Introduzione
Oggi, 8 maggio 2026, Papa Leone XIV festeggia il primo anno di pontificato: il pontefice di nazionalità statunitense, che ha anche cittadinanza peruviana, è stato eletto dal Conclave l’8 maggio 2025. Nel corso di questo suo primo anno di pontificato si è distinto per la sua azione di mediatore di pace nei conflitti. Ed è stato anche attaccato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Quello che devi sapere
L’elezione
Dopo quattro scrutini, l’8 maggio il Conclave eleggeva il successore di Papa Francesco, morto il 21 aprile 2025. Ad essere scelto era il sessantanovenne Robert Francis Prevost, classe 1955, primo Papa statunitense ma profondamente legato al Perù dopo oltre vent’anni di missione come sacerdote e vescovo.
Religioso agostiniano ed ex superiore generale per due mandati, ha una formazione in matematica e diritto canonico e un’esperienza nella Curia romana come prefetto del Dicastero per i Vescovi.
Ha scelto il nome Leone XIV, in omaggio a Leone XIII e alla Rerum Novarum, testo fondativo della Dottrina sociale della Chiesa. Leone XIV è anche il primo Papa dal 1700 ad essere eletto nel corso di un Giubileo: è toccato infatti a lui chiudere la Porta Santa il 6 gennaio 2026 dopo che Papa Francesco l’aveva aperta il 24 dicembre 2024.
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Le prime parole
Alla prima apparizione, con mozzetta e stola, visibilmente commosso, pronuncia come prima parola “Pace”, ripetuta più volte fino a farne il cuore del suo messaggio. Il tema del suo primo discorso è quello di una pace “disarmata e disarmante”, una costante destinata a caratterizzare questi primi mesi di pontificato. Il giorno seguente, nella Cappella Sistina, indica un’altra linea guida davanti ai cardinali: “Scomparire perché resti Cristo”.
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Il primo viaggio
Dal 27 novembre al 2 dicembre Leone XIV compie il primo viaggio tra Turchia e Libano. In Turchia visita Ankara e Istanbul, dove incontra il patriarca Bartolomeo I e celebra a İznik per il 1700° anniversario del Concilio di Nicea. In Libano si reca a Beirut, prega al porto devastato dall’esplosione del 2020, incontra vittime e giovani a Bkerké e vede leader religiosi, rilanciando appelli per la pace e il dialogo.
Le nomine
Il 2025 è segnato da nomine rilevanti: Filippo Iannone al Dicastero per i Vescovi, Edward Daniang Daleng vicereggente della Casa pontificia, Anthony Onyemuche Ekpo assessore alla Segreteria di Stato; designati anche gli arcivescovi di New York e Westminster. Con motu proprio e altri atti Leone XIV avvia riforme della finanza vaticana, ridimensionando lo IOR e introducendo una gestione condivisa con l’APSA, aggiorna la Curia, promuove inclusione e sopprime la Commissione per le donazioni.
I viaggi all’estero
A fine marzo 2026 il Papa visita per la prima volta il Principato di Monaco in una missione di poche ore, tra incontri ufficiali, appuntamenti con fedeli e giovani e la Messa allo stadio. Tra il 13 e il 23 aprile 2026 compie un lungo viaggio in Africa (Algeria, Camerun, Angola, Guinea Equatoriale), alternando incontri istituzionali, celebrazioni e visite a comunità e opere sociali, con forte attenzione al dialogo interreligioso e alla pace.
Il ricordo del predecessore
Il 21 aprile 2026, in occasione del primo anniversario della scomparsa di Papa Francesco, Leone XIV gli dedica queste parole. "Nel primo anniversario della morte del caro Papa Francesco, è viva nella Chiesa e nel mondo la sua memoria. Il suo magistero è stato vissuto da discepolo-missionario, come amava dire. È rimasto discepolo del Signore, fedele al suo Battesimo e alla consacrazione nel ministero episcopale, fino alla fine. È stato anche missionario, annunciando il Vangelo della misericordia ‘a tutti, a tutti, a tutti’, come ebbe a dire più volte. I benefici suscitati dalla sua testimonianza di Pastore sollecito hanno contagiato il cuore di tanta gente, sino agli estremi confini della terra, grazie anche ai pellegrinaggi apostolici e specialmente a quell’ultimo ‘viaggio’ che è stata la sua malattia e la sua morte", scrive in una lettera destinata al cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio.
Mediatore di pace
Seguendo le parole espresse all’inizio del suo pontificato, Leone XIV si dedica fin da subito al ruolo di mediatore per la pace per i conflitti presenti nel mondo. Ha incontrato diversi capi di Stato e di governo e si è esposto in modo chiaro contro la guerra e il riarmo, come messaggio per la 59esima Giornata mondiale della pace, in cui il Pontefice ha denunciato “l'irrazionalità di un rapporto tra popoli” basato non su giustizia e fiducia ma “sulla paura e sul dominio della forza”.
Il Papa ha incontrato nel corso del suo primo anno di pontificato tre volte il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, due delle quali a Castel Gandolfo, tornata a essere residenza estiva papale. Non è il solo: ha ricevuto anche il presidente israeliano Isaac Herzog (4 settembre), con il quale ha parlato al telefono anche dopo l’attentato di Sydney contro la comunità ebraica, e ha incontrato il presidente dell’Autorità Nazionale palestinese, Mahmoud Abbas (5 novembre).
L’attacco di Trump
L’anno di pontificato ha visto anche lo scontro pubblico tra il Papa, il primo di nazionalità statunitense, e il presidente Donald Trump: nelle settimane scorse Trump ha definito il Pontefice “debole”, criticandone duramente le posizioni su politica estera e sicurezza. Dichiarazioni che sono arrivate dopo gli appelli del Papa per la pace, in particolare sul dossier iraniano e precedenti parole di critica nei confronti dell'Amministrazione americana per il trattamento dei migranti. Trump ha detto di “non essere un grande fan” di Leone XIV, accusandolo di essere “molto liberale” e di non sostenere adeguatamente la lotta alla criminalità, arrivando persino a insinuare che la sua elezione sia stata favorita indirettamente dalla sua stessa presenza alla Casa Bianca. In un lungo intervento, il presidente ha sostenuto che il Papa dovrebbe “concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico”, accusandolo di danneggiare la Chiesa con le sue prese di posizione. La replica del Pontefice è stata ferma ma misurata: Leone XIV ha detto di “non avere paura” dell’amministrazione americana e di voler continuare a parlare “ad alta voce contro la guerra”, evitando però uno scontro diretto con Trump.
Negl ultimi giorni l’inquilino della Casa Bianca è tornato ad attaccare il Pontefice: "Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone", ha detto il presidente americano all'emittente Salem News pochi giorni prima della visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano. Leone XIV "preferisce parlare di come sia accettabile che l'Iran abbia un'arma nucleare, non penso sia una buona cosa".
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