street i future cedono leggermente dopo che Donald Trump ha definito "inaccettabile" la risposta dell'Iran all'ultima proposta di pace statunitense. Le due parti mantengono il fragile cessate il fuoco ma cresce il timore che il conflitto si protragga, lasciando paralizzato il traffico a Hormuz. Oggi c'e' attesa per l'ufficializzazione della nomina di Kevin Warsh a governatore Fed, un voto il cui esito appare scontato dopo l'ok della commissione bancaria. Poi giovedi' ci sara' il passaggio di consegne tra Powell e Warsh. Il Dow Jones cede lo 0,21%, S&P -0,12%, il Nasdaq sulla parita'.
Libano: raid israeliani su Kfar Tebnit e Choukine
L'aviazione israeliana sta bombardando le citta' libanesi di Kfar Tebnit e Choukine. Lo riporta Al Jazeera.
Oro: in calo per rinnovati timori d'inflazione
I prezzi dell'oro sono scesi lunedì, poiché la mancanza di progressi nei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando i timori che un'inflazione elevata possa mantenere i tassi di interesse alti più a lungo. L'oro spot è sceso dello 0,6% a 4.684,32 dollari l'oncia, alle 02:23 Gmt. I future sull'oro statunitensi con consegna a giugno hanno perso lo 0,8% a 4.692,70 dollari. L'argento spot è salito dello 0,7% a 80,88 dollari l'oncia, il platino è sceso dello 0,6% a 2.042,71 dollari e il palladio ha perso lo 0,4% a 1.484,99 dollari.
Borse asiatiche: listini contrastati, corre Seul +5%
Stamane in Asia i listini sono contrastati in un contesto di rinnovata escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, mentre cresce l'attesa per l'incontro tra Trump e Xi. Avanza Seul del 5% sulla scia dei guadagni dell'intelligenza artificiale e dei chip. Il Nikkei arretra a -0,3%, mentre i mercati scommettono che un cambio di rotta piu' restrittivo da parte della Boj e l'appoggio del Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent possano dare maggiore efficacia agli interventi di acquisto di yen e contribuire a rallentare il deprezzamento della valuta in difficolta'. In Cina Shanghai sale quasi dell'1% e Hong Kong perde lo 0,3% dopo che i prezzi alla produzione del Dragone sono saliti oltre le attese, al top degli ultimi 45 mesi ad aprile, mentre anche l'inflazione al consumo ha accelerato, spinta dai costi energetici globali elevati.
Pena morte per attentatori 7 ottobre, oggi voto a Knesset
La Knesset, il Parlamento israeliano, oggi votera' il disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia israeliano, Yariv Levin, per imporre la pena di morte e celebrare processi pubblici per i palestinesi coinvolti negli attentati del 7 ottobre 2023. Lo riportano i media israeliani. Il testo e' sostenuto sia dal partito di governo che dall'opposizione. "Poiche' esiste la piena autorita' per imporre la pena di morte, qualsiasi condanna, se inflitta, verra' anche eseguita", ha dichiarato Levin. "Stiamo parlando di centinaia di imputati. Sono fiducioso che l'esercito abbia assunto la guida nell'attuazione delle procedure e sapra' come fare tutto il necessario affinche' i processi possano iniziare presto", ha aggiunto il ministro. Il presidente della Commissione costituzionale della Knesset, Simcha Rothman, ha affermato che la legge invia "un messaggio chiaro ai nemici di Israele: lo Stato di Israele non restera' a guardare, non dimentichera' ne' perdonera' e punira' con le pene piu' severe previste dalla legge, inclusa la pena di morte".
Idf: riservista ucciso in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano
Un riservista delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) è rimasto ucciso ieri in un attacco di droni di Hezbollah nel nord di Israele, secondo quanto annunciato oggi dall'esercito.Il soldato deceduto è stato identificato come il sergente maggiore riservista Alexander Glovanyov, 47 anni, autista del 6924mo Battaglione del Centro Trasporti, originario di Petah Tikva.Secondo l'indagine dell'esercito alcuni droni esplosivi lanciati da Hezbollah hanno colpito il territorio israeliano, vicino al confine con il Libano, e uno dei droni ha ucciso il riservista.
Petrolio: forte rialzo dopo mancato accordo pace, Brent 105
I prezzi del petrolio oggi salgono del 4%, con il Brent sopra 105 dollari e il Wti che riavvicina a quota 100 dollari al barile, dopo che Donald Trump ha definito "inaccettabile" la risposta dell'Iran all'ultima proposta di pace statunitense. Cresce il timore che il conflitto si protragga, lasciando paralizzato il traffico a Hormuz.
