Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: "Ottimi colloqui in ultime 24 ore, accordo molto possibile"

©Getty

Il presidente ha anche ribadito che Teheran ha accettato la sua principale richiesta di non possedere un'arma nucleare. Anche il Pakistan ottimista, ma il regime frena: "Inaccettabili alcune clausole del piano". Esplosione a Beirut, Netanyahu "colpito capo Radwan". Rubio giovedì in Vaticano dopo gli attacchi di Trump al Papa. Leone XIV insiste: "La Chiesa deve denunciare il male e annunciare

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L'esercito statunitense ha annunciato di aver aperto il fuoco contro una   petroliera battente bandiera iraniana che tentava di forzare il blocco   dei porti iraniani imposto da Washington, al fine di "neutralizzarne il timone".

Stati Uniti e Iran sarebbero più vicini a una proposta per far ripartire i colloqui, che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a fonti vicine al dossier. Il nuovo piano Usa inviato all'Iran, come riporta Axios, prevede quattordici punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati. L'intesa prevede l'impegno iraniano ad una moratoria sull'arricchimento nucleare, l'ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e l'apertura di Hormuz. Washington aspetta risposte da Teheran nelle prossime 48 ore. 

“Se Teheran accetta la guerra finisce, altrimenti le bombe saranno ancora più potenti”, avverte Trump, che ha dichiarato di ritenere "molto probabile" che si arrivi a un accordo di pace prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio. Fonti pachistane citate dalla Reuters confermano i progressi: “Ci siamo quasi, chiuderemo la questione molto presto”. Ma il regime frena. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una "fonte ben informata", che "la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili". Lo riporta Ynet. Corrono le borse che credono nell'intesa, crolla il petrolio. Rubio domani in Vaticano dopo gli attacchi di Trump al Papa. Leone insiste: “La Chiesa deve denunciare il male e annunciare la pace”. 

Raid di Israele a Beirut sud. Netanyahu ha rivendicato l'attacco precisando di aver dato l'ordine, insieme al ministro della Difesa Israel Katz, di "neutralizzare" il comandante della Forza Radwan, unità di elite di Hezbollah. Secondo i media libanesi, il terzo round di colloqui tra Beirut e Washington dovrebbe svolgersi la prossima settimana. "È stato uccuso Malek Ballout, alto comandante di Hezbollah appartenente alla forza d’élite Radwan", ha riferito all'Afp una fonte vicina al  gruppo. 

Intanto una nave portacontainer della Cma Cgm è stata "bersaglio di un attacco" nello Stretto di Hormuz. "La Francia non era in alcun modo l'obiettivo dell'attacco" alla nave, ha affermato Macron. La Francia ha presentato le sue "esigenze" a Washington e Teheran per lanciare una missione di sicurezza multinazionale nello Stretto di Hormuz, con la portaerei Charles de Gaulle diretta verso l'area. Lo ha comunicato la presidenza francese. 

Gli approfondimenti:

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Project Freedom, le ragioni dell'operazione e i rischi per la pace

L’operazione militare-umanitaria ideata dal Presidente Usa  dovrebbe consentire il passaggio delle navi bloccate a nord attraverso  lo stretto di Hormuz. Ma cosa c'è dietro ed è realmente applicabile? E  quali conseguenze potrebbe avere in termini di raggiungimento di un  accordo di pace?

Project Freedom, le ragioni dell'operazione e i rischi per la pace

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Project Freedom: cos'è l'operazione degli Usa nello Stretto di Hormuz

Con l'inizio della guerra in Iran, lo Stretto di Hormuz è diventato  il centro della strategia militare americana nel Golfo persico. Il  comando centrale degli Stati Uniti ha lanciato lo scorso weekend una  nuova operazione denominata Project Freedom con l’obiettivo di riaprire  lo Stretto, snodo cruciale per il commercio globale. Si tratta infatti  di un corridoio considerato vitale per gli scambi internazionali, la cui  operatività è stata compromessa dall'inizio della guerra contro  l'Iran. La missione, voluta da Donald Trump, è finalizzata a fornire  supporto alle navi mercantili che intendono attraversare liberamente  l'area. L'intento è quello di assicurare condizioni che permettano il  passaggio in sicurezza lungo una delle rotte marittime più strategiche  al mondo. Tuttavia, l'iniziativa si è scontrata subito con la dura  reazione dell'Iran, che rivendica di aver impedito l'ingresso di unità  navali Usa e attacchi contro navi americane, mentre restano forti  criticità operative e di sicurezza in un teatro dove da settimane  continua il braccio di ferro tra Teheran e Washington. Ma quali e quante  sono le forze impiegate in 'Project Freedom'? E in quale modalità gli  americani saranno il loro sostegno?

Project Freedom: cos'è l'operazione degli Usa nello Stretto di Hormuz

Project Freedom: cos'è l'operazione degli Usa nello Stretto di Hormuz

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Musella ai David: "Non smetterò mai dire 'Palestina libera'"

"Robert De Niro ha detto: l'arte può essere una minaccia per gli autocrati fascisti. Sì, penso che il cinema possa essere una minaccia, come il teatro, la musica, la poesia, la solidarietà umana. Ringrazio tutte le donne e gli uomini della Global Sumud Flotilla e tutti quelli che si impegnano e si espongono tutti i giorni contro gli orrori del mondo. Spero di essere degno in futuro di questo riconoscimento, cercherò sempre di espormi in scena e nella vita e non smetterò mai di dire: Palestina libera". Lo ha detto Lino Musella ai David di Donatello dove ha vinto il premio come migliore attore non protagonista per Nonostante. 

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati  Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme.  L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul  passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave  commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio  continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria.  Anche di questo si è parlato nella puntata del 4 maggio di "Numeri",  approfondimento di Sky TG24

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

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Wall Street chiude ancora con nuovi record. Dj a +1,24%, Nasdaq a +2,02%

Wall Street corre ancora e chiude per la seconda seduta di fila aggiornando i record dei suoi indici di riferimento sulle aspettative di un possibile accordo tra Usa e Iran per chiudere il conflitto, nel mezzo dei negoziati che coinvolgono le parti e gli intermediari: il Dow Jones sale dell'1,24%, a 49.910,59 punti, mentre il Nasdaq si porta a quota 25.838,94 (+2,02%). Nuovi massimi anche per l'S&P 500, a 7.365,01 punti (+1,46%). 

Guerra Iran, cos’è il tank top e qual è la strategia Usa sul petrolio

Con il blocco dello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti puntano alla  trappola dei serbatoi pieni fino all’orlo. Se gli stoccaggi  raggiungessero infatti il massimo della capacità fisica, l'Iran dovrebbe  chiudere i pozzi petroliferi: un'operazione costosa e pericolosa, che  può danneggiare i giacimenti in modo permanente.

Guerra Iran, cos’è il tank top e qual è la strategia Usa sul petrolio

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Trump: "Che io renda felice o no il Papa, Teheran non può avere arma nucleare"

"È molto semplice: che io renda felice il Papa o meno,  l'Iran non può avere un'arma nucleare".  E' questo il "messaggio" di Donald Trump a Leone XIV alla viglia dell'incontro che il segretario di Stato Marco Rubio avrà in Vaticano domani con il primo pontefice americano della storia. "Sembrava dire che possono. E io dico che non possono, perché se accadesse, l'intero mondo sarebbe ostaggio. E non glielo permetteremo. È questo il mio unico messaggio", ha aggiunto il presidente parlando con i giornalisti.

Trump: "Colloqui positivi con l'Iran, molto possibile un accordo"

L'accordo con l'Iran per chiudere in via definita la guerra all'Iran è "molto possibile" a seguito dei "colloqui molto positivi" svoltisi nell'ultimo giorno. Il presidente Usa Donald Trump, parlando alla Casa Bianca, ha detto che "abbiamo avuto colloqui molto positivi nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che possa essere raggiunto un accordo". Il tycoon ha negato che Teheran abbia rigettato la proposta Usa, rispondendo a una domanda sul tema: "Perchè mi dite che hanno rifiutato? Non lo sapete, non sapete cosa sta accadendo". 

Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane

A gennaio, prima dell’escalation della crisi nel Golfo, si prevedeva  una crescita dell’1,7% dei fatturati reali complessivi delle imprese  italiane tra il 2025 e il 2027. Oggi, invece, lo scenario è peggiorato:  si stima una contrazione dello 0,9% nello scenario base, che potrebbe  arrivare fino a -2,6% nel caso più negativo.

Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane

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Dipartimento Trasporti Usa, spesa carburanti compagnie aeree +56,4% a marzo

Nel marzo 2026, i costi del carburante per l'aviazione delle compagnie aeree statunitensi sono aumentati del 56,4%, i consumi del 19,5% e il costo del carburante per gallone del 30,9% rispetto al febbraio 2026. L'Ufficio di statistica dei trasporti (Bts) del dipartimento dei Trasporti ha pubblicato i dati relativi ai costi e ai consumi di carburante delle compagnie aeree statunitensi a marzo, indicando che la spesa totale per carburante delle compagnie aeree di linea statunitensi, pari a (5,1 miliardi di dollari, è aumentata del 56,4% rispetto a febbraio 2026 (3,2 mld) e del 30,4% rispetto a marzo 2025 (3,9 mld). Le compagnie aeree hanno utilizzato 1,6 miliardi di galloni di carburante, il 19,5% in più rispetto a febbraio 2026 (1,3 mld galloni) e lo 0,4% in più rispetto a marzo 2025 (1,6 mld galloni). Il costo per gallone di carburante a marzo 2026 (3,13 dollari) è aumentato di 74 centesimi (30,9%) rispetto a febbraio 2026 (2,39 dollari) e di 72 centesimi (29,9%) rispetto a marzo 2025 (2,41 dollari). 

A.Fontana: "La guerra in Iran rischia di creare danni irreversibili"

"La Lombardia è riuscita a superare la crisi dovuta al Covid, la prima crisi energetica per la guerra in Ucraina, i presunti dazi di Trump. Ogni volta si è rialzata e aveva ricominciato a correre. Questa è stata un'ennesima mazzata, non ci voleva". Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, questa sera durante il programma Iceberg su Antenna3, parlando della guerra in Iran. "Sentivo da parte delle imprese e dei lavoratori una rinata voglia di guardare al futuro con ottimismo e di continuare a combattere" ha aggiunto Fontana. "Quello che sta succedendo preoccupa. Dobbiamo sperare che la crisi si risolva il prima possibile, per questioni umanitarie ed economiche. Io ho sempre fiducia nei lombardi, che sanno sempre trovare una risposta adeguata anche nei momenti di grande crisi. Però c'è il rischio che si crei un danno irreversibile". 

Media, leader sicurezza Israele contrari ad accordo Usa-Teheran

L’establishment della sicurezza israeliana si oppone in modo unanime all'ultima ipotesi di accordo tra Stati Uniti e Iran, ritenendola "un disastro per Israele". Lo ha riferito una fonte della sicurezza al quotidiano Haaretz, secondo cui i vertici della difesa temono che Teheran possa ingannare Washington e accelerare il proprio programma nucleare non appena ne avrà la possibilità. Secondo la stessa fonte, i responsabili israeliani ritengono inoltre che l’Iran potrebbe beneficiare delle risorse economiche sbloccate dall’accordo, rafforzando ulteriormente le proprie capacità strategiche. Le stesse preoccupazioni, viene riferito, sarebbero state espresse anche durante le discussioni sulla sicurezza con la leadership politica del Paese.

Trump: "Ottimi colloqui in ultime 24 ore, accordo molto possibile"

Gli iraniani "vogliono fare un accordo. Abbiamo avuto ottimi colloqui nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che avremo un accordo". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti nello Studio Ovale. 

Il petrolio chiude a New York in brusca frenata, a -6,96%

Il petrolio chiude a New York con un brusco calo, in scia alle aspettative di un accordo possibile tra Usa e Iran in grado di chiudere il conflitto e di riaprire la navigazione nello Stretto di Hormuz, da dove transita il 20% circa del gressio mondiale. Il Wti, il greggio di riferimento Usa, cede il 6,96%, a 95,15 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna una tonfo del 7,85%, pur mantenendosi sopra quota 100, a 101,25 dollari al barile. 

Cacciamine pronti per Hormuz, ma servirà ok Parlamento e fine guerra

Resta alto il 'livello di prontezza' delle navi della Marina militare italiana, già attrezzate per l'operazione di sminamento nello Stretto di Hormuz in attesa dell'eventuale autorizzazione delle autorità italiane: l'ipotetico impiego avverrà - come detto ieri dallo stesso ministro Guido Crosetto - esclusivamente a seguito della cessazione delle ostilità e previa autorizzazione del Parlamento. Nei giorni scorsi si sono già tenute nel Mediterraneo delle attività di addestramento. Nuovi sviluppi sul breve periodo potrebbero arrivare anche riguardo agli accordi con altri Paesi in merito ad una coalizione internazionale con un relativo coordinamento. I cacciamine, che viaggerebbero scortate da unità multiruolo da combattimento con sistemi di difesa aerea e affiancati da una nave logistica, hanno tempi di percorrenza di circa venti giorni nel tragitto marittimo dai porti italiani fino ad Hormuz.

Perché Trump ce l’ha così tanto con Leone XIV?

Perché Il Presidente ha scelto di trasformare un papa americano  in un avversario politico così visibile? E perché lo fa proprio ora?  Nessuno lo sa davvero, ma provare a rispondere ci porta a questioni di  equilibrio di potere, comunicazione e calcolo politico.

Perché Trump ce l’ha così tanto con Leone XIV?

Perché Trump ce l’ha così tanto con Leone XIV?

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Media, la guerra all'Iran un potenziale movente per attentatore Trump

Il Dipartimento americano per la Sicurezza interna ha individuato nella guerra di Usa e Israele contro l'Iran un potenziale movente per Cole Allen, l'uomo accusato di aver tentato di assassinare il presidente Donald Trump e alti funzionari della sua amministrazione al gala per i corrispondenti della Casa Bianca, svoltosi il mese scorso. Lo si legge in un rapporto di intelligence inviato alle forze dell'ordine statali e locali degli Stati Uniti, nonché ad altre agenzie federali, nel resoconto dei media americani. SI tratta di una valutazione preliminare dell'Ufficio di Intelligence e Analisi del Dipartimento datata 27 aprile. Allen, 31enne ingegnere della California, nutriva "molteplici rimostranze di natura sociale e politica", secondo il rapporto. Il documento, inoltre, ha concluso che il conflitto con l'Iran "potrebbe aver contribuito alla sua decisione di compiere l'attacco", citando alcuni post da lui pubblicati sui social media in cui venivano criticate le azioni degli Stati Uniti nel corso del conflitto. La nuova valutazione fa nuova luce sul potenziale movente del gesto avvenuto al Washington Hilton il 25 aprile scorso, che poteva risolversi in un attacco di ben più ampia portata. Le conclusioni d'intelligence, pur preliminari, sono elementi concreti sul fatto che il conflitto con l'Iran potrebbe aver agito da causa scatenante. Martedì, il Dipartimento di Giustizia ha aggiunto un'ulteriore accusa, quella di aggressione a un agente federale, contestando ad Allen il fatto di aver esploso colpi d'arma da fuoco contro un agente del Secret Service, impegnato ai controlli presso un posto di controllo di sicurezza. I nuovi addebiti si sommano a quelli già formulati per tentato omicidio, esplosione di arma da fuoco in un crimine violento e trasporto illegale di armi da fuoco e munizioni attraverso i confini statali. Allen, tuttavia, non ha ancora espresso la propria dichiarazione di colpevolezza o innocenza, decidendo finora di non opporsi alla richiesta della scorsa settimana di conferma dell'arresto da parte della procura distrettuale.

Iran, Tajani sente ministro Egitto: 'Diplomazia unoca possibilità per pace e sicurezza'

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto oggi un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdellaty, con cui ha affrontato "la situazione sulla crisi in Iran e nel Golfo". "L’Egitto è uno dei mediatori decisivi fra Stati Uniti e Iran e ho ringraziato il ministro per il lavoro che sta svolgendo in questi giorni - ha scritto Tajani in un post - Ho confermato che l’Italia vede nel negoziato diplomatico l’unica possibilità per riportare pace e sicurezza nella regione, sottolineando che un accordo deve prevedere la piena libertà di navigazione nello Stretto". 

"Insieme Italia ed Egitto continuano a seguire in maniera costruttiva anche la crisi in Libano - ha sottolineato - Non può esserci una pace sostenibile nella regione senza un’intesa fra Israele e Libano, e sosteniamo il negoziato in corso facilitato dal Governo degli Stati Uniti.

Dipartimento Stato Usa: 'Trump non si farà mettere fretta per cattivo accordo'

Il presidente americano Donald Trump "non si farà mettere fretta verso un cattivo accordo". Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott. "Trump concluderà un buon accordo per il popolo americano - ha aggiunto - Non ci sono dubbi: quando dice che al regime iraniano non può mai essere permesso di ottenere un’arma nucleare, Trump intende esattamente questo". 

Trump: 'Ottimista su chiusura accordo in una settimana'

Il presidente americano Donald Trump si è detto "ottimista" sulla possibilità di chiudere un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa, e ha indicato "una settimana" come arco temporale per risolvere tutte le questioni. Lo ha riferito lui stesso a Fox News. 

Media, ucciso il figlio del leader di Hamas a Gaza

I media affiliati ad Hamas a Gaza riferiscono che Azzam al-Hayya, figlio del leader di Hamas a Gaza Khalil al-Hayya, è stato ucciso in un attacco israeliano nel quartiere di Daraj a Gaza City. Al momento - scrive il Times of Israel - non sono disponibili ulteriori dettagli sull'accaduto. Un altro figlio, l'Imam al-Hayya, è stato ucciso nell'attacco israeliano contro i leader di Hamas in Qatar nel settembre 2025.

Papa replica a Trump: 'Chi vuole criticarmi lo faccia con la verità'

Il Papa "sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Per  lui va benissimo che l'Iran abbia un'arma nucleare". Alla vigilia del  viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Donald Trump è tornato ad attaccare Leone XIV,  complicando ulteriormente la già spinosa missione di Marco Rubio e  scatenando la reazione del governo. Le nuove parole del presidente  contro il primo pontefice americano della storia non sono passate  inosservate in Vaticano. È stato lo stesso Papa a replicare: "La  missione della Chiesa è predicare il Vangelo e la pace. Se qualcuno  vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia", ha detto uscendo  da Castel Gandolfo, nella serata di ieri, ricordando nel merito che "la  Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari". "Quindi non  c'è nessun dubbio", ha scandito, "spero semplicemente di essere  ascoltato per il valore della parola di Dio".  Ieri era stato il  segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a  sottolineare che il Pontefice "va avanti per la sua strada, nel senso di  predicare il Vangelo, la pace come direbbe San Paolo" in ogni occasione  "opportuna e inopportuna". "Può piacere o no", aveva rimarcato Parolin,  ma il ruolo di Prevost è quello di "predicare la pace".

