Papa Leone XIV a Pompei e a Napoli per la visita pastorale: "Basta guerre"

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Giornata in Campania per Prevost, nel giorno del primo anniversario della sua elezione a Pontefice. Il Santo Padre è stato prima a Pompei, dove ha celebrato la messa a Pompei e la supplica alla Madonna, poi si è spostato nel capoluogo, dove ha tenuto un discorso al Duomo - "Combattiamo la violenza con la cura" - e poi in una piazza del Plebiscito gremita

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Papa Leone XIV, a un anno esatto dalla sua elezione come Pontefice, è stato oggi in visita pastorale a Pompei e a Napoli. In entrambi i luoghi ha lanciato nuovi appelli per la pace. "Basta guerre, non possiamo rassegnarci alle immagini di morte", ha detto da Pompei in mattinata. "Sappiamo che non esiste pace senza giustizia", ha aggiunto poi nel pomeriggio davanti alla folla che ha gremito piazza del Plebiscito a Napoli, incoraggiando la città "piattaforma" di dialogo con l'accoglienza anche di profughi da Gaza. In tutto sono 70mila i fedeli che hanno salutato Prevost, che tornerà in Campania, ad Acerra, il 23 maggio.

Il Papa al Santuario di Pompei: "Mi sento benedetto a essere qui"

Stamattina il Santo Padre è arrivato in elicottero nell'area meeting del Santuario di Pompei, dove è iniziato il programma odierno. Ha voluto subito salutare uno ad uno malati e disabili assistiti da "il Tempio della Carità". Il Pontefice si è spostato su una golf cart scoperta al Santuario dove ha celebrato la messa e poi ha pronunciato la supplica alla Beata vergine del Santo Rosario di Bartolo Longo, che viene recitata ogni anno l'8 maggio da migliaia di fedeli nel mondo. "Che bella giornata, quante benedizioni, io mi sento il primo benedetto per poter venire qui, al santuario nel giorno della supplica e di questo anniversario", ha detto il Papa, facendo riferimento sia al santuario sia al suo primo anniversario di pontificato. 

"Solo la carità assicura vittorie grandi e definitive"

"Quando San Bartolo giunse per la prima volta a Valle di Pompei, vi trovò una terra afflitta da tanta miseria. Egli seppe vedere, però, in tutti, il volto di Cristo. A chi gli diceva che i suoi giovani erano destinati alla stessa sorte dei loro genitori, rispondeva che l'amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili e che, in ogni campo d'azione, solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive", ha detto Papa Leone nel suo primo discorso a Pompei evocando la figura del fondatore della città e del santuario, quel Bartolo Longo che lui stesso ha canonizzato il 19 ottobre scorso a piazza San Pietro. Leone ha incoraggiato "sacerdoti, religiose e religiosi, coniugi impegnati nelle Case Famiglia, educatori, volontari" a "questo programma di vita: essere uomini e donne di preghiera, per riflettere, come specchi tersi e umili, la luce che viene da Dio. E a voi bambini, ragazzi e giovani, raccomando di avere fiducia in chi si prende cura della vostra crescita".

Leone: "Pontificato affidatomi esattamente un anno fa, dovevo venire qui"

"Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa", ha spiegato Leone nell'omelia della messa, nel suo primo anniversario di pontificato. "L'aver poi scelto il nome di Leone mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio magistero sul santo Rosario. A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Rosario". 

Il Papa: "Basta guerre, non possiamo rassegnarci alle immagini di morte"

Prevost è quindi tornato a parlare di conflitti da Pompei: "Due intenzioni rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell'indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un'economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana". "Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore", "non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono".

Pope Leo XIV attends a pastoral visit to the parish of  St. Mary Queen of Peace" at Ostia Lido, near Rome 15 February 2026. ANSA/FABIO FRUSTACI

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Pope Leo in the meeting area of ??the Shrine of Pompeii, fresh from the helicopter, for the first stop on his pastoral visit, which will also take him to Naples this afternoon on the first anniversary of his pontificate. The Pope is welcomed by Msgr. Tommaso Caputo, Archbishop-Prelate of Pompeii, papal delegate for the Shrine. Pompeii, May 8, 2026. ANSA / FELICE DE MARTINO
Papa Leone a Pompei - ©Ansa

Il programma a Pompei

Papa Leone è arrivato a Pompei nel giorno della tradizionale supplica dedicata alla Beata Vergine del Santo Rosario, data coincisa con l'elezione di Prevost a Pontefice. Stamattina è decollato alle 8 dall'eliporto del Vaticano ed è atterrato a Pompei poco prima delle 9. Il Papa è stato accolto da mons. Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei, delegato pontificio per il santuario, Roberto Fico, presidente della Regione Campania, Michele Di Bari, prefetto di Napoli, Gaetano Manfredi, sindaco del capoluogo e Andreina Esposito, sindaco in carica a Pompei. Prevost ha raggiunto a piedi la Sala Luisa Trapani, dove ha incontrato il "Tempio della Carità": persone provenienti da situazioni di disagio, accolte nei diversi Centri del santuario di Pompei. Qui ha pronunciato il primo saluto. Quindi Papa Leone è entrato nel santuario e si è recato nella cappella di San Bartolo Longo per la venerazione delle spoglie del santo fondatore del santuario, raccogliendosi in preghiera in ginocchio. Ha salutato uno ad uno i tanti malati che lo attendevano con i loro accompagnatori. A seguire, nella Piazza Bartolo Longo, il Pontefice ha celebrato la messa, infine la supplica alla Madonna di Pompei.

