Bambino morto dopo trapianto a Napoli, eseguiti accertamenti sui due cuori di Domenico

Cronaca
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All'istituto di Medicina legale di Bari è iniziato oggi l'incidente probatorio sui due cuori coinvolti nel trapianto: quello deteriorato arrivato da Bolzano e quello sull'organo malato espiantato dal piccolo. L'esame proseguirà il 10 giugno. Il gip di Napoli nei giorni scorsi aveva accolto la richiesta del legale della famiglia Caliendo di includere anche l'organo malato del bimbo tra i reperti biologici sui quali il collegio composto dai periti nominati dal giudice esegue le verifiche

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È iniziato oggi, all'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, l'incidente probatorio sui due cuori di Domenico Caliendo, il bambino morto all’ospedale Monaldi di Napoli il 21 febbraio dopo essere stato sottoposto a trapianto il precedente 23 dicembre. Gli accertamenti del collegio di periti del giudice, in presenza dei consulenti della famiglia e dei sette medici indagati, hanno riguardato i due organi coinvolti nel trapianto: quello deteriorato arrivato da Bolzano e quello sull'organo malato espiantato dal piccolo. L'esame proseguirà il 10 giugno, sempre a Bari. Nei giorni scorsi il gip di Napoli Mariano Sorrentino aveva accolto la richiesta dall'avvocato Francesco Petruzzi - legale della famiglia Caliendo - di includere anche il cuore malato del bimbo tra i reperti biologici sui quali il collegio composto dai periti nominati dal giudice esegue gli accertamenti nell'ambito dell'incidente probatorio. 

Consulente difesa: “A giugno esami microscopici”

"Sono stati fatti gli esami di apertura dei cuori, su entrambi i cuori. Il 10 giugno avremo i primi dati, adesso è troppo presto. Li abbiamo visionati macroscopicamente, adesso ci sarà l'esame microscopico il 10 giugno e poi saremo in grado di dirvi qualcosa di più. Adesso diremmo cose che non hanno fondamento scientifico”, ha detto Vittorio Fineschi, medico legale e consulente del cardiochirurgo Guido Oppido, indagato per omicidio colposo insieme ad altri sei colleghi in merito alla morte del piccolo Domenico Caliendo. Due medici sono indagati anche per falso.

Medico famiglia Caliendo: “Capire lesioni cuore e stato pre-operazione”

Il medico legale Luca Scognamiglio, consulente della famiglia di Domenico Caliendo, ha detto che "un tema è sicuramente quale lesione d'organo verrà repertata, lesione da congelamento o meno. Questi sono dei temi importanti che possono venire fuori dall'analisi dei cuori. E qual era lo stato di Domenico pre-trapianto, questo è un altro dato importante che contiamo che emerga durante questi esami".

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I 12 quesiti del Gip

I periti delegati dal gip di Napoli devono ricostruire quanto accaduto in sala operatoria all'ospedale Monaldi e riferire "in caso di difformità 'non giustificate'" rispetto alle linee guida che dovevano essere seguite. Sono 12 i quesiti tecnici a cui sono chiamati a fornire una risposta. I periti, tra l'altro, dovranno analizzare le procedure di espianto e di trasporto del cuore da Bolzano a Napoli, e l'asportazione del cuore malato di Domenico eseguita al Monaldi, verificando eventuali errori dell'equipe. Il giudice ha chiesto al collegio peritale di analizzare l'adeguatezza delle scelte adottate, con particolare riferimento alla cardiectomia, verificando, in particolare, se poteva essere effettuata prima dell'arrivo dell'organo da trapiantare. Con l'obiettivo di individuare la possibilità di "una diversa evoluzione clinica", ai periti è stato anche chiesto di tracciare eventuali condotte alternative che potevano essere intraprese dopo il fallimento del trapianto.

Prosegue l’inchiesta a Napoli

Prosegue intanto l’inchiesta sul caso: l’8 maggio è in calendario un nuovo round di interrogatori preventivi nell'ambito del procedimento giudiziario in corso a Napoli. Prima di Pasqua, assistiti dai rispettivi avvocati, e a seguito della richiesta della Procura di Napoli di una misura di interdizione per il reato di falso (in relazione alla modifica della cartella clinica del bimbo), il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni hanno affrontato un primo interrogatorio preventivo davanti al gip Mariano Sorrentino. La contestuale presentazione quel giorno stesso di una memoria da parte degli avvocati del cardiochirurgo ha spinto gli inquirenti ad ascoltare, nuovamente, come persone informate dei fatti, alcuni sanitari, tra cui le perfusioniste e un infermiere professionista specializzato, e a produrre un supplemento di elementi a supporto della richiesta di misura cautelare, peraltro dopo avere acquisito un altro video dal cellulare di un oss che era presente in sala operatoria il giorno del trapianto.

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