Papa replica a Trump: 'Chi vuole criticarmi lo faccia con la verità'

Papa replica a Trump: 'Chi vuole criticarmi lo faccia con la verità'

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Iran, nave Cma Cgm attraversa Stretto di Hormuz

La nave portacontainer 'Saigon', appartenente all’armatore francese Cma  Cgm, è riuscita a uscire dal Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo  ha riferito all'Afp una fonte marittima che poi è stata confermata anche  dallo stesso armatore. La nave, che era stata localizzata via satellite  per l’ultima volta “il 5 maggio alle 12.30 Gmt all’interno del Golfo", è  stata "nuovamente individuata il 6 maggio alle 13:30 Gmt al largo di  Mascate", quindi fuori dal Golfo, secondo Marine Traffic della società  di analisi Kpler. La nave, che era rimasta bloccata nel Golfo  dall’inizio della guerra, "aveva spento il suo trasmettitore Ais" che  diffonde la posizione dell’imbarcazione, "ed era scomparsa dai radar per  24 ore", ha aggiunto la stessa fonte. Lo  Stretto di Hormuz, attraverso il quale in tempi di pace transita circa  un quinto del petrolio e del gas naturale mondiale, è in gran parte  bloccato dall’inizio degli attacchi israelo-americani contro l’Iran il  28 febbraio. Dopo due mesi di guerra, la società specializzata nel  monitoraggio marittimo AxsMarine contava, il 29 aprile, 913 navi  commerciali di tutte le categorie presenti nel Golfo. Su questo totale,  Marine Traffic ne registrava allora 118 portacontainer. Cma Cgm, da  parte sua, che aveva 15 navi bloccate nel Golfo all’inizio del  conflitto, ne ha ora 13, dopo l’uscita del "Kribi" e del "Saigon",  secondo i dati di Kpler. Una di queste, la "San Antonio", battente  bandiera maltese, è stata bersaglio di colpi martedì nei pressi dello  Stretto di Hormuz, che hanno ferito diversi membri dell’equipaggio,  tutti di nazionalità filippina.

Idf: "Indagine sul soldato della foto della statua, lontano da nostri valori"

''l'Idf considera l'incidente molto severamente: il comportamento del  soldato si discosta completamente dai valori che ci si aspetta dai  nostri combattenti''. Lo afferma il portavoce dell'esercito israeliano  in una nota in relazione all'immagine diffusa sui social che ritrae un  soldato profanare una statua della Vergine Maria nel villaggio di Debel  nel sud del Libano. ''Da un'indagine preliminare, è emerso che si tratta  di una foto scattata diverse settimane fa. L'incidente sarà oggetto di  indagine e, in base ai risultati, verranno presi provvedimenti  disciplinari nei confronti del soldato. Idf rispetta la libertà di  culto, i luoghi sacri e i simboli religiosi di tutte le religioni e  comunità". - "Stiamo operando per contrastare le infrastrutture terroristiche  create da Hezbollah nel sud del Libano e non vogliamo intenzionalmente  danneggiare infrastrutture civili, inclusi edifici o simboli  religiosi'', conclude la nota dell'Idf.

Meloni sente l'emiro del Kuwait: "Sostegno Italia alla sicurezza del Paese"

Il ministero degli Esteri del Kuwait rende noto che l'emiro Mishal  Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, "ha ricevuto oggi una telefonata" dalla  premier Giorgia Meloni. Durante la chiamata, riferisce il ministero su  X, "sono state passate in rassegna le eccellenti relazioni che uniscono i  due Paesi e i due popoli amici, nonché diverse questioni di interesse  comune e le ultime novità nelle arene regionale e internazionale, in  particolare per quanto riguarda le condizioni attuali che sta  attraversando la regione e lo scambio di opinioni al riguardo". Meloni,  prosegue il post, "ha confermato la posizione della Repubblica Italiana  amica a fianco dello Stato del Kuwait e del suo popolo amico, e il suo  sostegno a tutto ciò che contribuisca a preservare la sua sovranità e  sicurezza e a mantenere la sua stabilità". L'emiro ha quindi ringraziato  la premier, augurando "al popolo italiano amico ulteriore progresso e  prosperità".Nel colloquio con l'emiro, fa sapere anche una nota di Palazzo Chigi,  Meloni "ha ribadito la solidarietà italiana al Kuwait per gli attacchi  ingiustificati da parte dell'Iran, ricevendo il sincero ringraziamento  dell'Emiro per i sistemi di difesa forniti dall'Italia". I due leader,  prosegue la nota, "hanno poi discusso della situazione nella regione con  particolare riferimento alle prospettive per una soluzione della crisi  nel Golfo, concordando sulla necessità di affermare la libertà di  navigazione dello Stretto di Hormuz, in linea con il diritto  internazionale". La conversazione "ha infine permesso di approfondire i  principali temi della cooperazione bilaterale, confermando il comune  impegno a rafforzare ulteriormente il partenariato economico tra Roma e  Kuwait City, a partire dalla promozione degli investimenti reciproci in  settori dí comune interesse".

Usa: "Neutralizzata petroliera iraniana che forzava il blocco dei porti"

L'esercito statunitense ha annunciato di aver aperto il fuoco contro una  petroliera battente bandiera iraniana che tentava di forzare il blocco  dei porti iraniani imposto da Washington, al fine di "neutralizzarne il  timone".  "Le forze statunitensi operanti nel Golfo hanno fatto  rispettare le misure di blocco neutralizzando una petroliera battente  bandiera iraniana senza carico che stava tentando di dirigersi verso un  porto iraniano mercoledì alle 9:00 ora di Washington", ha scritto il  Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X. "Dopo che l'equipaggio della Hasna non ha ottemperato ai ripetuti  avvertimenti, le forze statunitensi hanno neutralizzato il timone della  petroliera sparando diverse salve" da un aereo decollato dalla portaerei  Uss Abraham Lincoln, schierata nella regione, ha aggiunto, specificando  che "la Hasna non è più in rotta verso l'Iran", si legge. "Il blocco  navale statunitense contro le navi che tentano di entrare o uscire dai  porti iraniani rimane pienamente in vigore", continua il post su X, "Le  forze del Centcom continuano ad agire con determinazione e  professionalità per garantirne il rispetto".

Libano, media Israele: "Accordo Usa-Iran può includere cessate il fuoco intera regione"

Un possibile accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran, basato su un  memorandum di una sola pagina, potrebbe includere anche un cessate il  fuoco in Libano, estendendo la fine delle ostilità all’intera regione.  Lo riferisce l’emittente israeliana Channel 12, citando il giornalista  Barak Ravid. Secondo quanto riportato, l’intesa "porrebbe fine alla  guerra in tutta la regione, incluso il Libano", segnando un cambio  significativo rispetto ai precedenti accordi. Finora,  infatti, il cessate il fuoco raggiunto con l’Iran non aveva riguardato  il fronte libanese, dove Israele continua a confrontarsi con Hezbollah,  sostenuto da Teheran. In quell’area era stato negoziato un accordo  separato tra Israele e Libano con la mediazione statunitense. Non è  ancora chiaro se il nuovo eventuale cessate il fuoco comporterebbe anche  il ritiro delle truppe israeliane dal Libano o se ripristinerebbe  semplicemente i termini della tregua in vigore tra novembre 2024 e la  ripresa degli attacchi da parte di Hezbollah nel marzo successivo.

Iran, Meloni sente emiro Kuwait. Confronto su attacchi e Hormuz

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con l'Emiro del Kuwait, Sheikh Misha'al Al-Ahmad Al-Sabah. Meloni, si legge in una nota sul sito del governo, "ha ribadito la solidarieta' italiana al Kuwait per gli attacchi ingiustificati da parte dell'Iran, ricevendo il sincero ringraziamento dell'Emiro per i sistemi di difesa forniti dall'Italia". "I due leader - si legge ancora - hanno poi discusso della situazione nella regione con particolare riferimento alle prospettive per una soluzione della crisi nel Golfo, concordando sulla necessita' di affermare la liberta' di navigazione dello Stretto di Hormuz, in linea con il diritto internazionale. La conversazione ha infine permesso di approfondire i principali temi della cooperazione bilaterale, confermando il comune impegno a rafforzare ulteriormente il partenariato economico tra Roma e Kuwait City, a partire dalla promozione degli investimenti reciproci in settori di' comune interesse".

Iran, Macron a Pezeshkian: "Ingiustificati attacchi a Emirati"

Il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha condannato in un colloquio con il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, "gli attacchi ingiustificati contro le infrastrutture civili" degli Emirati Arabi Uniti "e diverse navi". Il Presidente francese, durante lo stesso colloquio, ha evidenziato "l'utilita'" che avrebbe, secondo lui, "la missione multinazionale che la Francia e il Regno Unito hanno istituito" per rendere sicura la navigazione nello stretto di Hormuz, bloccato dall'inizio del conflitto. "Ho invitato il presidente iraniano a cogliere l'opportunita' e intendo discutere di questo con il Presidente Trump", ha aggiunto Macron.

Francia: "Grave preoccupazione per la salute della Nobel iraniana Mohammadi"

La Francia è "profondamente preoccupata per le notizie relative al  peggioramento senza precedenti delle condizioni di salute della signora  Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace, detenuta in Iran per la sua  instancabile difesa dei diritti fondamentali degli uomini e delle donne  iraniane":  è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli  Esteri di Parigi. La Francia,  prosegue il comunicato, "esorta le  autorità iraniane, che hanno una schiacciante responsabilità in questa  situazione, ad adottare tutte le misure necessarie per la sua guarigione  e ribadisce il suo fermo appello per la sua liberazione, così come per  la liberazione di tutti coloro che sono arbitrariamente detenuti in  Iran". "La Francia è solidale con il popolo iraniano, che deve poter  esercitare i propri diritti fondamentali e scegliere liberamente il  proprio destino", conclude la nota.

Afp: "Ucciso un comandante di Hezbollah nel raid israeliano alla periferia di Beirut"

Un alto comandante dell'unità d'élite di Hezbollah è stato ucciso in un  attacco aereo israeliano che ha colpito la periferia meridionale di  Beirut questa sera, secondo quanto riferito all'Afp da una fonte vicina  al gruppo filo-iraniano. "Malek Ballout, comandante delle operazioni  della forza Radwan", è stato ucciso, ha detto la fonte. Il primo  ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva confermato che "il  comandante della forza Radwan" era stato preso di mira.

Libano, Idf: "Provvedimenti discplinari per soldato che ha oltraggiato statua Madonna"

Le Forze di Difesa israeliane hanno condannato l’episodio del soldato  fotografato mentre inserisce una sigaretta nella bocca di una statua  della Madonna in un villaggio cristiano del Libano meridionale,  annunciando provvedimenti disciplinari. "Consideriamo l’incidente con la  massima gravità e sottolineiamo che la condotta del soldato si discosta  completamente dai valori attesi", ha dichiarato l’esercito, precisando  che è stata avviata un’indagine interna.  Secondo  una prima ricostruzione, la foto è stata scattata alcune settimane fa  nel villaggio di Debel, ma diffusa online solo recentemente. Le Idf  hanno inoltre ribadito di "rispettare la libertà religiosa e i luoghi  sacri di tutte le comunità" e di non avere "alcuna intenzione di  danneggiare infrastrutture civili o simboli religiosi" nel contesto  delle operazioni contro Hezbollah. L’immagine,  rilanciata da diversi media e diventata virale, mostra il militare  mentre fuma accanto alla statua. Secondo l’emittente pubblica Kan, lo  scatto sarebbe stato condiviso sui social dagli stessi soldati, e non si  tratta del primo episodio a Debel: il mese scorso un altro militare era  stato ripreso mentre distruggeva a martellate una statua di Gesù,  venendo poi rimosso dal servizio operativo e condannato a 30 giorni di  carcere insieme al collega che aveva filmato la scena. Più recentemente,  un ulteriore episodio a Gerusalemme ha riacceso le polemiche: un colono  israeliano è stato ripreso mentre sputava davanti alla Cattedrale di  San Giacomo, gesto accompagnato da provocazioni nei confronti del  simbolo cristiano.

Flotilla, Coordinamento per la Palestina in presidio ad Alessandria per Thiago e Saif

Un presidio in piazza della Libertà, di fronte alla Prefettura di Alessandria, è stato organizzato del Coordinamento per la Palestina chiedere "l'incolumità e l'immediata liberazione degli attivisti Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, ancora nelle mani delle forze israeliane dopo l'attacco illegale alla Global Sumud Flotilla il 30 aprile in acque internazionali".       Dalla piazza, che conta circa un centinaio di manifestanti, è partita anche la richiesta ai governi italiano, spagnolo e brasiliano di "agire immediatamente presso le autorità israeliane per garantire il rispetto dei diritti umani e il rientro in sicurezza dei nostri attivisti".       "Condanniamo ogni forma di aggressione e violazione del diritto internazionale - affermano dal Coordinamento - ovunque avvengano e da chiunque siano commesse. Il silenzio di fronte a questi crimini è complicità".       Gli attivisti hanno consegnato una lettera alla segreteria del prefetto Alessandra Vinciguerra, chiedendole di farsi portavoce presso il governo, "affinché sia esercitata ogni pressione diplomatica necessaria sulle autorità israeliane per la liberazione di Thiago e Saif".

Iran, Trump: "Otterremo l'uranio arricchito"

Il Presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti otterranno l'uranio arricchito dall'Iran. "Lo otterremo", ha detto rispondendo a un giornalista mentre lasciava un evento alla Casa Bianca. L'Iran non ha ancora consegnato, come chiesto da Washington, gli oltre 400 chili di uranio arricchito, necessari per arrivare alle armi nucleari.

Nuova foto shock, soldato Idf mette sigaretta in bocca a statua Maria

Circola sui social media una foto che mostra un soldato israeliano che infila una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria, in un villaggio cristiano nel sud del Libano. Lo riportano media israeliani e libanesi, secondo cui l'immagine è stata scattata nel villaggio di Debel, nel sud del Libano, dove poche settimane fa un altro soldato dell'Idf aveva distrutto una statua di Gesù suscitando una condanna internazionale. L'esercito israeliano, riporta Times of Israel, ha dichiarato che sta esaminando la foto.

Wall Street: amplia rialzo (Dow Jones +1%),balzo Amd (+16,75%)

La Borsa di New York amplia il rialzo odierno, sostenuta dal calo del prezzo del petrolio e dalle speranze di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Il Dow Jones sale dell'1%, il Nasdaq guadagna l'1,59% mentre l'S&P 500 avanza dell'1,11%. Sul listino si segnala la perfomance delle azioni Amd (Advanced Micro Devices) che hanno toccato il massimo storico grazie alle solide prospettive che hanno rafforzato la fiducia degli investitori sulla domanda di infrastrutture per l'IA, innescando un rally nei titoli globali dei semiconduttori. Amd guadagna il 16,75% a 414,78 dollari e si appresta ad aggiungere oltre 110 miliardi di dollari alla sua capitalizzazione di mercato, se il rialzo proseguisse in questi termini. Anche la rivale Intel guadagna il 2,61% anch'essa ai massimi storici mentre il progettista di chip Arm Holdings e' balza del +12,95% e il produttore di chip Qualcomm guada il 4,51%.

Libano, media: "Raid Israele su periferia sud di Beirut"

Un raid aereo attribuito a Israele ha preso di mira Dahieh, sobborgo  meridionale di Beirut e roccaforte di Hezbollah. Lo riferiscono i media  libanesi e le tv satellitari arabe.

Iran, Netanyahu: "Pronti per qualsiasi scenario"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che il suo esercito e' pronto "per qualsiasi scenario" in Iran, e ha voluto dissipare ogni voce sulla mancanza di coordinamento con gli Stati Uniti. "Siamo pronti per qualsiasi scenario, e questa e' la mia istruzione alle forze di difesa israeliane e alle nostre forze di sicurezza", ha detto Netanyahu in un messaggio video all'inizio di una riunione con il suo gabinetto di sicurezza. "Parlo con il Presidente Trump quasi ogni giorno. Il mio team e il suo comunicano quotidianamente, anche oggi. E parlero' anche con il presidente Trump questa sera", ha detto Netanyahu, dopo che alcune fonti israeliane hanno assicurato che il governo ignorava l'ultima proposta. "Abbiamo piena coordinazione, nessuna sorpresa. Condividiamo obiettivi comuni, il piu' importante dei quali e' quello di rimuovere tutto il materiale (nucleare) arricchito dall'Iran e smantellare la sua capacita' di arricchimento".

Esplosione a Beirut, Netanyahu "colpito capo Radwan"

Con l'approvazione del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno colpito il comandante della Forza Radwan a Beirut. Lo hanno annunciato in una dichiarazione congiunta. Si tratta del primo attacco a Beirut in circa un mese. La dichiarazione prosegue affermando: "I terroristi della Forza Radwan, da lui guidati, sono responsabili di aver sparato contro le comunita' israeliane e di aver ferito soldati delle IDF. Nessun terrorista gode di immunita': il lungo braccio di Israele raggiungera' ogni nemico e assassino. Abbiamo promesso di garantire la sicurezza agli abitanti del Nord: questo e' cio' che stiamo facendo e questo e' cio' che continueremo a fare".

