Papa Leone XIV alla veglia di Pasqua: "Possiamo dar vita a un mondo nuovo". FOTO
Nella Basilica di San Pietro la cerimonia è iniziata con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale, poi la processione verso l'Altare, il canto dell'Exsultet, la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale, la celebrazione del Sacramento della Confermazione e infine la Liturgia Eucaristica. Il Pontefice: il mondo è devastato da guerre e ingiustizie ma "non lasciamocene paralizzare"
LA PRIMA VEGLIA DEL PAPA
- Nella Basilica di San Pietro Papa Leone XIV presiede la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua, la prima del suo pontificato.
IL CERO PASQUALE
- Il Rito è iniziato nell'atrio della Basilica con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale, sul quale il Pontefice ha inciso una croce, la prima e ultima lettera dell'alfabeto greco, Alfa e Omega e le cifre dell'anno corrente. Nel cero, a forma di croce, sono stati infissi cinque grani di incenso.
LA LITURGIA DELLA PAROLA
- Poi l'accensione del cero, la processione verso l'Altare e il canto dell'Exsultet. A seguire la Liturgia della Parola (7 letture e 7 salmi) e il Gloria.
LA LITURGIA BATTESIMALE
- Dopo il Vangelo e l'omelia, è il momento della Liturgia Battesimale, nella quale Papa Leone battezza 10 catecumeni: cinque sono della diocesi di Roma, due provengono dal Portogallo, due dalla Gran Bretagna e uno dalla Corea.
IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE E LA LITURGIA EUCARISTICA
- A seguire, la celebrazione del Sacramento della Confermazione e infine la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i cardinali.
L'OMELIA
- "In tutti questi momenti della storia della salvezza abbiamo visto come Dio, alla durezza del peccato che divide e uccide, risponde con la potenza dell'amore che unisce e ridona vita", ha sottolineato Papa Leone XIV nell'omelia della Veglia. Il Pontefice ha rimarcato che "il santo mistero di questa notte dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace" e "affonda le sue radici anche là dove si è consumato il primo fallimento dell'umanità, e si stende lungo i secoli come cammino di riconciliazione e di grazia".
"DIO NON VUOLE LA NOSTRA MORTE"
- "Di tale cammino la liturgia ci ha proposto alcune tappe attraverso i testi sacri che abbiamo ascoltato. Ci ha ricordato - ha affermato Leone - come Dio ha fermato la mano di Abramo, pronto a sacrificare il figlio Isacco, a indicarci che non vuole la nostra morte, ma piuttosto che ci consacriamo a essere, nelle sue mani, membra vive di una discendenza di salvati".
"IL SIGNORE MOSTRA LA VIA DELLA PACE"
- "Così pure ci ha invitato a riflettere su come il Signore ha liberato gli Israeliti dalla schiavitù dell'Egitto, facendo del mare, luogo di morte e ostacolo insormontabile, la porta d'ingresso per l'inizio di una vita nuova e libera - ha proseguito il Papa - E lo stesso messaggio è tornato come un'eco nelle parole dei Profeti, in cui abbiamo sentito le lodi del Signore come sposo che chiama e raccoglie, fonte che disseta, acqua che feconda, luce che mostra la via della pace, Spirito che trasforma e rinnova il cuore".
"L'AMORE DI DIO CAPACE DI DISSIPARE L'ODIO"
- Il mattino di Pasqua, Maria di Magdala e l'altra Maria, "vincendo il dolore e la paura, si sono messe in cammino", "nel terremoto e nell'angelo, seduto sul masso ribaltato, hanno visto la potenza dell'amore di Dio, più forte di qualsiasi forza del male, capace di 'dissipare l'odio' e di 'piegare la durezza dei potenti'", ha detto ancora il Pontefice.
"NON LASCIAMOCI PARALIZZARE DA GUERRE E INGIUSTIZIE"
- Il mondo è devastato da guerre e ingiustizie ma "non lasciamocene paralizzare" perché le pietre possono essere rotolate via anche dai nostri sepolcri, "come la sfiducia, la paura, l'egoismo, il rancore", e ancora "la guerra, l'ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni", ha detto Papa Leone. "Tanti uomini e donne, nel corso dei secoli, con l'aiuto di Dio, le hanno rotolate via, magari con molta fatica, a volte a costo della vita, ma con frutti di bene di cui ancora oggi beneficiamo".
"POSSIAMO DARE VITA A UN MONDO NUOVO"
- Il Papa invita poi tutti a costruire "un mondo nuovo". "Come le donne, corse a dare l'annuncio ai fratelli, noi pure vogliamo partire, stanotte, da questa Basilica, per portare a tutti la buona notizia che Gesù è risorto e che con la sua forza, risorti con Lui, anche noi possiamo dar vita a un mondo nuovo, di pace e di unità".