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L'omaggio a San Gennaro

"Voglio fare un omaggio a San Gennaro, è tanto importante". Queste le prime parole, pronunciate a braccio, dal Pontefice a Napoli: la visita pastorale è cominciata dalla Cattedrale, dove ha visitato la Cappella del Tesoro di Gennaro.  Sull'altare ha quindi sollevato l'ampola e l'ha baciata esposta la teca con l'ampolla contenente il sangue del santo di Napoli.

Il Papa al Duomo di Napoli: "Combattiamo la violenza con cura"

"Oggi sono qui per farmi contagiare dalla vostra gioia", ha detto il Papa dal Duomo di Napoli. "È una grande gioia per me visitare questa città, ricchissima di arte e di cultura, situata nel cuore del Mediterraneo e abitata da un popolo inconfondibile e gioioso, nonostante il peso di tante fatiche. Il mio venerato predecessore, Papa Francesco, venendo qui nel 2015, disse: 'La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste!’. È questa la vostra grande risorsa: la gioia, l'allegria". ll Papa ha evocato anche il tema della "violenza" a Napoli: "Napoli è una città dai mille colori, in cui la cultura e le tradizioni del passato si mescolano alla modernità e alle innovazioni; è una città in cui una religiosità popolare spontanea ed effervescente si intreccia con numerose fragilità sociali e con i molteplici volti della povertà; è una città antica ma in continuo movimento, abitata da molta bellezza e nel contempo segnata da tante sofferenze e perfino insanguinata dalla violenza". Per tutto questo, "abbiamo bisogno di cura". 

Il discorso in piazza del Plebiscito: "Promuoviamo una cultura alternativa alla violenza"

"La pace parte dal cuore dell'uomo, attraversa le relazioni, si radica nei quartieri e nelle periferie, e si allarga fino ad abbracciare la città intera e il mondo. Per questo sentiamo urgente lavorare anzitutto dentro la città stessa. Qui la pace si costruisce promuovendo una cultura alternativa alla violenza, attraverso gesti quotidiani, percorsi educativi e scelte pratiche di giustizia", ha detto Prevost in un passaggio del suo discorso in piazza del Plebiscito.

"Contro malavita presenza dello Stato più che mai necessaria"

Il Santo Padre si è poi concentrato sulla situazione del capoluogo campano. "Napoli vive oggi un drammatico paradosso: alla notevole crescita di turisti fatica a corrispondere un dinamismo economico capace di coinvolgere davvero l'intera comunità sociale. La città rimane ancora segnata da un divario sociale che non separa più il centro dalle periferie, ma è addirittura marcato all'interno di ogni area, con periferie esistenziali annidate anche nel cuore del centro storico. In molte zone si scorge una vera e propria geografia della disuguaglianza e della povertà, alimentata da problemi irrisolti da tempo: la disparità di reddito, le scarse prospettive di lavoro, la carenza di strutture adeguate e di servizi, l'azione pervasiva della criminalità, il dramma della disoccupazione, la dispersione scolastica e altre situazioni che appesantiscono la vita di molte persone. Dinanzi a queste realtà, che talvolta assumono dimensioni preoccupanti, la presenza e l'azione dello Stato è più che mai necessaria, per dare sicurezza e fiducia ai cittadini e togliere spazio alla malavita organizzata", ha detto.

Leone XIV incontra la madre del piccolo Domenico Caliendo

A Napoli, il Papa ha anche incontrato Patrizia Mercolino, la madre di Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Sia a lei che alla figlia ha regalato un rosario. "Sono commossa, ho incontrato il Papa a cui ho donato il mio libro e la foto di Domenico: si è messo la mano sul cuore e mi ha detto che lo ricorderà nelle sue preghiere", ha detto Mercolino, in riferimento al libro Un cuore bruciato. La tua storia. Per non dimenticare, che ha scritto per la morte del figlio.

Il programma a Napoli

A Napoli, Prevost è stato accolto dall'arcivescovo card. Domenico Battaglia, oltre che dalle alte cariche istituzionali (Fico, Di Bari e Manfredi). Al Duomo alle 15.45 ha incontrato sacerdoti e consacrati, prima tenere il suo discorso. Poi si è spostato verso piazza del Plebiscito per incontrare la cittadinanza. In seguito l'ingresso nella basilica di San Francesco di Paola per salutare la comunità dei padri Minimi e alcune autorità. In chiusura di giornata l'atto di affidamento alla Vergine Maria, e la benedizione. Infine il rientro in Vaticano.

La macchina organizzativa

Già all’opera da giorni la struttura organizzativa a Napoli. I numeri parlano di diecimila transenne, un migliaio di uomini delle forze dell'ordine impegnati per la “bonifica” e poi la vigilanza, strade chiuse o tenute sotto stretto controllo. E in campo ci sono anche centinaia di uomini della struttura di volontariato della Protezione civile regionale, dell'arcidiocesi di Napoli, dello Smom e della Croce Rossa. Oltre al personale sanitario dell’Asl Napoli 1. Sia in piazza del Plebiscito che in cattedrale verranno allestiti due maxischermi per consentire ai fedeli di seguire gli eventi e una sala stampa per accogliere i giornalisti accreditati è aperta in Prefettura.

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