Iran, aereo Usa spara e blocca petroliera iraniana a Hormuz

Un aereo da guerra della Marina statunitense ha aperto il fuoco e disattivato il timone di una petroliera che cercava di rompere il blocco dei porti iraniani imposto da Washington. Lo hanno dichiarato le Forze armate statunitensi. Le forze statunitensi hanno avvertito la nave battente bandiera iraniana che stava violando il blocco ma il suo equipaggio "non ha rispettato" il divieto, quindi un F/A-18 Super Hornet statunitense "ha disabilitato il timone della petroliera sparando diversi colpi dal suo cannone da 20 mm", ha detto il Comando Centrale in un post su X. In una nota, il CENTCOM (Comando Centrale degli Stati Uniti) afferma che "le forze statunitensi operanti nel Golfo dell'Oman hanno fatto rispettare le misure di blocco bloccando una petroliera vuota battente bandiera iraniana che tentava di dirigersi verso un porto iraniano alle 9:00 ET del 6 maggio. Le forze hanno osservato la M/T Hasna mentre transitava in acque internazionali diretta verso un porto iraniano nel Golfo dell'Oman. Le forze americane hanno emesso diversi avvertimenti e informato la nave battente bandiera iraniana che stava violando il blocco statunitense". La nave ha continuato il suo viaggio, spiegano i militari e "dopo che l'equipaggio della Hasna non ha ottemperato ai ripetuti avvertimenti, le forze statunitensi hanno bloccato il timone della petroliera sparando diversi colpi con il cannone da 20 mm di un F/A-18 Super Hornet della Marina statunitense decollato dalla USS Abraham Lincoln. La Hasna non e' piu' in transito verso l'Iran. Il blocco navale statunitense contro le navi che tentano di entrare o uscire dai porti iraniani rimane pienamente in vigore. Le forze del CENTCOM continuano ad agire con determinazione e professionalita' per garantirne il rispetto".

Iran, Centcom: "Aperto fuoco contro petroliera Teheran in acque internazionali"

Le forze degli Stati Uniti hanno aperto il fuoco contro una petroliera  battente bandiera iraniana in acque internazionali, dopo che  l’imbarcazione avrebbe tentato di dirigersi verso un porto iraniano  violando il blocco imposto da Washington. Lo ha riferito il Comando  centrale dell'esercito statunitense (Centcom), precisando che "le forze  americane hanno emesso ripetuti avvertimenti" e informato la nave della  violazione, senza ottenere risposta dall’equipaggio. Secondo  il comando militare, un caccia F/A-18 decollato dalla portaerei Uss  Abraham Lincoln ha sparato contro la petroliera, che "non è più in rotta  verso l’Iran". La nave, ha aggiunto il Centcom, era vuota al momento  dell’incidente.

Libano, media: "Raid Israele su periferia sud di Beirut"

Iran, Trump: "Finiranno per accettare nostre condizioni"

Il presidente Donald Trump ha dichiarato alla Casa Bianca che gli iraniani "finiranno per accettare" le condizioni poste dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra.

Iran, Trump: "Situazione completamente sotto controllo"

Il presidente Donald Trump ha detto di essere ottimista in vista di un accordo con l'Iran. "Abbiamo a che fare con persone che vogliono davvero fare un accordo. Abbiamo la situazione completamente sotto controllo", ha aggiunto nel suo intervento alla Casa Bianca a un evento dedicato alle madri e mogli dei militari.

Netanyahu: "Pienamente coordinati con Usa"

''C'è pieno coordinamento con gli Usa e il presidente Trump, non ci sono sorprese. Condividiamo obiettivi comuni, e l'obiettivo più importante è rimuovere dall'Iran tutto l'uranio arricchito e smantellare le capacità di arricchimento dell'Iran''. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in apertura della riunione del gabinetto di sicurezza questa sera. ''Il Presidente Trump crede di poter raggiungere questo obiettivo, in un modo o nell'altro. Noi rimaniamo preparati per qualsiasi scenario, e questa è la mia direttiva alle nostre forze di sicurezza. Israele è più forte che mai, l'Iran e i suoi alleati sono più deboli che mai'', ha aggiunto Netanyahu, come comunicato dall'ufficio del premier in una nota.

Usa, Trump: "Eravamo lo zimbello del mondo e ora ci rispettano"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e' tornato ad affermare che "fino a tre anni fa eravamo lo zimbello del mondo, mentre adesso ci rispettano tutti".

Iran, Trump: "Vogliono negoziare e le cose vanno molto bene"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che gli "iraniani vogliono negoziare" e che le "cose stanno andando molto bene". Le dichiarazioni sono state fatte in apertura di un evento alla Casa Bianca dedicato alle madri dei militari americani.

Trump: "Stiamo facendo molto bene con l'Iran, non avranno l'atomica"

'Staimo facendo molto bene con l'Iran, vediamo se vogliono l'acccordo". Lo ha detto Donald Trump che, parlando alla Casa Bianca, ha aggiunto che "non permetteremo all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare. Non permetteremo che ciò accada, e non lo permetteremo".

Gas, chiude in forte calo a 44 euro per megawattora in Europa

Il prezzo del gas chiude in forte calo a 44 euro per megawattora (-6%) in Europa. I future del gas naturale europeo sono crollati sulla scia dell'ottimismo su un potenziale accordo Usa-Iran per porre fine al conflitto. Secondo quanto riportato, Washington e Teheran sarebbero vicine a un accordo preliminare che potrebbe aprire la strada a negoziati nucleari piu' ampi, aumentando le speranze di de-escalation e riducendo i rischi per l'approvvigionamento. Il presidente Donald Trump ha inoltre annunciato una sospensione temporanea del "Progetto Liberta'", un'iniziativa militare volta a garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, citando progressi nei colloqui. Il conflitto e la quasi chiusura della via d'acqua chiave avevano interrotto circa un quinto dell'offerta globale di gnl, spingendo i prezzi verso l'alto e destabilizzando i mercati energetici. Sebbene la maggior parte dei flussi di gas mediorientale vada in Asia, l'interruzione ha ristretto l'offerta globale e sollevato preoccupazioni in Europa, che deve ricostruire le scorte in vista dell'inverno. I livelli di stoccaggio sono attualmente intorno al 34%, ben al di sotto della media quinquennale, mantenendo gli operatori cauti nonostante le prospettive migliorate.

Macron sente Pezeshkian: "Inaccettabili attacchi a Emirati e contro le navi"

"Ho appena parlato con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian. Ho espresso la mia profonda preoccupazione per l'escalation in corso e ho condannato gli attacchi ingiustificati contro le infrastrutture civili emiratine e diverse navi. Tutte le parti devono revocare immediatamente e incondizionatamente il blocco dello Stretto" di Hormuz: lo scrive su X il presidente francese, Emmanuel Macron, ritenendo "essenziale un ritorno duraturo al regime di piena libertà di navigazione che prevaleva prima del conflitto".    "La missione multinazionale istituita da Francia e Regno Unito può contribuire a ristabilire la fiducia tra armatori e assicuratori", prosegue Macron, precisando che "per sua stessa natura, sarà indipendente dalle parti in conflitto. Il pre-posizionamento della portaerei Charles de Gaulle rientra in questo sforzo. I recenti eventi dimostrano chiaramente l'utilità di una tale missione. Ho invitato il presidente iraniano a cogliere questa opportunità e intendo discuterne con il presidente Trump. Il ritorno alla calma nello Stretto contribuirà a far progredire i negoziati sulle questioni nucleari, sui missili balistici e sulla situazione regionale. Gli europei, da cui dipende la revoca delle sanzioni, faranno la loro parte", conclude il presidente francese.

Iran, Tajani presiede domani riunione su Hormuz con 40 Paesi

Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, co-presiedera' domani, insieme al Ministro degli Esteri croato Gordan Grli-Radman (in qualita' di Presidente di turno del MED9) e al Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu, una riunione ministeriale con circa 40 Paesi e organizzazioni regionali e internazionali - tra cui il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e la Lega Araba - per rafforzare il coordinamento politico sulla sicurezza alimentare e l'accesso dei fertilizzanti dallo Stretto. Lo scopo della riunione sara' coordinare risposte operative e promuovere misure di mitigazione per garantire la continuita' delle forniture alimentari e dei fertilizzanti, con particolare attenzione agli impatti sui Paesi piu' vulnerabili e alle ricadute sulla stabilita' economica e sociale globale. L'escalation in Medio Oriente ha portato a un deterioramento della situazione umanitaria, con 24,6 milioni di persone sfollate, molte delle quali affrontano urgenti bisogni umanitari.

Micallef: "Iran ai Mondiali per merito sportivo, giusta la conferma della Fifa"

"L'Iran si è qualificato per merito sportivo, quindi sono molto felice che la Fifa abbia ora confermato che l'Iran parteciperà alla Coppa del Mondo 2026". Lo ha detto il commissario Ue allo sport Glenn Micallef in un punto stampa a margine della plenaria del Comitato europeo delle Regioni.

Wsj: "Usa e Iran vicini a riavvio colloqui, prossima settimana a Islamabad"

Stati Uniti e Iran più vicini a una proposta per far ripartire i  colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. Lo  riporta il Wall Street Journal, in base a fonti vicine al dossier.

Il prezzo del gas chiude in forte ribasso a 44 euro

Così come il petrolio anche il gas segna un deciso ribasso. Ad Amsterdam il contratto future Ttf ha concluso la seduta in calo del 5,9% a 44,1 euro al megawattora.

Adalah: "Decisione tribunale su Thiago e Saif illegale e irragionevole"

Oggi, il tribunale distrettuale di Beer Sheva ha respinto il ricorso  presentato daAdalah contro la proroga della detenzione degli attivisti e  leader della GlobalSumud Flotilla (Gsf) Thiago Ávila e Saif Abu Keshek.  La corte ha confermato ladecisione del tribunale di primo grado di  prorogare la loro detenzione fino adomenica 10 maggio, alle 9.Adalah  ribadisce che questa decisione "è illegale e irragionevole". Come  hannosostenuto gli avvocati di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma  dinanzi al tribunaledistrettuale, i giudici "non hanno affrontato la  questione della totale mancanza diautorità legale da parte dello Stato  per procedere a un arresto – che di fatto è statoun rapimento – in acque  internazionali", si legge in una nota. Per essere legale, in queste  circostanze,l’arresto avrebbe richiesto una procedura formale di  estradizione. "Poiché nonsussiste alcuna autorità per procedere  all’arresto, ogni giorno di detenzionesuccessivo è illegale". Ciò è  "particolarmente grave" dato che gli attivisti sono stati rapitimentre  erano a bordo di un’imbarcazione battente bandiera italiana, il che  liponeva sotto la giurisdizione italiana. "L’operazione  - sottolinea Adalah - costituisce una chiara violazione della  Convenzione delle Nazioni Unitesul diritto del mare, che stabilisce che  solo lo Stato di bandiera può ordinare l’arrestoo la detenzione di una  nave, anche a fini di indagine. Il governo italiano ha giàdenunciato  come illegale l’azione di Israele.Il tribunale distrettuale si è basato  su prove segrete, alle quali la difesa non ha avutoaccesso e che non ha  potuto contestare. Inoltre, la corte non ha tenutodebitamente conto  dell’argomentazione della difesa secondo cui tutte leinformazioni  fornite dagli attivisti durante gli interrogatori condotti dall’agenzia  diintelligence Shabak (Isa) e dalla polizia israeliana, incentrati in  gran parte sulla GlobalSumud Flotilla, sono pienamente pubbliche e già  disponibili online".

Libano: soldato israeliano oltraggia statua Madonna mentre fuma, Idf indaga

Sta facendo il giro del web una foto scattata a un soldato israeliano  che, mentre fuma, infila una sigaretta nella bocca di una statua della  Madonna. L'immagine, secondo l'emittente pubblica Kan, sarebbe stata  pubblicata sui social dai militari e scattata nel villaggio di Debel,  nel sud del Libano. Lo scatto ha provocato nuove polemiche per il  presunto oltraggio a simboli religiosi cristiani e per il clima di  tensione con la comunità locale, mentre - secondo Ynet - le Idf stanno  indagando sull'accaduto. Non è  il primo episodio del genere nel Libano meridionale. Il mese scorso,  sempre a Debel, un altro soldato delle Idf era stato ripreso mentre  distruggeva a colpi di martello una statua di Gesù, provocando lo sdegno  della comunità cristiana. In quel caso, il militare e il collega che  aveva documentato la scena erano stati rimossi dal servizio operativo e  condannati a 30 giorni di carcere. Nelle  scorse ore, invece, un colono israeliano è stato ripreso dalle  telecamere di sorveglianza mentre sputava più volte davanti alla porta  di ingresso della Cattedrale di San Giacomo a Gerusalemme. Rivolgendosi  alle telecamere, con aria di sfida, il colono ha anche usato il dito  medio per formare il simbolo della croce. Il video è stato rilanciato  dall'emittente al-Jazeera, che ha ricordato che la cattedrale di San  Giacomo è una chiesa armena costruita nel XII secolo.

Iran, Netanyahu convoca il Gabinetto di sicurezza

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato il Gabinetto di sicurezza alle 19 di questa sera (le 18 in Italia). L'incontro si svolge in un contesto di notizie secondo cui Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un accordo su un memorandum d'intesa per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz.

Mattarella: "Futuro dipende da noi,vale anche di fronte guerre"

"Quel che ha fatto seguito alla tragedia di 50 anni or sono conferma che il futuro dipende da noi, che l'esito della storia non e' mai scontato, ma e' affidato alla responsabilita' e alle scelte di persone e comunita'. Un insegnamento, qui manifestato in Friuli, che vale sempre, anche oggi di fronte alle guerre, agli squilibri crescenti del mondo alle volonta' di sopraffazione". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia in occasione del 50mo anniversario del terremoto in Friuli Venezia Giulia.

Kallas vede Rutte: "Rafforzare il contributo dell'Europa alla Nato"

"È stato un piacere incontrare oggi il segretario generale della Nato Mark Rutte per discutere del nostro sostegno all'Ucraina, degli ultimi attacchi non provocati dell'Iran e della prontezza della difesa europea. La Nato è il pilastro della difesa europea. Concordiamo sulla necessità di collaborare per rafforzare il contributo dell'Europa alla Nato". Lo scrive in un tweet l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas. "Una Nato più europea - aggiunge - è attesa da tempo. I ministri della Difesa dell'Ue ne discuteranno a Bruxelles la prossima settimana, anche in merito alle modalità per potenziare il contributo europeo".

Unesco: "L'Iran permetta a Mohammadi di ricevere cure mediche urgenti"

"L'Unesco esprime profonda preoccupazione per le condizioni mediche della giornalista iraniana Narges Mohammadi, detenuta, vincitrice del Premio mondiale per la libertà di stampa Guillermo Cano 2023 dell'Unesco e del Premio Nobel per la Pace, ed esorta le autorità a garantire che riceva cure mediche urgenti". Lo scrive l'Unesco su X nel suo account ufficiale. "Chiediamo il pieno rispetto dei suoi diritti, della sua sicurezza e del suo benessere", sottolinea l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura.

Idf: soldato israeliano gravemente ferito in Libano

Un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e' rimasto gravemente ferito oggi a seguito dell'esplosione di un drone nel sud del Libano. Lo ha annunciato il portavoce delle IDF, aggiungendo che il soldato e' stato trasportato in ospedale per ricevere cure mediche e che la sua famiglia e' stata informata.

Ghalibaf: "Washington cerca la resa di Teheran con una nuova strategia"

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che Washington sta cercando di ottenere la "resa" di Teheran attraverso una "nuova strategia" volta a "distruggere la coesione del Paese".      "Il nemico, nella sua nuova strategia, cerca, attraverso un blocco navale, pressioni economiche e manipolazione dei media, di distruggere la coesione del Paese per costringerci alla resa", ha affermato Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, in un messaggio vocale pubblicato sul suo canale Telegram ufficiale.

Borsa Milano: chiude in forte rialzo su spiragli pace e conti

Piazza Affari chiude in forte rialzo, in linea con le altre borse europee. I mercati sono sollevati per gli spiragli di pace in Iran, dopo che Donald Trump ha sospeso il suo piano di scortare navi commerciali attraverso Hormuz. L'indice Ftse Mib finale sale del 2,35% a quota 49.696 punti. A Milano vola Amplifon all'indomani dei conti (+12,40%). Balzo di Stellantis a +4,92% e Buzzi a +5,75%. Brillanti Lottomatica (+12,71%) e Leonardo (+5,03%) sulla scia delle rispettive trimestrali. A spingere il listino anche tutto il comparto dei finanziari con Unicredit a +4,60%, Intesa +3,28%, Banco Bpm +3,86%, Mps +1,56%. Banca Generali in evidenza con un +5,65% dopo i conti che vedono nel primo trimestre un utile netto a 126,4 milioni (+15%). In forte calo, invece, gli energetici con Eni -4,15%, Tenaris -1,99%, Saipem -1,29%, Snam lima lo 0,09%, mentre Enel si muove in controtendenza alla vigilia dei conti con un +1,40%.

Borse europee: chiudono in forte rialzo con speranze pace

Le Borse europee chiudono in forte rialzo trainate dalle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. A spingere i mercati contribuisce anche il crollo del prezzo del petrolio. Gli investitori guardano con favore ai segnali di distensione dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha definito "molto probabile" che si arrivi a un accordo di pace e che questo possa avvenire prima del suo viaggio in Cina, previsto per la prossima settimana. Teheran sta valutando la proposta statunitense per porre fine alla guerra e comunichera' il proprio punto di vista al mediatore, il Pakistan. L'indice Cac 40 di Parigi sale del 2,94% a 8.299,42 punti, il Dax 30 di Francoforte avanza del 2,14% a 24.914,50 punti e l'indice Ftse 100 di Londra registra un progresso del 2,12% a 10.435,38 punti. Bene anche l'Ibex di Madrid che cresce del 2,41% a 18.093,60 punti e l'Ftse Mib di Milano che segna un +2,35% a 49.696,75 punti.

Parolin: "Dialogo con Usa ma linea ferma su pace e disarmo"

Sui conflitti internazionali, incluso quello in Iran, la linea della Santa Sede resta il dialogo. "Questi conflitti non si possono risolvere con la forza, ma attraverso un negoziato di buona volonta', sincero", ha affermato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Papa Leone XIV, sottolineando la necessita' di trovare "punti di convergenza" tra le parti.

Iran, Ghalibaf: "Usa colpiscono nostra coesione per ottenere resa"

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, accusa gli Stati Uniti di voler ottenere la "resa" di Teheran attraverso una nuova strategia che punta a colpire la coesione interna del Paese. In un messaggio vocale diffuso sul suo canale ufficiale Telegram, Ghalibaf ha denunciato che "il nemico, nella sua nuova strategia, cerca, attraverso un blocco navale, pressioni economiche e manipolazione mediatica, di distruggere la coesione del Paese per costringerci ad arrenderci".

Schlein: "Riconoscimento Stato Palestina quando saremo al governo"

“Noi batteremo questo destra, daremo una nuova prospettiva a questo  paese e una delle prime cose che faremo sarà riconoscere lo Stato di  Palestina”. Lo ha detto Elly Schlein alla presentazione del libro di  Arturo Scotto ‘Flotilla, in viaggio per Gaza’ alla Camera. “Due popoli  due Stati non può esserci se la Palestina non viene riconosciuta”.

