Il gip di Napoli Mariano Sorrentin nei giorni scorsi ha accolto la richiesta dall'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, di includere anche l'organo malato del bimbo tra i reperti biologici sui quali il collegio composto dai periti nominati dal giudice eseguirà delle verifiche
Sono in programma oggi, 28 aprile, gli accertamenti dei periti sui due cuori di Domenico Caliendo, il bambino morto all’ospedale Monaldi di Napoli il 21 febbraio dopo essere stato sottoposto a trapianto il precedente 23 dicembre. Il gip di Napoli Mariano Sorrentino, infatti, nei giorni scorsi ha accolto la richiesta dall'avvocato Francesco Petruzzi - legale della famiglia Caliendo - di includere anche il cuore malato del bimbo tra i reperti biologici sui quali il collegio composto dai periti nominati dal giudice eseguirà accertamenti nell'ambito dell'incidente probatorio. Le analisi saranno effettuate, tra l'altro, come disposto dall'autorità giudiziaria, anche sul cuore danneggiato dalle bassissime temperature a cui è stato esposto durante il trasporto da Bolzano a Napoli.
Gli accertamenti sui due cuori
Inoltre agli accertamenti sanitari, oltre al medico legale Luca Scognamiglio, potrebbero partecipare da remoto anche altri tre consulenti della famiglia Caliendo. L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha presentato infatti un'istanza di autorizzazione alla partecipazione, in videocollegamento, anche per il professor Gianni D. Angelini, specialista in cardiochirurgia residente nel Regno Unito, per il dottor Alessandro Iacobelli, specialista in anatomia patologica, e per la dottoressa Maria D'Amico, specialista in anestesia e rianimazione. Gli accertamenti vengono eseguiti oggi nell'Istituto di medicina legale del Policlinico di Bari dal collegio di periti del giudice, in presenza dei consulenti della famiglia e dei sette medici indagati.
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Prosegue l’inchiesta a Napoli
Prosegue intanto l’inchiesta sul caso: l’8 maggio è in calendario un nuovo round di interrogatori preventivi nell'ambito del procedimento giudiziario in corso a Napoli. Prima di Pasqua, assistiti dai rispettivi avvocati, e a seguito della richiesta della Procura di Napoli di una misura di interdizione per il reato di falso (in relazione alla modifica della cartella clinica del bimbo), il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni hanno affrontato un primo interrogatorio preventivo davanti al gip Mariano Sorrentino. La contestuale presentazione quel giorno stesso di una memoria da parte degli avvocati del cardiochirurgo ha spinto gli inquirenti ad ascoltare, nuovamente, come persone informate dei fatti, alcuni sanitari, tra cui le perfusioniste e un infermiere professionista specializzato, e a produrre un supplemento di elementi a supporto della richiesta di misura cautelare, peraltro dopo avere acquisito un altro video dal cellulare di un oss che era presente in sala operatoria il giorno del trapianto.