Per la prima volta parla in video, e lo fa ai microfoni di Sky TG24, la direttrice generale dell'ospedale Monaldi di Napoli, Anna Iervolino, in merito alla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto con un cuore danneggiato dal ghiaccio secco. "Nessun conflitto con la famiglia e disponibilità a incontrarne i legali", dice Iervolino. Va avanti intanto l’inchiesta: sette gli indagati per omicidio colposo. L'8 marzo l'incontro
C'è la volontà di incontrare i legali dei genitori di Domenico Caliendo e non c'è una contrapposizione alla famiglia. A dirlo a Sky TG24 è la direttrice generale dell'ospedale Monaldi di Napoli, Anna Iervolino, che parla per la prima volta in merito alla vicenda della morte del piccolo Domenico, deceduto dopo un trapianto con un cuore danneggiato dal ghiaccio secco.
"Noi abbiamo avuto sempre una posizione corretta e ispirato al rispetto rigoroso della legge, dei comportamenti e dei procedimenti amministrativi. L'avvocatura interna sta seguendo questa pratica e sicuramente farà tutto quello che deve fare per definire questo procedimento amministrativo, incluso incontrare i legali e avviare con loro una trattativa", dice Iervolino. "Da direttore generale - prosegue - io posso soltanto auspicare che queste trattative siano svolte in un clima di serenità e di collaborazione tra le parti, quanto meno di rispetto delle delle persone, dei ruoli e anche dell'istituzione. Non c'è un conflitto, non c'è mai stata una contrapposizione tra l'azienda e la famiglia, anzi siamo sempre stati molto vicini, devo dire che lo siamo tuttora vicini a questa famiglia, ne comprendiamo il dolore, che è anche nostro".
E cosa vorrebbe dire ai familiari, alla mamma e al papà di Domenico Caliendo? "Nulla che non abbia già detto, e cioè che sono vicina come azienda e come madre al loro dolore. Lo sento sulla mia pelle, nulla può restituire Domenico alla sua famiglia. Ma possiamo entrambi lavorare sul miglioramento della sanità pubblica".
Intanto prosegue l'inchiesta, 7 gli indagati per omicidio colposo, il primario e la sua assistente anche per falso, per presunte modifiche alla cartella clinica. Sono attesi gli interrogatori del primario e della sua vice.
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