Appendino: "L'Italia taglia i ponti con Netanyahu"

Le missioni della Flotilla non solo accendono un faro su quello che i governanti italiani e europei non stanno facendo e riportano l'attenzione mediatica sull'obbrobrio in corso a Gaza, ma sono un messaggio di speranza per un popolo oppresso. Non possiamo far passare sotto silenzio l'abbordaggio illegale di una nave italiana in acque internazionali da parte di Israele. Terroristi non sono gli attivisti arrestati, terrorista è Netanyahu che finge che il diritto internazionale non esista. Non è accettabile che Giorgia Meloni e il governo italiano continuino a essere suoi complici. L'Italia deve tagliare i ponti, iniziare con le sanzioni una volta per tutte, smettere di commerciare armi e spiegare nei fatti cosa significhi la sospensione del memorandum che per ora è solo un annuncio vuoto. Tutte cose che si è rifiutata di fare". Lo afferma la deputata M5S Chiara Appendino, intervenendo alla trasmissione Tagadà (La7).

Flotilla, Schlein: "Da La Russa parole ignobili su attivisti"

"Ho trovato ignobili le parole di Ignazio La Russa ieri contro questi cittadini che cercano con la loro azione di sopperire a quanto non fanno i governi ". Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, durante la presentazione del libro di Arturo Scotto, "Flotilla, in viaggio per Gaza", commentando le parole del presidente del Senato sugli attivisti della Flotilla.

Iran, Ghalibaf: "Vittoria finale ci renderà attore influente ma prima difficoltà"

"Tutti dobbiamo sapere che siamo coinvolti in una delle più grandi  guerre della storia recente dell'Iran. La vittoria finale renderà l'Iran  un attore influente nel sistema internazionale e sarà la base per il  progresso materiale e spirituale del Paese. È naturale che il  raggiungimento di un tale obiettivo comporti difficoltà". Lo ha  dichiarato in un messaggio audio il presidente del Parlamento iraniano,  Mohammed Bagher Ghalibaf.

Schlein: "Basta doppi standard Ue. Sanzioni Israele"

"Noi continueremo a insistere per una soluzione diversa da quella del governo italiano. Gli odiosi doppi standard dell'Ue devono finire". Lo dice la segretaria Elly Schlein alla presentazione del libro di Arturo Scotto, "Flotilla, in viaggio per Gaza". Per Schlein, "non e' accettabile che non ci siano sanzioni anche per il governo di Israele e il governo italiano puo' togliere subito il veto alla sospensione dell'intesa Ue-Israele. Noi continueremo la mobilitazione per la pace, per una pace vera", aggiunge Schlein.

Parolin: "Non si può prescindere dagli Usa"

Sugli attacchi del Presidente Donald Trump al Papa, il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha mantenuto un tono prudente, definendo "un po' strano" criticare il Pontefice. "Il Papa fa quello che deve fare", ha aggiunto, senza entrare nella polemica diretta. Nonostante le difficolta', gli Stati Uniti restano un interlocutore centrale per la Santa Sede. "Non si puo' prescindere dagli Usa", ha sottolineato Parolin, ricordando il ruolo di Washington negli equilibri internazionali e nelle principali crisi globali. Resta infine aperta la possibilita' di un contatto diretto tra il Papa e Trump, anche se al momento e' "prematuro" parlarne. Il Pontefice, ha osservato Parolin, "non si e' mai tirato indietro" di fronte a richieste di dialogo.

Card. Parolin: "Con Rubio discuteremo anche di Cuba, Libano, Gaza"

I dossier dell'America Latina, la questione di Cuba, il Libano, Gaza, sono tutti argomenti che rientreranno domani nell'incontro in Vaticano con il segretario di Stato americano Marco Rubio.     Lo ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti il Segretario di stato vaticano, Pietro Parolin, alla vigilia del bilaterale.

Iran, Ghalibaf: "Non sottovalutiamo la possibilità di attacchi, soprattutto terroristici"

"Il nemico, nel suo nuovo piano, sta cercando di esercitare pressioni  economiche e di creare clamore mediatico attraverso un blocco navale,  con l'obiettivo di distruggere la coesione del Paese per costringerci  alla resa. Naturalmente, non sottovalutiamo la possibilità di un attacco  militare, in particolare di matrice terroristica, ma la parte del piano  del nemico che riguarda la società è quella di indebolire l'Iran  dall'interno". Lo ha dichiarato in un messaggio audio il presidente del  Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf. "Il  nemico ha riposto grandi speranze nella pressione economica, ma è  chiaro che gli sono state fornite ancora una volta informazioni false e  che ha preso una decisione sbagliata basandosi su di esse. Questa  decisione sbagliata causerà sofferenze a tutti", ha aggiunto.

Parolin: "Dialogo con Usa ma linea ferma su pace e disarmo"

La Santa Sede conferma la sua posizione netta contro le armi nucleari e rilancia l'impegno per il disarmo globale. "Non possiamo accettare il possesso di armi nucleari". Lo ha dichiarato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Leone XIV sottolineando come il Vaticano abbia sostenuto accordi internazionali che ne sanciscono l'illiceita'. Una linea definita "molto chiara", che si inserisce nella tradizione diplomatica della Santa Sede. Sui principali conflitti internazionali, a partire dal dossier Iran, la via indicata resta quella del negoziato. "Questi conflitti non si possono risolvere con la forza, ma attraverso un negoziato di buona volonta', sincero", ha affermato Parolin, evidenziando la necessita' di individuare punti di convergenza tra le parti coinvolte.

Trump: "La firma dell'intesa con l'Iran entro la prossima settimana"

Donald Trump ha ipotizzato che gli Usa e l'Iran possano firmare  l'accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio.  "È possibile, sì", ha affermato in un'intervista a Pbs.

Papa, Leone chiama Libano e Gaza: "Speranza e pace"

Una videochiamata a sorpresa per portare incoraggiamento e vicinanza ai sacerdoti delle zone piu' colpite dal conflitto nel sud del Libano. E' il gesto compiuto questa mattina da Papa Leone XIV durante un'udienza in Vaticano con il nunzio apostolico a Beirut, l'arcivescovo Paolo Borgia. Intorno alle 9,45, il Pontefice ha voluto collegarsi in video con una decina di preti impegnati nei villaggi lungo la Blue Line, al confine con Israele, da mesi segnati da bombardamenti e tensioni. Pochi minuti di collegamento, ma dal forte valore simbolico: il Papa ha salutato i sacerdoti, ha espresso il suo "incoraggiamento per quello che stanno facendo", ha assicurato "le sue preghiere" e ha impartito la benedizione apostolica, rinnovando la speranza di una pace imminente. Il contatto e' avvenuto grazie all'iniziativa del nunzio, impegnato da tempo nella regione per portare aiuti concreti e sostegno spirituale alle comunita' locali. La chiamata, riferiscono i presenti, e' stata accolta con sorpresa ed emozione. "E' stato bellissimo, un sospiro di speranza e di fiducia che ci voleva", ha raccontato uno dei sacerdoti coinvolti, impegnato in una delle aree piu' esposte del sud del Paese. Il gesto del Pontefice si inserisce nella costante attenzione verso il Libano, gia' visitato nel dicembre 2025, e piu' in generale verso le aree segnate da guerra e crisi umanitarie. A questo segno di prossimita' si aggiunge un altro recente gesto verso il Medio Oriente. Nei giorni scorsi, infatti, il Papa ha inviato un messaggio alla comunita' cattolica nella Striscia di Gaza, come riferito dal parroco Gabriel Romanelli. "Pace per la Palestina, pace per Israele, conversione e grazia per tutti": questo il cuore del messaggio, accompagnato dall'assicurazione di preghiere quotidiane per la fine della guerra e dalla vicinanza alle popolazioni colpite, anche di fronte alle difficolta' nella consegna degli aiuti umanitari. Il Papa, ha spiegato Romanelli, "sempre ci da' la benedizione e sempre ci incoraggia ad avere speranza", in una situazione che resta "molto delicata" per tutta la Striscia. Due gesti distinti, tra Libano e Gaza, che delineano una linea chiara del pontificato: presenza, consolazione e un appello costante alla pace nei luoghi piu' feriti del mondo.

Speranza: "Non ci arrendiamo a resa dell'umanità a Gaza"

"Sembra una resa dell'umanita'. Quando il racconto e' quello di un topo che mangia un bambino significava che l'umanita' si e' arresa. Davanti Gaza siamo alle ragioni di fondo per le quali abbiamo scelto di fare politica. Noi non ci arrendiamo al silenzio". Lo dice Roberto Speranza, deputato del Pd, alla presentazione del libro di Arturo Scotto "Flotilla, in viaggio per Gaza". "Quando ci arrivano quei racconti si fa fatica a dire due popoli due Stati, che e' la nostra linea", aggiunge Speranza. "Questo libro e' un fiore dentro le macerie per dire che c'e' una luce accesa. Non ci arrendiamo a questo disastro di assenza di umanita'".

Vertice di maggioranza, ridurre la dipendenza energetica e accelerare sul nucleare

Al centro del vertice dei leader di maggioranza con la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi c'è stata, a quanto si apprende, la situazione internazionale e, soprattutto, la crisi energetica. Nel corso del confronto, spiegano fonti di maggioranza, è emersa la necessità per l'Italia di ridurre la dipendenza da fonti esterne, individuando tra le principali linee d'azione l'accelerazione del percorso verso il nucleare. I partecipanti, riferiscono le stesse fonti, hanno quindi esaminato le priorità e i possibili provvedimenti da adottare nei prossimi mesi, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale e fronteggiare l'attuale fase di emergenza.

Usa, Obama: "Mi preoccupa l'uso politico della giustizia"

"Possiamo sopravvivere a molte cose, le politiche sbagliate, elezioni  strane, ci sono molte cose che possiamo superare, ma non possiamo  superare l'uso politico del nostro sistema giudiziario". Intervistato da  Stephen Colbert, Barack Obama ha espresso così la sua preoccupazione  per l'estensione dei poteri esecutivi e dell'uso del dipartimento di  Giustizia a scopi politici, senza mai fare un riferimento diretto al  presidente Donald Trump. Riferimento  che è stato quanto mai chiaro quando l'ex presidente democratico ha  aggiunto che "non possiamo avere una situazione in cui chiunque sia al  governo inizi ad usare questa posizione per attaccare nemici politici o  premiare amici". E poi aggiunto in modo ancora più esplicito: "la Casa  Bianca non dovrebbe poter ordinare al procuratore generale di  incriminare chiunque il presidente desideri incriminare, l'idea è che il  procuratore generale è l'avvocato del popolo, non il consiglieri del  presidente". E il dipartimento di Giustizia deve essere "indipendente  nel decidere su casi specifici e incriminazioni".  Dall'inizio  della seconda amministrazione Trump, il dipartimento di Giustizia ha  incriminato o cercato di incriminare una serie di avversari di Trump,  dall'ex direttore dell'Fbi James Comey alla procuratrice di New York  Letitia Jamese, dopo che il tycoon ha ripetutamente e pubblicamente  invocato azioni penali nei loro confronti.

Parolin: "Usa interlocutore imprescindibile della Santa Sede"

"Sugli attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump non do  giudizi" "ma gli Stati Uniti sono e restano un interlocutore  imprescindibile della Santa Sede". Lo ha detto il segretario di Stato  vaticano, il cardinale Pietro Parolin, parlando con i giornalisti in  vista dell'incontro di domani con il segretario di Stato americano Marco  Rubio.

Gaza, un morto in attacco Idf nell'ex zona umanitaria della Striscia

Un raid aereo israeliano contro un veicolo ha ucciso una persona e ne  ha ferite diverse altre nella zona di Muwasi, a ovest di Khan Yunis, nel  sud della Striscia di Gaza. Lo ha riferito il servizio di emergenza  medica della Protezione Civile di Gaza. Prima del cessate il fuoco a  Gaza, l'area di Muwasi era adibita a zona umanitaria.

Media: la portaerei americana Uss Ford lascia il Mediterraneo

La portaerei americana Uss Gerald Ford ha lasciato il Mediterraneo, riducendo la capacità militari degli Stati Uniti in Medio Oriente sullo sfondo della fragile tregua con l'Iran. La Ford, la più recente degli Stati Uniti, dovrebbe tornare a Norfolk, il suo porto di base in Virginia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Washington Post. L'unità più avanzata della Marina Usa è rimasta in mare per oltre dieci mesi, il più lungo dispiegamento di una portaerei statunitense dalla fine della Guerra Fredda, secondo l'Us Naval Institute.    Circa venti navi da guerra statunitensi, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss George Bush, rimangono dispiegate nella regionez, in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran per un accordo di pace. Prima raggiungere il Medio Oriente, la Ford ha contribuito alle operazioni americane nei Caraibi, dove Washington ha condotto un'intensa campagna aerea contro navi sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, ha sequestrato petroliere soggette a sanzioni e, soprattutto, ha promosso il blitz che portato a inizio anno alla cattura e al trasferimento degli Usa dell'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro.    La nave è stata riassegnata al Medio Oriente dal presidente Donald Trump a metà febbraio. Mentre alla fine di marzo, ha dovuto rimediare a un incendio scoppiato nella lavanderia principale, avendo affrontato inoltre anche problemi seri con i servizi igienici, in base a quanto riportato dai media Usa, tra scarichi intasati e lunghe code ai bagni.

Iran, Teheran: "Negoziati richiedono buona fede non imposizioni"

L'Iran ha sottolineato che i negoziati richiedono come minimo "buona fede", non "imposizioni". In un apparente riferimento ai colloqui con gli Stati Uniti, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha scritto in un post su X che "negoziati richiedono 'buona fede, nel senso che i 'negoziati' non sono 'dispute', non richiedono 'imposizioni', 'inganno", "estorsione" o "coercizione".

Iran, Israele: "Non siamo colti di sorpresa da parole Trump"

Un funzionario israeliano respinge le precedenti dichiarazioni di un altro funzionario, secondo cui Gerusalemme sarebbe stata colta di sorpresa dalla presunta spinta del Presidente statunitense Donald Trump a porre fine alla guerra con l'Iran prima che Teheran accetti di rinunciare al suo programma nucleare. "Gli americani non ci hanno colto di sorpresa", afferma il funzionario. "Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e' in contatto continuo con il Presidente Donald Trump e si sentono quasi ogni giorno. C'e' una comunicazione diretta tra lo staff del Primo Ministro e il team del Presidente". Secondo quanto riferito dal funzionario, Trump ha chiarito che "Trump insiste sulle sue linee rosse, prima fra tutte la rimozione del materiale nucleare". Secondo il funzionario, Netanyahu "ha dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di tenersi pronte a qualsiasi scenario, compreso un eventuale ritorno ai combattimenti". Secondo alcune fonti, la Casa Bianca ritiene di essere vicina alla firma di un memorandum d'intesa di una pagina con l'Iran per porre fine alla guerra e definire un quadro di riferimento per i colloqui sul programma nucleare del regime, e si aspetta una risposta dalla Repubblica islamica entro le prossime 48 ore.

Madrid valuta misure contro Israele se Ue non sospende accordo associazione

La seconda vicepremier, Yolanda Diaz, ha assicurato che l'esecutivo spagnolo sta valutando la possibilità di sanzioni unilaterali contro Israele se l'Unione europea non sospenderà l'accordo di associazione, più volte sollecitato da Madrid. E ha denunciato che "si continua a praticare un genocidio" contro la popolazione palestinese, esigendo allo stesso tempo  la "liberazione immediata" dell'attivista ispano-palestinese, Saif Abikesheik, e del brasiliano Thiago Avila, arrestati a bordo della Sumud Global Flotilla, diretta a Gaza per portare aiuti umanitari sulla Striscia.   Incontrando a Madrid la relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, Diaz ha criticato come "indecente" che "la comunità internazionale resti impassibile" davanti a quanto sta accadendo in Palestina, dove è in corso un "genocidio", che  Israele "sta praticando quotidianamente in maniera assolutamente intollerabile".   La vicepremier ha espresso solidarietà agli attivisti della Flotilla "detenuti in maniera illegale" dalle autorità israeliane, reclamando la loro liberazione. Allo stesso tempo Diaz ha chiesto che "la Commissione Europea si impegni a rispettare la legalità internazionale" e sospenda "gli accordi di associazione con Israele", dal momento che "non valgono doppie misure" e vanno imposte a Tel Aviv sanzioni come quelle adottate contro Mosca per l'invasione in Ucraina.   "Nel caso in l'Unione europea non vada in questa direzione - ha segnalato Dian - si lavorerà in seno al governo" spagnolo "per adottare misure di carattere unilaterale", ha concluso.

Mo, Fratoianni: "Governo italiano si attivi per liberazione Thiago e Saif"

"L’abbordaggio israeliano in acque internazionali di competenza europea e  a poche miglia dalle acque territoriali greche rappresenta un ulteriore  salto di qualità nella violazione sistematica del diritto e della  legalità internazionale da parte del governo del criminale Netanyahu.  Dopo anni di silenzio, ipocrisia e complicità del governo con il  genocidio dei palestinesi a Gaza è finito il tempo delle parole al  vento. Ora l’Italia si schieri dalla parte dei paesi che chiedono di  interrompere l’Accordo di Associazione Ue Israele, si muova per  applicare sanzioni al governo Netanyahu e riconosca lo Stato  palestinese". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un’intervista a La  Notizia. "E per favore, visto  che i due attivisti rapiti, Saif e Thiago, erano su una nave che batteva  bandiera italiana - aggiunge il leader rossoverde - il governo Meloni  si attivi per farli liberare subito".

Media: "Netanyahu avrà oggi colloqui con gli Usa"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu terrà colloqui con funzionari dell'amministrazione Trump per comprendere meglio gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, secondo quanto riportato dalla Cnn, che cita una fonte israeliana a conoscenza dei dettagli.    Secondo quanto riportato, Netanyahu sta cercando aggiornamenti sullo stato dei negoziati e vuole capire quali siano le proposte attualmente sul tavolo. Israele è preoccupato per possibili concessioni dell'ultimo minuto da parte degli Stati Uniti, volte a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran, aggiunge il rapporto citando la fonte.