Iran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz
L’Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Secondo quanto riporta il Wsj, nella risposta l’Iran ha esposto nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. “Totalmente inaccettabile”, è stato il commento del presidente Usa Donald Trump. Ecco cosa sappiamo.
Iran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz
Vai al contenutoVacanze e crisi in Medio Oriente: guida a rimborsi e cancellazioni
La crisi in Medio Oriente sta creando forte incertezza anche nel settore dei viaggi e sta modificando le abitudini degli italiani che ogni anno, in questo periodo, organizzano le vacanze estive, acquistando voli o pacchetti e prenotando alberghi e strutture ricettive. A sottolinearlo è il Codacons, che per aiutare i cittadini a orientarsi tra cancellazioni, rincari e tutele previste dalla legge ha diffuso una guida con informazioni su diritti, rimborsi, risarcimenti e assicurazioni, anche alla luce delle nuove linee guida dell’Unione europea sul trasporto aereo.
Vacanze e crisi in Medio Oriente: guida a rimborsi e cancellazioni
Vai al contenutoAttacchi aerei Israele nel sud del Libano
I media israeliani hanno riferito che l'Idf sta lanciando attacchi aerei e bombardando posizioni nel Libano meridionale, aggiungendo che si sono udite esplosioni in Galilea. Nel frattempo, Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira un contingente israeliano all'interno di un'abitazione nella citta' di Al-Taybeh, nel Libano meridionale.
Oggi ministri Esteri Ue discutono di sanzioni a coloni
I ministri degli Esteri dell'Unione Europea si riuniranno oggi a Bruxelles per discutere di possibili sanzioni a causa dell'attivita' di insediamento israeliana nella Cisgiordania occupata. Si prevede che i colloqui si concentreranno sul raggiungimento di un accordo di principio sulle misure punitive contro i coloni israeliani. Diversi paesi dell'UE stanno inoltre esercitando pressioni sulla Commissione europea affinche' proponga dazi doganali sulle importazioni di merci prodotte negli insediamenti israeliani nei territori palestinesi. Tuttavia, permangono divisioni all'interno dell'Unione, con alcuni governi, tra cui la Germania, che si oppongono a tali restrizioni commerciali. La discussione si svolgera' in concomitanza con una piu' ampia riunione dei ministri degli Esteri, che dovrebbe concentrarsi su nuove sanzioni per le deportazioni e le adozioni forzate di bambini ucraini da parte della Russia.
Droni Hezbollah uccidono soldato israeliano
Un riservista delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e' rimasto ucciso ieri in un attacco di droni di Hezbollah nel nord di Israele. Lo ha annunciato l'IDF. Il soldato ucciso e' stato identificato come il sergente maggiore Alexander Glovanyov, 47 anni, autista del 6924* battaglione del Centro trasporti, originario di Petah Tikva. Durante l'attacco, diversi droni esplosivi lanciati da Hezbollah hanno colpito il territorio israeliano, vicino al confine con il Libano. Secondo un'indagine delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), uno dei droni ha ucciso Glovanyov.
Iran: nipote Kennedy: "Usa hanno già perso la guerra"
Jack Schlossberg, nipote del Presidente John F. Kennedy e principale candidato alla successione del seggio del deputato newyorkese uscente Jerry Nadler, ha dichiarato di sostenere un embargo sulle armi contro Israele e ha affermato che gli Stati Uniti "hanno gia' perso la guerra contro l'Iran". Durante un dibattito elettorale pubblico tenutosi presso la Stephen Wise Free Synagogue di Manhattan, Schlossberg, che e' ebreo da parte di padre, ha affermato che avrebbe votato a favore della proposta del senatore Bernie Sanders di bloccare il trasferimento a Israele di bombe e attrezzature militari per un valore di 440 milioni di dollari. Schlossberg ha aggiunto che opporsi alla guerra con l'Iran significa opporsi a qualsiasi finanziamento per essa, ma ha sottolineato di sostenere comunque il finanziamento del sistema Iron Dome e la definizione di Israele come Stato ebraico.
Iran: richieste di Trump sono "eccessive"
La rete televisiva statale iraniana PressTV ha annunciato che l'iniziativa statunitense per porre fine alla guerra e' stata respinta, in quanto "significherebbe la resa di Teheran alle richieste eccessive di Trump".