Papa Leone XIV celebra il Giovedì Santo e il rito della lavanda dei piedi. FOTO
Dopo aver tenuto la messa crismale in mattinata, il Pontefice nel pomeriggio è arrivato nella Basilica di San Giovanni in Laterano per presiedere la messa "Cena del Signore", che segna l'inizio del Triduo Pasquale
GIOVEDÌ SANTO, PAPA LEONE XIV E LA LAVANDA DEI PIEDI
- Proseguono le celebrazioni della Settimana Santa. Dopo aver tenuto la messa crismale in mattinata, Papa Leone XIV nel pomeriggio di oggi, Giovedì Santo, ha presieduto la messa in Coena Domini nella Basilica di San Giovanni in Laterano: è l'inizio del Triduo Pasquale. Durante la cerimonia anche il rito della lavanda dei piedi.
I 12 SACERDOTI DELLA DIOCESI DI ROMA
- Il Pontefice ha compiuto il rito lavando i piedi a 12 sacerdoti della Diocesi di Roma. Questo "ritorno" alla tradizione è la prima novità della sua prima Pasqua da Pontefice: domani durante la tradizionale Via Crucis al Colosseo, sarà lui stesso a portare personalmente la Croce lungo tutte le 14 stazioni.
IL RITO NEL VANGELO
- La lavanda dei piedi deriva da un episodio del Vangelo, in cui Gesù Cristo lava i piedi ai suoi discepoli durante l’Ultima Cena. Il gesto simboleggia il fatto che nessuno è superiore agli altri.
"GESÙ PURIFICA LA SUA IMMAGINE E LA NOSTRA IMMAGINE DELL'UOMO"
- "Col suo gesto", ha detto Papa Leone XIV durante la messa, "Gesù purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l'hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell'uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto". Poi ha invitato a seguire il suo esempio "di dedizione, di servizio e di amore".
LA MESSA DI PAPA LEONE
- Gesù, ha detto Leone, "è il criterio autentico, che toglie tutte le maschere del divino e dell'umano". Non offre il suo esempio "quando tutti sono felici e gli vogliono bene, ma nella notte in cui veniva tradito, nel buio dell'incomprensione e della violenza, affinché sia ben chiaro che non ci ama perché siamo buoni e puri: ci ama, e perciò ci perdona e ci purifica. Non ci ama se ci facciamo lavare dalla sua misericordia: ci ama, e perciò ci lava, sicché possiamo corrispondere al suo amore".
"IL SIGNORE È MOLTO DI PIÙ DI UN MODELLO MORALE"
- Leone ha quindi spiegato il significato proprio del rito della Lavanda, prima di compierlo lui stesso: il Signore "ci fa vedere, prendendo l'acqua, il catino e il grembiule, che è molto di più che un modello morale, ci consegna la sua stessa forma di vita: lavare i piedi è gesto che fa sintesi della rivelazione di Dio".
"ECCO L'ONNIPOTENZA DI DIO"
- "Noi siamo sempre tentati di cercare un Dio che 'ci serve', che ci faccia vincere, che sia utile come il denaro e il potere. Non comprendiamo invece che Dio ci serve davvero, sì, ma col gesto gratuito e umile di lavare i piedi: ecco l'onnipotenza di Dio. Così si compie la volontà di dedicare la vita a chi, senza questo dono, non può esistere", ha continuato il Pontefice.
CHI SONO I SACERDOTI
- Il Papa nella messa in Coena Domini ha lavato i piedi a dodici sacerdoti, undici dei quali da lui stesso ordinati. Sono don Andrea Alessi, don Gabriele Di Menno Di Bucchianico, don Francesco Melone, don Clody Merfalen, don Federico Pelosio, don Marco Petrolo, don Pietro Hieu Nguyen Huai, don Matteo Renzi, don Giuseppe Terranova, don Simone Troilo, don Enrico Maria Trusiani. Oltre i neo-sacerdoti c'è anche don Renzo Chiesa, direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore.
IL RITORNO ALLA TRADIZIONE
- La messa in Coena Domini quest'anno è tornata nella basilica di San Giovanni in Laterano. Papa Francesco aveva prediletto per questa importante celebrazione del Triduo pasquale luoghi di sofferenza, come carceri o centri migranti. In queste occasioni Bergoglio aveva scelto, per il gesto di lavare i piedi, anche donne, transessuali, carcerati, esponenti di diverse religioni, non solo quella cattolica.