Vertice di maggioranza: su Hormuz lavorare con l'Europa e dialogo con gli Usa

La crisi nello Stretto di Hormuz è stata tra i temi affrontati dal  vertice dei leader di maggioranza a Palazzo Chigi. Durante la riunione,  spiegano fonti di centrodestra, è stata ribadita la volontà, già  espressa dal governo, di continuare a lavorare con l'Europa nel dialogo  con gli Usa per favorire una soluzione diplomatica. Si valuta anche,  spiegano le stesse fonti, la disponibilità a una eventuale  partecipazione a una missione internazionale per lo sminamento delle  acque dello Stretto, sempre in una cornice internazionale. Non sarebbe  in ogni modo, viene precisato, una missione di guerra.

Wp: "L'Iran ha causato agli Usa più danni di quanto era noto"

Le immagini satellitari mostrano che l'Iran ha colpito molte più infrastrutture militari statunitensi di quanto riportato. E' quanto scrive il Washington Post.    Le immagini pubblicate dai media iraniani affiliati allo Stato e verificate dal Washington Post, scrive il quotidiano Usa, mostrano danni ad almeno 228 strutture o attrezzature in siti militari statunitensi. Gli attacchi iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o equipaggiamenti legati a siti militari americani sparsi in Medio Oriente dall'inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli e apparecchiature radar, comunicazioni e difesa aerea. Il Washington Post da conto di un'analisi svolta sulle immagini satellitari da cui emerge che l'entità dei danni è di gran lunga superiore a quanto pubblicamente ammesso dal governo degli Stati Uniti o precedentemente riportato.     La minaccia di attacchi aerei ha reso alcune basi americane nella regione troppo pericolose per essere presidiate ai livelli abituali: di conseguenza, all'inizio del conflitto, il 28 febbraio, i comandi Usa hanno trasferito la maggior parte del personale dei siti più esposti fuori dalla portata del fuoco iraniano, secondo quanto riferito da funzionari ufficiali.    Sette militari americani, ad esempio, hanno perso la vita in attacchi di Teheran alle strutture Usa, di cui sei in Kuwait e uno in Arabia Saudita, e oltre 400 soldati hanno riportato ferite entro la fine di aprile, come ha comunicato il Pentagono. Malgrado la maggior parte dei feriti sia rientrata in servizio nel giro di pochi giorni, almeno 12 hanno riportato lesioni classificate come gravi dai funzionari militari, secondo quanto riferito da fonti ufficiali statunitensi.

Petrolio, scorte settimanali Usa diminuiscono di 2,31 mln

Le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite di 2,31 milioni di barili nella settimana terminata il 1 maggio 2026. Lo comunica l'Eia. Il dato e' inferiore alle attese degli analisti che prevedevano un calo di 3,3 milioni. Le scorte di benzina sono scese di 2,5 milioni di barili oltre le attese di -2,1 milioni mentre quelle di distillati sono dimiunuite di 1,29 milioni, meno delle stime (-2,4 milioni).

Usa, intelligence: "Tentato assassinio Trump motivato da guerra con Iran"

Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, la  guerra di Usa e Israele contro l'Iran potrebbe essere il movente per  l'uomo accusato di aver tentato di assassinare il presidente Donald  Trump e alti membri della sua amministrazione durante un gala per  giornalisti il mese scorso. Lo afferma un rapporto dell'intelligence  inviato alle forze dell'ordine statali e locali di tutto il paese e ad  altre agenzie federali, secondo cui l'Ufficio di intelligence e analisi  del Dipartimento per la sicurezza interna ha valutato che il sospettato  Cole Allen avesse "molteplici rimostranze sociali e politiche". Ha  concluso che il conflitto con l'Iran "potrebbe aver contribuito alla sua  decisione di compiere l'attacco", citando post sui social media di  Allen che criticavano le azioni degli Stati Uniti nella guerra. Le  conclusioni della valutazione, sebbene preliminari, offrono finora le  prove più definitive che il conflitto con l'Iran, che ha causato  migliaia di morti in Medio Oriente e scosso l'economia globale, potrebbe  essere stato un fattore scatenante. Il rapporto, contrassegnato come  "Nota su un incidente critico" - si legge su Haaretz -  è stato ottenuto  tramite richieste di accesso agli atti pubblici dall'organizzazione  no-profit per la trasparenza Property of the People e condiviso con  Reuters.

Iran, Eliseo: "Ecco le condizioni per avviare missione a Hormuz"

La Francia propone agli Stati Uniti e all'Iran di "trattare la questione  di Hormuz a parte" dal resto del conflitto e dei negoziati, ritenendola  di "interesse comune". Lo ha dichiarato l'Eliseo, illustrando anche le  "esigenze" di Parigi per avviare una missione multinazionale di  sicurezza nell'area. "Possiamo  offrire all'Iran di attraversare nuovamente lo stretto di Hormuz,  possiamo consentire che le sue petroliere attraversino lo stretto di  Hormuz a una condizione, ovvero che l'Iran accetti di impegnarsi in  negoziati sostanziali ai quali gli americani li stanno invitando. Ciò  che diciamo agli americani è che devono revocare il loro blocco di  Hormuz e accettare la disponibilità dell'Iran a negoziare sulle  questioni di fondo", ha dichiarato la presidenza francese. In  questo contesto, il passaggio del canale di Suez da parte della  portaerei francese Charles-De-Gaulle permette di inviare "il segnale che  non solo siamo pronti a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz,  ma che ne siamo anche capaci", ha aggiunto un consigliere di Emmanuel  Macron, assicurando di parlare a nome della coalizione dei Paesi non  belligeranti lanciata ad aprile a Parigi in vista di una missione  "neutrale".

Iran, Salam: "Negoziati per Libano non scollegati a Pakistan"

Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha parlato dei negoziati diretti con Israele, affermando che, sebbene "la questione di un incontro con Netanyahu sia prematura", cio' che serve sono "negoziati con Israele e negoziati interni per ampliare l'autorita' dello Stato. Non puntiamo alla normalizzazione, ma alla pace". Salam ha aggiunto che "riconsidereremo e riapriremo il piano per la concentrazione di armi (di Hezbollah) sulla base degli sviluppi degli ultimi mesi. Stabilire un cessate il fuoco sara' la base per qualsiasi nuovo ciclo di negoziati con Israele a Washington". Salam ha anche parlato dei colloqui tra Stati Uniti e Iran mediati dal Pakistan: "Stiamo conducendo negoziati per conto nostro, ma cio' non significa che siano scollegati dal percorso di Islamabad".

Media Libano: "Terzo round di colloqui Beirut-Washington la prossima settimana"

I rappresentanti israeliani e libanesi si incontreranno la prossima settimana a Washington per un terzo round di negoziati. Secondo quanto riportato dall'emittente televisiva libanese Lbci, i colloqui si svolgeranno alla presenza dell'ambasciatrice del Libano negli Stati Uniti, Nada Hamadeh Moawad; del diplomatico libanese Simon Karam; e di un rappresentante delle Forze Armate libanesi, e avranno luogo in due giorni consecutivi: mercoledì e giovedì oppure giovedì e venerdì.

Iran, Francia: "Pronti ad avviare missione sicurezza a Hormuz"

La Francia ha presentato le sue "esigenze" a Washington e Teheran per lanciare una missione di sicurezza multinazionale nello Stretto di Hormuz, con la portaerei Charles de Gaulle diretta verso l'area. Lo ha comunicato la presidenza francese, mentre la portaerei si sta dirigendo verso la parte meridionale del Mar Rosso per prepararsi a una possibile missione volta a ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. L'ammiraglia della marina francese sta transitando attraverso il Canale di Suez, una mossa che invia "un segnale non solo della nostra prontezza a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma anche della nostra capacita' di farlo", ha sottolineato l'Eliseo. "Possiamo offrire all'Iran l'opportunita' di transitare nuovamente attraverso lo Stretto di Hormuz; possiamo consentire alle sue petroliere di attraversare lo Stretto di Hormuz a una condizione: che l'Iran accetti di impegnarsi in negoziati sostanziali ai quali gli americani lo stanno invitando. Quello che stiamo dicendo agli americani e' che devono revocare il blocco di Hormuz e garantire la disponibilita' dell'Iran a negoziare su questioni sostanziali", ha dichiarato la presidenza francese. In questo contesto, il transito del Canale di Suez da parte della portaerei francese Charles de Gaulle invia "il segnale che non solo siamo pronti a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz, ma che siamo anche in grado di farlo", ha aggiunto un consigliere del presidente Emmanuel Macron, che afferma di parlare a nome della coalizione di paesi non belligeranti lanciata ad aprile a Parigi per una missione "neutrale".

Flotilla: attivista detenuto Abukeshek inizia sciopero sete

L'attivista ispano-palestinese Saif Abukeshek, detenuto da Israele in acque internazionali mentre era a bordo di una nave della Global Sumud Flotilla diretta verso la Striscia di Gaza, ha iniziato uno sciopero della sete, smettendo di bere acqua come forma di protesta. Secondo il suo team di difesa, Abukeshek si rifiuta di bere da questa mattina, mentre gia' dal 30 aprile e' in sciopero della fame, insieme al 'collega' detenuto Thiago Avila, di nazionalita' brasiliana. Abukeshek e Avila sono comparsi oggi davanti a un tribunale nella citta' israeliana di Beersheba per un'udienza d'appello relativa alla proroga della loro detenzione, disposta martedi' da un giudice israeliano. Durante l'udienza, in cui il tribunale ha respinto l'appello, Abukeshek ha informato i suoi avvocati di aver deciso di smettere di bere acqua a partire da questa mattina. L'avvocato dell'organizzazione Adalah, Moatasem Zidan, ha spiegato che durante l'udienza i legali dei due attivisti hanno ribadito la loro tesi secondo cui la loro detenzione in acque internazionali era illegale, in quanto violava il diritto internazionale e il diritto del mare.

Usa, domani presidio Avs vicino al Vaticano contro le guerre

Domani alle ore 12.30, Alleanza Verdi e Sinistra promuove un presidio in via della Conciliazione, all'altezza di Piazza Pia, in occasione dell'incontro tra Papa Leone XIV e il Segretario di Stato Usa Marco Rubio. "Deputati e senatori di Avs saranno in presidio con un messaggio chiaro: no alla guerra, si' alla pace. Un'iniziativa - spiega Avs in una nota - per chiedere il cessate il fuoco immediato nei conflitti in corso, fermare l'escalation militare e rilanciare il ruolo della diplomazia, del dialogo e del diritto internazionale contro la corsa al riarmo e la logica dello scontro".

Capo Idf alle truppe in Libano: "Pronti a nuova offensiva contro Iran se necessario"

Il capo di stato maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, parlando oggi alle truppe nella città di Khiam nel Libano meridionale, ha dichiarato che l'esercito è pronto a lanciare una nuova offensiva contro l'Iran, se necessario. Lo scrive il Guardian. Durante la visita a Khiam, dove gli attacchi israeliani sono continuati nonostante il cessate il fuoco, Zamir ha affermato che non ci sono "limitazioni all'uso della forza" e ha sostenuto che l'Idf ha ucciso più di 2.000 militanti di Hezbollah dall'inizio della guerra con l'Iran. Il capo militare dell'Idf ha anche sottolineato che le forze israeliane mantengono una lista di obiettivi pronti per un attacco in Iran, in coordinamento con gli Stati Uniti.

Francia presenta a Usa e Iran le condizioni per lanciare missione a Hormuz

La Francia ha espresso le sue condizioni a Washington e Teheran per  lanciare una missione che metta in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo ha  fatto sapere l'Eliseo. Parigi, in particolare, chiede a Usa e Iran di  "trattare la questione di Hormuz separatamente" dal resto del conflitto e  di aprire negoziati. "Possiamo offire all'Iran di passare di nuovo  attraverso lo Stretto con le petroliere, a condizione che Teheran  accetti di impegnarsi nel negoziato al quale sono invitati dagli  americani". Agli Usa, Parigi chiede di "togliere il blocco di Hormuz e  accettare la disponibilità dell'Iran a negoziare sulle questioni di  fondo".

Iran, capo Idf: "Abbiamo una lista di obiettivi da colpire"

L'esercito  israeliano ha una lista di obiettivi pronti per essere colpiti in Iran,  qualora la guerra dovesse riprendere. Lo ha dichiarato il capo di Stato  maggiore delle Idf, il tenente generale Eyal Zamir, secondo quanto  riferito dal Times of Israel.  "La  cooperazione con l'esercito statunitense e il coordinamento proseguono  costantemente e stiamo monitorando la situazione", ha aggiunto Zamir  durante una visita nel Libano meridionale.  "In  Iran, abbiamo un'ulteriore serie di obiettivi pronti per l'attacco.  Siamo in stato di massima allerta per tornare a una campagna intensa e  su vasta scala che ci consentirà di consolidare i nostri risultati e  indebolire ulteriormente il regime iraniano", ha concluso.

Iran, vertice c.destra: avanti con linea Ue e dialogo con Usa

La priorita' resta ripristinare la piena circolazione navale nello Stretto di Hormuz: al vertice dei leader del centrodestra tenutosi a palazzo Chigi si e' parlato soprattutto di politica internazionale, alla vigilia degli incontri che il segretario di Stato americano Rubio avra' con il governo. L'esecutivo, riferiscono fonti della maggioranza, e' per continuare con la linea Ue, senza far mai venire meno il dialogo con gli Stati Uniti. Alla riunione, viene spiegato, il centrodestra ha confermato la disponibilita' a lavorare per una missione europea di sminamento dello Stretto e la necessita' di premere nei confronti di Bruxelles per il rafforzamento della missione Unifil in Libano.

Iran: "Apprezziamo la proposta cinese per la pace regionale"

Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran "apprezza la proposta in quattro punti avanzata dalla parte cinese per il mantenimento e la promozione della pace e della stabilità a livello regionale". In un messaggio pubblicato su X, Araghchi ha dichiarato di avere avuto "colloqui positivi" a Pechino con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. "La parte iraniana si fida della parte cinese e si aspetta che continui a giocare un ruolo positivo nelal promozione della pace e nel fermare la guerra, e sostiene la creazione di una nuova architettura regionale post bellica che possa coordinare sviluppo e sicurezza", ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran.

Pakistan: "Ottimisti su un accordo Usa-Iran a giorni"

"Sono positivo riguardo al fatto che la fine della guerra tra Usa e Iran sia una questione di giorni. Spero che si possa raggiungere un accordo, sulla base di un memorandum, prima della visita del presidente Trump in Cina. Non posso rivelare tutto al momento, ma sono in arrivo soltanto buone notizie". Lo ha affermato lo speaker del Parlamento pakistano, Ayaz Sadiq, durante il Forum Pakistan-Italia.

Iran, Francia: "Hormuz è interesse comune va trattato a parte"

La Francia propone agli Stati Uniti e all'Iran che la questione di Hormuz venga "trattata separatamente" dal resto del conflitto e dei negoziati, in quanto "di interesse comune". Il governo francese ha presentato a Washington le sue "richieste" per l'avvio di una missione multinazionale per la sicurezza dello stretto. Lo ha riferito l'Eliseo.

Portaerei francese Charles-de-Gaulle si posiziona per missione a Hormuz

La portaerei francese, Charles-de-Gaulle, e la sua scorta, passano oggi il Canale di Suez per preposizionarsi nella regione del Golfo nel caso di avvio di una missione, promossa da Londra e Parigi, allo scopo di ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero delle Forze armate a Parigi. Per l'Eliseo, si tratta del "segnale" che la coalizione è "pronta" e "capace" di garantire la "sicurezza" nello Stretto di Hormuz

Borsa: Francoforte +3% e Milano +2% dopo l'avvio di Wall Street, giù i petroliferi

Sono in rialzo le Borse europee con in testa Francoforte (+3%) e Milano che viaggia sui massimi da marzo 2000 (+2% a 49.560 punti) dopo l'apertura positiva di Wall Street. Il prezzo del petrolio e i rendimenti dei titoli di Stato si confermano in forte calo in un clima di ottimismo per un accordo di pace fra Stati Uniti e Iran.    Il Brent scende a 102 dollari al barile (-6,6%), il Wti si muove sui 94 dollari (-7,6%) mentre il gas segna un ribasso di quasi l'8% a 43,1 euro al megawattora. Il rendimento dei titoli del Tesoro americani a 10 anni è sceso di sette punti base al 4,36%: gli investitori scommettono che col venir meno le spinte inflattive legate alla guerra nel Golfo la Fed non alzerà i tassi quest'anno. Intanto il dato Adp sui nuovi occupati nel settore privato è cresciuto ad aprile.    Il dollaro intanto è sceso ai livelli più bassi da febbraio. L'oro dopo aver superato i 4.700 dollari l'oncia ora cede lo 0,8% 4.680 dollari. Il Bitcoin sale per il settimo giorno consecutivo.    A Piazza Affari (+1,93% a 49.492 punti) continua a brillare Amplifon all'indomani dei conti (+10,3%) seguita da Lottomatica (+8,6%) mentre in coda c'è Eni (-4,5%) al pari degli altri petroliferi. Fuori dal paniere principale i risultati spingono Technogym (+6,1%).    Lo spread Btp-Bund si restringe a 74,3 punti base.

Libano, premier su negoziati: "Puntiamo alla pace non alla normalizzazione"

Sebbene "un incontro con Netanyahu sia prematuro", ciò che serve sono  "negoziati con Israele e negoziati interni per ampliare l'autorità dello  Stato. Non puntiamo alla normalizzazione, ma alla pace". Lo ha detto il  Primo Ministro libanese Nawaf Salam, aggiungendo che "riconsidereremo e  riapriremo il piano sulle armi (di Hezbollah) sulla base degli sviluppi  degli ultimi mesi. Stabilire un cessate il fuoco sarà la base per  qualsiasi nuovo ciclo di negoziati con Israele a Washington". Salam ha  anche parlato dei colloqui tra Stati Uniti e Iran mediati dal Pakistan:  "Stiamo conducendo negoziati per conto nostro, ma ciò non significa che  siano scollegati dal percorso di Islamabad".

Iran: Israele non sapeva intesa vicina, preparavamo escalation

Israele non sapeva che un'intesa tra Usa e Iran fosse vicina. Lo ha affermato un funzionario israeliano alla Radio dell'esercito, sottolineando che lo Stato ebraico si stava "preparando a un'escalation".

Iran, Teheran: "Testo Axios è lista desideri Usa"

"Il  testo di Axios rappresenta la lista dei desideri degli americani e non  la realtà. Gli americani non otterranno con una guerra fallimentare ciò  che non sono riusciti a ottenere con negoziati diretti". Lo ha scritto  su X Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale  iraniano, riferendosi all'articolo di Axios secondo cui la Casa Bianca  ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum  d'intesa per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento  per negoziati più dettagliati sul nucleare. "L'Iran  ha il dito sul grilletto ed è pronto - ha aggiunto Rezaei - se gli Usa  non si arrenderanno e non concederanno quanto necessario, o se loro o i  loro diabolici alleati cercheranno di agire in modo subdolo, daremo una  risposta dura e che li farà pentire".

Iran, Zamir: "In allerta per ripresa campagna estesa e potente"

"In Iran abbiamo un'altra serie di obiettivi pronti per l'attacco. Siamo in stato di massima allerta per riprendere una campagna potente ed estesa che indebolira' ulteriormente il regime iraniano". Lo ha affermato il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, durante una visita alle truppe nel Libano meridionale. Per il capo delle forze armate, Israele ha "un'opportunita' storica per cambiare la realta' regionale nella campagna su piu' fronti". "La cooperazione e il coordinamento con le forze armate statunitensi proseguono costantemente", ha aggiunto Zamir.

Salvini: "Spero che la visita di Rubio possa servire a chiarire"

"Speriamo". Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha risposto a chi gli domandava se la visita del segretario di Stato Marco Rubio a Roma possa rappresentare un appuntamento chiarificatore. Salvini ha poi assicurato che non si è parlato di Stati Uniti nel vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, al termine del quale ha partecipato a un convegno sul nucleare. Quale posizione terrà venerdì il governo negli incontri con Rubio? "Siccome non lo incontro io - ha tagliato corto il vicepremier -, chiedetelo a chi lo incontra".

Media Iran: "Alcune parti della proposta Usa sono inaccettabili"

L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una "fonte ben informata", che "la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili". Lo riporta Ynet.   Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, ha definito su X i punti indicati nel memorandum, svelato da Axios, una "lista dei desideri americana [e] non una realtà". 

Aerei, Salvini: "Jet fuel? Lavoriamo per continuità servizio"

"Stiamo lavorando per evitare un aumento indistinto dei biglietti. Ringrazio il viceministro Rixi, stiamo lavorando con Enac, compagnie aeree e Regione Sardegna perche' evitare che tutto il 2026 ci siano aumenti dei biglietti per andare e venire dall'isola". Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini, a margine di un evento di Agenda Italia, interpellato sulla situazione delle scorte di jet fuel in Italia. Come siamo con le scorte di jet fuel? Salvini ha replicato: "Stiamo lavorando per garantire una continuita' di servizio".

Wall Street apre positiva e testa nuovi record. Dj a +1,02%, Nasdaq a +0,63%

Wall Street apre positiva e testa nuovi record in scia all'ipotesi di  accordo di pace tra Usa e Iran, anche se Donald Trump ha minacciato il  ritorno alle armi se Teheran non si siederà al tavolo negoziale: il Dow  Jones sale nelle prime battute dell'1,02%, a 49.798,63 punti, mentre il  Nasdaq si porta a quota 25.484,85 (+0,63%). In rialzo anche l'S&P  500, a 7.304,79 punti (+0,63%).

Israele: "Non sapevano Usa vicini a accordo, ci stavamo preparando a escalation"

Israele non era a conoscenza del fatto che Donald Trump fosse vicino a  raggiungere un accordo con l'Iran per porre fine ai combattimenti e  riaprire lo Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato un funzionario  israeliano alla radio dell'esercito, ripreso dal Times of Israel. "Ci  stavamo preparando a un'escalation", afferma il funzionario.

Israele, tre estremisti sconfinano in Siria: "stabilire colonie"

Tre attivisti di estrema destra israeliani sono sconfinati in Siria, entrando nella zona del Monte Hermon, e hanno invocato la creazione di colonie. Le forze armate hanno "riportato tutti i civili in territorio israeliano e li hanno arrestati", ha fatto sapere l'Idf, "condannando fermamente l'accaduto" e sottolineando che si tratta di "un reato penale che mette in pericolo i civili e le truppe". In un post ripreso da Haaretz, gli attivisti del movimento 'Pionieri del Bashan' hanno chiesto al governo di consentire loro di stabilirsi nel Bashan (il nome biblico della Siria meridionale), "proprio come si stabilirono sulle alture del Golan appena un mese dopo la sua liberazione nella Guerra dei Sei Giorni".

Attivista Flotilla: "Abbiamo vissuto una situazione di tortura"

"Noi sicuramente abbiamo vissuto una situazione molto grave di tortura,  ma quello che abbiamo vissuto non è nulla rispetto a quello che le  persone palestinesi vivono in un genocidio: un'occupazione e una  violenza quotidiana molto, molto grave". A dirlo Anna Ghedina, una delle  quattro persone venete fermate dal blitz preventivo di Israele contro  la Global Sumud Flotilla, oggi in conferenza stampa a Padova.   "La  tragedia del Popolo palestinese - ha proseguito - è sotto gli occhi di  tutti: camion con gli aiuti vengono bloccati ai valichi e la nostra  azione serve per continuare a tenere accesa l'attenzione internazionale  sulla genocidio in atto. Quello che è successo a noi è un fatto  gravissimo, per le leggi internazionali che sono state ignorate  nuovamente da Israele, come ormai impunemente continua a fare da ormai  troppi anni".    Ghedina ha quindi ricordato l'ispano-palestinese Saif  Abukeshek e il brasiliano Thiago Avila, militanti della Flotilla ancora  detenuti in Israele "subendo pestaggi, senza avere nessun processo, e  senza avere nessun tipo di giustizia", ha sostenuto.    Gli attivisti  del centro sociale occupato Pedro di Padova hanno infine annunciato che  saranno presenti venerdì al presidio di protesta contro il padiglione di  Israele alla Biennale d'arte di Venezia.

Iran, Araghchi: "Con Wang colloquio costruttivo, bene proposta Pechino"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito  "costruttivo" l'incontro avuto a Pechino con il capo della diplomazia  cinese, Wang Yi, nel corso del quale le parti hanno riaffermato il  diritto dell'Iran a "preservare la sua sovranità nazionale e la dignità  del popolo". In un post  pubblicato su X, Araghchi - riferendosi al piano di Pechino annnunciato  il mese scorso per la de-escalation - ha sottolineato che Teheran ha  accolto con favore la proposta cinese in "quattro punti per il  mantenimento e la promozione della pace e della stabilità regional.  L'Iran, ha aggiunto, "confida nella Cina" e si aspetta che Pechino  continui a svolgere un ruolo "attivo" nel favorire la fine del  conflitto. Il capo della  diplomazia iraniana ha inoltre espresso sostegno all'idea di una nuova  architettura regionale post-guerra, capace di coordinare sviluppo  economico e sicurezza nell'area.

Teha: crisi in Medio Oriente preoccupa 70% delle aziende dell'agroalimentare

La crisi in Medio Oriente torna a pesare sulle prospettive della filiera agroalimentare italiana. Cresce la preoccupazione delle imprese del settore e, tra i fattori critici, all'inflazione energetica si affianca anche il costo per l'approvigionamento delle materie prime. Secondo un sondaggio di Teha (The European House - Ambrosetti) condotta dopo l'avvio del conflitto su un campione di oltre 500 aziende agroalimentari italiane, 7 su 10 sono preoccupate per la tenuta del proprio mercato a causa della crisi internazionale. Tra queste, quasi 4 su 10 si definiscono "molto preoccupate", soprattutto tra piccole e medie imprese e tra chi negli anni ha strategie meno strutturate di export e sostenibilità. L'indagine è stata realizzata in vista della decima edizione del Forum Food&Beverage di Teha, in programma a Bormio il 5 e 6 giugno.   Secondo le imprese intervistate, l'inflazione energetica si conferma il fattore di crisi più rilevante, indicato dal 63,5% del campione. Al secondo posto si posiziona l'aumento dei costi delle materie prime, scelto dal 36,2% delle aziende.   "Il settore agroalimentare italiano - commenta Valerio De Molli,  Managing Partner e Ceo, The European House Ambrosetti - sta attraversando un momento particolarmente complesso. Eppure, dalle nostre rilevazioni emerge un dato importante: prevale un sentiment positivo sull'andamento del fatturato, che aumenta guardando al futuro, soprattutto tra le grandi aziende. Per quasi 8 imprese su 10 il fatturato dei prossimi 12 mesi sarà in crescita. È un segnale di fiducia che conferma la solidità industriale della filiera".   I dati elaborati dalla Community Food&Beverage di Teha confermano il ruolo centrale della filiera agroalimentare per il Sistema Paese e la sua crescita negli ultimi anni. Nel 2024 il settore ha raggiunto quasi 270 (269,9) miliardi di euro di fatturato. La Lombardia si conferma la prima regione italiana per fatturato, valore aggiunto ed export agroalimentare. Il settore genera in Regione 50 miliardi di euro di fatturato e 11 miliardi di euro di valore aggiunto.

Videochiamata del Papa ai sacerdoti del sud del Libano

Durante l'udienza di oggi al nunzio a Beirut, l'arcivescovo Paolo Borgia, Leone XIV ha videochiamato una decina di preti delle regioni meridionali del Libano per dare il suo saluto e il suo incoraggiamento e assicurare le sue preghiere, nella speranza della pace. Lo riferiscono i media vaticani.    La 'sorpresa' è avvenuta intorno alle 9.45 di questa mattina per il gruppo di sacerdoti del sud del Paese dei Cedri, che operano proprio nei pressi della Blue Line, e hanno ricevuto la 'call' da parte di Leone XIV.    Ieri ai preti il nunzio aveva chiesto di creare un gruppo, "Sacerdoti del Sud", e di essere disponibili intorno alle 9.30-9.45 del giorno successivo per un suo saluto - cioè dello stesso Borgia - da Roma. Presenti pure il vescovo greco-cattolico di Tiro e il vicario generale.

Iran, Araghchi: "Confidiamo in ruolo attivo Cina per la pace"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito "costruttivi" i colloqui avuti oggi a Pechino con l'omologo cinese, Wang Yi. "Entrambe le parti hanno riaffermato il diritto dell'Iran a salvaguardare la propria sovranita' e dignita' nazionale, e l'Iran ha apprezzato la proposta in quattro punti della Cina per il mantenimento e la promozione della pace e della stabilita' regionale", si legge nel comunicato diffuso sugli account social di Araghchi. "L'Iran si fida della Cina, si aspetta che continui a svolgere un ruolo positivo nella promozione della pace e nella fine del conflitto e sostiene la creazione di una nuova architettura regionale postbellica in grado di coordinare sviluppo e sicurezza", ha concluso il ministro della Repubblica islamica.

Il petrolio cede il 6,75% a New York su ipotesi accordo Usa-Iran

Il petrolio frena a New York in scia all'ipotesi di un accordo molto vicino tra Usa e Iran: il Wti cede il 6,75%, a 95,37 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, si attesta a quota 103,19 (-6,08%).

Governo, Salvini: "Energia tra temi principali della riunione"

"Uno dei principali temi della riunione e' stato quello dell'energia. Le crisi internazionali dimostrano che non possiamo piu' essere dipendenti". Lo ha detto il vice premier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, nel corso dell'evento di Agenda Italia 'Nucleare. La sfida energetica per la crescita del Paese', dopo aver preso parte al vertice con i leader del centrodestra.

Trump a Washington tra riunioni a porte chiuse ed un evento con Melania

Con la guerra in Iran sospesa in attesa di avere notizie su un eventuale accordo, Donald Trump trascorrerà la giornata a Washington, prima impegnato in riunioni a porte chiuse poi alle 12.30 ora locale, le 18.30 in Italia, ad un evento con la first lady Melania per la festa della mamma. 

Trump: "Troppo presto per prepararsi a firma con l'Iran"

Il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato al New York Post che e' "troppo presto" per iniziare a pensare a un incontro per la firma di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, nonostante le notizie ottimistiche secondo cui i due Paesi si starebbero avvicinando a un possibile accordo per porre fine alla guerra che dura da 67 giorni. Alla domanda se il New York Post dovesse prepararsi a inviare un giornalista in Pakistan per un nuovo ciclo di negoziati, dopo che fonti di Islamabad avevano rivelato che un accordo di pace preliminare era vicino, il presidente ha risposto: "Non credo".

Iran, W. Post: entità danni basi Usa molto più ampia delle stime

Gli attacchi aerei iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228  strutture o equipaggiamenti in basi militari statunitensi in Medio  Oriente dall'inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di  carburante, velivoli, sistemi radar e per la difesa aerea. E' quanto  emerge da un'analisi del Washington Post basata su immagini satellitari,  secondo cui l'entità dei danni sarebbe "molto più ampia" rispetto a  quanto riconosciuto finora pubblicamente da Washington. L'inchiesta  si basa su oltre 100 immagini satellitari ad alta risoluzione diffuse  da fonti iraniane, 109 delle quali sono state verificate confrontandole  con i dati del sistema europeo Copernicus e, dove disponibili, con  immagini commerciali. Diciannove immagini sono state escluse per  mancanza di conferme, ma non sono emerse prove di manipolazione. In  un'ulteriore verifica, i reporter hanno individuato anche 10 strutture  danneggiate non documentate nei materiali iraniani. Complessivamente  sarebbero stati colpiti 217 edifici e 11 sistemi in 15 basi militari Usa  nella regione. L'accesso alle  immagini satellitari del Medio Oriente è attualmente limitato, spiega  il Washington Post, sottolineando che i due grandi operatori  commerciali, Vantor e Planet, hanno accolto la richiesta del governo  statunitense di ritardare o sospendere la diffusione di immagini  dell'area durante il conflitto, rendendo più difficile valutare  l'impatto dei contrattacchi iraniani. Secondo gli esperti citati dal quotidiano Usa, i danni suggeriscono che  gli Stati Uniti avrebbero sottovalutato le capacità di precisione  dell'Iran e l'impatto della guerra basata sui droni, lasciando alcune  basi senza adeguata protezione. "Gli attacchi iraniani sono stati  precisi, non ci sono crateri casuali che indichino errori", ha affermato  Mark Cancian del Center for Strategic and International Studies. Tra  gli obiettivi colpiti figurano un sito di comunicazioni satellitari  nella base di Al-Ubeid in Qatar, sistemi di difesa Patriot tra Bahrein e  Kuwait, una parabola satellitare presso la base navale statunitense in  Bahrein - sede della Quinta Flotta - oltre a una centrale elettrica a  Camp Buehring, in Kuwait, e a cinque depositi mobili di carburante  distribuiti in tre diverse basi. In Kuwait, il centro operativo tattico -  dove sei militari Usa sono morti in un attacco con droni a inizio marzo  - risultava privo di adeguate protezioni. In Arabia Saudita, immagini  satellitari mostrano la probabile distruzione di un aereo radar E-3  Sentry nella base di Prince Sultan, dopo essere stato parcheggiato  ripetutamente nella stessa area non protetta. Il  Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha contestato la lettura  dei danni come estesi o indicativi di falle operative, sottolineando la  complessità delle valutazioni e rinviando a una ricostruzione più  completa al termine del conflitto. Secondo gli esperti, tuttavia, i  danni - pur significativi - non avrebbero compromesso in modo  sostanziale la capacità operativa degli Stati Uniti di condurre la  campagna militare contro l'Iran.

Iran, Teheran sta valutando proposta Usa

Teheran sta valutando una proposta statunitense per porre fine alla guerra contro l'Iran, in corso da oltre due mesi, e comunichera' il proprio punto di vista al mediatore, il Pakistan, secondo quanto affermato dal portavoce del Ministero degli Affari Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall'agenzia di stampa ISNA. In precedenza, il Presidente Trump aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero iniziato a bombardare l'Iran "a un livello e con un'intensita' molto maggiori" rispetto a prima del cessate il fuoco, se Teheran non accettera' un accordo.

Iran, portaerei Francia verso Golfo: possibile missione Hormuz

La portaerei francese Charles de Gaulle e la sua scorta hanno attraversato il Canale di Suez per preposizionarsi nella regione del Golfo in caso di avvio della missione, promossa da Londra e Parigi, per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, ha annunciato il ministero della Difesa di Parigi. "La portaerei Charles de Gaulle e le sue navi di scorta hanno attraversato il Canale di Suez mercoledi' 6 maggio 2026, in rotta verso il Mar Rosso meridionale", ha dichiarato il ministero in un comunicato stampa. Questa decisione mira a "ridurre i tempi necessari per attuare questa iniziativa non appena le circostanze lo consentiranno", ha aggiunto. Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer hanno lanciato un'iniziativa per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Gibilterra, bloccato dall'inizio del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. La potenziale missione di sicurezza, che potrebbe essere avviata solo dopo la cessazione delle ostilita', si propone di essere "neutrale" e "nettamente separata dalle parti belligeranti", ha dichiarato il presidente francese a meta' aprile. Gli "oltre 40 Paesi" partecipanti alla missione hanno avviato la pianificazione militare a Londra, secondo quanto riferito dal ministero delle Forze Armate francese. "Il movimento della task force navale e' separato dalle operazioni militari avviate nella regione e integra gli accordi di sicurezza esistenti", ha ribadito il ministero francese. La sua presenza in prossimita' del Golfo consentira' di "valutare il contesto operativo regionale in previsione dell'avvio dell'iniziativa" e di "fornire ulteriori opzioni per la risoluzione della crisi e il rafforzamento della sicurezza regionale", ha aggiunto il ministero. La task force navale francese deve inoltre consentire "l'integrazione delle risorse dei paesi che desiderano inquadrare le proprie azioni all'interno di un sistema difensivo e appropriato, nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare", ha aggiunto. La portaerei, che imbarca una ventina di caccia Rafale ed e' scortata da diverse fregate, e' salpata da Tolone alla fine di gennaio per una missione nell'Atlantico settentrionale. Il 3 marzo e' stata dirottata verso il Mediterraneo orientale, dove si trova tuttora, per difendere gli interessi francesi e quelli dei paesi alleati colpiti dalla risposta iraniana agli attacchi israelo-americani. Il blocco dello Stretto di Hormuz e' continuato nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore l'8 aprile. In risposta, Washington ha imposto un blocco dei porti iraniani e lunedi' ha lanciato l'operazione Project Freedom per consentire a centinaia di navi bloccate nel Golfo di attraversare lo stretto. L'operazione e' stata sospesa oggi.

Flotilla, Israele respinge ricorso attivisti contro carcere

Il tribunale di Ashkelon ha respinto il ricorso contro la detenzione fino a domenica di Thiago Avila e Saif Abu Keshek, i due attivisti della Sumud Global Flotilla, sequestrati dall'Idf la settimana scorsa mentre navigavano in acque internazionali al largo di Creta e portati in Israele. Lo ha riferito il loro avvocato.

Carburanti, Urso: "Convinti raggiungeremo flessibilità con Ue"

"Dobbiamo augurarci e lavorare per quanto possibile affinche' il negoziato in corso abbia un risultato concreto, con lo sblocco della navigazione nello stretto di Hormuz. Come tutti, non possiamo prevedere quello che accadra', per questo il governo ha deciso di agire con tempestivita' ed efficacia, valutando ogni ulteriore intervento alla luce di quello che puo' accadere nell'evoluzione del negoziato e quindi nel conflitto in corso". Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso, a margine dell'evento di Agenda Italia 'Nucleare. La sfida energetica per la crescita del Paese', interpellato su cosa intende fare il governo il 21 maggio alla scadenza della nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti. "Abbiamo gia' chiesto all'Europa - ha aggiunto - di darci la possibilita' di intervenire sul fronte dell'energia. Siamo convinti che si raggiungeranno quelle misure di flessibilita' che ci possa consentire, a noi e ad altri, di poter agire con tempestivita' per fronteggiare ogni emergenza. Certamente quella sul fronte dei carburanti, ma ancora piu' grave, ove continuasse il blocco di Hormuz, sul fronte dell'energia elettrica per famiglie ed imprese. E sull'approvvigionamento di alcune materie prime fondamentali per una serie di filiere produttive".

Teheran: "Stiamo ancora valutando la proposta Usa"

L'Iran sta ancora esaminando la proposta statunitense e comunicherà la  propria posizione alla parte pakistana dopo aver completato la  valutazione: lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri  Esmaeil Baghaei. "La proposta statunitense è ancora al vaglio dell'Iran  e, una volta raggiunta una conclusione, l'Iran comunicherà il proprio  punto di vista alla parte pakistana", ha dichiarato Baghaei all'agenzia  Isna.

Media Francia: "Nave colpita nello Stretto era sotto scorta americana"

La nave francese portacontainer "San Antonio" è stata colpita ieri da  "un drone o un missile iraniano" quando era già uscita dallo Stretto di  Hormuz, ed era sotto scorta americana: lo ha appreso il quotidiano Le  Parisien da "fonti di alto livello". Secondo quanto riferito dal  giornale, la "San Antonio" aveva già lasciato da due ore il corridoio,  sulla cui chiusura vigilano sia Teheran sia gli americani quando è stata  colpita. Inoltre, si trovava "sotto scorta americana quando ha lasciato  lo Stretto, nel quadro dell'operazione 'Progetto libertà' lanciata da  Donald Trump il giorno precedente".

Iran, Trump: "Troppo presto per pensare a colloqui pace diretti"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che è  "troppo presto" per prendere in considerazione colloqui di pace diretti  con l’Iran, nonostante le indiscrezioni su un possibile accordo  preliminare sotto forma di memorandum d’intesa per porre fine al  conflitto. Interpellato dal New York Post sulla possibilità di dover  inviare presto giornalisti in Pakistan, Trump ha risposto in modo netto:  "Non credo. E' troppo lontano".

Tajani convoca riunioni su Libano e sicurezza alimentare dopo il blocco di Hormuz

In attesa di una possibile svolta nel processo negoziale fra Stati  Uniti e Iran, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto alcune  riunioni alla Farnesina per rafforzare le prospettive negoziali nella  regione. Lo rende noto il ministero. Sulla situazione in Libano, in  parallelo con il negoziato mediato dagli Stati Uniti fra Gerusalemme e  Beirut, l'Italia sta verificando con le Nazioni Uniti e i partner che  prendono parte a Unifil un nuovo percorso di stabilizzazione del Paese.  Nella fase post-Unifil (la missione Onu terminerà a fine 2026) l'Italia  sta studiando forme di sostegno alle iniziative di pace anche attraverso  il rafforzamento delle capacità dello Stato e delle forze armate  libanesi. Sugli effetti del blocco di Hormuz, in attesa di un possibile  sblocco positivo dello stallo fra Usa e Iran, il ministro ha proposto di  rafforzare il coordinamento internazionale per proteggere i flussi di  approvvigionamento energetico e di fertilizzanti, essenziali per la  stabilità economica e sociale di Europa e Africa. Il ministro domani  co-presiederà, insieme al suo omologo croato (in qualità di Presidente  di turno del MED9) e al Direttore Generale della Fao, una riunione  ministeriale con oltre 40 Paesi e organizzazioni regionali e  internazionali - tra cui il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e  la Lega Araba - per rafforzare il coordinamento politico sulla sicurezza  alimentare e l'accesso dei fertilizzanti dallo Stretto.

Borsa: l'Europa tonica vede l'intesa Usa-Iran, giù petrolio e gas

Le Borse europee sono toniche a metà seduta e credono nella possibilità di una intesa tra Usa e Iran ed allo sblocco dello stretto di Hormuz. In questo quadro sono in caduta libera i prezzi di petrolio e gas ed i rendimenti dei titoli di Stato registrano una netta flessione. Sul fronte dei cambi il dollaro si indebolisce sulle principali valute, con l'euro che sale a 1,1785 sul biglietto verde.     L'indice stoxx 600 sale del 2,6%, in vista dell'avvio di Wall Street dove i future sono in aumento. In forte rialzo Parigi (+3,3%). Bene anche Francoforte e Madrid (+2,8%), Londra (+2,5%) e Milano (+2,2%). I principali sono sostenuti dal lusso (+6,5%) e dalle auto (+6,1%). In aumento anche le banche (+5,1%) e le assicurazioni (+3,2%). In calo le utility (-1%), con il prezzo del gas che scende del 10% a 41,89 euro al megawattora. Scivola l'energia (-5,3%), mentre il petrolio è in picchiata. Il Wti cede l'11% a 90,63 dollari al barile. Il Brent scende del 10% a 98,21 dollari.     In forte flessione i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 74 punti, con il tasso del decennale italiano in calo di tredici punti base al 3,73% e quello tedesco al 2,98% (-7 punti).     A Piazza Affari prosegue la corsa di Amplifon (+12%). Bene anche Lottomatica (+7,4%), Stellantis (+6,9%), Unicredit (+5,5%) e Moncler (+5,1%). In fondo Eni (-5,8%), Tenaris (-2,8%) e Saipem (-2,7%).

Iran, Macron: "Francia non era obiettivo attacco a nave Cma Cgm"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia non era "in alcun modo" l'obiettivo dell'attacco avvenuto ieri contro una nave portacontainer maltese della compagnia di navigazione francese Cma Cgm nello Stretto di Hormuz. "La Francia non era in alcun modo l'obiettivo dell'attacco" alla nave, ha affermato Macron durante la riunione odierna del consiglio dei ministri, secondo una dichiarazione alla stampa della portavoce del governo e ministro dell'Energia, Maud Bregeon, che ha sottolineato che il capo dello Stato "voleva esprimerlo esplicitamente". La portavoce ha inoltre chiarito che la nave batteva bandiera maltese, non francese, e aveva un equipaggio filippino, al quale la Francia ha espresso la sua "solidarieta'", poiche' alcuni marinai sono rimasti feriti e sono stati evacuati. Gli spari contro la nave "dimostrano chiaramente che la situazione rimane pericolosa", ha detto Bregeon. La compagnia di navigazione francese Cma Cgm ha confermato che una delle sue navi portacontainer, la 'San Antonio', battente bandiera maltese, e' stata attaccata martedi' mentre transitava nello Stretto di Hormuz, provocando diversi feriti. "Il Gruppo Cma Cgm conferma che una delle sue navi, la Cma Cgm San Antonio, e' stata attaccata ieri mentre transitava nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato la compagnia con sede a Marsiglia in un breve comunicato stampa. L'attacco ha ferito diversi membri dell'equipaggio, che sono stati evacuati e sono attualmente ricoverati in una localita' non specificata. "I membri dell'equipaggio feriti sono stati evacuati e hanno ricevuto le cure mediche necessarie", ha affermato il gruppo. Cma Cgm ha inoltre indicato che la nave ha subito danni materiali, che sta monitorando attentamente la situazione e che rimane pienamente mobilitata insieme all'equipaggio della nave attaccata. L'UK Maritime Trade Operations (Uktmo) aveva precedentemente segnalato che una nave mercantile era stata colpita da un proiettile nella stessa area intorno alle 18:30 Gmt di martedi'.

Metalli preziosi: oro balza oltre 3%, bene argento e platino

I prezzi dell'oro sono saliti di oltre il 3% mercoledi', raggiungendo il massimo da oltre una settimana, poiche' le prospettive di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran hanno trascinato al ribasso il dollaro e i prezzi del petrolio, alleviando le pressioni inflazionistiche che avevano sostenuto le scommesse su tassi di interesse piu' alti per un periodo prolungato. L'oro spot e' balzato del 3,4% a 4.708,86 dollari l'oncia, il suo valore piu' alto dal 27 aprile. I future sull'oro statunitensi con consegna a giugno sono aumentati del 3,3% a 4.721 dollari. L'argento spot e' salito del 6,4% a 77,46 dollari l'oncia, il platino ha guadagnato il 4,2% a 2.034,08 dollari e il palladio e' aumentato del 3,9% a 1.543,11 dollari.

Flotilla: morta madre Avila, attesa per ricorso contro carcere

È morta la madre di Thiago Avila, l'attivista della Sumud Global Flotilla sequestrato dall'Idf in acque internazionali al largo di Creta e portato in Israele. Dopo che la sua detenzione, insieme all'attivista spagnolo-palestinese Saif Abukeshek, e' stata prorogata fino a domenica, gli avvocati hanno fatto ricorso ed e' attesa per oggi un'udienza in merito.

Trump: "Iran accetti intesa e finisce guerra; altrimenti bombe"

"Supponendo che l'Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un'ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al termine e l'efficace Blocco permetterà allo Stretto di Hormuz di essere aperto a tutti, Iran compreso. Se non accetteranno, inizieranno i bombardamenti, che purtroppo saranno di un livello e di un'intensità molto maggiori rispetto a prima. Grazie per l'attenzione alla materia!". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.

Hamas accusa Autorità palestinese di inazione su Gaza

Hamas accusa l'Autorità nazionale palestinese (Anp) di "inazione" riguardo alla situazione nella Striscia di Gaza. "La continua inazione dell'Autorità palestinese riguardo alla Striscia di Gaza e ad altre questioni nazionali indebolisce la posizione nazionale palestinese nel suo complesso", ha dichiarato il portavoce di Hamas, Hazem Qasem. Nel comunicato, Qasem ha affermato che questo atteggiamento permette a "forze esterne" di influenzare la realtà palestinese e ha esortato il presidente dell'Anp, Mahmoud Abbas, ad abbandonare quella che ha definito una "posizione passiva". Il portavoce del gruppo islamista ha chiesto "misure concrete" per contrastare i piani di Israele a Gaza, nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est. Qasem ha inoltre difeso la necessità di una posizione nazionale unitaria, basata su una strategia comune di resistenza e su istituzioni palestinesi "legittime e condivise". Queste dichiarazioni giungono nel contesto degli sforzi relativi all'attuazione e allo sviluppo della seconda fase del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, nell'ambito della quale Hamas ha manifestato la propria disponibilità a cedere il governo a un comitato tecnocratico palestinese non facente parte dell'Autorità palestinese.

Iran, Pezeshkian su carovita: 'Agiremo con severità contro speculazioni e accaparramento'

"Sono consapevole dell'aumento dei prezzi. In parte ciò è dovuto alle variazioni dei prezzi delle materie prime o a questioni legate alla guerra ingiusta di cui tutti sono a conoscenza, ma lo speculazione e l'accaparramento sono inaccettabili. Ho chiesto al ministro della Giustizia, in coordinamento con la magistratura, di intervenire con severità contro qualsiasi violazione che minacci la pace sociale". Lo scrive su X il presidente iraniano, Masoud Pezehskian, promettendo azioni per contrastare il carovita.

Libano, Idf: "Avviato attacchi contro infrastruttura Hezbollah in molte zone"

L'esercito israeliano ha annunciato di aver avviato attacchi contro Hezbollah in zone diverse del Libano: "Le Idf hanno iniziato a colpire i siti dell' infrastruttura terroristica di Hezbollah in diverse aree del Libano", si legge in una dichiarazione dell'esercito. 

Pasdaran: 'Sarà possibile il transito sicuro a Hormuz con la fine delle minacce'

La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che il transito sicuro attraverso lo stretto di Hormuz sarà garantito con la fine delle minacce statunitensi e l'introduzione di nuove procedure. Lo riportano i media statali, citati da Reuters, nella prima reazione dell'Iran alla sospensione delle operazioni statunitensi volte ad aiutare le navi bloccate ad attraversare lo stretto.

Mezzaluna Rossa: da guerra subiti danni per 120 mln dlr

La Mezzaluna Rossa iraniana ha subito danni per 129 milioni di dollari a causa degli attacchi israelo-americani. A riferirlo è stato Meysam Afshar, segretario generale della Mezzaluna Rossa iraniana, citato dall'agenzia iraniana Mehr. Afshar ha affermato che le perdite totali stimate ammontano al corrispettivo di 129 milioni di dollari: tre elicotteri della Mezzaluna Rossa sono stati danneggiati, uno dei quali "completamente distrutto". La distruzione del solo elicottero è stimata in circa 19,5 milioni di dollari. Inoltre, 49 veicoli di emergenza hanno subito danni, mentre oltre 56 strutture appartenenti all'organizzazione sono state colpite.

Guerra affonda economie Golfo, crollo del pil nel secondo trimestre

La guerra in Medio Oriente sta infliggendo ai Paesi del Golfo il colpo economico più duro dai tempi della pandemia, con prospettive di breve termine in alcuni casi peggiori rispetto alla crisi del Covid. E' quanto emerge da un'analisi di Moody's Analytics e della World Bank, secondo cui il conflitto sta compromettendo i principali motori di crescita della regione. Moody's, si legge sul Wall Street Journal, stima un forte calo dell'attività economica nel secondo trimestre. Il pil del Qatar è atteso in contrazione di circa il 16% rispetto ai primi tre mesi dell'anno, mentre quello del Kuwait dovrebbe scendere di circa il 12%. Più contenuto, ma comunque significativo, il calo previsto per Arabia Saudita (-4%) ed Emirati Arabi Uniti (-8%), grazie anche alla possibilità per questi due Paesi di reindirizzare parte delle esportazioni petrolifere su oleodotti alternativi.

Peggiora anche il quadro di medio periodo. La World Bank prevede ora che la crescita complessiva del pil del Golfo si attesterà all'1,3% nel 2026, in netto calo rispetto al 4,4% stimato a gennaio. Secondo l'istituzione internazionale, i costi della ricostruzione potrebbero mettere sotto pressione i conti pubblici e penalizzare gli investimenti di lungo periodo, mentre la fiducia degli investitori potrebbe richiedere anni per riprendersi. Oltre all'energia, anche il turismo - uno dei principali driver di diversificazione economica della regione - sta subendo contraccolpi pesanti. Secondo Moody's, a Dubai, considerata un indicatore rappresentativo del settore, il tasso di occupazione alberghiera è destinato a crollare al 10% nel secondo trimestre, dall'80% registrato prima dello scoppio del conflitto a fine febbraio.

Iran, Pasdaran: "Ora passaggio sicuro con nostre regole"

"Il passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz è ora possibile, in conformità alle procedure iraniane, dopo la scomparsa della minaccia degli aggressori". Lo riferiscono i pasdaran. "Ringraziamo gli armatori delle navi ancorate nel Golfo per la loro cooperazione nel transitare lo Stretto di Hormuz in conformità alle normative iraniane", affermano ancora.

Teheran: "Stiamo esaminando proposta Usa"

L'Iran sta esaminando la proposta di memorandum di intesa in 14 punti inviata dagli Stati Uniti. Lo ha confermato un portavoce del ministero degli Esteri alla Cnbc. Lo riferisce la Reuters.

Macron: "Ad Hormuz in nessun caso è stata presa di mira la Francia"

"In nessun caso è stata presa di mira la Francia": lo ha detto questa mattina il presidente francese, Emmanuel Macron, ai componenti del governo riuniti per il Consiglio dei ministri, intervenendo sulla nave portacontainer francese colpita nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la portavoce del governo. 

Axios: Washington e Teheran vicini a memorandum per porre fine a guerra

Secondo due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sulla questione, la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. Lo riporta Axios, aggiungendo che gli Usa si aspettano risposte dall'Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. Non è stato ancora raggiunto alcun accordo, ma le fonti affermano che questa è la situazione più vicina a un'intesa tra le parti dall'inizio della guerra.

Guerra in Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane fino al 2027

A gennaio, prima dell’escalation della crisi nel Golfo, si prevedeva una crescita dell’1,7% dei fatturati reali complessivi delle imprese italiane tra il 2025 e il 2027. Oggi, invece, lo scenario è peggiorato: si stima una contrazione dello 0,9% nello scenario base, che potrebbe arrivare fino a -2,6% nel caso più negativo

Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane

Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane

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Il Papa: "La Chiesa deve prendere posizione a favore delle vittime della guerra"

I cristiani sono proiettati in una storia di salvezza ma "camminano in questa storia terrena, segnata dalla maturazione del bene ma anche da ingiustizie e sofferenze, senza essere né illusi né disperati". Lo ha detto il Papa nell'udienza generale proseguendo le catechesi sui documenti del Concilio Vaticano II. Quindi la Chiesa "è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito". Allo stesso tempo "la Chiesa è chiamata a riconoscere umilmente l'umana fragilità e caducità delle proprie istituzioni, le quali, pur essendo al servizio del Regno di Dio, portano la figura fugace di questo mondo. Nessuna istituzione ecclesiale può essere assolutizzata, anzi, poiché esse vivono nella storia e nel tempo, sono chiamate a una continua conversione, al rinnovamento delle forme e alla riforma delle strutture, alla continua rigenerazione delle relazioni, in modo che possano davvero corrispondere alla loro missione". 

Premier Pakistan: "Grazie Trump per il sì alla pausa a Hormuz"

Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato il presidente americano Donald Trump per avere accettato di sospendere l'operazione militare nello stretto di Hormuz. "Sono grato al presidente Donald Trump per la sua coraggiosa leadership e per l'annuncio tempestivo riguardante la pausa del Progetto Libertà nello Stretto di Hormuz", ha scritto su X. "La generosa risposta del presidente Trump alla richiesta avanzata dal Pakistan e da altri paesi fratelli, in particolare dal regno dell'Arabia Saudita e dal mio caro fratello, il principe ereditario e primo ministro Mohammed bin Salman, andrà molto lontano nel promuovere la pace regionale, la stabilità e la riconciliazione durante questo periodo sensibile", ha assicurato. "Il Pakistan rimane fermamente impegnato a sostenere tutti gli sforzi che promuovono la moderazione e una risoluzione pacifica dei conflitti attraverso il dialogo e la diplomazia. Siamo molto speranzosi che l'attuale slancio porterà a un accordo duraturo che garantisca una pace e una stabilità durature per la regione e oltre", ha riferito.

Libano, raid Idf a Zellaya: tra i 4 morti la moglie e il figlio del sindaco

I raid lanciati da Israele sul Libano questa mattina hanno già causato quattro morti a Zellaya, nella Bekaa occidentale. Tra le vittime figurano la moglie e il figlio del sindaco del villaggio. Lo riferisce il quotidiano L'Orient Le Jour. Nel frattempo, un drone israeliano sta sorvolando a bassissima quota la catena montuosa dell'Anti-Libano, sopra i villaggi a sud e a est di Baalbek. I 12 villaggi minacciati dall'avviso di evacuazione diramato dall'esercito israeliano questa mattina si trovano in sei diverse regioni del Libano meridionale e della valle della Bekaa. La stampa locale ha riferito, inoltre, che un raid aereo israeliano ha colpito un'area vicina a una scuola pubblica a Meifdoun, nel distretto di Nabatieh. Il villaggio è già stato bombardato in mattinata in un raid che ha causato un morto. Il fuoco dell'artiglieria ha colpito anche Qabrikha (Marjeyoun). Nel settore orientale, diverse case sono state fatte saltare in aria anche a Khiam. Nei villaggi minacciati del distretto di Sidone, gli abitanti stanno fuggendo. Molti residenti di Kaouthariyet el-Sayad, Ghassaniye' e Ansariye' hanno lasciato la zona a seguito delle minacce dell'Idf contro queste tre località. Durante la notte, un soccorritore e' rimasto ucciso e quattro feriti in un doppio attacco a Kfardounine, nel distretto di Bint Jbeil, utilizzata come punto di raccolta per i soccorritori del Comitato Sanitario Islamico, un'organizzazione di soccorso affiliata a Hezbollah. Un drone ha poi colpito una squadra di soccorso inviata sul posto, ferendo un soccorritore. Un attacco aereo su Adchit (Nabatiyeh) ha provocato feriti, mentre i bombardamenti hanno preso di mira anche Rachknaniyeh (Tiro) e Safad el-Battikh (Bint Jbeil). Il fuoco dell'artiglieria ha colpito la periferia di Kfarchouba (Hasbaya), cosi' come Qantara e Adchit el-Qoussair (Marjeyoun), nel settore orientale. Da parte sua, Hezbollah ha rivendicato durante la notte l'attacco di droni contro i soldati israeliani a Qantara.

Nave francese colpita da un "proiettile di origine sconosciuta"

L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che un cargo è stato colpito ieri intorno alle 19:30 ora italiana da un "proiettile di origine sconosciuta" nello Stretto di Hormuz, senza identificarlo. Dallo scoppio della guerra all'Iran, il 28 febbraio, Ukmto ha ricevuto segnalazioni di 46 incidenti nel Golfo Persico, di cui 26 veri e propri attacchi.

Mondiali, Federcalcio Iran: "In Usa non si insultino i pasdaran"

Il presidente della Federazione calcistica iraniana (Ffiri) Mehdi Taj ha dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora la nazionale iraniana dovesse recarsi nel Paese per partecipare ai Mondiali di calcio a giugno. Lo scrive la Reuters sul suo sito. Una delegazione della Federazione, di cui faceva parte anche Taj, è stata respinta la scorsa settimana al confine canadese a causa di quello che hanno definito un trattamento irrispettoso da parte degli agenti dell'immigrazione, mentre cercavano di partecipare al Congresso Fifa di Vancouver. Taj ha affermato che la decisione di tornare a casa è stata una loro scelta, ma il ministro dell'immigrazione canadese ha successivamente confermato al Parlamento che il visto del presidente della Ffiri era stato annullato mentre era in volo a causa dei suoi legami con l'Irgc. Nel 2024, il Canada ha inserito i pasdaran nella lista delle "entità terroristiche", cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso. Il segretario generale della Fifa Mattias Grafstrom, ha inviato una lettera esprimendo rammarico per il "disagio e la delusione" subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Ffiri a Zurigo il 20 maggio per un incontro sui preparativi per i Mondiali. Taj ha dichiarato che avrebbe chiesto garanzie all'organo di governo del calcio statunitense in merito al trattamento riservato alla delegazione iraniana negli Stati Uniti. "Abbiamo bisogno di una garanzia, per il nostro viaggio, che non abbiano il diritto di insultare i simboli del nostro sistema, in particolare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche", ha affermato a margine di una manifestazione notturna filo-governativa a Teheran. "È una questione a cui devono prestare seria attenzione. Se ci fosse una garanzia di questo tipo e la responsabilità fosse chiaramente assunta, allora un incidente come quello accaduto in Canada non si ripeterebbe." Taj, che ha ricoperto un ruolo di alto funzionario nelle Guardie Rivoluzionarie nella provincia di Isfahan prima di passare all'amministrazione calcistica, ha affermato che qualsiasi cosa che non offra garanzie incondizionate potrebbe portare al respingimento della delegazione iraniana al confine statunitense. "Andremo ai Mondiali, per i quali ci siamo qualificati, e il nostro ospite è la Fifa, non il signor Trump o l'America", ha aggiunto. "Se accettano di ospitarci, devono anche accettare di non insultare in alcun modo le nostre istituzioni militari. Perché se lo facessero, si potrebbe naturalmente creare la stessa situazione che si è verificata in Canada, dove c'era la possibilità che dovessimo tornare indietro. Quindi ci deve essere questo tipo di garanzia, in modo che possiamo andare con la coscienza tranquilla". Taj ha affermato che la Federazione calcistica iraniana spera di organizzare almeno un'amichevole con una "ottima squadra" nella vicina Turchia, dove l'Iran ha giocato partite contro Nigeria e Costa Rica alla fine di marzo. 

Araghchi sente Farhan: "Diplomazia per prevenire escalation"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che si trova in visita a Pechino ha parlato al telefono con il suo omologo saudita Faisal bin Farhan. Lo ha riferito l'agenzia iraniana Fars. "Nel corso della conversazione le due parti, dopo aver esaminato gli ultimi sviluppi regionali, hanno sottolineato la necessità di proseguire sulla via della diplomazia e di una cooperazione tra i paesi della regione per prevenire un'escalation delle tensioni", si legge nella nota ufficiale.

Onu: "Israele rilasci immediatamente gli attivisti Flottilla Abukeshek e Avila" (2)

L'Ufficio dell'Alto commissario Onu per i diritti umani chiede anche "la fine dell'uso da parte di Israele della detenzione arbitraria e di una legislazione antiterrorismo vaga e generica, incompatibile con il diritto internazionale in materia di diritti umani". Israele - afferma - deve inoltre porre fine al blocco di Gaza, nonché consentire e facilitare l'ingresso di aiuti umanitari in quantità sufficienti. 

Onu: "Israele rilasci immediatamente gli attivisti Flottilla Abukeshek e Avila"

"Israele deve rilasciare immediatamente e senza condizioni Saif Abukeshek e Thiago de Avila, membri della Global Sumud Flotilla": lo chiede  il portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan. "Non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno", sottolinea il portavoce in un commento reso noto a Ginevra. I due attivisti "continuano a essere trattenuti senza accusa". Il portavoce cita gli "inquietanti" resoconti  di gravi maltrattamenti subiti da Abukeshek e de Avila, abusi che "devono essere indagati". 

Nave francese colpita ad Hormuz, Parigi per ora non conferma

"Comunicheremo quando avremo elementi": il governo francese, tramite il Quai d'Orsay, non conferma ancora questa mattina, ai numerosi giornalisti che hanno chiesto una reazione del governo, l'episodio nel quale la portacontainer francese 'San Antonio' sarebbe stata colpita nello Stretto di Hormuz. La conferma, al momento, è quella dell'armatore proprietario della nave, che batte bandiera maltese, la Cma Cgm.

Iraq, Usa: "Dal premier azioni concrete su Iran per ripresa aiuti"

Gli Stati Uniti si aspettano "azioni concrete" dal prossimo primo ministro iracheno sull'Iran, con una presa di distanza dalle milizie filo-iraniane. E' questa la pre-condizione stabilita da Washington per riprendere i finanziamenti e gli aiuti alla sicurezza a favore di Baghdad. Lo ha riferito ai media un alto funzionario del dipartimento di Stato americano, parlando a condizione di anonimato. Questa richiesta è giunta mentre la coalizione di governo in Iraq ha scelto come prossimo premier Ali al-Zaidi, attualmente impegnato nella formazione dell'esecutivo da sottoporre al voto del parlamento. Appena nominato, al-Zaidi ha ricevuto una telefonata di congratulazioni dal presidente Donald Trump, che aveva minacciato di interrompere ogni sostegno americano se l'ex favorito Nouri al-Maliki fosse entrato in carica. Per Washington, al-Zaidi deve affrontare la "linea di demarcazione sfumata" tra le milizie filo-iraniane nel Paese a maggioranza sciita e lo Stato. Riprendere il pieno sostegno "comincerebbe con l'espulsione delle milizie terroristiche da qualsiasi istituzione statale, interrompendo i loro finanziamenti dal bilancio iracheno e negando il pagamento degli stipendi a questi combattenti", ha affermato il funzionario Usa. Secondo la stessa fonte, le strutture statunitensi in Iraq hanno subito oltre 600 attacchi dopo il 28 febbraio, data in cui Stati Uniti e Israele hanno lanciato le operazioni congiunte contro l'Iran. "Non sottovaluto la gravità della sfida né ciò che sarebbe necessario per districare questi legami. Si potrebbe iniziare con una dichiarazione chiara e inequivocabile che affermi che le milizie terroristiche non fanno parte dello Stato iracheno", ha affermato l'alto funzionario del dipartimento di Stato americano.

Pechino: "Cessazione immediata delle ostilità in Iran è di estrema urgenza"

La Cina ha affermato che una cessazione completa delle ostilità è di "estrema urgenza" e che la prosecuzione dei negoziati rimane "di fondamentale importanza", dopo l'incontro a Pechino tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il massimo diplomatico cinese Wang Yi.Lo riportano i media internazionali. Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che Wang ha detto ad Araghchi che la Cina è "un partner strategico affidabile dell'Iran" e ha espresso la speranza che le parti coinvolte rispondano agli appelli internazionali per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. 

Iran, Trump annuncia sospensione Project Freedom a Hormuz

Autorità Iran: "Il bilancio delle vittime dell'incendio sale a 11"

Il capo del dipartimento di emergenza del distretto nord-occidentale di Teheran Mehdi Bahraini ha dichiarato che 11 persone sono morte e oltre 41 sono rimaste ferite nell'incidente, avvenuto nel complesso di Arghavan ad Andisheh, nella zona ovest di Teheran. I video sui social media mostrano un denso fumo nero e un complesso completamente bruciato, che ospitava 250 unità commerciali e 50 uffici amministrativi. 

Borsa, l'Europa apre positiva e scommette su accordo Usa-Iran

Le Borse europee avviano la seduta in rialzo, con gli investitori che scommettono su un accordo tra Usa e Iran. Sotto i riflettori anche le mosse per la riapertura dello stretto di Hormuz. Un quadro che alimenta il calo dei prezzi del petrolio e del gas. Avvio positivo per Londra (+1,09%), Francoforte (+0,96%) e Parigi (+0,9%). 

Nave francese colpita nello Stretto di Hormuz, equipaggio ferito

Una nave portacontainer della Cma Cgm è stata "bersaglio di un attacco" nello Stretto di Hormuz, come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Lo riportano i media internazionale. Secondo Al-Jazeera e altri media si tratterebbe della nave 'San Antonio'. La compagnia ha aggiunto che l'attacco ha provocato feriti tra i membri dell'equipaggio e danni alla nave. I membri dell'equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: stando all'agenzia turca Anadolu, si tratterebbe di cittadini filippini. 

Media: "Colono israeliano sputa su cattedrale cristiana a Gerusalemme"

Un colono israeliano è stato ripreso in video mentre sputava ripetutamente sulla Cattedrale di San Giacomo a Gerusalemme, una chiesa armena costruita nel XII secolo. Il colono ha anche usato il dito medio di entrambe le mani per formare il simbolo della croce. La notizia e il video sono riportati da Al-Jazeera. 

Idf ordina evacuazione per 12 villaggi nel Libano meridionale

Le forze armate israeliane hanno ordinato agli abitanti di evacuare le proprie case in 12 villaggi e città del Libano meridionale. Agli abitanti è stato ordinato di allontanarsi di almeno un chilometro dalle proprie abitazioni. Lo scrive Al-Jazeera. L'Idf afferma inoltre di aver colpito siti legati a Hezbollah nel Libano meridionale, uccidendo diversi combattenti e prendendo di mira quelle che ha definito infrastrutture militari. Ha aggiunto che i jet israeliani hanno colpito "diversi edifici" mentre i combattenti di Hezbollah "operavano al loro interno". Secondo l'esercito, circa "25 obiettivi dell'organizzazione terroristica Hezbollah" sono stati colpiti nelle ultime 24 ore, tra cui un deposito di armi e "ulteriori infrastrutture terroristiche". L'esercito ha anche riferito di aver intercettato un "obiettivo aereo sospetto" e ha affermato che Hezbollah ha lanciato razzi, droni esplosivi e mortai, senza "nessuna vittima tra le nostre forze". 

Iran, incendio in un centro commerciale: almeno 8 morti

Almeno otto persone sono morte nel devastante incendio divampato ieri in un centro commerciale vicino a Teheran. Lo ha riferito la televisione di stato. Le fiamme hanno avvolto l'edificio della città di Andisheh, 30 chilometri dalla Capitale, che ospita 250 negozi e circa 50 uffici. Ieri i media iraniana avevano parlato solo di feriti, ma il bilancio e' stato rivisto questa mattina.

Video IA di Teheran: Ghalibaf batte Trump a carte

L'intelligenza artificiale si conferma una delle armi più potenti dell'Iran. Da quando è iniziata la guerra del Ramadan, i creativi di Teheran hanno prodotto immagini e video per prendersi gioco del nemico diventati virali, a iniziare dalle parodie dei Lego. L'ultimo, apparso oggi sui media iraniani, fa il verso a Donald Trump che si vanta di avere in mano le carte della vittoria. Nelle immagini, Trump siede al tavolo da gioco con il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf, consacrato così il vero uomo forte a Teheran. Sul tavolo, tre carte sullo stretto di Hormuz, le riserve petrolifere e la produzione di greggio. E tre carte ciascuno hanno Ghalibaf e il presidente americano. Il leader del parlamento sorride sornione perché in mano ha la carta dello stretto di Bab al Mandab nel mar Rosso e dei siti petroliferi, che evidentemente Teheran minaccia così di colpire. Mentre il presidente Usa inizia a sudare copiosamente perché le sue carte sono vuote. E tale è la sua disperazione che quasi si accascia sul tavolo con le mani sul volto.

Guerra e spese Nato per la Difesa, cos’è il “defence-washing” e cosa succede in Ue

Il governo italiano vorrebbe inserire i fondi contro il caro-energia nelle spese militari, per cui è possibile scostarsi dal tetto del 3% del deficit fissato dall'Ue, ma Bruxelles ha negato questa possibilità. Diversi altri Stati europei hanno però già fatto rientrare finanziamenti di vario tipo nell'alveo delle risorse per la Difesa, anche per raggiungere una spesa di almeno del 2% del Pil in spese militari, come chiede la Nato. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" andata in onda il 5 maggio

Spese per la Difesa, cos’è il defence-washing e cosa succede in Ue

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Pezeshkian: "Nessuno può costringerci alla resa"

''Nessuno può costringerci alla resa''. Lo ha scritto su 'X' il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. ''Noi musulmani ci siamo già sottomessi all'Onnipotente; nessun altro può costringerci ad arrenderci'', ha detto Pezeshkian. Il presidente iraniano ha poi citato il colloquio telefonico avuto con il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi, al quale ha suggerito di ''esortare gli Stati Uniti a rimuovere le minacce militari dalla nostra regione; i seguaci della scuola sciita non possono essere costretti ad arrendersi con la forza''.

Cina: "Guerra Usa illegittima. Negoziati essenziali"

La guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran è illegittima. A ribadirlo è stato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, durante un incontro a Pechino con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim. "La guerra è illegittima", ha detto Wang. "Siamo pronti a proseguire i nostri sforzi per allentare le tensioni. Stabilire un cessate il fuoco completo è sia necessario che inevitabile. La regione si trova a un bivio decisivo e gli incontri diretti tra le due parti sono essenziali", ha sottolineato. Da parte sua, il ministro degli Esteri iraniano "ha espresso gratitudine per la ferma posizione della Cina, in  articolare per la condanna degli Stati Uniti e di Israele".

Trump annuncia una breve sospensione del Project Freedom a Hormuz

Donald Trump sospende il Project Freedom. "Su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l'Iran e, inoltre, del fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente che, pur rimanendo il blocco pienamente in vigore ed efficace, il Project Freedom (il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo, al fine di verificare se l'accordo possa essere finalizzato e sottoscritto". Lo scrive il presidente Usa su Truth. 

Rubio: "Bozza risoluzione Onu sulla libertà di navigazione di Hormuz"

Su indicazione del presidente Trump, gli Usa, con Bahrein e partner del Golfo - Arabia Saudita, Eau, Kuwait e Qatar - hanno redatto una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per "difendere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", con lo stop ad "attacchi, posa di mine e pedaggi". Il segretario di Stato Marco Rubio ha rimarcato la necessità che "l'Iran riveli numero e ubicazione di mine marine posate" e collabori alla loro rimozione, sostenendo un corridoio umanitario, si legge in una nota. L'auspicio è di voto "nei prossimi giorni" col sostegno di Consiglio di Sicurezza e "un'ampia base di co-sponsor.

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